DYBALA: “Negli ultimi anni ho fatto molto pilates, mi ha aiutato moltissimo a livello muscolare” (VIDEO)

Paulo Dybala ha rilasciato un’intervista all’ex rugbista Augustin Creevy sul suo canale YouTube. Queste le sue parole:

Sul suo passato?
“Ho vissuto in una casa famiglia con altri ragazzi, poi mi sono trasferito nella pensione dell’Instituto. Abbiamo dovuto imparare a essere responsabili. Dopodiché, siamo andati tutti nella pensione del club. Cucinavano per noi, ma facevamo le pulizie da soli, ognuno per conto proprio. Dovevamo stare attenti alle nostre cose. C’erano degli orari da rispettare; non si poteva arrivare in ritardo. Dovevamo essere tutti in camera entro le 10”.

Su Cristiano Ronaldo?
“Era molto professionale nelle cure e nella routine, non si discostava da nulla. Arrivava all’ora prevista, alle 8 o alle 9 del mattino, e fino a quando non se ne andava lo vedevi sempre andare in palestra, farsi fare i massaggi, o fare la terapia con il fisioterapista, le docce fredde, la sauna, mangiare… Non saltava mai nulla. Non una sola cosa, niente. Era come se il ragazzo avesse la mente concentrata su quello. E poi anche in allenamento si vede che detesta perdere in qualsiasi cosa. Fuori dal campo, era davvero simpatico. Usciva con la gente, se c’era una cena di squadra veniva, si poteva parlare di qualsiasi cosa, beveva mate. A volte portava il mate, aveva un thermos peruviano e una grande bottiglia per il mate. Mi facevo una bella risata e lo prendevo in giro”.

Sulle differenze tra Ronaldo e Messi?
“Sono diversi tecnicamente, ma molto simili mentalmente. Hanno entrambi una mentalità competitiva incredibile; vogliono sempre vincere. Tecnicamente sono diversi, hanno punti di forza diversi, ma sono entrambi delle bestie”.

Sulla maglia di Maradona?
“Mi hanno mandato la maglietta di Diego come regalo. Un giorno è venuta Claudia (Villafañe, ndr) e le ho detto: ‘Scusa per quello che sto per fare’, e lei ha risposto: ‘No, quella firma non è di Diego’. ‘Buttala via’, le ho detto. Ne ho una di Román Riquelme. L’ho presa io stesso da dei collezionisti; ho comprato delle maglie. Poi, ce n’è un’altra di Neymar, di quando ho giocato contro di lui, e anche di Iniesta. Paredes me l’ha mandata di recente”.

Sulla gravidanza di Oriana Sabatini?
“Spero che sia un parto naturale. Il parto è previsto per l’11 marzo, che è il giorno del compleanno di mia suocera. Quindi le ho già detto che spero che nasca il 10 (ride, ndr). Mi alzo sempre alle 7:30. Non nei miei giorni liberi. Forse ho nove o dieci giorni liberi. Non dormo molto. Ori, invece, dorme come una matta”.

Sulla passione per il pilates?
“Il calcio oggi è molto fisico. Quindi se non sei preparato, ti passano sopra. Sono tutte bestie, corrono così veloci che fanno paura. Negli ultimi anni ho fatto molto pilates. Mi ha aiutato moltissimo a livello muscolare. Non ha cambiato molto la mia flessibilità, sono rigido come una tavola, ma mi ha aiutato molto a livello muscolare. Mi piace; fa lavorare i muscoli profondi che non si allenano mai con un allenamento regolare. È davvero fantastico. La mattina, quando mi svegliavo, fare i primi passi era davvero difficile a causa del muscolo soleo; era sempre teso. Andavo piano finché non arrivavo in bagno e poi il dolore passava durante il giorno. Da quando ho iniziato, nella seconda lezione, non ho più sentito alcun dolore”.

