Carnevale: «Gasp ha più fisicità, Conte ha troppi assenti. Ma sarà uno show»

GASPORT – Quattro anni a Napoli e tre a Roma. Tanti trofei in azzurro, tra cui i due scudetti e la Coppa Uefa e “solo” una Coppa Italia in giallorosso (peraltro vinta anche a Napoli). Il tutto seminando gol con entrambi le maglie. Insoma, se c’è uno che si intende nella lettura di Napoli-Roma quello è proprio Andrea Carnevale, da anni responsabile scouting dell’Udinese.

Carnevale, che partita si aspetta all’Olimpico?

«Sicuramente bella: il Napoli in questi anni ci ha fatto vedere grandi cose, è una squadra diventata di un’altra categoria tra scudetti e Champions. La Roma invece sta per nascere, ma punta a guardare in alto, anche grazie a un allenatore davvero bravo come Gasperini che le ha dato qualcosa in più. Nonostante le tante assenze il Napoli sta ancora lassù e non è poco, avendo i giocatori contati. La Roma invece mi sembra più in salute. E poi mi piace molto: ti pressa, non ti lascia respirare, è armoniosa nello sviluppo del gioco. Sarà una gara dove potranno vincere entrambi le squadre. Alla fine penso che possa contare molto la fisicità, dove la Roma però in questo momento è avvantaggiata. Ma il Napoli è maestro nel saper palleggiare».

Davanti la sfida sarà tra due attaccanti top come Malen e Hojlund…

«Malen è bravo: fa giocare la squadra, sa fare la sponda e attacca la profondità. A me piace anche Ferguson e faccio una battuta: fosse stato all’Udinese probabilmente sarebbe esploso… Ma con Malen mi sembra che Gasperini abbia risolto il problema del gol. Molto bene anche Hojlund, che sta tenendo in piedi la squadra, è il terminale che serve a Conte. Con le assenze dei vari Anguissa, Neres, McTominay, Lukaku e Di Lorenzo, è toccato a lui tenere a galla gli azzurri. Se poi domani giocherà McTominay, allora sarà tutto diverso. Lui, di fatto, è un attaccante aggiunto. Giocatore forte, che sa far gol di testa, da fuori. E determinante».

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Nella Roma è arrivato un calciatore tascabile come Zaragoza. Questo vuol dire che nel calcio c’è ancora spazio anche per i piccoletti?

«Ma lui è piccolo, ma forzuto e scattante. Giocatore imprevedibile, che ha velocità e anche dei bei colpi e che sa giocare sia tra le linee, sia esterno. Con lui la Roma ha aggiunto qualcosa in attacco, dove ha già giocatori molto forti come Dybala e Soulé».

Sorpreso invece del momento attuale di Vergara e Pisilli?

«Di Vergara sì, era quasi uno sconosciuto in Serie A e sembrava rimasto solo per fare numero. Fa parte di quelli che io chiamo *i ritardatari”: non so dove abbia trovato la forza per mettersi così in vedere. Pisilli invece sembra già un ometto, si vedeva che poteva arrivare al calcio che conta. Sta crescendo bene anche lui e oggi è anche un giocatore di personalità».

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Napoli-Roma e la lotteria Champions che nessuno può perdere

Una lotteria fuori stagione. Perché quella che in pratica comincia oggi, con uno sprint che ci porterà fino a maggio, è qualcosa di più di una semplice “partita” sportiva.

C’è di più, molto di più: la possibilità di mettersi in tasca il cospicuo montepremi che ti assicura la Champions. Solo che qualcuno, tra cento giorni, scoprirà di aver pescato il biglietto sbagliato. Perché le pretendenti, a meno di un’accelerata nel ranking, sono più dei 4 posti a disposizione. Quelli che segnano il confine tra la possihilità di investire o dover guardare al bilancio. Come si fa con 60-70 milioni di meno?

È la domanda che si fanno i club ed è forse il particolare che peserà sul giudizio di quattro allenatori: Allegri, Conte, Gasperini e Spalletti.

