ROMA-GENOA: le pagelle. DYBALA “Faro” 7 – EL SHAARAWY “Elettroshock” 7 – RANIERI “Master in risorse umane” 6,5

LAROMA24.IT – Serviva una vittoria ed è arrivata, con un buon secondo tempo per reagire allo schiaffo di Masini nel primo tempo. La Roma va in vantaggio con un tap-in di Dovbyk dopo un buon inserimento di Pellegrini, ma poi subisce il gol del momentaneo pareggio regalando corner e area di rigore al Genoa. Nel secondo tempo El Shaarawy pesca il jolly e porta la Roma in vantaggio. Poi ci pensa Leali a chiudere il match con un generoso autogol. Tra i giallorossi brilla Dybala, che pure senza gol distribuisce magie a compagni e spettatori e soprattutto prende per mano la squadra, ma anche El Shaarawy: il numero 92 entra, segna e si gode una serata perfetta per festeggiare le 300 gare in giallorosso.

SVILAR 6 – Il tiro di Masini è centrale, ma molto forte, può poco.

MANCINI 6 – Qualche uscita in ritardo, ma la serata è tutto sommato tranquilla e porta la serata a casa.

HUMMELS 6 – La faccia che fa quando Ranieri lo sostituisce è tutto un programma: sta bene e si vede. DAL 76′ PISILLI 6 – Ingresso pimpante e positivo, sul destro ha anche una bella chance che però spreca.

NDICKA 6,5 – Il migliore dei tre, spigliato anche in conduzione, poi Ranieri ordina la difesa a 4 e lui risponde di nuovo “presente”.

SAELEMAEKERS 6 – Non brilla e le energie si esauriscono in fretta, ma fortunatamente la cosa più importante la fa a inizio match, quando premia l’inserimento di Pellegrini con un cross al bacio. Quanto basta. DAL 76′ CELIK 6 – Pilota automatico.

KONE 6 – Sembra sempre al limite, a volte fermo sulle gambe (ed è normale, visto che non riposa mai), ma va da 0 a 100 in un attimo e da solo apparecchia la tavola per il terzo gol giallorosso.

PAREDES 6Svagato e leggero nel primo tempo, soprattutto prima del corner del momentaneo pareggio, poi capisce che c’è da rimboccarsi le maniche e cresce nel match.

ANGELINO 6,5 – Non sbaglia una giocata, né in attacco, né in difesa. Sempre attento in marcatura, freddo e preciso dalla metà campo in su. Impeccabile.

DYBALA 7 – Non segna, ma è comunque il migliore in campo. Una traversa e qualche millimetro gli negano il gol, ma oggi sarebbe stato un dettaglio. Ispira i compagni, distribuisce magie, produce occasioni e crea situazioni di gioco anche in mezzo a tante maglie bianche. Faro. DALL’84’ SOULE 6 – Pochi minuti per lasciare il segno, ma lui ci prova lo stesso e per poco non ci riesce.

PELLEGRINI 5,5  – Inizia bene, va sempre in verticale di prima, senza palla propizia il primo gol: con un inserimento costringe Leali all’unica parata della serata e Dovbyk ringrazia. Colpevole, invece, quando si perde Masini in occasione del gol del pari. DAL 45′ EL SHAARAWY 7 – Entra, risolve la partita e poi si esalta su tutto il rettangolo verde. Si scuote da un periodo un po’ così con una prestazione che sa di altri tempi. Elettroshock.

DOVBYK 6 – Una palla, un gol. Non una grande serata per l’ucraino, con qualche stop sbagliato di troppo, ma come un rapace si fionda sulla palla vagante e firma l’1-0. DALL’85’ SHOMURODOV 6 – Prende parte alle scorribande finali.

RANIERI 6,5 – La Roma ha vinto, si è presa sul campo punti persi nel girone d’andata e sul risultato ci sono le mani del tecnico giallorosso. La mossa El Shaarawy, preferito a Soulé e Baldanzi, ha portato i tre punti e per l’ennesima volta ha mostrato una qualità straordinaria nella scelta di uomini e momenti. Tutti si fidano di lui e il motivo è sotto gli occhi di tutti. Master in risorse umane.