Calciomercato Roma: Dybala ed El Shaarawy verso l’addio a fine stagione

Come scrive l’edizione odierna del quotidiano, a fine stagione ci sarà un’ampia riflessione sugli attaccanti. Ferguson è in prestito (rientrerà al Brighton), El Shaarawy e Dybala sono a fine contratto (a entrambi non sarà rinnovato) come Pellegrini. Malen e Soulé sono sicuri di restare. Ma mancano altre quattro punte: il centravanti di scorta, perché Vaz potrebbe andare a giocare in prestito come Dovbyk, l’esterno di piede sinistro e due di piede destro, ruolo oggi di Zaragoza e Venturino che nei prossimi tre mesi cercheranno di guadagnarsi la conferma.

(corsera)

Il Tar prende tempo

La pec non è arrivata neanche ieri. I tifosi della Roma hanno atteso invano una seconda volta dopo l’udienza di martedì. Il Tar non si è ancora pronunciato. (…) Un provvedimento che “incorre nel vizio dell’eccesso di potere“, avevano scritto i legali nel ricorso depositato il 5 febbraio scorso, voluto dall’Associazione italiana Roma Club (Airc) e dall’Unione tifosi romanisti (Utr), le due associazioni che raggruppano i tifosi giallorossi in tutta Italia, che hanno dato mandato ai legali Lorenzo Contucci e Paolo Alberto Reineri di contrastare il dispositivo firmato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi il 21 gennaio. Una decisione forte, estesa ai tifosi della Fiorentina, presa dopo l’agguato teso sull’A1 dagli ultras viola ai romanisti il 18 gennaio ma che – al netto di una condanna unanime a ogni tipo di violenza – è stata biasimata da più parti, anche della politica. in quanto soprattutto si andava a estendere una responsabilità individuale a un collettivo. (…) Genova (8 marzo), Como (15 marzo), Inter (4 aprile), Bologna (26 aprile), Parma (10 maggio), Verona (24 maggio): queste le gare ancora interessate dopo lo stop di Udine e Napoli. La prossima è contro il Genoa di De Rossi e c’è ancora un certo margine di tempo. Più tempo si prendono e più c’è da sperare? Non è detto, ma c’è un cauto ottimismo tra i ricorrenti e i tifosi della Roma, se non altro per la logica stessa del ricorso che ha addotto motivazioni incontrovertibili: innanzi tutto il fatto che il divieto di trasferta “costringe i tifosi della Roma residenti fuori dal Lazio ad acquistare i titoli di accesso per settori diversi da quello “ospiti”, creando i presupposti per una pericolosa commistione di opposte tifoserie all’interno degli impianti sporti-vi“. Non solo, “l’amministrazione ha dato atto che i soggetti responsabili del disordini sono stati puntualmente individuati e identificati” e quindi la scelta di colpire l’intera tifoseria della Roma si dimostra “un’inammissibile misura punitiva collettiva, priva di ogni nesso logico con le esigenze cautelari”. (…) Anche oggi, allora, si farà un countdown.

(Il Romanista)

Il Tar respinge il ricorso: trasferte vietate per Roma, Napoli e Fiorentina. Parziale accoglimento solo per i residenti nelle province del Lazio al di fuori della Capitale

Il TAR del Lazio ha respinto, con quattro ordinanze depositate oggi (nn. 1064, 1065, 1066 e 1067), le domande cautelari presentate dalle associazioni dei tifosi di Roma , Fiorentina e Napoli contro i decreti del Ministero dell’Interno che hanno disposto il divieto di trasferta fino al termine della stagione calcistica dopo gli scontri tra opposte tifoserie avvenuti lungo tratti autostradali. Quanto alla Roma, l’ordinanza n.1066 ha accolto il ricorso limitatamente al divieto di trasferta per i residenti nelle province del Lazio diverse da Roma, circoscrivendo così la portata della misura.

