Gasperini, un silenzio che fa rumore: alta tensione con Ranieri e Massara

LEGGO (F. BALZANI) – Certi silenzi fanno rumore più di mille parole. Quello di Gasperini, dopo la vittoria contro il Lecce, ha acuito una tensione che ormai a Trigoria conoscono anche le sagome di allenamento. Ad alimentare i dissapori sono stati i confronti accessi della scorsa settimana e le parole di Massara prima della gara di domenica. Il ds ha ribadito che nonostante gli infortuni, il tecnico aveva alternative per far bene. In qualche modo puntando quindi il dito sul suo operato. Parole che hanno mandato su tutte le furie Gasperini che a fine partita avrebbe invitato proprio Massara a parlare davanti ai microfoni. Un rapporto in realtà sempre in bilico quello tra allenatore e direttore sportivo a causa della divergenza di vedute sul mercato. Ma non solo. Perché sul tavolo dei dissapori sono emerse anche le questioni relative al recupero degli infortunati, ai rinnovi in bilico e ai rapporti con parte della squadra. E in questo contesto Gasp si aspettava maggiore copertura da parte di Ranieri, l’uomo che lo aveva scelto in estate per rilanciare un progetto che a maggio rischia di naufragare. Gasperini, infatti, starebbe maturando l’idea di lasciare la Roma in estate. Una situazione bollente raffreddata in parte dalla sosta e dalla rete di Vaz. Il 18enne domenica ha guidato un attacco baby mai visto prima. Un altro segnale di Gasperini alla dirigenza. E i tifosi? La spaccatura c’è, ma quasi tutti convergono su un aspetto: “Dopo Mourinho e De Rossi, ora Gasp. Non può essere sempre colpa dell’allenatore”. Difficile dargli torto.

Gasp come all’andata: vince e non parla. Mercato e infortuni, il silenzio fa rumore

È curioso, ogni volta che c’è il Lecce davanti, Gasperini perde la voce. Era accaduto a Via del Mare, il giorno della Befana, quando il tecnico aveva preferito non parlare indispettito per il mercato a rilento del club. Il copione si è ripetuto ieri all’Olimpico. Questa volta la società ha provato a regalare una giustificazione. Inizialmente le tv a bordo campo hanno parlato di un abbassamento di voce. Poi, dopo una decina di minuti, è arrivata la versione ufficiale: «Indisposizione». Che andando a sfogliare il vocabolario, apre lo scenario a più interpretazioni. La prima: disturbo passeggero e non grave. Appunto, la voce perduta. La seconda: atteggiamento o reazione sfavorevole verso qualcuno. E qui si aprono situazioni molto diverse tra di loro. (…) Al di là dell’aggancio alla Juventus (che precede comunque i giallorossi in virtù dello scontro diretto) e della rincorsa al Como in campionato, il rapporto tra il tecnico e il club va in qualche modo definito. Non è accaduto nella riunione andata in scena venerdì a Trigoria quando c’è stato un richiamo da parte della proprietà a comportamenti più sobri. Ed è forse per questo motivo che Gasp allora ha deciso di non parlare. C’è chi sussurrava che ieri le parole di Massara nel pre-gara a Dazn, non gli siano piaciute più di tanto. Il ds nella consueta intervista a Dazn che precede la partita, a domanda diretta sulle tante assenze, aveva replicato: «Gli infortuni? Succedono a tutti, soprattutto in questa fase della stagione. Dispiace averli avuti concentrati in un solo reparto. Dobbiamo essere in grado di trovare le risorse per fare bene e ci sono». Tradotto: ok le defezioni ma bene o male ogni club ha i suoi problemi e la ha i calciatori per uscirne. (…) Una situazione che deve essere risolta. Perché si può arrivare alla fine della stagione ma immaginarne un’altra così è veramente molto difficile. Le frizioni tra il tecnico da un lato e il tandem Ranieri-Massara dall’altra nella riunione di venerdì sono passate in secondo piano. All’allenatore è stato chiesto di dare tutto nelle prossime partite, che la squadra c’è nonostante le difficoltà in attacco e gli è stato ribadito di tenere un profilo a livello di comunicazione più basso. E allora, forse, questo silenzio si spiega così. (…)

(Il Messaggero)

Gioia Angelino, fine dell’incubo: «Non vedevo l’ora di giocare»

Quasi sei mesi dopo, Angelino è tornato a riassaporare il prato dello stadio Olimpico. L’ultima presenza in Serie A era stata quella del 28 settembre contro il Verona, poi tanti problemi a livello fisico che lo hanno tenuto fuori praticamente per tutta la stagione. (…) Appena si è tolto la pettorina gli oltre 60mila presenti hanno iniziato ad applaudirlo poi l’ovazione da parte di tutti al momento dell’ingresso in campo al 74′. Applausi anche dai giocatori in campo e in panchina. Lo spagnolo ha poi ringraziato tutti sui social: «Quanto avevo voglia di giocare di nuovo in casa! Grazie». (…) Ora può essere un’arma in più per Gasperini negli ultimi due mesi utili per raggiungere la Champions League.

