Una squadra è per sempre: ecco come i neuroni ci fanno diventare tifosi

Emozioni intense, un temporaneo addio alla razionalità, comportamenti occasionalmente aggressivi. E’ quel che si osserva nel cervello di chi tifa durante una partita di calcio. L’attivazione delle aree dedicate al piacere dura pochi secondi quando partono il contropiede avversario e la rimonta delle aree legate a frustrazione e aggressività, in un concerto di neuroni che si accendono e spengono alla stessa velocità delle azioni sul campo.

L’attività cerebrale di un tifoso «può arrivare agli estremi» scrivono i neuroscienziati dell’università di Santiago del Cile che hanno studiato il cervello di 60 appassionati all’interno di una risonanza magnetica. Davanti agli occhi dei tifosi, durante l’esame, scorrevano i video di 63 gol fatti o subiti dalla loro squadra del cuore. I risultati della ricerca sono pubblicati sulla rivista Radiology. La palla in rete fa ovviamente raggiungere il climax al cervello. Se a segnare è la propria squadra si attivano le aree legate alla ricompensa: gli stessi circuiti di sesso, droga e cibo. Assai più complesso – e problematico- è quel che accade quando segnano gli avversari. Per mitigare il dolore avviene un temporaneo distacco fra le aree ancestrali legate alle emozioni di base (piacere, rabbia, frustrazione) e quelle più evolute della corteccia cerebrale, alla base dei comportamenti razionali e delle scelte ponderate. A prevalere, ovviamente, sono le prime. […]

«I sentimenti generati dal tifo sono regolati da circuiti cerebrali legati al senso di appartenenza che si formano nell’infanzia» spiega Zamorano. Per questo la passione per una squadra è una delle rare costanti di una vita. […]

(La Repubblica)

Vlahovic-Pellegrini: storia da riscrivere con Juventus e Roma

Ricordate i tempi in cui se un giocatore non rinnovava il contratto, o comunque lo
aveva in scadenza, veniva messo fuori squadra? […] Fortunatamente, dicevamo, le cose stanno cambiando e qui in Italia ci sono due casi emblematici, che riguardano due big: Dusan Vlahovic e Lorenzo Pellegrini. […]

Lorenzo Pellegrini sembrava ormai ai margini della Roma, con la società chiarissima sulla voglia di non rinnovare il contratto; Gasperini addirittura più esplicito, con tanto di fascia finita sul braccio di Cristante. Fatto sta che le necessità tecniche hanno finito per rimettere tutto in discussione. Gasperini lo ha rilanciato, lui ha segnato nel derby e si è ripreso una centralità nella Roma, con il rigore contro l’Udinese che ha spalancato ai giallorossi il primo posto in classifica. E se la Roma ha dato carta bianca a Gasperini, e altrettanto importante sottolineare che – esattamente come Vlahovic – anche Pellegrini ha dimostrato di tenere alla sua professione. Trasformando i fischi in applausi.

Tutto questo però porta alla seconda domanda: e ora? Che dovrebbero fare Juve e Roma: mantenere fede al loro progetto, tecnico ed economico, o rivedere tutto e proporre un rinnovo? […]

Soprattutto Vlahovic e Pellegrini hanno in testa una nuova avventura o c’è spazio per un pensamento? Difficile rispondere. Anche se, alla fine, gli interessi potrebbero tranquillamente coincidere. Perché difficilmente la Juve potrà trovare un attaccante più forte di Vlahovic e perché non sarebbe facile neppure per la Roma, senza spendere una notevole cifra, acquistare un centrocampista che – ad eccezione dello scorso anno – ha sempre contribuito sensibilmente alla fase realizzativa. Ma neppure per Vlahovic e Pellegrini potrebbe essere così facile trovare società ambiziose e ambienti che ormai conoscono così bene. […]

(gasport – A. Vocalelli)

Celik rinato, ringrazi Gasp

Zeki Celik è arrivato alla Roma – ancora in piena era Mourinho – come un ripiego o giù di lì. E così è stato vissuto dal mondo giallorosso: ci si può forse entusiasmare per un corridore, uno che certamente s’impegna ma qualità, beh, lasciamo perdere? E scarsissima è stata la fiducia che l’ha accompagnato nei suoi primi tre anni giallorossi. Serve un terzino destro, si andava ripetendo nel mondo romanista a ogni calciomercato. Lui, il ragazzo turco, correva, sbuffava e faceva finta di non sentire.

