Roma-Athletic Club, tifosi baschi bloccati a Barcellona: “Non riusciremo a vedere Roma”

Disavventura per alcuni tifosi dell’Athletic Club a poche ore dall’andata degli ottavi di finale di Europa League contro la Roma. I sostenitori baschi stanno infatti avendo dei problemi nel raggiungere l’Italia a causa di un ritardo del volo con scalo a Barcellona, motivo per cui hanno perso la coincidenza per Roma. “Quando siamo atterrati qui, a Barcellona, l’altro volo è decollato dopo un minuto – racconta il tifoso Urtzi al sito spagnolo -. Non riusciremo a vedere la città di Roma, ma teoricamente dovremmo atterrare alle 17.00″.

(deia.eus)

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Ancelotti: “Non sarò io a decidere quando lasciare il Real Madrid. Mio figlio Davide diventerà un bravo allenatore” (VIDEO)

Nel 26° episodio di “Poretcast”, il podcast di Giacomo Poretti, è stato intervistato Carlo Ancelotti che tra i vari temi toccati ha parlato anche del suo futuro in questo modo: “L’unica cosa chiara che ho è che non decido io quando andare via dal Real Madrid. Lo deciderà il presidente, prima o poi succede…”.

E quando andrai in pensione cosa farai?
“Davide diventerà un allenatore bravo…sono già in pensione, poi continuerò a seguire il calcio sicuramente, mi piacerebbe visitare i posti che non ho visto con mia moglie”

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Mourinho: “Io razzista? Non conoscono il mio background. Vendetta con la Roma? Preferisco ricordare i bei momenti passati lì”

SKY SPORTS – La tensione tra José Mourinho e la federazione turca non accenna ad attenuarsi, con l’ex allenatore della Roma che in un’intervista ha risposto così alle accuse di razzismo: “Non posso fare quelle mosse in panchina. Non posso scendere al livello di Okan Buruk! Il modo in cui mi hanno attaccato non è stato intelligente”.

Continua Mourinho: “Non conoscono il mio background, i miei legami con l’Africa, la gente africana, i giocatori africani, le associazioni benefiche africane. Quindi, invece di essere contro di me, penso che si sia ritorto contro di loro. Razzista io? Ho pensato: come hanno potuto abbassarsi così tanto? Anche le persone a cui non piaccio mi hanno sostenuto. Vorrei ringraziare le persone che non hanno avuto problemi a parlare, in particolare i miei ex giocatori. Sono stati una voce molto importante. Tutti sanno chi sono come persona. Tutti conoscono i miei difetti, ma questo non è uno dei miei difetti. Il giorno in cui è stata data la sospensione di quattro partite, sono state pubblicate immagini del presidente del consiglio disciplinare che festeggiava con i suoi amici indossando una maglia del Galatasaray. Questo è l’unico modo per comprendere la portata dell’incidente”.

Poi viene fatto notare a Mourinho che sulla strada dell’Europa League potrebbe ritrovare due sue vecchie squadre, la Roma e il Manchester United. “Nella mia mente non ho mai pensato alla vendetta” risponde il portoghese. “Non ho mai avuto quella sensazione perché quando lascio un club, preferisco ricordare i bei momenti passati lì” ha concluso.

Pre Match – A cena con l’eretico Valverde

LR24 (MIRKO BUSSI) – Quando Ernesto Valverde viene licenziato dal Barcellona si è preso una pausa di due anni e mezzo come non aveva mai fatto in carriera. Concedendosi all’altra sua grande passione, la fotografia, tanto da tenere una mostra all’Ernest Lluch Kulturetxea di San Sebastian nel giugno del 2021. Negli anni aveva impugnato la camera quando tutti gli occhi erano su di lui e sulla sua squadra. Un modo per estraniarsi, razionalizzare, quasi mantenere una distanza di sicurezza nel momento in cui tutti sono travolti dalle emozioni.

