Dal rituale all’abitudine: comprendere il lato emotivo delle scommesse sportive

Tra riti scaramantici e puntate prevedibili, il pre-partita assomiglia sempre di più a un rito, soprattutto tra i tifosi della Roma. Oggi sappiamo con certezza che la psicologia gioca un ruolo importante all’interno di questi meccanismi, sei curioso di scoprire quali?

Le scommesse sportive non sono fatte solo di quote e di statistiche, anzi! Possiamo considerarle dei veri e propri rituali che poi diventano delle abitudini. In Europa, il trend ha raggiunto i 123,4 miliardi di euro nel 2024, di cui il 39% online e, indovina un po’, il calcio è al primo posto.

Le scommesse in Italia sono sempre più numerose

Il quadro è chiaro, nel 2024 la raccolta sulle scommesse sportive a quota fissa ha toccato 19,8 miliardi di euro, segno di un’abitudine sempre più digitale ma con una componente retail ancora viva. Nel canale fisico, le agenzie hanno raccolto più di 5,4 miliardi.

Nel frattempo, l’azzardo online in Italia continua ad allargarsi, il volume giocato a distanza ha raggiunto i 92,1 miliardi di euro, include i casinò, le scommesse e gli exchange. È il contesto che fa da sfondo anche alle giocate sportive via smartphone.

Oggi, gli italiani scelgono di affidarsi a piattaforme sicure e regolamentate come 1Bet Scommesse Sportive, che sono semplici da usare e garantiscono delle esperienze rapide del tutto in linea con la vita frenetica di oggi. Non serve essere sempre aggiornati su tutto, questi operatori forniscono delle statistiche aggiornate in modo che gli appassionati possano avere tutte le informazioni a portata di mano con un semplice click.

Rituale vs abitudine: cosa succede nella testa mentre scommetti

Le ricerche sul comportamento mostrano che i rituali aumentano la sensazione di controllo e riducono l’ansia. Quando ripeti un gesto prima di un’azione incerta, ti senti più in mano alla situazione. È stato dimostrato in contesti diversi (performance, consumo, sport) e aiuta a capire perché tanti tifosi ripetano gli stessi passi, dal bar alla foto della schedina, prima del fischio d’inizio.

Sul piano neurobiologico, l’incertezza e la risoluzione rapida dell’esito attivano i circuiti dopaminergici legati all’apprendimento per ricompensa e all’errore di previsione. In parole semplici, più l’esito è vicino e imprevedibile, più il cervello ascolta. Questo meccanismo, ben descritto dalla letteratura su reward prediction error e variabilità delle ricompense, spiega il fascino dei mercati che si chiudono in pochi secondi o minuti.

Non a caso, negli ultimi mesi si parla molto di micro-betting: puntate piccole e frequenti su eventi micro (il prossimo corner, la prossima rimessa, il primo tiro in porta). È la grammatica delle giocate in-play che sta ridisegnando i tempi e i rituali della fruizione sportiva.

I numeri: dove si scommette e su cosa

In Italia, come detto, la raccolta sportiva nel 2024 è stata di 19,8 miliardi. Il dato conferma il ruolo centrale del calcio e la progressiva ibridazione tra il canale digitale e quello fisicoLe agenzie continuano a contare, con 5,4 miliardi raccolti e una spesa (GGR) di circa 954 milioni.

Uno sguardo più ampio ai giochi online, dove rientrano anche le scommesse, parla di €92,1 miliardi di volume giocato a distanza. Questo mare digitale si traduce in esperienze mobile-first e in una fruizione più frammentata, fatta di micro-momenti prima e durante le partite.

La dimensione live: perché push e notifiche cambiano il ritmo

Se segui una gara sul divano o allo stadio, le finestre decisionali si moltiplicano. Le quote che oscillano, i mercati che si aprono e si chiudono, le notifiche che arrivano sullo smartphone. Le micro-scommesse trasformano l’evento sportivo in una sequenza di micro-eventi, ciascuno con un piccolo picco emotivo. È un ritmo inedito rispetto alla schedina pre-match di qualche anno fa.

