La Roma all’attacco. Piano anti-Napoli. Dybala al centro Malen in profondità

Gian Piero Gasperini li considera di un livello superiore. E nessuno, dei loro compagni, potrà mai offendersi o provare invidia. Perché occorre riconoscere quando due gioielli, per doti ed esperienza, si issano al di sopra di tutto.

Paulo Dybala e Donyell Malen sono gli antidoti per il Napoli. Valori aggiunti della Roma. E la loro presenza domani accentuerà inevitabilmente il livello di autostima della squadra. La classe dell’argentino palla al piede e il cinismo sottoporta dell’olandese con origini surinamesi sono le carte che il tecnico giallorosso vuole giocarsi al Maradona per vincere il primo big match della stagione attingendo al vasto repertorio dei due attaccanti.

Su Dybala si potrebbero scrivere romanzi. Il miglior trequartista della Serie A risulta difficile da controllare quando sta bene: semplicemente decisivo. […]

Unico in campionato nel dialogare nello stretto con i compagni e nel concepire linee di passaggio in verticale così invitanti. È sempre stata, del resto, una delle sue caratteristiche principali fin da quando giocava nel Palermo, sempre a suo agio con una punta di peso accanto come in seguito nella Juve con Gonzalo Higuain. E quando è davvero al top il trequartista può ricordare anche Lionel Messi con le sue sterzate rapide e il tiro in diagonale. […]

E proprio il destinatario dei palloni d’oro del “postino” Paulo è lui, Malen, tre gol nelle prime 4 gare di campionato. Il bomber che mancava, il 9 che cercava Gasp a tutti i costi per finalizzare al meglio il gioco d’attacco della Roma. E l’olandese, con le sue 49 presenze in nazionale (è il titolare), ha già dimostrato qualità che nella Capitale sembravano mancare dalla notte dei tempi. Ovvero: profondità e tempismo, il tiro come ossessione (finora 27 conclusioni in 319′, ogni 12′ un tentativo) e la freddezza sottoporta. Non vedrete facilmente Donyell sprecare una corsa, regalare energie. Solo quando l’attaccante sente profumo di gol, che qualcosa può succedere nell’immediato, allora lo vedrete scattare, fare il movimento, lanciarsi nello spazio. […]

Ecco perché la formula può essere vincente anche al Maradona: contro i difensori giganti del Napoli lui, Malen, non si tirerà indietro, posto che sul piano della velocità negli spazi brevi non teme rivali. Pronto a ricevere in ogni caso l’assist del totem Dybala e rapace quando (e dove) conta esserlo.

(gasport)

Carnevale: «Gasp ha più fisicità, Conte ha troppi assenti. Ma sarà uno show»

GASPORT – Quattro anni a Napoli e tre a Roma. Tanti trofei in azzurro, tra cui i due scudetti e la Coppa Uefa e “solo” una Coppa Italia in giallorosso (peraltro vinta anche a Napoli). Il tutto seminando gol con entrambi le maglie. Insoma, se c’è uno che si intende nella lettura di Napoli-Roma quello è proprio Andrea Carnevale, da anni responsabile scouting dell’Udinese.

Carnevale, che partita si aspetta all’Olimpico?

«Sicuramente bella: il Napoli in questi anni ci ha fatto vedere grandi cose, è una squadra diventata di un’altra categoria tra scudetti e Champions. La Roma invece sta per nascere, ma punta a guardare in alto, anche grazie a un allenatore davvero bravo come Gasperini che le ha dato qualcosa in più. Nonostante le tante assenze il Napoli sta ancora lassù e non è poco, avendo i giocatori contati. La Roma invece mi sembra più in salute. E poi mi piace molto: ti pressa, non ti lascia respirare, è armoniosa nello sviluppo del gioco. Sarà una gara dove potranno vincere entrambi le squadre. Alla fine penso che possa contare molto la fisicità, dove la Roma però in questo momento è avvantaggiata. Ma il Napoli è maestro nel saper palleggiare».

