Calciomercato Roma, richieste per Dovbyk: l’Everton insiste. Interesse da Como, Milan e Napoli

Il futuro di Artem Dovbyk potrebbe essere lontano da Roma già a gennaio. Come riportato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, l’attaccante ucraino, rientrato da poco dall’infortunio, è al centro di diverse voci di mercato che potrebbero concretizzarsi nelle prossime settimane. Sulle tracce del giocatore c’è da tempo l’Everton, che continua a insistere per portarlo in Premier League. La volontà di Dovbyk, però, sarebbe quella di rimanere in Italia, dove non mancano le pretendenti. Il Como ha mostrato interesse, senza però affondare il colpo.

Le piste più suggestive portano a Napoli e Milan. Con gli azzurri si potrebbe ipotizzare uno scambio di prestiti con Lorenzo Lucca, mentre i rossoneri, che lo avevano già cercato in estate, restano una destinazione gradita al giocatore. L’operazione con il Milan appare però complicata, visto il recente acquisto di Füllkrug. La situazione è in piena evoluzione.

Instagram, la moglie di Dovbyk emozionata dal saluto di De Rossi sotto la Sud: “Grande personalità” (VIDEO)

Grande emozione al termine di Roma-Genoa, quando Daniele De Rossi è andato sotto la Curva Sud per prendersi l’abbraccio dei tifosi giallorossi. Un gesto che ha colpito anche Yulia Dovbyk, moglie di Artem, che ha condiviso il video su Instagram elogiando De Rossi: “Grande personalità”

Soulé: contusione al ginocchio destro, condizioni da valutare

Unica nota stonata nella serata di festa per la vittoria contro il Genoa è l’infortunio occorso a Matías Soulé. L’attaccante argentino, autore del gol che ha sbloccato la partita, è stato costretto a lasciare il campo al 57′ minuto per un problema fisico. Il numero 18 giallorosso ha rimediato una contusione al ginocchio destro e, dopo aver chiesto il cambio, ha lasciato il posto a Stephan El Shaarawy. Le sue condizioni verranno comunque valutate nelle prossime ore per avere un quadro completo in vista del primo match del 2026.

Trigoria: domani la ripresa degli allenamenti

Nessuna pausa per la Roma. Subito dopo la vittoria per 3-1 contro il Genoa nel posticipo serale, la squadra tornerà immediatamente al lavoro per preparare l’ultimo impegno del 2025. Gian Piero Gasperini ha infatti fissato la ripresa degli allenamenti già per domani pomeriggio. I giallorossi si ritroveranno al centro sportivo “Fulvio Bernardini” per una seduta che darà il via alla preparazione della prossima sfida di campionato in programma il 3 gennaio contro l’Atalanta.

Calciomercato Roma, conferme su Giovane: l’attaccante del Verona resta nel mirino per il futuro

Tornano a trovare conferme le voci di un interesse concreto della Roma per Giovane. Secondo l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, il club giallorosso è motlo attento alle evoluzioni del talento del Verona, già segnalato in passato come un profilo molto apprezzato da Gian Piero Gasperini. L’attaccante mancino, classe 2003, è considerato un prospetto di grande valore, tanto da essere finito anche nel mirino di Inter e Napoli.

Al momento, la Roma avrebbe altre priorità per il mercato di gennaio, ma l’interesse per Giovane è reale e concreto, soprattutto in prospettiva futura. La dirigenza giallorossa continuerà a monitorare la crescita del giocatore, pronta a inserirsi qualora si creassero le condizioni per una trattativa.

Calciomercato Roma, da capire la posizione di Raspadori: l’attaccante vorrebbe giocarsi il posto all’Atletico. Ancora nessun accordo tra i club

Giacomo Raspadori è uno degli obiettivi principali della Roma in vista della sessione invernale di calciomercato e la trattativa con l’Atletico Madrid è in corso. Come rivelato da Gianluca Di Marzio nel corso della trasmissione “Sky Calciomercato – L’Originale”, resta da capire la posizione dell’attaccante: al momento il calciatore non ha ancora deciso di andare via e gli piacerebbe rimanere alla corte di Simeone per giocarsi il posto. Tutto dipende dall’accordo tra le due società, che però ad oggi non è ancora stato trovato.

