Senza la Joya i giallorossi hanno fatto più punti

Finora in campionato la Roma è andata meglio senza Dybala che con la Joya. L’argentino, infatti, ha saltato finora 5 delle 29 partite di A ed in queste la Roma ha portato a casa tre vittorie, un pareggio e una sconfitta (10 punti, media di 2 a gara). Con Dybala in campo, invece, 11 vittorie, 6 pareggi e 7 sconfitte (media 1,62 in 24 partite).

(gasport)

Il dato che è invisibile

Nella migliore delle ipotesi la Roma resterà un mese senza Dybala, cioè il suo calciatore migliore. I numeri stagionali della Joya non sono poi strepitosi, ma ci sono dati che – come fossero sommergibili – navigano sotto il pelo dell’acqua e non vengono avvistati. Dybala, per esempio, è il quinto calciatore che ha subito più falli (60) in Serie A, dietro a Zaccagni (Lazio) e Ndoye (Bologna) con 76, Oristanio (Venezia) con 64 e il compagno di squadra Manu Koné con 6i. (…) La differenza è il timore che Dybala incute negli avversari e nel numero di ammonizioni ed espulsioni che procura. Per posizione in campo e fisico servirebbe il miglior Pellegrini. Ma ci sarà da qui alla fine?

(corsera)

Roma senza Dybala: è il momento di Soulé, esame di maturità contro Juventus e Lazio

Adesso tocca a Matias Soulé. Dopo l’infortunio di Dybala che sarà costretto a stare fermo almeno un mese, la Roma si aggrappa al talento ex Frosinone. Da un argentino all’altro. Una casualità (sfortunata) che consegnerà a Soulé lo scettro del giocatore più talentuoso a disposizione di Ranieri. E anche una maglia da titolare nelle prossime tre partite: Lecce, Lazio e Juventus. È lui il designato per la sostituzione della Joya. Lui dovrà caricarsi sulle spalle l’attacco giallorosso. Un passaggio di testimone quasi naturale per un ragazzo che vede in Dybala “un fratello maggiore e una guida non solo nel calcio ma anche nella vita”. (…)  Perchè nel corso dei mesi il 21enne è cresciuto. Un processo avvenuto grazie agli insegnamenti di Ranieri, padre calcistico del nuovo Matias. “Tocca troppe volte la palla, quando ce l’ha tra i piedi mi aspetto che succeda sempre qualcosa”, lo aveva bacchettato Sir Claudio. Soulé si è messo sotto. Mesi di lavoro (e di panchine) che lo hanno fatto maturare e poi sbocciare in una notte di febbraio. La punizione gioiello di Parma ha stappato il talento dell’argentino. Un assist con il Monza, il gol vittoria contro l’Empoli e adesso la grande occasione. Il prossimo mese sarà un vero e proprio esame di maturità. Prendersi la Roma e dimostrare al suo idolo di essere un degno erede. (…)

(La Repubblica)

Premio Maestrelli, vince Ranieri: «Champions? Ora viene il bello»

IL TEMPO (M. CIRULLI) –  Presso «Le Panteraie» di Montecatini Terme, ieri si è svolta la quarantesima edizione del Premio Maestrelli, che ha visto protagonista Claudio Ranieri, che ha ricevuto per la terza volta il prestigioso riconoscimento. «Ricevere questo premio fa sempre piacere – ha affermato il tecnico della Roma a margine dell’evento – perché Maestrelli era un allenatore capace di amalgamare i suoi campioni. Riceverlo in un momento positivo per la squadra, poi, e ancora più bello. Ora, però, arriva il difficile, perché il campionato è apertissimo». L’allenatore della Roma ha poi sottolineato il percorso di crescita della squadra: «Ho pensato solo a far bene e a restituire ai ragazzi autostima e positività. C’è stato un grande sacrificio da parte di tutti, e ora i risultati si vedono». Per il rush finale, tuttavia, la Roma rischia di dover fare a meno di Dybala: «Speriamo che la squadra si compatti ulteriormente, perché senza un campione del genere dobbiamo tutti dare qualcosa in più». Si è parlato anche di Dovbyk, autore del gol vittoria domenica scorsa: «Mi ha fatto piacere vedere il pubblico sostenerlo e i suoi compagni di squadra correre ad abbracciarlo dopo il gol. Artem è un ragazzo molto timido, ha bisogno di com-prensione e affetto da parte di tutti noi». Infine, Ranieri ha ribadito con fermezza la sua decisione di concludere la carriera da allenatore al termine della stagione: «La pensione è la cosa giusta»