Senza contare che qualcuno alle spalle potrebbe anche accelerare. Se lo facesse il Como, il più vicino, non uno, ma addirittura due, resterebbero fuori. […]

Ranieri ha provato ad abbassare la temperatura, ma per centrare il bersaglio Friedkin ha speso a gennaio altri 70 milioni, consegnando Malen, Robinio Vaz e Zaragoza a Gasperini. Senza la Champions che succederebbe, considerando tra l’altro che Pellegrini e Dybala andranno a scadenza?

(gasport)

L’ex Capitano Giannini: «Vai Roma, a Napoli puoi vincere»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – «Orgoglio e responsabilità». Due parole con cui Giuseppe Giannini ha spiegato il significato di indossare la maglia della Roma. Tra un tuffo nel passato e uno sguardo al presente, il «Principe» si è raccontato sulle colonne de Il Tempo.

La Roma può vincere a Napoli?

«Il Napoli è leggermente in difficoltà. Mi piace il modo in cui la Roma aggredisce le par-tite. Gli scontri diretti non sono stati favorevoli perché quando giochi a tutto campo contro grandi squadre, aumenta il rischio di prendere gol. Ma anche per la legge dei grandi numeri, la Roma può vincere a Napoli».

Che ne pensa del ritorno di Totti?

«È una scelta giusta e importante. Ha fatto tanto nella Roma e conosce bene la piazza e Trigoria. Non c’è nessuno meglio di Totti. C’è grande rispetto tra di noi. Quando lui ha mosso i primi passi nella Roma, io sono stato un suo punto riferimento. Gli ho dato dei piccoli consigli perché era giovane e stava entrando in un gruppo di professionisti».

Gasperini ha cambiato la gerarchia del capitano.

«Devono essere d’accordo i giocatori. Chi ha più presenze ha il diritto di portare la fascia. Anche prima era così. Poi, io sono stato fortunato che Nela e Conti accettarono la decisione di farmi capitano».

Cosa è successo a Pellegrini?

«Non riesco a trovare una spiegazione, ma in carriera è normale avere alti e bassi. Pellegrini, comunque, mi sembra un ragazzo che non crea problemi e che si è sempre impegnato».

Pisilli avrebbe meritato più spazio?

«È stato bravo a crearselo. E un ragazzo serio con delle qualità importanti e sembra un giocatore navigato nonostante l’età. Mi ricorda un po’ Cappioli perché è uno che si sacrifica per la squadra, ma ha anche capacità di inserimento e finalizzazione».

Qual è stata la figura più importante per lei?

«Mio padre. Non mi dava mai grandissima soddisfazione, ma in questo modo mi ha aiutato. Avere un papà che minimizza tutto quello che è positivo ed evidenzia la parte negativa è importante per non farti esaltare».

Che raporto aveva con la tifoseria?

«Ho sempre rispettato sia i tifosi che mi applaudivano sia quelli che mi criticavano. Anche oggi c’è un grande rapporto di stima e affetto. Ho sempre accettato tutto, perché il calcio è così».

Quale partita vorrebbe rigiocare?

«Roma-Lecce o Italia-Argentina, forse più la prima. Perdere l’occasione di vincere un campionato è stato bruciante. Ancora oggi è dura da digerire».

Perché ha rifutato la Juventus?

«Perché mi propose un anno di contratto, ma per un giocatore come me, anche quasi a fine carriera, era impensabile. Quando fui richiesto da Boniperti subito dopo i Mondiali, invece, ci fu il mio rifiuto e, soprattutto, quello di Dino Viola».

C’è stato un momento in cui credeva di tornare alla Roma?

«Forse c’è stata una possibilità quando mi hanno dato l’opportunità di fare le Academy in America, ma è sfumata. È trascorso tanto tanto tempo e oggi non ci spero più».

