A Gasp piace Puerta, seguito anche Engels

Aspettando le cessioni la Roma inizia ora a stringere il cerchio sugli acquisti chiesti da Gian Piero Gasperini. (…) Per Mason Greenwood verrà presentata nei prossimi giorni la prima offerta ufficiale al Marsiglia che non intende scendere dalla richiesta di 50 milioni più bonus, la stessa ribadita in queste ore anche al Fenerbahce. Ma il tecnico ha chiesto anche un centrocampista soprattutto in considerazione della possibile partenza di Manu Koné. Tra i profili graditi c’è Gustavo Puerta che si sta mettendo in mostra al Mondiale con la Colombia. Il classe 2003 lascerà II Racing Santander, ma la concorrenza non manca e vede anche Bologna e Porto tra le pretendenti. Valutazione: 20 milioni. La stessa di Arne Engels del Celtic, altro nome nell’agenda di D’Amico. Piace da tempo, invece, Matt O’Riley che Gasp aveva già chiesto ai tempi dell’Atalanta. Il centrocampista danese lascerà il Brighton, probabilmente in prestito con diritto di riscatto (…).

(gasport)

La Roma vede la multa: Soulé indeciso, senza plusvalenze sanzioni dell’Uefa

Una corsa contro il tempo, anche se il rischio è quello di arrivare con il fiato grosso e non riuscire a tagliare il traguardo. Entro domani sera, infatti, la Roma deve mettere a segno delle plusvalenze importanti (sembra ancora più di 50 milioni, ma la cifra è variabile) per rispettare il settlement agreement firmato con l’Uefa nel 2022. Una spada di Damocle che i Friedkin vogliono togliersi una volta per tutte e che, appunto, li ha portati a scegliere di non allungare l’accordo di un ulteriore anno. Anche perché per farlo, comunque, la Roma dovrebbe almeno avvicinarsi all’obiettivo finale, fattispecie che oggi sembra lontana da diventare realtà. Ecco perché si proverà fino all’ultimo momento a convincere Matias Soulé ad accettare la corte araba. Ieri ad Al-Ahli e Al-Hilal si è aggiunta anche TAl-Diriyah, squadra neopromossa nella Saudi Pro League e che sarebbe pronta a versare 35 milioni al club giallorosso, oltre che pareggiare l’offerta maxi (circa 10 milioni di euro a stagione) fatta al giocatore dalle altre due pretendenti. Solo che Soulé continua a non essere convinto per niente. (….) A destra a Trigoria hanno deciso di puntare su Dybala (rinnovo in arrivo) e Greenwood (prima scelta di Gasp). Ma l’argentino spera sempre in un ritorno di fiamma della Juventus o in una soluzione diversa, tra Premier e Bundesliga. (…) La Roma cercherà di rimpinguare con le cessioni in queste ore dei vari Salah-Eddine, Mannini e Cherubini, sperando anche che qualcosa possa riaccendersi proprio in extremis anche per Ziolkowski. Nel caso – oramai molto probabile – in cui la Roma non riesca a restare dentro i paletti del settlement agree-ment, a novembre prossimo verrà sanzionata dall’Uefa in vista della stagione 2027/28. Arriverà di certo una multa, (…) la prospettiva è un’ulteriore sanzione di 10-12 milioni, anche se l’entità dipenderà appunto da quanto sarà grande lo sforamento finale dei conti giallorossi. A questa multa, probabilmente, si aggiungerà anche la limitazione della rosa, l il che vuol dire che alla Roma verrà permesso di mettere in lista al massimo 22 giocatori invece dei consueti 25. E ci dovremmo fermare qui, (…) considerando anche gli ottimi rapporti tra i Friedkin e Ceferin e la voglia dell’Uefa di “accompagnare” i club virtuosi. E la Roma di fatto lo è, visto che da quattro anni abbassa puntualmente il rosso di bilancio. Tra l’altro la prossima stagione sarà quella in cui il fatturato potrà esplodere, passando dai circa 270 milioni attuali ad una previsione di oltre 350, considerando i ricavi della Champions League e quelli del Centenario. Insomma, ci sono tutte le possibilità per pensare in positivo. Nonostante tutto, arriverà il male minore…

