SOULÉ: “Il gol di Shomurodov all’ultimo il momento più bello a Roma finora. I tifosi qui ricordano quelli di River e Boca”

IDEALISTA.COM – Nella collaborazione tra il portale dedicato al mondo immobiliare e la Roma, stavolta è il turno di Soulé di raccontare la sua esperienza a Roma: “La scorsa stagione giocavo qui vicino, a Frosinone, venivo sempre a Roma, è bellissima”.

Quest’estate hai ricevuto un’accoglienza speciale al tuo arrivo in giallorosso. Te l’aspettavi? 
“Mi ha sorpreso tanto e non me l’aspettavo. Ho desiderato molto venire in questo Club”

Vieni da un Paese, l’Argentina, in cui il calcio si vive con grande passione. In cosa sono simili i tifosi romanisti e in cosa si differenziano?
“Non ci sono molte differenze. Penso che siano molto simili per il modo di seguire il calcio, perché emerge sempre tanta passione. I tifosi di River e Boca hanno qualcosa di speciale e ricordano molto quelli della Roma”

Qual è il momento a cui sei più legato da quando sei un calciatore della Roma? 
“Il gol di Shomurodov all’Athletic Bilbao, all’ultimo secondo. È stata una cosa molto bella vincere quella partita, in quello stadio così colorato, pieno di bandiere, dopo quella scenografia meravigliosa. Non avevo mai visto niente di simile in carriera. E poi, il nostro Olimpico è sempre pieno”

Ci descrivi il tuo rapporto con Paredes e Dybala?
“Il rapporto con loro due è bellissimo. Ci conosciamo da prima che venissi alla Roma. Stiamo insieme molte ore qui a Trigoria e anche fuori dal campo condividiamo tanto tempo insieme” 

Se invece dovessi scegliere un compagno di squadra con cui vivere tra quelli in rosa?
“Beh, proprio perché abbiamo un ottimo rapporto, non potrei che dire Paulo. Ma anche vivere con Leo non sarebbe male…” 

Cosa ti piace di più della città? Hai già una zona preferita?
“Roma è bellissima. Ero venuto a visitarla anche durante la stagione al Frosinone, dato che stavo vicino, perché non la conoscevo e volevo scoprirla. Quando esco, è più per andare a mangiar fuori. Quando ricevo genitori o parenti in visita, andiamo spesso in centro, a San Pietro e alla Fontana di Trevi”

[…]

Come dovrebbe essere la casa dei tuoi sogni? Cosa non dovrebbe mancare?
“Per me è vitale avere uno spazio esterno, un giardino, che abbia una griglia per cucinare la carne e delle porticine da calcio per giocare e passare del tempo con gli amici”

Spesso posti foto mentre ti alleni a casa. Oltre alla palestra, hai una stanza dedicata ai trofei, ai cimeli sportivi o al gaming? 
“Al momento non ce l’ho, ma in futuro mi piacerebbe molto creare un angolo dedicato al calcio ed in particolare alle maglie di altri calciatori, in particolare quelli argentini. Ho quelle di Messi del PSG, quella di Di Maria e anche quella di Lautaro, con il quale l’ho scambiata nell’ultima sfida giocata contro l’Inter. Spero di raccoglierne ancora moltissime”

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Pruzzo: “Sarei dovuto andare via prima dalla Roma. Con i campioni dell’83’ eravamo un gruppo molto legato, Liedholm mi ha dato tutto”

CORSPORT – L’ex storico attaccante della Roma Roberto Pruzzo ha rilasciato un’intervista speciale per il quotidiano sportivo, dove riavvolge il nastro della sua carriera nel giorno del suo settantesimo compleanno. Queste le sue parole.

Roberto, ma è vero che prima delle partite (o durante) ti sentivi male per la tensione?
“In campo mi trasformavo. In certe partite eravamo tirati al massimo, io in particolare con il mio carattere litigavo con tutti, ma devo anche dire che quando l’arbitro fischiava la fine non mi ricordavo più niente. Con il mio carattere, di grandi partite non ne ho sbagliata nessuna, magari rischiavo di non riuscire a mantenere la stessa concentrazione contro gli avversari più scarsi. Una giusta tensione deve esserci sempre”.

