“Giocando così faremo tanti punti”

IL TEMPO (GAB. TUR) – La Roma spreca e cade a San Siro. Tante occasioni create per sbloccare la partita, ma la squadra giallorossa continua a mancare di freddezza sotto porta. «Fatico a sottolineare qualcosa che non è andato. Abbiamo creato tanto e questa è la strada che voglio percorrere. Questa sera abbiamo fatto un salto di qualità, con un bel primo tempo di grande personalità» – ha affermato Gasperini ai microfoni di Dazn dopo il triplice fischio – «Siamo rammaricati per il risultato, ma siamo convinti che faremo punti giocando in questo modo. Ci è mancata precisione sotto porta. Purtroppo, i rigori si sbagliano, ma la squadra ha fatto un’ottima prestazione».

Il tecnico di Grugliasco ha sottolineato anche due aspetti su cui la squadra deve migliorare: «La squadra sta bene in campo, ha un grande spirito. Aver sbagliato così tanti rigori ci ha penalizzato, in campionato e in Europa. Dobbiamo migliorare negli arrembaggi finali. Sono aspetti che ci mancano rispetto alle big».

Oltre il danno, la beffa. Dybala è stato costretto al cambio subito dopo aver fallito dal dischetto l’occasione che avrebbe potuto evitare la sconfitta alla Roma. Il numero ventuno giallorosso ha sentito tirare dietro la coscia sinistra mentre calciava il rigore. Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore, ma Gasp non è ottimista: «La cosa peggiore di tutte è stato l’infortunio di Dybala. Sicuramente non lo riavremo prima della sosta».

La Roma si butta via

IL TEMPO (L. PES) – Serata dai mille rimpianti per la Roma a San Siro. I giallorossi vanno ko contro un Milan rabberciato e trascinato da Leao. Decide Pavlovic nel primo tempo con la squadra di Gasp che cede il primo posto al Napoli e viene raggiunta dalle milanesi appena un punto sotto.

Gasperini conferma le scelte del finale di gara col Parma, senza punto di riferimento offensivo e con Cristante vertice offensivo del triangolo di centrocampo con Koné ed El Aynaoui. Confermata la coppia dei quinti e la difesa, in avanti Dybala e Soulé. Comincia bene la Roma con almeno quattro occasioni per andare in vantaggio. Da Dybala a El Aynaoui passando per Celik e la testa di N’Dicka, quello più vicino a sbloccare il match di San Siro. Il Milan è alle corde, i giallorossi pressano con intensità e recuperano alto il possesso mettendo in grossa difficoltà la squadra di Allegri. Ma a sei minuti dall’intervallo l’episodio che cambia la partita: Celik entra nell’area rossonera ma perde il controllo del pallone, Mancini aveva attaccato la profondità e su Leao, involato verso Svilar, deve andare N’Dicka che non regge l’urto della velocità e potenza del portoghese che pesca Pavlovic bravo a insaccare il vantaggio. Botta anche a livello mentale per la Roma che rischia di soccombere con Fofana che va a millimetri dal raddoppio.

Nessun cambio dalla panchina dopo l’intervallo e subito Ricci sfiora il raddoppio. Poi è bravo Svilar su Leao dopo un pasticcio di N’Dicka, poi arriva anche il palo di Nkunku. I rossoneri iniziano meglio e la Roma subisce come non aveva fatto per i primi quaranta minuti. Arrivano le mosse di Gasp: dentro Pellegrini e Bailey e fuori Soulé ed El Aynaoui, su cui pesava anche un cartellino giallo. La Roma cresce dopo lo spavento iniziale ma il Milan ha un’occasione colossale dove fa tutto Hermoso: prima la passa a Ricci dopo una parata di Svilar poi il muro decisivo per evitare il 2-0. A quindici dalla fine arriva il momento di Dovbyk che prende il posto di Celik con Bailey spostato a tutta fascia sulla sinistra e Wesley che torna a destra. A dieci dal termine altro episodio chiave del match con la punizione di Pellegrini che colpisce il braccio largo di Fofana in area: Guida non ha dubbi e penalty per la Roma. Maignan para il rigore alla Joya intuendo l’angolo di tiro e l’argentino si fa male per l’ennesima volta. Le ultime carte di Gasp sono Tsimikas e Baldanzi per Dybala e
Hermoso. Vani gli attacchi finali dei giallorossi contro un Milan che si difende con ordine e astuzia.