(gasport)

Calciomercato Roma, dal Belgio: Greenwood ha rifiutato le offerte dall’Arabia Saudita. Il Fenerbahce continua a trattare

Il futuro di Mason Greenwood continua ad essere molto incerto. L’inglese è il grande obiettivo di mercato della Roma, che vorrebbe regalare a Gasperini il calciatore ideale per rinforzare l’attacco. L’operazione resta complessa, tra costi e concorrenza, la trattativa Greenwood sembra diventare sempre di più una partita a scacchi, con la certezza che, il Marsiglia, club proprietario del cartellino, ha necessità di vendere

La pista turca che porta al Fenerbahce non sembra essere tramontata, ma anche alcuni club Arabi si sono fatti avanti per Greenwood. Come riportato su X dal giornalista belga, Sacha Tovalieri, il calciatore, però, avrebbe rifiutato delle importanti offerte economiche dall’Al-Ahli, Al Qadsiash e Al-Diriyah. Come affermato dal giornalista, il Fenerbahce continua a credere all’acquisto di Greenwood e proseguono i dialoghi con l’attaccante il club francese. 

Falcao: “I tifosi della Roma sono unici. Lo Scudetto fu fantastico. La finale contro il Liverpool? Giocai con delle iniezioni, non stavo bene”

La leggenda giallorossa, Paulo Roberto Falcao, ha rilasciato un’intervista al programma “Extratime” di Rai Radio 1. Il brasiliano ha toccato diversi argomenti, tra il passato con la maglia del Brasile e quello con la Roma. Un fuoriclasse che ha scritto la storia del club capitolino, protagonista dello scudetto vinto nel 1983: “Ricordo che dovevamo scendere a Fiumicino e invece scesi a Ciampino, c’era tanta gente: fu una cosa fantastica. Non si vinceva lo Scudetto da 40 anni, fu un momento unico per la tifoseria. Alla fine sono loro la cosa principale in una squadra. Uno striscione diceva che “La Roma non si discute, si ama”. A me non piaceva perché significava accettare qualsiasi rendimento sul campo, mentre una squadra come la Roma meritava di vincere. Questo mi ha dato la spinta, perché questa Roma doveva costruire qualcosa di diverso. I tifosi sono unici, inizialmente andavano in pochi in trasferta, poi ricordo che nell’anno dello Scudetto vidi lo stadio del Pisa tutto giallorosso”.

Prima di arrivare alla Roma avevi vinto con l’Internacional di Porto Alegre. Avevi trovato lo stesso entusiasmo che hai vissuto successivamente a Roma?                                                                        “Dopo la partita contro il Genoa i tifosi invasero il campo, fu una cosa unica. Si capiva che la Roma era arrivata a farsi rispettare in Italia, perché aveva giocato meglio, perché aveva giocatori con forza. Contro il Genoa segnò Pruzzo di testa, era un momento unico perché da tanto non si viveva quello. Avevo vinto qualche anno prima il campionato col Porto Alegre da imbattuti, un record ai tempi. Ma lo Scudetto con la Roma fu bellissimo”

I tifosi ti chiamavano il “Divino” per il tuo impatto anche culturale su una squadra che non era abituata a vincere. Che effetto ti fa aver cambiato la storia di una squadra come la Roma? 

“Forse il mio contributo è stato più nello spogliatoio che in campo. Non lo dico io, ma ho sentito Bruno Conti e Pruzzo anche dire così. Ero convinto che potessimo fare di più, che potessimo vincere in Italia giocando meglio degli altri, anche fuori casa. Perché in casa giochi come tra le braccia di mamma e papà, ma l’importante è vincere fuori. E poi non posso dimenticare il gol di Turone: quella Roma poteva vincere due Scudetti, è stato lo scandalo più grande del calcio italiano”

Dicesti che quando ti accadeva qualcosa che non andava bene nei rapporti con qualcuno, passavi il tempo a capire come rimediare. Eri cosciente di essere una guida e un’ispirazione per i giovani?              

