Per la Roma altra tegola: Mancini out 2-3 settimane

Più che piovere, grandina sul bagnato. E pure di brutto. La Roma, infatti, perde anche Gianluca Mancini e aumenta il livello di emergenza di una squadra che da inizio stagione ha già accumulato ben 150 partite saltate a causa dei vari infortuni. Per il difensore giallorosso si tratta di uno stop di 2-3 settimane a causa di una lesione all’adduttore destro rimediata alla fine del primo tempo della gara persa domenica contro l’Inter, poco prima del 2-1 di Calhanoglu. La situazione era sembrata subito grave considerata l’alta soglia del dolore dell’azzurro. Il problema muscolare di Mancini si somma a quelli recenti di Koné e Wesley e priverà Gasperini di uno dei leader della squadra per almeno due partite, quelle contro Pisa e Atalanta. L’obiettivo, non facile, è di tornare contro il Bologna il 25 aprile quando dovrebbe rivedersi anche Dybala. Altrimenti tutto rinviato al 3 maggio contro la Fiorentina. Al suo posto verrà promosso Ghilardi che però non garantisce lo stesso lavoro da braccetto di Mancini.

(gasport)

Sotto processo, crisi Roma: rivoluzione Friedkin. Dopo l’Inter nessuno è intoccabile

LEGGO (F. BALZANI) – La pazienza è finita e ora tutti nella Roma sono sotto processo. La cinquina subita a San Siro ha allontanato i giallorossi dalla zona Champions e conclamato una crisi enorme nata dopo il pari con la Juve di un mese fa. Dopo 11 sconfitte, l’eliminazione dalle coppe e il quarto posto che ormai sembra una chimera, nella capitale è scattata una contestazione nata su social e radio e che proseguirà anche venerdì all’Olimpico contro il Pisa. Una Pasquetta amara per i tifosi romanisti che non risparmiano nessuno: dalla società al tecnico passando per i senatori della squadra. I Friedkin osservano preoccupati e hanno intenzione ora di smantellare il gruppo storico di una Roma che in 8 anni non è mai andata in Champions. Di visione opposta Gasp che per la prossima stagione chiede invece rafforzamenti mirati puntando il dito soprattutto sulle scelte di mercato di Massara. Una sorta di Trono di Spade all’amatriciana infinito che da anni conosce sempre lo stesso finale. La crisi ha diversi responsabili e tre punti principali. Il primo riguarda proprio gli investimenti sballati. Tra estate e gennaio la Roma ha speso cento milioni, esattamente 96,5, che diventeranno 121,5 con il riscatto di Malen. Ma oltre all’olandese solo Wesley ha rispettato le aspettative. Poi c’è la questione infortuni e le diatribe con lo staff medico. Sono 150 le partite saltate complessivamente dalla rosa, a cui si aggiungono ora quelle di Mancini al quale è stata diagnosticata una lesione al polpaccio. Segno che la preparazione estiva a Trigoria non ha funzionato. Poi c’è l’involuzione del gioco e il crollo della difesa. Gasp non è riuscito a dare un’impronta dominante come all’Atalanta, non ha fatto emergere giovani e ha creato minime plusvalenze. E ora mancano anche le certezze del reparto arretrato: già 16 i gol subiti nel ritorno, furono 12 in tutto il girone d’andata. Mazzate incredibili sul progetto dei Friedkin che ha goduto fino a pochi giorni fa dell’appoggio della piazza. Ora però le cose sono cambiate e si chiede maggiore chiarezza sul futuro. Anche al totem Ranieri rimasto di nuovo in silenzio dopo la figuraccia contro l’Inter.

Il ko di San Siro scuote la proprietà: i Friedkin valutano una rifondazione della rosa in estate

La sconfitta per 5-2 subita contro l’Inter ha innescato una profonda riflessione all’interno della proprietà americana. Il risultato di San Siro, al di là dell’aspetto numerico, è stato recepito dai Friedkin come una fotografia nitida dei limiti strutturali della rosa attuale: difesa fragile, equilibri precari e una personalità ancora troppo altalenante per competere stabilmente con i vertici del campionato.