La letteratura su dopamina e incertezza spiega il perché, la rapida risoluzione dell’esito rinforza l’apprendimento e alimenta il loop osserva-decidi-attendi esito, che tende a ripetersi. È un punto fondamentale per chi costruisce il prodotto (tempi di mercato, UX, notifiche) e per chi comunica attorno allo sport.

Roma: rituali di tifo e dinamiche di puntata

Parliamo della Roma. Negli ultimi campionati l’Olimpico ha viaggiato stabilmente sopra i 62 mila spettatori di media62925 nel 2023/24 e più di 62,4k nel 2024/25. Numeri da podio in Serie A. È un contesto caldo, dove il rito del match-day si intreccia con la fruizione digitale.

Questa energia di comunità si riflette in come si scommette intorno alla partita: giocate pre-match condivise nelle chat, picchi di in-play quando la gara gira”(un gol, un cambio tattico, un’espulsione), spunti micro sui corner e sui tiri. Anche il canale retail resta visibile in città, il Lazio è tra le regioni con maggiore raccolta, ma il mobile accompagna sempre più spesso la giornata tipo del tifoso.

Senza generalizzare, il tifoso giallorosso tipico mixa il rituale e l’abitudine, si incontra con gli amici, ripete delle piccole scaramanzie, poi sposta le giocate dentro la partita. Le micro-scommesse si inseriscono bene nella narrazione live del gruppo: qualcuno guarda il campo, qualcuno l’app e le decisioni scorrono in pochi secondi.

Cremonese, Vardy si presenta: “Ranieri? Ha sempre speso belle parole per me, non voglio deluderlo”

Nuova avventura in Serie A per Jamie Vardy, che nella sua conferenza stampa di presentazione come nuovo giocatore della Cremonese ha riservato un pensiero speciale per una leggenda legata a doppio filo con i colori giallorossi: Claudio Ranieri.
Inevitabile una domanda sul tecnico che lo ha guidato alla storica vittoria della Premier League con il Leicester. Pur non avendolo ancora sentito direttamente, Vardy ha dimostrato grande affetto per il suo ex allenatore: “Se ho parlato con Ranieri? Non ancora, ma ha sempre speso belle parole per me e non voglio deluderlo”.

L’attaccante inglese ha poi spiegato le motivazioni della sua scelta, paragonando la lotta per la salvezza della Cremonese a quella del suo Leicester, si è detto pronto per la nuova sfida e per dimostrare il suo valore nel campionato italiano.

L’ex giallorosso Under si presenta al Besiktas: “Alla Roma ho superato la mia paura”

Nuova avventura per Cengiz Ünder, ma il passato alla Roma non si dimentica. L’ex attaccante giallorosso, appena passato in prestito al Beşiktaş, ha rilasciato la sua prima intervista ai canali ufficiali del nuovo club, e nel racconto della sua carriera non ha dimenticato il suo periodo nella Capitale, definendolo un momento chiave per la sua crescita. “Giocare in Europa era il mio sogno più grande, ma non è stato facile”, ha dichiarato il turco. “Prima di andare lì, avevo paura di non riuscire a esprimere il mio potenziale. Ma alla Roma ho superato quella paura”.

Ünder è reduce da un’esperienza poco fortunata in MLS con il Los Angeles FC. Tornato al Fenerbahçe, club proprietario del suo cartellino, è ora passato in prestito con diritto di riscatto ai rivali cittadini del Beşiktaş fino al termine della stagione. Nel corso dell’intervista, l’esterno ha anche descritto le differenze tra i campionati in cui ha giocato, definendo la Serie A italiana come un torneo “molto diverso, perché le squadre si concentrano pesantemente sulla tattica”.