(Il Messaggero)

Roma-Lecce: la moviola dei quotidiani. Più che sufficiente la prova di Sacchi

Direzione nel complesso lineare per Juan Luca Sacchi, con poche sbavature distribuite nell’arco di RomaLecce. Corretta la lettura sul gol annullato a Pisilli. Prestazione ordinata e pienamente sufficiente.

LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6

Partita tutto sommato corretta. Al 24′ annullato un gol a Pisilli: fuorigioco netto di Pellegrini sull’imbucata di Malen. Al 63′ manca un giallo a Pellegrini per un intervento da dietro su Banda lanciato in contropiede. Al 77′ giusto il giallo ad Angeliño per il fallo su Danilo Veiga. All’89’ Sacchi ammonisce Danilo Veiga ma la trattenuta su Vaz è leggerissima.

CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6,5

L’episodio più spinoso riguarda la caduta in area della Roma di Banda: c’è un contatto da dietro di Pisilli, troppo leggero però per portare al rigore. I due sono infatti in velocità e non c’è una vera e propria spinta. Annullato, nel primo tempo, un gol a Pisilli: quando Malen serve Pellegrini, quest’ultimo è oltre il piede destro (che è largo) di Tiago Gabriel. A proposito di fuorigioco, nell’occasione capitata a N’Dicka, ce ne sono addirittura due, quello di Arena al momento del colpo di testa di Hermoso e quello dello stesso ivoriano, oltre la linea del pallone. Perfetto anche il timing. Quattro i cartellini gialli, tutti in 13′: Angeliño in ritardo su Danilo Veiga, Pierotti da dietro su Hermoso, Pisilli fuori tempo su Sala e Danilo Veiga per la trattenuta sul braccio di Vaz.

TUTTOSPORT – VOTO 6,5

Promosso a pieni voti all’interno di una gara abbastanza corretta. Giusto annullare il gol a Pisilli

IL ROMANISTA

Buona prova, senza picchi, di Sacchi all’Olimpico. Nel primo tempo inizia che sembra indispettire gli allenatori, in particolar modo Gasperini, per i tanti falli e “falletti” fischiati. Scorre la gara senza sanzioni disciplinari, unico sussulto il gol annullato a Pisilli al 24’: c’è fuorigioco di Pellegrini sul passaggio filtrante iniziale di Malen. Più vivace anche dal punto di vista arbitrale il secondo tempo. Il metro di Sacchi però cambia leggermente, consente di più e al 16’ Banda spintona Rensch sui cartelloni pubblicitari tra area di rigore e corner sotto la Monte Mario. Non solo Sacchi non fischia ma si scatena quasi una rissa. Incredibile come l’assistente non segnali un fallo del genere. Al 31’ dopo il bentornato in campo all’Olimpico ad Angeliño lo spagnolo commette fallo su Veiga, spende il giallo. Cenno di intesa con Sacchi. Al 40’ Pierotti scoordinato, travolge Hermoso e rimedia anche lui la prima sanzione. A 2 minuti dal 90’ tocca a Pisilli: Sala scappa a centrocampo, Niccolò onnipresente e con tre polmoni stavolta lo raggiunge solo con uno sgambetto. Ancora, a un minuto dal termine altro duello tra Vaz e Veiga, stavolta il francese è bravo a sfruttare un campanile e costringe al fallo il numero 17 del Lecce, ammonito.

I VOTI DEGLI ALTRI – VAZ “regala elettricità” – HERMOSO “straordiMario”

Vittoria importante per la Roma, che batte 1-0 il Lecce e resta in scia del Como. A decidere la sfida è il gol di Robinio Vaz: “Entra ad inizio ripresa e regala la solita scossa. Segna il gol che vale tre punti, lotta corpo a corpo con Tiago Gabriel. Regala elettricità” (La Gazzetta dello Sport). Tra i migliori anche Mario Hermoso, che salva un gol sulla linea: “Si tratti di coincidenza o meno, da quando è rientrato il suo reparto è finito sotto esame. Non è la gara più probante per la tenuta difensiva e può sfogarsi nell’altra metà campo col cross al bacio che vale l’assist del vantaggio. Decisivo però lo diventa anche nella zona di competenza, sostituendosi a Svilar sulla linea. La vittoria ha la sua griffe. StraordiMario di qua e di là” (Il Romanista)

MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6,28
Mancini 6,07
Ndicka 6,36
Hermoso 7,07
Rensch 5,71
Cristante 6,00
El Aynaoui 5,36
Tsimikas 5,50
Pisilli 6,14
Pellegrini 6,36
Malen 6,21

Ghilardi 5,93
Angelino 6,00
Vaz 7,14
Venturino NG
Arena 6,00

Gasperini 6,43


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6,5
Mancini 6
Ndicka 6,5
Hermoso 7
Rensch 5,5
Cristante 6
El Aynaoui 5,5
Tsimikas 5,5
Pisilli 6
Pellegrini 6,5
Malen 6

Ghilardi 5,5
Angelino 6
Vaz 7
Venturino ng
Arena 6

Gasperini


IL MESSAGGERO

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6
Hermoso 7
Rensch 5,5
Cristante 6
El Aynaoui 5
Tsimikas 5
Pisilli 6
Pellegrini 6
Malen 6,5