Sebbene la stagione fosse stata impostata come un’annata di transizione, la proprietà non sembra più disposta ad accettare piazzamenti anonimi tra il quinto e il sesto posto. La mancanza di continuità è considerata il problema principale da risolvere per interrompere un ciclo di risultati ritenuti insufficienti per le ambizioni del club. Per questo motivo, secondo le ultime indiscrezioni, il “nucleo” della squadra è finito sotto osservazione e l’estate potrebbe portare a una rifondazione tecnica, con scelte anche dolorose che potrebbero coinvolgere calciatori finora considerati intoccabili.

Il finale di campionato, con le ultime sette partite ancora da disputare, servirà come test definitivo per molti elementi del gruppo. Al termine della stagione è già previsto un vertice tra la proprietà, il direttore sportivo Frederic Massara e il tecnico Gian Piero Gasperini: in quella sede verrà tracciato il bilancio definitivo e stabiliti i criteri per la costruzione della Roma del domani, con l’obiettivo dichiarato di aumentare drasticamente il livello di competitività della rosa.

(corrieredellosport.it)

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Arrivano conferme anche da Filippo Biafora, giornalista de Il Tempo, il quale su X ha scritto, rispondendo a un post: “Il focus è sui calciatori. C’è volontà di rinnovamento drastico del nucleo squadra“.

I VOTI DEGLI ALTRI – NDICKA “un disastro su Thuram” – MANCINI “esce e la Roma crolla” – CRISTANTE “spaesato”

Notte fonda a San Siro per la Roma di Gian Piero Gasperini, travolta 5-2 dall’Inter nella sfida di Pasqua. Una sconfitta pesante che allontana il sogno Champions e mette a nudo i limiti difensivi dei giallorossi, crollati nel secondo tempo dopo l’uscita di Mancini. Proprio il difensore azzurro è uno dei pochi a salvarsi: “Finché resta in campo, la Roma regge. Lotta, tiene la linea e trova anche il gol del momentaneo pareggio. Poi arriva la sua uscita e la squadra crolla: non è affatto un caso” (Corriere dello Sport). Serata da incubo invece per Evan Ndicka, bocciato unanimemente: “Pronti via, Thuram gli svernicia la portiera. Le ammaccature sono solo all’inizio. Un disastro la marcatura sul francese e regala anche il quinto gol” (Corriere della Sera/Il Messaggero). Male anche la mediana e le fasce, con Celik e Cristante tra i peggiori in campo.

MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, Il Romanista)

Svilar 5,00
Mancini 6,00
Ndicka 4,10
Hermoso 4,60
Celik 4,30
Cristante 4,50
Pisilli 5,10
Rensch 4,70
Soulé 5,50
Pellegrini 5,60
Malen 5,90

Ghilardi 4,80
Tsimikas 4,80
El Shaarawy 5,25
Ziolkowski sv

Gasperini 5,00

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 5
Mancini 6
Ndicka 4
Hermoso 5
Celik 4,5
Cristante 5
Pisilli 5,5
Rensch 5,5
Soulé 6
Pellegrini 5,5
Malen 6

Ghilardi 5
Tsimikas 5
El Shaarawy 5,5
Ziolkowski sv

Gasperini 4,5

IL MESSAGGERO

Svilar 5
Mancini 6
Ndicka 4
Hermoso 5
Celik 5
Cristante 4,5
Pisilli 4,5
Rensch 4,5
Soulé 6
Pellegrini 6
Malen 6

Ghilardi 5
Tsimikas 5
El Shaarawy 5,5
Ziolkowski sv

Gasperini 4,5

CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 5
Mancini 6
Ndicka 4
Hermoso 4
Celik 4
Cristante 4
Pisilli 5,5
Rensch 4
Soulé 5
Pellegrini 5,5
Malen 5,5

Ghilardi 4,5
Tsimikas 5
El Shaarawy 5
Ziolkowski sv

Gasperini 4,5

CORRIERE DELLA SERA

Svilar 5
Mancini 7
Ndicka 4,5
Hermoso 5
Celik 4
Cristante 5
Pisilli 5,5
Rensch 4,5
Soulé 5
Pellegrini 5,5
Malen 6

Ghilardi 5
Tsimikas 5
El Shaarawy 5,5
Ziolkowski sv

Gasperini 6

IL ROMANISTA

Svilar 5
Mancini 5
Ndicka 4
Hermoso 4
Celik 4
Cristante 4
Pisilli 4,5
Rensch 5
Soulé 5,5
Pellegrini 5,5
Malen 6