(adnkronos)

La gestione degli stop, riunione staff a Trigoria

La carica delle 111, partite saltate. A tanto si arriva sommando le assenze per infortuni dei calciatori della rosa romanista nelle 34 gare stagionali fin qui giocate, contando tutte le competizioni. (…) “L’unico problema di giocare tanto sono gli infortuni“, aveva certificato d’altronde soltanto pochi giorni fa Gasperini, che ormai da mesi si trova a dover far fronte a un’emergenza continua. (…) Come l’attacco, ancora protagonista del bollettino arrivato ieri da Trigoria alla ripresa, con la Roma impegnata in un test amichevole contro l’Atletico Lodigiani: Dybala, Soule, Ferguson ed El Shaarawy a parte. A loro vanno aggiunti Wesley e Hermoso, comunque vicini al rientro. Insomma, a fronte della buona notizia rappresentata dal ritorno in campo di Koné, Gasp rimane alla finestra aspettando rinforzi.
Anche per capire come gestire al meglio questa situazione, nelle scorse ore é andato in scena a Trigoria un vertice con al centro del dibattito proprio la gestione e il recupero degli infortunati. (…) Si sarà parlato anche, ma non solo, di questo nella riunione tra i componenti dello staff sanitario ereditati da Gasp, in gran parte, da Ranieri, che ieri ha visto l’amichevole da vicino – e il consulente medico di fiducia dei Friedkin, vale a dire il dottor Georg Ahlbaumer – quello che sconsigliò l’acquisto di Milik anni fa. La sua presenza al Fulvio Bernardini in questi giorni è stata testimoniata anche da una foto che lo ritrae insieme al chirurgo finlandese Lempainen, il dottore che ha operato Pellegrini, Dybala e Dovbyk dopo le loro lesioni tendinee. Proprio del recupero da infortuni del genere Lempainen ha parlato, accompagnato dal fisioterapista Kinnunen, in un corso d’aggiornamento – presentato anche a Milan e Lazio. Dottori in corsia, Gasperini attende rinforzi.

(Il Romanista)

Totti, il gip archivia: “Quella sera non ci fu abbandono di minore” – Blasi: “Non lo condivido”

Fosse ancora in campo, Francesco Totti potrebbe pure portarsi il pallone a casa. Perché si è chiusa la vicenda giudiziaria che gli ha dato più dispiacere negli ultimi mesi:l’accusa di abbandono di minore, per aver lasciato sola in casa la figlia Isabel la sera del 26 maggio 2023, quando la piccola aveva 6 anni, per andare fuori a cena. Così almeno sosteneva llary Blasi che l’aveva denunciato. E che ieri, a caldo, commentava così la decisione, tramite il suo avvocato Fabio Lattanzi:
La giustizia non è uguale per Totti” (una battuta che ai giudici potrebbe piacere poco). (…) Oltre a Totti, difeso dai legali Antonio Conte e Gianluca Tognozzi, era stata indagata anche la compagna Noemi Bocchi così come la babysitter. Pure per loro tutto si è concluso con un nulla di fatto. (…) Secondo il gip, quella sera la bambina — che peraltro era in compagnia dei due figli di Noemi, Sofia e Tommaso Caucci, al tempo entrambi sotto i quattordici anni — non si è mai trovata “in qualsiasi pericolo, anche solo potenziale o teorico, per la propria incolumità“. Aveva un video-telefono a disposizione per chiamare il padre e la tata a cui rivolgersi in caso di necessità, visto che abitava nello stesso palazzo. Scontento il legale di Ilary Blasi: “Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Una bambina di sei anni e stata lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto“.

Eppure per il gip Giannetti è tutto chiaro: “I tre bambini, dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa del tutto agibile ed in buone condizioni, con le utenze attive.
Hanno inoltre avuto la possibilità di contattare una persona adulta, dimorante nel medesimo stabile, che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata allertata ad intervenire in caso di bisogno
“. Inoltre i tre ragazzini “erano stati lasciati in salute e provvisti di cibo e di denaro, al di fuori di alcuno stato di isolamento e abbandono“.