Si ferma a cinque la striscia di vittorie consecutive stagionali in trasferta e arriva il primo ko esterno della stagione. Amaro, difficile da digerire ma che racconta qualità e limiti di una squadra che continua a crescere e cerca pericolosità offensiva.
La strada è lunga e i segnali, positivi, ci sono, ma bisogna buttarla dentro.

Gasp tradito da Dybala: rigore fallito e infortunio. La Roma non è più prima

La Roma aveva una certezza. E ha perso anche quella. Paulo Dybala dal dischetto era sinonimo di sicurezza: diciotto rigori segnati su diciotto da quando veste la maglia giallorossa. A San Siro l’incantesimo si è rotto: proprio la Joya ha sbagliato il tiro più pesante, quello che poteva regalare il pareggio e riportare la Roma al primo posto insieme al Napoli. È finita 1-0 per il Milan, ma il risultato pesa soprattutto perché a tradire è stato il giocatore più affidabile, il simbolo tecnico di questa
Roma.

Prima il rigore parato da Maignan, poi la mano sulla coscia: come nel 2022 contro il Lecce, come a settembre scorso contro il Torino. Appena i problemi muscolari sembrano svaniti, la fragilità dell’argentino torna a bussare. E al quinto match da titolare in due settimane, i muscoli saltano. […]

La Roma, soprattutto nel primo tempo, aveva giocato la partita perfetta. Per ritmo, intensità, coraggio. Pressing alto, recuperi immediati, movimenti continui di Dybala, Soulé, Cristante e Wesley. Tutto bello, tutto giusto, tranne l’ultimo tocco. Undici tiri, zero gol: un tiro strozzato, un colpo di testa fuori, un paio di parate di Maignan. Poi, alla prima occasione vera, il Milan ha colpito: sgroppata di Leao, tiro di Pavlovic e il risultato non cambierà più.

Il secondo tempo è stato diverso. Il Milan ha cominciato forte – Leao vicino al raddoppio, Nkunku fermato dal palo – e la Roma si è ritrovata a inseguire. […] Il rigore di Dybala dove va essere la ricompensa, invece è diventato una maledizione. […]

È il paradosso di questa Roma: gioca bene, ma non segna; domina, ma non colpisce. Era successo un mese fa contro l’Inter all’Olimpico. Stesso risultato e stesso racconto: grande prova, poche certezze. E, ora come allora, Gasperini torna a casa con un’immagine nitida della sua squadra: un gruppo che cresce, che comincia ad assomigliare a ciò che immagina l’allenatore, ma che davanti alle big si ferma di colpo. […] È una Roma che sembra aver trovato finalmente la sua forma, ma non ancora la sua concretezza. […]

(La Repubblica)

“La strada è giusta ma c’è tanta rabbia. Ci mancano i gol”

Non c’è verso, gli scontri diretti non sono il pane di questa Roma: dopo l’Inter, il Milan. Stesso risultato, stessi rimpianti, la sensazione di un mancato decollo verso la Luna o da quelle parti, suvvia. Gian Piero Gasperini ha passato tanto tempo con le mani nei capelli durante questa partita. «Faccio fatica a cercare qualcosa che non sia andato – le sue parole -. Sono state tante le cose positive. […] Ne abbiamo creati tanti, questa è la strada che voglio percorrere. Siamo rammaricati per il risultato ma fiduciosi, perché giocando in questo modo faremo punti». […]

Se dopo due gare giocate bene con Inter e Milan sono arrivati zero punti, qualcosa vorrà pur dire. […] «Stiamo bene in campo e giochiamo in diversi modi, ma ci hanno penalizzato i 4 rigori sbagliati su 5. Sono veramente tanti e ci hanno tolto in campionato e in Europa… Le grandi squadre riescono a tirare fuori sempre l’episodio nel finale durante gli arrembaggi, mentre a noi manca questo. Quando domini la partita devi portarla a casa, a noi sta mancando questo».

