Non c’è scelta sugli obiettivi

In questo momento sono Juventus e Como le principali avversarie della Roma. All’Olimpico arriva un pericoloso Cagliari. (…) Che Cagliari ha segnato una delle due sconfitte meno prevedibili nel girone di andata. Serve una vittoria netta perché nel prossimo turno andremo a Napoli e la squadra di Conte, forse l’unica con emergenze superiori, sta ritrovando grande forza. Gasperini è uno dei più bravi a preparare le partite e a imporre alla squadra ritmo e precisione, ma Ranieri, che resta un grande protettore dell’ambiente giallorosso è intervenuto, non a caso, questa settimana per dare due boccate di ossigeno e distendere il clima. Senza enfasi, ha ripetuto che la proprietà aveva parlato di un progetto di tre anni per tornare in Champions e, successivamente, puntare al titolo. (…) Ottimo e ancora meglio l’altro annuncio: esiste finalmente un progetto per il ritorno di Totti nella Roma e, a quanto pare, nella direzione tecnica. (…) Restiamo li e affrontiamo le altre squadre che si battono per l’eccellenza in Europa senza paura. Il Cagliari ha alcuni giocatori che ci daranno problemi. Ma noi dobbiamo segnare di più. Niente deviazioni stasera, avanti dritti.

(Il Messaggero – P. Liguori)

Sessa nominato commissario stadi per EURO2032: i Comitati del ‘no’ di Roma, Milano, Parma, Como e Pisa inviano una diffida a Meloni e Abodi

Nuova vicenda legata allo Stadio della Roma a Pietralata. Come rivelato dal giornalista Alessio Di Francesco, nella mattinata odierna i Comitati del ‘no’ di Roma, Milano, Parma, Como e Pisa hanno inviato tramite l’avvocato Veronica Dini di Milano una diffida alla Presidenza del Consiglio e al ministro dello Sport Andrea Abodi in seguito alla nomina di Massimo Sessa come commissario straordinario per gli stadi in vista di EURO2032.

Gasperini lancia la tavola rotonda: «Facciamoci sentire»

IL TEMPO (L. PES) – Il piemontese chiama a raccolta gli allenatori: questo calcio non piace a nessuno, è ora di intervenire.

«Ha ragione De Rossi, dobbiamo far sentire la nostra voce. Questo calcio non piace a nessuno». Gasperini chiama a raccolta allenatori e calciatori per una tavola rotonda che possa cambiare le cattive abitudini del calcio di oggi. Il tecnico giallorosso in conferenza stampa fa eco alle dichiarazioni di De Rossi del giorno precedente (dopo il rigore subito al 90′ contro il Napoli) e, anzi, rincara la dose. «Non è possibile: questo tipo di calcio non piace a noi e probabilmente non piace neanche al pubblico. C’è una grande confusione, è bruttissimo vedere partite condizionate da cartellini strani, da rigori che il pubblico non vede. Si parla ormai di simulazioni evidenti, di giocatori che si mettono le mani in faccia quando magari vengono appena toccati, di panchine che saltano per aria e iniziano a provocare o a fare pressione sugli arbitri». Poi ancora: «De Rossi ha detto una cosa molto precisa: “io non mi riconosco più in questo sport che no giocato da sempre, che da bambino ho cercato di portare avanti”. Questo è grave e non capisco per quale motivo si debba ridurre questo sport al cercare di rubacchiare». Una riflessione proseguita anche dopo la conferenza stampa quando il piemontese ha chiesto, con grande passione per questo sport, di porre l’attenzione su tutte queste problematiche. Troppo simulatori non puniti, troppi finali di gara dove non si gioca più e qualcuno che, senza fare nomi, comincia ad approfittarne preparando prima alcune situazioni. Si è perso lo spirito del gioco, gli arbitri, come i guardalinee da qualche anno, ormai non prendono più decisioni e si crea confusione: tutti tendono a protestare. Secondo Gasperini bisogna riportare il contrasto al centro del gioco. «Un gesto tecnico» secondo l’allenatore di Grugliasco, che al pari di un gol o un dribbling non può venire meno. Espulsioni o rigori che indirizzano partite e ostacolano lo spettacolo. E arrivato il momento di farsi sentire, a cominciare dagli allenatori che costantemente lamentano senza però intervenire. Mai come in questo momento serve un confronto costruttivo che coinvolga tutti. D’altronde, il calcio, è di chi lo gioca e di chi lo guarda.

