Da Pellegrini auguri al club, ma il rinnovo resta fermo

A te, grande amore”. Poche parole, concetto chiaro. Questo l’augurio che Pellegrini ha rivolto alla Roma tramite il suo profilo Instagram, nel giorno in cui il club ha simbolicamente soffiato su 99 candeline. Un secondo messaggio nel giro di pochi giorni, dopo la storia postata dal Grande Raccordo Anulare, quando qualche fantasiosa ricostruzione lo dava a Torino, pronto come Celik a scegliere la Juventus. Invece no, la priorità di Pellegrini era e rimane la Roma, nonostante da 23 giorni ormai sia svincolato. D’altra parte però i contatti per il suo rinnovo, voluto da Gasperini, procedono a rilento. L’ultima chiacchierata tra D’Amico e Pocetta, agente del classe 1996, risale a venerdì scorso, prima che il nuovo ds romanista fosse travolto dall’affare Summerville. La distanza è sempre sulla durata (due gli anni proposti dalla società, tre quelli richiesti dall’entourage) più che sull’aspetto economico, con un’intesa a 2,5 milioni più bonus. Pellegrini, intanto, lavora a Forte dei Marmi con un preparatore, aspettando di poter ritrovare Gasperini e il suo “grande amore”: la Roma.

(corsera)

Pisilli, problema muscolare: salta il test contro il Trastevere

Problema muscolare per Niccolò Pisilli. Come riferito da Filippo Biafora, il centrocampista della Roma non prenderà parte al test in programma oggi contro il Trastevere. Per conoscere l’entità dell’infortunio sarà però necessario attendere l’esito degli esami strumentali. Solo dopo gli accertamenti sarà possibile stabilire con maggiore precisione i tempi di recupero del giovane giallorosso.

A bocca asciutta

Con qualche ora di ritardo rispetto alla tabella di marcia, ma alla fine il sì di Summerville all’Arabia è arrivato. L’olandese lascia il West Ham e va all’Al-Hilal, a godersi i 15 milioni a stagione che per quattro anni gonfieranno il suo conto in banca, mentre alla Roma non resta che leccarsi le ferite e partire alla caccia di nuovi obiettivi. Anche perché al 23 luglio la casella acquisti è ancora vuota (un record negativo per il club) e Summerville rappresenta la terza delusione in poco tempo, dopo quelle legate a Greenwood e Celik. Certo, rimane la convinzione d’aver fatto tutto il possibile. (…) Palla ai Friedkin e a D’Amico, che già si è mosso nelle ultime ore su Nusa. Già, perché nonostante la risposta definitiva di Summerville sia arrivata soltanto ieri pomeriggio, è da martedì che a Trigoria avevano capito come ormai il lieto fine somigliasse più a un’utopia. Nonostante questo, nella scorsa notte, l’ultimo tentativo c’è stato. Non un rilancio economico, quanto di prospettive tecniche, con la Roma che rispetto all’Al-Hilal di Inzaghi poteva garantire al classe 2001 la vetrina della Champions League. (…) Per questo, come detto, D’Amico ha ravvivato i contatti con l’entourage di Nusa, un altro “piano a” della lista stilata con Gasperini per il ruolo d’esterno d’attacco di piede destro. La pista che porta al nazionale norvegese è complicata, per concorrenza dalla Premier League (Newcastle su tutti) e valutazione da 60 milioni da parte del Lipsia. L’obiettivo è cercare una sponda lato giocatore. (…) Nel frattempo, Garnacho è a un passo dal diventare un nuovo giocatore dell’Aston Villa, che rispetto ai giallorossi ha garantito al Chelsea l’obbligo di riscatto, da 42 milioni, dopo l’anno di prestito. El Mala e Uzun sono altri nomi sul taccuino di D’Amico, ma non si registrano accelerate. Il ds vuole accontentare Gasperini, che intanto ieri ha ritrovato Malen e Ndicka e oggi, a Trigoria, sfida il Trastevere in amichevole. Aspettando rinforzi.