(bjk.com.tr)

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Juventus, cessioni record grazie alla Next Gen: al primo posto c’è Soulé, terzo posto per Huijsen

A partire dal 2023, la Juventus ha scelto di abbracciare il progetto della squadra Under 23. Ovvero, iscrivere una squadra alla Serie C italiana per dar modo a tutti quei giovani promettenti, di misurarsi in un campionato di livello superiore rispetto a quello Primavera. Per il momento, la realtà della Next Gen sta dando i suoi frutti, soprattutto per quanto riguarda il piano economico. Nelle ultime 3 stagioni, infatti, molti calciatori hanno “regalato” ai bianconeri milioni importanti per far quadrare i conti. Il sito Transfermarkt, ha stilato una classifica con gli incassi da record provenienti dalle loro cessioni. A comandare la tabella c’è Matias Soulé, classe 2003 che la scorsa estate è passato alla Roma per circa 26 milioni di euro. Al terzo posto, invece, un’altra conoscenza dei giallorossi: Dean Huijsen, difensore per il quale il Bournemouth ha sborsato ben 15 milioni di euro.

 

Legends FIFA vs UEFA: a San Siro presente anche Totti (FOTO)

A San Siro sono scese in campo gli ex campioni. Nel pomeriggio di oggi è andata in scena una partita amichevole tra le leggende del calcio: si affrontate le Legends FIFA, capitanate dal presidente Infantino, contro le Legends UEFA, guidate da Ceferin. Sul terreno di gioco del Meazza si sono sfidati i campioni del passato tra i quali anche l’ex capitano e dirigente della Roma Francesco Totti.

 

 

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International Summit on Sports and Medicine, al via il 17 settembre: presente anche il medico della Roma Femminile Petrucci

Il 17 settembre, si svolgerà allo Stadio Olimpico di Roma l’International Summit on Sports and Medicine, evento in collaborazione tra il Social Football Summit e Sports Doctors Network. Questa partnership punta a far conoscere la ricerca e l’innovazione medica in ambito sportivo. Tantissimi gli ospiti presenti, tra cui Gabriele Gravina, Gigi Buffon e la vincitrice del Roland Garros, Iva Majoli. L’evento inizierà alle 9:00, mentre, alle 11:15, interverrà anche la dottoressa della Roma Femminile Veronica Petrucci, che parlerà della salute mentale nel calcio femminile.

“Conti in ordine o niente Champions”

IL TEMPO (F. BIAFORA) – Aveva promesso di stare nelle retrovie e di parlare poco. Ma quando lo fa, le parole pesano eccome, con pochi fronzoli e tanta concretezza nel raccontare la reale situazione (soprattutto economica) della Roma. Ranieri, nei giorni in cui Trigoria è semi-vuota per la sosta delle nazionali, ha rilasciato un’intervista a Sky Sport, raccontando in primis la fase iniziale di questo nuovo ruolo da consulente dopo aver abbandonato la panchina: “Ancora non percepisco la mancanza, ma devo dire che ho fatto parecchie videocall in questo mercato, sono stato molto attivo. Certo, poi quando vedi le partite ti piacerebbe stare lì, però io credo che ci sia un’età per tutto. Questa è la mia età di stare fuori, vedere e aiutare gli altri. Lo faccio veramente con tutto il cuore per la Roma. Se non mi si vede è perché non voglio e non devo apparire. Sono allenatore e giocatori che devono essere messi in mostra.”

Come già successo nella conferenza di presentazione di Gasperini, il “senior advisor” dei Friedkin avvisa i tifosi sui paletti del Fair Play Finanziario con cui dovrà fare i conti la Roma fino al prossimo 30 giugno, data in cui scadrà l’attuale Settlement Agreement: “Dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come va il campionato, vediamo come ci classificheremo, che percorso faremo in Europa League. Sono tutte entrate che porteranno dei valori aggiunti. Poi, dopo, al limite, ci sarà da vendere qualcuno, perché non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso. Se benauguratamente arrivassimo in Champions League, con il cartellino rosso non la potremmo disputare. Dobbiamo tenere i conti veramente a posto. Abbiamo inserito dei giovani, sperando che con il nuovo mister vengano valorizzati al massimo. Perché se fosse necessario, dovremmo eventualmente vendere e rientrare nei parametri di questo Fair Play.”

