Gattuso chiama Mancini e Cristante

IL TEMPO (S. PIERETTI) – Il commissario tecnico della Nazionale Gattuso ha diramato la lista dei convocati per i due prossimi impegni valevoli per la qualificazione ai Mondiali.

Gli Azzurri hanno conquistato con due turni di anticipo l’accesso ai playoff ma hanno ancora una flebile speranza di potersi qualificare direttamente legata all’ultima partita casalinga della Norvegia contro l’Estonia in programma il 13 novembre a Oslo.

Nelle ultime due sfide del proprio raggruppamento l’Italia affronterà la Moldova a Chisinau giovedì 13 novembre, mentre tre giorni dopo – domenica 16 novembre – concluderà il proprio percorso a Milano contro la Norvegia.

Il ct ha convocato 27 giocatori, presenti due romanisti, Mancini e Cristante e il laziale Zaccagni. L’unica novità è la chiamata del portiere del Cagliari Caprile che prende il posto di Meret, tornano a Coverciano il difensore del Napoli Buongiorno, il centrocampista del Milan Ricci. Non ci sono particolari sorprese nell’elenco del ct italiano che conferma l’interista Esposito lasciando ancora a casa Chiesa che fin qui ha collezionato sette presenze in Premier League entrando sempre dalla panchina.

Lunedì prossimo gli Azzurri dovranno presentarsi nel Centro Tecnico Federale di Coverciano per preparare le ultime due partite di qualificazione. Fa parte della lista dei convocati anche il centrocampista dell’Inter Barella che sarà costretto a saltare per squalifica il confronto con la Moldova dopo il giallo rimediato contro Israele. Tre gli Azzurri in diffida: Cambiaso, Frattesi e Tonali che – qualora fossero ammoniti nella seconda sfida contro la Norvegia – salterebbero la prima sfida dei playoff; la semifinale dei playoff mondiali è stata calendarizzata il 26 marzo, la finale è in programma il 31 marzo.

Zaniolo si pente per l’esultanza

IL TEMPO – «Roma? La mia ragazza e mio figlio sono di Roma, non rifarei l’esultanza con l’Atalanta all’Olimpico e chiedo scusa a tutti quelli che si sono sentiti chiamati in causa. Nella vita si sbaglia e non sai mai cosa potrà succedere».

Ha parlato così Nicolò Zaniolo, ai microfoni di Dazn, alla vigilia di una sfida dal sapore speciale, quella della sua Udinese contro la Roma, la squadra che ha segnato il suo esordio tra i grandi.

Ferguson-Irlanda: domani la decisione, ma non filtra ottimismo. Il ct Hallgrimsson: “Evan si aspetta di essere convocato per Roma-Udinese”

C’è grande attenzione sul caso riguardante la convocazione di Evan Ferguson in nazionale. L’attaccante della Roma è ai box a causa del trauma distorsivo con interessamento capsulo-legamentoso della caviglia destra rimediato contro il Parma e ha saltato le ultime due partite, ma il commissario tecnico dell’Irlanda ha deciso comunque di convocarlo in vista delle gare decisive contro Portogallo e Ungheria per le qualificazioni al Mondiale del 2026. Come rivelato dall’edizione odierna del quotidiano, la decisione definitiva sulla partenza verrà presa direttamente dal giocatore nella giornata di domani ma ieri non filtrava grande ottimismo.

(Il Tempo)


A parlare delle condizioni fisiche di Evan Ferguson è Heimir Hallgrimsson, ct dell’Irlanda, in conferenza stampa: “È tornato ad allenarsi sul campo, sta recuperando da un colpo. Lo avremmo comunque convocato per valutarlo, magari per fargli giocare solo la seconda partita. È stato fondamentale per i nostri gol e per il nostro rendimento, lo chiameremo e lo valuteremo. Ma siamo positivi sul fatto che sarà pronto. Evan si aspetta di essere convocato per il match contro l’Udinese, ora sta pensando a questo. Noi vogliamo comunque averlo qui per valutarlo. Se non sarà a disposizione convocherò Johnny Kenny”.

