Blocco Nazionale a pezzi, Inter e Roma sfidano i fantasmi

La sfida di San Siro tra Inter e Roma non sarà solo un big match d’alta classifica, ma anche il primo banco di prova per i nazionali azzurri reduci dalla disfatta di martedì scorso in Bosnia. Un fantasma che aleggia sui protagonisti italiani, evocato persino dal nome di Celik, che in bosniaco significa “acciaio”, proprio come la scritta che dominava la tribuna dello stadio della tragedia sportiva azzurra.

(…) L’elenco di chi cerca una via d’uscita dall’incubo è lungo. Se in casa Inter pesano i recenti errori di Bastoni e Dimarco, tra i giallorossi il clima non è migliore. Bryan Cristante torna in campo con il peso di quella traversa che ancora trema e la maledizione di una carriera che rischia di chiudersi senza aver mai disputato un Mondiale. Anche Gianluca Mancini è chiamato a scuotersi, reduce da prestazioni opache in Nazionale che hanno confermato un momento di forma lontano dai picchi di inizio stagione.

(…) La speranza è che Inter-Roma possa offrire ai giocatori italiani una immediata possibilità di redenzione, lasciando agli stranieri il compito di disegnare una Pasqua divertente o affidandosi alla voglia di rivalsa dei nostri. Il calcio potrebbe concedere quella “otkupnina” — il riscatto in bosniaco — necessaria per dimenticare Zenica e rimettere in carreggiata la stagione giallorossa.

(corsera)

Tentazione Soulé, Gasperini riflette

Gian Piero Gasperini sta ancora valutando i partner d’attacco da schierare al fianco di Donyell Malen. Nelle ultime prove a Trigoria, il tecnico ha testato Pellegrini e Matias Soulé alle spalle dell’olandese, ma la decisione definitiva arriverà solo nelle prossime ore. Se per il capitano il posto sembra solido, la tentazione di lanciare l’argentino dal primo minuto è forte, nonostante i rischi legati a un’assenza dai campi che dura ormai da 45 giorni. Robinio Vaz resta al momento la principale alternativa a Malen, sebbene un loro impiego in coppia sia più probabile a partita in corso.

(…) La gestione di Soulé richiede massima cautela. Per superare una pubalgia particolarmente insidiosa, il calciatore si è sottoposto a sedute in camera iperbarica e lavori specifici in palestra, chiarendo di non voler più ricorrere agli antinfiammatori per scendere in campo. Vedere l’argentino correre e calciare senza dolore negli ultimi giorni ha alimentato l’ottimismo di Gasperini, consapevole però che il ragazzo non ha ancora il ritmo partita necessario per reggere i 90 minuti.

(…) Il tecnico giallorosso ha ruotato moltissime combinazioni sulla trequarti durante la stagione (Pellegrini, Dybala, Soulé, El Shaarawy, Baldanzi, Zaragoza), alla ricerca di un incastro che finora è mancato, complice anche l’infortunio di Dybala che ha stravolto i piani iniziali. L’allenamento pomeridiano sarà l’ultimo banco di prova: Gasperini dovrà decidere se rischiare Soulé dall’inizio o inserirlo a gara in corso, temendo di potersi “bruciare” un cambio qualora l’argentino non fornisse le risposte sperate una volta entrato.

(Il Messaggero)

Ndicka alza il muro, Pellegrini e Vaz possono far male

Se Donyell Malen resta l’osservato speciale in casa giallorossa, Gian Piero Gasperini studia le mosse giuste per fortificare la sua “casa” e colpire l’Inter. Le chiavi del match potrebbero risiedere in tre pedine fondamentali: Evan Ndicka, Lorenzo Pellegrini e la sorpresa Robinio Vaz.

Il muro difensivo poggerà sulle spalle di Evan Ndicka. Il centrale ivoriano, reduce da un ottimo periodo di forma e fresco per non aver giocato l’ultima sfida con la nazionale (…), avrà il compito più delicato: annullare Lautaro Martinez. Forte di una continuità realizzativa inedita (4 reti nelle ultime 5 presenze), Ndicka dovrà puntare tutto sugli anticipi, incollandosi all’attaccante argentino per impedirgli di girarsi o di tagliare alle spalle della linea.

Lorenzo Pellegrini sarà invece il collante tra centrocampo e attacco. Con Soulé destinato inizialmente alla panchina, toccherà al capitano aggiungere estro e imprevedibilità alla manovra (…). Oltre alla fase creativa, Pellegrini sarà chiamato a un sacrificio tattico non da poco: schermare Calhanoglu per inaridire la fonte primaria del gioco nerazzurro.

