Giudice Sportivo: ammenda di 10mila euro alla Roma per lancio di fumogeni e cori denigratori

Il giudice sportivo, Gerardo Mastrandrea, ha reso noto le decisioni per quanto riguarda la 13a giornata. Per la Roma “ammenda di € 10.000,00: per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, lanciato tre petardi e due fumogeni nel recinto di giuoco; per avere inoltre, al 50° del secondo tempo, rivolto un coro denigratorio nei confronti dei sostenitori della squadra avversaria; sanzione attenuata ex art. 29, comma 1 lett. b) CGS.” Prima sanzione per Stephan EL Shaarawy, seconda per Tommaso Baldanzi e terza per Bryan Cristante ed Evan Ndicka. Nessun diffidato al momento in casa giallorossa.

(legaseria.it)

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Cagliari, Pisacane: “A Napoli servirà una partita di alto livello. Folorunsho e Palestra hanno qualche piccolo acciacco e non vogliamo rischiarli”

Il tecnico del Cagliari, Fabio Pisacane, ha parlato alla vigilia degli ottavi di finale di Coppa Italia in casa del Napoli. I sardi nel prossimo turno di campionato ospiteranno la Roma. Queste le parole del tecnico: “Servirà una partita di alto livello da parte di tutti e per più di 90′, con quella compattezza che a Torino in certi frangenti è venuta meno. Ogni partita è importante per avvicinarci al miglioramento, è un’opportunità per ricercare la vittoria, vogliamo ritornare ad assaporare quel gusto. Dispiace perché i ragazzi lavorano bene e non c’è nulla da eccepire sull’atteggiamento e la dedizione, ma occorre tirare fuori qualcosa in più. Folorunsho e Palestra non partono per Napoli, hanno qualche piccolo acciacco e non vogliamo rischiarli. Con loro sono out Mina, Mazzitelli e Zé Pedro, mentre ritorna tra i convocati Rog. Sarà l’occasione non tanto per fare turnover quanto per dare minutaggio a qualche elemento che sin qui ha giocato meno, così da vederlo all’opera e capire quanto ci potrà dare: Kilicsoy e Rodriguez potrebbero partire dal 1’, mentre in porta ci sarà sicuramente Caprile. Sappiamo il valore di questa gara, ci teniamo a fare bella figura e a passare il turno”.

Calciomercato Roma: sondaggio per Raspadori e Chiesa. Atletico e Liverpool chiudono la porta ad un trasferimento

La Roma continua a monitorare la situazione attaccanti in vista del mercato di gennaio. Come riporta Piero Torri, il club giallorosso ha fatto un sondaggio sia per Giacomo Raspadori che per Federico Chiesa. Sia Atletico Madrid che Liverpool, però hanno chiuso la porta ad un trasferimento dei due calciatori.

(Manà Manà Sport)

Trigoria: Dybala out per febbre. Personalizzato per Dovbyk che ha ripreso a correre in campo (FOTO E VIDEO)

Dopo la sconfitta contro il Napoli, la Roma è tornata a lavorare oggi a Trigoria in vista dell’impegno di domenica pomeriggio contro il Cagliari. All’allenamento odierno non ha partecipato Paulo Dybala, a riposo per febbre. Artem Dovbyk, invece, continua nel suo lavoro personalizzato e ha iniziato a correre in campo. Regolarmente in gruppo anche Manu Konè, che, come accaduto nella gara contro il Napoli, si è allenato con un vistoso tutore per via del trauma contusivo subito contro il Midtjylland.

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Dopo una sessione atletica, la squadra ha svolto una partitella ad una porta (difesa da Svilar) bianchi contro rossi. Per i bianchi: Celik, El Aynaoui, Ghilardi, Ferguson, Kone, Ndicka, Sangarè, El Shaarawy, Bailey. Per i rossi: Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Pisilli, Cristante, Soulè, Pellegrini e Baldanzi.