Mentre l’Olympiakos festeggia la vittoria del campionato insieme al presidente Marinakis, c’è Valverde che da un lato immortala il momento. Quando il pullman dell’Athletic Club viene abbracciato dalla felicità dei propri tifosi che hanno riassaporato il gusto di un trofeo dopo 31 anni, dall’interno Valverde ritrae la felicità che ha acceso in quelle anime. Al Barcellona, con tutti gli smartphone rivolti verso di lui e la sua squadra, l’allenatore di Viandar de la Vera, un paese dell’Estremadura da meno di 300 abitanti, mostra l’altro punto di vista: quella distesa di telefonini che tentano di catturare un momento.

Eppure dal Barcellona fu accompagnato all’uscita con accuse, sostanzialmente, di eresia. Oltre alle voci su un rapporto non proprio idilliaco con Messi, “alcune cose è bene che non si sappiano” dirà in un’intervista, Valverde veniva accusato di aver attentato alle radici del Barça. Quel pressing alto, per lui, non era più attuabile, ancor più se a forma di 4-3-3 come pretendeva la tradizione. A Roma, tappa determinante con la mitologica rimonta subìta nel 2018, tornerà col vestito preferito, che esalta le forme dell’Athletic dov’è tornato per la terza volta nell’estate del 2022.

Blocco medio in 4-4-2, con la squadra pronta a saltar fuori e alzare i voltaggi della pressione quando il pallone finisce sulle corsie più esterne. In questo, l’Athletic ha una precisione quasi meccanica, riuscendo spesso a mantenere distanze equilibrate, anche perché così si procaccia il cibo preferito: le transizioni. È una squadra estremamente reattiva, che si sente dalla parte giusta del tavolo quando il pallone lo mantengono prevalentemente gli avversari.

Riconquiste e riaggressioni, inevitabilmente, si incastrano favorevolmente contro squadre che hanno bisogno di ordine e razionalità in costruzione per avviare il proprio discorso. Come il Girona, torturato 3-0 al San Mamés proprio con continue riconquiste e transizioni. Avviare la riproduzione del momentaneo 2-0 di Sancet per delucidazioni: dopo aver riconquistato il pallone nella propria area, il Girona fornisce al possessore una serie di appoggi che possano facilitarne il riciclo del pallone. Ma l’assalto in riaggressione dell’Athletic è letale, il recupero avviene in zona ultra-offensiva e viene completato dal colpo di testa di Sancet all’interno dell’area pochi istanti dopo.

Tra le principali criticità, invece, c’è quella su cui ha tentato di battere, fino a colpire nell’1-0 decisivo, l’Atletico Madrid nell’ultima sfida di Liga. Per struttura, infatti, quel 4-4-2 che si preoccupa inizialmente di chiudere varchi centrali, soffre le ampiezze ad altezza intermedia, tra esterno alto e basso della catena, come quelle che naturalmente possono conferire dei quinti. Qui, infatti, il desiderio di aggressività che spinge i terzini ad uscire esternamente si scontra con la distanza dell’uscita che concede spesso un vantaggio temporale a chi riceve in quelle porzioni di campo. È da qui, infatti, che l’Atletico Madrid slaccia la squadra di Valverde svelando la superiorità numerica preparata contro i centrali baschi, esposti per di più ad una pericolosa profondità in cui verrà innescato Julian Alvarez. Inserimenti alle spalle dei terzini in uscita, golosi spazi tra le linee o l’attacco sul lato debole come fece proprio la Roma nella gara di settembre partendo da una situazione simile, possono manomettere il dispositivo difensivo dell’Athletic.

Il mantenimento dell’ordine e di una stabilità strutturale sono argomenti dominanti per dare coerenza alla ruvidità basca, così anche in costruzione la squadra difficilmente modifica i posizionamenti di base, sintetizzandosi spesso e volentieri in giocate dirette. Un lancio lungo che può scaturire un duello aereo e dunque una seconda palla gli permettono di autoprodursi delle riaggressioni in cui mirare rapidamente alla profondità.

La ricerca principale, altrimenti, è negli 1 contro 1 esterni, con la pendenza a sinistra dove si agita Nico Williams, 5° per dribbling in Liga. Isolato esternamente, l’esterno classe 2002 è la destinazione predefinita sul navigatore dei centrali a disposizione di Valverde. Gli sviluppi sono quasi nella totalità esterni, con la mobilità e l’abilità nell’inserimento di Sancet come unica forma di imprevedibilità centrale.