Per Dybala lo stop si annuncia lungo

Non bisogna aspettarsi miracoli dalla medicina: l’infortunio di Paulo Dybala è serio e come tale va trattato. Metabolizzata la notizia, tra il dolore al tendine lacerato e il dispiacere di aver perso ancora una volta l’aereo per l’Argentina, Dybala sta chiedendo pareri sulla terapia giusta da seguire. E’ sbarcato a Roma per l’unità di crisi anche il procuratore, Carlos Novel. Purtroppo, un giorno in più o un giorno in meno non cambiano la sostanza del recupero, che sarebbe comunque più rapido se venisse definitivamente abbandonata l’ipotesi dell’intervento chirurgico. La cosiddetta terapia conservativa, che dovrebbe includere l’innesto dei fattori di crescita che attraverso sangue endogeno centrifugato facilitano la rigenerazione dei tessuti, impone comunque almeno 25 giorni senza avvicinarsi a un pallone. Poi viene la parte del lavoro sul campo che, se non sopraggiungono intoppi, gli dovrebbe consentire di rientrare prima della fine della stagione. Le prime indiscrezioni circolate aprivano alla possibilità che Dybala dovesse saltare solo due partite, quella di Lecce e quella successiva contro la “sua” Juventus. Ma anche il derby, che è in programma appena 28 giorni dopo l’incidente. (…)  Deve prima di tutto ritrovare la forza mentale per guarire più in fretta possibile. La Roma ovviamente dovrà riorganizzarsi, nel frattempo. Ciò che Ranieri aveva apprezzato del nuovo Dybala, oltre alla continuità di rendimento, era la partecipazione alle vicende della squadra. Ne aveva parlato, l’allenatore, proprio alla vigilia della partita di Bilbao, quando già sapeva che il suo giocatore più importante non era al top. (…)

(corsport)