(Sky Sport)

ROMA-GENOA: le pagelle. KONÈ “très chic” 7,5 – HERMOSO “l’impetuoso” 7 – FERGUS(OK) 6,5

LAROMA24.IT (Dario Bersani) -Tre gol in mezz’ora e pratica archiviata. Nella serata emozionante del ritorno a casa di Daniele De Rossi, la Roma torna a sorridere, riportandosi al quarto posto e chiudendo (a 82 punti) un anno solare iniziato con la vittoria antipanico nel derby e concluso con un netto successo che la tiene piú che mai in corsa per il piazzamento Champions. A tre giorni dall’apertura del mercato di riparazione, la palla passa a Friedkin e Massara, aspettando quei rinforzi indispensabili per proseguire il cammino.

SVILAR 6 – L’uscita a fine primo tempo su Ostigard meriterebbe il 9 in pagella solo per il coraggio. Per il resto, serata di meritato riposo a parte quel gol del 3-1 sul quale é incolpevole.

MANCINI 6,5 – Ha vissuto serate piú complicate. Al suo attivo un paio di eccellenti salvataggi. (Dal 74’ GHILARDI s.v.).

ZIOLKOWSKI 6,5 – Inizio impacciato prima di impadronirsi della centralità che il Gasp gli ha riservato con tempismo ed efficacia.

HERMOSO 7– Se é pubalgia, non si vede. Padrone della situazione e sempre in aiuto dei compagni, a cominciare dai piú inesperti. Quanto é mancato a Torino, quanto.

CELIK 6 – Regola Martin senza affanni ed é tra i oiú freschi nella ripresa.

CRiSTANTE 6 – Ordinaria amministrazione. Mezzo voto in meno per aver perso una palla sanguinosa nel primo tempo. Ma Vitinha e il gol non fanno rima. Vicino al 4-0 con un tiro secco prima del cambio (Dal 74’ PISILLI s.v.).

KONE 7,5 – Si sblocca e ringrazia Frendrup per la deviazione. I lupi dell’Intelligenza Artificiale ringraziano lui. Spadroneggia in mediana con una continuità veemente ed irriguardosa per gli avversari. Il miglior Kone della stagione.

WESLEY 6,5 – Ha di fronte Norton-Cuffy e – a parte un duello perso a partita ampiamente decisa – vince nettamente il confronto. (Dal 85’ RENSCH s.v.).

SOULÉ 6,5 – In collaborazione con Otoa approfitta dell’harakiri genoano con freddezza e indirizza la contesa. Quinto suggello in campionato, esce anzitempo per un problema fisico. (Dal 57’ EL SHAARAWY 6 – Partecipa alla vittoria tentando una rovesciata da cineteca).

DYBALA 6,5 – Piú mobile e sciolto del solito, é sempre nel vivo della manovra offensiva. Completa il match senza accusare eccessive difficoltà in un ruolo che gli é piú congeniale.

FERGUSON 6,5 – Pungolato dall’allenatore, detta la profondità e si propone subito sfiorando il 2-0 prima di segnare il terzo perforando la banda del buco genoana. Al suo attivo i tocchi-assist importanti, anche se cala vistosamente alla distanza. (Dall’85’ DOVBYK s.v.)

GASPERINI 6,5 – La inquietudini della vigilia lasciano spazio alla soddisfazione finale. Davanti ha gli uomini contati e – facilitato dalla febbre di Baldanzi – decide comunque di schierare il centravanti di ruolo. E stavolta fa bene. Raschia il barile a corto di cambi com’é, vivendo senza alcun patema una gara mai in discussione. Nel finale, però, mal digerisce i cali di concentrazione e bada a risparmiare i diffidati.

