UEFA, Ceferin: “Gli stadi italiani sono una vergogna. È tempo di agire, il governo deve aiutare i club”

SPORT MEDIASET –  Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, ha rilasciato un’intervista all’emittente televisiva e tra i vari temi trattati ha criticato duramente la condizione degli stadi italiani. Ecco le sue parole.

La candidatura di San Siro per ospitare la finale di Champions League è stata recentemente respinta. C’è un dibattito aperto sul nuovo stadio a Milano. Cosa ne pensa?
“Penso che le infrastrutture calcistiche italiane siano una vergogna. Siete uno dei Paesi calcistici più grandi, avete vinto molti Mondiali, Europei, Champions League. E allo stesso tempo, tra i grandi Paesi, avete di gran lunga le peggiori infrastrutture. A essere onesto, sono un po’ stanco di queste discussioni italiane sulle infrastrutture, perché tutto ciò che vediamo sono solo parole. Spero che l’Italia faccia qualcosa. I club hanno bisogno di aiuto da parte del governo, dei comuni, e anche da investitori privati. È tempo di agire, perché la situazione è pessima”.

Anche perché l’Italia e la Turchia hanno perso l’Europeo 2032. Pensa che l’Italia potrà recuperare sul fronte delle infrastrutture o è preoccupato?
“Non sono ancora preoccupato. Penso che ora anche il governo abbia capito che deve fare qualcosa. Ho molta fiducia in Gabriele Gravina, che è il mio primo vicepresidente. Farà tutto il possibile per colmare il gap. Sono sicuro che l’Italia ospiterà l’Europeo del 2032”.

Molti allenatori e giocatori si lamentano di un calendario troppo fitto. Cosa ne pensa?
“Il calendario è pieno. Talmente pieno che non possiamo aggiungere più partite. Sono d’accordo. Ma la situazione è paradossale. Da un lato, i club vogliono essere sostenibili e hanno bisogno di più partite per avere ricavi. Dall’altro, i giocatori giocano troppo e si infortunano. Ma se i club fossero abbastanza forti finanziariamente per pagare tutto, non avrebbero bisogno di così tante partite. È un circolo vizioso”.

Molti tifosi lamentano la mancanza di chiarezza sull’uso del VAR. È prevista una comunicazione più trasparente come in altri sport?
“Anch’io mi lamento spesso delle decisioni del VAR. Ho detto tante volte che il VAR è utile. Ma sul fallo di mano, nessuno sa davvero cosa sia e cosa non sia. Sul fuorigioco è giusto annullare un gol per tre centimetri di fuorigioco – come successo all’Inter. Le regole sono quelle e dobbiamo rispettarle. Ma penso che si possa lavorare di più sul VAR. Per quanto riguarda una comunicazione pubblica, per ora non se ne parla”.

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DYBALA: “Futuro? Non chiudo la porta ad un ritorno in Argentina, Paredes mi fa pressione per andare al Boca” (VIDEO)

Torna a parlare Paulo Dybala. Lo ha fatto attraverso un’intervista al giornalista argentino Gaston Edul. Queste le sue parole:

Come va dopo l’infortunio?

“Ora sono un po’ più tranquillo All’inizio quando ho saputo quanto sarei stato fuori è stata dura perché ho saltato la nazionale e avevamo delle partite importanti qui a Roma. Era tutto molto bello, mi sentivo bene fisicamente e stavo vivendo uno dei migliori periodi dell’anno. L’infortunio è stato una doccia fredda ma ora l’ho assimilato e sto lavorando per tornare il più presto possibile. Sapere che sarei tornato in nazionale era bellissimo. Essere lì mi aiuta e doverci rinunciare mi uccide. Mi preparo tutto l’anno per giocare quelle poche partite che abbiamo”

Il mondiale con l’Argentina…

Sono arrivato ai Mondiali in Qatar per un pelo, a causa di un infortunio. Sono riuscito ad arrivarci. Sapevo il ruolo che avrei svolto e, se l’allenatore ti chiama, essere pronto al 100%. Tutti vogliono giocare una Coppa del Mondo. È la competizione più bella. Non è facile perché la Nazionale ha tanti giocatori. Ecco perché devi sempre farti trovare pronto. Farò tutto il possibile per essere in nazionale. Poi sarà l’allenatore a decidere. Sentirlo così vicino è una motivazione per fare bene nella prossima pre-season”

Sugli allenatori…

“Scaloni parla molto con i giocatori e questo dà fiducia, il giocatore si sente a suo agio. Ho parlato molto con Darío Franco quando ho iniziato. Poi ci sono altri che parlano meno. Ranieri ad esempio è più uno psicologo che un allenatore”.

