CELIK: “Orgoglioso di essere alla Roma. Il soprannome pendolino mi piace” (VIDEO)

Torna a parlare Zeki Celik. Il difensore turco della Roma si è raccontato in una lunga intervista sul canale Youtube Anadolu Ajansı. Di seguito le sue parole:

L’inizio della carriera e l’arrivo alla Roma:
«Gioco a calcio sin da bambino, sempre per le strade. Vengo da una famiglia numerosa. Ho sette fratelli maggiori e abbiamo giocato a calcio insieme. Essendo il più giovane, mi hanno lasciato fare un po’ quello che volevo. Non riuscivano a starmi dietro, ma io andavo ogni giorno agli allenamenti da solo. Mi ero fissato l’obiettivo di diventare un calciatore. Mentre andavo a scuola, i mister della squadra locale mi si sono avvicinati e mi hanno chiesto se volevo entrare nel loro settore giovanile. Così ho iniziato a giocare nel Yavuz Selimspor. Poi il Bursaspor mi ha preso, successivamente sono andato al Bursa Nilüferspor, e poi all’İstanbulspor. Da lì la mia carriera ha iniziato a prendere forma. Giocai contro il Belgio e gli osservatori belgi erano venuti a vedere un altro giocatore. Io ho iniziato la partita come terzino destro e poi sono passato a sinistra. Mi hanno chiesto: “Chi è questo giocatore?” Hanno voluto osservare me, e io non sapevo nemmeno chi fosse Luis Campos all’epoca. Alla fine della stagione, lui è stato molto insistente e mi ha voluto, e sono andato al Lille. Andare al Lille è stato un passo fondamentale per me, mi ha aperto le porte all’Europa. È stato uno dei momenti più critici della mia carriera. Dopo essere arrivato al Lille, i miei obiettivi sono diventati molto più grandi. Alla fine della stagione, Mourinho mi ha detto che mi voleva davvero, ci siamo messi in contatto, e poi sono arrivato alla Roma. Credo che sia una delle migliori e più forti squadre al mondo, e sono davvero orgoglioso di essere qui».

Şengezer su Celik:
«Mi chiamo Muhammed Şengezer e gioco per l’İstanbul Başakşehir. Partecipo regolarmente ai raduni della nazionale. Con Zeki siamo amici da quando avevamo circa 9 o 10 anni. Ora siamo più che amici, siamo come fratelli. Conosciamo i segreti l’uno dell’altro, sia nei momenti difficili che in quelli belli».

Prende la parola Celik:
«Una cosa che non dimenticherò mai è quando non avevo gli scarpini e mi ha dato un paio dei suoi. Non posso dimenticare quel momento, è stato davvero speciale per me. Lui non ama guardare ripetutamente le sue partite. Io analizzo sempre le mie partite, sia che vada bene che male, e cerco di concentrarmi subito sulla prossima partita. Quando sono arrivato a Roma, ho soggiornato in questo hotel. È lo stesso posto dove ho soggiornato quando ho firmato per la Roma. Ho potuto sentire che è un club davvero appassionato. I tifosi sono incredibilmente appassionati e ci sostengono sempre. Quando vinciamo, l’intera città è entusiasta».

Sul soprannome:
«Si dice che Cafu fosse una figura molto importante qui. Lo chiamavano “Il Pendolino”, per la sua velocità. Ora chiamano anche me così, grazie alla mia rapidità. Mi piace questo soprannome».

 Sul campionato italiano:
«Il campionato italiano è duro e molto tattico. Come giocatore turco, giocare in uno dei campionati più difficili del mondo è sicuramente una grande sfida per me».

Sulla nazionale turca:
«Ogni bambino sogna di essere selezionato per la nazionale. Quando è successo per me, è stato un momento davvero indimenticabile. Ero molto emozionato, sinceramente. La mia famiglia, i miei amici… non riesco nemmeno a dirvi quanti messaggi ho ricevuto. A volte non rispondevo, ma altre volte sì. Indossare la maglia della nazionale turca non lascia mai spazio alla disperazione. Mi alleno sempre al 100% con la nazionale. Ci sono momenti in cui non gioco, e momenti in cui sono triste, ma ogni volta che vado in campo, faccio del mio meglio. Cerco sempre di dare il massimo in ogni partita. Il segreto di tutto è lavorare sempre, perché se lavori, credo che Allah ti aiuti sempre. Indossare la maglia della nazionale è sempre un momento speciale per ogni calciatore e sono molto orgoglioso. Tutti in squadra sanno quanto è importante questa maglia. Ogni partita con la nazionale è speciale per me. Ogni partita voglio giocarla. È una delle cose più importanti per me: rispetto, orgoglio, la maglia e il senso di appartenenza. Credo che fu circa 56 anni fa quando siamo andati all’ultimo Mondiale. Ancora oggi, quando vedo i riassunti di quelle partite, posso sentire quanto fosse bello quel momento. È stato un evento molto orgoglioso per il nostro paese. Vogliamo porre fine a questa attesa. Il nostro obiettivo è sicuramente partecipare alla Coppa del Mondo».