Roma-Genoa, De Rossi: “Dovevo un saluto alla Sud. Il mio esonero? Anche per i calciatori è stato uno shock, ma Gasperini sta facendo volare la squadra”

La Roma domina e batte 3-1 il Genoa grazie ad un primo tempo perfetto e impreziosito dalle reti di Soulé, Koné e Ferguson. Al termine della partita Daniele De Rossi, allenatore del Grifone, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le sue parole.

DE ROSSI A SKY SPORT

Cosa ha provato sotto la Sud?
“Ho assaporato vecchie emozioni, ma sarei voluto andarci meno arrabbiato. Era dovuto, il risultato non importava. L’ultima volta non sono riuscito a salutarli bene. Dovevo andare là sotto, quella Curva è sempre piena. Si è svuotata solo una volta quando sono stato mandato via io, quindi glielo dovevo. Rimarranno sempre nel mio cuore, dispiace esserci andato con il volto scuro. Mi conoscono, sanno che non potevo andare lì a saltellare”.

Tutti i giocatori in campo sono rimasti a guardare…
“Li ho visti. I ragazzi della Roma sono stati fantastici, anche per loro è stato uno shock quando sono andato via. C’è affetto con tutti i giocatori, che siano della Spal, della Roma o del Genoa. Ho grande amore non solo per i tifosi ma anche per i giocatori. Sono stati 8 mesi emozionati, li ho visti in grande forma, anche troppo. Apprezzo che siano rimasti a salutarmi, non c’era bisogno. Sanno quello che è il nostro rapporto, il legame con alcuni di loro e quanto hanno significato per me e io per alcuni di loro”.

Cosa ha detto invece ai ragazzi del Genoa?
“I giocatori appiccicano come approccia l’allenatore. Vuol dire che stavolta ho fatto qualcosa in meno anche io. Avevo accompagnato le altre prestazioni con i complimenti. Abbiamo commesso errori con Atalanta e Inter e quasi non mi importava. Oggi era diverso, abbiamo fatto tanti errori e questo mi dispiace. La responsabilità me la prendo io”.

Questa Roma è ancora figlia di De Rossi? Ha stravoluto Soulé e Koné…
“Mi è capitato di fare una campagna acquisti. Per il bene della Roma e mio ho provato a portare i migliori, anche in termini di futuribilità. Abbiamo fatto cose buone e altre meno buone. Vanno forte perché c’è chi li allena bene, c’è un allenatore che sta facendo volare questa squadra. Sono forti e oggi lo hanno dimostrato”.

Cosa porterai con te?
“Amarezza e voglia di dare gioia ai 30mila del Ferraris con il Pisa, è stata fatta una partita moscia e non mi piace. Bisogna migliorare tutti quanti. Non mi porto a casa niente, non ci sono punti. Mi porto l’affetto di un amore di una vita, ma sono dentro al Genoa e sono già proiettato al lavoro di domani”.

DE ROSSI A DAZN

Un brutto Genoa e tanta emozione. Cosa c’è dentro oggi?
“C’è rabbia perché non mi è piaciuta la prestazione. La scindo dal saluto finale e iniziale, dall’affetto dei miei ex tifosi e giocatori, quello sarebbe stato uguale. Con una prestazione diversa sarei stato un po’ più sereno: mi dispiace aver salutato col volto scuro, ma non ho un’altra maniera di vivere il calcio”.

Come è stato preparare questa partita?
“Io mi addormento con difficoltà per ogni partita. La sera ho sempre mille pensieri, immaginiamo tutto. Questo romanticismo della partita non ha cambiato niente nella preparazione. L’avevo detto anche ai ragazzi che non doveva scalfirci e non credo l’abbia fatto. L’abbiamo preparata in modo simile all’Atalanta, ma l’espulsione lì ci ha fatto lottare di più. Nel primo tempo eravamo troppo leggeri e con una squadra così forte non te lo puoi permettere. Gli errori capitano a tutti, ma così tanti insieme fanno chiudere la partita immediatamente”.

