Un mese di fuoco: Roma tra campionato e coppe. Gasp si gioca tutto in dieci gare

LEGGO (F. BALZANI) – Si parte in Sardegna e si finisce in Piemonte. Domenica inizia il tour de force della Roma. Quaranta giorni di fuoco e ghiaccio che vedranno i giallorossi impegnati in 10 sfide decisive tra campionato e coppe. Una partita ogni 4 giorni per la squadra di Gasp chiamata subito a rialzarsi dopo il ko col Napoli di domenica scorsa e costretta a fare affidamento anche su quei giocatori fin qui impiegati meno. Si parte a Cagliari dove Gasp spera di avere Dybala (tornato ieri a svolgere differenziato dopo l’influenza), ma rischia di perdere Baldanzi anche lui febbricitante. Torna quindi in ballo Ferguson chiamato a dare un reale segnale di risveglio mentre a centrocampo El Aynaoui lamenta un fastidio al ginocchio ma stringerà lo stesso i denti. Poi tutte di un fiato: Celtic, Como, Juve, Genoa, Atalanta, Lecce e Sassuolo prima della doppia sfida col Torino tra coppa Italia e campionato. Spiccano ovviamente le sfide con Juve, il ritorno di De Rossi all’Olimpico e quello di Gasp a Bergamo. Ma decisiva sarà anche la sfida di Glasgow per riprendere in pieno il treno delle prime otto del girone di Europa League. Un mese verità per le ambizioni della Roma che a partire dal 16 dicembre dovrà fare a meno di Ndicka ed El Aynaoui causa coppa d’Africa. Gasperini dovrà affidarsi quindi a quei giocatori che fin qui sono sotto la soglia dei 400 minuti: Ghilardi, Ziolkowski, Rensch, Pisilli, Baldanzi ed El Shaarawy su tutti. E conta di recuperare al 100% Dybala e Bailey fin qui visti più in infermeria che in campo. Nel frattempo spera di avere regali natalizi dal mercato di riparazione.

Gli allenatori più vincenti della storia della Roma

La storia della Roma è un mosaico composto da epoche, idee calcistiche e personalità molto diverse tra loro. Dalla fondazione nel 1927 fino alle competizioni europee del nuovo millennio, il club giallorosso ha affidato la propria identità tecnica a figure che hanno saputo lasciare un’impronta profonda, ognuna in un momento storico differente. 

Oggi, nel ripercorrere i successi degli allenatori più vincenti andremo ad analizzare, quasi come osservando in filigrana, l’evoluzione stessa della Roma: dai primi trionfi nazionali alle stagioni moderne, passando per cicli irripetibili e rivoluzioni tattiche.

Gli anni della costruzione: Schaffer, Carver e i primi successi

Nei decenni iniziali il club trova stabilità attraverso tecnici spesso provenienti dall’Europa centrale, custodi di un calcio metodico e organizzato. Tra questi spicca Alfréd Schaffer, che alla guida della Roma squadra ha ottenuto il primo scudetto romanista nel 1942. 

Prima di lui si distinsero l’inglese William Garbutt e poi Herbert Burgess, che ha introdotto con la sua Roma un calcio dinamico e rivoluzionario, che spiazzava gli avversari, diventando un precursore del calcio totale.

Altro nome, meno noto ma di grande impatto, è quello di Alfredo Foni che ha condotto la Roma alla conquista della Coppa delle Fiere, antenata dell’attuale UEFA, nel 1961.

Nils Liedholm e il ritorno alla gloria

Tra gli allenatori più vincenti e influenti della storia romanista, Nils Liedholm occupa un posto speciale. Le sue tre esperienze sulla panchina giallorossa coprono quasi vent’anni di storia tecnica e, soprattutto, conducono la Roma alla conquista dello Scudetto 1982/83, una stagione rimasta nell’immaginario collettivo per qualità di gioco, equilibrio tattico e protagonisti indimenticabili come Falcão, Conti e Prohaska.

Liedholm aggiunge alla sua bacheca anche tre Coppe Italia, nel 1980, 1981 e 1984, consolidando un ciclo in cui la Roma si afferma stabilmente ai vertici del calcio italiano. È un periodo che accompagna il club fino alla finale di Coppa dei Campioni del 1984, simbolo di una generazione d’oro.

Fabio Capello e la modernità del nuovo millennio

Il secondo Scudetto della storia romanista porta la firma di Fabio Capello, capace di costruire una squadra che unisce disciplina tattica, fisicità e talento individuale. La stagione 2000/01, conclusa con la vittoria del campionato, resta uno dei momenti più identitari della Roma moderna, un successo ottenuto grazie alla solidità di un gruppo che comprendeva Totti, Batistuta, Montella e Cafu.

Nelle stagioni successive Capello aggiunge altri piazzamenti in zona Champions e mantiene la Roma costantemente in lotta per il vertice, contribuendo a collocare il club stabilmente tra le grandi del calcio italiano del nuovo secolo.