Batistuta torna a Trigoria: «Qui uno scudetto indimenticabile»

Un tuffo nel passato ieri a Trigoria. La visita di Batistuta ha riportato alla mente piacevoli ricordi, l’eroe del terzo scudetto è stato invitato dalla società su indicazione di Ranieri che lo ha allenato ai tempi della Fiorentina. Il Re Leone non varcava i cancelli del centro sportivo da ben 23 anni. […]

Ha sfogliato l’album dei ricordi visitando l’archivio storico ed ha lasciato la sua firma sulla storica maglia della stagione 2000-2001 (quella blu con la quale segnò la doppietta contro il Bari il 20 maggio 2001) oltre che su una vecchia figurina: «Qui ho raccolto i frutti di una lunga carriera, riuscendo a vincere lo scudetto. Facemmo 75 punti e io segnai 20 gol. La città esplose di gioia, una soddisfazione enorme», queste le parole dell’ex bomber.

Ha salutato i giocatori presenti e ha scherzato con Dybala che appena lo ha incontrato gli ha detto: «Qualche assist glielo avrei fatto». Poi l’incontro con Gasperini con il quale si è complimentato per la stagione: «Ha dato un’impronta alla squadra e anche una mentalità offensiva». I due hanno scattato una foto con la maglia di questa annata regalata dal club col 18 sulle spalle. Numero che ora appartiene ad un altro argentino, Matias Soulé che ieri per l’occasione ha fatto entrare a Trigoria il papà per fargli conoscere Batistuta.

Tornerà nella Capitale a maggio e quasi sicuramente sarà in tribuna per il derby contro la Lazio. E in quella data potrebbe ritrovare un altro vecchio amico. Il ritorno di Totti si avvicina e la magica coppia dello Scudetto del 2001 potrebbe ricomporsi almeno per un giorno. […]

(Il Messaggero)

Gasp “marca” il Napoli. Sfida all’ultimo duello

Se proprio dovete e volete definirlo duello Champions, fatelo sottovoce. Perché Gasp, dopo il libera tutti di Ranieri («Non la chiediamo subito, poi se arriva tanto meglio»), di sentirsi ripetere ogni volta la parola magica “proibita” abbinata ad ogni partita di campionato da qui alla fine del torneo, se lo risparmierebbe volentieri. […]

Oggi la Roma ha calciatori diversi e se perde qualcosa in avanti (anche se lo step, da Baldanzi a Malen rispetto all’andata, è notevole), sicuramente guadagna qualcosa in difesa. Undici porte inviolate in 24 partite, appena 14 reti subite (meglio hanno fatto solo Inter e Como): solo tre volte la Roma a questo punto del torneo aveva fatto meglio (2003/04, la 2013/14 con 11 gol e la 1974/75 con 13). Ed è proprio dal terzetto difensivo che dipenderà la marcatura di Holjund (sul quale andrà Ndicka).

Non però di quello che ad oggi e l’uomo che per gli azzurri fa la differenza: McTominay. Questo accade quando il centrocampo avversario gioca a tre, con Hermoso (che domani al massimo siederà in panchina) che normalmente è il deputato a salire. In questo caso, con una partita a specchio, toccherà di nuovo a Cristante occuparsi dello scozzese, bene o male come nella partita d’andata, con Pisilli su Lobotka.

L’impressione, però, con il classico gioco delle figurine è che la partita possa decidersi proprio sugli esterni in mediana. La Roma di partenza schiera due terzini, offensivi quanto si vuole ma sempre terzini. Il Napoli, se le indiscrezioni saranno confermate, un ala e un esterno a tutta fascia: Politano a destra e Spinazzola a sinistra. Chi avrà la meglio, chi sarà più bravo a tenere basso l’altro, chi magari riuscirà a ripartire di più creera quella superiorità numerica decisiva per il terzetto offensivo.