Qual è stato il momento più impattante in questa serata?
“Non lo so, devo riordinare le idee. Sono molto infastidito dalla prestazione. È una settimana che mi arrivano messaggi e video, che vedo sui social. Qualche dimostrazione di affetto mi ha emozionato. Forse il saluto con i giocatori, felici di rivedermi… Il saluto con la curva che mi ha trattato da re per tanti anni… li ringrazio. Sapevo che sarebbe stato così e che avrei fatto questo giro. L’avevo detto prima perché non volevo che dipendesse dal risultato. Sono contento di aver rivisto tante persone che amo, ma non sono contento di come ho fatto fare il mio lavoro alla squadra”.

Ora avete partite non facilissime…
“Squadre facilissime non ci sono. Il Pisa lo abbiamo visto con la Juve. Anche i giocatori della Roma erano in allerta avendo visto la nostra partita con l’Atalanta. Mi ha infastidito la leggerezza nei duelli perché questa è una squadra che se gioca come le prime 6-7 partite può vincere contro chiunque. Se gioca al 99% farà fatica con le squadre più deboli e con le squadre forti come la Roma prenderà le imbarcate. Devo essere soddisfatto delle prime 6 partite per quello che hanno dato i giocatori”.

DE ROSSI IN CONFERENZA STAMPA

Il primo tempo?
“Talmente brutto che neanche mi ricordavo l’approccio iniziale positivo. Gli errori si fanno, li abbiamo fatti contro Atalanta, Inter e Cagliari ma poi dipende come reagisci ed è quello che fa la differenza. Noi siamo stati poco dentro la partita, nel secondo tempo siamo rientrati ma era abbastanza direzionata. Dopo Inter e Atalanta ho avuto un approccio diverso in conferenza stampa ed era legato alla prestazione. Oggi non abbiamo reagito molto, ci siamo ammosciati e contro una squadra come la Roma non ti è permesso perché vengono forti nei duelli. Non siamo riusciti ad andargli alle spalle come avevamo provato. Poi è uscita fuori la differenza tecnica. Se noi giochiamo tutte le partite al 100% la differenza tecnica può esserci ma la colmiamo, se giochiamo al 99% contro squadre inferiori te la cavi e contro big come la Roma prendi le imbarcate. Se siamo tutti al 100% e giochiamo come contro l’Atalanta vinceremo tante partite, ma se giochiamo come oggi…”.

Al Genoa ha tanti giovani: è il momento della sua carriera in cui si rivede di più in suo padre?
“Non pensavo finisse così questa domanda (ride, ndr). Mio padre mi ha tramandato questo modo di essere e il pizzico di pazienza in più che ci vuole quando hai tanti giovani. I nostri giovani sono meravigliosi, sono ragazzi seri. Di solito i giovani sono quelli che ti danno meno problemi di tutti. I giovani forti sono allenabili. Otoa ha fatto una prestazione che mi rincuora, l’età conta fino a un certo punto. Con i giovani ci puoi lavorare in maniera diversa, hanno l’età di mia figlia e ci perdo un po’ di tempo in più ma chi va forte gioca e lo farà anche in un futuro”.

Che bilancio fa del suo percorso al Genoa? L’interesse per Pisilli?
“Il bilancio varia in base alle partite. Fino a stasera ero molto soddisfatto delle prestazioni e della crescita, il direttore Lopez mi ha detto che con i punti fatti saremmo ottavi. Ero abbastanza soddisfatto e dentro lo spogliatoio, dopo il match contro l’Atalanta, ho detto che questa squadra si sarebbe salvata. Considerando le sette partite, cinque gare e mezzo contano più di una e mezza fatta male. Ma sono segnali e devo prestare attenzione, ci sto male perché vuol dire che ho fatto male il mio lavoro e avrei dovuto farlo meglio. Questo mi fa inca***re tantissimo e il fatto che sia capitato dentro questo stadio mi dà ancora più fastidio, avrei voluto viverlo diversamente. Ho fatto il giro di campo con il muso e il volto scuro ma loro sanno come sono fatto e come vivo il calcio, non cambierò mai e non se la prenderanno. Il mercato? Nulla da dire, quando aprirà faremo le nostre valutazioni. Sappiamo cosa vogliamo fare. Ma con l’atteggiamento dell’ultima partita e con questa squadra mi salvo. Poi si può migliorare la squadra, ma con l’atteggiamento di Genoa-Atalanta ci salviamo”.

