Genoa-Roma: la moviola dei quotidiani. Manca un rigore ai giallorossi per il braccio largo di Malinovskyi, Colombo sbaglia anche sul fallo laterale da cui nasce il 2-1

La Roma non riesce a ripartire e, dopo il pareggio beffa contro la Juventus, perde 2-1 in casa del Genoa di De Rossi a causa del rigore di Messias e della rete realizzata da Vitinha al minuto 80. Prestazione insufficiente per l’arbitro Andrea Colombo (5.30), il quale nega un calcio di rigore ai giallorossi: Koné calcia, Malinovskyi si immola e il pallone colpisce il braccio largo, ma per il direttore di gara e il VAR è tutto regolare. Inoltre il fischietto sbaglia in occasione del fallo laterale da cui nasce la rete del 2-1, dato che l’ultimo tocco è in realtà di Vitinha. Corretto, invece, il penalty assegnato al Grifone per un’ingenuità di Pellegrini su Ellertsson.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5.5

Al 5′ della ripresa è netto il rigore su Ellertsson: Pellegrini gli pesta il piede destro, Colombo lo fischia in diretta. […] Al 29′ c’è un cross di Tsimikas, la palla arriva al limite dell’area a Koné che tira di destro e trova lo schermo di Malinovskly: il pallone pare toccare anche il braccio destro; ci sono molti dubbi sulla non punibilità e anche sulla posizione. […]


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 5

Partita sporca per Andrea Colombo, non precisissimo sia dal punto di vista tecnico (fischiati falli risibili, non fischiati falli chiari) sia dal punto di vista disciplinare. […] In area del Genoa, in attesa di un angolo, Ellertsson abbraccia N’Dicka che aveva fatto il “ricciolo” e lo aveva lasciato sul posto, lo trattiene e poi lo lascia prima della caduta, sicuramente un rigore più da campo che da VAR. […] Tiro di Koné, Malinovskyi in opposizione e tocca il pallone prima con coscia sinistra e stomaco (cosa che ne può depotenziare la punibilità) e braccio destro che è largo. Chiaro il rigore al Genoa: Pellegrini sul piede destro di Ellertsson, stile step on foot, in maniera netta così come è netto il penalty fischiato da Colombo in campo. […]


IL TEMPO – VOTO 6

Un rigore assegnato dal campo e un altro mancante, non visto né da arbitro e VAR. È questo il bilancio della direzione di Colombo a Marassi. Giusto infatti il penalty concesso per il fallo di Pellegrini su Ellertsson: il giallorosso scivola e pesta nettamente il piede dell’islandese. Manca invece un rigore per un fallo di mano di Malinovskyi sul tiro di Koné. È vero che il pallone sfiora prima il petto, ma la traiettoria cambia di pochissimo, e il braccio destro, indirizzato verso la porta, è assolutamente largo ed è in area: vuole farsi più grande e questo è sempre punibile. Se dal campo è possibile perderlo, il VAR sarebbe potuto – e dovuto – intervenire.


IL MESSAGGERO – VOTO 5

La gara gli scappa via subito nella gestione dei cartellini. […] Ed è da rivedere (anche se il Var resta silente) la decisione sul tiro di Koné ribattuto da Malinovskyi.


