ORSI: “È il momento giusto per affrontare la Juve” – TORRI: “Chi deve vincere sono i bianconeri, ma per la Roma è quasi un match point”

All’interno delle trasmissioni delle emittenti radiofoniche della Capitale l’argomento principale è ovviamente l’attesissimo big match tra Roma e Juventus, valido per la ventisettesima giornata di Serie A e in programma domenica alle ore 20:45. “Questo è il momento giusto per affrontare la Vecchia Signora”, il pensiero di Fernando Orsi. “Chi deve vincere domenica è la Juventus, ma allo stesso tempo è quasi un match point per la Roma”, afferma Piero Torri.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Questo è il momento giusto per affrontare la Juventus, ma se la Roma non la prende con il piede giusto rischia… (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

I supplementari tolgono energie, i giocatori della Juventus hanno speso tutto contro il Galatasaray. La Roma può affrontare la partita con tranquillità, aspettando il momento giusto per partire (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

La Roma si è messa in una buona posizione di classifica e ha tutto nelle sue mani per rimanerci (MATTEO CIRULLIManà Manà Sport, 90.9)

Juventus-Galatasaray? Ieri si è verificato lo scenario migliore per la Roma: la squadra bianconera ha giocato 60 minuti in inferiorità numerica, ci ha creduto e alla fine è stata congelata ai supplementari… (GABRIELE CONFLITTIManà Manà Sport, 90.9)

Juventus-Galatasaray? Meglio di così non poteva andare. Ieri è stata una batosta pesante, la vittoria avrebbe dato un entusiasmo spaventoso alla squadra in vista del big match contro la Roma (MARCO VALERIO ROSSOMANDOManà Manà Sport, 90.9)

Chi deve vincere domenica è la Juventus, ma allo stesso tempo è quasi un match point per la Roma (PIERO TORRIManà Manà Sport, 90.9)

Le problematiche che hanno alcuni giocatori della Roma sono da gestire e forzare i tempi di recupero sarebbe un rischio enorme considerando il tour di force che ci sarà da marzo in poi (MATTEO DE SANTISManà Manà Sport, 90.9)

La gestione di Dybala è patetica, quello che sta succedendo è incredibile… (DANIELE CECCHETTIManà Manà Sport, 90.9)

Dybala e Soulé in campo? Preferisco un non titolare al 100% della condizione fisica che un titolare al 50% della forma (RICCARDO ANGELINIManà Manà Sport, 90.9)

Il rinnovo di Dybala? Come si fa a parlare di contratto quando non gioca da un mese e ha già saltato 12 partite… (MARCO JURICManà Manà Sport, 90.9)

La cosa buona, e non avrei mai pensato di dirlo, è che contro la Roma non ci sarà Locatelli. Al suo posto l’unico che mi sembra arruolabile è Koopmeiners, il quale però mi spaventa altrettanto perché sembra che da un momento all’altro possa inventarsi la giocata (GIANLUCA PIACENTINI, Retesport, 104.2)

Trigoria: allenamento personalizzato a maggiore intensità per Dybala. Domani test in gruppo

Domenica alle ore 20:45 andrà in scena allo Stadio Olimpico la super sfida tra Roma e Juventus, valida per la ventisettesima giornata di Serie A, e Gian Piero Gasperini spera di recuperare in extremis Paulo Dybala nonostante il fastidio al ginocchio sinistro. Come rivelato dall’emittente televisiva, nella seduta di allenamento odierna al ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria la Joya ha svolto un lavoro personalizzato a maggiore intensità e l’intenzione è provare un test in gruppo nella giornata di domani per capire le reali condizioni fisiche. La sorpresa in vista di domenica, quindi, potrebbe essere Dybala al fianco di Donyell Malen.

(Sky Sport)

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Adriano: “Giocare con Totti è stata una grande soddisfazione. Wesley? Bel giocatore, farà ancora tantissimo” (VIDEO)

BETSSON.SPORT TALKS – Adriano, ex attaccante della Roma, è stato il protagonista del format condotto dal giornalista Pierluigi Pardo e tra i vari temi trattati è tornato a parlare della sua breve avventura nella Capitale nella stagione 2010/11 e non solo. Ecco le sue dichiarazioni: “A Roma mi sono sorpreso di quanta gente fosse arrivata alla mia presentazione. Per me giocare con Totti è stata una grande soddisfazione“.