BALZANI: “La situazione offensiva della Roma è drammatica” – AGRESTI: “I giallorossi stanno perdendo gli scontri diretti per i dettagli”

LAROMA24.IT – (Chiara Ciotti) – A due giorni dalla dalla sconfitta contro il Napoli, nell’etere romano si analizza la situazione giallorossa. “Inter e Napoli sono più complete della Roma, forse anche il Milan negli undici titolari. I giallorossi stanno perdendo gli scontri diretti per i dettagli”, il pensiero diStefano Agresti. Così inveceFrancesco Balzani: “La situazione offensiva della Roma è drammatica e Gasperini lo sa, motivo per cui ha chiesto almeno due acquisti a gennaio in attacco”

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Tutte le big devono avere un grande centravanti e in questo momento alla Roma manca. Se i giallorossi vogliono arrivare in Champions League non possono essere il nono attacco del campionato (ROBERTO PRUZZORadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Ci sta perdere contro il Napoli, la Roma ha dimostrato di essere comunque all’altezza delle altre big (FERNANDO ORSIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

La Roma non ha mai pareggiato e alla lunga può essere un limite (LUIGI SALOMONERadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Inter e Napoli sono più complete della Roma, forse anche il Milan negli undici titolari. I giallorossi stanno perdendo gli scontri diretti per i dettagli (STEFANO AGRESTIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Contro il Napoli la Roma ha perso meritatamente (GIANNI VISNADIRadio Radio, 104.5, Radio Radio Mattino Sport e News)

Mercato? C’è confusione. A Gasperini serve il centravanti e stiamo a carissimo amico… Il nuovo attaccante va portato a Trigoria sotto le feste di Natale, in modo da farlo giocare contro l’Atalanta il 3 gennaio (UGO TRANITele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

Speravamo che Bailey potesse spostare l’ago della bilancia, invece è il peggiore. La situazione offensiva della Roma è drammatica e Gasperini lo sa, motivo per cui ha chiesto almeno due acquisti a gennaio in attacco (FRANCESCO BALZANITele Radio Stereo, 92.7, Te la do io Tokyo)

Il cordoglio della Roma per la scomparsa di Arcadio Venturi: “Storico capitano, ha sempre dimostrato uno straordinario attaccamento ai nostri colori”

È venuto a mancare all’età di 97 anni Arcadio Venturi, storico calciatore giallorosso tra il 1948 e il 1957, nonché capitano in 101 partite ufficiali. E la Roma, sui social, ha espresso tutto il proprio cordoglio: “L’AS Roma apprende con dolore della scomparsa di Arcadio Venturi, storico capitano che ha sempre dimostrato uno straordinario attaccamento ai nostri colori. Ha portato la fascia al braccio in 101 partite ufficiali. Inserito nel 2016 nella Hall of Fame della Società, Venturi ha vestito per 9 stagioni la maglia giallorossa, collezionando 290 presenze e 18 gol, tra il 1948 e il 1957. È rimasto sempre un grande tifoso della Roma. Il Club partecipa al cordoglio, stringendosi al dolore della famiglia”

OpenVar, l’audio dell’episodio Rrahmani-Konè: parere discordante tra Var e Avar. Rocchi: “Sembrava fallo ma la decisione è giusta” (VIDEO)

DAZN – Nel corso di OpenVar, sono stati analizzati tutti i principali episodi arbitrali della tredicesima giornata, tra cui quello Rrahamani-Konè che ha portato al gol del Napoli contro la Roma per il mancato fischio di Massa sul centrocampista giallorosso. Nell’audio mandato in onda si può ascoltare il parere netto dell’AVAR Di Bello: “È fallo questo”. Poi interviene Aureliano al VAR: “Rrahmani prende il pallone e il numero 17 della Roma vuole continuare a giocare”

Alla fine è arrivato il chiarimento del designatore Gianluca Rocchi: “In sala VAR, all’inizio c’è un po’ di confusione. In contemporanea, sia il VAR che l’AVAR (Di Bello e Aureliano, ndr) hanno opinioni diverse. Alla fine, però non c’è il fallo. All’inizio sembrava fallo anche a me. Devo fare i complimenti a Massa per come ha arbitrato. Lui vede il pallone prima di tutto, quindi la decisione è giusta. Anche in Sala VAR sono stati bravi, perché hanno valutato bene l’azione. Per far capire, se qui viene assegnato un rigore, il VAR te lo fa togliere”.

Calciomercato Roma, il Genoa spinge per Pisilli: il Grifone punta al prestito

Il futuro di Niccolò Pisilli è ancora da decifrare, ma il centrocampista della Roma potrebbe lasciare la Capitale per giocare con maggiore continuità. Il classe 2004 non sta trovando spazio con Gian Piero Gasperini (117 minuti in stagione e zero gare da titolare) e non è da escludere l’ipotesi della partenza a gennaio. Come riportato da Matteo Moretto, il Genoa di Daniele De Rossi continua a mostrare interesse nei confronti di Pisilli e punta ad acquistarlo nella sessione invernale di calciomercato con la formula del prestito.