IL ROMANISTA – VOTO 5

[…] Serata da dimenticare: parte subito male il direttore di gara di Como che ammonisce Ndicka e lo costringe a saltare, ironia della sorte, proprio la partita di domenica prossima contro il Como, per una trattenuta su Ekhator: i due si tengono a vicenda (di solito non si fischia neanche), ma il centrale della Roma lo fa in maniera più vistosa. Il giallo sembra davvero esagerato, con Ekator che va verso l’esterno. […] Nella ripresa dopo 7’ è ingenuo a dir poco Pellegrini su Ellertsson in area di rigore in posizione quasi innocua, lo tocca e procura la massima punizione per i padroni di casa. Colombo avrebbe anche potuto ammonire, ma il pestone è lieve. Al 13’ Malen trova il gol da posizione centrale ma sull’imbucata di El Aynaoui è in fuorigioco, gol annullato per la disperazione di Gasperini. L’episodio più grave è al 17’: tiro di Koné dal limite, Malinovskyi  – piazzato sulla linea  dell’area – respinge prima sfiorando con l’addome e poi con il braccio largo («da pallavolo», dice Gasp), praticamente una parata. Colombo è a pochi metri e non vede il fallo (già è grave), Mazzoleni e Manganiello (Avar anche all’andata, quando non fu concesso un rigore a Ostigard) sorvolano anche qui. Combo nefasta. L’arbitro lariano sbaglia anche sul fallo laterale da cui nasce il gol del 2-1 rossoblù: Mancini protesta, l’ultimo tocco è di Vitinha. […]

Daniele si gode la rivincita più attesa: “Speravo finisse così, qui sono a casa”

La gara d’andata l’aveva definita la “peggiore della stagione“, ieri De Rossi si è preso la sua rivincita. (…) Un po’ di rabbia gli è ancora rimasta dentro, ma non ce l’ha fatta ad esultare ai due gol del Genoa. Né al primo di Messias né al secondo di Vitinha che gli ha regalato il primo successo contro una big: “Io non credo agli ex che non sono felici di battere le proprie squadre. Ma non esultare è il minimo che io devo ai tifosi, è il minimo che dovevo ai giocatori perché è grazie loro che sono qui ad allenare una squadra di alto livello in Serie A. Meritavano del contegno. Non faccio finta di essere dispiaciuto, l’ipocrisia non mi appartiene. Ci servivano come il pane questi punti, poi si torna amici come prima. Questo sarà il mio destino finché farò questo lavoro, magari fino al giorno in cui tornerò a sperare che la Roma vinca trentotto partite all’anno“. La fede resta così come la speranza di poter tornare in futuro a Trigoria, ma Daniele è un professionista e non può far altro che applaudire i suoi per la prestazione: “Speravo che finisse così perché, al di là di quello che è stato il mio passato sono qui per fare il mio lavoro. Sono felice perché abbiamo fatto una partita di grande intensità. I ragazzi sono stati veramente bravi. Se loro danno tutto quello che hanno dato io non posso dare un centimetro o un millimetro in meno. Se devo pensare a una squadra che mi taccia sentire un po’ a casa, con una tifoseria simile per pregi e difetti a quella della Roma, il posto dove sono adesso mi ricorda molto quelle sensazioni e mi piace davvero tanto“. A proposito di Roma. De Rossi non si dimentica di dare una carezza a Pellegrini, finito ancora una volta nell’occhio del ciclone per una brutta partita giocata e per il fallo da rigore su Ellertsson: “Non so quanto sia corretto parlare dei giocatori degli altri. Ho visto i suoi numeri e ha superato me negli assist. Come tutti i romani vengono criticati ma fra un po’ ci diremo ‘Hai visto quando c’era Pellegrini?’. Siamo un po’ borbottoni, loro non sono più miei calciatori ma sono amici. Posso dire che sta facendo la storia di questo club“. Scacco matto a Gasperini per il quale ha speso nuovamente parole al miele:
I più grandi li spio e li seguo. Mi piace molto il calcio che fa e per giocare contro le sue squadre o sei coraggioso o ti mangiano“. (…) Lui che ha come obiettivo quello di regalare a Genova la salvezza. E il cambio di marcia è ormai evidente. Ha ereditato un gruppo con zero vittorie in campionato e lo ha portato a +6 dalla zona calda. Il Ferraris è tornato a ruggire come un tempo, quando in panchina c’era Gasperini: “Vivere questo stadio è un privilegio. Mi sta piacendo molto quello che sto vedendo. È bello cercare la carica, mi spiace non ci fossero i tifosi giallorossi perché avrei voluto salutarli come ho fatto all’andata con l’amore di sempre”. Nelle prossime due si gioca una fetta di stagione contro Hellas e Udinese: “Abbiamo una sfida difficile contro un avversario battezzato da tutti come retrocessa ma che ha messo in difficoltà il Napoli. Questa squadra dà tutto. Se non faremo una partita seria a Verona è perché sarò stato un pessimo allenatore in settimana“. E dall’altra parte avrà sicuramente una tifoseria che nonostante il risultato di ieri farà il tifo per lui.