Che risposta ti aspetti contro il Pisa? Questa sconfitta vi può far arrivare ancora più arrabbiati?
“Perché devo fare una partita brutta per arrivare arrabbiati contro il Pisa? Dovremmo essere indemoniati. Sono venuto qui e mi sono preso i complimenti per la partita contro l’Atalanta. Le squadre assomigliano agli allenatori, se oggi i calciatori sono stati al di sotto dei loro standard vuol dire che anche io lo sono stato. Devono lavorare meglio, è ovvio che ci sono dei problemi altrimenti non mi avrebbero chiamato. I problemi non spariscono, ma dobbiamo riprendere la direzione. Su sette partite sei ci hanno visto abbastanza sodisfatti, dobbiamo ripartire da lì”.

C’è un altro modo per affrontare la Roma?
“Io non l’ho trovato, ma ad oggi l’hanno trovato in pochi. Sicuramente non l’avevamo preparata così, facendoci aggredire alle spalle. Non siamo riusciti ad andare nello spazio, ci vuole equilibrio tra la profondità e la personalità di tenere palla. Volevamo essere altrettanto aggressivi come contro Inter e Atalanta, se non sei perfetto e commetti delle sbavature rischi di giocare così. Gasperini ti fa giocare così da anni, nella prima Atalanta perdeva più partite perché non aveva la qualità di ora. Difficile giocarci contro, ha gente pronto ai duelli, che ha coraggio di giocare con campo alle spalle e qualità davanti. A me non sembra che la Roma sia scarsa davanti, c’è tanta qualità ed è molto forte nell’aggressione e nella pressione. Difficile trovare un’altra maniera, dovresti avere una squadra nettamente più forte e superiore nei duelli per battere Gasperini. L’Atalanta mise in difficoltà PSG e Real Madrid, Gasperini fa questa cosa da anni ed è riuscito a trasmetterla anche qui”.

Che spiegazioni hai avuto dall’arbitro sull’episodio Ostigard-Svilar?
“Non ripeto la spiegazione dell’arbitro perché non farebbe una bella figura. Non è colpa sua perché c’era qualcuno che aveva l’opportunità di vederlo su uno schermo… Non abbiamo perso per quell’episodio, probabilmente non sarebbe cambiato niente. Dalla panchina non ho visto niente, ho visto soltanto Ostigard uscire con il sangue e l’occhio gonfio. Poi l’ho rivisto e c’è poco spazio alle interpretazioni. Il problema sono le spiegazioni, è la linea che danno e basta guardare le altre partite. Episodi simili vengono gestiti in maniera diversa e vengono fornite spiegazioni fantasiose. Sono il primo a essere contento del VAR, è uno strumento importantissimo. Ma se diventa uno strumento per dire che non si sbaglia mai perde credibilità: un cazzotto in faccia è un cazzotto in faccia, al di là se la mano è aperta o chiusa. Sono supercazzole. Fino ad oggi non mi posso lamentare degli episodi capitati a noi. La linea è che sembra che abbiano sempre ragione loro. Basta pensare all’episodio della Lazio che è stato spiegato in maniera diversa rispetto altri episodi. Non penso che l’arbitro potesse vedere quell’episodio, ma se c’è il VAR dovrebbe esserci una linea diretta. Sono molto più arrabbiato per la prestazione, ma gli episodi cambiano l’inerzia e vanno visti per quello che sono”.