Oltre a Totti, farei tornare Kalinic

II ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Io, oltre a Francesco Totti, per questa partita farei tornare alla Roma Nikolino Kalinic. Adesso fa il dirigente all’Hajduk Spalato, si rimette gli scarpini stanotte per riprendersi quel gol sotto la Sud che Massa gli ha ingiustamente tolto. (…) Peccato, poi, che non ci sia Michael Folorunsho, ma non per cantargliene quattro, semmai solo il buon compleanno visto che l’ha fatto l’altro ieri. Rancore – e rigore – a parte, questa partita è come tutte le altre: da vincere. (…) Non sarà ovviamente cosa scontata, anzi, e al di là delle ultime annate, contro il Cagliari abbiamo giocato partite dolorose (la prima di Luis Enrique in campionato, l’ultima di Zeman con la Roma). (…) Forse vedremo Zaragoza, sicuramente Malen, tifando in particolare per un suo gol per non sentire già giudizi senza senso, ancora più certamente vedremo una squadra che 1, X (poche) o 2, è stata sempre dentro ogni partita che ha giocato,merito soprattutto di un tecnico che è arrivato da un semestre e che con una squadra – prima di gennaio – inferiore a quella dello scorso anno (Paredes, Saelaemaekaers e persino Shomurodov – rispetto a Ferguson – in meno, solo Wesley titolare in più, senza aver mai avuto Angelino, e con un El Aynaoui da far crescere dalla panchina) sta accelerando il processo di crescita e facendo una cosa persino più importante dei risultati: imporre la cultura del lavoro.

Io oltre a far tornare Totti, e più che parlare di rinnovi di giocatori in scadenza o di prestiti da riscattare/rinnovare, allungherei già di un paio d’anni il contratto a un allenatore che se gli dici del ritorno di Totti ti risponde: “Lo farei giocare subito, ma si deve allenare tanto però eh…”. Pensa tutti gli altri che dovrebbero fare secondo Gasp: lo dovranno fare.

Montella: “Stimo Gasperini. Celik si sposa alla perfezione con il gioco della Roma, ma non so se resterà”

IL MESSAGGERO – Vincenzo Montella, ex attaccante della Roma e attuale commissario tecnico della Turchia, ha rilasciato un’intervista in cui approfondisce, tra le altre cose, la sfida di stasera tra i giallorossi e il Cagliari.

Ci sarà l’Italia ai mondiali?
«Gli azzurri hanno le qualità e i giocatori per arrivare in America e me lo auguro con tutto il cuore perché è ormai troppo tempo che non vediamo la nostra nazionale ai mondiali e credo che se riuscisse ad arrivarci si aprirebbero prospettive importanti».

C’è Roma-Cagliari, lei è stato in visita ad Asseminello, che avversario devono aspettarsi i giallorossi?
«Una squadra giovane ma anche consapevole e senza assilli di classifica. Pisacane è un allenatore che sa aspettare la crescita dei suoi calciatori, che sa mantenere alto il livello a prescindere da chi gioca e questo non può che essere merito della gestione e dell’empatia che il suo allenatore ha saputo instaurare nel gruppo. La squadra poi è sapientemente guidata da un direttore sportivo esperto come Angelozzi. Sia Roma che Cagliari hanno giocatori indisponibili. Mi aspetto una partita equilibrata, come ormai sempre più spesso capita nel calcio italiano, gli episodi saranno decisivi».