Wesley?
“E’ sempre stato un bel giocatore, ha grande velocità e abilità. Farà ancora tantissimo”.

VIDEO – El Shaarawy e la sorpresa a Eddie Brock: saluto in videochiamata e maglia della Roma autografata

Dal 24 al 28 febbraio va in scena al Teatro Ariston di Sanremo la 76ª edizione del Festival di Sanremo e tra presenti in gara c’è anche Eddie Brock (pseudonimo di Edoardo Iaschi). Nato a Roma e tifosissimo giallorosso, il cantante è stato il protagonista della nuova puntata del format “Casa Pagani a Casa Tua” e ha ricevuto una sorpresa inaspettata dalla conduttrice Ludovica Pagani, la quale si sposerà in estate con Stephan El Shaarawy: il “Faraone” ha salutato Eddie Brock in videochiamata e gli ha regalato la maglia della Roma autografata. “Così muoio… Che bello sei, grazie e forza Roma sempre!”, la replica del cantante accompagnata anche da un bacio al calciatore.

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Calciomercato Roma: l’Inter sogna Svilar per il post Sommer

Mile Svilar sta continuando a fornire prestazioni eccellenti a difesa della porta della Roma e sulle tracce del portiere giallorosso ci sono diversi club della Premier League. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, il classe ’99 piace anche all’Inter, che saluterà Yann Sommer a parametro zero al termine della stagione. L’estremo difensore giallorosso resta il sogno della società nerazzurra, mentre l’opzione più percorribile è Guglielmo Vicario del Tottenham (per il quale anche la Roma ha chiesto informazioni). Da capire se il nuovo portiere dell’Inter sarà ancora affiancato da Josep Martinez, ottimo vice ma non considerato pronto per ricoprire il ruolo di titolare.

(gasport)

Boniek: “Roma-Juventus non è decisiva, ma 7 punti di distacco sarebbero difficili da recuperare. Malen somiglia a Vialli”

IL MESSAGGERO – Zbigniew Boniek, ex centravanti di Roma e Juventus, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna del quotidiano e tra i vari temi trattati si è soffermato proprio sul big match di domenica tra i giallorossi e i bianconeri. Ecco le sue dichiarazioni.

Guarderà Roma-Juve? Che partita si aspetta?
«Chiaramente andrò a vedere la partita, sarò allo stadio come quasi sempre. Questa partita vale tre punti come con la Cremonese, poi è chiaro che si può parlare della storia di questa partita e ha un sapore particolare, sicuramente un pò diverso dalle altre».

Quanto può influire l’impegno della Juve in Champions?
«Non vedo nessun collegamento perché sono giocatori forti e preparati a giocare ogni tre giorni. Non è detto che chi non gioca per una settimana stia meglio fisicamente rispetto a chi gioca ogni tre giorni. Quando vinci non sei mai stanco, il problema è quando perdi. Io sono stato calciatore e giocare il mercoledì e la domenica non mi creava mai problemi».

Questo scontro diretto è già decisivo per la Champions?
«Decisivo forse no ma sicuramente ha molta importanza. Se dovesse vincere la Roma andrebbe a +7 sulla Juve e chiaramente diventerebbe difficile per la squadra di Spalletti poter recuperare. La partita ha un significato molto importante da questo punto di vista».

Scudetto e lotta Champions?
«Per me la lotta scudetto è già chiusa. La lotta Champions ovviamente è a quattro con Milan, Napoli, Roma e Juventus. Una di queste non andrà in Coppa dei Campioni. Potrebbero inserirsi Atalanta e Como ma è più difficile, la Juve se dovesse perdere contro la Roma dovrà stare molto attenta». 

Quale è il suo ricordo da calciatore di Roma-Juve?
«All’epoca erano due squadre più forti, io mi sono divertito un sacco sia con la Roma che con la Juventus. Chiaramente la Juve è stata anche la squadra più forte al mondo, quando sono arrivato a Roma c’era una squadra forte e ambiziosa che avrebbe potuto vincere molto di più. Ricordo un bellissimo gol di Platini su punizione all’Olimpico, un gol in rovesciata di Pruzzo a Torino. All’epoca non avrei pensato di come raccontare questa partita tra 20-30 anni ma posso dire che era una sfida molto sentita».