La salvezza passa dal Marassi?
“Sarebbe un problema, abbiamo tante partite in trasferta. Non può essere così. A Cagliari e a Udine abbiamo fatto una buona partita. Dobbiamo diventare autonomi e indipendenti, non possiamo aspettare che i tifosi ci spingano. Oggi sono amareggiato per la prestazione, ma la squadra con me ha fatto cose più positive che negative. Ripartiremo senza attaccarci ai nostri tifosi. Ovviamente giocare in casa ci dà un’altra spinta e condiziona gli avversari, ma pensiamo a fare il nostro lavoro fatto meglio. Abbiamo fatto pochi punti negli scontri diretti, avremo parecchi scontri diretti fuori casa e tante partite contro le big in casa. Dobbiamo fare prestazioni in casa e fuori, poi i punti arriveranno di conseguenza”.

Cosa hai dato ai tifosi della Roma per avere questa ovazione?
“Ho dato qualcosa di molto simile a loro: imperfezione, amore e impegno. Ho detto poche bugie e quando l’ho fatto era per proteggere la sacralità dello spogliatoio e i miei compagni, ma per me stesso sono stato sempre diretto. Loro potrebbero rispondere meglio. Sono 100 anni che esiste la Roma e questa Curva si è svuotata solo per protesta al mio addio anticipato. Io sento questo e non devo tornare qui e fare il giro di campo per saperlo. Vado orgoglioso e fiero della mia storia: questa domanda deve essere girata ai tifosi. Io ero un buon giocatore, abbiamo vinto tante partite e per nove anni siamo arrivati secondi. Abbiamo vinto pochissimo per la squadra che avevamo. Spero che si possa arrivare a quel livello alto, la società alle spalle c’è e potrebbe mantenere quel livello per tanti anni come sta facendo il Napoli. Manca solo un pezzetto. Io penso di essere stato un buon giocatore che ogni giorno si svegliava e che ha scelto di giocare qui perché aveva tutto per essere felice. In tutto questo ci sono state tantissime partite e derby persi, imperfezioni ed errori. Si tratta di qualcosa di speciale. Mi rode il c**o per essere nervoso così: avrei voluto parlare di questo amore più serenamente, sono abbastanza avvelenato”.

Quale ritorno è stato più difficile a livello di sentimenti: il tuo addio da calciatore o stasera?
“Questa è la prima di una lunga serie di volte che tornerò qui. Era la prima volta che li risalutavo. Si è parlato molto di questo ritorno, ma io l’ho vissuto in modo molto tranquillo anche durante la partita. Ho preparato questa gara come tutte le altre, ci sono stati messaggi e momenti in settimana che mi hanno toccato. Ho letto che qualcuno ha scritto che si ricorderà per sempre di quando non potrò proteggerli: questa frase mi ha toccato. Ma per il resto l’ho vissuta serenamente. Mi ha fatto piacere rivedere tanta gente che mi ha visto vivere qui dentro. Spero che le prossime volte che tornerò qui se ne parlerà di meno e, non vi arrabbiate, ma con un risultato finale diverso”.

Roma-Genoa, GASPERINI: “In questa squadra non si possono sbagliare atteggiamento e intensità. Ferguson? È sulla strada giusta” (VIDEO)

La Roma domina e batte 3-1 il Genoa di De Rossi grazie ad un primo tempo perfetto e impreziosito dalle reti di Soulé, Koné e Ferguson. Al termine della partita Gian Piero Gasperini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le parole dell’allenatore giallorosso.

GASPERINI A SKY SPORT

Il Genoa di De Rossi non era mai stato così in difficoltà: avete fatto un grande primo tempo…
“Siamo partiti facendo qualche errore tecnico ma poi ci siamo messi bene e abbiamo creato tante situazioni con gli inserimenti. Dispiace per il secondo tempo, ne avrei voluto uno più piacevole. La partita è un po’ scaduta, ma dobbiamo tirare fuori le tante cose buone”.