Ghilardi 6
Angelino 6
Vaz 7
Venturino ng
Arena 6

Gasperini 6


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 7
Mancini 6
Ndicka 6,5
Hermoso 7
Rensch 5,5
Cristante 6
El Aynaoui 5,5
Tsimikas 6
Pisilli 6,5
Pellegrini 6,5
Malen 6,5

Ghilardi 6
Angelino 6
Vaz 7,5
Venturino ng
Arena 6

Gasperini 7


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6,5
Hermoso 7
Rensch 6
Cristante 6
El Aynaoui 5,5
Tsimikas 5,5
Pisilli 6,5
Pellegrini 6,5
Malen 6

Ghilardi 6
Angelino 6
Vaz 7
Venturino ng
Arena 6

Gasperini 7


LA REPUBBLICA

Svilar 6,5
Mancini 6,5
Ndicka 6,5
Hermoso 7
Rensch 5,5
Cristante 6
El Aynaoui 5
Tsimikas 5,5
Pisilli 6
Pellegrini 6
Malen 6,5

Ghilardi 5,5
Angelino 6
Vaz 7,5
Venturino ng
Arena 6

Gasperini 6,5


IL TEMPO

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6,5
Hermoso 7
Rensch 6
Cristante 6
El Aynaoui 5,5
Tsimikas 5,5
Pisilli 6
Pellegrini 6,5
Malen 6

Ghilardi 6,5
Angelino 6
Vaz 7
Venturino ng
Arena 6

Gasperini 6,5


IL ROMANISTA

Svilar 6
Mancini 6
Ndicka 6
Hermoso 7
Rensch 6
Cristante 6
El Aynaoui 5,5
Tsimikas 5,5
Pisilli 6
Pellegrini 6,5
Malen 6

Ghilardi 6
Angelino 6
Vaz 7
Venturino 6
Arena 6

Gasperini 6

IL PUNTO DEL LUNEDÌ – SORRENTINO: “Le frizioni tra le varie anime ci sono state, ma da qui a parlare di crisi e complotti ce ne corre” – CARMELLINI: “Che non sia un alibi per nessuno, ma anche gli infortuni contano eccome”

La Roma torna alla vittoria contro il Lecce di Di Francesco dopo un mese. Il match andato in scena allo Stadio Olimpico si è concluso con il risultato di 1-0 (il sesto della stagione), una vittoria di misura importante per i giallorossi che acciuffano la Juve e, grazie al primo gol con la Roma per Robino Vaz, sempre più incisivo nelle ultime partite, tengono vivo il sogno Champions rimanendo a -3 dal Como. Clima teso a Trigoria, con Gasperini che al termine della partita non ha parlato neanche in conferenza stampa. A chi parla di crisi, però, Andrea Sorrentino del Messaggero risponde: “Gasperini ha sicuramente sbagliato formazioni e sostituzioni di recente, il club ha senz’altro fallito alcune operazioni di mercato, il settore medico non è stato esente da colpe, le frizioni tra le varie anime ci sono state e non si cancellano d’incanto. Ma da qui a dire che Gasperini, nella penombra di una stanzetta, ordisca complotti per far fuori il dottore o il ds, o che Ranieri congiuri contro l’allenatore che proprio lui ha scelto, ce ne corre“. Anche Tiziano Carmellini de Il Tempo non pensa che tutte le colpe siano riconducibili solo e unicamente a crisi tra Gasp e società, sottolineando, piuttosto, come uno dei grandi problemi attuali della Roma sia l’emergenza infortuniChe non sia un alibi per nessuno, ma anche gli infortuni contano eccome: agli argentini vanno aggiunti Koné, Dovbyk e Angelino tornato proprio ieri nel finale dopo una vita in infermeria. I giallorossi hanno chiuso la gara contro il Lecce con un attacco composto da un classe 2006, un 2007 e un 2009… qualcosa vorrà pur dire… o no!?


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


I. ZAZZARONI – CORRIERE DELLO SPORT

(…) Il Como è il Como: la cosa migliore espressa dal campionato, ma anche la più distante dal nostro calcio trading, un progetto tecnico che noi italiani non saremmo mai in grado di riprodurre. La Juve con Vlahovic e Milik ha finalmente un attacco credibile e consente a Spalletti di digerire il pari col Sassuolo. (…) La Roma, beh, la Roma appartiene a una piazza che, dopo aver messo in discussione Mourinho (sacrilegio), comincia a discutere Gasperini e di riflesso rimpiange l’adesione che riusciva a garantire lo Special col quale nulla sembrava impossibile. Non ho intenzione di demolire le certezze di Massara, né il discorso sulle «risorse che non mancano» (ci sono già passato col giovane Pinto): la realtà di marzo porta a Vaz, Venturino, Zaragoza, Tsimikas, Arena. Il Bologna non riesce ancora a gestire l’entusiasmo, né la delusione, mentre la Lazio si sta abituando a fare da sé e adesso anche per tre. La qualità della serie A è mediocre, dobbiamo accettare questa triste condizione. Ma senza rassegnarci. (…)


