Un atto d’amore? Un atto d’amore. Sportivo, ovviamente. Strano, forse. Particolare, sicuramente. Opinabile, certo. Ma come definire in maniera diversa la rinuncia a un sacco di soldi (un sacco davvero…) pur di restare dove sei stato bene e ti hanno fatto sentire benissimo? Paulo Dybala ha scelto di rimanere alla Roma e pur di non muoversi si è tagliato in tre il vecchio stipendio. Dice: ma con quello che guadagnava, si può davvero parlare di sacrificio? Domanda lecita che, però, non tiene conto del fatto che la professione di calciatore non è paragonabile a tante (nessuna?) altre. Stipendi compresi. E che, solitamente, un calciatore è (più) portato a chiedere un aumento che a togliersi banconote dal conto in banca.
Chi sostiene che Paulo abbia deciso di restare alla Roma pur con uno stipendio ridotto perché non aveva sul tavolo alternative credibili, deve ricordarsi che se uno come lui stabilisce di guadagnare di meno (molto di meno..) del solito, una squadra disposta a soddisfare le sue richieste la trova sempre. O no? Comunque la si pensi, conta la sintesi della faccenda: Dybala ancora in giallorosso, esattamente come voleva Gian Piero Gasperini. Perché il tecnico è convinto che Paulo possa dare (ancora) una robusta mano alla Roma. Come accaduto nella parte finale della passata stagione, con il numero 21 protagonista assoluto della cavalcata verso il podio del campionato.
GPG è sicuro che Dybala anche se non è più giovanissimo possa garantire con continuità un senso al suo gioco. Magari non ripartire da Dybala ma con Dybala. Cioe, sfruttare al massimo ciò che un talento puro come quello dell’argentino può assicurare al calcio romano e nazionale.
(Corsport)