Nell’ambito di tale discorso sembra “stonare” la trattativa per Sancho portata avanti negli ultimi venti giorni del mercato estivo: “Economicamente,” spiega Ranieri, “era molto, molto pesante, però i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. Certo, ci sarebbe stato da vendere qualcuno; finché non fosse uscito un pezzo pregiato, non avremmo potuto farla. Ma quel pezzo pregiato non credo che si sarebbe mai venduto, perché i giocatori di valore noi vogliamo tenerceli.” Un riferimento evidente ai colloqui con l’Inter per Koné. “Ha avuto un approccio ottimo, ma ne ero sicuro,” ha poi proseguito Ranieri, elogiando l’impatto nella Capitale di Gasperini: “È un tecnico che pretende, esige il massimo da sé stesso prima di tutto e poi dagli altri, per cui questo ci voleva per la piazza di Roma. Sono super convinto che farà un grandissimo campionato.”

Ranieri, che dà la parola al campo per il futuro in giallorosso di Dybala e Pellegrini, nega la tempesta a colpi di dimissioni che sarebbe andata in scena a Trigoria a fine mercato per le divergenze tra ds e allenatore, e chiude con un messaggio per i tifosi: “Gasperini, un allenatore super valido, deve avere un anno a disposizione per programmare, gettare le fondamenta della Roma del futuro, che devono essere solide. Se poi si arriverà in Champions, è tanto di guadagnato, ma l’obiettivo è quello di fare il massimo in ogni partita.”

Adidas e Roma, evento con Soulé, Mancini e Carl Brave: come vincere l’accesso esclusivo (FOTO)

Un evento esclusivo per celebrare il legame tra la Roma, i suoi tifosi e la città. Adidas e il club giallorosso hanno annunciato una serata speciale che si terrà il prossimo 12 settembre all’Adidas Brand Center di Via del Corso e che vedrà come protagonisti d’eccezione il cantautore romano Carl Brave e i calciatori della prima squadra Matias Soulé e Gianluca Mancini.

I tifosi avranno la possibilità di partecipare e vincere un VIP Pass per l’evento, che sarà condotto da Nicolò De Devitiis. Per tentare di aggiudicarsi l’accesso, sarà necessario acquistare una maglia della Roma (Home, Away o Third) tra l’1 e il 10 settembre, esclusivamente presso l’adidas Brand Center di Roma, e successivamente registrarsi sull’apposita landing page.

La serata, con inizio alle ore 19:00, prevede un evento con Carl Brave, seguito da un’intervista in cui l’artista dialogherà con Soulé e Mancini. Il tutto si concluderà con un meet & greet che darà ai fortunati vincitori la possibilità di incontrare i due giocatori giallorossi per foto e autografi.
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RANIERI: “Dobbiamo restare in regola con i conti. Gasperini-Massara? Ci possono essere opinioni diverse, per questo ci si confronta. Sancho operazione insostenibile” (INTEGRALE)

SKY SPORT – Torna a parlare Claudio Ranieri. Il senior advisor del club giallorosso, nell’intervista rilasciata all’emittente satellitare, ha toccato diversi argomenti: dal FFP all’ultimo mercato fino all’approccio di Gasperini sulla panchina della Roma. Queste le sue parole:

Prima di tutto, partiamo dal nome. Claudio Ranieri… come la chiamo? Sono un po’ in difficoltà: mister va bene?

“Mister va benissimo”

Ci racconta un po’ questo nuovo ruolo: se le manca un po’ l’adrenalina del campo, se i consigli che lei dà ai Friedkin in qualche modo sostituiscono questo aspetto emotivo?