Le palle inattive rappresentano un altro tema di fronte all’Athletic, con la memoria che va facilmente al gol dell’1-1 subìto all’Olimpico nella fase iniziale di Europa League. E anche nell’ultima gara con l’Atletico Madrid soltanto i pali hanno salvato l’imbattibilità di Simeone. Nonostante un’altezza media non così preoccupante, con i 185 centimetri di Aitor Paredes a rappresentare la vetta massima della linea difensiva, la violenza con cui attaccano il pallone e la forza nello stacco gli garantiscono vantaggi nei duelli aerei. Le maggiori strutture, infatti, si trovano davanti tra Sancet e Guruzeta (entrambi alti 1,88) e Inaki Williams (1,86). 10 i gol segnati di testa finora in campionato: il dato più alto di tutta la Liga.

X, gli auguri della Roma per i 45 anni di Taddei (VIDEO)

Rodrigo Taddei compie oggi 45 anni e la Roma ha pubblicato sui propri canali social un video dell’indimenticabile ‘Aurelio’ con cui spiazzò la difesa dell’Olympiakos in un match di Champions League. Un colpo di alta difficoltà che il brasiliano dedicò all’allora collaboratore di Spalletti, Aurelio Andreazzoli.

 

DYBALA: “I meriti della nostra rinascita sono di Ranieri, in campo mi lascia molto libero. Futuro? Non ci penso”

MARCA – Prima della sfida tra Roma e Athletic Club, Paulo Dybala ha rilasciato una lunga intervista al quotidiano spagnolo, parlando della stagione giallorossa, della squadra basca e del futuro. Le sue parole:

Che Roma troverà l’Athletic Club?
“Una Roma aggressiva e con tanta voglia. Giocare all’Olimpico è importante, ci stimola in ogni partita. L’Athletic si è già dimostrato forte nella gara pareggiata a settembre ma spero che questo volta sia diverso”.

Cosa ti attrae di più dei baschi?
“Sono molto curioso di giocare al San Mamés al ritorno. Tutti parlano molto bene di questo stadio, perché i tifosi si fa davvero sentire. In attacco poi sono una squadra veloce e pericolosa ma siamo preparati”.

Cosa ne pensi dei fratelli Williams?
Spero che non abbiano la loro giornata migliore. Li conosciamo entrambi, per la loro velocità e la bravura nei dribbling. Li abbiamo studiati bene, cercheremo di lasciargli troppo il pallone. Seguiremo le indicazioni di Ranieri”.

Sancet, fondamentale per l’Athletic Club, sembra non essere al 100%…
“Non auguriamo il male a nessuno ma è un bene se i calciatori bravi in generale non giocano contro di noi. La squadra di Valverde è comunque forte, dovremo dare il massimo”.

Sei in Italia da tanti anni, hai mai potuto giocare in Spagna?
“Adoro LaLiga, la guardo molto in TV. Quest’anno è un campionato molto bello e competitivo, e mi sarebbe sempre piaciuto giocare lì, ma sono in Italia da molti anni ormai. Poi non si sa mai cosa può accadere in futuro”.

 Si può dire che l’Olimpico abbia una delle migliori atmosfere d’Europa?
“Inviterei chiunque non lo conoscesse a venire. Ciò che si vive qui è possibile percepirlo solo ad Anfield e in pochi altri stadi. Lo Stadio Olimpico è sempre pieno e anche solo sentire l’inno all’inizio ti regala una magia incredibile”.

In che momento è la Roma?
“Siamo forse nel nostro miglior momento della stagione. In casa siamo più forti e contro l’Athletic dobbiamo continuare su questa strada. Siamo molto fiduciosi, vogliamo sfruttare il fattore campo”.

Ranieri, a 73 anni, ha risollevato la stagione della Roma.
“I meriti di questa rinascita sono in gran parte del mister. Quando è arrivato, era un periodo difficile, con molti cambiamenti interni ed esterni nella squadra, era tutto incerto. Ci ha tranquillizzati facendo le cose semplici, conosce benissimo la piazza di Roma e la sua straordinaria motivazione fa la differenza”.