I tifosi della Roma ti hanno accolto benissimo…

“Non è facile lasciare la Juventus e trovare della gente che ti ami fin dal primo giorno in un’altra squadra. Sono due club rivali ma sono rimasto sorpreso. Sono a Roma da tre anni e i tifosi sono incredibili. La passione per il calcio è simile a quella che c’è in Argentina. La gente è molto affezionata a me e cerco di ricambiare questo amore. Anche Oriana vede l’affetto dei tifosi nei miei confronti e può dire che è come in Argentina”.

Le prime esperienze in Argentina e l’arrivo a Palermo…

“All’Instituto avevo 17 anni quando ho debuttato, era tutto nuovo per me, l’affetto dei tifosi era incredibile. Sono in Italia da 13 anni, l’affetto di Palermo è sempre stato uno spettacolo. Questo riconoscimento è una delle cose più belle che un atleta possa avere”

Sull’offerta dall’Arabia…

“L’ingaggio era noto, ma quando lo vedi scritto sul foglio e, se firmi, è tuo, ti commuove. Lo analizzi, ma poi quando ti siedi e ne parli con tua moglie, cambia molto…”

Sul futuro….

“Tengo una porta aperta per il ritorno in Argentina, ma ancora non lo so. Paredes mi fa pressione per andare al Boca. Forse andrò a vedere le prime partite del Mondiale per Club, ma non ho ancora deciso cosa fare durante le vacanze. La verità è che ancora non so cosa farò in futuro. Dipende anche dal lavoro e della famiglia. Con Oriana vogliamo avere dei figli e spero che possano crescere in Argentina. Mio padre era un tifoso del Boca. Ebbe tre figli. I due più grandi erano del River e dell’Independiente. Ero il più giovane e lui mi portò a vedere il Boca. All’età di 10 anni sono andato all’Instituto. La Liga spagnola? È un campionato che si lega con le mie caratteristiche”.

Su Soulé….

“Sta facendo bene. Non è facile adattarsi a un club come questo, ma ha tanta qualità. Il derby di Roma è stato incredibile. Nel riscaldamento gli avevo detto di aprire un po’ il piede quando calciava. Il merito del gol è il suo ma io gli avevo dato questo consiglio. Stava per farne anche un altro ma l’ha sbagliato”.

Atalanta, D’Amico: “Partita contro la Roma difficilissima. I giallorossi sono in grande salute”

TUTTOMERCATOWEB.COM – Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Atalanta, ha rilasciato un’intervista al sito a margine dell’evento Gran Galà del Calcio ADICOSP riguardante la stagione 2023/24. Tra i vari temi trattati si è soffermato sul big match contro la Roma, in programma lunedì alle ore 20:45. Ecco le sue parole: “La scorsa è stata una stagione meravigliosa e indimenticabile, perché culminata in un risultato tanto insperato quanto eccezionale e storico come l’Europa League. Ma anche questa stagione è di assoluto livello, e il raggiungimento della quinta qualificazione in Champions League nelle ultime sette stagioni, rappresenterebbe un altro grandissimo obiettivo, perché nel segno di una non scontata continuità. È per questo motivo, visto che il traguardo non è stato ancora raggiunto, che siamo tutti concentrati sulle ultime tre partite, a iniziare dalla prossima, difficilissima, contro una Roma in grandissima salute”.

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Serie A, McTominay nominato ‘Giocatore del mese di aprile’: battuto anche Soulé (COMUNICATO)

Scott McTominay è stato ufficialmente nominato ‘Giocatore del mese di aprile della Serie A‘ e ha conquistato il premio grazie alle cinque reti (doppiette contro Empoli e Torino e gol decisivo contro il Monza) realizzate in quattro partite. Il centrocampista del Napoli ha battuto la concorrenza composta da Assane Diao del Como, Matias Soulé della Roma, Dan Ndoye del Bologna, Jacob Ondrejka del Parma e Nicolò Rovella della Lazio. Ecco il comunicato: “Da quando l’AIC ha istituito il premio di calciatore del mese di Serie A e di Serie B in collaborazione con Ultimo Uomo, raramente è stato così facile assegnarlo. Il calcio è uno sport in cui ci si può mettere in mostra in molti modi: segnando gol, impedendo agli altri di farlo, partecipando in maniera eccellente alla fase creativa, anche facendo poche cose ma importantissime e per questo non è mai facile scegliere cosa e chi premiare. Questo mese di aprile, però, Scott McTominay si è stagliato indubbiamente sopra tutti gli altri calciatori della Serie A. 