TSIMIKAS: “Venire a Roma la scelta migliore, i tifosi sono pazzi. Gasperini più diretto di Slot. Ritorno al Liverpool? Non si sa mai…”

THE ATHLETIC – Kostas Tsimikas, terzino sinistro della Roma, ha rilasciato un’intervista al tabloid e ha fatto un bilancio della sua avventura in giallorosso alla corte di Gian Piero Gasperini. Ecco le sue dichiarazioni.

Liverpool?
“Mi manca la città. Ho vissuto lì per cinque anni e amo tutto di Liverpool. Ha un posto speciale nel mio cuore. La gente è molto gentile, tra le più gentili che abbia mai incontrato nel mondo del calcio. Cercano sempre di sostenere la squadra, nel bene e nel male, fanno sempre del loro meglio per aiutarti. Voglio il meglio per questo club, perché fin dal primo giorno mi sono impegnato e ho dato tutto. Ero il ‘greco di Liverpool ‘Greek Scouser’ e lo sarò per tutta la vita”.

Speri di tornare al Liverpool?
“Non si può mai sapere. La cosa più importante per me è stare bene, allenarmi duramente e giocare più partite. Il prossimo anno sarà diverso per me. Voglio avere successo, voglio vincere. Solo Dio sa cosa succederà il prossimo anno”.

La scomparsa di Diogo Jota?
“Molto difficile. Quando penso a Diogo provo sempre dolore. Era un ragazzo speciale, una persona davvero buona. Abbiamo trascorso molto tempo insieme. Penso che sia lo stesso per tutti quelli che hanno giocato con lui: ci manca molto. Ma per me era una persona molto importante perché siamo arrivati insieme al Liverpool e abbiamo condiviso molte cose. Quando uscivamo la sera o facevamo trasferte con la squadra, lui era sempre lui mio fianco. Ci divertivamo insieme. Quando le cose si fanno difficili, cerco di pensare solo a quelle positive. Dobbiamo vivere la vita, perché è il dono più importante che Dio ci ha fatto. E anche se in questa situazione è doloroso, non bisogna mai smettere di pensare a lui, perché è sempre lì per noi e nei nostri cuori”.

In cosa si somigliano la Roma e il Liverpool?
“Entrambe sono le squadre più forti della città, perché hanno l’Everton e la Lazio. Ma anche lo spirito è simile ed è stata questa la cosa più importante che mi ha spinto ad andare lì. Entrambe le squadre lottano per il titolo. I tifosi sono pazzi e tutti vogliono vincere. Tutti vivono e respirano per questo club, tutti vogliono che la squadra abbia successo. Essere alla Roma in questo momento era la cosa migliore per me e per la mia carriera”.

Le differenze tra Gasperini e Slot?
“Penso che Gasperini sia più diretto. Slot curava maggiormente i dettagli del piano di gioco, mentre Gasperini punta molto di più sulla tenuta fisica. Devo abituarmi allo stile di gioco ed è un po’ più difficile per me, ma devo cercare di dare il massimo ogni volta che l’allenatore mi dà l’opportunità di giocare. La squadra viene prima di tutto e voglio essere parte integrante di essa, sperando di festeggiare alla fine della stagione con un trofeo”.

Cosa conta nel calcio?
“Il talento non è l’unica cosa che conta. Le cose più importanti sono queste: lavorare sodo, non mollare mai ed essere in grado di accettare tutta questa tristezza. Il calcio è un gioco che comporta molta tristezza e successi limitati. Ma è proprio questo successo limitato che ti dà la spinta in più per andare avanti e raggiungere tutti i tuoi obiettivi”.

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Post Match – I rischi del mestiere

LR24.IT (MIRKO BUSSI) – Quelle vertigini difensive, a seguire il messaggio della Sud di domenica sera, testimoniano la voglia di volare. Il desiderio infuso da Gasperini all’interno della Roma è quello di spingersi in alto, calcisticamente ancor prima che metaforicamente. Questo, come ogni scelta tattica, ha delle controindicazioni. Che domenica si sono materializzate nella ripartenza con cui il Napoli ha guadagnato il vantaggio poi decisivo nel punteggio finale. L’efficacia difensiva della Roma è incisa nei numeri che la eleggono, dopo oltre un terzo di campionato, come la miglior difesa, eguagliata nell’ultimo turno dal Como, e come la seconda squadra in Italia, dopo l’Inter, a concedere meno tocchi all’avversario all’interno della propria area di rigore.