Dove ti ha migliorato Ranieri?
“Mi lascia molto libero in campo. A volte ovviamente mi chiede aiuto per gestire il risultato e aiutare la difesa ma in attacco sono libero di occupare i punti deboli dell’avversario. Il mister sa che a volte interpreto la partita in modo diverso e mi dà l’opportunità di farlo. Mi sento bene e questo è fondamentale per il finale di stagione”.

Recentemente il tuo contratto si è rinnovato automaticamente per un altro anno. Anche questo ti ha aiutato in campo?
“No, non credo perché già lo sapevo. Ci sono sempre tante notizie su di me, ormai sono abituato. Solo io conosco la verità e questo mi rassicura. Non penso al mio futuro in questo momento”:

La Roma è la favorita principale per vincere l’Europa League?
“Mi piacerebbe rispondere di sì. Non so se siamo i favoriti in assoluto ma so che possiamo dire la nostra fino alla fine. La sfida contro l’Athletic ci dirà se siamo favoriti o meno”.

L’ultimo scudetto della Roma risale al 2001 con Capello in panchina, è difficile ripetere quell’impresa?
“La Roma ha vinto solo tre scudetti nella storia perché il calcio italiano è sempre molto difficile ed equilibrato, come si può vedere anche in questa stagione. Vincere lo scudetto è difficile ma non impossibile e mi piacerebbe lasciare un bel ricordo, un trofeo, quando non giocherò più nella Roma. Oggi però abbiamo l’Athletic e pensiamo solo a questo, oltre al tentativo di conquistare la qualificazione alla prossima Champions League”.

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ROMA-ATHLETIC: le probabili formazioni dei quotidiani. Pellegrini e Celik dal 1′

Primo atto dell’ottavo di finale di Europa League tra Roma e Athletic Bilbao. In un Olimpico sold out, Cluadio Ranieri vuole regalare un’altra grande notte europea ai tifosi giallorossi. Per farlo si affiderà a Svilar tra i pali, con Mancini, Ndcka e Celik (favorito su Hummels) in difesa. In mezzo al campo, senza lo squalificato Paredes, spazio a Cristante e Konè, con Saelemaekers e Angelino sugli esterni. Alle spalle di Dovbyk, ci saranno Paulo Dybala e Lorenzo Pellegrini (in vantaggio su Pisilli).

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Cristante, Pellegrini, Angelino; Dybala, Dovbyk.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Cristante, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

IL MESSAGGERO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Cristante, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

TUTTOSPORT – Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Cristante, Pellegrini, Angelino; Dybala, Dovbyk.

IL TEMPO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Cristante, Pisilli, Angelino; Dybala, Dovbyk.

L’Olimpico pieno spinge: tutti con la bandiera

Uno stadio praticamente sold out (61mila presenti, si conta di vendere oggi gli ultimi tagliandi per completare l’atmosfera), con mille tifosi ospiti. Un mare, nel vero senso della parola, di bandiere: l’Olimpico si prepara così a una notte europea a cinque stelle. (…) Dentro lo stadio l’atmosfera si preannuncia infuocata e, ancora una volta, è stata ieri la Curva Sud a spiegare perché: «Siamo a ridosso dell’evento, ed è fondamentale che tutto lo stadio collabori per la perfetta riuscita di qualcosa di spettacolare. Dal momento in cui entreranno in campo gli avversari per il riscaldamento inizieremo a sventolare le bandiere metà gialle e metà rosse che abbiamo preparato tutti e cosi sarà fino al decimo del primo tempo. VI invitiamo pertanto, mentre le bandiere sventolano, a non sovrapporvi altro materiale tra cui stendardi a due aste, bandiere di altri colori o di altro tipo. almeno fino al 10, in modo da ottenere un effetto di colori speciale, una vera e propria coreografia spontanea organizzata da ognuno di noi. Lo stadio dovrà essere tutto giallorosso. Facciamo tutti la nostra parte, uniti per rende-re indimenticabile questo momento». (…)