Finché non è sbarcato Gasperini, che gli ha cambiato la vita. Il gol che ha segnato all’Udinese – il suo primo in A – è stato bellissimo, favorito dalla sovrapposizione e l’assist di Mancini, ma è stato soprattutto ricco di significato, perché ha stabilito in modo definitivo che lui, Celik, è diventato un altro. […] L’allenatore lo piazza dove gli serve, lui ci mette non solo applicazione ma, adesso sì, anche qualità. Da ripiego a sicurezza, da corridore e basta a corridore e tante altre cose. Durerà? Chissà.

Fatto sta che a noi la parabola di Celik ricorda quella di tanti calciatori che Gasperini ha avuto nei suoi nove anni all’Atalanta. […] Non può essere un caso che con lui in panchina certi eventi si ripetano. Il caso, per definizione, si verifica una volta, invece di Celik è piena la storia di Gasperini.

(gasport – S. Agresti)

Giallorosse ko in Champions col Valerenga

IL TEMPO (A.D.P.) – Sconfitta di misura ma pesante per la Roma. Al Tre Fontane passa il Valerenga: finisce 0-1, rete di Brekken; le giallorosse cominciano bene ma non basta e così restano a zero punti in Champions League dopo tre giornate.

Rossettini riparte con Baldi tra i pali; dietro Bergamaschi, Oladipo, Heatley e Veje con Rieke davanti alla difesa e Pilgrim, Giugliano, Kuhl e Haavi alle spalle di Viens; tempo 20′ però e la Roma è costretta al primo cambio: fuori Haavi per problemi al ginocchio e spazio a Dragoni, con Pilgrim che trasloca sulla corsia mancina.

Le padrone di casa partono meglio e creano diverse occasioni pericolose già ad inizio gara: prima il destro di Viens, poi il colpo di testa di Rieke e subito dopo il tiro dal limite di Haavi. Le capitoline però non concretizzano e alla lunga si fanno vedere le norvegesi, fino al gol di Brekken che manda le romaniste sotto all’intervallo. Nella ripresa i tentativi della Roma sono timidi e lo spartito della partita non cambia.

L’unica nota positiva della serata il traguardo raggiunto da capitan Giugliano: per lei 200 presenze con la maglia della Roma; è la miglior marcatrice all time (62 gol) e anche la miglior assist women (58).

Secondo ko consecutivo per la Roma, dopo quello in campionato contro la Fiorentina e adesso testa al derby: domenica al Tre Fontane arriverà la Lazio. Al momento la Roma guida la classifica con 12 punti, le biancocelesti sono a -3. Da monitorare le condizioni di Haavi, certa invece l’assenza di Heatley squalificata.

Champions donne: Roma ancora ko

In quella che era stata definita da Rossettini “una finale”, la Roma è scivolata al
Tre Fontane contro le norvegesi del Valerenga (0-1, Brekken al 40′). La terza sconfitta in tre partite riduce adesso le speranze di qualificazione per le giallorosse. […]

Domenica c’è il derby con la Lazio, il 20 novembre l’ultima spiaggia sul campo del
Leuven.

(gasport)

Roma a due facce

IL TEMPO (L. PES) – Le due facce della Roma e una sintesi perfettamente trovata, finora, da Gasperini. Solida e ordinata in difesa, senza stoccatori negli ultimi venti metri. I numeri delle prime undici giornate riassumono alla perfezione il percorso dei giallorossi: cinque gol subiti e dodici segnati. Meno di una rete ogni due gare concesse e la media quasi perfetta di una realizzazione ogni novanta minuti.

Un viaggio iniziato attraverso partite sofferte, vinte per 1-0 anche grazie alle parate di Svilar, poi la crescita della produzione offensiva, i gol sprecati dagli attaccanti e una difesa sempre efficace. La fortezza giallorossa è un mix ben assortito di aggressione e abilità nel difendere individualmente.