Infine, cresce l’ipotesi Robinio Vaz dal primo minuto. Il baby francese ha brillato in settimana, incassando i complimenti di Gasperini (…). L’idea del tecnico è quella di affiancarlo a Malen: la presenza di una seconda punta “elettrica” potrebbe togliere pressione all’olandese, liberandolo dalle marcature più strette dei difensori di Inzaghi e garantendo alla Roma una maggiore imprevedibilità offensiva.

(gasport)

Calciomercato Roma, fissata una deadline per il riscatto di Malen: i giallorossi devono esercitarlo entro il 30 giugno

Il riscatto di Malen è una delle priorità della Roma in vista della prossima stagione. Come scrive il quotidiano a tinte giallorosse all’interno dell’accordo stipulato tra giallorossi e Aston Villa, c’è una deadline ben precisa per esercitare il riscatto, ovvero il 30 giugno. Questo, scrive il quotidiano, potrebbe rappresentare un problema per il club giallorosso, dovendo fare i conti con il Fair Play Finanziario. Anche i Villans attendono liquidità entro il 30 giugno per sistemare le casse.

(Il Romanista)

VAI ALLA NEWS ORIGINALE

Con il Como il set point Scudetto

Un set point per lo scudetto. Stasera la Roma attende il Como al Tre Fontane [ore 18,
diretta su Dazn] nell’anticipo per avvicinarsi al tricolore e chiudere il discorso qualificazione in Champions League con cinque giomate d’anticipo. All’Eur sono attesi 900 spettatori, ma è probabile che saranno di più dato che si potranno acquistare i biglietti online al costo di 5 euro, ma anche last minute tramite il
call center (06.89386000]. […] L’allenatore ha recuperato anche Rieke, quindi la rosa è praticamente al completo se si esclude dall’elenco la lungodegente Van Diemen. In campo non mancherà il faro della squadra: Giugliano, infatti, insegue il gol numero 17 della sua stagione da incorniciare. Per il titolo di campionesse d’Italia, il terzo della storia, mancano tre vittorie da qui alla fine del campionato, se l’Inter non rallenta: il distacco, del resto, è di 6 punti e gli scontri diretti sorridono alla
Roma.

(Corsport)

La competenza e i successi. Solo Malagò può rialzarci

È il nostro dirigente sportivo più affermato: da una vita nell’ambiente, come presidente del Coni ha il record di medaglie per traffici di voti e quote di rappresentanza in consiglio federale, e men che meno per un’autocandidatura da parte dello stesso Malagò che secondo alcuni dovrebbe chiedere: «Permesso, mi
fate entrare?
». Semplicemente invece, il calcio italiano dovrebbe chiedere all’ex presidente del Coni l’immenso favore di mettersi alla guida del movimento per farlo ripartire. Basterebbe quello e il carrozzone del pallone riprenderebbe l’abbrivio necessario, poi il resto verrebbe da sé. […] Ma la questione è anche semplice perché il profilo perfetto è già tra noi ed è proprio Malagò, che oltre a essere un appassionato praticamente e competente di calcio (e pure tifoso della Roma, anzi notoriamente tifosissimo) è stato anche il presidente del Coni più medagliato della storia del nostro sport. […] Le ultime due edizioni estive dei Giochi (Tokyo e Parigi) hanno portato all’Italia il record storico di medaglie dal 1896 a oggi (40) e lo stesso dicasi per le ultime Olimpiadi invernali, chiuse con la mostruosa cifra di 30 medaglie, una quota mai nemmeno avvicinata nella storia (il massimo erano state le 20 di Lillehammer 1994). Esistono dirigenti sportivi in Italia che possono minimamente avvicinare certe cifre? Non risulta. […] È che per guidare una federazione servono dirigenti veri, e navigati, che sappiamo fare un lavoro difficilissimo, in bilico tra competenza sportiva, capacità politiche e visioni lungimiranti. Malagò è uno che sa parlare agli atleti e ai dirigenti per spronarli a dare il meglio, lo fa da una vita fin dal suo Circolo Canottieri Aniene, di cui è socio di spicco oltre a esserne stato presidente e tuttora ispiratore, un luogo di sport che è un’eccellenza italiana e non solo, con decine di grandi atleti azzurri che ne fanno parte. Inoltre, sul piano della stretta politica sportiva, ha esperienza e allori più di tutti. Giova ricordare che grazie a Malagò e alla sua reputazione nel mondo dello sport, l’Italia ha potuto organizzare le ultime Olimpiadi invernali in casa, per non parlare della famosa ferita ancora aperta di Roma 2024: alle Olimpiadi di Rio
nel 2016 e possiamo testimoniare che il gotha del Cio era stato già affascinato e avvinto dal progetto dei Giochi a Roma e l’Urbe avrebbe sicuramente ottenuto l’assegnazione, se poi Malagò non fosse stato stoppato proprio dal governo della sua
città. […]Aspetta solo una chiamata dal calcio, che lui ama da quando è nato, come e più degli altri sport che sono stati la sua vita e di cui ha una conoscenza enciclopedica. Ma il calcio si fa aspettare, e intanto conferma i suoi tempi biblici: ci vorrà l’assurdità di altri 81 giorni prima dell’elezione del nuovo presidente. Troppi. Infatti, come tante altre cose, le regole del gioco sono da cambiare. Malagò potrebbe fare anche quello. Ma chiamatelo, e di corsa.