Marin, separato in casa

IL ROMANISTA (S. VALDARCHI) – Parigi val bene un divorzio. Arrivato a Trigoria nell’estate del 2022, a 16 anni appena compiuti, a fine giugno Renato Bellucci Marin saluterà la Roma per volare sotto la Tour Eiffel e legarsi, da svincolato, al Paris Saint-Germain. L’ufficialità arriverà soltanto nei prossimi mesi, ma è questa ormai la decisione presa dal giovanissimo portiere italo-brasiliano, cresciuto nel vivaio del San Paolo prima di completare la trafila delle giovanili al Fulvio Bernardini, convincendo tutti delle sue capacità, fino a conquistarsi il posto da titolare nell’Italia Under 21 di Carmine Nunziata. (…) Florent Ghisolfi ha provato in ogni modo a evitare la separazione, ma si è dovuto scontrare, oltre che col fascino dell’avventura alla corte di Luis Enrique (dove dalla prossima stagione Marin farà da secondo a Donnarumma, ammesso e non concesso che l’ex Milan trovi l’accordo per il rinnovo contrattuale col PSG), anche con dei rapporti (quelli tra il ragazzo e il club) compromessi dalla precedente gestione, quella che rispondeva agli
input dell’ex Ceo romanista Lina Souloukou. Portato in Italia da Tiago Pinto, quando ancora Lina si occupava dell’Olympiakos dell’amico Marinakis (che ora l’ha portata con sé al Nottingham Forest), Renato aveva firmato con la Roma un contratto triennale al minimo federale (€1.400 al mese). Inoltre, il club si era impegnato a pagare per il ragazzo (e per la madre, che poco dopo lo ha raggiunto in Italia dal Brasile) l’affitto di casa. Fin qui tutto apposto, ma niente è rimasto in ordine quando nell’aprile del 2023 Souloukou è stata nominata nuova Ceo e General Manager dell’AS Roma. In una vasta operazione di riduzione dei costi, Lina ha fatto rientrare tra i tagli anche l’affitto di casa di Marin cosa che, non è difficile da immaginare, ha incrinato e non poco i rapporti tra le parti. E così, quando a gennaio, a pochi mesi dalla scadenza naturale del suo contratto, Marin ha ricevuto l’offerta dal Paris Saint-Germain non ci ha messo molto ad accettarla. Anche se nel frattempo come detto, preso in mano il controllo della situazione, Ghisolfi ha provato a tenerlo, pareggiando quasi del tutto l’offerta da €600.000 a stagione, incassando però il rifiuto di Renato. (…)

Maciniamo gli introiti

IL ROMANISTA (D. FIDANZA) –  Questa sera alle 21 la Roma scenderà in campo allo Stadio Olimpico per la gara di andata degli ottavi di finale di Europa League contro l’Athletic Club. La partita è di fondamentale importanza per le sorti della stagione romanista che ha nella competizione europea l’ultima speranza di poter centrare un posto in Champions League. Oltre al valore sportivo e al prestigio però, il passaggio del turno ai quarti di finale di questa competizione potrebbe avere un peso specifico importante anche in ottica introiti. (…) L’Europa League in questo non sarà ricca come la Champions League, ma i premi in palio non sono certamente da sottovalutare. Questa edizione dell’Europa League infatti è più ricca della precedente, con la Federcalcio continentale che ha versato 565 milioni di euro per il triennio 2024-2027, una cifra superiore ai 465 milioni stanziati per il triennio precedente. La Roma, come ciascuna delle partecipanti, ha guadagnato 4.31 milioni di euro come quota di partenza, ai quali devono poi essere aggiunti i premi per i risultati. Fino a questo momento, tra parte fissa, premi sportivi e diritti tv, i giallorossi hanno incassato circa 20 milioni di euro. Includendo anche il botteghino con 5 partite casalinghe, si potrebbe arivare anche intorno ai 30. L’eventuale qualificazione ai quarti di finale eli-minando l’Athletic permetterebbe alla Rum di guadagnare altri 2.5 milioni, che si andrebbero a sommare a quelli già incassati. Da questo turno in poi, i restanti premi sportivi verrebbero così suddivisi: 1) 2.5 milioni per chi si qualifica agli ottavi 2) 4.2 milioni per chi si qualifica in semifinale 3) 6 milioni per chi arriva in finale 4) 7 milioni per chi vince la finale. I premi sportivi a disposizione nella fase finale della competizione ammontano ad altri circa 20 milioni di euro, che potrebbero poi andarsi ad aggiungere alla trentina che i giallorossi hanno già guadagnato tra bonus, diritti televisivi e botteghino. (…)