Ghilardi 4,5
Tsimikas 4
El Shaarawy 5
Ziolkowski sv

Gasperini 5

Italia, ultimo stadio

Quello che il calcio ha chiesto, e il Governo finora non ha fatto, deve diventare in fretta realtà se vogliamo avere stadi più moderni e, in particolare, cinque impianti con i requisiti per ospitare le partite dell’Europeo 2032, manifestazione che organizzeremo insieme alla Turchia. Rispetto a noi i turchi sono avanti anni luce e il
commissario straordinario Massimo Sessa, ufficialmente operativo da venerdì, dovrà … accelerare per evitare, dopo quella della nostra Nazionale sul campo, una figuraccia del Paese sugli stadi. […] In questo momento solo l’Allianz Stadium è certo di ospitare le partite del torneo continentale, tra sei anni. Il resto è un grande punto interrogativo. La Figc dal Governo si aspettava il riconoscimento di una percentuale (l’1%) sulle scommesse sul calcio in quanto sono le società a produrre lo spettacolo. I soldi, tra i 150 e 200 milioni a stagione, sarebbero confluiti in un fondo che avrebbe finanziato gli investimenti nelle giovanili e nelle infrastrutture (stadi e centri sportivi). La Federazione aveva chiesto anche l’introduzione di sgravi fiscali (ad esempio in termini di tax credit) sempre per stadi e centri tecnici (in particolare per i giovani, i dilettanti e le donne) oltre alla creazione di un fondo di private equity per trasformare le infrastrutture sportive in asset immobiliari e commerciali redditizi. […] La Figc inoltre sottolinea che, a differenza di quanto successo per le Atp Finals, la Ryder Cup, le Olimpiadi di Milano-Cortina e l’American’s Cup, il calcio non ha avuto soldi pubblici (promesso un fondo da 100 milioni per i nuovi stadi di Euro 2032). In realtà dall’esecutivo filtra che questi 100 milioni sono già stati assegnati dal Mef e saranno una prima tranche. A giorni sarà dato il via libera ai due regolamenti del Fondo italiano per lo sport. […] Da tempo altri Paesi europei ci hanno superato a livello di stadi. Tra chi ha messo la freccia pure la Turchia, nostro partner a Euro 2032: il Vodafone Park di Istanbul, casa del Besiktas, è stato inaugurato nel 2016, il Kadir Has a Kayseri nel 2009, l’Ali Sami Yen del Galatasaray nel 2011, il Senol
Güneş a Trabzon nel 2016, il Konya Metropolitan Stadium a Konya nel 2014, la Timsah Arena a Bursa nel 2015, il Kalyon Stadium a Gaziantep nel 2017, il Gürsel Aksel Stadyumu di Izmir nel 2020 e il Yeni Hatay Stadyumu di Antiochia nel 2021. […] E in Italia come rispondiamo? Le difficoltà burocratiche hanno reso l’iter in salita a Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Verona. Il 2032 si avvicina e in nessuna di queste città è stata posta la prima pietra: nella Capitale e a Cagliari i nuovi stadi hanno avuto un’accelerazione, mentre l’inchiesta della procura di Milano rischia di rallentare il nuovo San Siro. Entro luglio i Comuni dovranno fornire alla Figc i documenti sullo stato di avanzamento delle opere; a settembre la Figc darà un’indicazione alla Uefa sulle sedi. Entro marzo 2027 il via dei lavori. Per l’Uefa vigila Michele Uva, da poco nominato Executive director di Euro 2032 Italia.

(Gasport)