Ferguson corre e spera per l’Irlanda

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Ferguson è tornato a correre sul campo e spera di poter rispondere alla chiamata dell’Irlanda. La nazionale guidata da Hallgrimsson se la vedrà con Portogallo ed Ungheria per cercare di raggiungere la qualificazione ai playoff per i Mondiali. E vorrebbe farlo avendo a disposizione il centravanti della Roma, che ha saltato le ultime due partite dopo il duro colpo alla caviglia subito contro il Parma.

Gli esami avevano evidenziato un trauma distorsivo con interessamento capsulo-legamentoso e tutto lasciava pensare ad un ritorno dopo la sosta. Ma l’importanza delle due sfide ha portato il ct a convocarlo, con la speranza «di farlo giocare solo per la seconda gara».

Una decisione definitiva, sulla partenza o meno, verrà presa direttamente domani dal giocatore. Anche se ieri non filtrava grande ottimismo.

Comanda Soulé

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Lo aveva già dimostrato nella seconda metà della scorsa stagione. Lo sta confermando partita dopo partita: Matias Soulé è il vero trascinatore in campo della Roma. L’argentino ha aperto le danze nella trasferta in Scozia, trovando il quarto gol stagionale e staccando ancora di più gli altri compagni di squadra nella classifica delle reti realizzate. Una vena realizzativa figlia della grande fiducia che Gasperini gli ha concesso sin dal primo momento. Con l’allenatore, che, rispetto a Ranieri, lo schiera sempre da attaccante. Il tecnico durante il ritiro estivo ha lavorato a lungo sulla postura e la posizione dell’ex Juventus – il suo cartellino è costato 25,6 milioni più altri 4 di bonus e il 10% sulla futura rivendita -, cercando di proiettarlo sempre di più verso la porta e di portarlo maggiormente dentro al campo, creando così scompiglio tra le linee avversarie.

A parlare, al di là di quello che ognuno può vedere con i propri occhi, sono i freddi numeri, che recitano anche due assist e le due reti annullate con Pisa e Parma (c’è pure il rigore sbagliato con il Lille). In Serie A per i dati FotMob è secondo di un pelo alle spalle di Svilar come rendimento generale. Scendendo nel particolare è primo per dribbling riusciti nei 90′, nei possessi recuperati nell’ultimo terzo di campo nei 90′ e (insieme a Dybala) per occasioni create ed expected assist. E ancora: è secondo per gol nei 90′ e per expected goal nello specchio; terzo per expected goal, per tiri nei 90 e per expected assist nei 90.

«Spero di poter vincere qualcosa in questi tre anni, voglio farlo con la Roma il prima possibile. Questo è un progetto che vuole rimettere la Roma dove merita di essere», aveva detto nell’intervista a Il Tempo rilasciata durante gli allenamenti estivi in Inghilterra. Un obiettivo di livello (come la convocazione con l’Argentina, con Scaloni che per ora lo snobba), che sta cercando di centrare a suon di prestazioni positive, riportando innanzitutto la Roma in Champions.

Certamente Soulé non è ancora un giocatore fatto e finito. D’altronde non potrebbe essere altrimenti in quella che è la sua quarta stagione in Serie A (nel 2021/22, da giovanissimo, aveva totalizzato appena quattro minuti con la Juventus). In particolare il salto di qualità più evidente che può fare è quello negli uno contro uno con gli avversari. Nell’annata al Frosinone era stato il migliore dell’intero campionato italiano come dribbling, con oltre 100 testa a testa in cui aveva superato l’avversario. La capacità di saltare l’uomo è quindi del tutto nelle sue corde e, migliorando in questo, genererebbe effetti positivi anche per gli altri attaccanti.

Magari già a partire dalla sfida di domani contro l’Udinese, ultima gara prima della sosta, in cui Soulé è destinato a giocare nuovamente nel tridente d’attacco in compagnia di Dovbyk e Pellegrini. Per mantenere la Roma nei primi posti della classifica.

