Dybala torna a Genova. Soulé, condizioni da monitorare

[…] Dybala ha assistito a Roma-Juve tra le riserve. […] Nonostante i progressi
mostrati negli ultimi giorni non è stato ritenuto idoneo ad entrare in campo dopo oltre un mese di inattività. Il suo ritorno, a meno di sorprese, è fissato per domenica prossima a Genova. Da valutare, invece, le condizioni di Soulé che prosegue le terapie per guarire dalla pubalgia.

(gasport)

Gasp a metà: “Siamo in corsa. Sui gol subiti troppo passivi”

Un’occasione persa. Un’amarezza comprensibile. La corsa Champions continua, certo, ma Gian Piero Gasperini non si dà pace in cuor suo. Aveva in pugno la partita con la Juve, a un passo dal primo big match vinto della stagione, e invece si è dovuto arrendere all’evidenza. […]

«Andare a +7 sulla Juve sarebbe stato un grande passo avanti, ma siamo ancora lì – ha spiegato -. Il rammarico è grande, ma usciamo da una partita straordinaria, non ci deve abbattere bensì dare forza per il futuro. Il bicchiere è mezzo vuoto solo per il gol nel finale, ma la prestazione è da mezzo pieno». […] «È il primo gol subito su una punizione calciata dalla distanza. Eravamo passivi, fermi anche se piazzati bene. […] Questa punizione andava aggredita». […]

Così i giallorossi hanno impattato ancora sul tabù dei big match e così come a Napoli hanno perso punti pesantissimi. Ma Gasp, a un certo punto, ha cercato pure di risollevare gli animi lanciando un messaggio anche ai tifosi. «Gli juventini hanno esultato come se avessero vinto e noi ora dovremmo deprimerci? Spiegatemi un attimo! Qui mancano undici partite – ha aggiunto l’allenatore -, il campionato mica finiva oggi, eh… Non è che puoi andare in depressione per aver preso un gol all’ultimo. […] Siamo ancora a +4, ricordiamocelo. Se loro festeggiano perché noi dovremmo piangere o andare sotto il tavolino…». […]

(gasport)

Spreco giallorosso: la Roma scappa sul 3-1, ma si fa riprendere al 93′

LEGGO (F. BALZANI) – Uno spreco enorme nella notte che sapeva tanto di Champions. La Roma impatta ancora sul tabù big match e si fa rimontare due volte dalla Juve che trova il pari all’ultimo secondo con Gatti e tiene accesa la corsa per il quarto posto. Un’amarezza per la squadra di Gasperini che resta comunque a +4 sul quinto posto ma ribadisce alcuni problemi di tenuta nelle sfide contro le dirette concorrenti. E pensare che la serata sembrava perfetta.

Nel primo tempo, infatti, dopo due grandi parate di Perin su Malen e il tentativo di McKennie finito fuori di un soffio era stato Wesley a trovare il vantaggio con un gran destro sotto l’incrocio dopo una delle tante palle rubate da un Pisilli gigantesco. La Juve, stanca dalle fatiche di coppa, ha rischiato ancora ma ad inizio ripresa ha trovato il pari con un altro bolide dalla distanza di Conceicao. I bianconeri a quel punto hanno preso coraggio, ma è stata ancora la Roma a trovare il sorpasso al 54′: angolo di Pellegrini e tocco decisivo di Ndicka al secondo gol consecutivo. L’Olimpico è una bolgia e dopo dieci minuti arriva il tris. Imbucata perfetta di Koné per Malen che tutto solo davanti a Perin si mostra ancora glaciale: sesto gol in sette partite per l’olandese. La Roma, che si trovava a +7 fino a quel momento, però abbassa la guardia e rimette in gara la Juve che trova il gol del 3-2 con Boga. A quel punto la squadra di Spalletti (fischiatissimo dai suoi ex tifosi) ci crede. La Roma prova a ripartire ma proprio all’ultimo secondo regala un’altra punizione alla Juve. In mischia a sbucare è Gatti che sigla il definitivo 3-3 e ammutolisce l’Olimpico.

A fine partita Gasperini invita a guardare positivo: «Usciamo da una partita straordinaria, questo risultato non ci deve abbattere. Nei finali Inter, Napoli e Milan riescono a raddrizzare le partite buttando gente molto abile sulle palle inattive e sul gioco aereo. L’ultima punizione andava aggredita».

Rispettateci. Rispettiamoci.