Avanza Soulé, ballottaggio a sinistra. Chivu rilancia Lautaro e Thuram

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Gasp riabbraccia Soulé. Un mese e mezzo dopo l’ultima volta – al Maradona – l’attaccante argentino torna tra i convocati. L’ex Frosinone ha superato i dolori derivanti dalla pubalgia e la sua condizione è migliorata soprattutto nell’ultima settimana. Al punto che la tentazione del tecnico di Grugliasco di mandarlo in campo dal primo minuto a San Siro può trasformarsi in realtà. Soulé è il favorito per agire sulla trequarti con Pellegrini alle spalle di Malen. Con Cristante e Pisilli a formare la coppia in mezzo al campo ed El Aynaoui, reduce dai due gol realizzati in nazionale, pronto a subentrare. L’alternativa prevede l’inserimento di tutti e quattro i centrocampisti contemporaneamente, escludendo l’argentino dall’undici titolare. Sullo sfondo, poi, la possibilità di schierare Robinio Vaz al fianco di Malen, anche se l’attaccante francese ha dimostrato di saper incidere a gara in corso. L’altro dubbio è costituito dal sostituto dell’infortunato Wesley sulla corsia di sinistra, mentre sul lato opposto rientrerà Celik. Nonostante la prova con il Lecce sia stata poco convincente, Tsimikas è favorito nel ballottaggio con Rensch. Anche a San Siro, Gasperini è intenzionato a confermare il terzetto difensivo composto da Mancini, N’Dicka ed Hermoso per fermare Lautaro Martinez e Thuram. Il capitano dell’Inter si è messo alle spalle l’infortunio al soleo della gamba sinistra rimediato a metà febbraio in Champions contro il Bodo Glimt ed è pronto per tornare in campo dal primo minuto. Recuperato anche l’ex giallorosso Mkhitaryan, ma saranno Barella, Calhanoglu e Zielinski a comporre il centrocampo. Nessun dubbio sulle fasce con Dimarco a sinistra e Dumfries sul lato opposto, mentre non sarà a disposizione Carlos Augusto per squalifica. Il nodo che Chivu dovrà sciogliere riguarda il sostituto di Bisseck, costretto a saltare la sfida con la Roma per un risentimento ai flessori della coscia destra. Acerbi è leggermente favorito su de Vrij per completare il terzetto di difesa con Akanji e Bastoni.

In testa solo l’Inter

IL TEMPO (L. PES) – Presente e futuro che si intrecciano in una notte ancora cruciale per la corsa Champions. Pasqua a San Siro per la Roma che stasera (fischio d’inizio ore 20.45, diretta Dazn) fa visita all’Inter capolista per cercare di tornare nella Capitale con punti preziosi nel rush finale d’inseguimento al Como. Gasperini tiene alta la concentrazione ma, inevitabilmente, la mente va anche al futuro, il suo. Impossibile nascondere dissapori con la dirigenza (che non è la proprietà, come specifica oculatamente Gasp), ma il tecnico è abile a destreggiarsi con la dialettica facendo emergere un concetto chiave: «Voglio rimanere». E la condizione, tutto sommato, è semplice. «Me lo auguro sicuramente, che si possa continuare a fare un percorso dove non devo essere solo soddisfatto io, devono essere soddisfatte tutte le componenti, è chiaro». In realtà la linea della società, da questo punto di vista, non è cambiata rispetto a giugno scorso: avanti così, ognuno al suo posto. Per questo, eventualmente, la scelta di separarsi sarebbe dell’allenatore, qualora quest’ultimo non trovasse sintonia con i progetti futuri. «Con la proprietà ho un rapporto sempre molto schietto, molto aperto, molto sincero e anche molto condiviso. Io cerco di portare quelle che sono le mie esperienze, le mie idee per soddisfare quello che mi ha chiesto la proprietà quando è venuta a cercarmi per venire a Roma. Per me è un’esperienza comunque fantastica, è chiaro in mezzo a delle difficoltà, in mezzo a delle difficoltà, perché non tutti vedono il calcio giustamente nel proprio modo, non tutti, però io cerco di portare e di applicare quello che è il mio modo che mi ha portato fino a oggi ad allenare la Roma e a fare il mio percorso in carriera, cercando di chiedere delle soluzioni compatibili con le possibilità della società per avere una squadra sempre migliore». Priorità, quindi, a rafforzare la squadra, soprattutto numericamente. Uno dei timori più grandi dell’allenatore di Grugliasco sin dal mercato invernale, viste le tante partenze a giugno di «un gruppo solido, bello, compatto, professionista molto, che va migliorato, non smantellato». L’obiettivo resta
quello del quarto posto, soprattutto per l’importanza economica, che i giallorossi hanno occupato per lungo tempo in questo campionato ma che oggi sono costretti
a rincorrere, anche se la condizione fisica, per Gasp, non rappresenta una preoccupazione. «Abbiamo fatto un buon lavoro in queste due settimane ma con otto-nove giocatori. La squadra sotto questo profilo non è mai mancata. Quindi non penso assolutamente, io ho già detto nelle ultime circostanze, rimanendo le ultime partite, anche a parte Lecce o non solo Cremonese che abbiamo vinto, ma anche in quelle Juventus, Milan, Bologna, Napoli, sono state partite giocate molto bene, con condizione, con mentalità, con dei momenti di grande emozione e grande entusiasmo, che purtroppo non sono coincisi con la vittoria». Gasperini, però, deve prima di tutto lottare contro un suo tabù. Infatti contro la sua ex Inter non vince da otto anni e viene da una striscia terribile di nove sconfitte consecutive. Lo scorso anno, era il 27 aprile, la Roma uscì vincitrice da San Siro proprio grazie a quel Soulé che oggi dovrebbe partire dall’inizio dopo quasi due mesi di assenza. Chissà se la stella argentina possa portare al primo successo contro una big. Per una notte al quarto posto insieme al Como.