“Penso di non essermi mai preoccupato di questo, mi sono preoccupato di giocare bene e di far giocare bene gli altri. Non mi piace fare nomi, perché ti scordi sempre qualcuno, ma veramente oltre a me c’era un grande gruppo guidato da Liedholm. Eravamo pochi, perché oggi le rose hanno 30 calciatori e noi eravamo 17-18. Ma avevamo piacere nel giocare, contro anche squadre più forti come Inter e Milan, pensando a giocare bene e che poteva dipendere solo da noi. La vittoria di domenica partiva da martedì”

La finale di Coppa Campioni nel 1984. Qual è stato il momento più esaltante di quella cavalcata? 

“Penso che contro il Sofia abbiamo fatto una bellissima partita, feci  gol con assist di Pruzzo, e poi per fortuna salvai un gol aiutando Tancredi. Contro il Dundee non giocai per un problema al ginocchio destro dopo un fallo di un giocatore interista: giocavo con le punture. Dovevamo vincere e vincemmo 3-0, fu un momento importante per la storia”

Quanto ha pesato la pressione?                                                       

“Forse, è sempre molto facile parlare dopo. Il Liverpool era una squadra forte, superiore, può servire di esperienza visto che anche quest’anno giocheremo in Champions”

Anche contro il Liverpool giocasti con delle iniezioni?                         

“Sì, e giocammo anche i supplementari. Purtroppo poi è tornato fuori il dolore, ed ebbi anche un brutto contrasto. Non stavo bene, ma penso che abbiamo comunque fatto una grandissima partita”

La tua mentalità e razionalità, paradossalmente ti viene rimproverata perché non tirasti il rigore contro il Liverpool a causa delle tue condizioni                         

“C’era di più. Pochi giorni dopo lo Scudetto della Juventus a causa del gol di Turone, vincemmo ai rigori contro il Torino in Coppa Italia. Io tirai il quinto. Liedholm, che era superstizioso, mi disse che contro il Liverpool avrei tirato il quinto, visto che ero anche il numero 5. In quel momento lì, non abbiamo tirato il quinto rigore, perché loro vinsero prima”

Tornando indietro, lo tireresti?                                                               

“No, non è questa la situazione, perché non saremmo arrivati al quinto”

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Soulé prende tempo per il futuro: smentita la pista Juve. Koné non è nei piani dell’Atletico. Kessie e Freuler non sono delle priorità

Il 30 giugno è ormai molto vicino e le probabilità che un big della rosa giallorossa lasci la Capitale entro questa scadenza sono sempre meno. Delle offerte concrete non sono arrivate, nonostante negli ultimi giorni si sia registrato un forte interessamento di alcuni club arabi per Mati Soulé. L’argentino, però, non è convinto della destinazione e vuole decidere con calma il proprio futuro. Alcuni intermediari del club, però, stanno cercando di convincere il classe 2003 ad accettare la destinazione. Mentre è stato smentito un possibile interessamento da parte della Juventus. 

Sempre per quanto concerne le possibili uscite, l’altro big che risulta essere in uscita è Manu Koné. Nelle scorse settimane il francese è finito nell’orbita dell’Atletico Madrid, ma il club spagnolo, per ora, ha come priorità altri obiettivi per rinforzare il proprio centrocampo. In entrata, invece, arrivano smentite sui possibili arrivi di Freuler e Kessie

Infine, Niccolò Pisilli, ha rifiutato personalmente un’importante offerta proveniente dall’estero: il classe 2004 è totalmente focalizzato sulla Roma e vuole rimanere. 