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Superare la Juventus significa sempre eccellenza. Quando l’abbiamo fatto nella storia abbiamo vinto il secondo e il terzo Scudetto (nel ‘42, invece, il Torino). Arrivare a un livello simile non significa solo vincere in campo, ma strutturarsi per farlo, avere amor proprio. Dove non si vince tantissimo, significa fare una rivoluzione culturale, persino cambiare il linguaggio e quella Roma di Viola, col violese, di Liedholm, coi suoi paradossi, di Falcao, e la sua lingua invisibile in campo, lo fece. Si fece rispettare, cominciò Viola dicendo di non chiamare Rometta la Roma, perché la Roma è la Roma. È così che quella Roma prima di ribellarsi al gol di Turone si è ribellata al suo destino, poi ha controbattuto e battuto la Juventus malgrado i centimetri di Boniperti e il (non) fuorigioco di Bergamo. S’è posizionata lì – in gioco – e per questo a turno il Potere ci si è dovuto impegnare per cercare di ricacciarla indietro: lo “scippo” di Boniek, poi quelli di Ferrara e Paulo Sousa, il colpo di testa del guardalinee Manfredini sulla rimessa di Aldair, il rigore su Gautieri di Deschamps, la partita di Racalbuto scolpita sulla pietra di Calciopoli, la “tripletta” di Rocchi, la nuova regola dello svantaggio, per cui se segni ma prima c’è rigore non vale, con Orsato… Pillole. 

Quando noi andiamo in campo contro la Juve ci portiamo dietro tutta questa storia e per cambiarla bisogna fare come ogni volta che abbiamo vinto: avere amor proprio e crederci. Non chiamarci Rometta, ma Roma. Ieri in città è comparso l’ennesimo murale, stavolta raffigurante Turone con la scritta: “Er gol de Turone era bono!!”. Così, con due esclamativi. 

Ora, oltre al fatto che se bisogna fare questa citazione originalissima la si faccia bene, quindi “go” e non “gol”, qualcuno deve ricordare che quell’odiosa espressione se la sono inventata gli “altri”. I laziali in tempi più recenti, gli juventini al momento del fattaccio e ce lo hanno ripetuto per anni (così come la presa in giro de “Il cuppolone è daa Roma”, “er Colosseo è daa Roma” eccetera). Ora, non è possibile che ci prendiamo per il culo da soli, non è possibile non aver cura della nostra storia, se vogliamo cominciare a scriverla nuovamente. ll gol di Turone era regolare veramente ma se sono riusciti a far entrare nel nostro linguaggio il loro sberleffo, allora Deschamps, Manfredini, Rocchi, Racalbuto… saranno destinati non solo a ripetersi, ma a compiersi. Tutto questo per dire Roma mia, che oggi dipende da te, guarda a quello che sei stata quando sei stata grande,  a quello che stai diventando, non pensare al Galatasaray, alla stanchezza loro, a presunte finali Champions. Al gol di Turone sì. Ma senza dire quello che era, oppure chiamandolo come quello che è stato: la rapina di un sogno. Senza manco un esclamativo.

ROMA-JUVENTUS: le probabili formazioni dei quotidiani. Pronta la coppia Pisilli-Pellegrini alle spalle di Malen

Alle 20:45 la Roma scenderà in campo all’Olimpico contro la Juventus per il big match della 27ª giornata di Serie A, una sfida diretta per la corsa alla Champions League. Gian Piero Gasperini non sembra orientato a staccarsi dal suo classico 3-4-2-1, con scelte quasi unanimi tra i principali quotidiani. La difesa a tre davanti a Svilar dovrebbe essere composta da Ghilardi, Ndicka e Mancini, mentre in mediana agiranno Koné e Cristante con Wesley e Celik sulle fasce. L’unico vero ballottaggio riguarda il partner di Pellegrini alle spalle dell’unica punta Malen: quasi tutte le testate puntano su Pisilli, il Corriere dello Sport lancia l’ipotesi Zaragoza.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI PRINCIPALI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

CORRIERE DELLO SPORT: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pellegrini, Zaragoza; Malen.

TUTTOSPORT: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

IL MESSAGGERO: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

CORRIERE DELLA SERA: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

IL TEMPO: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

IL ROMANISTA: (3-4-2-1) Svilar; Ghilardi, Ndicka, Mancini; Wesley, Koné, Cristante, Celik; Pisilli, Pellegrini; Malen.

Daniel Fonseca: “A Spalletti servirei io. Gasp vola con Wesley. Cappioli il più donnaiolo. Che scherzi con Ferrara”

GAZZETTA DELLO SPORT – Alla Roma ha vissuto anni bellissimi, alla Juventus ha vinto uno scudetto e una Supercoppa. Daniel Fonseca irrompe alla sua maniera sulla super sfida di stasera all’Olimpico: «Di Fonseca c’è sempre bisogno… Stavolta probabilmente farei più comodo a Spalletti. Gasperini ha trovato i gol con Malen, che ha avuto un impatto straordinario».

(…)
Che Juventus si aspetta dopo la rimonta solo sfiorata in Champions contro il Galatasaray?
«I bianconeri si giocano tanto, in caso di sconfitta la corsa Champions si farebbe davvero difficile: 7 punti dalla Roma diventerebbero tanti. (…) all’Olimpico è impossibile rilassarsi e la Juventus vorrà regalarsi un bel risultato per svoltare».