Sullo spogliatoio:
«Questo è il nostro spogliatoio. Questa è la mia parte. I miei amici mi hanno messo il numero 10 come scherzo. Mi hanno fatto questa battuta perché, entrando sempre in area durante le partite, hanno voluto scherzare un po’. Di solito, prima delle partite o degli allenamenti, recito l’Ayat Kürsü e cerco sempre di entrare con il piede destro. Il nostro fisioterapista qui è sempre di grande aiuto».

Sull’Italia:
«Sono stato molto colpito. Ho vissuto in Francia, ma gli italiani davvero vestono in modo molto diverso. Sono eleganti, puliti, e questo mi piace molto. Per questo cerco sempre di fare shopping nei negozi di marca italiana. Perché amo le cose semplici e eleganti. Cerco di indossare cose semplici anche nella mia vita».

Calciomercato Roma, ag. Dragusin: “Futuro? Ci sono interessamenti, non abbiamo ancora preso una decisione. In Italia andrebbe in un grande club”

LIGA DIGI SPORT – Tra i nomi accostati alla Roma per la difesa c’è quello di Radu Drăgușin, seguito anche dalla Fiorentina. Della sua situazione ne ha parlato anche il suo agente Florin Manea. Le sue parole ai media romeni: “La sua condizione fisica è davvero buona, l’ho visto in amichevole, ha giocato 90 minuti. Sembra più forte, più veloce, più elastico. Mi ha detto che è pronto. È stato convocato per la partita contro il Liverpool, quindi va bene. Ha bisogno di qualche partita. Non deve giocarle tutte, ma deve giocarne parecchie. Futuro? Ci sono delle speculazioni. Non abbiamo ancora preso decisioni, ma vedremo. Se il numero di partite non sarà quello che vogliamo, allora ne terremo conto. Non poteva giocare a dicembre-gennaio perchè fuori dalla lista Champions. Forse è per questo che ci state sono speculazioni. La posizione del club è che non vuole venderlo, ma ci vedremo. Parlerò con lui e vedremo che decisione prenderemo.. Sull’interesse dalla Fiorentina? Non lo so, finora nessuno mi ha chiamato. È una situazione in bilico. Ci sarebbero offerte, c’è interesse. Anche dall’Inghilterra, ma un club più piccolo, un grande club italiano sarebbe meglio. Ho parlato con Chivu, l’ho solo chiamato per congratularmi con lui. So che l’Inter cercherà un difensore centrale in estate. Ha ancora 4 anni e mezzo al Tottenham, ma il problema è che l’infortunio lo ha tenuto lontano per 11 mesi, non posso restare altri 7. Dobbiamo trovare una soluzione per farlo giocare più partite fino all’estate. È determinato al 100% a giocare”.

Rizzitelli: “L’addio alla Roma? Fu come morire calcisticamente, avrei giocato anche gratis”

RADIO ROMANISTA – Ruggiero Rizzitelli, ex attaccante della Roma, è l’ospite del terzo episodio di “S.R.Q.R – Sono Romanisti E Quasi Romani” il podcast dell’emittente radiofonica a tinte giallorosse. Tra i vari temi trattati si è soffermato anche sulla stagione 1989/90: “Lo stadio Flaminio era il nostro catino perché senza la pista d’atletica il nostro pubblico è devastante. Avvertivamo la presenza dei tifosi già dal riscaldamento ecco perché non vedo l’ora che la Roma abbia il suo stadio. Ricordo la paura degli avversari che venivano a giocare in un ambiente così caldo. Quando giocavamo in casa, noi non sentivamo la fatica. Auguro a qualsiasi calciatore di scendere in campo con la maglia della Roma in un impianto così”.

Radice?
“Tutti sapevamo che Bianchi sarebbe arrivato nella stagione successiva, compreso Radice. Ma il mister si era talmente innamorato della Roma che a fine campionato non voleva firmare per nessun’altra società. Infatti, mentre ero in vacanza, mi chiamò il suo vice pregandomi di convincere Gigi a rassegnarsi all’idea”.

Il gol nel derby della stagione 1991/92?
“Arrivai su quel pallone pensando a tutti i romanisti che non avrebbero meritato lo sfottò dei laziali e così riuscii a staccare di testa e a pareggiare. Le partite con la Lazio le giocavo anche durante il sonno, visto che nel letto mi capitava di dare gomitate o simulare le mezze rovesciate per la disperazione di mia moglie che andava a dormire in un’altra stanza”.

L’addio alla Roma?
“Ebbi dei grandi problemi con Mazzone che su di me si era fatto un’idea sbagliata. Nel tempo ci siamo chiariti ma in quella stagione non c’era verso di avere un rapporto. Negli ultimi mesi, grazie all’intervento di Sensi, fui reintegrato in rosa e sfiorammo l’Uefa ma poi era impossibile proseguire insieme. Per me è stato come morire calcisticamente, ancora oggi mi fa male parlarne perché io avrei giocato per la Roma anche senza prendere una lira”.