Ancora oggi vi rivedete spesso tra voi, i campioni dell’83.
“Eravamo un gruppo molto legato. Certo, con Bruno (Conti, ndr) ho giocato insieme dieci anni, non può esserci lo stesso rapporto con chi ha giocato un solo anno. C’è stato qualcuno con il quale non avevo un grande feeling, ma con Iorio e Prohaska ho giocato una sola stagione e siamo rimasti in ottimi rapporti”.

Hai legato quasi tutta la tua carriera alla Roma, per i tifosi sei ancora il Bomber. Ti è dispiaciuto essere andato a chiudere a Firenze?
“No, assolutamente. Forse alla Roma l’ho tirata un po’ per le lunghe, avrei dovuto andare via prima. Avevo bisogno di sentirmi io: quando diventi un’alternativa, quando sei stato il numero nove per tanti anni, fai fatica. E poi non ero un granché da panchinaro. A Firenze mi sono trovato bene, in un ambiente di amici, bella esperienza. Al di là del gol nello spareggio Uefa che fece fuori la Roma (ride, ndr). Lì ho trovato un gruppo di persone che conoscevo bene, con Sven (Eriksson, ndr), il suo secondo Santarini, l’allenatore dei portieri Negrisolo”.

Tra gli avversari pochi amici, uno dei più spigolosi era Brio.
“In campo non bisogna essere amici, devi fare qualsiasi cosa per mettere in difficoltà chi ti sta davanti, in campo vale tutto, poi tra persone serie finisce lì. Ma quello che più di tutti mi rompeva le palle era Vierchowod. Purtroppo l’ho avuto come compagno un solo anno: avrebbe dovuto fare 500 partite con la Roma, era uno tosto, uno duro”.

Oggi sono 70, cosa chiedi alla vita?
“Conta la qualità di come si vive, è fondamentale. Ti devi allenare, più passano gli anni e più devi stare attento. Io non lo sono molto…Avrei voluto fare la maratona, ho corso per tanti anni, ora non lo faccio più come prima. I malanni ci sono, ci mancherebbe, mica sono bionico. Non ho più il ritmo di qualche anno fa. Ti devi adeguare alle situazioni e trovare sempre una motivazione per essere felice. Non sempre è facile trovarle e così c’è il rischio di cadere nella depressione, ti vengono brutti pensieri in testa. Mia moglie è stata fondamentale, ma devo dire grazie a Roberta che in certi momenti è stata più di una figlia. Ora è tutto superato”.

In campo eri un rompiscatole. Con gli avversari, i compagni, gli arbitri. Eppure sei stato espulso raramente.
“Ma io ero amico degli arbitri, sono riuscito a creare un rapporto confidenziale. Il mio vaffa era plateale, ma valeva quello che gli dicevo in campo. C’era un certo rispetto reciproco. A parte qualche eccezione, riuscivo ad avere un buon rapporto con gli arbitri”.

Liedholm ti ha dato tutto.
“Non c’è dubbio, da tutti i punti di vista. Credeva in me perché ho sempre giocato e poi aveva costruito una squadra che mi metteva nelle condizioni migliori per fare gol. Mi dava tranquillità e responsabilità e mi permetteva di dare il meglio. Ma in assoluto non ho mai avuto grandi problemi con gli allenatori, ho sempre giocato, ho sempre fatto il titolare fino all’ultimo. Liedholm era un personaggio, in assoluto. Sulla sua scaramanzia si potrebbe scrivere un libero. Una volta, prima di una trasferta a Cagliari, ci portò in ritiro a Busto Arsizio per incontrare un suo amico mago. Non voleva mai i fiori fuori dallo spogliatoio”.

In Nazionale invece non è stato così, anche se in quegli anni eri il centravanti che segnava di più.
“Il diritto di giocare in azzurro non si acquisisce con i gol. Ho perso un paio di Mondiali, è andata così. Il carattere fa parte della persona. Io se devo dire qualcosa la dico, con educazione. A quei tempi Bearzot aveva altre esigenze e quando ho espresso il mio disappunto perché pensavo di meritare di essere titolare non sono stato più chiamato. Preferiva Paolo Rossi, ha vinto e ha avuto ragione lui. Ma non ho rimpianti”.

Oggi c’è un altro Pruzzo?
“Ce ne saranno tanti meglio, ma come me non c’è nessuno”. 