BOLOGNA-ROMA: le pagelle. PAREDES “Pompiere” 6,5 – HUMMELS “Disarmato” 5,5

LAROMA24.IT – Scegliete la vostra pillola. Rossa: la Roma non mostra ancora un passo in grado di far sperare in fantasiose rimonte. Blu: la Roma non vince ma in qualche modo, ora, riesce a ripararsi dal peggio e fare 4 partite, di cui tre con avversari che la precedono in classifica, senza sconfitte.

I migliori della serata risultano Paredes, da architetto a pompiere, e Angelino, che assicura bevande calde e coperte a tutta la via di competenza.

SVILAR 6 – Lascia le impronte sui tentativi di Dallinga e Odgaard. Per il resto citofonare più in alto.

MANCINI 6 – Per tenere Dominguez deve usare tutto il campionario. Arte dell’arrangiarsi.

HUMMELS 5,5 – È costretto a consegnare distintivo e armatura quando i venti della partita si alzano. E, sull’1-1, la sua interpretazione difensiva finisce per svuotare il centro. Disarmato. DAL 78′ CELIK 6 – Allunga la linea a 4.

NDICKA 6 – A fine gara, sul suo lato, restano meno macchie.

SAELEMAEKERS 6 – Alexa, trova un modo per sbloccare la partita. Offre Skorupski. Il resto è particolarmente difettoso. DAL 84′ ZALEWSKI SV – Aggiornamento graduatoria: il suo nome compare ancora davanti a quello di Soulé.

KONÈ 5,5 – Rimane sott’acqua e quando le onde delle ripartenze si alzano violentemente verso l’area della Roma se ne misura tutta l’assenza.

PAREDES 6,5 – Da architetto per le costruzioni, nella fase iniziale, esce dopo aver messo la divisa da pompiere e aver spento possibili ripartenze incendiarie. DAL 78′ PISILLI 6 – Alza il tasso di corse, lascia inalterato quello della qualità.

ANGELIÑO 6,5 – Col piede sinistro sa comporre giocate in rima, dietro assicura bevande calde e coperte.

DYBALA 5,5 – Il sinistro per far cadere palloni ingioiellati come quello per Saelemaekers, il destro stavolta non canta a dovere sull’uscio di Skorupski. Maldestro. DAL 84′ BALDANZI 6 – Trova modo, tempo e spazio per intrufolarsi in area avversaria. Ma lascia solo il brivido.

PELLEGRINI 5,5 – Resta laterale alla partita, senza riuscire a guadagnarsi mai il centro del palco. DAL 78′ EL SHAARAWY 6 – Senza cambiare tono.

DOVBYK 6,5 – Ottiene la vitamina del gol su rigore dopo che Beukema, alla lunga, gli aveva sottratto quei palloni che i compagni, più che consegnargli, tendevano a tirargli addosso. Fa 10, tutto sommato.

RANIERI 6 – Ha fissato le gerarchie, rimesso in ordine le idee ma, per la prima volta nell’ultimo mese, la squadra finisce a gambe all’aria in pochi minuti dopo un vantaggio subendo una sequenza di ripartenza che sembrano spasmi del passato. Dovrà tenere il camice ancora per un po’.

ROMA-LAZIO: le pagelle. PELLEGRINI “Romana fenice” 9 – KONÈ “Super Saiyan” 9 – RANIERI “Mastercoach” 9

LAROMA24.IT (Matteo Vitale) – Roma ha vinto, Roma è giallorossa. La partita era delicatissima e Ranieri l’ha preparata alla perfezione. I suoi ragazzi hanno azzannato la partita ed è merito suo, come dimostra la sua striscia vincente nei derby. L’uomo più atteso era Dybala, comunque tra i migliori, ma Ranieri schiera dal 1′ Pellegrini, forse anche sorprendendo Baroni, e quella mossa è la sua firma su un’altra pagna di storia: il Capitano ripaga la fiducia e indirizza il match verso i colori giallorossi, Saelemaekers la chiude. Il belga scrive il proprio nome sulla corsia destra: attenzione in difesa, assist e gol, gara perfetta. Spiccano anche le prestazioni di Svilar, impeccabile in diverse occasioni, Hummels, Dybala e Ndicka. Questa è la via: seguirla a tutti i costi.