Il buco nero, ancor più della sconfitta, è l’infortunio di Dybala: «Dovremo vedere quando recupererà, sicuramente dopo la sosta. […] Questa è la perdita più grossa della serata».

(corsera)

Notte di rimpianti

Minuto 39: il Milan segna e si prende i tre punti. Ma in quel momento cruciale della sfida vinta dai rossoneri di Allegri c’è la sintesi del match di San Siro e la storia della Roma di Gasperini nelle prime dieci giornate di campionato. I giallorossi lasciano la vetta della classifica al Napoli e scalano al secondo posto, un punto sotto a quota 21, accanto all’Inter e al Milan. […]

La Roma gioca, fa pressing, corre e crea chance, senza però approfittare della superiorità mostrata contro i rossoneri fino al minuto 39. Spreca energie fisiche e mentali, ma fa cilecca sul più bello. Pavlovic firma di sinistro la rete decisiva, dopo la fuga di Leao che scappa in contropiede, lascia sul posto Ndicka e, entrato in area, chiama a rimorchio il compagno. Non c’è nemmeno da guardare le statistiche per capire che partita è stata fino al gol del difensore: è la prima conclusione del Milan. […]

Sono undici i tiri della Roma che hanno preceduto la svolta della partita, quattro nello specchio della porta. Si sono presentati da ogni settore del campo, difensori, centrocampisti e attaccanti. […] In attesa del gol rossonero, dominio totale. Fisicamente, tatticamente e tecnicamente. I regali in fase realizzativa hanno però indirizzato il match. […]

Il rendimento scadente nella finalizzazione (10 reti in 10 partite) rende inutile il grande lavoro di Gasp. Che, pur contento della costruzione e dell’atteggiamento, chiede concretezza: «Non facciamo mai un gol sporco».

(corsera)

La Roma spreca, è festa Milan: 1-0. Dybala sbaglia un rigore e si fa male

LEGGO (F. BALZANI) – Una notte da incubo in cui la Roma perde la vetta, perde Dybala e viene sconfitta a San Siro nonostante le 15 occasioni create. Una serata che era iniziata col forte Ponentino portato da Gasperini contro un Milan rimasto attonito per oltre mezz’ora.

La Roma ha preso il campo arrivando sempre prima sulle seconde palle e non facendo entrare Leao e compagni in area per quasi un tempo. Davanti però nessuno segna: prima Cristante poi Dybala, Ndicka ed El Ayanoui mostrano troppa imprecisione davanti a Maignan. E la dura legge del gol cantata da Pezzali non passa di moda soprattutto per una squadra che dal mercato non ha avuto gli aiuti giusti nel reparto offensivo. Al primo tentativo il Milan trova il vantaggio: assist di Leao e tocco di Pavlovic.

A inizio ripresa il copione si inverte. I rossoneri vanno vicini al raddoppio in almeno tre occasioni con Svilar che sale in cattedra su un Leao scatenato. Gasp corre ai ripari e la Roma con fatica riprende ad avanzare. L’occasione ghiotta per un pari che sarebbe valso il primato arriva dal dischetto a 10 minuti dalla fine. E anche qui entra in ballo il paranormale. Paulo Dybala sbaglia e Maignan si prende la copertina, non era mai successo all’argentino nei 16 precedenti con la Roma. E proprio come contro il Lecce rimedia un problema muscolare da valutare nelle prossime ore ma che quasi sicuramente lo metterà out fino alla sosta. Una mazzata incredibile sulle speranze del club giallorosso che nel finale tenta l’assalto senza fortuna.