M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT

C’era bisogno di vincere, e non soltanto per agganciare la Juventus al quinto posto e continuare a guardare da vicino il Como. C’era bisogno di vincere anche (o soprattutto?) per dare un segnale a sé stessi prima che al mondo esterno. (…) C’era bisogno di vincere per non deludere un’altra volta la tua gente, amareggiata, tradita e preoccupata per il recente andazzo. (…) C’era bisogno, seppur con le gambe stanche e la testa pesante, di battere il Lecce e la Roma c’è riuscita con un gol di Robinio Vaz (“Finchè la Roma Vaz, lasciala andare…”, facile no?), una delle tante mosse quasi obbligate proposte da Gian Piero Gasperini, al termine di una partita complicata, giocata bene solo a sprazzi e chiusa con un attacco in stile Primavera. (…) GPG in avvio ci ha provato con quello che aveva (che gli è rimasto…), quindi Malen davanti e tutta una serie di centrocampisti disposti in varie zone del campo – con compiti atipici per alcuni di loro – a tentare di dargli una mano. Tra i più penalizzati, in un ruolo non suo, Pisilli. (…) Manovra troppo lenta già in partenza con El Aynaoui macchinoso ed eccessivamente indeciso sul da farsi. Malen ha avuto scarsa assistenza, ha cercato di aiutarsi da solo finendo spesso con esagerare. Roma bruttina, con contributo pari allo zero a sinistra di Tsimikas. Indispensabile mettere mano alla squadra, insomma. La prima mossa di Gasp è stata, però, ancora legata a un infortunio: fuori Mancini, dentro Ghilardi. Poi, fuori El Aynaoui, spazio a Robinio Vaz con Pisilli dirottato in mediana e molto più a suo agio. Mossa azzeccata, per via del gol realizzato in fretta da Vaz di testa su assist di Hermoso (partita ricca di tante cose belle, la sua). Il gol del vantaggio, però, ha avuto sulla Roma una sorta di effetto camomilla, il Lecce ne ha approfittato per alzare il baricentro e per prendere in mano il pallino del gioco. Hermoso miracoloso su Pierotti, Roma in affanno. Parola di nuovo alla panchina, allora. Dentro Angeliño (bentornato!) per Tsimikas e pure Arena per Malen. Capito? Arena per Malen! Questo oggi passa il convento. Una rivoluzione verde completata, poi, da Venturino per Pellegrini. Ricapitolando: in attacco un 2009, un 2007 e un 2006. La conferma che l’organico della Roma è ridotto all’osso e non soltanto per colpa degli infortuni. Ora spazio alla sosta. (…)


G. D’UBALDO – IL CORRIERE DELLO SPORT

La Roma ha finito la partita contro il Lecce con tre attaccanti giovanissimi: Robinio Vaz, Antonio Arena e Lorenzo Venturino, 55 anni in tre. Per tornare a vincere Gasperini ha dovuto far ricorso alla panchina, mettendo dentro i tre ragazzini. Robinio Vaz ha realizzato il gol di un successo preziosissimo. Nelle prime apparizioni in giallorosso sembrava assolutamente fuori contesto. Sotto la guida di Gasperini è cresciuto tantissimo nelle ultime settimane. Si era visto anche nelle due partite contro il Bologna, giovedì si è procurato un rigore, ieri ha sgretolato da solo il muro difensivo del Lecce. (…) Il Lecce non è stato un avversario facile: lotta per salvarsi e si affida alla qualità del gioco, è questa la strada che conosce meglio Eusebio Di Francesco, l’ultimo allenatore a portare la Roma in Champions League. La squadra di Gasperini ci ha messo tanta buona volontà, ma il suo dominio nel primo tempo aveva prodotto solo un gol annullato per fuorigioco. Il Lecce ha impostato a quattro ma si è difeso a cinque, ha messo in difficoltà gli avversari con un pressing altissimo, squadra elastica, ordinata e molto corta. (…) Così all’inizio della ripresa, dopo qualche fischio dell’Olimpico, in una serata in cui Malen non e stato brillantissimo, ci ha pensato Robinio Vaz a risolvere la partita. (…) Gasperini ha vissuto otto giorni difficili. Sconfitta con il Como, eliminazione dall’Europa League. Ha saputo sopportare tutto, anche le prime critiche, ha saputo tenere il gruppo compatto, ha dato fiducia ai suoi ragazzini. Senza il gol di Vaz le speranze di centrare la Champions sarebbero ridotte al lumicino. Il mercato a giugno e nella sessione di gennaio non ha portato al tecnico i giocatori che aveva indicato, allora ha dovuto lavorare sui giovani. Lo ha fatto evidenziando con garbo in qualche momento la sua delusione. Nella sua carriera ha sempre fatto crescere i ragazzi che ha allenato, lo sta facendo anche adesso alla Roma, in questa stagione tormentata, condizionata dagli infortuni e da qualche errore arbitrale. (…)