(corsera)

Incidente in casa, Montella perde la sorella

Lutto per l’allenatore di calcio Vincenzo Montella . È morta a 65 anni la sorella Caterina, ricoverata da circa un mese in seguito a una caduta in casa a Scisciano, nel Napoletano. La donna aveva riportato un trauma cranico.Trasportata prima all’ospedale di Nola, era stata poi trasferita al SanGiovanni Bosco di Napoli. I funerali sono stati celebrati ieri. Al ct della Turchia le condoglianze della Federazione turca, della Roma e del Milan, oltre che di tanti tifosi.

(corsera)

L’attacco è servito

(…) La Roma pensa norvegese. Vuoi per richieste economiche eccessive, vuoi per tempi troppo lunghi nelle trattative, sono sfumati i primi grandi obiettivi di questo mercato: Mason GreenwoodCrysencio Summerville e Alejandro Garnacho. Le alternative si cercano in quella Nazionale che tra un risultato storico e la Viking Row ha tanto impressionato alla Coppa del Mondo: al ds Tony D’Amico piacciono gli esterni Antonio Nusa e Andreas Schjelderup. (…)

(corsera)

Summerville va in Arabia: Roma su Nusa

La risposta ufficiale è arrivata ieri pomeriggio ma la Roma dall’ora di pranzo era già oltre Summerville. Il tira e molla del ragazzo, degli agenti e degli intermediari non è piaciuto a Trigoria che si rimprovera poco stavolta. Anche i tentativi nella notte di martedì di riaprire una trattativa ormai compromessa dallo scatto dell’Al Hilal, sono andati a vuoto. Quello che si poteva fare è stato fatto. (…) Perché D’Amico si trova nella scomoda situazione che tutti i club in giro per l’Europa sanno che a Trigoria dispongono di una forte somma da spendere. Ergo, un calciatore che vale 30 milioni, inevitabilmente per i giallorossi costerà, almeno di partenza, qualche milione in più. Un esempio è El Mala: il ds nei giorni scorsi – subodorando le difficoltà per arrivare a Summerville – aveva chiesto informazioni al Colonia. La risposta? Cinquanta milioni. Così il tempo passa e a un mese dall’inizio del campionato la Roma è ancora ferma al palo. Una difficoltà che Gasperini aveva messo in preventivo, avendo deciso di aggiungere allo zoccolo duro della rosa pochi innesti (3-4) e tra questi almeno un profilo top. Il problema è che oltre a non rinnovare Celik e a tenere Pellegrini ancora in stand-by, Greenwood è andato al Fenerbahce e Summerville ha deciso di proseguire la sua carriera in Arabia. Resta, nel mazzo degli assi giallorossi, l’ultima carta da giocarsi: Nusa. Forse il primo al quale il club aveva pensato in previsione del mercato estivo, dopo aver tagliato il traguardo Champions, e il primo anche ad esser stato accantonato vista la prima richiesta del Lipsia (60 milioni). (…) Ieri a Trigoria è andata in scena una riunione operativa alla quale è poi seguito un primo contatto per Nusa. Il giocatore è sul mercato, costa tanto ma D’Amico vuole provare a dribblare l’ennesima telenovela. Il ragazzo aspettava proposte dalla Premier che però tardano ad arrivare. Ci sono stati un paio di sondaggi dell’Arsenal e del Newcastle che però non si sono materializzati ancora in offerte concrete. Quello che ha in mente la Roma. Obbligata, visti gli ultimi eventi, a fare in fretta, per evitare un copia e incolla di quanto accaduto sia con Greenwood che con Summerville. (…) D’Amico è disposto a girare la somma che aveva pensato per l’olandese sul norvegese ma non è detto che basti. Nusa in Germania ha uno stipendio sotto i 2 milioni. Accontentarlo non dovrebbe essere quindi difficile. Trovare un’intesa con il Lipsia, invece, club abile come pochi ad alimentare aste per i propri calciatori, rischia di essere più complicato.