Si chiude dunque uno dei fronti aperti nella infinita contesa Totti-Blasi. Ilary (…) gli ha dato battaglia per la separazione, per il divorzio (udienza il 31 marzo), per l’addebito (chi per primo ha tradito chi), per lassegno, per i Rolex (si decide a novembre) persino per il centro sportivo della Longarina (ma qui ha perso e la sorella Silvia deve pagare all’ex cognato 200 mila euro di arretrati). L’ultima querelle riguarda il tetto della lussuosa villa all’Eur che imbarca acqua, con relativo crollo del soffitto. Un giudice dovrà stabilire se il danno rientri nella manutenzione straordinaria (che tocca a Totti, in quanto proprietario) o se rientri in quella ordinaria: in questo caso i lavori dovrà pagarseli la conduttrice tv, che l’ha tanto voluta e ci abita. A maggio l’udienza.

(corsera)


il reato non c’è. E quello che per mesi è stato raccontato come un possibile caso di abbandono di minore si chiude con un’archiviazione. (…) Al centro, la sera del 26 maggio 2023: la figlia di Totti, sei anni, e i due figli di Bocchi, nove e undici, lasciati a casa per alcune ore mentre i rispettivi genitori erano fuori a cena. Una vicenda che per il magistrato Angelo Giannettiappare rivestita di rilevanza unicamente civilistica, senza costituire l’invocato reato di abbandono di minori». Il provvedimento del giudice è netto. “Deve accogliersi senza condizioni la richiesta di archiviazione a avanzata dal pm, non emergendo dagli atti elementi idonei per giungere ad una ragionevole previsione di condanna“. Il punto giuridico è semplice: l’abbandono di minore è un reato di pericolo concreto. (…) Ma, scrive il gip, “la sera dei fatti i bambini di cui si discute versavano al di fuori di qualsiasi pericolo – anche solo potenziale o teorico – per la propria incolumità“. I tre bambini “dopo aver cenato e di seguito raggiunto i rispettivi letti, sono stati lasciati dai genitori per tre ore in una casa – prosegue Giannettiagibile ed in buone condizioni, con le utenze attive ed una persona adulta, dimorante nel medesimo stabile, che era stata ingaggiata per stare in loro compagnia o che, quantomeno, era stata precedentemente allertata ad intervenire in caso di bisogno“. Erano “in salute e provvisti di cibo e di denaro“. Quando intervenne la polizia dormivano. Nessuno – si legge ancora nel decreto – ha indicato una fonte concreta di pericolo. Non i minori, non chi chiese l’intervento del 112, né la stessa Blasi. (…) “Una decisione che non capisco e non condivido. Non ritengo corretta l’argomentazione giuridica“. Così Fabio Lattanzi, legale di Blasi. Per l’avvocato è “errata la ricostruzione del fatto. Valuterò con la mia cliente quali azioni intraprendere. Il fatto certo è che una bambina di sei anni e starà lasciata da sola e si è fatto di tutto per nasconderlo. Mi chiedo se l’indagato non fosse stato Totti cosa sarebbe accaduto

(La Repubblica)

Cassano: “Totti come Maldini, la Roma si fidi di lui”

Il Tempo (L. Pes) – “Fatemi parlare di calcio“. La nuova vita di Antonio Cassano tra vecchi amici e le solite abitudini: naturalezza, estro ed esuberanza. L’ultima sfida è quella di conquistare i teatri conLele Adani e Nicola Ventola che lunedì 23 febbraio faranno tappa a Roma, all’Auditorium Conciliazione, con “Viva El Futbol” (biglietti ancora disponibili su Ticketone). Passione che Fantantonio non ha mai perso, anche se tanto è cambiato rispetto ai tempi della coppia con il “PupoFrancesco Totti, come piace chiamarlo a lui.