A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO

L’equinozio di primavera allunga le giornate e la serie positiva della Lazio, mentre rianima la Roma che arriva alla sosta come Robinson Crusoe sull’isola dopo il naufragio: stremata, sputacchiando sabbia e acqua, ma salva. (…) Di autolesionismi si è abbondato anche alla Roma, tornata alla vittoria dopo un mese esatto e con i tormenti di una condizione in calo verticale. Col Lecce decide la testa bambina di Robinio Vaz, poi Gasperini chiude la gara con un attacco dall’età media di 18,3 an-ni. La classifica dice che la Roma può ancora arrivare quarta: quella legione straniera del Como per cui tutti si sdilinquiscono (anche se l’unico italiano Goldaniga ha giocato soli 14° in stagione), non vincerà sempre. Preoccupa piuttosto l’aria da referendum perenne intorno alla Roma: se le cose non vanno bene, bisogna cacciare qualcuno e prendere le parti di qualcun altro. (…) Gasperini ha sicuramente sbagliato formazioni e sostituzioni di recente, il club ha senz’altro fallito alcune operazioni di mercato, il settore medico non è stato esente da colpe, le frizioni tra le varie anime ci sono state e non si cancellano d’incanto. Ma da qui a dire che Gasperini, nella penombra di una stanzetta, ordisca complotti per far fuori il dottore o il ds, o che Ranieri congiuri contro l’allenatore che proprio lui ha scelto, ce ne corre, (…) (l’ultima è che De Zerbi sia già sull’uscio: ma per favore). Alla Roma serve serenità, e confronti tra le parti, ossia quello che è accaduto dopo il Bologna, anche parlandosi con ruvida franchezza: nei gruppi di lavoro dei professionisti succede così. Dopo la sosta inizia un mini-campionato da 8 giornate, e la Roma avrà un Soulé in più. Animo


P. CONDÒ – CORRIERE DELLA SERA

(…) Nella corsa al quarto posto il Como ha allungato sulla Juventus, agganciata dalla Roma, grazie alla quinta vittoria consecutiva. È un dato che marca una differenza. Se si esclude l’Inter, che ha realizzato filotti da otto e sei successi, quest’anno nessuno si era spinto a cinque: Napoli e Milan sono salite a quattro, Roma, Juve e Atalanta non hanno mai superato le tre. I calendari hanno un peso in queste sequenze, ma non si può dire che il Como abbia goduto di un percorso facile: fra le cinque battute ci sono la Juve e la Roma, le sue rivali per l’ultimo posto Champions. Le serie sono importanti perché indicano quanto una squadra sia capace di massimizzare i periodi positivi, e se il Como ha ormai convinto tutti del suo ricco mix fra impianto di gioco e qualità dei singoli, è la Juve a mancare con regolarità il salto di qualità del filotto. Il pari col Sassuolo può sembrare un incidente di percorso. (…) Il gol di Gatti all’Olimpico aveva impedito in extremis che la Roma scappasse a +7, e infatti aveva impiombato le ali ai giallorossi, due volte sconfitti poi, ed eliminati in Coppa. Ma la buona vena del Sassuolo ha messo un’altra volta a nudo le pesanti contraddizioni della rosa di Spalletti, che ha quattro centravanti in panchina ma trova più affidabile (e non ha torto) il falso 9 Boga. Nel frattempo (…) la Roma si è riallineata con la sofferta vittoria sul Lecce. Per la prima volta in gol Robinio Vaz (2007), che ha finito giocando fra Arena (2009) e Venturino (2006). Gasperini ha fretta di vincere e nell’epidemia di assenze che lo tormenta preferirebbe qualche rimpiazzo più pronto: ma i suoi giovani sono di qualità, e la qualità brucia le tappe.


T. CARMELLINI – IL TEMPO

Servono il primo gol in giallorosso di Robinio Vaz e
un salvataggio sulla linea dai Hermoso nel finale, per battere il Lecce dell’ex Di Francesco davanti al pubblico inesauribile dell’Olimpico. Nelle gambe e probabilmente anche nella testa dei giallorossi c’era ancora la cocente eliminazione dall’Europa League culmine di un marzo da dimenticare. Il gol liberatorio del francese classe 2007 equivale a un lumicino in fondo al tunnel di una crisi conclamatasi, dopo il pari in extremis con la Juve, con i ko contro Genoa e Como che hanno soffocato l’euforia Champions dei tifosi giallorossi. Una crisi combaciata, guarda caso, con lo stop di Soulé (successivo a quello di Dybala) fantasia imprescindibile per lo sviluppo offensivo della Roma: anche ieri è apparsa chiara la spaccatura tra difesa e attacco. E il 74% di possesso palla non vale punti in classifica. Insomma, che non sia un alibi per nessuno, ma anche gli infortuni contano eccome: agli argentini vanno aggiunti Koné, Dovbyk e Angelino tornato proprio ieri nel finale dopo una vita in infermeria. I giallorossi hanno chiuso la gara contro il Lecce con un attacco composto da un classe 2006, un 2007 e un 2009… qualcosa vorrà pur dire… o no!? Nulla è deciso è chiaro, ma quando mancano otto partite alla fine della stagione la Roma si ritrova a inseguire l’ultimo posto utile per l’Europa “buona” del prossimo anno. Il problema non è solo la Juventus che ieri Gasp & Co. hanno riagguantato al quinto posto, ma soprattutto il Como: unica squadra ad aver vinto tutte ultime cinque partite e che non sembra intenzionata a rallentare. I tre punti di vantaggio rischiano di essere troppi per la Roma che adesso, salutata anche l’Europa League, ha proprio il quarto posto finale come unico obiettivo della stagione. Non centrarlo potrebbe rimettere in discussione tutto, compresa la permanenza di un tecnico che fin venti giorni fa sembrava intoccabile.