I LINK ALLE NEWS PIÙ IMPORTANTI DELLA GIORNATA

CORSPORT – LA ROMA NON SI PIEGA, RIFIUTATE OFFERTE AL RIBASSO PER SVILAR E NDICKA

CORSPORT – RISCHIO ZERO CESSIONI PER LA ROMA: MA I FRIEDKIN SONO SERENI 

CORSERA – KESSIE SI OFFRE, IL CLUB DICE NO 

CALCIOMERCATO ROMA, SI ALLONTANA FREULER: PER IL CLUB NON È UNA PRIORITÀ

CALCIOMERCATO ROMA, NESSUN CONTATTO TRA SOULÉ E LA JUVENTUS: SMENTITE LE INDESCRIZIONI DI MERCATO 

CALCIOMERCATO ROMA: SOULÉ VUOLE DECIDERE CON CALMA IL SUO FUTURO. SU DI LUI STOCCARDA, BORUSSIA DORTMUND, WEST HAM E ASTON VILLA

CALCIOMERCATO ROMA: PROPOSTA DALL’ESTERO PER PISILLI. “NO” DEL CENTROCAMPISTA 

CALCIOMERCATO ROMA, PER L’ATLETICO MADRID KONÉ NON È UNA PRIORITÁ

Instagram, Sergio Oliveira ricorda la Roma: “Mi ha portato tanto, è speciale. Non solo per i momenti sportivi, ma per le persone fantastiche”. E poi il messaggio per El Shaarawy

Un’esperienza breve, ma certamente intensa, quella che ha vissuto con la maglia giallorossa Sergio Oliveira. Il centrocampista portoghese, arrivato nella finestra invernale di calciomercato nel 2022, è stato protagonista della vittoria della Conference League a Tirana.

Solo pochi mesi vissuti nella Capitale, ma il legame del calciatore con la piazza e i tifosi è rimasto speciale. In occasione del matrimonio di Stephan El Shaarawy, a cui è stato invitato, Oliveira ha pubblicato un post su Instagram in cui ricorda la sua avventura romanista: “Roma è speciale. Mi ha portato tanto. Non solo momenti sportivi, ma principalmente persone fantastiche. Sono felicissimo di essere stato qui in questa bellissima giornata, un momento davvero speciale del mio amico Ste. Anche se abbiamo trascorso poco tempo insieme, quando si condividono gli stessi valori diventa facile capirsi e tendersi una mano. Grazie a voi e vi auguro una vita piena di felicità”.

Conosci il tuo nemico

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Inter e Napoli davanti, Como, Milan, Juventus, Atalanta, Bologna e Lazio alle spalle. La Roma che torna sul podio dopo una vita, per ordine di classifica finale della stagione precedente, in teoria partirà ad agosto in seconda fila, dietro le squadre che si sono equamente spartite gli ultimi quattro scudetti. Ma come stanno le altre quando stiamo per entrare nel mese di luglio, periodo di ritiri e di calciomercato che entra a regime? Finora, non è una novità, c’è poco da registrare. Molti movimenti sulle panchine, perché soltanto Inter, Roma, Como e Juventus hanno mantenuto gli allenatori con cui hanno concluso il campionato. I campioni d’Italia ripartiranno con la base migliore, anche se giugno è stato un mese di pali centrati. Convinti, con tanto di stampa a fungere da valletta sorridente e accondiscendente, di avere acquistato il Golden boy del decadente calcio italiano, Palestra, fino a quando, a inizio settimana, Marotta e soci hanno fatto i conti con la crudeltà del mercato e dei ricconi del Chelsea che ha ricoperto d’oro il calciatore e l’Atalanta. Passano ventiquattro ore e il tam tam mediatico si fa incessante ma anche patetico. Inter, ecco Nico Paz. Che saluta il Como, torna al Real che lo vende ai nerazzurri. Niente. Altro buco nero. Il Como, che fa sul serio nonostante ci sia chi ancora non lo prende sul serio, sgancia quasi sessanta milioni e lo fa suo. E ora? l’Inter va rinnovata, Chivu ha fatto un eccellente lavoro ridando stimoli a un gruppo che sembrava a fine ciclo. Soldi evidentemente ce ne sono, perché pronti stavano mettendo cinquanta milioni sul piatto per Palestra. Poi ci sarà da vendere, e come al solito si parla di Frattesi da piazzare a peso d’oro sulla stampa amica. Insomma, nonostante la falsa partenza di un giugno carico di delusioni sul fronte entrate, la sensazione è che l’Inter sarà per l’ennesima volta in pole position. Cose da fare: urge il sostituto di Dumfries, l’erede di Mkhitaryan (per questo sognavano Palestra e Paz), e possibilmente un mediano al posto di Frattesi e un altro difensore centrale.