Davanti la sfida sarà tra due attaccanti top come Malen e Hojlund…

«Malen è bravo: fa giocare la squadra, sa fare la sponda e attacca la profondità. A me piace anche Ferguson e faccio una battuta: fosse stato all’Udinese probabilmente sarebbe esploso… Ma con Malen mi sembra che Gasperini abbia risolto il problema del gol. Molto bene anche Hojlund, che sta tenendo in piedi la squadra, è il terminale che serve a Conte. Con le assenze dei vari Anguissa, Neres, McTominay, Lukaku e Di Lorenzo, è toccato a lui tenere a galla gli azzurri. Se poi domani giocherà McTominay, allora sarà tutto diverso. Lui, di fatto, è un attaccante aggiunto. Giocatore forte, che sa far gol di testa, da fuori. E determinante».

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Nella Roma è arrivato un calciatore tascabile come Zaragoza. Questo vuol dire che nel calcio c’è ancora spazio anche per i piccoletti?

«Ma lui è piccolo, ma forzuto e scattante. Giocatore imprevedibile, che ha velocità e anche dei bei colpi e che sa giocare sia tra le linee, sia esterno. Con lui la Roma ha aggiunto qualcosa in attacco, dove ha già giocatori molto forti come Dybala e Soulé».

Sorpreso invece del momento attuale di Vergara e Pisilli?

«Di Vergara sì, era quasi uno sconosciuto in Serie A e sembrava rimasto solo per fare numero. Fa parte di quelli che io chiamo *i ritardatari”: non so dove abbia trovato la forza per mettersi così in vedere. Pisilli invece sembra già un ometto, si vedeva che poteva arrivare al calcio che conta. Sta crescendo bene anche lui e oggi è anche un giocatore di personalità».

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Napoli-Roma e la lotteria Champions che nessuno può perdere

Una lotteria fuori stagione. Perché quella che in pratica comincia oggi, con uno sprint che ci porterà fino a maggio, è qualcosa di più di una semplice “partita” sportiva.

C’è di più, molto di più: la possibilità di mettersi in tasca il cospicuo montepremi che ti assicura la Champions. Solo che qualcuno, tra cento giorni, scoprirà di aver pescato il biglietto sbagliato. Perché le pretendenti, a meno di un’accelerata nel ranking, sono più dei 4 posti a disposizione. Quelli che segnano il confine tra la possihilità di investire o dover guardare al bilancio. Come si fa con 60-70 milioni di meno?

È la domanda che si fanno i club ed è forse il particolare che peserà sul giudizio di quattro allenatori: Allegri, Conte, Gasperini e Spalletti.

Senza contare che qualcuno alle spalle potrebbe anche accelerare. Se lo facesse il Como, il più vicino, non uno, ma addirittura due, resterebbero fuori. […]

Ranieri ha provato ad abbassare la temperatura, ma per centrare il bersaglio Friedkin ha speso a gennaio altri 70 milioni, consegnando Malen, Robinio Vaz e Zaragoza a Gasperini. Senza la Champions che succederebbe, considerando tra l’altro che Pellegrini e Dybala andranno a scadenza?

(gasport)

L’ex Capitano Giannini: «Vai Roma, a Napoli puoi vincere»

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – «Orgoglio e responsabilità». Due parole con cui Giuseppe Giannini ha spiegato il significato di indossare la maglia della Roma. Tra un tuffo nel passato e uno sguardo al presente, il «Principe» si è raccontato sulle colonne de Il Tempo.

La Roma può vincere a Napoli?

«Il Napoli è leggermente in difficoltà. Mi piace il modo in cui la Roma aggredisce le par-tite. Gli scontri diretti non sono stati favorevoli perché quando giochi a tutto campo contro grandi squadre, aumenta il rischio di prendere gol. Ma anche per la legge dei grandi numeri, la Roma può vincere a Napoli».

Che ne pensa del ritorno di Totti?

«È una scelta giusta e importante. Ha fatto tanto nella Roma e conosce bene la piazza e Trigoria. Non c’è nessuno meglio di Totti. C’è grande rispetto tra di noi. Quando lui ha mosso i primi passi nella Roma, io sono stato un suo punto riferimento. Gli ho dato dei piccoli consigli perché era giovane e stava entrando in un gruppo di professionisti».

Gasperini ha cambiato la gerarchia del capitano.

«Devono essere d’accordo i giocatori. Chi ha più presenze ha il diritto di portare la fascia. Anche prima era così. Poi, io sono stato fortunato che Nela e Conti accettarono la decisione di farmi capitano».

Cosa è successo a Pellegrini?