E la Roma di Gasperini?
Negli ultimi dieci anni nessuno mi ha fatto divertire come Gasp tra Genoa e Atalanta, ma per ora a parte il pressing a tutto campo vedo poco di suo nella Roma”.

Cosa manca ancora?
Servono giocatori. Faccio un esempio: gli esterni che aveva all’Atalanta andavano a fare gol mentre alla Roma c’è solo Wesley. Anche gli attaccanti, a parte Malen che farà bene e qualche lampo di Soulé, c’è troppo poco. A Bergamo metteva tre attaccanti titolari poi li cambiava con altri dello stesso livello. Bisogna inserire almeno cinque-sei giocatori e mandare via gente come Mancini, Cristante, Pellegrini e Dybala, che ormai non danno più nulla. Gasperini ha bisogno di tempo e di fare un po’ di pulizia“.

A proposito di Roma, sembra ormai imminente il ritorno di Totti in società. L’ha sentito in questi giorni?
Con Francesco ci sentiamo spesso. Io penso che sia il momento giusto per il suo ritorno. Da trent’anni se vai in giro per il mondo la Roma è Totti. Ma deve avere un ruolo operativo, non andare a fare la sagoma in giro. Dovrebbe essere quello che Maldini è stato per il Milan. Un uomo di rappresentanza a trecentosessanta gradi che possa confrontarsi anche con il ds per il mercato, non stare solo seduto in tribuna. Dipende solo dalla proprietà ma se i Friedkin gli proponessero un ruolo operativo, Francesco accetterebbe ieri, neanche oggi“.


Attacco a metà, Gasp aspetta gli altri

Il Tempo (L. Pes) – Non solo Malen. Ora Gasp aspetta anche gli altri. L’olandese segna un gol a partita e da quando è arrivato trascina ia Roma a suon di gol, ma il tecnico cerca altre risorse. Con Pellegrini che continua a non accendersi e Soulé frenato dalla pubalgia, oltre a Zaragoza appena arrivato e i giovani Venturino e Vaz, al piemontese restano poche cartucce soprattutto per i finali di gara.

Nella seduta di ieri, mentre parte della squadra ha giocato un test contro l’Atletico Lodigiani, Soulé, Dybala, Ferguson ed El Shaarawy (oltre a Hermoso e Wesley) hanno svolto un lavoro personalizzato. La Joya non ha ancora smaltito il dolore al ginocchio e continua a valutare giorno per giorno la situazione insieme allo staff sanitario della Roma. Situazione simile quella del centravanti irlandese che convive dallo scorso 22 gennaio con un problema alla caviglia che non gli permette di tornare ad allenarsi con i compagni. La speranza, soprattutto per l’argentino, è quella di recuperare al massimo per il match contro la Juve ma l’urgenza per Gasp resta.

Contro la Cremonese toccherà nuovamente a Malen e Pellegrini ma resta da capire chi completerà il tridente.
Anche la situazione di Soulé è legata al momento. Se la gestione gli permetterà di sentire meno dolore potrebbe tornare titolare altrimenti potrebbe toccare ancora a Zaragoza. El Shaarawy, fermo dal 17 gennaio per l’infiammazione al tendine d’Achille, ha provato a forzare i ritmi ma il fastidio c’è ancora. Oggi, invece, è il giorno del rientro in gruppo per Hermoso. Intanto ieri test di metà settimana con N’Dicka, Mancini, Celik, Pellegrini, Cristante, PisillI e Malen che si sono allenati normalmente. In campo tante riserve con Koné (in gol su rigore) e Angelino che hanno ritrovato minuti. Una sgambata per tenere la condizione anche senza le tre partite a settimana e per testare qualche altro giocatore.