Si aspettava questo rendimento della Roma con Gasperini?
«Non mi aspettavo una Roma così efficace e organizzata. La mano di Gasperini si vede soprattutto nell’impostazione tattica: come difende la porta, come si muove, come pressa. La squadra ha fatto dei progressi incredibili e questo è merito dell’allenatore. In fase offensiva conta anche molto l’invenzione e la giocata individuale. Gasperini sa gestire la squadra e lo spogliatoio e sa anche inserire i giocatori, è veramente bravo. Anche Ranieri aveva fatto grandi cose ma Gasperini ha fatto un lavoro completo, sia tattico che mentale». 

Malen è l’attaccante giusto per la Roma del futuro?
«Io ho amici all’Aston Villa che lo ha dato via senza grandi rimpianti. In Italia invece sta facendo molto bene, è veloce e somiglia un po’ a Gianluca Vialli, anche per la sua fisicità. Riesce sempre a girarsi verso la porta ed è molto bravo. Si è inserito bene, vede la porta e ha buona tecnica e se rimane porterà dei vantaggi alla Roma. Ma attenzione perché anche Dovbyk ha fatto bene alla Roma in passato. L’attaccante ha bisogno di fiducia e di essere servito bene».

Quanto è alla portata l’Europa League per la Roma?
«L’Inter pensava di perdere contro il Bodo? Bisogna vivere partita per partita. E’ molto difficile fare previsioni, bisogna capire chi troverà al sorteggio, come starà la squadra in quel periodo. Vincere l’Europa League porta visibilità alla squadra, al brand e attira nuovi giocatori, oltre a garantirti un posto in Champions».

Quanto può essere ancora centrale Dybala in questa squadra?
«Non sono problemi miei e non entro in questo argomento. Sicuramente è il miglior giocatore che la Roma ha dal punto di vista tecnico, ma deve essere in forma per poter dare una mano. Dybala è un giocatore straordinario che ha sempre avuto problemi fisici e anche adesso è così. La questione contrattuale deve risolverla la società, non entro in merito». 

La crescita di Soulé l’ha stupita?
«Si, mi ha sorpreso. All’inizio mi sembrava che avesse più difficoltà, invece col tempo ha dimostrato di avere ottima tecnica e buon tiro. Deve ampliare il suo modo di giocare perché molti difensori lo hanno già letto. Lui ama partire laterale per rientrare sul sinistro e calciare a giro. Oltre ai gol deve pensare anche a fare qualche assist in più perché la tecnica non gli manca. Deve crescere ma è un ottimo giocatore e ha fatto enormi progressi».

Escluso il ritorno

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Estate 2005, arriva da Udine con la valigia piena di ambizioni, e accolto coi pomodori, un allenatore che avrebbe comunque lasciato il segno. Era una Roma che si scontrava con le difficoltà di un momento storico delicato, col presidente Sensi costretto dai problemi di salute a defilarsi e che con volontà delegava sempre di più la figlia Rosella. Era una Roma con Bruno Conti garante che ebbe un ruolo fondamentale per il suo arrivo a Roma.

Non serve ripercorrere tutte le tappe della doppia avventura romanista di Spalletti. La prima come la seconda sporcate dal finale avvelenato. Diede un senso estetico e pratico al 4-2-3-1 varato in emergenza. Modulo già in uso, soprattutto, all’epoca, nella Danimarca di Rommedahl e Tomasson. Spalletti ne fece un marchio di fabbrica di quella Roma e della sua carriera. Contribuì all’ultima evoluzione tattica di Francesco Totti, che a sua volta esaltò in campo le idee dell’allenatore. Sul loro rapporto lasciamo stare. I veleni degli ultimi tempi durante la prima esperienza spallettiana divennero insopportabili strascichi per tutta la durata del suo secondo soggiorno romano.