(Il Messaggero)

Frenata tra i veleni

Caduta, veleni e pochi alibi. C’è davvero poca Roma a Genova. La squadra di Gasp non è nemmeno lontana parente di quella ammirata una settimana fa contro la Juve. Non lo è per il risultato, (…) non lo è per la prestazione. (…) Lo spirito non è mancato, è vero, ma siamo davvero al vedere per forza il bicchiere mezzo pieno. E i veleni? Li lasciamo a Gasp, che ne ha per tutti, arbitro e Var. Il Genoa ha fatto qualcosa di più, (…) mentre la Roma – dopo questo stop – il piazzamento Champions se lo dovrà sudare fino alla fine. L’emergenza con cui i giallorossi convivono poteva essere un alibi, termine che non piace a Gasp, ma in verità nemmeno basterebbe per spiegare questo scivolone. (…) Le avversarie ora sono coinquiline scomode e agguerrite: il Como è quarto con gli stessi punti (51), la Juve che a due minuti dalla fine del match con la Roma (che da ieri non ha più la miglior difesa del torneo) era data per finita, è appena a meno uno. E domenica – ma prima c’è la Coppa con il Bologna. La squadra di Gasp viaggerà verso il Sinigaglia, a trovare la banda di Fabregas. Tanti impegni, rosa corta. E l’ansia da prestazione aumenta. La Roma, si sa, non ha mezze misure: pareggia pochissimo (solo tre volte), vince tanto (sedici gare) ma le sconfitte cominciano ad essere troppe, con questa con il Genoa sono nove. E’ stata una partita simile a quella di Udine, con una squadra incapace di essere pericolosa contro una formazione con blocco basso, brava nelle aggressioni, nell’aspettare e colpire. De Rossi (…) ha giocato le sue carte migliori nella ripresa, dopo un primo tempo a buttare in aria il pallone e senza particolari guizzi da parte di nessuno. Questo non è il calcio di Gasp, serviva un piano B e soprattutto i calciatori che non c’erano. Serviva un’altra Roma, insomma. E Gasp non ci sta, e sputa veleno, per certi versi ha ragione. Se la prende con l’arbitro Colombo (e Var), reo di non aver visto un fallo di mano (sull’1-1) di Malinowskyi in area su tiro di Koné e magari c’era pure una trattenuta di Ellertsson su Ndicka nel primo tempo. (…) Al rigore di Messias risponde dopo solo tre minuti con il colpo di testa di Ndicka, alla sua terza rete di fila, per poi crollare sul tap-in di Vitinha, lasciato solo davanti a Svilar, con dormita generale del blocco difensivo, da Pisilli a Ghilardi. De Rossi tiene fuori inizialmente cinque titolari (Malinovskyi, Amorim, Vitinha, Colombo, più Norton-Cuffie, non è al meglio); Gasperini, i suoi uomini veri, non ce li ha, lascia l’insostituibile Cristante fuori dall’undici e punta sul piccolo Venturino, che annega subito, non era proprio la sua partita, come non lo era per Zaragoza, che non gioca proprio. (…) Pellegrini, deputato a inventare, viene anticipato e nella ripresa commetterà pure un fallo decisivo in area su Ellertsson. A Lorenzo mancano testa e forza nelle gambe ma Gasp è costretto a farlo giocare sempre (anche sul lato destro, dove non è abituato), non ha più nessuno che possa affiancare Malen, non è ancora attrezzato per i miracoli. Non che il Genoa abbia fatto di meglio, ma è stato un po’ più arrogante sulle seconde palle. (…) Svilar da una parte e Bijlow dall’altra non devono quasi mai intervenire, si scalderanno nella ripresa, decisamente più viva. Malen si vede con un tiro da fuori area, deviato in angolo, e per un tentativo di rovesciata, con cui non prende il pallone ma la testa di Ostigard. Il Genoa ci prova con un paio di conclusioni dimenticabili. (…) Gli attaccanti scelti da De Rossi tengono in apprensione Mancini e Ndicka, qust’ultimo costretto al fallo tattico, con giallo annesso, che gli impedirà di essere presente a Como.
Cristante finisce il suo breve periodo di riposo e viene chiamato in causa a inizio ripresa, rileva Venturino anche nel ruolo, aumenta la fisicità non la pericolosità. La partita si accende. Il fallo di Pellegrini in area, su Ellertsson è un’ingenuità colossale, il rigore e il vantaggio del Genoa è una conseguenza. Come lo è la sostituzione di Lorenzo (entra El Aynaoui), che fa almeno in tempo a calciare l’angolo del gol – tre minuti dopo – del pareggio di Ndicka. Gli ingressi di Malinovskyi, Colombo e poi quello di Vitinha saranno decisivi. (…) Gasp risponde nel finale con Vaz, ancora molto acerbo. E con Ndicka centravanti aggiunto. Capito?