Mancini, N’Dicka ed Hermoso (il terzetto più utilizzato dal tecnico piemontese) rappresentano tre profili ottimali nei duelli a tutto campo che l’allenatore chiede ai suoi. Poi c’è Svilar che delle sei partite nelle quali ha tenuto la porta inviolata ha inciso diverse volte nel risultato con interventi da fuoriclasse con i guantoni. L’ultimo in uscita bassa su Zaniolo domenica scorsa contro l’Udinese ma l’ex Benfica ha portato parecchi punti alla Roma.

Per una difesa che funziona c’è un attacco che resta deludente nonostante gli ottimi risultati ottenuti dai giallorossi. Tra infortuni e prestazioni negative il reparto offensivo è ancora l’anello mancante di questo inizio di stagione. Escludendo Soulé (quattro gol tra campionato ed Europa) nessuno degli attaccanti ha convinto sia in termini di numeri che di prestazioni, per questo Gasperini ora attende gennaio per le risposte dal mercato. Dovbyk e Ferguson hanno segnato due gol in due, Dybala si è fermato già due volte e Bailey, di fatto, è stato quasi sempre assente.

Ma la bravura del tecnico di Grugliasco è stata proprio quella di dare alla Roma un’identità forte e riconoscibile. Fatta di intensità, grande brillantezza atletica e aggressione costante. I giallorossi hanno mandato a segno dieci marcatori diversi, a testimonianza di una partecipazione pressoché totale di tutta la squadra che dall’inizio segue le idee di Gasp e che dalla seconda sosta in poi ha aumentato sensibilmente la produzione di occasioni da gol mantenendo un impianto difensivo da top team, come dimostrano anche i dati a confronto con gli altri campionati (solo l’Arsenal ha subito 5 reti come la Roma dopo 11 partite). La sfida, almeno fino a gennaio, è quella di riaccendere il fuoco sacro delle punte.

Nel frattempo dal ritiro della nazionale francese ha parlato Koné. «Cambiare squadra? Mi trovo molto bene alla Roma, siamo in testa alla classifica e faccio parte di una grande squadra. Spero che finiremo bene l’anno e che andremo al Mondiale. Non dobbiamo pensare di essere campioni. Meritiamo il nostro posto in classifica, ma dobbiamo lavorare sodo e rimanere umili. Siamo consapevoli dei nostri punti di forza e di quelli dei nostri avversari. Spero che finiremo bene la stagione, vogliamo rimanere tra i migliori».

Totti: “Quarto Scudetto? Nell’anno del centenario”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Totti rimanda l’appuntamento con lo scudetto. Ma solo di un anno. L’ex numero dieci giallorosso è stato – insieme a Materazzi – il protagonista del nuovo format «Aperi-Totti».

E con la Roma prima in classifica, era inevitabile la domanda su quando il club capitolino tornerà a laurearsi Campione d’Italia. «Nell’anno del centenario» ha affermato la leggenda giallorossa prima di essere interrotto da Materazzi: «Quando Totti torna a Trigoria».

Era difficile ipotizzare una Roma subito così in alto con Gasperini, definito da Totti come «un buon allenatore che speriamo possa continuare su questa strada». Ma il numero uno resta Mourinho: «E’ un allenatore top che ha fatto due finali. La prima l’ha vinta, mentre la seconda l’ha persa male. Però ha portato un trofeo europeo a
Roma dopo 30 anni».

Parole al miele, poi, per Carlo Mazzone, il tecnico che gli regalò l’esordio da titolare a soli diciassette anni: «Mi ha dato l’impronta giusta. Sono stato fortunato a trovarlo al momento giusto. Mi ha gestito a 360 gradi e per me è stato perfetto».

Ma tornando alla Roma attuale, Totti ha avuto modo di esprimersi sulla coppia argentina: «Soulé sta facendo grandi cose e sono contento perché se lo merita. È forte di testa, cattivo sotto quel punto di vista. Adesso, sta bene fisicamente e con Dybala potrebbero fare grandi cose. Se facessero più partite insieme sarebbe meglio. Parlano la stessa lingua, sarebbero un po’ come me e Cassano».