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Trigoria, squadra al lavoro nella vigilia di Natale: Hermoso e Dovbyk parzialmente in gruppo. Bailey corre in campo e si allena a parte

La Roma di Gian Piero Gasperini continua ad allenarsi in vista della partita contro il Genoa, valida per la diciassettesima di Serie A e in programma lunedì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico. Nel giorno della vigilia di Natale arrivano buone notizie per l’allenatore giallorosso: Mario Hermoso e Artem Dovbyk hanno lavorato parzialmente con il resto del gruppo. Leon Bailey, invece, si è allenato a parte e ha svolto della corsa in campo.

Friedkin sorride, il bilancio del 2025 della Roma chiude con un rosso di 54 milioni: è la perdita più bassa dal 2018/19

Grande notizia in casa Roma. Come rivelato dal portale, diminuisce la perdita della società giallorossa: il club ha chiuso l’esercizio al 30 giugno 2025 con un rosso a livello consolidato pari a 53.9 milioni di euro, in miglioramento di circa 27.5 milioni rispetto agli 81.4 milioni dell’anno precedente e si tratta della perdita più bassa dal 2018/19. I Friedkin prevedono un rosso anche in vista del prossima stagione, ma è atteso comunque un miglioramento. In totale, sotto la guida di Dan, la Roma ha accumulato perdite per 642.7 milioni.

(calcioefinanza.it)

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VIDEO – L’iniziativa della Roma per Natale: i piccoli tifosi disegnano i loro idoli sul tram giallorosso

In vista del Natale la Roma ha lanciato una bellissima iniziativa che ha coinvolto tanti piccoli tifosi. Ben 200 bambini hanno viaggiato a bordo dell’AS Roma Christmas Express, il tram a tinte giallorosse, e hanno realizzato dei disegni per i calciatori. Le raffigurazioni sono state esposte nel tunnel dello Stadio Olimpico in occasione di Roma-Como e per annunciare la formazione sui social fu usata una grafica con alcuni di questi disegni.

Calciomercato Roma: idea Pisilli anche per il Torino

Il futuro di Niccolò Pisilli sembra lontano da Roma e il centrocampista classe 2004 ha attirato l’interesse di diverse società di Serie A. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, il calciatore giallorosso è l’ultima idea in casa Torino. Il giocatore potrebbe partire con la formula del prestito e al momento il Genoa, che ha allacciato i contatti per aprire la trattativa, è in vantaggio.

(La Stampa)

Calciomercato Roma: anche la Juventus pensa a Raspadori

L’inizio della sessione invernale di calciomercato si avvicina e tra le società più attive c’è sicuramente la Roma. Il direttore sportivo Frederic Massara vuole accontentare le richieste di Gian Piero Gasperini e uno dei nomi più caldi è Giacomo Raspadori dell’Atletico Madrid. Come riportato dall’edizione odierna del quotidiano, sulle tracce dell’attaccante c’è anche la Juventus: i bianconeri sono a caccia di opportunità e potrebbero inserirsi concretamente nella corsa qualora l’ex Napoli si liberasse con la formula del prestito secco.

(La Stampa)

Instagram, feste in famiglia per Angelino: “Buon Natale a tutti” (FOTO)

Le feste sono arrivate e, in attesa di Roma-Genoa (in programma lunedì alle ore 20:45 allo Stadio Olimpico), i calciatori giallorossi trascorreranno il Natale con i propri cari. Angelino ha pubblicato su Instagram alcune foto in compagnia della moglie e dei suoi due figli scattate davanti l’albero di Natale: “Buon Natale a tutti dalla mia famiglia”, il messaggio del terzino spagnolo.

Il commissario e il voto in aula, poi almeno due anni e mezzo di lavori nell’area di Pietralata

La consegna del progetto dello stadio è un passo fondamentale, ma non l’ultimo. L’iter per vedere le ruspe a Pietralata richiederà ancora circa un anno, con l’inizio dei lavori previsto per i primi mesi del 2027. La prima partita nel nuovo impianto si giocherà probabilmente nella stagione 2029/30, circa due anni dopo il centenario del club.

Ora il progetto passerà al vaglio degli uffici comunali per la “verifica di ottemperanza”, un passaggio politico inedito per controllare il rispetto delle prescrizioni. Successivamente, dopo il voto in Assemblea Capitolina che confermerà il pubblico interesse, si aprirà la Conferenza dei servizi decisoria, che durerà circa quattro mesi.

(…) Sebbene i comitati “No Stadio” siano già pronti a contestare la procedura, i tecnici della Roma assicurano che il progetto è completo. “Quello fatto è stato un lavoro approfondito e rigoroso che ci consentirà di dotare la città di un impianto moderno e sostenibile”, ha dichiarato l’assessore Veloccia.

(…) L’ultimo step sarà la firma della convenzione urbanistica tra il club e il Comune. Ai tifosi non resta che attendere, con la speranza che la recente nomina di un commissario di Governo per gli stadi possa contribuire ad accelerare i tempi.

(Repubblica)