«Non riesco a trovare una spiegazione, ma in carriera è normale avere alti e bassi. Pellegrini, comunque, mi sembra un ragazzo che non crea problemi e che si è sempre impegnato».

Pisilli avrebbe meritato più spazio?

«È stato bravo a crearselo. E un ragazzo serio con delle qualità importanti e sembra un giocatore navigato nonostante l’età. Mi ricorda un po’ Cappioli perché è uno che si sacrifica per la squadra, ma ha anche capacità di inserimento e finalizzazione».

Qual è stata la figura più importante per lei?

«Mio padre. Non mi dava mai grandissima soddisfazione, ma in questo modo mi ha aiutato. Avere un papà che minimizza tutto quello che è positivo ed evidenzia la parte negativa è importante per non farti esaltare».

Che raporto aveva con la tifoseria?

«Ho sempre rispettato sia i tifosi che mi applaudivano sia quelli che mi criticavano. Anche oggi c’è un grande rapporto di stima e affetto. Ho sempre accettato tutto, perché il calcio è così».

Quale partita vorrebbe rigiocare?

«Roma-Lecce o Italia-Argentina, forse più la prima. Perdere l’occasione di vincere un campionato è stato bruciante. Ancora oggi è dura da digerire».

Perché ha rifutato la Juventus?

«Perché mi propose un anno di contratto, ma per un giocatore come me, anche quasi a fine carriera, era impensabile. Quando fui richiesto da Boniperti subito dopo i Mondiali, invece, ci fu il mio rifiuto e, soprattutto, quello di Dino Viola».

C’è stato un momento in cui credeva di tornare alla Roma?

«Forse c’è stata una possibilità quando mi hanno dato l’opportunità di fare le Academy in America, ma è sfumata. È trascorso tanto tanto tempo e oggi non ci spero più».

Batistuta torna a Trigoria: «Qui uno scudetto indimenticabile»

Un tuffo nel passato ieri a Trigoria. La visita di Batistuta ha riportato alla mente piacevoli ricordi, l’eroe del terzo scudetto è stato invitato dalla società su indicazione di Ranieri che lo ha allenato ai tempi della Fiorentina. Il Re Leone non varcava i cancelli del centro sportivo da ben 23 anni. […]

Ha sfogliato l’album dei ricordi visitando l’archivio storico ed ha lasciato la sua firma sulla storica maglia della stagione 2000-2001 (quella blu con la quale segnò la doppietta contro il Bari il 20 maggio 2001) oltre che su una vecchia figurina: «Qui ho raccolto i frutti di una lunga carriera, riuscendo a vincere lo scudetto. Facemmo 75 punti e io segnai 20 gol. La città esplose di gioia, una soddisfazione enorme», queste le parole dell’ex bomber.

Ha salutato i giocatori presenti e ha scherzato con Dybala che appena lo ha incontrato gli ha detto: «Qualche assist glielo avrei fatto». Poi l’incontro con Gasperini con il quale si è complimentato per la stagione: «Ha dato un’impronta alla squadra e anche una mentalità offensiva». I due hanno scattato una foto con la maglia di questa annata regalata dal club col 18 sulle spalle. Numero che ora appartiene ad un altro argentino, Matias Soulé che ieri per l’occasione ha fatto entrare a Trigoria il papà per fargli conoscere Batistuta.

Tornerà nella Capitale a maggio e quasi sicuramente sarà in tribuna per il derby contro la Lazio. E in quella data potrebbe ritrovare un altro vecchio amico. Il ritorno di Totti si avvicina e la magica coppia dello Scudetto del 2001 potrebbe ricomporsi almeno per un giorno. […]

(Il Messaggero)

Gasp “marca” il Napoli. Sfida all’ultimo duello

Se proprio dovete e volete definirlo duello Champions, fatelo sottovoce. Perché Gasp, dopo il libera tutti di Ranieri («Non la chiediamo subito, poi se arriva tanto meglio»), di sentirsi ripetere ogni volta la parola magica “proibita” abbinata ad ogni partita di campionato da qui alla fine del torneo, se lo risparmierebbe volentieri. […]

Oggi la Roma ha calciatori diversi e se perde qualcosa in avanti (anche se lo step, da Baldanzi a Malen rispetto all’andata, è notevole), sicuramente guadagna qualcosa in difesa. Undici porte inviolate in 24 partite, appena 14 reti subite (meglio hanno fatto solo Inter e Como): solo tre volte la Roma a questo punto del torneo aveva fatto meglio (2003/04, la 2013/14 con 11 gol e la 1974/75 con 13). Ed è proprio dal terzetto difensivo che dipenderà la marcatura di Holjund (sul quale andrà Ndicka).