E tutti quei tifosi che subirono quel duello allargato (come sempre nel calcio se c’è un uno contro uno diventa mille contro mille perché entrano nella contesa comparse, guitti, personaggetti in cerca d’autore, pesci spazzini al seguito dei calciatori e lacché delle società), hanno ricevuto il colpo di grazia del recente spot pubblicitario e soprattutto le frasi di plastica di Spalletti, che nel promuovere la reclame ha sfoggiato il solito sorriso di circostanza dicendo che non avevano mai litigato. Lasciamo stare.

Spalletti torna a Roma domenica dopo uno scudetto strameritato, dopo un tatuaggio che ha fatto discutere (non trattandosi di una svastica è legittimato a celebrare sul corpo il tricolore del Napoli, i tatuaggi sono intimi e non giudicabili), dopo un flop epocale in Nazionale (qualificazione a Euro 2024 grazie a un favore arbitrale scandaloso contro l’Ucraina, fase finale ridicola, parte di qualificazione ai mondiali inqualificabile). E torna da juventino. In crisi di risultati. All’ultima spiaggia in campionato, dopo avere sfiorato in Europa una rimonta clamorosa. Fino a qualche anno fa, la Juventus a Spalletti non aveva mai pensato. Perché per carattere e non per caratteristiche non è mai stato considerato un possibile papabile. Privo di aplomb.

Questo Spalletti, che da qualche anno prova a essere pop, fatica a stare in panni che non gli cadono a pennello, ma ha comunque scelto di diventare ibrido. Temporalesco a bordo campo, buono per tutte le stagioni fuori. Ma il passato non si dimentica e allora basta guardarlo in conferenza stampa prima della disfatta col Como per capire che il giorno dopo diluvierà. Sguardo teso verso punti indefiniti, verbosità eccessiva, parentesi aperte e mai chiuse. Roma è lo spartiacque.

La Juventus non ci pensa minimamente a lasciarlo andare, lui al secondo anno potrebbe avere una squadra tutta sua e non figlia degli equivoci delle ultime quattro sessioni di mercato. Ingolosito non tanto dalla possibilità di legittimare la sua bravura, che non è in discussione per uno dei migliori allenatori italiani, ma dalla possibilità di vincere anche con una squadra dei quartieri alti. Perché per quanto vanti un sano e splendido senso di appartenenza per le sue radici, dà sempre la sensazione di soffrire l’assenza di origini borghesi. Se parlerà prima di domenica, spegnerà possibili incendi, avrà una parola buona per tutti. Consapevole che allo stadio anche molti tra quelli che a Roma continuano a stimarlo lo fischieranno sonoramente, perché starà in piedi davanti alla panchina, con le mani in tasca, forse guardando per terra, per guidare la nemica di sempre, la Juventus. E perché amareggiati dall’amaro.

In the box – @augustociardi

Instagram, Manolas punge la Juve e ricorda Roma-Barcellona: “Certe imprese sono solo per Gladiatori” (FOTO)

Kostas Manolas, ex difensore della Roma e protagonista della storica rimonta contro il Barcellona, ha ripostato su Instagram un’immagine simbolica dell’Olimpico accompagnata dalla frase: “Certe imprese sono solo per Gladiatori”.

Il greco segnò infatti il gol del 3-0, che permise alla squadra allenata, a quei tempi, da Eusebio Di Francesco, di approdare alle semifinali di Champions League, scrivendo una pagina di storia non solo giallorossa, ma anche della competizione.

Il messaggio social arriva all’indomani dell’eliminazione della Juventus dalla Champions: i bianconeri, dopo aver rimesso in piedi la sfida nei tempi regolamentari, nonostante l’espulsione di Kelly al 48′, sono usciti ai supplementari senza riuscire a completare la rimonta. La squadra di Spalletti ha vinto 3-2, risultato che non è bastato a fronte del 5-2 dell’andata in favore dei turchi (totale 7-5 per il Galatasaray).

Un riferimento che molti tifosi hanno interpretato come una frecciata. Manolas non ha aggiunto altro, ma la frase è bastata per riaccendere i ricordi romanisti di una serata magica.