(Corsera)

Soulé e Angeliño lavorano verso San Siro. Gasperini studia la formazione anti-Inter

IL ROMANISTA (D. FIDANZA) – […] Tra due giorni, nella domenica di pasqua, la Roma scenderà in campo a San Siro alle 20.45 contro l’Inter, in un delicato big match di giornata importante per le ambizioni di entrambe le squadre. Da una parte l’Inter deve difendere la vetta della classifica dagli assalti di Milan e Napoli – che si sfideranno in questo turno – mentre dall’altra la Roma dovrà cercare di portare a casa dei punti che possono essere cruciali alla fine della stagione nella corsa al quarto posto. […] Su tutti, i riflettori sono puntati ovviamente su Mati Soulé. L’attaccante argentino ha saltato praticamente tutto il mese di marzo a causa della pubalgia, ma dalla scorsa settimana ha ricominciato a lavorare a Trigoria per farsi trovare pronto all’appuntamento di domenica. Anche ieri Mati si è allenato forte e regolarmente in gruppo insieme ai compagni di squadra sotto la guida di Gasperini. […] Rimane da capire poi quale sarà la modalità del suo impiego, se dal primo minuto oppure se a gara in corso. Stesso discorso vale per l’altro rientrante, ovvero Angeliño. L’esterno spagnolo in realtà è già tornato in campo contro il Lecce nell’ultima giornata subentrando nel secondo tempo, e a causa dell’infortunio di Wesley è un candidato alla partita di domenica. […] Gli unici dubbi riguardano proprio i due citati. Se Soulé e Angeliño non dovessero farcela pronti rispettivamente El Aynaoui e uno tra Rensch e Tsimikas con Celik esterno dall’altra parte. Davanti Malen e Pellegrini con Pisilli e Cristante in mezzo. Dietro il solito terzetto con Mancini, Ndicka ed Hermoso davanti a Svilar pronto a proteggere i pali della porta romanista.

Gasperini punta sulla rinascita di primavera

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Benedetta primavera. La Roma ha salutato l’inverno ritrovando la vittoria con il Lecce, ma è arrivata all’ultima sosta dell’anno con le gomme sgonfie, complice un’infermeria sempre più affollata. Durante la pausa, Gasperini ha lavorato con una rosa ridotta – dodici i nazionali giallorossi –
e, come al solito, ha intensificato l’attività atletica per farsi trovare pronti nel momento cruciale della stagione. Non a caso l’Atalanta di Gasp, dopo la sosta di marzo, è stata una garanzia. Nel 2018/19 e 2020/21 sono arrivati i finali di stagione migliori. In entrambi i casi, la Dea raggiunse anche la finale di Coppa Italia, perdendo rispettivamente con Lazio e Juventus. Nella stagione 2018/19, mantenne una media di 2,4 punti a partita nelle ultime dieci, passando dal settimo al terzo posto. Guadagnò una posizione – da quarta a terza – dopo la sosta di marzo della stagione 2020/21, con una media 2,3 punti nelle ultime dieci. Due anni fa, nonostante il sesto posto a metà marzo, si qualificò in Champions perdendo soltanto una delle ultime nove partite. In quella stagione, conquistò l’Europa League e raggiunse la finale di Coppa Italia (persa con la Juve). Tra aprile e maggio, Gasperini sa fare la differenza. L’obiettivo e restare in corsa per la Champions a fine mese, quando rientreranno gli infortunati.