(Il Messaggero)

Primavera: giallorossi ko col Parma ma rimangono in testa

IL TEMPO (EDO. INN.) – In una stagione piena di soddisfazioni la Roma di Guidi incappa in un incidente di percorso: al Tre Fontane passa il Parma 1-0 suscitando tutto il rammarico del tecnico. In una partita equilibrata e povera di emozioni, ma in cui i crociati dimostrano maggiore attenzione tattica e mentale, la Roma si fa infilare all’83’ da Plicco.

Il primo posto è sempre nelle mani dei capitolini a 51 punti, ma ora il Parma è ad una sola lunghezza. Il modo in cui è maturata la sconfitta non convince il tecnico Guidi che intervistato dal club dopo il fischio finale ha chiesto ai suoi di migliorare un aspetto in particolare: «Noi continuiamo a fare buone prestazioni e partite equilibrate, ma dobbiamo aumentare il nostro livello di maturità e gestire ogni situazione con maggiore attenzione».

Guidi, espulso ieri, ci ha tenuto ha concludere chiarendo l’episodio legato ad una rimessa dal fondo pur rispettando la decisone arbitrale. Lunedì prossimo è in programma un altro big match con Fiorentina-Roma alle 18.

Gasp non ci sta e se la prende col VAR: “Non so perché non sia intervenuto”

Ci sono due episodi che fanno imbestialire Gasperini. Il primo: un tiro di Koné stoppato con la mano da Malinovskyi. Il secondo: il fallo laterale da cui nasce l’azione della rete di Vitinha, per Gasp era a favore della Roma, invece è stato consegnato al Genoa. […]

«Lì per lì sembrava fuori area, invece…». Invece ci voleva l’intervento del VAR, che non c’è stato, forse non aveva certezze. «Se non ne aveva, allora faccia un altro mestiere. Non è possibile questo. Magari non l’ha giudicato da rigore per altri motivi, ma non potete tenere una tesi del genere. Si può dire che non ha visto, ma la realtà è abbastanza evidente. […] Non so perché non è intervenuto, è abbastanza netta l’immagine. Si capisce molto bene. Non è intervenuto il VAR, si vede che non l’ha ritenuto da rigore. Anche il fallo laterale si capisce benissimo. Più chiaro di così. Non è che poi ti attacchi a un fallo laterale. Diverso è l’episodio da rigore, ognuno lo può interpretare come vuole, però le immagini sono chiarissime». […]

«Quando abbiamo raddrizzato la partita sembrava potessimo vincere, poi è andata così. Non è un momento fortunato, ma non dobbiamo attaccarci a questo, non ne usciamo ridimensionati. Bisogna rendere onore allo spirito dei ragazzi, si sono adattati a una partita che il Genoa ha reso così. Dispiace perché Svilar ha fatto la prima parata su Malinovskyi a tempo scaduto. Recuperiamo tutto: giovedì giochiamo a Bologna, domenica a Como e poi di nuovo Bologna. […] Non mi preoccupa perché l’atteggiamento di questi ragazzi è straordinario. Ho veramente poco da rimproverare se non qualche episodio».