T. DAMASCELLI – IL GIORNALE

(…) Ciò che invece conforta è il fatto che il Como sia in Champions League, per meriti netti di campo. Questa ormai è una certezza, imprevista da chiunque, compreso Fabregas; la prevista e ampia vittoria sul Pisa ribadisce il quarto posto a danno di una Juventus senza identità definita, con problemi interni e l’assoluta latitanza di dirigenti in un momento delicato per la classifica e per i conti; l’utilizzo di Vlahovic e Milik, con l’esclusione di Openda e David e la panchina di Zhegrova, è stato uno schiaffo sonoro agli algoritmi di Comolli sul cui futuro tutto è possibile: otto attaccanti per una società indebitata sono un lusso e una bestemmia. Per fortuna, visto il risultato di Firenze, Napoli e Milan tengono il ritmo per dare un’ipotesi di dignità alla Serie A, tra i tornei più modesti di sempre, con arbitri mediocri e rigori inesistenti. (…) Dietro il Como, c’è l’eccitazione della Roma che, con un solo gol al Lecce, ha agganciato la Juventus a 54 punti: dopo la sosta, la trasferta pasquale di Gasperini, a San Siro contro l’Inter, fornirà nuovi dibattiti. Da oggi Coverciano è l’ombelico del calcio italiano. Fino a giovedì, lunga sarà la veglia per l’appuntamento che dovrà significare molto, non ancora tutto. Contro l’Irlanda del Nord deve essere un sì. (…)

Rabbia Gasp: tecnico in silenzio

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Gasperini resta in silenzio. Un film già visto dopo la gara d’andata a Lecce di inizio gennaio, a seguito dell’insoddisfazione per il mercato invernale. La motivazione, questa volta, è un’indisposizione, oltre ad un abbassamento di voce, ma resta il giallo sulla reale motivazione della scelta. A Trigoria, comunque, l’aria resta pesante dopo le tensioni delle ultime settimane e il confronto andato in scena venerdì con Ryan Friedkin, Ranieri e Massara. Il tecnico piemontese, probabilmente, ancora infastidito dall’atmosfera intorno alla squadra è preoccupato per il futuro. Anche se da parte del club non sono mai arrivate richieste di obiettivi o critiche per la gestione e i risultati. Intanto la ripresa degli allenamenti è fissata per domani pomeriggio. I riflettori sono puntati su Soulé, atteso in gruppo dopo il mese di stop per la pubalgia. Non preoccupano le condizioni di Celik e Mancini. Il turco non è stato convocato ieri per un affaticamento al polpaccio. Risponderà, comunque, alla chiamata di Montella, con la speranza di giocare l’eventuale finale playoff per il Mondiale. L’ex Atalanta, invece, è uscito a fine primo tempo per un problema al polpaccio sinistro, ma ha rassicurato i compagni sulle proprie condizioni e sarà a disposizione di Gattuso. Saranno dodici i giallorossi impegnati con le rispettive nazionali. Per chi rimarrà a Trigoria in queste due settimane, invece, è previsto un piccolo richiamo di preparazione.


Gioia Robinio: la prima volta è già decisiva

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Un diamante tutto da sgrezzare. Un acquisto in prospettiva. Nel frattempo, Robinio Vaz si sta ritagliando il proprio spazio, complici i numerosi infortuni nel reparto offensivo. E ieri, all’Olimpico, si è tolto la soddisfazione di realizzare la prima rete con la maglia della Roma e di esultare sotto la Curva Sud.
In un momento delicato, con la squadra di Gasperini che faticava a sbloccare la gara con il Lecce, l’ingresso del giovanissimo attaccante francese ha portato una ventata d’aria fresca. Gli sono bastati sei minuti per creare scompiglio nella difesa di Di Francesco e lasciare il segno sul match con un colpo di testa che è valso tre punti di vitale importanza. “Voglio ringraziare i tifosi per averci sostenuto – ha affermato l’attaccante classe 2007 ai microfoni di Sky Sport – e anche Hermoso per l’assist perché il suo cross è stato perfetto. Ho provato tanta emozione e tanta soddisfazione per questo primo gol sotto la Curva Sud. Cerco di aiutare la squadra e spero di continuare così a lungo. L’importante è mantenere la testa alta anche nei momenti più difficili per diventare più forti“. I margini di miglioramento, soprattutto sul piano tecnico, restano ampi, ma sono già evidenti alcuni passi in avanti rispetto a due mesi fa, quando la Roma ha investito venti milionipiù cinque di bonus – per prelevarlo dal Marsiglia e strapparlo alla concorrenza. Fa a sportellate con i difensori avversari, riuscendo spesso a proteggere il pallone, prima di sprigionare la propria velocità in campo aperto. Qualche segnale incoraggiante era arrivato già nel doppio confronto con il Bologna in Europa League. In particolare, nel ritorno all’Olimpico, dove 1l rigore conquistato e l’assist per Pellegrini avevano dato nuova linfa vitale alla Roma. Ieri, poi, la ciliegina sulla torta. La prima gioia in giallorosso. Con le assenze di Dovbyk e Ferguson, Vaz si è ritrovato ad essere l’alternativa di Malen. Nelle ultime settimane, invece, sembra essere il partner migliore dell’olandese. L’altra lieta notizia della serata dell’Olimpico è il ritorno in campo di Angeliño. Non i minuti simbolici di Glasgow e Atene, ma un quarto d’ora in una partita tutt’altro che chiusa. Una presenza, accolta dal boato di tutto lo stadio, che in campionato mancava dallo scorso 28 settembre (Roma-Verona). “Quanta voglia avevo di giocare di nuovo in casa. Grazie Olimpico” ha scritto su Instagram lo spagnolo, che torna ad essere una soluzione preziosa per Gasperini nella lotta Champions