La corsa Champions, come evidente anche nel finale del match col Napoli, passa anche per la profondità della rosa e la possibilità di avere cambi efficaci. Per questo Gasperini spera di recuperare nuove risorse nel reparto offensivo in un momento cruciale della stagione dove i punti contano di più. Il contributo di Malen è già enorme rispetto a quanto fatto fino a questo punto della stagione dagli altri centravanti ma non può bastare. Le prossime quarantotto ore saranno decisive per capire chi sarà arruolabile e chi no per la gara di domenica con la Cremonese, intanto il piemontese prova a tirare fuori il meglio da Zaragoza. Qualche lampo al Maradona in una fascia non proprio ideale per le sue caratteristiche. Lo spagnolo si gioca le sue chance anche contro i lombardi, ma è ancora presto per capire le scelte di Gasp.

Roma, torna Koné ma Dybala resta un rebus

Una soluzione in più per Gasperini. Manu Koné è di nuovo a disposizione. (…) Con la certezza dell’assenza di Wesley (anche perché diffidato), (…) Gasp si consola con il ritorno del centrocampista francese. (…) Se ci sono delle certezze nella rosa giallorossa, una di quelle risponde al nome di Koné. Insomma, il tecnico può sorridere. Tanto più che ieri, nel test contro l’Atletico Lodigiani, Koné è andato anche a segno. Doppietta, poi, per El Aynaoui e gol per il giovanissimo Della Rocca. (…)
Lo stato di salute e quindi la possibilità di vedere la Joya di nuovo in campo è il solito rebus. Tutto dipende da lui: se sentirà ancora dolore al ginocchio – nonostante il nullaosta dello staff medico giallorosso – l’argentino anche domani non si allenerà. (…) Gasperini resta in attesa di novità. Si sono allenati a parte anche i lungodegenti Hermoso (oggi il ritorno in gruppo), Ferguson, Dovbyk e El Shaarawy.

(La Repubblica)

Roma, l’attacco resta un rebus. Gasp si aggrappa al solo Malen

L’attacco resta al centro del dibattito. La Roma, dietro Malen, ha poco. A volte nemmeno il minimo indispensabile. Gasperini deve aggrapparsi all’olandese e ai bimbi, da Vaz a Venturino, da Arena a Della Rocca. O, come è successo in partenza al Maradona, alla scommessa Zaragoza. (…) L’emergenza inquadra il presente e al tempo stesso, tra prestiti e giocatori in scadenza, riguarderà presto il futuro. A fine stagione il reparto offensivo andrà quasi completamente rinnovato. Il focus sull’attualità è imbarazzante. Tra quattro giorni all’Olimpico si presenta la Cremonese, ma Gasperini è come se fosse ancora a Napoli. Davanti ha la certezza di poter schierare solo Malen e ancora Pellegrini. (…) Nessuno a Trigoria osa sbilanciarsi, meglio navigare a vista. A parte pure Hermoso (dovrebbe oggi entrare in gruppo) e Wesley (in dubbio e tra l’altro diffidato). La riflessione sugli attaccanti sarà più ampia a giugno: Ferguson è in prestito (rientrerà al Brighton), EI Shaarawy e Dybala sono a fine contratto (a entrambi non sarà rinnovato) come Pellegrini. Malen e Soulé sono sicuri di restare. Ma mancano altre quattro punte: il centravanti di scorta, perché Vaz potrebbe andare a giocare in prestito come Dovbyk, l’esterno di piede sinistro e due di piede destro, ruolo oggi di Zaragoza e Venturino che nei prossimi tre mesi cercheranno di guadagnarsi la conferma.
Gasp, approfittando del test contro l’Atletico Lodigiani (ottavo nel gruppo G di serie D), ha potuto almeno rivedere Koné. (…) Il francese ha segnato su rigore, poi doppietta di El Aynaoui (una rete su punizione) e gol di Della Rocca per il 4-0 finale. Angeliño ha giocato quasi tutta l’amichevole.

(corsera)