(Il Messaggero)

La delusione di Tsimikas: “Non ce lo aspettavamo”

Che senza Wesley sarebbe stata dura se lo aspettavano un po’ tutti. Gasperini dopo una settimana di esperimenti in allenamento alla fine ha scelto Tsimikas che come troppe volte è successo in stagione ha disputato una prova anonima. È deluso anche lo stesso greco che a fine partita ha provato a suonare la carica: «Vogliamo andare avanti, eravamo arrivati qui con l’idea di fare risultato però dobbiamo metterci questa gara alle spalle e provare a capire cosa non è andato per il verso giusto, non ce lo aspettavamo».

La rincorsa alla Champions League si complica inevitabilmente e ora il calendario inizia a mettere paura. Giovedì l’impegno in Europa League contro il Bologna, poi il big match con il Como che ora condivide il quarto posto con la Roma. […]

La sua avventura nella Capitale sta per volgere al termine. Non verrà riscattato e a giugno saluterà, ma prima di pensare al suo addio ha ancora voglia di provare a dare il suo contributo: «Vorrei giocare sempre di più. Voglio farmi trovare pronto. Mi sono sempre dimostrato disponibile e darò il massimo fino all’ultimo». […]

(Il Messaggero)

Ndicka salta il Como. In Coppa out Mancini

[…] Ieri a Genova era assente Wesley, domenica a Como mancherà Ndicka che, da diffidato, nel primo tempo ieri si è fatto ammonire. L’ivoriano si ferma nel momento migliore: per lui terza rete consecutiva. […] A Bologna giovedì sarà fuori causa Mancini squalificato. La speranza dell’allenatore è quella di recuperare Hermoso.

(corsera)

Daniele e la difesa dell’amico Lorenzo: “Sta facendo la storia del club”

IL CORRIERE DELLA SERA – Il ritorno all’Olimpico era stato traumatico e pure complicato da gestire. De Rossi ieri non ha fatto giustamente sconti alla sua Roma e s’è preso i tre punti: “Se decidi di fare questo mestiere devi mettere in preventivo che prima o dopo giocherai contro la Roma. Non voglio minimizzare quello che è stata per me la Roma, ma non voglio stare a giustificarmi perché sarei ipocrita e farei finta di essere dispiaciuto per una cosa che mi rende felice, cioè aver vinto“. Il tecnico del Genoa ha poi difeso Pellegrini, autore del fallo da rigore dell’1-O: “Come tutti i romani, a Roma vengono criticati ma fra un po’ ci diremo: ‘Hai visto quando c’era
Pellegrini?
Siamo un po’ borbottoni… io
dico solo che Pellegrini sta facendo la storia della Roma”.

L’ivoriano salta il Como In Coppa out Mancini

Una squalifica chiama l’altra. Ieri a Genoa era assente Wesley, domenica a Como mancherà Ndicka
che, da diffidato, nel primo tempo ieri si è fatto ammonire. L’ivoriano si ferma nel momento migliore: per lui terza rete consecutiva. Gasperini dovrà ruotare i difensori, in questa settimana: a Bologna
giovedì sarà fuori causa Mancini squalificato. La speranza dell’allenatore è quella di recuperare Hermoso.

La gioia di De Rossi: “Il Genoa mi piace tanto, ma sogno il ritorno”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – La gioia è stata piuttosto contenuta. La Roma ha rappresentato tutto per lui. Ma De Rossi, oggi, allena il Genoa e ha fatto il suo dovere. «Speravo finisse così. Ci tengo a fare bene il mio lavoro in una piazza speciale per la quale devo dare tutto – ha affermato il tecnico rossoblù -. I ragazzi se lo meritano perché hanno fatto una gara con grandissima intensità e dando tutto. Chi è partito dall’inizio ha fatto una grande prestazione, ma non a caso l’abbiamo vinta con i cambi. L’avevamo preparata cosi».