Recentemente è stato in visita anche a Trigoria, che ambiente ha trovato?
«La Roma sta facendo un ottimo campionato tenendo conto della grande competitività che c’è nelle zone alte della classifica. Ho una forte stima per Gasperini, conosciamo la sua storia, negli anni le sue squadre e i suoi calciatori si sono sempre migliorati e questo sta accadendo anche con i giallorossi. Celik è un esempio, ero sicuro che con Gasperini sarebbe migliorato perché Zeki è il classico giocatore che per caratteristiche e comportamento si sposa alla perfezione con il gioco della Roma di quest’anno. Celik è uno che fa della continuità e dello spirito di squadra i suoi punti di forza».

Rimarrà alla Roma?
«Non è di mia competenza e non è nel mio stile. Sicuramente le sue prestazioni e le sue qualità rendono Zeki un calciatore apprezzato anche da altre squadre, ma penso soprattutto dalla Roma».

Totti potrebbe presto tornare nell’organigramma gialloros-
so, in che ruolo lo vedrebbe meglio?

«Francesco è un amico, a Roma ho condiviso con lui dieci anni bellissimi e posso solo augurargli il meglio».

Calciomercato Roma: piace Corvi del Parma

Nonostante la sessione invernale di calciomercato sia appena terminata, la Roma pensa già alla prossima stagione e tra gli obiettivi in vista dell’estate potrebbe esserci un nuovo portiere. Come rivelato dal sito, il club giallorosso potrebbe fare i conti anche con la cessione di Mile Svilar e per questo motivo il direttore sportivo Frederic Massara sta seguendo Edoardo Corvi del Parma. La società capitolina sta monitorando diversi profili e tra questi c’è l’estremo difensori dei crociati, autore di un’ottima annata con 16 reti subite in 12 partite e 4 clean sheet.

(calciomercato.it)

VAI ALL’ARTICOLO ORIGINALE

Candela: “Non mi aspettavo che Gasperini pensasse così tanto al bene della Roma. Il ritorno di Totti? Sarebbe bellissimo per tutti”

IL ROMANISTA – Vincent Candela, bandiera della Roma, ha rilasciato un’intervista al quotidiano a tinte giallorosse e tra i vari temi trattati si è soffermato anche su Gian Piero Gasperini e il possibile ritorno di Francesco Totti in società. Ecco le sue dichiarazioni.

Racconta Roma a un tuo amico…
«A parole non potrei, dovrebbe venire in giro con me. Oltre al fatto che credo sia la città più bella al mondo per tutto quello che rappresenta per la storia e per l’arte, è il calore della gente a fare la differenza; la fantasia, la genialità dei romani, la capacità di sdrammatizzare con una battuta. E poi, se parliamo di calcio, i romani ti travolgono con la loro passione per la squadra».

Il giorno del tuo addio al calcio c’erano 50 mila persone all’Olimpico.
«Credo che quella sera sia tornato indietro tutto l’amore che ho dato alla Roma, una cosa che in realtà vedo e sento ancora adesso tutti i giorni. Che ricordi: Zidane che esce da una parte e Totti da un’altra con quattro bighe, i cavalli e gli antichi romani…ho organizzato tutto io quindi sono due volte orgoglioso di quella serata davanti ai miei figli piccoli. Però nemmeno in quell’ultima partita per me così importante, Montella mi ha fatto l’assist per fare gol: gli ho passato la palla e non me l’ha ridata. Gli attaccanti forti sono così, non guardano in faccia nessuno».

Sei tra gli eroi dell’ultimo Scudetto, hai qualche rimpianto per quello che non avete vinto dopo?
«No, perché penso che abbiamo fatto il massimo. All’epoca delle sette sorelle, come si diceva allora, il campionato era molto difficile, non eravamo la squadra più forte ma ce la giocavamo con il Parma, la Juve, l’Inter, il Milan. L’anno dopo lo Scudetto, se avessimo avuto il vero Batistuta, avremmo vinto a mani basse. Senza ce la siamo giocata fino alla fine con Cassano, Montella, Delvecchio e Totti. Non ho rimpianti, anche se abbiamo pareggiato a Venezia e buttato via qualche punto in casa. Il calcio è bello anche per questo: spesso è una questione di mentalità, noi eravamo una squadra molto equilibrata, ma non la più forte».