Totti-Blasi, ora parla Iovino: “In aula l’uomo del caffè”

Proprio mentre la procura chiede l’archiviazione dell’indagine per evasione fiscale a carico di Francesco Totti, i riflettori si accendono su un altro capitolo spinoso della sua vita privata. E’ il giorno di Cristiano Iovino, il supertestimone nel processo di separazione tra Ilary Blasi e l’ex capitano della Roma. Il personal trainer è atteso oggi in tribunale, al civile, convocato direttamente dal giudice. […] Ma chi è Iovino? Secondo quanto da lui stesso dichiarato in un’intervista, avrebbe intrattenuto una relazione con Blasi durante il matrimonio della showgirl con Totti.

Una versione che contrasta nettamente con quella della conduttrice, la quale ha sempre sostenuto che si trattasse solo di una visita per un caffè a casa sua, a Milano. […] Insomma, la separazione tra Blasi e Totti continua a occupare le cronache giudiziarie. […] Inizialmente, il tribunale civile di Roma ha assegnato a Ilary la villa all’Eur e stabilito un assegno mensile di 12.500 euro per il mantenimento dei figli. […] Tuttavia, le divergenze tra gli ex coniugi persistono, soprattutto sul lato economico. […]

(la Repubblica)

Ipotesi due attaccanti, istruzioni per l’uso

Un attaccante in più e un trequartista in meno? Cambia qualcosa sotto il profilo tattico ma non è proprio una rivoluzione. […] Se la Roma dovesse giocare con due punte è evidente che Shomurodov sarebbe chiamato a muoversi di più negli spazi, svariando da destra a sinistra ma anche a rimorchio di Dovbyk che curerebbe di più l’area di rigore pronto ad intervenire in zona gol. […] L’uzbeko è bravo di testa e le sue spizzate possono favorire Dovbyk o un centrocampista bravo nell’inserimento. […]

Sempre in fase di possesso le due punte ti permettono di proporre una sorta di elastico con i due attaccanti che di volta in volta si dividono i compiti: uno viene incontro per fare la sponda e l’altro attacca lo spazio per favorire un palla-avanti palla-dietro palla-avanti che resta nella sua semplicità […] uno dei modi più efficaci per liberare l’uomo oltre le linee. […] In fase di non possesso, in caso di 3-5-2, dipende dalla strategia di gara: pressing alto, i due vanno sulle linee di passaggio tra il portiere e i difensori avversari ovviamente con l’aiuto di tutta la squadra che sale praticamente a uomo sul resto dei giocatori. […] Tra le cose da non fare: pestarsi i piedi finendo per ostacolarsi, restare fermi in attesa di palloni giocabili, non rientrare sotto palla quando il pallone torna in possesso degli avversari.

(il Romanista)

Stadio della Roma, nodo archeologia: “In definizione il cronoprogramma”

A Pietralata gli scavi archeologici da parte dei tecnici della As Roma non sembrano prossimi al riavvio. Le prime trincee erano state realizzate la scorsa estate. Poi, un lunghissimo stop. […] Il primo tentennamento arriva il 7 marzo. Qualche giorno prima la Roma aveva presentato la richiesta “formale di assenso alle attività di abbattimento/taglio delle alberature e di individui arborei per la conduzione di indagini archeologiche”. […] La risposta del Campidoglio è un capolavoro: “Si autorizza lo scavo nelle aree libere e, precisamente, dove non sono presenti elementi arborei o arbusti. Pertanto si esclude qualsiasi operazione di abbattimento”. […]

Siamo al 19 marzo. E dal Campidoglio, assessorato all’Ambiente, arriva un documento che contraddice un anno di vulgata. Per un anno, di fatto, il Comune ha sostenuto che su Pietralata non vi sia alcun bosco urbano. Ora […] il Comune dice alla Roma che le attività di scavo a Pietralata “potranno essere realizzate solo a completamento della ricognizione di potenziale “area boscata””. […] I sondaggi archeologici slittano di giorno in giorno da mesi. E senza il completamento non si può depositare il progetto definitivo anche se fosse ormai chiuso e pronto. […]

Dopo un pomeriggio di frenetiche riunioni, in serata arriva una nota congiunta Comune-Roma: “Con riferimento al previsto riavvio delle indagini archeologiche propedeutiche alla realizzazione dello Stadio, Roma Capitale e A.S. Roma rendono noto che è in corso una definizione congiunta della pianificazione delle operazioni da attuare a partire dai prossimi giorni, dunque senza alcun tipo di ritardo rispetto a quanto annunciato”. […]