Il Napoli riparte da Allegri che innanzitutto prova a dare nuova linfa ai senatori, a cominciare da chi sembrava in partenza come Lobotka e Anguissa, quest’ultimo ancora non convinto di restare. C’è necessità di trovare un attaccante che affianchi o dia respiro a Hojilund perché Lukaku è ai saluti e Lucca è stato bocciato senza appello. Non ci sarà una rivoluzione perché sulle fasce d’attacco a gennaio è arrivato Alisson, che si è inserito molto bene. Un mediano e un laterale di difesa potrebbero bastare. Mercato di attesa per il Napoli, senza scossoni in uscita.

Il Milan ha fatto rabbrividire i suoi tifosi e spiazzato gli osservatori neutrali. Un tempo esempio perfetto di organizzazione societaria, dopo avere fatto piazza pulita il giorno dopo l’ultima di campionato, Cardinale ha provato a inserire in organigramma una miriade di stranieri, a cui si è aggiunta la caccia all’allenatore poi conclusa con Amorim, di sicuro non la prima scelta. Tecnico valido, che sta provando a convincere gli scontenti a restare. Il primo è Pulisic, poi c’è Rabiot, gente che prima della fine dei mondiali non prenderà alcuna decisione. C’è Leao sul mercato, ma non ha più l’appeal di qualche anno fa. Gonzalo Ramos è il nuovo arrivato che non può fallire. Dopo avere speso 40 milioni per Gimenez e 40 per Nkunku (che comunque non è una prima punta classica), i circa 70 investiti sul giocatore del PSG sono un peso di responsabilità per il portoghese e per chi lo sta ingaggiando. Al Milan serve tanto. Un laterale destro, un centrocampista centrale, e almeno un esterno d’attacco soprattutto se partisse Leao. Il Milan portoghese più che al rimpasto dirigenziale interno, si affida a Jorge Mendes. E infatti sta arrivando anche Antonio Silva dal Benfica.

La Juventus a metà giugno ha fatto l’ennesima rivoluzione nell’organigramma. Via Comolli, ecco Carnevali, che si è meritato una chance importante dopo tanti anni al Sassuolo. C’è il nodo centravanti. È appena iniziata una nuova telenovela con Vlahovic protagonista. Il fattore Spalletti potrebbe incidere sulla sua permanenza, ma a cifre nettamente inferiori a quelle del contratto praticamente scaduto. L’alternativa Sorloth convince. Poi bisognerà fare cassa, perché mancheranno gli introiti della Champions League. Cambiaso due estati fa era un oggetto dei desideri per molti. Il suo rendimento è nettamente scaduto, la Juventus dovrà essere molto brava per piazzarlo all’estero, o all’Inter. Ai saluti anche Miretti, poi bisognerà trovare un amatore per Openda, e capire, in caso di offerte elevate per Bremer, se valga la pena privarsi del miglior difensore della rosa, forte, ma non fortissimo come lo descrive l’opinione pubblica italiana.

Del Como abbiamo già scritto. Tengono i migliori a cominciare da Paz. Nessuno si azzarda neanche a chiedergli i vari Da Cunha e Perrone. Stanno rivoluzionando il settore giovanile rastrellando talenti. Chi non capisce che il Como è una realtà consolidata, è ottuso.