Senti, sei destro ma hai fatto quasi tutta la carriera a sinistra: è così difficile giocare dalla parte opposta al proprio piede naturale? Penso un po’ anche a Wesley…
«No, no, dipende un po’ dell’obiettivo e della personalità del giocatore. Wesley ha altre caratteristiche rispetto a me: diciamo che lui è molto più veloce, molto più tenace, io ero molto più tecnico. Anche a sinistra mi piace tantissimo, lo vedo rientrare, alzare la testa, buttarsi dentro. E poi viaggia sempre a mille all’ora, una dote non comune».

Mi dici una cosa in particolare che ti ha colpito di Gasperini?
«La sua esperienza e quello che ha fatto nel calcio sono cose non comuni; ora che l’ho conosciuto un po’ di più, posso dirti che quello che non mi aspettavo è che pensasse così tanto al bene del club, cosa che nel calcio non è affatto scontata. Non lo dico per piaggeria, in passato anche quando ho lavorato con i media della Roma, mi è capitato di criticare allenatori per cose che non mi convincevano, ad esempio Fonseca o Mourinho. Gasperini oltre al lavoro quotidiano sul campo e fuori e naturalmente puntare a giocatori importanti, fa crescere i calciatori che ha a disposizione aumentando anche il loro valore patrimoniale: se uno è da 5 lo fa rendere 7; se è da 7 lo porta a 9. Io di allenatori ne ho avuti tanti, ma in pochi hanno pensato veramente alla Roma. Lui è venuto qui a 67 anni con un passato importante, ma quando protesta per il mercato, per i ritardi, non lo fa per sé, ma perché il suo obiettivo è migliorare la Roma. Spesso in pubblico lo fa con il sorriso poi non so com’è con il presidente, con Ranieri e Massara, ma il suo desiderio di programmare ed essere chiari sulle prospettive del club è una cosa che aiuta la Roma ad andare avanti. Si possono cercare campioni o far crescere i giovani, l’importante è avere un filo conduttore comune».

Secondo te la Roma fa il suo se…?
«Se arrivasse quarta sarebbe un bel traguardo e permetterebbe di costruire meglio la squadra per l’anno prossimo, perché con la Champions soldi ed obiettivi sarebbero diversi. Negli ultimi dieci anni la Roma ha cambiato proprietà, dirigenti, direttori sportivi, allenatori e giocatori tante volte, centrare la Champions al primo anno con Gasperini sarebbe una cosa grande. Ma se dovesse arrivare quinta non sarebbe un fallimento, sarebbe un peccato perché siamo lì con le altre e per giocarsela alla pari con le altre grandi manca poco».

Secondo te a che punto è la conoscenza dei Friedkin del calcio italiano?
«Non posso dare un giudizio compiuto, non sono mai stato a cena con i presidenti né ho parlato con loro. Sicuro hanno investito tanto, lo stadio è un sogno che finalmente sta per realizzarsi, la strada per riportare la Roma stabilmente tra le grandi d’Europa mi sembra quella giusta. La sensazione è che stavolta davvero alle spalle di Gasperini che ha vinto l’Europa League e non è stato lontano dallo scudetto con l’Atalanta, ci sia una struttura che lavora con lui e che di calcio ne capisce. Insomma, si vedono le fondamenta».