(Il Messaggero)

Stadio della Roma, il Comune dispone verifiche sul bosco

Il dipartimento Tutela Ambiente del Comune ha avviato una ricognizione per accertare se vada classificata come “area boschiva” la zona di Pietralata dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. […] Il passaggio è fondamentale per l’avvio dei lavori mirati alla costruzione dell’impianto: nel caso in cui il Campidoglio dovesse riscontrare l’esistenza di un’area boschiva alcune piante potrebbero essere soggette a vincoli che ne complicherebbero la rimozione. […] L’avvio della ricognizione si è reso opportuno, tra le altre cose, perché è stata la stessa Roma a rilevare la potenziale presenza di “un’area boschiva” nella relazione agronomica presentata al Campidoglio.

(corsera)

Roma chiama Koné

IL TEMPO (L. PES) – Stop and go. Manu Koné vuole riprendersi la Roma dopo un periodo di appannamento. Le esclusioni nella doppia gara degli ottavi di Europa League contro il Bilbao, l’ottima prova con la Francia e il gol clamorosamente sbagliato a Lecce mostrano il francese meno lucido rispetto a un paio di mesi fa. “Con noi si è riposato e in nazionale ha giocato bene” aveva detto Ranieri alla vigilia della sfida poi vinta al Via del Mare, aprendo al fatto che il centrocampista potesse anche partire dalla panchina, salvo poi rilanciarlo dal primo minuto. Una prestazione non brillantissima quella dell’ex Gladbach, che oltre al gol facile sbagliato ha palesato difficoltà nelle scelte peccando in diverse scelte. La presenza fisica certamente non manca, ma Koné appare meno lucido. Mai una sosta da settembre al nove febbraio, quando saltò per squalifica la trasferta di Venezia. Un lungo periodo di titolarità e prestazioni di livello che inevitabilmente ha logorato la condizione fisica del classe 2001 transalpino.

Da quando è arrivato, in campionato, il diciassette ha saltato soltanto due gare per intero: quella del Penzo e quella all’Olimpico col Monza del 24 febbraio. Ma ora è tempo di risorgere. Arrivano i big match e Ranieri ha bisogno del miglior Koné. Intensità, fisicità e strappi che nella prima parte di stagione lo hanno reso il migliore per rendimento della rosa giallorossa. Il tecnico lo ha punzecchiato nelle ultime settimane non sortendo però ancora gli effetti sperati. Già a partire dal match di domenica contro la Juve (visibile gratuitamente sulla piattaforma Dazn, anche per i non abbonati) Sir Claudio aspetta risposte. Match con i bianconeri dove non ci sarà Saelemaekers per squalifica ma dove dovrebbe tornare Celik. Oggi è fissata la ripresa degli allenamenti a Trigoria e il turco, assente da oltre venti giorni, dovrebbe riprendere ad allenarsi regolarmente con i compagni dopo qualche assaggio della scorsa settimana.

Più difficile rivedere Rensch. L’olandese ha accusato una lesione all’adduttore della coscia sinistra durante il match col Cagliari dello scorso 16 marzo ma appare complicato rivederlo in campo già contro i bianconeri. Ranieri dovrà valutare se confermare il terzetto difensivo di Lecce con Hummels al centro del reparto e Celik ad agire da “quinto” o riprendere l’assetto precedente alla sosta col turco nei tre di difesa e uno tra El Shaarawy e Soulé sulla corsia. Grande gioia ieri in casa Paredes. L’argentino, assieme alla moglie Camila Galante, è diventato papà per la terza volta con la nascita di Lautaro. Nel corso della giornata il connazionale Dybala ha voluto condividere la gioia del compagno di squadra postando anche uno scatto sui social col piccolo Lautaro. La Joya, peraltro, dovrebbe riprendere a seguire la squadra anche da infortunato proprio a partire dalla serata dell’Olimpico contro la sua ex Juve.