Ad oggi quello azzurro è Vergara-Elmas-Holjund. Quello giallorosso ha solo una casella sicura (Malen). Le altre due dipendono dalle non ottimali condizioni di Dybala e Soulé. Ad oggi Gasp è orientato a farne giocare soltanto uno, prevedendo quindi una staffetta tra i due. Per il posto a sinistra, Pellegrini parte leggermente davanti a Zaragoza. Sempre che il tecnico non intenda sfruttare il momento difficile che sta vivendo Buongiorno, tolto per disperazione nella gara contro il Genoa. E lì, un calciatore rapido, amante del dribbling come lo spagnolo potrebbe fare la differenza.

(Il Messaggero)

Soulé è a rischio. Batistuta a Trigoria

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Gasperini incrocia le dita per Soulé in vista del big match col Napoli. L’argentino è alle prese con la pubalgia, che negli ultimi giorni gli sta creando non pochi fastidi. La rifinitura di oggi sarà decisiva per capirne le condizioni, ma appare difficile che l’ex Juve possa partire titolare. In attacco si va quindi verso un trio composto da Malen, Dybala e uno tra Pellegrini (favorito) e Zaragoza.

Nel frattempo ieri a Trigoria si è rivisto Batistuta, riapparso dopo 23 anni: «Fa sempre piacere tornare dove si è stato bene. Sono contento di rivedere vecchi amici. Mi sono divertito tanto e ho raccolto i frutti di una carriera, riuscendo a vincere uno scudetto storico», la reazione del campione d’Italia nel 2001.

Serie A, Modric salva il Milan: i rossoneri battono 1-2 il Pisa e vanno a +7 sulla Roma

Il Milan rischia ma porta a casa i 3 punti sul campo del Pisa. I rossoneri vincono 1-2 all’Arena Garibaldi e aumentano il divario con il quinto posto occupato dalla Roma. Al gol di Loftus Cheek aveva risposto Loyola. A 5 dalla fine però, è Luka Modric a regalare la vittoria a Massimiliano Allegri. Al 92′ espulso Rabiot per proteste. Milan ora a 53 punti in classifica a -5 dall’Inter capolista che giocherà domani contro la Juventus. Pisa che invece resta all’ultimo posto in classifica a – dalla zona salvezza.

Roma-Cremonese, biglietti ancora disponibili per il match del 22 febbraio

La Roma ha reso noto attraverso i propri canali ufficiali che sono ancora disponibili dei biglietti per assistere alla partita contro la Cremonese. L’incontro, valido per il campionato di Serie A, è in programma allo Stadio Olimpico il prossimo 22 febbraio, con calcio d’inizio fissato alle ore 20:45. Il club segnala che la vendita per i settori non ancora esauriti prosegue attraverso la sezione biglietteria del sito ufficiale.

De Rossi: “A Trigoria un giovane non riconobbe Losi. Serve memoria, bisogna portare i campioni dentro le società”

Daniele De Rossi, attuale tecnico del Genoa, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della sfida con la Cremonese. Prendendo spunto dalla visita degli ex giocatori rossoblù Branco e Bortolazzi al centro sportivo, l’ex capitano della Roma ha sottolineato la necessità di tramandare la memoria sportiva ai calciatori del club: “Branco e Bortolazzi hanno fatto visita al Genoa. Al di là del fascino di rivedere questi giocatori, penso che ci sia bisogno di memoria. Alcuni ragazzi talvolta non sanno nemmeno chi siano Bortolazzi e Branco“. A sostegno della sua tesi, De Rossi ha raccontato un episodio avvenuto durante la sua carriera in giallorosso, coinvolgendo lo storico capitano Giacomo Losi. “Una volta a Roma, nello spogliatoio, da giocatore ho sentito un nostro ragazzo giovane che diceva ad un signore di allontanarsi”, ha riferito il tecnico.“Ho messo fuori il muso ed era Giacomo Losi. Quel ragazzo non poteva sapere chi era”. Poi il tecnico ha aggiunto: “Forse era la società che doveva spiegarglielo e portare dentro Trigoria uno come Giacomo Losi tutti i giorni. Così anche il Genoa deve riportare i campioni alle nuove generazioni“.