Chi è per te Francesco Totti?
«Intanto un compagno di vita, l’ho conosciuto nel 1996 e quest’anno saranno trent’anni di battaglie, vittorie e sconfitte vissute insieme. Per me rimane sempre il capitano della Roma, lui e Zidane sono i numeri 10 che mi hanno reso la carriera più facile: quello che cercavo in Nazionale con Zizou, lo trovavo nella Roma con Francesco. E poi è un amico e lo è stato anche quando ci siamo visti poco perché io ho smesso nel 2007, lui dieci anni dopo e in mezzo ci sono state vite diverse, ognuna con i suoi alti e i suoi bassi. Oggi abbiamo la passione comune per il padel ma non ci si deve vedere ogni giorno per volersi bene: lui sa che io ci sono sempre».

La Roma gli manca? Hai sentito Ranieri dire che i Friedkin stanno pensando a un suo ritorno?
«Beh, io penso che la Roma è gigante, ma con Totti in società sarebbero entrambi ancora più grandi e belli. L’importante sarebbe trovare un equilibrio che porti soddisfazione, gratitudine e amore tra le parti. Stiamo parlando da una parte del giocatore più importante della Roma di tutti i tempi e dall’altra di un grande club che oggi ha un vestito nuovo. Già ritrovarlo con noi quando andiamo in giro per il mondo per le partite delle leggende del club sarebbe meraviglioso».

Ma hai in mente un ruolo che potrebbe ricoprire?
«Non ne abbiamo mai parlato, tra le tante opportunità che possano esserci dentro il club Francesco non mi ha mai detto: “Vorrei fare questo”. Ripeto, non stiamo parlando di un ex calciatore, ma della leggenda della Roma di tutti i tempi. Quindi secondo me già solo se lui assistesse agli allenamenti forse la squadra ne trarrebbe un beneficio e uno stimolo. Francesco potrebbe fare tante cose anche al di là della parte sportiva legata alla prima squadra, come ho detto ci sono partite tra leggende che aiutano a far conoscere la Roma in tutto il mondo; si potrebbe coinvolgere nel creare delle accademie come le ha il Milan. Sicuro la Roma con Totti e Totti con la Roma sarebbe una cosa bellissima per tutti».

ROMA-CAGLIARI: le probabili formazioni dei quotidiani. Ballottaggio Zaragoza-Pellegrini, Ghilardi al posto dell’infortunato Hermoso

Questa sera la Roma ospiterà il Cagliari allo Stadio Olimpico per la 24esima giornata di Serie A. Appuntamento alle 20:45, dove i ragazzi di Gian Piero Gasperini dovranno rispondere alla vittoria del Napoli e al pareggio della Juventus per riagganciare il treno Champions League. I giallorossi, inoltre, vorranno riscattare il brutto ko dell’andata contro la squadra di Pisacane.

Con il forfait di Mario Hermoso, davanti a Svilar ci sarà il trio composto da ManciniNdicka e Ghilardi. A centrocampo si va verso la conferma dei 4 schierati contro l’Udinese: Celik e Wesley sulle fasce e Cristante-El Aynaoui in mediana. Davanti, accanto a Soulé, ci sarà uno tra Pellegrini e Zaragoza (l’italiano leggermente in vantaggio). I due supporteranno Malen, che agirà da unica punta.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI

GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley, Soulé, Pellegrini, Malen.

CORRIERE DELLO SPORT –Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley, Soulé, Zaragoza, Malen.

TUTTOSPORT – Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley, Soulé, Zaragoza, Malen.

IL MESSAGGERO – Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley, Soulé, Pellegrini, Malen.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley, Soulé, Pellegrini, Malen.

IL TEMPO – Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley, Soulé, Pellegrini, Malen.

IL ROMANISTA – Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi, Celik, Cristante, El Aynaoui, Wesley, Soulé, Pellegrini, Malen.