“Devo dire che negli ultimi anni della mia carriera sono stato spesso a casa fino alla chiamata. Soltanto con il secondo anno della Sampdoria e il secondo anno del Cagliari ho iniziato la preparazione. Se no, mi lasciavano a casa per l’estate e poi venivo chiamato (ride, ndr). Per cui ancora non percepisco quella mancanza, ma devo dire che ho fatto parecchie videocall in questo mese di mercato, sono stato molto attivo. Certo, poi quando vedi le partite ti piacerebbe stare lì, però io credo che ci sia un’età per tutto. Questa è la mia età di stare fuori, vedere e aiutare gli altri”

Ha parlato di mercato: sfrutto questo assist che mi ha dato. Ci sono alcuni aspetti un po’ complicati da capire, mister, perché c’è un quadriennio da completare nel rapporto con l’UEFA nel 2026. Che cosa succede il 30 giugno 2026? Che tipo di risposta dovrete dare alla Federazione Europea?

“Dovremo stare in regola con i conti. Vediamo come va il campionato, vediamo come ci classificheremo, che percorso faremo in Europa League. Sono tutte entrate che porteranno dei valori aggiunti. Poi dopo al limite ci sarà da vendere qualcuno, perché non possiamo permetterci di prendere il cartellino rosso. Lo scenario è questo: se benauguratamente arrivassimo in Champions League, con il cartellino rosso non la potremmo disputare. Dobbiamo tenere i conti veramente a posto”

Allora prendo proprio spunto da questo elemento che ha tirato fuori. Si fa fatica un pochino a trovare la sintesi tra questo che ci ha ricordato e un’operazione che sembrava fattibile, come quella di Sancho, che era molto molto costosa. Se bisogna rivolgersi all’UEFA con questo equilibrio, com’era ipotizzabile una trattativa così ingombrante dal punto di vista economico?

“Economicamente era molto, molto pesante, però i Friedkin pur di accontentare l’allenatore l’avrebbero fatta. Certo, ci sarebbe stato da vendere qualcuno: finché non fosse uscito un pezzo pregiato non avremmo potuto farla. Ma quel pezzo pregiato non credo che si sarebbe mai venduto, perché i giocatori di valore noi vogliamo tenerceli. Più in generale, abbiamo inserito dei giovani, sperando che con il nuovo allenatore vengano valorizzati al massimo. Perché se fosse necessario dovremmo eventualmente vendere e rientrare nei parametri di questo Fair Play Finanziario”

Quali caratteristiche devono avere i giocatori sui quali investite?

“Sicuramente forti, perché siamo la Roma, e giovani ma già con qualche speranza in più. Ripeto, siamo la Roma, non una squadra che non ambisce a entrare nelle coppe. Servono giocatori di belle speranze e per questo è stato scelto dai Friedkin un allenatore che ha nel suo pedigree questa qualità: quella di scoprire, tirar fuori il meglio da ogni giocatore. Ci aspettiamo questo”

Che tipo di vicinanza c’è da parte della proprietà verso la squadra e la dirigenza?

“Totale. Io non so quante videocall, chiamate, messaggi ho fatto giorno dopo giorno. Se non mi si vede è perché non voglio: non devo né voglio apparire. Ci sono l’allenatore, i giocatori… sono loro che devono essere messi in mostra. Io sto dietro le quinte e cerco di aiutare nel mio piccolo quello che posso fare. Lo faccio veramente con tutto il cuore per la Roma”

Conosce benissimo l’ambiente, il territorio tutto della Roma… che valutazione dà di questo primo approccio di Gasperini a Roma?

“Ottimo, ma ne ero sicuro. Quando abbiamo fatto una lista e i Friedkin hanno scelto Gasperini, eravamo sicuri di lui. Si parlava di antipatia, ma io ho detto che per me era ancora di più dell’antipatia: era qualcosa oltre, di un avversario veramente molto difficile da affrontare. Però poi quando ce l’hai a tuo favore le cose cambiano. È un allenatore che pretende, esige il massimo da sé stesso prima di tutti e poi dagli altri: per cui questo ci voleva per la piazza di Roma. Io ne sono super convinto e sono super convinto che farà un grandissimo campionato”

Il nuovo gruppo di lavoro sarà chiamato anche a gestire due situazioni di due giocatori di altissimo livello, che hanno dei contratti che economicamente sono abbastanza impegnativi. Parliamo di Pellegrini e Dybala: scadenze diverse, ma argomenti da affrontare. Allenatore e direttore sportivo su Pellegrini hanno già comunicato una decisione. Qual è la sua idea? E su Dybala: si comincerà a parlare di futuro prima o poi?