Nelle mani di Svilar

IL TEMPO (L. PES) – Nelle mani di Mile Svilar ormai da mesi ha conquistato i cuori dei tifosi giallorossi a suon di parate decisive che hanno portato diversi punti ai giallorossi. Ma ora è il momento di continuare a scrive-re insieme una storia cominciata quasi tre anni fa, ma che soltanto da un anno vede davvero il belga protagonista. Arrivato da svincolato dopo l’esperienza al Benfica, Svilar è alla terza stagione nella Capitale e il suo contratto scade nel 2027, ma il rinnovo non può più attendere. Nel 2022 il portiere ha firmato un quin-quennale sotto il milione di ingaggio e da qualche settimana è iniziata la trattativa con Ghisolfi per prolungare l’accordo. La distanza tra domanda e offerta resta, visto che l’estremo difensore continua a chiedere tra i 4 e i 5 milioni a stagione oltre alle commissioni per l’entourage. Una cifra ovviamente molto lontana dall’ingaggio attuale ma in linea con gli stipendi dei top nel suo ruolo. Svilar è stato, almeno fino a qui, il miglior giallorosso per rendimento in questa stagione e dopo una lunga attesa ora la negoziazione si fa più problematica. L’ottimismo a Trigoria resta alto e questi giorni di sosta per le nazionali potrebbero essere buoni per portare avanti i dialoghi con l’agente del portiere belga che intanto si allena anche nei giorni liberi. Nelle ultime sette gare di campionato i giallorossi hanno subito soltanto due gol e addirittura solo uno negli ultimi sei impegni durante i quali gli ultimi due sono stati clean sheet. Le prestazioni del numero novantanove giallorosso non passa-no certo inosservate tra i tac-cuini delle big europee, proprio per questo il rinnovo è un passo decisivo per scrivere ancora pagine importanti della sua storia alla Roma. Proprio poche ore dopo la vittoria sul Cagliari ha postato un commento col simbolo in-finito accanto ai colori giallo-rossi, chissà se non sia un messaggio di speranza. Non solo l’ex Benfica nei piani di Ghisolfi, che dopo aver chiu-so gli accordi con Pisilli e Paredes sta lavorando anche sul rinnovo di El Shaarawy dato che il contratto del Faraone è in scadenza a giugno. Intanto sul fronte nazionali ha lasciato Trigoria anche Nelsson, convocato dalla Danimarca per i prossimi impe-gni, mentre Manu Koné ha parlato dal ritiro della Francia a «L’Equipe»: «Ho la capa-cità di fare sia il 6, sia 1’8, ma sono un giocatore a cui piace chiamare, avere la palla e re-cuperarla. Francamente, se potessimo creare una posizione “6-8”, sarebbe l’ideale. Mi piace essere in entrambe le zone ed è quello che mi chiede mister Ranieri. Dopo il pa-lo di Empoli non ho dormito. Con Guendouzi ho chiarito subito dopo il debry. Capitolo prestiti: Hermoso si è operato alla spalla dopo l’infortunio contro il Bayern Monaco e resterà a Leverkusen per la riabilitazione che lo terrà fuori fino alla fine della stagione.

Ranieri: “Serve dare di più. Sì, tra due mesi smetterò”

Cosa cambia? Semplice: che è cambiato tutto. Che se prima la parola “Champions” era una mezza eresia, ora è difficile ma chissà. Perché La Roma è tornata li, col suo sir Claudio, dove osano quelli che non mollano mai. “La Champions non si poteva nominare e ora sì anche se difficile? – dice Claudio Ranieri, tecnico della Roma che riceve il suo 3° “Trofeo Maestrelli” – Non sono stupito, sono sempre positivo nel lavoro: ho trovato un gruppo forte ma che aveva perso autostima. Ho cercato di restituirgliela, di dare quello che il gruppo meritava di avere. I ragazzi si sono ritrovati, compattati e sono riusciti a fare tanto. Ora viene il bello e il difficile, dobbiamo continuare con leggerezza e con la voglia di far innamorare sempre di più i nostri tifosi. (…)  Lascio perdere la pensione? No no, la pensione è cosa giusta. Due mesi e smetto, confermo”. (…)

(gasport)

Giallorossi senza Dybala: da Soulé al nuovo modulo

LEGGO (F. BALZANI) – Un mese, o forse qualcosa in più, senza Dybala. La Roma deve correre ai ripari e pensare a un piano senza Joya come d’altronde già avvenuto nelle ultime giornate delle scorse stagioni quando l’argentino è tornato solo per il gran finale. Paulo ha passato queste ore tra malumori e qualche rimpianto, ma anche con la voglia di tornare il prima possibile. Per questo è intenzionato ad ascoltare altri pareri medici in merito alla lesione al tendine rimediata contro il Cagliari. L’erede designato da qui a Pasqua sarà Matias Soulé (nella foto) chiamato a un altro scatto di crescita per sfidare Juventus e Lazio. L’argentino in questo 2025 è stato decisivo contro Parma ed Empoli, ma nei big match non ha illuminato la scena. Ma Ranieri ha anche altre idee in base all’avversario. Una soluzione provata sia in allenamento che ad Udine potrebbe anche essere la coppia formata da Shomurodov-Dovbyk. Occhio anche al cambio di modulo. Contro il Cagliari i giallorossi per una buona parte della gara hanno giocato con il 4-2-3-1. In quel caso in avanti giocherebbero Soulé, Pellegrini (o Baldanzi) e uno tra Saelemaekers ed El Shaarawy. Un ulteriore piano prevede l’avanzamento di Pisilli. Inoltre una mano dovrà darla anche capitan Pellegrini, reduce da tante panchine e da prestazioni con più ombre che luci In questi giorni di sosta Ranieri studierà la soluzione migliore consapevole del fatto che come Dybala non c’è nessuno nella rosa della Roma. «Paulo è un campione e la sua assenza è importante. Tutti ora dovranno dare qualcosa in più per farla notare il meno possibile. Zona Champions? Non sono stupito, forse perchè sono positivo di natura. Non dobbiamo perdere la leggerezza che abbiamo avuto finora, facciamo innamorare ancora di più i nostri tifosi», ha detto Ranieri premiato ieri sera col Premio Maestrelli.