Gasp, messaggio alla Roma: “Mi auguro di restare qui”

Alla vigilia di Inter-Roma si parla più dell’estate che del big match. Più di luglio che di San Siro. A spostare il baricentro della discussione ieri è stato lo stesso Gian Piero Gasperini. «Se sarò l’allenatore della Roma il prossimo anno? Me lo auguro. Spero che si possa continuare a fare un percorso dove non devo essere solo soddisfatto io, devono essere soddisfatte tutte le componenti». Quella di Gasp non suona come un passo indietro, né come una porta aperta all’addio. Somiglia piuttosto a un modo per alzare il livello e ricordare che per continuare insieme serve una piena convergenza tra visione tecnica, sostenibilità economica e ambizione sportiva. […] Nel suo discorso, Gasp nomina la famiglia Friedkin. «Io con la proprietà ho un rapporto sempre molto schietto, molto aperto, molto sincero e anche molto condiviso. Cerco di portare quelle che sono le mie esperienze, le mie idee per soddisfare quello che mi ha chiesto la proprietà quando è venuta a cercarmi per venire a Roma». […] Dai Friedkin ai calciatori, senza intermediari: «Per me la priorità è la squadra, se la squadra funziona, funziona tutto il resto. Perché i giocatori sono la vera parte forte, la vera parte importante di questa società». Un gruppo che per Gasp «non va smantellato, ma rinforzato». […] Per eventuali rapporti e confronti («mai avuti») e progetti condivisi con il ds Massara o il senior advisor Ranieri, Gasperini non si pronuncia.[…] Gasp questa sera ritrova Soulé dopo un mese e mezzo dall’ultima presenza: «Ha recuperato, si è allenato queste due settimane con noi. La prima un po’ in difficoltà, questa ultima settimana sicuramente molto meglio. Era di nuovo lui». Più delicata invece la situazione sulla fascia sinistra, dove pesa l’assenza di Wesley. […]

(la Repubblica)

Gasp lancia la volata Champions: Soule con Malen

Quarantanove giorni fa la Roma era quarta in classifica e guardava al terzo posto del Napoli, più che al sesto del Como. Poi è successo tanto. E una cosa più delle altre: Soulé non ha più messo piede in campo. L’incubo dell’argentino è finito. Quello della Roma, chissà. Ma una buona mano potrà darla proprio l’attaccante, che ha convinto Gian Piero Gasperini a dargli una maglia da titolare: queste le indicazioni di ieri, se non ci saranno stravolgimenti sarà lui a far coppia con Malen a San Siro, contro l’Inter. […] Soulé che torna a dar peso all’attacco, un compagno a Malen e una soluzione in più a Gasp, che in quel ruolo ha dovuto adattare pure i centrocampisti. Oppure ha provato a fidarsi di Zaragoza, ieri bocciato così dal tecnico: «Mi aspettavo di più da lui, indubbiamente. Tutti ci auguravamo che fosse capace di darci accelerazioni, speriamo da qui in avanti». […] Soulé più Malen più Pellegrini: da qui in poi sarà questo il tridente che dovrà provare a portare la Roma in Champions. […] È un buon punto di partenza, per una Roma che prova a stringere i denti. All’orizzonte, le notizie non sono così negative: «Koné e Wesley stanno meglio rispetto alle diagnosi iniziali»: così Gasperini ha confermato le indiscrezioni dei giorni scorsi. Entrambi saranno probabilmente a disposizione già dalla gara con l’Atalanta del 18 aprile. […] Gasp ci crede. E difende il gruppo portante: «Sento dire che qui c’è gente con cui al massimo si arriva al 5°-6° posto. Occhio, perché magari se vanno via loro fai presto ad arrivare 12°-13°. Questo è un gruppo solido, che va solo completato». Con la Champions sarebbe più semplice farlo.

(Corsera)