Corsa e pazienza: così El Aynaoui si è preso la Roma

Ci vuole pazienza per salire nelle gerarchie, partita dopo partita, e allo stesso tempo
evitare di restare schiacciati sotto i 25 milioni di euro che la Roma ha speso in estate. Ci vuole la calma mostrata da Neil El Aynaoui, quella di chi sa che il tempo, nel calcio di Gasperini, è una forma di fiducia. Il percorso è stato graduale e non è ancora arrivato a conclusione, ma il marocchino sta pian piano conquistando la fiducia dell’allenatore.

Domenica contro l’Udinese, il tecnico giallorosso gli affiderà di nuovo la mediana, accanto a Koné, con Cristante più avanzato sulla trequarti. A conferma di una crescita costante, fatta di corse e contrasti, che lo ha portato dentro lo scheletro tattico della Roma.

Arrivato in estate dal Lens, El Aynaoui ha trascorso i primi mesi da apprendista nel laboratorio di Gasperini. Cinque presenze nelle prime sette giornate di campionato con appena 93 minuti complessivi. Poi una maglia da titolare contro il Sassuolo e la svolta con il Parma. […] Da allora il marocchino non è più uscito. Ha dato equilibrio, copertura e ritmo. Ancora non cambia il volto delle partite, ma le tiene insieme. […]

(La Repubblica)

Da Cristante a Pellegrini: vecchia Roma al top. E Gasp migliora tutti

Novecentoquarantaquattro è considerato il numero degli angeli. È di solito sinonimo di crescita, stabilità, successo. Ed è pure una somma, che porta alla presenze complessive con la maglia della Roma di Cristante, Mancini e Pellegrini. […] E sì: si può sempre (e ancora) crescere. Si può dare stabilità e indicare agli altri – hai visto mai – la via del successo. Ed è quello che stanno facendo i tre della vecchia guardia. […] A loro si sta appoggiando la Roma, per i risultati. A loro fa riferimento Gasperini, in campo e fuori.

Prendi Cristante: la partita dell’Ibrox è stata esemplare. Ma non certo unica nel suo genere. E’ ormai il capitano. Ma è soprattutto un leader tecnico: dà l’idea di essere il mezzo con cui Gasperini trasferisce alla squadra tutta le sue idee. […]

Percorso praticamente identico a quello di Mancini. Il difensore è l’emblema di quanto si possa aumentare il livello e l’intensità delle proprie prestazioni anche a 29 anni compiuti. […] Aveva trovato una continuità di rendimento e una sicurezza nel giostrare da centrale puro, prima con Ranieri e poi con Gasperini. Ma poi l’ultima svolta, che l’ha riportato nella posizione di braccetto, lo sta esaltando. […]

Dall’altra parte c’è Pellegrini. […] Lorenzo è fisicamente a posto, come da tempo non si vedeva. Senza Dybala tocca a lui aumentare la qualità della manovra. […] Lorenzo deve incidere e decidere: è la via del successo.

(corsera)

Zaniolo torna all’Olimpico con Gasp nel mirino

C’eravamo tanto amati. Difficile trovare un altro titolo che possa racchiudere in poche parole la storia tra Zaniolo, la Roma e perché no, anche Gasp a Bergamo. Un rapporto, quello con i giallorossi, nato nel 2018 e che, col passare degli anni, si è via via deteriorato. L’esordio al Santiago Bernabeu, le prime magie e il bacio allo stemma dopo ogni gol. Po il doppio infortunio al ginocchio che ha frenato la sua carriera. Il punto più alto resta la notte di Tirana (oltre alla doppietta al Porto in Champions). […]

Il rinnovo che non arriva e i primi segnali di gelo con la società fino alla rottura a gennaio 2023: chiede la cessione poi rifiuta il Bournemouth, questo fa infuriare il club e i tifosi. Da li Nicolò non si fa più vedere, presenta un certificato medico con una prognosi di 30 giorni di riposo per motivi psicofisici e torna a La Spezia.