Si vince più spesso con un centravanti vero…
“Non lo so, ma io vado a vedere che Ferguson ha giocato sempre tranne tre partite e in due era infortunato. Dovbyk anche fino all’infortunio… Magari non gioca 90 minuti, ma dipende sempre come si leggono le partite. Il punto è che bisogna fare delle prestazioni, non si possono sbagliare atteggiamento e intensità. Questa è una squadra che quando va forte fa risultati e quando non era riuscita a fare risultati ha fatto comunque prestazioni”.

Cosa ha fatto di particolare con Dybala a livello fisico?
“Se non ha infortuni gioca a prescindere. La Roma non ha altri giocatori con una qualità così alta. Quando sta così il gioco si sviluppa in un altro modo, mentre quando ha qualche acciacco non risponde come questa sera. Anche a metà va bene lo stesso. Se lui non deve star fuori gioca”.

Koné ha margini di progresso?
“I margini ci sono in tutti i giocatori, anche in età avanzata. Bisogna sempre guardare il bicchiere mezzo pieno. Lui è un nazionale francese titolare, ha caratteristiche straordinarie. Se facesse anche dei gol difficilmente giocherebbe alla Roma, sarebbe già in altri lidi. Ha sicuramente dei margini”.

GASPERINI A DAZN

È contento della prestazione?
“Assolutamente. Siamo partiti bene. La squadra ha giocato bene, con buone geometrie. Si è approcciata pericolosamente in attacco. Nel secondo tempo, con lo stadio pieno, potevamo cercare di fare giocate migliori. La partita è un po’ scaduta. Merito a questi ragazzi perché il Genoa ultimamente ha fatto delle ottime partite”.

Dybala ha giocato in più posizioni, perché?
“Non ci sono posizioni preferite, lui sa giocare a sinistra o a destra o al centro. Dybala è un giocatore che trovi sempre, che perde pochissimi palloni e ha giocate geniali. Aumenta il gioco d’attacco in modo esponenziale. Purtroppo non è sempre disponibile. Ha giocato diverse partite per 90 minuti, anche se a volte lo toglievo gli ultimi minuti per scrupolo, ma può giocare sempre quanto oggi”.

L’ha soddisfatta la prestazione di Ferguson rispetto a quello che gli chiedeva?
“È sulla strada giusta. Essendo un ragazzo giovane ha tantissimi margini per essere determinante e un centravanti importanti. La Roma deve essere una squadra importante, ha avuto dei centravanti importanti. Lui ha il vantaggio di essere giovane. Deve avere la voglia e la determinazione di sapere dov’è e chi l’ha preceduto. Sul piano motivazionale deve essere molto forte”.

È stata la serata di De Rossi, ma tra pochi giorni tocca a lei…
“Ci ho pensato, per me è emozionante. Sono contento di arrivarci con la Roma in questa posizione in classifica, che sta facendo un ottimo percorso. Per me sarà una grandissima emozione tornare in quello stadio e da quella gente, con quei ragazzi che mi hanno dato tanto in questi anni e mi hanno permesso di fare questa carriera”.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Da Ferguson sono arrivate risposte?
“Sotto l’aspetto della prestazione sì. Si tratta di una buona risposta. Il ruolo del centravanti nella Roma è molto importante: qui sono passati giocatori di valore, che ti permettono di giocare per obiettivi migliori. Se segue questa strada, può crescere”.

A Bergamo si aspetta un tributo alla De Rossi?
“Sì… Stasera bisogna essere contenti della gara col Genoa, che per me è stato un bel pezzo di strada. Sono tre punti importanti a due giornate dalla fine del girone di andata. La classifica è un po’ spaccata, ma abbiamo un buon vantaggio su quelle dietro. Da domani saranno serate importanti, come il ritorno a Bergamo: rivedere tanta gente che mi ha voluto bene e i giocatori sarà bello. Portare questi ragazzi in questa situazione in classifica non era facile, mi hanno accolto bene. A Bergamo sarà piacevole”.