(Il Messaggero)

United e Al-Ahli: Koné più lontano

La testa prova a liberarsi dalle scorie del Mondiale, il mercato invece non concede tregua. Manu Koné è ora in vacanza per smaltire una delusione ancora difficile da digerire, ma il cellulare resta acceso, sempre. (…) l’Inghilterra resta la pista più concreta, ma attenzione anche all’Arabia Saudita, dove l’Al- Ahli ha rotto gli indugi avviando i primi contatti sia con la Roma sia con l’entourage del giocatore per capire margini e fattibilità dell’operazione. Un sondaggio che potrebbe presto trasformarsi in qualcosa di molto più concreto. (…) D’Amico non ha alcuna intenzione di svendere uno dei pezzi più pregiati della rosa. Anzi. La Roma ha bisogno di fare cassa, sia per rispettare gli obiettivi del settlement agreement sia per aumentare il tesoretto destinato al mercato in entrata, e proprio per questo spera che attorno a Koné possa accendersi una vera e propria asta internazionale. Il Manchester United, al momento, resta il club più avanti. I contatti con l’entourage sono continui e tra le parti esiste già un accordo di massima, mentre D’Amico aspetta il passo decisivo degli inglesi, pronti a mettere sul tavolo un’offerta vicina ai 50 milioni di euro. Una cifra importante, ma che potrebbe non bastare. Perché sullo sfondo continuano a muoversi altri pre-tendenti. l’Atletico Madrid non ha mollato definitivamente la presa, pur essendosi defilato dopo il rifiuto incassato davanti ai 40 milioni proposti un paio di settimane fa. E soprattutto c’è l’Al-Ahli, deciso a tornare a fare affari con la Roma dopo l’acquisto di Ibañez tre stagioni fa. Il club saudita sogna un colpo di spessore per rafforzare il centrocampo e lanciare l’assalto al titolo contro l’Al-Hilal (di Summerville) e l’Al-Nassr di Cristiano Ronaldo. Prima, però, servirà liberare uno slot destinato agli stranieri. Un passaggio fondamentale che potrebbe rallentare l’operazione, ma non spegnere l’interesse. Anzi. Se i contatti dovessero intensificarsi, la Roma sarebbe pronta ad alzare ulteriormente le proprie pretese, spingendo la valutazione del cartellino oltre i 60 milioni di euro. E il mercato, si sa, non ama le attese. Per questo resta viva anche l’ipotesi Chelsea. (…) Attorno a Manu Koné il traffico è sempre più intenso e a Trigoria aspettano soltanto che qualcuno decida di affondare il colpo. A quel punto, il futuro del francese potrebbe cambiare definitivamente volto, anche prima di tornare dalle vacanze.

(corsport)

La A si fa in 4, svolta mondiale: rivoluzione all’italiana. Oggi tra le sette più forti linea a 3 in minoranza