La Philadelphia Junior Cup fa tappa a Trigoria: l’incontro tra El Aynaoui e una delegazione di giovani atleti

Anche quest’anno la Philadelphia Junior Cup | “Keep Racism Out” – il torneo promosso dalla Lega Serie A e dal CSI contro il razzismo e ogni forma di discriminazione – ha fatto tappa al Centro Sportivo Fulvio Bernardini.
Nella giornata del 25 febbraio, Neil El Aynaoui ha incontrato nella Sala Champions una delegazione di giovani calciatori che nelle settimane precedenti hanno partecipato alle prime fasi della tredicesima edizione del torneo Under 14 di calcio a 7 riservato agli oratori delle città delle squadre di Serie A Enilive 2025/26.

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Introdotto dal Chief Football Operating Officer dell’AS Roma Maurizio Lombardo, El Aynaoui è stato parte attiva del dibattito con i ragazzi presenti insieme alle psicologhe del Club, Rita Bassetto e Alessia Giuliani, che hanno toccato i temi dell’importanza dell’amicizia, del gioco di squadra, del rispetto e della lotta al razzismo e ad ogni forma di discriminazione. Con loro, il rappresentante dell’Ufficio Corporate Social Responsibility di Lega Serie A Oumar Daffe e Fabrizio Papa del CSI Roma.

La Philadelphia Junior Cup è l’occasione per tanti ragazzi e ragazze tra i 12 e i 14 anni di entrare in contatto con il calcio dei grandi campioni, quello del massimo campionato, attraverso numerosi incontri ed attività. L’obiettivo della sinergia è infatti quello di diffondere, anche grazie al rapporto con i Club di Serie A, i valori dell’inclusione, della collaborazione, dell’amicizia e del gioco di squadra. Passando per l’organizzazione di appuntamenti negli stadi, nei centri di allenamento, nelle sedi dei Club e degli oratori, i giovani calciatori hanno l’occasione di vivere momenti di sport e riflessione, diventando protagonisti di un percorso di sensibilizzazione sulle tematiche del razzismo e della discriminazione. Gli incontri e le attività in collaborazione con i Club della Serie A Enilive 2025/2026 si svolgono parallelamente al torneo della Philadelphia Junior Cup, tra i mesi di gennaio e maggio.

(asroma.com)

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Roma-Juve è anche Celik e Senesi

n campo ci si gioca il posto per la Champions 2026-2027, fuori Roma-Juve è una sfida con contenuti di mercato per cuori forti. In questo momento la partita sulle stategie future è doppia: da una parte c’è Zeki Celik, l’esterno turco in uscita da Trigoria a scadenza, dall’altra Marcos Senesi, il difensore centrale argentino agli ultimi quattro mesi di contratto con il Bournemouth e pronto per una nuova esperienza con cartellino gratis. (…) I circa 3,8 milioni che ora il suo entourage chiede per firmare un rinnovo, per la Roma non sono sostenibili. Significherebbe mettere Celik tra i più importanti stipendi della rosa con inevitabili ricadute: alla porta del ds Massara busserebbero in parecchi e la bilancia va tenuta in equilibrio. Diverso è prendere Celik a zero e garantirgli quell’ingaggio: la Juve ci sta fortemente pensando (a fronte anche di un monte ingaggi più alto che in casa romanista) e il giocatore ha caratteristiche che rientrebbero bene nel calcio di Spalletti. Gli accordi si possono fare verbalmente e scriverli dopo: i dialoghi sono intercorsi da un po’. Certo che l’attuale incertezza sul posto Champions in casa Juve potrebbe rendere meno celere il tutto. E allora occhio all’Inter che in quella zona del campo cerca e le operazioni a costo zero. (…) Senesi è a scadenza: argentino, passaporto italiano, esperienza internazionale collaudata in Europa. Occhio a bollare operazioni come fattibili o non fattibili quando i parametri sono questi. La Juventus e la Roma si sono mosse: entrambe, senza ombra di dubbio e senza scomodare altre presunte verità (ah, i detentori della verità). Non significa che Senesi arriverà a Torino o nella Capitale cento per cento a luglio: troppo facile. Ma il mercato vive di fasi e in questa fase l’interesse per il centrale che lascerà il Bournemouth è vivo e verificabile. Non lo negano i due club, non lo negano nemmeno fonti inglesi e persone vicine al giocatore. (…)

(corsport)