Rebus esterni

IL TEMPO (L. PES) – Speranze e paure nella notte di Pasqua a San Siro. I destini di Roma e Inter passano per il big match che apre la fase finale del campionato tra il timore nerazzurro di perdere ancora punti sulle inseguitrici e la voglia dei giallorossi di restare aggrappati alla corsa al quarto posto fino alla fine. Tra assenze e recuperi Chivu e Gasperini attraversano momenti differenti. Il romeno perde Bisseck (risentimento al flessore) ma ritrova praticamente tutta la squadra compresi Lautaro e Mkhitaryan mentre il tecnico di Grugliasco può finalmente riabbracciare Soulé, che partirà verosimilmente dalla panchina, ma durante la sosta ha perso Wesley oltre ai forfait già noti di Dybala, Koné, Dovbyk e Ferguson. Un anno fa, più o meno, alla Roma di Ranieri riuscì il colpo al Meazza dopo otto anni di digiuno firmato proprio dall’argentino che assestò un colpo decisivo all’ultima Inter di Simone Inzaghi che chiuse alle spalle del Napoli. Moduli quasi speculari, almeno fino alla mediana con i nerazzurri stabilizzati ormai sul 3-5-2 e i giallorossi che potrebbero variare in base a quanti centrocampisti sceglierà di utilizzare il tecnico. Per questo, come capita spesso in contesti tattici simili, tanto del match si deciderà sulle fasce dove entrambe le squadre, per motivi diversi, in bilico tra poche certezze e tanti interrogativi. Chivu ha recuperato ormai da quasi un mese Dumfries, tornato anche in nazionale dove è stato espulso nell’ultima amichevole, freccia fondamentale del gioco nerazzurro. L’olandese, tra l’altro, sfiderà la corsia debole dei giallorossi che senza Wesley saranno costretti a schierare uno tra Rensch e Tsimikas, col connazionale di Dumfries favorito. Meno chance, invece, per Angelino che ha rivisto «davvero» il campo contro il Lecce ma al momento non sembra avere la condizione per un match di così elevata intensità. Più chiara la situazione dall’altro lato del campo: per la Roma agirà Celik che dovrà cercare di approfittare della condizione non ottimale di Dimarco, reduce dai novanta minuti molto complicati giocati in Bosnia con la Nazionale. Condizione fisica e mentale di certo non ottimale al contrario del turco giallorosso che in Kosovo ha strappato il pass Mondiale giocando praticamente tutta la partita. Duelli a tutto campo che accenderanno una partita che all’andata fu bella e intensa, vinta dall’Inter grazie a un gol precoce favorito dalla difesa romanista e i tanti errori degli attaccanti di Gasperini che graziarono Sommer. Le due squadre vivono momenti diversi rispetto all’incrocio di ottobre ma anche di situazione di classifica tra chi insegue e chi difende. Una maratona lunga ancora otto tappe che da questo snodo chiarirà ancora meglio le ambizioni di entrambe. Tornare da Milano con punti in cascina darebbe nuova linfa a una Roma che in questa stagione non è ancora riuscita a battere una delle prime quattro della classifica, migliorando gli score nel girone di ritorno con tre pareggi ma raccogliendo i rimpianti con Napoli e Juve. Ora, però, i rimpianti non servono più.

Totti soccer school: sequestrati i conti. Sotto inchiesta il fratello dell’ex campione

Conti correnti bloccati. Sequestro preventivo. Scatta il il blocco sui conti della Totti Soccer School: due rapporti bancari riconducibili a Riccardo Totti finiscono sotto chiave su disposizione del gip. Il fratello di Francesco Totti, da sempre legato alla società che porta il cognome dell’ex stella giallorossa, è ora al centro di un’indagine per mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Tradotto, secondo la pm Vittoria Bonfanti avrebbe aggirato un pignoramento. Al centro c’è la richiesta di una ex dipendente della società. La donna ha fatto causa sostenendo di aver lavorato nella Totti Soccer School nella segreteria senza essere pagata correttamente, per anni e con continuità. I giudici le hanno dato ragione, riconoscendole stipendi arretrati e risarcimenti per oltre centoventimila euro, tra differenze retributive e indennità. Soldi dovuti, nero su bianco. […] Quando scatta il controllo sui conti ufficiali della società, dentro c’è poco o nulla. Eppure l’academy incassa, soprattutto nei mesi estivi: iscrizioni, rette, ritiri, attività sportive. Flussi di denaro costanti, ben noti a chi frequenta la scuola calcio. Ed è qui che, per la finanza, il denaro cambia strada e smette di passare dai canali ufficiali. […] Il meccanismo è semplice: gli incassi finiscono su conti “paralleli”, mentre quelli pignorati restano vuoti. Ma le ricevute continuano a essere emesse a nome della società originaria, come se nulla fosse cambiato e come se i pagamenti seguissero ancora il percorso regolare. Le verifiche bancarie confermano il quadro: i conti ufficiali si svuotano, quelli alternativi si riempiono. E per il gip Luca Battinieri non è una coincidenza, ma una scelta mirata a sottrarre le somme alla procedura esecutiva e lasciare l’ex segretaria della Totti soccer school senza quanto le spetta, nonostante una sentenza le dia ragione. Da qui la decisione: bloccare subito quei conti. […]

(la Repubblica)