Luciano Spalletti: estetica, risultati e rivoluzioni tattiche

Tra i tecnici contemporanei, pochi hanno inciso quanto Luciano Spalletti. La sua Roma di metà anni Duemila introduce un calcio fluido, basato su possesso, rotazioni e intensità offensiva, con ilfalso nove” affidata a Totti come uno dei simboli più riconoscibili di quell’epoca.

Spalletti conquista due Coppe Italia (2007 e 2008) e una Supercoppa Italiana, portando la squadra a livelli di competitività molto alti anche in Europa, con alcune delle migliori campagne giallorosse nelle competizioni continentali degli anni Duemila.

José Mourinho e il ritorno alle notti europee

L’arrivo di José Mourinho nel 2022, regala alla Roma la Conference League, primo trofeo UEFA nella storia del club. Al di là del valore simbolico della coppa, Mourinho riporta la Roma a un ruolo centrale nelle competizioni europee, raggiungendo anche la finale di Europa League 2023. È un periodo che reinterpreta la vocazione europea del club, già intravista in precedenza ma mai consolidata con continuità.

Una tradizione che continua

Dai pionieri stranieri ai tecnici che hanno segnato il calcio moderno, la panchina della Roma è stata, nel corso della sua storia, un luogo di trasformazione. I trofei raccontano, però, solo una parte della verità: Liedholm e Capello guidano la classifica dei più vincenti, seguiti da Spalletti e Mourinho, sebbene ogni allenatore abbia contribuito a definire un’identità ricca e memorabile. 

Nel racconto di questa tradizione tecnica rientrano anche le letture esterne del club, in particolare le quote vincente serie A, spesso utilizzate dagli osservatori come semplice indicatore delle gerarchie percepite nel campionato, senza incidere sul valore sportivo di quanto accade in campo.

La storia romanista, ancora oggi, resta un racconto aperto: ogni nuovo tecnico eredita un patrimonio fatto di memoria, ambizioni e passione, con l’obiettivo di aggiungere un altro capitolo alla lista dei trionfi giallorossi.

Nainggolan: “Spalletti dormì con me per tre notti a Trigoria”

Tra i protagonisti del podcast “S.R.Q.R. – Sono Romanisti e Quasi Romani”, che sarà pubblicato dal 10 dicembre sull’app e su tutte le piattaforme streaming dell’emittente radiofonica Radio Romanista, Radja Nainggolan ha raccontato qualche episodio della sua esperienza alla Roma: “Io avevo bisogno di fare un certo tipo di vita fuori dal campo per star bene ma poi la domenica ribaltavo tutti. Spalletti lo aveva compreso così come i tifosi romanisti che sono i migliori che potessi incontrare, perché mi giudicavano solo per quello che davo in campo. La migliore soddisfazione per una persona che fa dei sacrifici e spende soldi per vedere le partite della sua squadra, è quella di vedere uno che in campo dia l’anima e sputi sangue per la maglia. Io ero così ma per farlo non potevo fare casa-campo e campo-casa, perché sono un altro tipo di persona, non sono uno che va in chiesa”.

“Spalletti dormì con me per tre notti perché non voleva che mi distraessi troppo. Non abbiamo dormito a letto insieme ma eravamo entrambi a Trigoria e questa cosa l’ho anche apprezzata molto perché se una persona fa un gesto del genere significa che a te ci tiene – ha detto -. Io ero bravissimo nell’interdizione ma lui mi portò più avanti perché voleva andare ad interrompere la costruzione dal basso degli avversari. Infatti, da quando mi ha messo in quella posizione, non so quanti gol abbiamo fatto sulle pressioni alte. Sono arrivato a fare anche 14 gol”.

Il belga, poi, ha ricordato il 3-0 al Barcellona in Champions League: “Penso si possa dire che i romanisti parleranno di questa partita anche tra cento anni. Gli scudetti sono molto più importanti ed è giusto così ma qui siamo andati in semifinale eliminando la squadra di Messi, il giocatore più forte del mondo. E come lo abbiamo fatto? In rimonta, proprio contro la squadra simbolo delle “remuntada”, come la chiamano loro. A Barcellona io non c’ero perché infortunato e anche al ritorno sono stato sostituito dopo settantacinque minuti perché non avevo ancora superato uno stiramento ma non avrei rinunciato ad esserci per nulla al mondo. Mi sentivo un elemento importante di quel gruppo ed avevo la convinzione che anche soltanto la mia presenza avrebbe dato maggior sicurezza ai miei compagni”.