A vincere, nella sfida tra allievi di Galeone, è Allegri che aggancia Roma e Inter al secondo posto e si porta a un punto dal Napoli capolista. A fine partita Gasperini è sconsolato: «Faccio fatica a cercare qualcosa che non va. Mancano i gol questo sicuro, ma abbiamo creato tanto e questa è la strada che voglio percorrere. Siamo rammaricati e molto per il risultato, ma anche fiduciosi che faremo punti giocando così. La sconfitta più pesante oggi è l’infortunio di Dybala».

L’amarezza del Gasp: “Dybala sbaglia? La cosa peggiore è il suo infortunio”

[…] «La cosa peggiore di tutte, al di là del rigore sbagliato, è proprio l’infortunio di Dybala – dice alla fine Gasperini -. Certo, c’è rammarico e grande rabbia per la sconfitta, ma quello che mi preoccupa di più è proprio lo stop di Paulo». […] La brutta notizia è proprio la probabile lesione muscolare della Joya, che ha sentito tirare subito dopo il rigore (il primo sbagliato in giallorosso dopo una serie positiva da 18 su 18). Un po’ la stessa scena che si era già vista il 9 ottobre 2022 all’Olimpico contro il Lecce. In quell’occasione Dybala restò fuori oltre un mese, adesso ci sarà da aspettare gli esami per capire. Ma le lacrime di Paulo in panchina non fanno presagire nulla di buono. […]

Un attacco che continua a fare fatica, a non concretizzare, spesso a girare a vuoto.
«Possiamo e dobbiamo concludere meglio, essere più precisi, lì dobbiamo fare il salto di qualità. Questo ci sta penalizzando un po’, ma al di là di questo è difficile trovare qualcosa che non sia andato. Per me la strada giusta è questa, queste prestazioni sono nel mio modo di intendere il calcio. […] A noi rispetto alle big finora mancano due cose: capitalizzare i rigori, perché averne sbagliati quattro su cinque ci ha penalizzato, e la capacità di portare a casa la partita negli assalti finali». […]

Anche se poi qualcosa che non gli è piaciuto c’è stato. La sofferenza successiva al gol e qualche fischio di troppo di Guida: «Una cosa che mi dà fastidio e di cui ci siamo stufati un po’ tutti è che quando i palloni vengono buttati dentro l’area, si salta e un giocatore va a terra, viene sistematicamente fischiato fallo. Ogni mezzo contatto si fischia, anche quando non c’è niente. Ma forse non è un problema solo di Guida, ma riguarda in generale il nostro calcio, penalizzato con continui atteggiamenti di questo tipo». […]

(gasport)

Carlo Liedholm: “Milan e Roma i grandi amori di papà. Che feeling con i tifosi”

GASPORT – Carlo Liedholm, figlio del Barone, storico allenatore di Roma e Milan, ha rilasciato un’intervista ai taccuini del quotidiano sportivo. Ecco alcune delle sue dichiarazioni. Inizia dicendo di non guardare molto calcio: «Solo quando ci sono la Roma e il Milan. O il Milan e la Roma».

Soltanto, Carlo?
«Sì, Milan e Roma. Le due squadre, le due città, i due grandi e veri amori del papà,
pieni di storie di calcio, scudetti, battute, gol e gioie
».

E anche qualche piccola bugia…
«Qualche volta esagerava, si divertiva, ma c’era sempre un fondo di verità. Gli piaceva molto parlare di calcio, del Milan e della Roma, dei suoi giocatori, del suo mondo, dei suoi esordi. Lui diceva: “Io non racconto mai bugie. Io racconto le verità degli altri. Loro mi vedevano giocare e dicevano che ero bravo. Dopo la prima partita di campionato di me e Gren hanno scritto: Nils è Leonardo da Vinci e Gren Michelangelo. Poi sono arrivati altri, Raffaello Baggio e Pinturicchio Del Piero. Dopo. Ma gli artisti, diceva, c’erano anche allora».