Il grosso del materiale avversario, in sostanza, la Roma riesce a smaltirlo grazie al proprio atteggiamento difensivo. Quel che travasa, però, va maneggiato con cura vista la potenziale tossicità. Dopo 13 giornate, infatti, sono 17 le ripartenze veloci (dato Opta) subìte dalla Roma: il dato più alto del campionato, al pari dell’Inter. 4 di queste hanno portato a gol avversari, anche qui il numero più alto della Serie A. Il conto viene facile: su 7 reti complessive subìte, più della metà nascono dalla stessa matrice. Un pallone perso nel terzo di campo più offensivo, una riaggressione saltata, il campo che si spalanca per l’avversario.

È quello che succede domenica sera. La Roma accerchia il Napoli portandolo a schiacciare 9 uomini all’interno o nei pressi immediati della propria area. Come spesso accade, il coinvolgimento dei terzi di difesa in questo tipo di sviluppi è evidente: Hermoso è in possesso del pallone a circa 22 metri dalla porta avversaria, Mancini ha trascinato con sé Lang per invadere l’area di rigore. Sono 8 i giocatori della Roma oltre la linea del pallone, i compiti preventivi vengono assegnati a Cristante, in prima battuta, con Ndicka come ultima sentinella difensiva. Paradossalmente, conoscendo l’abilità del Napoli nel rovesciare il campo, i controlli preventivi della Roma erano anche superiori alle abitudini, evitando situazioni di parità numerica.

Quando il pallone sguscia via in maniera dubbia dal controllo di Koné, però, il primo sistema di protezione, la riaggressione immediata, non scatta in maniera adeguata. Un po’ per la reazione tardiva di chi si trova nei pressi, un po’ perché, intorno, erano più i giocatori del Napoli che della Roma. Ne esce fuori Neres con una conduzione insistente che fa emergere un 2 contro 2 con Hojlund come vertice offensivo e Cristante e Ndicka come oppositori. Situazioni ad alto rischio che la Roma sta imparando a maneggiare quotidianamente perché effetti, naturali, di quell’atteggiamento aggressivo con cui è stata concepita. A rendere incendio la miccia iniziale sono poi i comportamenti adottati da Cristante e Ndicka che non riescono a ritardare lo sviluppo avversario, permettendo magari il rientro al galoppo del resto della truppa. Cristante, infatti, viene prima fatto fuori dal passaggio e poi superato agilmente dal divario di rapidità e velocità che favoriva Neres. A quel punto, nel 2v1 che ne consegue, la teoria generale vorrebbe che Ndicka, l’ultimo difendente, eviti una collaborazione tra i due giocatori, mantenendo una posizione più centrale escludendo o almeno complicando la linea di passaggio. Ma quando il difensore ivoriano accorcia su Hojlund, il varco centrale in cui sottolineare la progressione di Neres diventa troppo ghiotto per il Napoli e a quel punto irrecuperabile per la Roma. La complessità della situazione non può essere risolta addossando le colpe ad un unico comportamento ma nella gestione dell’imprevisto, con cui la Roma dovrà sempre più imparare a convivere, guadagnare del tempo sarebbe stato vitale.

Pochi minuti dopo una situazione simile, anche se di grado inferiore per pericolosità, viene gestita in maniera più efficace. Lì un’altra conduzione frenetica di Neres, nata nuovamente a seguito di un recupero del Napoli all’interno della propria area di rigore, viene fatta spegnere dal comportamento di Ndicka che, ritardandone lo sviluppo, consente, al momento del traversone tentato da Hojlund, di aver riportato 4 elementi in più (Hermoso, Koné, Cristante e Celik) già nei pressi o all’interno dell’area romanista.

Situazioni ad alto rischio come quella di domenica si sono già manifestate nel primo terzo di campionato. Basti pensare al gol decisivo del Torino all’Olimpico o a quello del Milan a San Siro. La Roma potrà ridurle, aumentando magari la propria incisività offensiva che permetterà di concludere più volte verso la porta e annullare dal principio possibilità di transizioni per l’avversario, ma dovrà comunque impararci a convivere in maniera sempre più sostenibile. Ad oggi, quella che è la miglior difesa del campionato, concede anche i tiri più pericolosi del campionato: 0,11 il dato di xG medio dei tiri verso Svilar, pari in Italia solo a Cagliari e Genoa. Sono vertigini, sintomo della voglia di volare.