Cinque gol segnati sui sette totali del Napoli, da centrocampista, cinque gol che hanno portato tre vittorie consecutive. Nove punti che hanno permesso alla squadra di Conte di scavalcare l’Inter in testa alla classifica, e arrivare alla volata finale con un vantaggio piccolo ma importantissimo. A Napoli ormai è McTominay-mania, e come dargli torto? È quasi superficiale aggiungere altro, ma c’è altro: lo scozzese ha fatto tutto questo nel momento più difficile della stagione, quando le gambe diventano più pesanti, gli avversari più chiusi, le partite più scivolose, in una squadra che stava mostrando qualche difficoltà nel fare gol. 

McTominay ha segnato con un gran tiro da fuori area, di testa, al volo, inserendosi da dietro. Sapevamo fosse un centrocampista con il vizio del gol, ma che potesse diventare praticamente il miglior centravanti della Serie A per il mese d’aprile non era facile aspettarselo. Anche perché non ha fatto mancare tutto il resto: corsa, fase difensiva, intelligenza tattica nel dare equilibrio alla squadra. Un centrocampista di Conte in purezza”. 

(assocalciatori.it)

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Spalletti: “Io e Totti siamo super amici. Ho sempre fatto tutto in funzione della Roma, non c’era niente di personale contro di lui”

RAI 1 – Luciano Spalletti, commissario tecnico dell’Italia, è stato invitato come ospite nel corso della trasmissione ‘Cinque Minuti’ e tra i vari temi trattati è tornato a parlare del suo rapporto con Francesco Totti. Ecco le sue parole: “Mi piaceva pensare che il mio destino fosse affidato alla qualità e ai piedi magici di Francesco. Gli ho fatto due considerazioni e poi ci siamo chiariti e riabbracciati, ora siamo super amici”.

All’epoca in un’intervista al TG1 la fece arrabbiare…
“Ci fu diciamo un blackout che incasinò la situazione, voglio precisare però che tutte le scelte le ho prese in funzione della Roma. Non c’era niente di personale contro Totti”.

Lotito: “Serve un piano Marshall per gli stadi”

“Ho proposto il nuovo stadio della Lazio, ma con una logica di servizio. Di una struttura al servizio della collettività, un punto di riferimento dove la gente possa vivere 24 ore su 24”. Lo ha detto il presidente della Lazio Claudio Lotito in occasione del convegno Stati Generali dello Sport organizzato da Forza Italia alla Camera dei Deputati. “È un modo per acquisire anche cultura della legalità, perché se vivi una struttura che è casa tua poi la tuteli e non vai allo stadio per fare ogni volta 50-70mila euro di danni. Mentre il tifoso violento è un delinquente e come tale va trattato”, ha aggiunto. “Ma tutto questo si fa con una pianificazione, lo Stato deve fare un piano Marshall per gli stadi perché in Italia ogni Comune interviene con mille lacci e lacciuoli e gli stadi non si fanno mai”, ha dichiarato.

Snooker: oggi El Shaarawy commenterà la finale dei Mondiali

Calciatore della Roma e della Nazionale italiana, appassionatissimo di snooker, oggi Stephan El Shaarawy commenterà la finale dei Mondiali Zhao Xintong-Mark Williams in compagnia di Andrea Campagna e Maurizio Cavalli – terza sessione in diretta esclusiva su Eurosport 1 e Discovery+ a partire dalle 13:45 – negli studi di Eurosport Italia.

Nel tempio dello snooker, il Crucible Theatre di Sheffield UK, il cinese Zhao Xintong sfida il gallese Mark Williams al meglio dei 35 frame e lunedì 5 maggio sono previste le ultime due sessioni del World Snooker Championship che decreteranno il nuovo campione del mondo.

Stadio Roma, Falcetta (pres. Fodaf): “C’è un bosco e il Comune lo sapeva. Si può costruire ma bisogna attivare le procedure”

RADIO ROMA SOUND – Corrado Falcetta, presidente della Federazione degli Ordini dei Dottori Agronomi e Forestali del Lazio (FODAF Lazio), è stato intervistato sulla presenza di un’area boschiva nell’area interessata dal progetto per il nuovo stadio della Roma a Pietralata.