Riscatto giallorosso, il futuro è Robinio Vaz: “Voglio crescere qui”

Il futuro è già qui. E porta il calcio nel suo nome. Robinio Vaz è la ventata d’aria fresca che spazza via i problemi di una Roma intorpidita e anestetizzata dalla cacciata dall’Europa: Lecce battuto 1-0 all’Olimpico e sogno Champions rianimato (adesso i giallorossi sono a -3 dal Como, quarto). (…) Dopo un primo tempo modalità camomilla, subito dentro Vaz, l’ingrediente mancante per sbloccare la serata. Tutto merito del baby francese (19 anni), entrato come una furia. Robinio spacca la partita – e la porta di Falcone – con la fame di un teenager che vuole dimostrare tutto e subito. Lo fa e sorride: “Il gol sotto la curva sud? Uno spettacolo emozionante“. Ma niente arroganza: “Voglio aiutare la squadra, crescere qui, rimanere“. La presunzione, del resto, non e di casa. Figlio di un papà operaio – che vive di calcio, tanto da chiamare il figlio come il fenomeno brasiliano RobinhoVaz cresce giocando per le strade di Parigi, nelle banlieue della periferia della capitale francese: (…) altezza (185 cm), fisico, voglia di fare. In Francia lo hanno paragonato a Victor Osimhen. Ma lui dice: “Zidane il mio idolo“. (…) Nel giro di poche ore ha fatto capire a Gasperini quanto vale. “Deve ancora crescere“, raccontava sempre l’allenatore. “Per arrivare in alto, servono giocatori di spessore“. Poi ancora:
Su di lui pesa l’investimento molto alto e quindi ci si aspettano grandi cose“. Detto fatto. Eccole, le grandi cose. Una partita dopo l’altra. Per l’ex Marsiglia, il direttore sportivo Frederic Massara nel mercato invernale ha messo sul tavolo 30 milioni (25 di parte fissa più altri 5 di bonus). (…) Vaz però la pressione non la sente mica. Lo dicono i numeri di una carriera sprint: nel 2024 valeva 200 mila euro (versati dal Marsiglia nelle casse del Sochaux). Valore lievitato del 14900 per cento nel giro di pochi mesi. Perché su di lui avevano messo gli occhi tutti: Lione, Psg e non solo. Merito pure di Roberto De Zerbi, che a Marsiglia lo ha lanciato: “Voglio che tutti facciano come lui: ha bruciato l’erba quando è subentrato“. Infuocato Vaz, la sua luce attrae le big d’Europa, che inseguono. Vince la Roma, lo sprint del mercato. E ora se lo gode. “Un talento di grande prospettiva, conteso da molte squadre, dalla Premier League alle tedesche, ma alla fine ce lo siamo assicurati noi. Avrà il tempo di crescere e migliorare vicino ai nostri campioni“, lo aveva incensato Claudio Ranieri, senior advisor del club, ragionando in prospettiva. Ma Vaz, di aspettare, non aveva più voglia.

(La Repubblica)

I sorrisi di Angelino e il silenzio di Gasp (che fa rumore…)

Meglio un mal di gola che un mal pancia. Sarà che il Lecce proprio non va giù a Gasp: all’andata, era il
6 gennaio all’inizio della sessione di mercato, il tecnico non parlò e il suo silenzio fece molto…rumore. Ieri, sempre il Lecce davanti e stessa musica, un altro dribbling a microfoni e taccuini. La posizione ufficiale del club è stata quella di un’indisposizione del tecnico, un mal di gola appunto. C’è chi però giura di aver visto (e sentito) Gasp assai nervoso, a fine partita. (…) Certo è che quel tridente con cui ha chiuso la gara — Vaz, Venturino e Arena — è parso come un messaggio ai naviganti (e ai dirigenti), a maggior ragione avendo lasciato in panchina El Shaarawy e Zaragoza. Com’era quel detto? A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina. Di sicuro in campo la Roma ha risposto presente allo striscione che prima della partita la curva Sud aveva esposto, rivolto ai giocatori: “Dovete meritarvi il rispetto, dimostrate che uomini siete“. Così era iniziata. Ed è finita con gli applausi ad Angelino, prima al momento dell’ingresso per il ritorno in campo poi in occasione di due angoli battuti dallo spagnolo.
L’Olimpico sa accarezzare, quando vuole.