Non però di quello che ad oggi e l’uomo che per gli azzurri fa la differenza: McTominay. Questo accade quando il centrocampo avversario gioca a tre, con Hermoso (che domani al massimo siederà in panchina) che normalmente è il deputato a salire. In questo caso, con una partita a specchio, toccherà di nuovo a Cristante occuparsi dello scozzese, bene o male come nella partita d’andata, con Pisilli su Lobotka.

L’impressione, però, con il classico gioco delle figurine è che la partita possa decidersi proprio sugli esterni in mediana. La Roma di partenza schiera due terzini, offensivi quanto si vuole ma sempre terzini. Il Napoli, se le indiscrezioni saranno confermate, un ala e un esterno a tutta fascia: Politano a destra e Spinazzola a sinistra. Chi avrà la meglio, chi sarà più bravo a tenere basso l’altro, chi magari riuscirà a ripartire di più creera quella superiorità numerica decisiva per il terzetto offensivo.

Ad oggi quello azzurro è Vergara-Elmas-Holjund. Quello giallorosso ha solo una casella sicura (Malen). Le altre due dipendono dalle non ottimali condizioni di Dybala e Soulé. Ad oggi Gasp è orientato a farne giocare soltanto uno, prevedendo quindi una staffetta tra i due. Per il posto a sinistra, Pellegrini parte leggermente davanti a Zaragoza. Sempre che il tecnico non intenda sfruttare il momento difficile che sta vivendo Buongiorno, tolto per disperazione nella gara contro il Genoa. E lì, un calciatore rapido, amante del dribbling come lo spagnolo potrebbe fare la differenza.

(Il Messaggero)

Soulé è a rischio. Batistuta a Trigoria

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Gasperini incrocia le dita per Soulé in vista del big match col Napoli. L’argentino è alle prese con la pubalgia, che negli ultimi giorni gli sta creando non pochi fastidi. La rifinitura di oggi sarà decisiva per capirne le condizioni, ma appare difficile che l’ex Juve possa partire titolare. In attacco si va quindi verso un trio composto da Malen, Dybala e uno tra Pellegrini (favorito) e Zaragoza.

Nel frattempo ieri a Trigoria si è rivisto Batistuta, riapparso dopo 23 anni: «Fa sempre piacere tornare dove si è stato bene. Sono contento di rivedere vecchi amici. Mi sono divertito tanto e ho raccolto i frutti di una carriera, riuscendo a vincere uno scudetto storico», la reazione del campione d’Italia nel 2001.