Domani tornerà all’Olimpico e sarà accolto da una bordata di fischi. Le scuse per l’esultanza sfrenata de l’anno scorso a Roma-Atalanta non sono bastate. […]

(Il Messaggero)

Il nuovo Lorenzo: “Finalmente libero”. Vive solo il presente

Non sarà un gol ai decaduti Rangers a cambiare la storia di Pellegrini con la Roma. Ma c’è un particolare che non è passato inosservato. Dopo la rete al derby, lo scorso 21 settembre, Lorenzo aveva avuto un momento di cedimento emotivo, nascosto nelle larghe spalle dell’amico Mancini. Giovedì sera, 46 giorni dopo, quando ha visto la palla finire in gol dopo l’assist di Dovbyk, si è girato e ha sorriso. Nessuna esultanza particolare, soltanto un semplice sorriso. […] E le parole che ne sono seguite nel post-gara («Mi sento finalmente libero») confermano quello che si era percepito guardandolo giocare non solo a Glasgow ma anche qualche giorno prima a Milano.

Pellegrini ha preso atto che difficilmente cambierà un destino già scritto da esigenze finanziarie e perché no, anche da valutazioni societarie. Ma questi sei mesi che lo separano da Verona-Roma, ultima giornata di campionato, se li vuole vivere con la serenità di chi sa che se sta bene, gioca. […]

Il tempo della giocata, la qualità, l’intuizione non le perdi nemmeno se resti due mesi a guardare gli altri. Ma il ritmo, la frequenza, la continuità, quelle le affini soltanto accumulando minuti. Ora con lo stop dell’argentino avrà la possibilità di farlo. E chissà se confermerà quella sensazione, maturata all’Ibrox Stadium, che con
Soulé possa nascere quella coppia che con Paulo è stata soltanto un progetto sulla carta. […]

Vien da sé che la mediocrità dei Rangers necessiti di una conferma. Per questo motivo la partita con l’Udinese arriva nel momento giusto. Una sorta di esame da affrontare senza l’assillo del voto e con quella leggerezza che può diventare il quid in più in stagione. Per Lorenzo e per la Roma.

(Il Messaggero)

Estro, gol e assist: la rinascita di Matias nel nome di Dybala

Il grande dubbio che va di moda in questi tempi: Soulé gioca meglio senza Dybala? Matias è simile a Dybala, sono due mancini, a entrambi piace occupare la stessa porzione di campo, ma non è detto che due grandi calciatori non possano stare insieme in un undici titolare. Diciamo pure che Soulé se la cava sia con e sia senza l’amico Paulo (e viceversa). Ma quando non c’è la Joya, Matias appare più responsabilizzato e meno vulnerabile. […]

Tecnicamente i due possono essere compatibili e a questo deve pensare Gasperini a renderli letali: al momento il tecnico ne ha pochi di attaccanti e deve puntare soprattutto su Matias. Che risponde spesso presente a certe sollecitazioni.

Soulé è un punto fermo della Roma, Dybala no, ma non per demeriti, solo per motivi fisici. Lo è perché lo dicono i numeri: in campionato, l’ex Frosinone non è finito nell’undici titolare solo nella trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo, per il resto le ha giocate tutte, anche se solo due per novanta minuti, con Pisa e Torino. E’ l’unico del parco attaccanti che va spedito anche nel numero di gol, 4 in stagione e per un trequartista non sono molti, ma nemmeno pochi, e assist, sei. Matias a Glasgow ha segnato la prima rete della sua storia europea, le altre tre le ha messe a segno con Pisa, Verona e Fiorentina, due di queste senza di Dybala vicino. Con i due assist contro Lazio e Fiorentina, Soulé è il più incisivo della Roma: ha messo il piede (e la testa) in sei dei quindici gol realizzati in totale dai giallorossi tra campionato ed Europa League. […]

(Il Messaggero)