Lo scorso 27 marzo lei ha redatto e sottoscritto una relazione sulla presenza di un’area boschiva a Pietralata, sui terreni dove la Roma e il Campidoglio stanno portando avanti il progetto per lo stadio della società giallorossa. Può spiegarci sinteticamente cosa dice questa relazione?
“Ho prima di tutto inquadrato il sito di studio sulla base delle normative vigenti a livello regionale e  nazionale. Ho delimitato un’area di circa un ettaro e mezzo che viene considerata bosco con valenza ambientale e paesaggistica. Sostanzialmente all’interno di una superficie di circa un ettaro e mezzo, abbiamo individuato anche una porzione di bosco che ha una valenza importante in base alla direttiva habitat vigente a livello territoriale, inquadrata come Habitat 5230 un martorral arborescente a Laurus nobilis, che è raro. Nella regione Lazio ci sono circa 4 o 5 aree ricoperte da questa tipologia di vegetazione e pertanto è un bosco da tutelare sia dal punto di vista ambientale che dal punto di vista paesaggistico. Questo è quello che abbiamo rilevato”.

Ci spiega meglio che significa tutelare sia dal punto di vista paesaggistico e dal punto di vista ambientale?
“A Pietralata nella fase preliminare del progetto avrebbero dovuto presentare un’indagine vegetazionale, che è prevista proprio dalla normativa regionale vigente, per individuare le superfici boschive a valenza ambientale e paesaggistica. Questo non è stato fatto. L’ultima indagine vegetazionale effettuata nell’area l’ha fatta l’emerito del professor Carlo Blasi, un naturalista di fama internazionale, dove è evidenziata la presenza a Pietralata di questo bosco con una superficie molto più ampia di quella che poi ho definito io. Questi studi sono stati recepiti sia dalla Comune di Roma che dalla Provincia di Roma e ci sono delle cartografie pubblicate dove nell’area si evidenza la presenza di questo bosco o di superficie assimilate al bosco”.

Rimanendo sull’ettaro e mezzo di bosco, ricordiamo che il progetto della Roma riguarda circa 64 ettari, la tutela di cui lei parla va applicata solo a questa porzione dell’area oppure può essere più ampia? 
“L’area configurata come bosco è un po’ più vasta, l’ettaro e mezzo anche una valenza base paesaggistica molto importante. Questo però consentirebbe, con l’utilizzo di una legge regionale che è stata disposta proprio per questi casi, di attuare un imboschimento compensativo in un’altra area, sempre in proprietà del Comune di Roma. Nella fase preliminare del progetto andava effettuata questa indagine vegetazionale per individuare il bosco e poi chiesto il declassamento di quest’area utilizzando un imboschimento compensativo oppure un importo compensativo di 6 euro al metro quadrato da versare al Comune di Roma per realizzare un bosco similare in un altro sito”.

E questo non è possibile farlo adesso?
“E’ possibile però la procedura è piuttosto lunga, i tempi sono dilatati, probabilmente loro avevano fretta di fare questa attività e non si sono resi conto che in effetti dentro c’era un bosco da tutelare sia dal punto di vista paesaggistico e che ambientale”.

E quindi mi aiuti a capire, si può continuare a portare avanti il progetto per lo stadio della Roma oppure no, vista la presenza di questo bosco?
“Esistono delle norme pianificatorie che definiscono quali sono le aree edificabili o meno. Io lavoro anche nell’ambito urbanistico, quindi facciamo varianti ai piani regolatori, studi preliminari per i piani regolatori. Secondo me la questione è risolvibile con questo imboschimento compensativo che, quando è necessario, viene fatto con la costituzione di un bosco di altrettanta valenza in un altro sito. I tempi sono lunghi perché si devono esprimere tantissimi uffici. Non penso che si ci possano essere problemi legati alle risorse economiche perché per sostituire un ettaro e mezzo di bosco serviranno meno di 100.000 euro di indennizzo al Comune, una cifra che rispetto a quella che è in gioco credo si possa spendere. Sì, secondo me si potrebbe andare avanti con il progetto dello stadio”.

Quanto può durare questa procedura per verificare se si può realizzare il bosco da un’altra parte?
“Si deve attuare un procedimento unico e nel termine di 180 giorni tutti gli enti si devono esprimere. Il procedimento unico lo deve aprire in questo caso il Comune di Roma”.