Vergara-Pisilli, stelline d’Italia

Niccolò, come amiamo dire da queste parti, è un pischello: viso bambino, sorridente, il classico bravo ragazzo che De Rossi, dopo aver già eletto Bove nel ruolo, avrebbe volentieri fatto sposare alla figlia. Totò invece è il classico scugnizzo, sguardo scaltro, occhi furbi e vivaci. Pisilli vorrebbe fare il giornalista, Vergara si credeva troppo basso per giocare a calcio. Il ragazzo di Casal Palocco ha 21 anni, quello di Frattaminore due in più ma sono loro i volti nuovi di Napoli-Roma. A sorpresa, non c’è dubbio. Perché basterebbe tornare indietro di un mese e il romanista sembrava destinato al Genoa in prestito mentre Vergara, non trovando spazio dietro Neres, Politano, Elmas e la new entry Giovane, si stava guardando intorno con Cremonese, Sassuolo, Lecce e Torino in prima fila per prenderlo. Poi, all’improvviso, arriva l’occasione, (…) una chance per Niccolò contro lo Stoccarda. L’Under 21 non se lo fa ripetere: segna una doppietta e il tecnico a fine partita lo toglie dal mercato. L’infortunio di Koné (sommato alla già nota partenza di El Aynaoui) fa il resto. L’azzurro vive una parabola simile. (…) Ma è in 4 giorni che cambia tutto: gol al Chelsea, ancora gol (e assist) con la Fiorentina. E per non farsi mancare nulla, va in rete anche contro il Como in Coppa Italia non più tardi di tre giorni fa. Campionato, Champions e Coppa Italia, apriti cielo: si inizia a parlare di rinnovo, di posto fisso in squadra e addirittura di convocazione in extremis in Nazionale, tanto che oggi il ct Gattuso nella cena con i calciatori del Napoli prevista, lo conoscerà. C’è poco da fare, Niccolò e Totò sono uno spaccato della nostra società, quella che ama i giovani ma che fatica poi a trovargli spazio. I due, però, sono due teste dure e alla fine, complice un pizzico di fortuna, se lo sono conquistato da soli. (…) Per carità, davanti c’erano e ci sono calciatori del calibro di Koné, Cristante e El Aynaoui da un lato e i già citati Neres, Politano, Elmas e Giovane dall’altro ma forse qualche spiraglio i due lo avrebbero meritato già prima. Fatto sta che ora Napoli-Roma ha il loro volto. (…) Pisilli ha dovuto cambiare un po’ il suo modo di giocare: sembrava la classica mezzala d’inserimento in un centrocampo a tre. Gasp prima lo ha provato alto, poi lo ha abbassato. Niccolò ci ha creduto, si è allenato, ha ascoltato i consigli d’oro dell’allenatore e con il Cagliari è sembrato il prototipo del centrocampista gasperiniano: aggressivo, capace d’inserirsi e «correre per quattro» (cit.).
Vergara nasce invece centrocampista offensivo ma può fare il trequartista, la mezzala o l’esterno nel 4-3-3.
Ora domenica si ritrovano uno avversario dell’altro. Perché compagni, pensate un po’, non lo sono stati nemmeno in Under 21. Vergara, infatti è rimasto fermo all’Under 20, ma solo in panchina visto che non è mai sceso in campo. Follie del nostro amato calcio.

(Il Messaggero)

Vergara e Pisilli, i talenti per volare

Chi li ferma più. Antonio Vergara e Niccolò Pisilli rappresentano il nuovo che avanza, il volto giovane della Serie A, la meglio gioventù di un campionato più volte accusato di ospitare troppi ultra-trentenni. Ed invece i due talenti di Napoli e Roma, prodotti in casa, stanno dimostrando che a 23 e 21 anni ci si può prendere la scena lo stesso e diventare un traino per le rispettive squadre anche ad altezze da Champions. (…) E, manco a dirlo, quella di domenica sarà un’occasione d’oro per tutti e due: la sfida del Maradona come un trampolino di lancio per dimostrare di essere grandi sotto lo sguardo interessato del ct azzurro Rino Gattuso. Profumo di azzurro Lui, Vergara, al tavolo del calcio si è accomodato con assoluta umiltà e anche, a dirla tutta, con quella spudoratezza – e non è un ossimoro – di chi è padrone di se stesso. (…) Napoli-Roma di domenica, a quel punto, per lui cambierà, assumerà una dimensione nuova e diversa persino dai precedenti appuntamenti onorati a modo suo: gol – con tanto di ruleta – in faccia ai mostri sacri del Chelsea; contropiede, favorito da Hojlund, con rasoiata alla giugulare di De Gea; replay, col Como, sempre su invenzione del danese. Vergara Antonio, di Frattaminore, 6 km da Frattamaggiore, casa guarda un po’ di Lorenzo Insigne, che certe affinità hanno. La vita dell’attaccante è cambiata così nell’ultimo mese, dal 17 gennaio per la precisione, una specie di spartiacque della sua carriera. (…) E se Vergara premerà il piede sull’acceleratore fin dal primo minuto sulla fascia, sotto
l’altra metà del cielo Pisilli cercherà a centrocampo di spingere con quelle percussioni che tanto piacciono a Gasp. Colui il quale, è bene ricordarlo, lo ha tolto dal mercato a gennaio prospettandogli un futuro alla Koné o alla Cristante in questa Roma. L’azzurrino, con 3 gol nelle ultime 5 gare, è la vera sorpresa di questo girone di ritorno: ha scalato le gerarchie col suo gioco propositivo e ora può tornare utile proprio alla Nazionale maggiore di Gattuso, da giocatore simbolo della rotazione riuscita di Gasperini in mezzo. (…) A Napoli Pisilli può mettere i gradi: sul treno per la Champions, al pari di Vergara, vuole salirci anche lui a tutti i costi. E, se possibile, da protagonista.

(gasport)