“Manolas mi diceva che avrei dovuto comunque giocare anche perché nonostante la sconfitta per 4-1, avevamo disputato una bella partita a casa loro e quindi in quella settimana si percepiva un’aria strana. Kolarov era un martello e anche De Rossi rompeva il c***o ogni giorno. Sono cose importanti perché se uno come Daniele ti dice che si può fare, allora inizi a crederci davvero – ha continuato -. Kolarov e De Rossi fecero anche un discorso in spogliatoio dicendoci semplicemente di provare a fare due gol cercando di non rischiare niente dietro. Se fossimo riusciti a fare questo, poi forse sarebbe andata a finire in maniera memorabile ed è andata veramente così. Kostas è entrato nella storia ma penso che abbia preso più cazzotti nell’esultanza che in tutta la sua vita”.

(ilromanista.eu)

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VIDEO – Genoa in visita al Gaslini e De Rossi sorride con una bambina: “Hai la faccia da romanista…”

Doni e sorrisi per i bambini ricoverati: oggi una delegazione del Genoa, capitanata dal tecnico Daniele De Rossi, ha fatto visita all’Istituto “Giannina Gaslini” di Genova. E l’allenatore rossoblù, ex giallorosso, è stato protagonista anche di un simpatico siparietto con due bambine: “Lei è la genoana. Invece tu sei romanista, hai il cappello e la faccia da romanista che non se l’aspettava”. Poi sempre salutando la tifosa giallorossa in questione De Rossi ha chiesto di dove fosse: “Di Capena? Un po’ fuori eh…”.

Tottenham, Frank: “Tel sta migliorando, il suo atteggiamento è buono”

Aggiornamenti sul fronte Mathys Tel, tra i nomi accostati alla Roma in vista del mercato invernale. Dell’attaccante ha parlato il tecnico del Tottenham Frank sottolineando i miglioramenti del francese che finora ha raccolto solo 377 minuti stagionali. “Abbiamo giocato partite diverse con formazioni diverse e penso che Xavi Simons tia migliorando. Proprio come Tel si è allenato bene, ha un buon atteggiamento e ci stiamo avvicinando – le parole del tecnico degli Spurs -. Il modo in cui si comporta, il modo in cui si allena, è stato molto buono. Ha giocato principalmente come un nove, ma sono consapevole che può giocare a sinistra. L’unica cosa che qualsiasi giocatore può fare è continuare ad allenarsi bene, continuare a fare di tutto per attirare la mia attenzione e continuare a rendermi le cose difficili quando prendo la mia decisione”.

Cena da campioni: Candela negli USA con Totti, Baggio&Co (FOTO)

Cena da campionati a Washington. Vincent Candela mostra su Instagram una squadra di tutto rispetto a tavola insieme negli Stati Uniti: si parte con Francesco Totti, si passa da Ronaldo il Fenomeno, Materazzi, lo stesso Candela, Roberto Baggio, Fabio Cannavaro e Christian Vieri.

L’immagine è stata condivisa anche da Francesco Totti:

Tiago Pinto: “Già da bambino volevo sapere tutto di calcio, invidio un vostro giornalista…” (VIDEO)

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – Al canale sportivo parla Tiago Pinto: l’ex General Manager della Roma, ora in Premier League al Bournemouth, si racconta svelando anche una curiosità che riguarda un giornalista di Cronache: “Sei pazzo di Giuseppe Pastore (giornalista di Cronache, ndr)? Sono pure un po’ invidioso. Quando ero piccolo volevo cercare di sapere tutto di calcio. Ancora oggi al Bournemouth quando giochiamo, quando andiamo in pullman con lo staff tecnico, giochiamo a Bingo Football: è un gioco per cercare di sapere le curiosità sul calcio. Non riesco a competere con Pastore, lui sa tutto ma io guardo i vostri contenuti perché mi piacciono”.

Cagliari: Mina ancora in dubbio per la gara con la Roma

Cagliari ancora con il dubbio Mina per la gara di domenica 7 dicembre con la Roma alla Domus. Il difensore colombiano non ha partecipato alla trasferta di Napoli: proverà come al solito a stringere i denti, ma saranno gli ultimi allenamenti di domani e sabato a stabilire se ci sono le condizioni per il suo ritorno in campo contro la squadra di Gasperini. Oggi si è limitato al personalizzato con Mazzitelli. Nessun problema per Palestra e Folorunsho: anche loro hanno saltato la Coppa Italia, ma soltanto in via precauzionale per smaltire qualche acciacco. Dovrebbe farcela anche Felici, reduce da una botta alla spalla al Maradona. Poche speranze invece per Mazzitelli, ancora alle prese con un infortunio. La squadra è tornata ad Assemini dopo la sconfitta ai rigori contro il Napoli. Allenamento soft per chi è stato utilizzato in Coppa Italia e seduta standard per tutti gli altri. Se non dovesse recuperare Mina, Pisacane potrebbe optare per l’arretramento sulla linea della difesa di Deiola come contro la Juventus. Oppure potrebbe riproporre, come successo a Napoli, Luperto a destra affiancato da Obert. Qualche dubbio in mediana, mentre davanti la coppia d’attacco dovrebbe essere quella composta dai bomber (tre gol a testa) rossoblu Esposito e Borrelli.

(ANSA)