SVILAR 8 – La prima parte della gara la passa in Curva Sud, poi deve alzare il muro e non concede neanche le briciole agli avversari. Respinge o trattiene tutto quello che gli capita tra le mani. Fortino.

MANCINI 7,5 – Non era facile, anche perché Saelemaekers ammonito lo priva di raddoppi utili, ma rimane concentrato e chiude il cancello da quella parte. Insegue Zaccagni su tutto il verde e non sbaglia un intervento. Lucido.

HUMMELS 8,5 – Al centro della difesa è commovente, non sbaglia mai un tempo di uscita e un possesso, ma quello che fa quando sale in regia dà l’idea della sua grandezza, tanto che a volte sembra un alieno.

NDICKA 8 – Non passa neanche uno spiffero. Di testa respinge tutto e su tanti palloni in area piccola è il più rapido e attento.

SAELEMAEKERS 8,5 – Alzi la mano chi quando ha tentato la scivolata con il giallo sulle spalle non ha sentito saltare qualche battito. E quella è l’immagine della sua prestazione. Fa segnare, segna il gol che chiude il match e poi tiene Tavares senza rischiare il secondo giallo. Padrone della fascia. DAL 67′ EL SHAARAWY 6,5 – La zona di campo è calda e Ranieri gli chiede un lavoro duro, lui si mette a disposizione e sbaglia il meno possibile.

KONÈ 9 – Circa il 70,8% della superficie terreste è coperta da Manu Koné, il resto è sua gentile concessione. I capelli non hanno cambiato colore, ma Koné si è trasformato in Super Saiyan e ha dominato ogni millimetro di campo, portandosi in spalle squadra e avversari.

PAREDES 7,5 – Le chiavi del gioco hanno le sue iniziali sopra e lui non le perde mai. Gestisce ritmi e possessi con freddezza e lucidità, nel finale finisce nel vortice di scintille ma oggi porta la tuta ignifuga.

ANGELINO 8 – Si allarga, si accentra, allunga la fascia e supporta Ndicka, il tutto senza sprecare un possesso.

DYBALA 8 – Negli occhi di molti rimarrà il guizzo che porta al 2-0, ma la prestazione dell’argentino è totale. Domina il possesso, sparisce tra le maglie avversarie e fa piovere cartellini gialli, pulisce e rende giocabili anche palloni sgonfi. Brilla come un gioiello nella notte giallorossa. DAL 74′ BALDANZI 7 – Entra al posto di una delle stelle del match in un momento delicatissimo e fa solo cose utili, anche e soprattutto in difesa. Esemplare.

PELLEGRINI 9 Protagonista della nuova favola della buonanotte giallorossa, in quello che è sempre stato il match dei Capitani Lorenzo rinasce nell’abbraccio della sua gente e dopo 10′ spacca il match con un gol che solo lui e pochi altri sanno fare. Poi riempie la gara di giocate utili e determinanti fin quando non ne ha più. Romana Fenice. DAL 67′ PISILLI 6,5 – Entra e le gambe non tremano mai. Chi ben comincia (nei derby)…

DOVBYK 7 – La squadra non gli regala occasioni da gol, ma lui con umiltà capisce l’aria e lotta su ogni pallone disponibile, come quello che conquista e mette a disposizione di Dybala e Saelemaekers per il 2-0. DAL 74′ SHOMURODOV 6,5 – Lotta a testa bassa, questo chiedeva il match e questo ha fatto.

RANIERI 9Cinque derby su cinque, punta sul Capitano dopo avergli dato fiducia a parole e aver chiesto una mano ai tifosi, gestisce le energie della squadra pescando senza paura dalla panchina e una pennellata dopo l’altra dipinge l’ennesimo capolavoro della sua carriera. La serenità con la quale si prende responsabilità e assolve i relativi compiti è degna della leggenda. Se mai dovessero fare un talent show per gli allenatori nel logo ci sarebbe lui. Mastercoach.