Zaragoza freme e insidia Pellegrini: Wesley è la chiave per bloccare Palestra

Velocità e dribbling sulla fascia sinistra, praticamente quello che Gasperini chiede da luglio lo ha ottenuto con sei mesi di ritardo. E ora è pronto a godersi la nuova coppia Wesiey-Zaragoza, se dal primo minuto o a gara in corso lo deciderà questa mattina. L’ex Flamengo a dir la verità il tecnico se lo è ritrovato da quella parte per una serie di sfortunati eventi. Prima i problemi fisici di Angeliño poi le scialbe prestazioni di Tsimikas. Tre i gol di cui due decisivi per i tre punti. E in campionato ha segnato come Ferguson e più di Dybala, Dovbyk, El Shaarawy e Baldanzi (ora al Genoa). Questa sera dovrà vedersela con Palestra. All’andata il brasiliano non c’era per un piccolo problema muscolare e l’ex Atalanta ha avuto vita facile. La musica sarà sicuramente diversa, ma occhio ai cartellini. Con un giallo salterebbe la trasferta di Napoli. Ora c’è da affinare l’intesa con Zaragoza. Il nuovo folletto a disposizione di Gasperini che non vede l’ora di godersi l’atmosfera dell’Olimpico. L’anno scorso è stato il re dei dribbling: primo in Europa per dribbling tentati ogni 100 tocchi davanti a Nico Williams e Doku. Il ballottaggio con Pellegrini è aperto, ma nella sua prima settimana a Trigoria ha sorpreso in positivo. Forse Zaragoza non era il primo nome sulla lista, ma ha sicuramente le caratteristiche che cercava da tempo. Bailey è stato un buco nell’acqua, la speranza è che lo spagnolo riesca subito ad adattarsi al campionato italiano. Dalle sue prestazioni passa anche l’obbligo di riscatto che scatterà in caso di Champions o Europa League ed è anche legato al 50% delle presenze da almeno 45 minuti. E anche il Bayern Monaco spera nei suoi gol per poter incassare un bonus da aggiungere ai 13,5 milioni per il riscatto. Le alternative in avanti sono pochissime e nel secondo tempo sarà un arma in più.
Questa sera non ci saranno Dybala, Vaz, Dovbyk, El Shaarawy e Ferguson. Quest’ultimo non ha ancora smaltito il problema alla caviglia e spera di tornare a Napoli dove sicuramente ci saranno Paulo e Robinio. Out Hermoso che sente ancora dolore al collo del piede sinistro per una tacchettata presa ad Udine. Pronto Ghilardi al fianco di Ndicka e Mancini. Soulé è alle prese con la pubalgia ma stringerà i denti, davanti Malen.

(Il Messaggero)

Hermoso out. C’è Ghilardi, Pellegrini più di Zaragoza

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Gasperini medita sul tridente. I segnali positivi dei primi allenamenti con i nuovi compagni potrebbero consegnare a Zaragoza una maglia da titolare contro il Cagliari. Il tecnico piemontese è rimasto colpito dall’ex Celta Vigo, ma Pellegrini resta leggermente favorito per completare l’attacco con Soulé e Malen. L’argentino sta convivendo con una forma non grave di pubalgia, ma sarà costretto a stringere i denti. L’unica alternativa, infatti, è rappresentata da Venturino, reduce dall’influenza. Dybala non ha superato l’infiammazione al ginocchio, Ferguson avverte ancora doiore alla caviglia, mentre Vaz è stato fermato da una lieve lesione al soleo. Ragion per cui Gasperini ha convocato anche il giovane
Arena. Hermoso non ha recuperato dalla contusione al piede, con conseguente edema, e non siederà neanche in panchina. Al suo posto pronto Ghilardi. L’ex Verona completerà il terzetto difensivo con N’Dicka al centro e Mancini sulla destra. Il difensore ivoriano è diffidato e dovrà fare attenzione al cartellino per evitare di saltare il big match con il Napoli di domenica prossima. Discorso valido anche per Wesley, che sarà impiegato sulla corsia di sinistra, con Celik sul lato opposto. Viaggiano verso la conferma Cristante ed El Aynaoui in mezzo al campo, con Pisilli pronto a dare il suo contribuo a gara in corso.