A proposito di Cassano, «con lui mi sono divertito tanto» ha affermato Totti. Ed ecco che emerge tutta la nostalgia di quei tempi dell’ex capitano della Roma: «Mi mancano lo spogliatoio, i ritiro, le ca***te che facevamo. Sono quelle cose che andando avanti con il tempo le rifaresti».

C’è Zirkzee nei piani di Massara per gennaio

IL TEMPO (L. PES) – Attaccanti cercasi. Era la priorità di Gasperini nel mercato estivo, figuriamoci ora che le punte della Roma non stanno rendendo. L’allenatore vorrebbe sia un centravanti d’area di rigore che un attaccante esterno di piede destro, un profilo in stile Sancho sfumato ad agosto. Ma Massara deve fare i conti con gli ultimi mesi dei stringenti paletti del Fair Play Finanziario e serviranno anche alcune uscite per accontentare il più possibile il tecnico.

Il primo nome sul taccuino del ds giallorosso è quello di Zirkzee, seguito con interesse anche dal Milan. L’olandese aveva scelto di restare al Manchester nonostante la corte del Napoli in estate per provare a giocarsi le proprie carte con Amorim. Ma le continue panchine ora aprono nuovi spiragli per l’ex Bologna che potrebbe partire in prestito. La Roma è tra le pretendenti maggiormente interessate anche se ancora non sono iniziate vere e proprie trattative per il centravanti che sembra pronto al ritorno in Italia dove ha avuto il picco massimo del rendimento.

La Roma cerca il bomber: Massara contatta Zirkzee e Kalimuendo

[…] L’infortunio di Dovbyk e le difficoltà realizzative della Roma stanno costringendo la dirigenza giallorossa a intervenire con decisione sul mercato invernale. […]

Frederic Massara ha avuto più di un contatto con Dan Friedkin, mentre i colloqui con Ryan sono praticamente quotidiani. […] L’obiettivo è chiaro: portare un nuovo centravanti alla corte dell’allenatore già nei primissimi giorni del 2026. […]

Nelle ultime ore, la Roma ha allacciato i contatti con gli entourage di Joshua Zirkzee e Arnaud Kalimuendo, due profili giovani e tecnici che stanno trovando pochissimo spazio in Premier League. Zirkzee, passato al Manchester United nel 2024, ha collezionato soltanto 82 minuti in dodici giornate di campionato. […] Anche Kalimuendo, al Nottingham Forest, sta vivendo una situazione analoga: appena 66 minuti. Entrambi i dub inglesi sarebbero disposti a cederli in prestito fino a giugno, a patto che possano avere spazio e continuità altrove. […]

(corsport)

1.5 miliardi per la Capitale: parchi, imprese, occupazione. Due piani di riqualificazione

Circa un miliardo e mezzo di euro per la città. È quanto Roma e Lazio, tramite mutui bancari, investimenti privati, capitale di rischio e altre linee di finanziamento, si sono dichiarate disponibili a investire per i nuovi stadi.

Il piano economico dell’impianto di Pietralata, che dovrebbe svilupparsi su un’area complessiva di 160.000 metri quadri tra stadio e spazi esterni (inclusi un parco centrale da 42 mila metri e un playground), è già stato snocciolato nei dettagli e supera il miliardo contando non solamente i costi per la concessione e dei lavori, ma anche gli oneri per la sicurezza e per l’urbanizzazione: il proponente si aspetta un impatto da 4 miliardi in 10 anni per la comunità, con il 43% derivante da entrate fiscali (1,8 miliardi di gettito), il 41% tramite un ulteriore sviluppo delle imprese locali nel quadrante cittadino, il 10% dalla riqualificazione dell’area e il 6% derivante dall’incremento dell’occupazione, con la creazione di circa 2.500 posti di lavoro diretti e un impatto cumulato netto sui salari pari a 250 milioni di euro. […]

Risparmio energetico, riciclo, comfort acustico e mobilità saranno all’ordine del giorno in casa Roma. Lo stadio non diventerà soltanto uno spazio in cui vedere meglio la partita senza la pista d’atletica attorno al campo come all’Olimpico; si potrà infatti vivere 7 giorni su 7 uno spazio di comunità, tra fan store, concerti, aree per la ristorazione ed eventi nel museo. La Roma prevede di allestire anche un centro fitness, uno medico e un asilo. […]

(corsport)