De Rossi si è preso la rivincita dopo la gara dell’Olimpico, dove l’impatto emotivo è stato sicuramente maggiore: «Se decidi di fare questo devi mettere in preventivo che ci giocherai contro. Non voglio minimizzare quello che è stata per me la Roma, ma sarei ipocrita se facessi finta di essere dispiaciuto per la vittoria. Sarà il mio destino finché non tornerò a sperare che la Roma vinca 38 partite».

E in conferenza stampa, De Rossi ha concesso anche qualche battuta su Pellegrini: «Non so quanto sia corretto parlare dei giocatori degli altri. Ho visto i suoi numeri e mi ha superato come assist. Viene criticato, come tutti i romani a Roma, ma tra un po’ ci diremo “Hai visto quando c’era Pellegrini?”. Siamo un po’ borbottoni. Non è più un mio giocatore, ma un amico. Posso dire che sta facendo la storia della Roma».

Gasp: “Chi era al VAR cambiasse mestiere”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Così furioso per una situazione arbitrale non si era mai visto a Roma. Gasperini ha reclamato per un rigore non concesso al 74′, sull’1-1, per un tocco di mano di Malinovskyi in area sulla conclusione di Koné. Oltre che per la dubbia rimessa laterale da cui è nata l’azione del 2-1 del Genoa.

«Si capisce tutto molto bene. Poi, non è intervenuto il VAR perché probabilmente non l’ha ritenuto da rigore. Anche il fallo laterale mi sembra una situazione piuttosto chiara – ha affermato il tecnico giallorosso a Dazn -. Non è che poi ti attacchi a un fallo laterale, ma l’episodio del rigore è diverso. Ognuno lo può interpretare come vuole, però le immagini sono chiarissime. Se il varista non ha certezza, faccia un altro mestiere. Non è possibile questo. Si può dire che non ha visto, ma la realtà è abbastanza evidente. Nella pallavolo questo si chiama muro».

Una sconfitta pesante nella lotta per la Champions, ma la prestazione dei giallorossi non ha deluso Gasp: «Il Genoa è stato molto aggressivo ed era difficile giocare, ma noi abbiamo risposto bene. Alla fine, noi abbiamo creato di più, mentre Svilar non è mai stato impegnato, se non negli ultimi minuti. Poi ci sono gli episodi, come il rigore. Dopo l’1-1 abbiamo avuto più situazioni pericolose noi e c’era la sensazione di poterla vincere. Non è un momento molto positivo. Anche in tante piccole mischie e nel rimpalli non siamo stati fortunati. Però non usciamo ridimensionati da questa partita».

Prima della sosta, il doppio impegno europeo con il Bologna e i due appuntamenti in campionato con il Como e il Lecce. E il tecnico di Grugliasco ha fissato l’obiettivo, sottolineando l’atteggiamento positivo del gruppo: «Dobbiamo accettare questo momento, ma voglio evidenziare lo spirito della squadra che è straordinario, una garanzia. Dobbiamo arrivare alla sosta dove siamo adesso in classifica e ci dobbiamo giocare la qualificazione in Europa League. Non sono preoccupato perché lo spirito di questi giovanotti è strepitoso. Reagiamo dopo una partita difficile, diversa da quelle che abbiamo giocato ultimamente, ma lo spirito di adattamento è stato straordinario. Ho davvero poco da rimproverare se non qualche episodio».

È durata soltanto un tempo la prima gara da titolare di Venturino. «Non era la partita che poteva esaltare le sue caratteristiche. Non ha demeritato, ci darà una mano – ha ammesso Gasperini -. Era una gara più adatta a giocatori come Cristante ed El Aynaoui. Ci serviva più peso aereo perché giocare palla a terra era veramente difficile».