E’ diventato direttore sportivo. Poi?
«Direttore generale al Sant’Angelo Lodigiano e al Casale. Poi ho smesso e ho fatto il suo osservatore. Si fidava dei miei suggerimenti e consigli. L’ho seguito, gli ho fatto anche da autista. Lo accompagnavo alle partite, a Milano e Roma».

E’ vero che papà non voleva guidare?
«Sì, in città. Eppure era un bravissimo pilota d’auto: aveva imparato a guidare sulla neve in Svezia. Ma a Roma e Milano si faceva trasportare dai suoi collaboratori o giocatori. E poi diceva come fare: attento, a destra, a sinistra, rallenta, frena. Dava le
direttive, spiegava con inserirsi “tatticamente” nel traffico al momento. E questo irritava i giocatori. Una volta De Sisti me lo ha raccontato: grande Barone, ma che stress…
».

Che rapporto aveva con i suoi giocatori?
«Non aveva amici, non privilegiava nessuno. I rapporti erano molto professionali, di grande stima. Aveva particolare attenzione verso i più deboli, i ragazzi. A casa nostra, a pranzo, non è mai venuto nessun giocatore».

Era molto legato ai suoi tifosi. Ricambiato.
«È stato molto felice a Roma, con la sua gente, i suoi tifosi. Lui amava veramente i tifosi, gli piacevano, si fermava a parlare di calcio, li ascoltava. Poi diceva: “Sono bravi, mi vogliono bene e io ne voglio a loro”».

Milan e Roma: in fondo al cuore del papà Barone c’era una piccola preferenza?
«Forse leggermente il Milan. Percentuali? Diciamo 51/49. Il Milan gli ha dato molto. Ha giocato 12 anni con la maglia rossonera, i migliori della sua carriera da calciatore. A Milano è diventato allenatore, ha vinto lo scudetto della stella. Ma Roma, città d’arte piena di profumi, è riuscita ad amarlo di più. Quei fantastici, meravigliosi cinque anni, dal 1979 al 1984, hanno cambiato la sua vita e la storia della squadra».

Ha anche sofferto.
«Non potrò mai dimenticare la sera della sconfitta ai rigori con il Liverpool nella finale di Coppa dei Campioni. La giornata più amara della storia sportiva di Nils. Tornò a casa senza dire una parola. Aveva sfiorato il cielo: quando mai potrà ricapitare alla Roma di giocare una finale di Champions nel suo stadio? Stava tornando al Milan, ma voleva scrivere un’ultima, memorabile pagina con la Roma».

E stasera per chi tiferebbe papà Nils?
«Per il bel calcio, la sua bella vita».

Ecco Soulé con Dybala, c’è Cristante trequartista

Squadra che vince non si cambia, o quasi. Nessuna rivoluzione o scelta a sorpresa, Gasperini ha ragionato e lavorato su un undici ben collaudato per far visita al Milan e tentare di fare uno scherzetto al Diavolo e al campionato, altro che dolcetto. […] Primato casuale o meritato? Le risposte più attendibili arriveranno ancora una volta dal campo. […] Davanti a Svilar confermato il terzetto composto, da destra a sinistra, da Mancini, Ndicka al centro e Hermoso. Sulle fasce Celik sulla destra con la conferma di Wesley sull’out di sinistra. In mezzo al campo ecco El Aynaoui vicino a Koné perché Cristante, nella sua nuova-vecchia veste già messa in mostra a Bergamo, sarà il trequartista alle spalle delle due punte, ovvero Dybala e Soulé. Gasperini è intenzionato a scegliere un attacco più leggero, con Dovbyk in panchina e pronto a subentrare nella ripresa, così come Pellegrini, El Shaarawy, Bailey e Baldanzi. Quante frecce nell’arco di Gasperini per mettere in difficoltà anche il Milan di Allegri.

(Il Romanista)