Quindi una volta venuta a conoscenza di questa sua relazione, che non è l’unica fra l’altro, si deve fare parte diligente e attivare la procedura? E’ un dovere del Comune farlo?
“Sì, fanno un procedimento unico, tutti gli enti interessati si esprimono e si chiude tutto anche prima, anche in 30 giorni, 40 giorni, se tutto è a posto”.

Però è obbligatorio farlo prima dell’abbattimento del bosco? Questo è ovvio.  E’ necessario e indispensabile farlo prima per avere il parere di tutti gli enti preposti, che sono molti”.

A proposito del bosco, nella relazione cita l’indagine vegetazionale agropedica prodotta nello studio propedeutico al PRG approvato nel 2008 da Roma Capitale, dalla quale emerge che nell’area già all’epoca c’era un bosco e una vegetazione fitta assimilabile a bosco. 
“Il piano regolatore è stato approvato nel 2008, sicuramente l’indagine è stata fatta nel 2006-2007, io adesso non lo so precisamente, però l’ha fatta il professor Carlo Blasi che è un luminare a livello internazionale; quindi, non ho dubbi che già all’epoca fosse configurabile come tale. Oggi è diventato un bosco di rilevante importanza. Poi anche il comune di Roma e la provincia di Roma nelle loro cartografie riportano quell’area come ricoperta da superfici assimilabili a bosco”.

Quindi Roma Capitale già sapeva dell’esistenza di questo bosco?
“Sì, la provincia di Roma ha pubblicato una serie di vegetazioni nella carta della vegetazione della provincia di Roma, credo nel 2020 o nel 2021. Il dipartimento di programmazione e attivazione urbanistica del comune di Roma l’ha approvato ad agosto del 2021, quindi sono stralci cartografici che qualsiasi cittadino può consultare. ll bosco c’era nel 2006-2007 quando ha fatto il sopralluogo Blasi. Attualmente sono passati diversi anni, il bosco non è scomparso, è rimasto là.”

Roma Capitale lo sapeva?
“Questo dipende da Roma Capitale, come hanno interpretato la questione. Io non sono entrato in merito a questa situazione perché non era nel compito peritale che mi era stato assegnato”

Comunque nelle carte dell’approvazione del piano regolatore del 2008 c’era questa relazione, quindi faceva parte integrante della documentazione?
“E’ una relazione importante, si parla di uno dei massimi esperti in ambito naturalistico a livello internazionale. Si parla di uno dei massimi esperti in ambito naturalistico a livello internazionale, Carlo Blasi è stato nominato emerito dall’Università della Sapienza proprio per il lavoro che ha fatto: la cartografia fisionomica della vegetazione del Lazio, la carta fitoclimatica, che sono un punto di riferimento per qualsiasi studio che noi facciamo.  Quindi diciamo sostanzialmente, non è che l’ha scritto uno così e si è inventato qualcosa, è una persona molto qualificata”.

La presenza di questo bosco non impedirà lo svolgimento del procedimento della Roma, quindi lo stadio si potrà fare a patto di?
“A patto di attivare le procedure previste dalla normativa regionale vigente, che sono o sostituzione del bosco o indennizzi di compensazione”.

TOTTI: “Speravo restasse Ranieri. Boskov, Mazzone e Zeman i miei migliori allenatori”

CANALE NOVE – Nella trasmissione ‘Che tempo che fa’, condotta da Fabio Fazio, tra gli ospiti c’è stato anche Francesco Totti che ha raccontato come la sua vita, per alcuni aspetti, non sia cambiata dopo aver chiuso la carriera da calciatore: “Io che cammino tranquillo a Roma? E’ impossibile ancora, speravo che una volta smesso… invece niente. Se è finita con la carriera? Sì assolutamente, ora giro il mondo. Aiutare a casa la mia compagna? Sì, io faccio la spesa e metto a posto la roba quando torno a casa. Comunque o giro il mondo o faccio la spesa, eh. Io sono una persona normale come tutte le altre”.

Ha continuato: “Quando vado in Cina è peggio. Quel paese è stressante perché sono tanti e sono ovunque, anche quando apri la porta del bagno. In qualsiasi momento del giorno ti sono addosso. Però sono piacevoli, sono i numeri uno”.

Quindi i momenti alla Roma: “I gol? Li ho rivisti tante volte. Ho coronato il mio sogno, la cosa più bella, di stare alla Roma per sempre. Mi manca tanto giocare, oggi gioco a calciotto, ho accorciato il campo. La passione non si spegnerà mai”. Così Totti racconta il suo esordio da raccattapalle: “Mi sono fatto i soldi al Flaminio perché quando un giocatore avversario andava a calciare un angolo gli tiravano i gettoni. Io li raccoglievo e una ventina di mila lire me le facevo tranquillamente a ogni partita. Io poi cominciai alla Lodigiani, un giorno il presidente chiamò i miei genitori e gli disse che avevo due opzioni: Roma o Lazio. Mio fratello diede i calci sotto il tavolo a mia madre che ovviamente scelse Roma”.