Lei ha un debole per Yildiz, ultimamente meno efficace in zona gol (…): sensazioni?
«Yildiz non si discute. L’ho detto e lo ripeto: a me ricorda un po’ Francescoli. (…) Magari Yildiz torna al gol contro la Roma, queste serate sono quelle che esaltano i campioni. (…)».
(…)

Chi sarà l’uomo decisivo di Gasperini contro la Juventus?
«Sarebbe facile dire Malen. Io punto su Wesley. Non mi sorprende il suo impatto perché l’ho visto tante volte in Brasile quando giocava nel Flamengo. È un top player e con le sue sgasate può bruciare la Juventus. Spalletti dovrà trovare un modo per limitarlo».

L’altro laterale della Roma, Celik, è nel mirino della Juventus a parametro zero: sarebbe un rinforzo giusto?
«Se è titolare nella Roma, sicuramente potrebbe dare una mano anche alla Juventus».
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Aveva più successo con le ragazze lei o Cappioli a Roma?
«Cappioli era il numero uno e i suoi racconti di inizio settimana leggendari. Mazzone aveva un debole per lui, ma quando si arrabbiava… “Cappioli, svegliati: non pensare sempre alle donne”. Carletto è stato un papà. Come Ranieri, che mi volle a Napoli. (…)».

Parametri Uefa sforati: sul tavolo multe e restrizioni

La Roma, in base al settlement agreement con la Uefa, dovrà pagare una sanzione di circa 4 milioni per gli sforamenti del 2024-25.

L’Uefa ha inoltre aperto un procedimento per il possibile superamento della “football earning rule” da parte della Juventus nel trienno 2022-25. La società bianconera rischia quindi una multa e restrizioni sportive.

(gasport)

Juventus: Bremer c’è, il resto è un’incognita. Gioca Perin

La difesa della Juventus è un nervo scoperto. Nemmeno il rientro di Bremer sembra dare certezze a Luciano Spalletti, che dopo un febbraio nero si gioca moltissimo nella sfida dell’Olimpico. I bianconeri arrivano a Roma con un dato allarmante: ben 17 gol incassati nelle ultime 6 partite, una media da zona retrocessione.

Per questo, l’allenatore bianconero sta meditando di correre ai ripari, cambiando modulo. Il 4-2-3-1 sembra infatti favorito rispetto al 3-4-2-1 visto all’andata. Davanti a Perin, la linea a quattro dovrebbe vedere Bremer e Kelly come centrali, con Kalulu e Cambiaso sulle fasce.

A centrocampo, l’assenza per squalifica di Locatelli sarà colmata da Koopmeiners al fianco di Thuram. Grandi dubbi in attacco, dove Yildiz non è al meglio ma dovrebbe stringere i denti per supportare David, in ballottaggio con Openda (…).

Lo stesso Kalulu ha definito la sfida “decisiva”, aspettandosi “alti ritmi” da parte di una Roma che ha definito “forte”. Resta viva, anche se più defilata, l’opzione della difesa a tre, che vedrebbe l’inserimento di Gatti e l’esclusione di un trequartista come Conceição.

(Il Messaggero)

È un duello in rosso. Roma-Juve, persi 1,5 miliardi in 5 anni. L’Europa è vitale

La Champions League non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità economica vitale, soprattutto per Roma e Juventus. La sfida di stasera, quindi, assume un valore doppio, se non triplo. Basta guardare i bilanci per capire il perché: giallorossi e bianconeri sono tra i club più in difficoltà dal punto di vista finanziario in Serie A (…).

Il divario con le altre big è evidente. Nelle ultime cinque stagioni, mentre club come Napoli e Atalanta registravano utili, Roma e Juventus hanno accumulato perdite per un totale di quasi 1,5 miliardi di euro. Una cifra enorme, causata da costi della rosa sproporzionati rispetto ai risultati sportivi, che ha richiesto continui interventi da parte delle rispettive proprietà.

Per quanto riguarda la Roma, dall’arrivo della presidenza Friedkin, la proprietà ha dovuto costantemente immettere liquidità per sostenere il club, per un totale di 824 milioni di euro. La mancata qualificazione alla massima competizione europea ha pesato enormemente: i premi vinti in Conference ed Europa League, infatti, sono nettamente inferiori a quelli garantiti dalla Champions (…).

Anche la Juventus, pur con motivazioni diverse legate all’era post-Ronaldo (…), ha dovuto fare ricorso a massicci aumenti di capitale per coprire le perdite.

Eppure, le prospettive mostrano un miglioramento per entrambe. Sia Roma che Juventus hanno avviato un percorso di risanamento, tagliando in modo significativo i costi. I giallorossi hanno ridotto stipendi e ammortamenti di 80 milioni, i bianconeri addirittura di 150. Ma per consolidare questo percorso e puntare finalmente all’autosufficienza, la qualificazione in Champions League non è un’opzione, ma un obbligo. La “musichetta” non è solo prestigio, ma la chiave per valorizzare il marchio, i giocatori e garantire un futuro finanziariamente stabile.

(gasport)