Quando è entrato El Shaarawy è rimasto un po’ a destra, perché?
“Devo rivedere in video quanto eravamo bassi, ma avevamo rischiato molto nel primo tempo. Dybala stava giocando molto bene a sinistra e non c’era motivo di spostarlo. La posizione è limitante per i giocatori: non è detto che Dybala debba giocare sempre lì. Hanno qualità per giocare in più zone e per togliere riferimenti agli avversari. Altrimenti si diventa scontati”.

Si aspettava di essere lì in classifica?
“La prima cosa a cui penso è come sono stato accolto e seguito. E anche a come hanno lavorato i ragazzi. Era la base per poter entrare nelle loro condizioni. Sono convinti e se non si convincono non si riesce ad andare avanti. I ragazzi sono stati straordinari verso di me. La classifica? Difficile da dire. Ogni anno sarà diverso. Abbiamo vinto tante partite, undici in campionato, potevamo perderne qualcuna in meno e pareggiarne alcune. Questa squadra ha un’identità più forte rispetto all’inizio. C’è sempre stato il problema della realizzazione dei gol, ma almeno stasera in casa abbiamo fatto bene. Va capito quanto riusciamo a diventare prolifici e forti nei cambi, anche perché le altre squadre sono molto attrezzate. Questo dà però ancora più merito a quello che i ragazzi hanno fatto. E hanno raggiunto l’apprezzamento della gente e dei tifosi: è la benzina che ci sta tenendo in alto, oltre le nostre possibilità”.

C’erano ben 4 diffidati in campo…
“Li ho tolti tutti”.

Ziolkowski?
“Dobbiamo lavorare molto su di lui, per la statura che ha è rischioso. Si può lavorare molto bene con lui, è un ragazzo di prospettiva. Con lui va usata pazienza: deve migliorare e non fare troppe ingenuità. Ma è un ottimo profilo su cui lavorare”.

GASPERINI AI CANALI UFFICIALI DEL CLUB

“Una vittoria pesante ottenuta con una mezz’ora molto molto buona e quindi tre punti. La classifica si allunga un po’, noi siamo dentro.”

Sembra un blocco di cinque squadre…
“Ci sono ancora altre squadre: Bologna, Como, che sono ancora tutte dentro, però rispetto al resto della classifica c’è un buon vantaggio. A due giornate dalla fine del girone d’andata è significativo”.

Si torna a Bergamo, sensazioni particolari?
“Sicuramente sì, ma c’è da pensare a una partita che sicuramente è difficile perché l’Atalanta è una squadra forte e completa come organico. Noi abbiamo un po’ di acciacchi e dobbiamo risolverli in questi giorni per presentarci a questa partita”.

Roma-Genoa, FERGUSON: “Mi alleno ogni giorno per dimostrare quanto valgo. Mi sto ambientando sempre di più”

La Roma domina e batte 3-1 il Genoa di De Rossi grazie ad un primo tempo perfetto e impreziosito dalle reti di Soulé, Koné e Ferguson. Al termine della partita Evan Ferguson, autore del terzo gol, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le sue parole.

FERGUSON A SKY SPORT

Un buon momento per te…
“Mi alleno ogni giorno per dimostrare quello che valgo e oggi ci sono riuscito”.

Che idea ti sei fatto del calcio italiano e delle tue prestazioni?
“Si tratta di un calcio completamente diverso, è stato un salto importante che volevo fare. Devo continuare a crescere, mi sto ambientando sempre di più”.

FERGUSON A DAZN

Grande prestazione. Come ti senti?
“Bene, siamo contenti di aver vinto, una bella vittoria in casa. Abbiamo sprecato un paio di occasioni. Spero di segnare ancora”.

Sei contento di aver segnato?
“Certo, quando giochi a calcio e segni è ciò che vorresti”.

Gasperini si aspetta di più da te…
“Voglio continuare a lavorare,. Il mister mi chiede tanto e io sono molto esigente e continuerò nel 2026 a spingere e a lottare”.