Qualche giorno fa, in un’intervista alla Gazzetta, Antonio Conte ha detto che i numerini dei moduli non hanno più ragione di essere, che “esistono due sistemi, uno difensivo e uno offensivo“. Benissimo, però, quando ci si difende, lo schieramento della difesa conta: tra una linea a quattro e una a tre, che in non possesso si ricompone spesso a cinque, scorre un mondo di differenza. Le quattro semifinaliste del Mondiale americano si difendevano a quattro. (…) Il Psg di Luis Enrique, vincitore delle ultime due Champions, si dispone a quattro. Idem l’Aston Villa vincitore dell’Europa League. In controtendenza il Crystal Palace di Oliver Glasner, che con la difesa a tre si è preso la Conference 2026 ed è però arrivato quindicesimo in Premier League, non il massimo. E in Italla? Da noi l’Inter campione d’Italia non si schioda dal 3-5-2. (…) L’Italia è il paradiso della “tre” e forse è un retaggio del vecchio catenaccio che oggi è stato rinominato “blocco basso” per ammantarlo di finta modernità. (…) In Europa, e ai Mondiali, la “tre” paga poco, anche se l’Atalanta di Gian Piero Gasperini ha vinto l’Europa League con il 3-4-2-1, ma parliamo di un’eccezione, un po’ come il Crystal Palace nella Conference 2026. (…) Oggi, in questo segmento ridotto, però importante, di Serie A, vince la difesa a quattro, per quattro a tre, grazie a due cambi di panchina. Massimiliano Allegri, e Maurizio Sarri, i nuovi allenatori di Napoli e Atalanta, hanno diminuito i centrali, da tre a due, e hanno ripristinato gli esterni bassi, i “vecchi” terzini. Ieri il Napoli, con il 4-3-3, ha perso per 3-1 in amichevole, contro l’Arezzo neopromosso in B: la squadra – abituata al “terzismo” del biennio di Conte – ha palesato squilibri difensivi. Non vorremmo che Allegri si scoraggiasse, che meditasse di rifugiarsi nel porto sicuro del 3-5-2, il sistema con cui nella scorsa stagione al Milan ha “bucato” la qualificazione Champions. Confidiamo che Allegri insista, non si può avere tutto e subito. Sarri a Bergamo sta per scardinare il dogma della difesa a tre impiantato da Gasperini dieci anni fa. Lo farà con un 4-3-3 che ha poco del “sarrismo” che fu, perché Sarri ha smesso di inseguire l’utopia e si è dato al pragmatismo, ma lo farà. Tra i quattro per quattro spicca il Como di Cesc Fabregas, allenatore spagnolo di scuola Barcellona, dunque repellente ai tre dietro, anche se qualche volta capita che il Como si metta così. Un po’ come la Juve di Luciano Spalletti. (…) Tra gli integralisti della “tre” spicca Gian Piero Gasperini. Il suo format è collaudato, prevede robuste dosi di aggressività e di corse, e ha riportato la Roma in Champions: prossimo obiettivo, lo scudetto. A chiudere Ruben Amorim: il nuovo tecnico del Milan ama il 3-4-2-1 come Gasperini e i principi di gioco non sono tanto diversi. In due parole, riaggressione e verticalizzazione, La “tre” non è uno stigma, un marchio d’infamia. A esser decisivo è quel che ruota intorno.

(gasport)

La strana estate di Soulé: in bilico ma fondamentale

Il 2026 di Matias Soulé è stato più movimentato del previsto. Una seconda parte di stagione da dimenticare causa pubalgia e un mese di giugno con le valigie in mano. Prima gli interessi della Premier League (Aston Villa, Sunderland e Fulham), poi il Borussia Dortmund, lo Stoccarda ed infine vari club arabi che erano pronti a ricoprirlo di soldi. L’argentino, però, ha subito detto ‘no’ all’Al-Ahlie non ha cambiato decisione. Ci ha provato fino all’ultimo ma Soulé vuole ancora dire la sua nei principali campionati europei, difficile dare torto a un ragazzo di 23 anni. Parallelamente in quel periodo la Roma stava trattando Greenwood che per forza di cose gli avrebbe tolto spazio, Mason poi ha scelto la ricca proposta del Fenerbahce e alla fine Matias si è presentato a Trigoria con “qualche chilo in più” ha detto Gasperini. (…) Nelle ultime ore si è affacciata anche la Fiorentina. Paratici, scatenato in questo mercato, ha effettuato un sondaggio esplorativo. Lo stipendio rientra nei parametri (poco più di due milioni) mentre la valutazione dei giallorossi (35) è considerata elevata. L’addio di Kean potrebbe rovesciare tutto. (…) Oggi 23 luglio la casella dei nuovi acquisti è vuota e pensare ad una permanenza dell’argentino non è più utopia. Gasp vorrebbe un elemento diverso da Matias, più abile negli uno contro uno, ma apprezza le sue qualità e soprattutto ha bisogno di ben due esterni d’attacco dall’altra parte. Summerville è definitivamente sfumato e sulla sinistra non c’è nessuno, ora D’Amico dovrà iniziare da zero un’altra trattativa e non è l’unica zona del campo da rinforzare. Poi c’è la volontà del giocatore che non ha voglia di lasciare la Roma. Quando era in vacanza aveva risposto sui social pubblicando una foto in compagnia di amici e parenti con la maglia giallorossa, ieri ha fatto gli auguri al club ed ha pubblicato lo scatto con la nuova maglia. E c’è un altro fattore da prendere in considerazione. Offerte per lui ancora non sono arrivate. Solamente sondaggi/richieste di informazioni ma nessuna vera proposta sul tavolo. Difficile cederlo senza una trattativa ben avviata. Chi rischia di salutare è Koné che ha estimatori in Inghilterra e non solo. L’Ara-bia ha messo gli occhi anche su di lui, in particolare l’AI-Ahli. Il discorso è sempre lo stesso: i club della Saudi Pro League possono mettere sul piatto tantissimi soldi tra ingaggio e cartellino, ma conta la volontà del giocatore. Il francese preferirebbe volare in Premier League dove il Manchester United è pronto ad accoglierlo. I Red Devils hanno già avviato i contatti con l’entourage ricevendo il primo ‘sì del centrocampista che attualmente è in vacanza. La Roma non ha intenzione di accettare offerte al di sotto dei 50 milioni di euro e aspetta. Fine luglio si avvicina e anche la scadenza della proroga Uefa. Al club serve una cessione e ora quello più vicino a salutare è Koné, mentre l’argentíno può sperare. Gasperini, intanto, oggi contro il Trastevere non potrà ancora schierare nuovi giocatori e davanti ripartirà da Soulé e Dybala. Curioso, pensando che all’inizio, del campionato manca ormai soltanto un mese.