Sozza: “VAR a chiamata? L’AIA è sempre stata favorevole e aperta alla tecnologia”

Nella serata odierna sta andando in scena la 40esima edizione del ‘Premio Maestrelli’, evento in cui sono stati premiati anche Claudio Ranieri e Carlo Ancelotti. A margine della cerimonia l’arbitro Simone Sozza ha rilasciato alcune dichiarazioni, soffermandosi anche sulla possibile introduzione del VAR a chiamata. Ecco le sue parole.

Si sente la pressione della categoria e della gestione che diventano sempre più complesse?
“Sì, la pressione c’è ed è giusto che ci sia. Affrontiamo partite importanti in un campionato altrettanto importante, che quest’anno è ancora più equilibrato e interessante. Quindi per noi la pressione è naturale ed è giusto che ci sia. Ma abbiamo tutte le risorse e le possibilità per affrontarla e gestire meglio le situazioni e le partite”.

Cresce sempre di più l’apporto della tecnologia: come viene percepito dal mondo arbitrale? Che idea si è fatto della possibilità del VAR a chiamata?
“L’AIA è sempre stata apertissima alla tecnologia. Non a caso siamo il primo paese ad aver iniziato a utilizzare il VAR e tutte le innovazioni tecnologiche, come il SOAT (il fuorigioco semiautomatico). Quindi, dal nostro lato, siamo assolutamente favorevoli. Per quanto riguarda eventuali modifiche al protocollo leggo che se ne sta parlando e l’AIA sarà sicuramente a disposizione per valutarle e, se necessario, implementare il protocollo attuale”.

Quanto vi preoccupa il fatto che spesso le proteste nei vostri confronti si ripercuotano sugli arbitri più giovani?
“Una protesta plateale o un gesto di un calciatore di Serie A, purtroppo, nei campi di periferia può trasformarsi in una spinta, un pugno o uno sputo. In Serie A siamo chiaramente tutelati, i calciatori sono professionisti e si comportano in determinati modi. In una categoria inferiore o provinciale, però, i calciatori hanno meno da perdere, quindi l’esempio deve partire dai campi più importanti, quelli più blasonati”.

Real Madrid, Ancelotti: “Ritorno in Italia? Ci vengo spesso, lunedì devo ritirare un altro premio…”

Carlo Ancelotti, allenatore del Real Madrid, è intervenuto tramite videochiamata alla cerimonia della 40esima edizione del ‘Premio Maestrelli’. Il tecnico dei Blancos, accostato alla Roma in vista della prossima stagione per sostituire Claudio Ranieri (anche lui premiato all’evento odierno), ha vinto il premio internazionale e tra i vari temi trattati ha parlato del possibile ritorno in Italia: “Sono molto onorato di ricevere questo prestigioso riconoscimento. È un premio importante e mi fa piacere riceverlo. Complimenti anche ai vincitori di quest’anno, è un onore per tutti noi”.

La rivedremo in Italia?
“In Italia ci vengo spesso. Come già detto lunedì vengo a ricevere un altro premio prestigioso e poi il mio passaporto è italiano…”.