Ranieri ha salvato anche Dovbyk: manca solo Pellegrini

Pure Dovbyk. Nella straordinaria opera di ricostruzione della Roma che sor Claudio Ranieri ha portato avanti dopo lo tsunami Juric, all’appello mancavano soltanto il centravanti e Lorenzo Pellegrini. L’ucraino sta rispondendo presente: a Lecce undicesimo gol in campionato, sedici in totale. […] Il capitano, al contrario, sta ancora trovando difficoltà evidenti per riproporsi a livelli da giocatore importante a cui aveva abituato, pur tra alti e bassi, nelle precedenti stagioni. […] I numeri che la Roma ha messo insieme nelle 18 partite con il sor Claudio sono da corsa scudetto: 12 vittorie, tre pareggi, tre sconfitte tutte rimediate nelle prime quattro, Napoli e Como fuori casa, Atalanta all’Olimpico. […]

Ora c’è bisogno che la Roma ci faccia vedere che quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Ovvero le ultime otto partite di campionato che i giallorossi sono stati bravi a rendere decisive anche per una rincorsa Champions che un paio di mesi fa sembrava la balena bianca del capitano Achab. […] Un’eventuale qualificazione Champions renderebbe tutto più futuribile, a cominciare dalla scelta del tecnico che verrà visto che Ranieri non sa più come dire che non sarà lui. […] Legittimo, per carità, quel no a Gasperini, “non sarà lui il prossimo allenatore della Roma”, tutto ha fatto meno che convincerci. Anzi ci ha convinto del contrario. Cioè che sarà Gasp l’allenatore per tornare a essere competitivi. […]

(la Repubblica – P. Torri)

Allenatore, stadio e formazione: tre rebus per la Roma

La Roma gioca su tre tavoli nella primavera (forse) più intensa da quando i Friedkin hanno acquistato il club giallorosso. Stadio, nuovo allenatore e rincorsa alla Champions League. […] Proseguono infatti gli scavi archeologici nell’area di Pietralata dove nascerà il nuovo stadio della Roma. […] Roma Capitale e la Roma rendono noto che “è in corso una definizione congiunta della pianificazione delle operazioni da attuare a partire dai prossimi giorni, senza alcun tipo di ritardo rispetto a quanto annunciato”. […] Ancora diverse settimane di lavori che poi porteranno alla presentazione del progetto definitivo. […] Servirà aspettare almeno il mese di maggio per la consegna del faldone di Pietralata.

Ranieri invece non vorrebbe aspettare ancora per ufficializzare il nuovo allenatore della Roma. […] Il prossimo allenatore dei giallorossi sarà con tutta probabilità italiano, con esperienza internazionale e “più giovane di me”. I nomi sul tavolo restano quelli di Pioli, Allegri, Mancini. Più indietro Sarri, Montella, Thiago Motta e Italiano. Appare fuori dalla corsa invece Gasperini, dopo quel “non sarà lui” pubblicamente dichiarato da Ranieri. […] Con la short list completata, testa ed energie sono focalizzate sul campo. La Roma vuole continuare a rincorrere quel quarto posto distante solo 4 punti e, chissà, guardare anche alla terza piazza dell’Atalanta, ora a 6 lunghezze. […] Domenica il primo esame di maturità contro la nuova Juventus di Tudor. […]

(la Repubblica)

Saelemaekers out inguaia i piani, la Roma senza quattro esterni: Ranieri è in emergenza a destra

L’ammonizione per proteste, a dieci minuti dalla fine della partita, rimediata a Lecce è costata a caro prezzo a Saelemaekers e ha complicato non poco i piani di Ranieri. […] L’esterno destro di proprietà del Milan, infatti, era diffidato e non sarà a disposizione e nel suo ruolo il tecnico ora si trova davvero in emergenza: Celik, Rensch e Saud sono infatti infortunati, e non è certo che recuperino. […] Potrebbe farcela Celik, che però nell’ultimo periodo non è stato mai utilizzato da esterno destro di centrocampo ma come braccetto nella difesa a tre. Se dovesse farcela, il suo sarebbe un ritorno all’antico che “costringerebbeRanieri a confermare Hummels al centro della difesa. […]

A Lecce il tedesco è andato bene, ma contro la Juventus il coefficiente di difficoltà salirà decisamente. […] Con lui a comandare la difesa, quindi, Celik potrebbe tornare sulla fascia. In alternativa Ranieri potrebbe dare fiducia ad El Shaarawy, entrato nei minuti finali a Lecce, o a Soulé. In entrambi i casi la coperta rischia di essere corta sulla trequarti. […] Altro dubbio in mezzo al campo dove tornerà Paredes, che ieri è diventato papà per la terza volta: al suo fianco Cristante è favorito su Koné. […]

(corsera)