(corsera)


La Roma verde Vaz

Il colpo di testa per la vittoria sotto la curva Sud: Vaz salta al momento giusto e sale finalmente sul palcoscenico. E lo fa con personalità e soprattutto coraggio. Perché sulla pennellata di Hermoso, Robinio ha la forza di staccare da terra per andare a colpire senza più sentire quel macigno che si porta sulle spalle da metà gennaio. E la cifra spesa per il suo cartellino, i 25 milioni versati dalla Roma al Marsiglia per portarlo nella Capitale. (…) La rete al Lecce è pesantissima nella ricorsa Champions. I giallorossi, pur restando sesti per gli scontri diretti e ancora a tre punti dal Como quarto, hanno ripreso la Juventus a 54 punti. (…) Ma l’autostima viene dalla prestazione nella sfida di ritorno di Europa League contro il Bologna: il rigore conquistato e l’assist per Pellegrini che hanno permesso ai compagni di rimontare due reti e di arrivare ai supplementari. Giovedì la tifoseria lo ha promosso e per certi versi scoperto. (…) In sei minuti ha lasciato il segno (dentro al minuto 6 della ripresa, al posto di El Aynaoui). La rete lo ha caricato e spinto.
Ha combattuto, difeso palla, sudato, difeso e cercato il raddoppio fino all’ultimo dei quattro minuti di recupero. (…) Non è stato premiato come migliore in campo solo perché Hermoso, oltre all’assist per il francese, ha poi salvato sulla linea sul colpo di testa di Pierotti evitando il possibile pari. Robinio, con semplicità, ha indicato davanti alle telecamere il compagno che è accanto a lui: “Voglio ringraziare Hermoso per quel cross perfetto in area. Io cerco di aiutare la squadra. Sono contento del mio primo gol con la Roma, spero di continuare a lungo e di tenere la testa alta anche nei momenti difficili per crescere ancora più forte. Io sono contento di me stesso. Ho provato tanta emozione e tanta soddisfazione. È stato speciale segnare il mio primo gol in serie A sotto la curva Sud, anche grazie ai tifosi che ci hanno sostenuto“.

(corsera)

Capello è sicuro“Senza il 4° posto per Spalletti sarà più difficile”

LA GAZZETTA DELLO SPORT (M. GUIDI) – Una brusca frenata, ma la corsa non è ancora finita. Il pareggio con il Sassuolo allo Stadium e il largo successo del Como sul Pisa ieri hanno fatto scivolare la Juventus a
-3 dal quarto posto in classifica. “Ma la Champions è ancora possibile“, chiarisce subito Fabio Capello. Certo, la Juve vista sabato sera ha deluso un po’ tutti. “La mia impressione – continua l’ex tecnico bianconero – è che dopo l’1-0 la squadra abbia pensato che fosse fin troppo facile contro un Sassuolo decimato e relativamente tranquillo. Al solito, però, quando spegni l’interruttore poi è difficile riaccendere la luce e le cose si sono complicate con l’1-1“.

Come vede il futuro di Spalletti, qualora dovesse rinnovare e poi fallire la missione Champions?
“Beh, ovviamente più complicato. È innegabile che Luciano abbia dato qualcosa alla Juve, al netto di qualche risultato sfortunato e per questo credo che in società si siano convinti a puntare ancora su di lui senza aspettare la fine della stagione. Per me, una scelta giusta, anche se non c’è ancora la firma. Non finire nelle prime quattro limiterebbe, però, le possibilità sul mercato e avrebbe ricadute su tutto l’ambiente”.

La Juve che dopo Allegri per due anni di fila cambia allenatore in corsa le fa effetto?
Significa una cosa sola: ai vertici non hanno, o forse non avevano, le idee chiare. C’era confusione. Come in estate: Spalletti era libero, così come Palladino e altri. Eppure è stato confermato Tudor, per poi allontanarlo dopo pochi mesi… Ora c’è Spalletti, che è uno da Juve. Lo dice pure il suo passato“.

Torniamo al presente. In questo turno di campionato la Signora ha perso due punti su Como, Roma e Atalanta: come vede la corsa all’Europa?
Il Como è nel pieno dell’entusiasmo. Vince, gioca bene, segna con facilità. Fabregas – che è molto bravo – ogni tanto si complica la vita con qualche trovata cervellotica, ma non sarà facile andare a riprenderlo, anche perché con la Juve è in vantaggio pure negli scontri diretti e il +3 è in pratica un +4. La Roma non è in un momento brillante e con il Lecce si vedeva come avesse ancora le scorie dell’eliminazione in Europa League. Paga anche le assenze, soprattutto di gente di qualità come Soulé e Dybala. Ha faticato, però, ha portato a casa i tre punti e rimane lì attaccata al treno per la Champions. Anche l’Atalanta ha vinto e insegue più distanzia-ta. Mancano tante partite, è ancora presto per fare pronostici e tutte hanno non solo il diritto, ma proprio il dovere di crederci“.