L’Atalanta riparte da Sarri e Giuntoli. Cambiano allenatori e direttori sportivi ma non la filosofia societaria. Che continua a scandagliare il mercato nord europeo per sfruttare, valorizzare e poi vendere i nuovi talenti. Carnesecchi rimarrà un altro anno. Uno fra Zappacosta e Bellanova può partire, Ederson era impossibile trattenerlo, è l’ennesima plusvalenza milionaria di un club esemplare per virtù.

Il Bologna con Tedesco prova a innaffiare un nuovo progetto. Il colpo dell’estate sarà trattenere Rowe, mentre Castro in cambio di trentacinque milioni può andare via, ma si aspetta una proposta dall’estero. In entrata, viene monitorato Robinio Vaz della Roma. Bologna da classifica medio alta ma sembra un’utopia che possa rivivere i fasti dell’ultima stagione di Thiago Motta e della prima di Italiano.

La Lazio rischia di vivere una stagione copia e incolla dell’ultima. Il mercato stavolta non è bloccato ma limitato. Perché c’è l’obbligo di vendere e di dismettere. Hanno già salutato Romagnoli e Provedel. In attesa di un’offerta da venticinque-trenta milioni per Gila.

In the box – @augustociardi

Calciomercato Roma, nessun contatto tra Soulé e la Juventus: smentite le indiscrezioni di mercato

Nessun contatto tra Matías Soulé e la Juventus. È quanto riferito da Matteo Moretto, intervenuto sul canale YouTube italiano di Fabrizio Romano, smentendo le voci circolate nelle ultime ore su un possibile ritorno dell’argentino in bianconero. Secondo il giornalista, al momento non risultano dialoghi tra il club torinese e l’entourage dell’esterno della Roma, che quindi non sarebbe coinvolto in alcuna trattativa con la sua ex squadra. Una precisazione che raffredda le indiscrezioni di mercato emerse nelle ultime ore. Il futuro di Soulé resta ancora da definire, ma, almeno per ora, l’ipotesi di un ritorno alla Juventus non trova conferme. I giallorossi sembrano infatti più interessati a vendere il giovane argentino all’estero, per poter ricavare il più possibile da una sua eventuale cessione

Le parole di Moretto: “La Juventus sarebbe anche aperta a questa soluzione, ma non ci sono stati contatti tra le parti e la volontà della Roma ad oggi è quella di eventualmente cederlo all’estero a cifre importanti“.

Calciomercato Roma, per l’Atletico Madrid Koné non è una priorità

Manu Koné continua ad avere estimatori sul mercato, ma l’Atletico Madrid sembra destinato a percorrere altre strade. Secondo quanto riferito da Matteo Moretto sul canale youtube italiano di Fabrizio Romano, il centrocampista della Roma non rappresenta una priorità per il club spagnolo, che al momento è orientato verso altri obiettivi per rinforzare la mediana. Una situazione che raffredda le indiscrezioni emerse nelle scorse settimane sul possibile interesse dei Colchoneros. Dal canto suo, la Roma, come già dettonon considera il francese incedibile e, davanti a un’offerta ritenuta congrua, potrebbe valutarne la cessione anche in virtù delle esigenze legate al Fair Play Finanziario.

Le parole di Moretto: “Vedo tante squadre accostate a Manu Koné, è stato anche detto che era molto vicino all’Arsenal ma è in realtà non è un obiettivo. È più un movimento dell’entourage di Koné. Per quanto riguarda l’Atletico Madrid, già qualche settimana fa se non un mese fa dissi che Koné è stato proposto all’Atletico ma il ds ha un altro tipo di priorità sia dal punto di vista tecnico sia dal punto di vista di profilo del giocatore. Ad oggi è l’Atletico a dire ‘no’ a Koné e non viceversa“.