(Il Messaggero)

Roma cantami o Nusa: il norvegese per dimenticare Summerville

Cantami, o Nusa, dell’ira rovinosa di Gasp. Il poema romanista – un’Odissea di mercato – potrebbe cominciare più o meno così, nel giorno in cui l’ennesimo obiettivo di mercato è sfumato e un altro già spunta all’orizzonte. È Antonio Nusa, norvegese con padre nigeriano, attaccante esplosivo e dal dribbling facile, il calciatore che potrebbe ricucire lo strappo generato dal voltafaccia di Summerville (e, con altre modalità, di Celik) e dal mancato arrivo di Greenwood. (…) In qualsiasi caso, per storia, valore e prospettive Nusa non può essere considerato una soluzione di ripiego: parliamo infatti di un’ala offensiva di 21 anni (10 gol e 11 assist in 71 partite) protagonista in Bundesliga con il Lipsia e ancora di più al Mondiale con i vichinghi trascinati da Haaland. Il club targato Red Bull è disponibile a trattare la sua cessione, ma non vorrebbe scendere sotto i 55 milioni, una cifra simile ai 53 che il West Ham chiedeva per liberare Summerville prima che l’Al-Hilal sparigliasse le carte (e la concorrenza) con la proposta da 80 comprensiva di bonus. (…) Quella tra lunedì e martedì è stata una notte di riflessioni per il calciatore. Crysencio è stato raggiunto dalle chiamate di D’Amico e Gasperini, i quali hanno provato a ricordargli che tutto l’oro d’Arabia (60 milioni di stipendio in 4 anni) non avrebbe mai potuto valere l’esperienza di giocare la Champions da titolare in un club che ambisce in un paio d’anni a lottare per lo scudetto. (…) Ma è stata la forza dirompente del denaro, e ovviamente non le prospettive progettuali, a spostare l’asticella: così la Roma ha perso un calciatore che gli aveva dato la parola accettando le condizioni economiche dell’ingaggio (3,7 milioni netti l’anno più bonus) e che per primo aveva fatto pressioni al West Ham affinché accettasse 47 milioni più 3 per il suo cartellino. La reazione della Roma è stata forte, al punto che i contatti con l’entourage di Nusa sono stati riallacciati già ieri. Anche Schjelderup del Benfica, connazionale di Nusa, resta una strada percorribile, un po’ come quella (già battuta) che porta a Godts dell’Ajax. Gasperini ha chiesto due acquisti sulla trequarti e almeno altri quattro (un difensore, un esterno, un sostituto di Koné e un vice Malen) nelle altre zone del campo. (…) “Siamo un diesel, ci mettiamo un po’a partire ma poi diventiamo un bel trattore“, era stata la fiducia del tecnico. Anche lui si è dato 48 ore per capire se il motore si è ingolfato oppure se, nonostante qualche intoppo, sta davvero cominciando a carburare.

(corsport)