“Io credo che tutto dipenderà da questo campionato in corso. L’allenatore vuol sempre vincere, per cui metterà in campo giocatori che reputa che possano far vincere la Roma in quella determinata partita. Ricordiamoci l’Atalanta: gli attaccanti li cambia e li varia spesso proprio perché chiede loro quel surplus di pressing e di determinazione. Dipende da quello che faranno non solo loro: tutti i giocatori devono dare il meglio e poi durante l’anno si deciderà”

Però loro hanno situazioni contrattuali un po’ più impegnative rispetto agli altri, quindi anche il contenuto economico sarà un valore.

“Sì, certo, ma tutto dovrà essere proporzionato al Fair Play Finanziario e a quello che possono dare. Noi vorremmo che dessero il 100% ad ogni partita, che fossero i giocatori-faro di ogni partita. Se sarà così, sicuramente ci sarà da pensare e vedere bene tutto”

Questa è una società che ha messo dentro profili diversi: Massara come DS, Gasperini allenatore, lei in questo nuovo ruolo. Che sinergia c’è tra voi, che condivisione?

“Totale, ripeto: con i Friedkin ci siamo confrontati più volte. Certo ci possono essere non dico dei contrasti, ma delle opinioni diverse e proprio per questo si fa un brainstorming: si pensa, si parla, si sviscerano tutte le problematiche che ci sono e poi i proprietari decidono”

Che messaggio si sente di lasciare ai tifosi?

“Quello che ho detto: mi faccio da parte perché abbiamo bisogno di un nuovo allenatore, il quale deve avere un anno a disposizione per programmare, gettare le fondamenta della Roma del futuro. È vero, lo so che è stato detto mille volte, però ho fatto questo proprio per il bene della Roma: abbiamo fatto un ottimo campionato l’anno scorso, ma va cambiato il modo di operare. Ecco perché è stato preso un allenatore valido, anzi super valido come Gasperini”

L’obiettivo rimane il ritorno in Champions dopo sette anni?

“L’obiettivo è quello di creare delle fondamenta solide. Se poi si arriverà in Champions League è tanto di guadagnato, ma io dico che l’obiettivo è quello di trovare il massimo in ogni partita. Noi non possiamo dire ai nostri tifosi: ‘Vi promettiamo questo, vi promettiamo quell’altro’. Noi promettiamo che ogni partita, sia di campionato, di Coppa Italia, di Europa League, la Roma darà il massimo. Ne sono convinto”

La grande forza di questo momento della Roma dei Friedkin sembra questo gruppo di lavoro. Idee chiare, giocatori giovani, quasi tutti di proprietà. Come ha detto lei: c’è stato anche qualche momento con opinioni diverse. Ma a tal punto da arrivare a minacciare delle dimissioni? Le risulta?

“No, che io sappia no. E se non lo so io, credo che non ci siano mai state, perché non mi è mai giunta all’orecchio una cosa del genere”

Abbiamo parlato tanto di giovani, chiuderei con un giovane che è un po’ l’emblema in questo momento dello sport italiano e mi riferisco a Jannik Sinner. Le chiedo, da uomo di sport, quali emozioni prova a vedere questo ragazzo giocare sempre in palcoscenici così grandi?