Poi, il 17 giugno 2001: “E’ una data che non posso dimenticare, quella dello scudetto. Andai in giro per Roma con il casco integrale per godermi la festa. Una sudata… Ma a Roma si festeggiò per tanti giorni quella vittoria, anzi a dire la verità ancora si festeggia”.

Sul momento attuale della Roma: “Fino alla fine non parlo per scaramanzia. Ranieri va via? Penso di sì anche se speravo che rimanesse. Avrà le sue ragioni ma ha fatto quello che doveva fare. Io allenatore? Mai, non ce la faccio. Caratterialmente sono troppo istintivo e rosicone, pure permaloso. L’allenatore non deve essere rosicone anche perché sei uno contro trenta e dopo una settimana o mandano via loro o vado via io. E conosco la materia, fidati. Se con me era facile fare l’allenatore? Mica tanto…Con Spalletti mi sono trovato bene, gli ultimi anni sono stati burrascosi. Mi è dispiaciuto solo il modo. Ma alla fine abbiamo fatto pace e sono stato molto contento. I migliori? Boskov, Mazzone e Zeman”.

Il ricordo dei suoi memorabili cucchiai: “Il gesto era bello. Se ci pensavo? No, è istinto. Il genio non pensa, al massimo riguarda”. Quindi un’opinione sulla Nazionale italiana: “La Nazionale attuale vive di alti e bassi, speriamo che con Luciano possa risollevarsi. Buffon? Gigi è il numero uno. La finale mondiale contro la Francia? La notte prima giocai a carte con Gattuso, sembravamo due matti. Chi vinse? Diciamo che avevamo pareggiato. I francesi avevano dormito? Beh, visto che è andata hanno fatto bene, no? La vittoria a Berlino è stata un’emozione forte. Purtroppo tutti questi anni sono volati. Come sto adesso? Sono molto felice”.

Infine, Totti ha raccontato la pericolosa esperienza alle Maldive con gli squali: “Ci hanno portato a fare snorkeling in questo posto e poi quando sono arrivati gli squali ci hanno detto: “Tranquilli, non mozzicano”. Io poi li ho insultati. Poi mi dicevano: “Tieni su le mani sennò ti mangiano le dita”. Ti rendi conto che vacanza? Avevo pure pagato per fare questa escursione…”.

Chiusura sull’ultimo viaggio in Russia che ha scaturito alcune polemiche: “Sono andato lì perché mi hanno invitato. Era un evento di sport e ci sono andato, cosa c’è di male? Perché non dovevo? Sono andato anche da altre parti, mica solo lì”.

Chi vince il campionato? Risposta: “Lo so ma non lo dico perché loro sono molto scaramantici. Certo però che ormai bisogna essere realisti…”.

Bove: “Roma-Fiorentina? Vediamo domani, tento un dribbling perfetto…”

Oggi Edoardo Bove e il presidente della Boreale, Leandro Leonardi, hanno presentato il nuovo progetto ‘Il viola che unisce’, una partnership della Fiorentina con la società romana che ha l’obiettivo di formare i ragazzi. A margine dell’evento il centrocampista ha parlato ai microfoni dei cronisti: “Un consiglio ai giovani? La prima cosa è di crescere senza la pressione di voler diventare professionisti. Servono forza di volontà e sacrifici per arrivare a diventare professionisti, però allo stesso tempo non bisogna forzare, perché alcune pressioni inibiscono. È quello che cerchiamo di fare qui, di formare uomini che si prendano delle responsabilità. Parliamo di ragazzi molto giovani, 12 o anche prima, fino alla prima squadra. A seconda delle categorie cambia l’insegnamento, io con la mia presenza cerco di far vedere che si può fare. Non voglio essere visto solo come esempio, vengo qui da amico”.

“Vediamo domani, tento un dribbling perfetto… Scherzi a parte, oggi è importantissimo quello che stiamo facendo qui. Mi godo la serata insieme alle persone che mi vogliono bene e che mi hanno cresciuto”, ha detto parlando di Roma-Fiorentina, partita speciale per Bove in programma domani alle 18.00 all’Olimpico.