“Sicuramente è uno stimolo per tutti quanti. Non solo per il calcio, Vedere una persona arrivare sul tetto del mondo non da predestinato, ma con il duro lavoro, con la tenacia, con la forza di volontà è di grande ispirazione. A New York non è stata la sua giornata, ma io credo che quei due ragazzi, Sinner e Alcaraz, ci faranno vivere dei momenti meravigliosi. E poi chi sarà più in forma vincerà. Però vorrei spendere altre due parole per le ragazze del volley, che hanno fatto una cosa meravigliosa: anche loro hanno dato tutto e nel momento topico hanno tirato fuori quel qualcosa in più, quell’unione arrivata grazie a Velasco. E poi vorrei dare il mio grosso in bocca al lupo agli uomini del volley, che andranno a lottare per il Mondiale”

 

 

Poyet (ex ct Grecia): “Sorpreso dal trasferimento di Tsimikas alla Roma. È perfetto per Gasperini”

TELE RADIO STEREO – Gustavo Poyet, ex commissario tecnico della Grecia, ha rilasciato un’intervista all’emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermato sul trasferimento di Kostas Tsimikas alla Roma. Ecco le sue dichiarazioni.

Mister Poyet, lei ha allenato Tsimikas in nazionale, quindi lo conosce bene: il suo trasferimento alla Roma l’ha stupita?
Si, mi ha sorpreso il passaggio di Tsimikas alla Roma, perché stava molto bene al Liverpool, ma forse ha pesato l’alternanza, il non giocare spesso. Ne avevamo parlato in Nazionale, quando allenavo la Grecia, appena lui firmò il rinnovo contrattuale coi Reds. Immagino che la Roma lo avrà convinto, magari parlando con l’allenatore, sarebbe veramente interessante capire come i giallorossi gli abbiano fatto cambiare idea“.

Che impatto può avere Kostas in Serie A e nella Roma?
Non ho seguito molto la Roma, però, dalle informazioni che ho preso, so che gioca con 3 difensori. Il tema cardine è quanta possibilità abbia Tsimmy, io lo chiamo così, di giocare a tutta fascia, fare l’esterno a tutto campo, avendo quella libertà di partecipare e di spingere perché sa che ha un difensore alle spalle pronto a proteggerlo. Credo che le sue caratteristiche si sposino bene con quel sistema, più di una difesa a 4“.

Gasperini, infatti, gioca un calcio molto offensivo: Tsimikas può esaltarsi allora ascoltando le sue parole…
Come ho detto in precedenza, credo sia perfetto per caratteristiche. Io mi ricordo l’Atalanta di Gasperini quando venne in Grecia a giocare contro l’Olympiakos (nel 2022, vinse la Dea 3-0, ndr): mi fecero una grande impressione per organizzazione e facilità di corsa. Credo che abbiano scelto Tsimikas non soltanto per la caratura internazionale, per l’esperienza tra Liverpool e nazionale greca, ma anche per le caratteristiche tipiche di Tsimmy, perché si trova benissimo in un gioco molto intenso“.

In Europa League vede la Roma tra le favoritissime o crede che il trofeo vinto a maggio dal suo ex Tottenham resterà in Inghilterra?
Molto difficile fare un pronostico ora. Ci sono squadre forti, medie e scarse. Io non sono un fan del nuovo sistema delle competizioni europee, evidentemente le televisioni hanno un ruolo importante in questo, perché più grandi partite si giocano, migliore è per tutti, anche dal punto di vista economico. E’ molto complicato farsi un’idea di una manifestazione che deve prendere forma ora, con le squadre che devono fare bene anche nel proprio campionato. Mi hai citato il Tottenham, ma loro fecero una Premier terribile, mi sembra sia stato uno dei peggiori Tottenham della loro storia almeno in Inghilterra. Dipenderà anche dalla Roma, magari potrebbe verificarsi che i giallorossi dovranno fare una scelta tra Europa e campionato e quando uno si mette a scegliere, significa che non sta benissimo e a me in particolare non piace. Quando c’erano i gironcini, le squadre potevano gestire il proprio potenziale in un’altra maniera. Comunque ritengo che sia la Roma che le formazioni inglesi abbiano possibilità di arrivare in fondo, ma oltre non saprei sbilanciarmi“.