Verso il derby, il successo in casa laziale manca da ben 8 anni!

Domenica 21 settembre alle ore 12.30 andrà in scena lo Stadio Olimpico di Roma il classico derby tra Lazio e Roma, valido per la Serie A. Negli 81 precedenti giocati in serie A con la Lazio in casa, il bilancio è equilibrato: 27 vittorie biancocelesti, 29 pareggi e appena 25 successi giallorossi. La media gol è relativamente bassa, 2,31 a partita, a dimostrazione di sfide spesso tattiche e intense.

La squadra giallorossa arriva alla stracittadina dopo la sconfitta interna contro il Torino, decisa da un bellissimo gol di Simeone. Questo ko ha evidenziato qualche limite offensivo come un po’ evidenziato anche nelle prime due giornate, considerando che entrambe le vittorie sono arrivate con lo stesso punteggio di 1-0. Le scommesse sulla Serie A indicano un match equilibrato: la vittoria della Lazio a 2,75, il successo della Roma a 2,55 e il pareggio a 3,15. Numeri che sottolineano quanto la “trasferta” non sarà semplice per i giallorossi, chiamati a sfruttare la qualità dei singoli e la solidità difensiva per strappare punti.

L’ultimo successo della Roma in trasferta risale al 4 dicembre 2016, quando Strootman e Nainggolan condussero i giallorossi al 2-0, chiudendo uno straordinario tris di vittorie di fila. Da allora, la Lazio ha vinto quattro volte e altrettanti match sono terminati in pareggio, con la Roma capace di segnare appena quattro reti. Un dato che evidenzia come l’Olimpico sia un terreno difficile per la squadra di Gasperini, che dovrà trovare soluzioni offensive efficaci contro una Lazio sempre pronta a chiudere gli spazi.

La Lazio arriva al derby dopo due sconfitte in trasferta: il ko di Como all’esordio e quello a Sassuolo di domenica, successivamente al netto 4-0 inflitto al Verona, hanno messo in luce qualche difficoltà esterna. La Roma, invece, pur perdendo contro il Torino, ha palesato ancora qualche limite, soprattutto nella manovra offensiva e la tifoseria giallorossa attende con impazienza il “calcio champagne” del Gasp ammirato per anni all’Atalanta.

Il derby sarà inevitabilmente una partita tattica e fisica, con entrambe le squadre attente a non scoprirsi. La Roma dovrà fare leva sui propri uomini chiave, con qualità tecnica e capacità di sfruttare le ripartenze, mentre la Lazio cercherà di imporre ritmo e pressione. Un match equilibrato e dal grande fascino, che promette emozioni e momenti di alta intensità fino al triplice fischio.

Sassuolo-Lazio, Marusic: “Dobbiamo vincere il derby per la nostra gente”

Sconfitta per la Lazio contro il Sassuolo, ma Adam Marusic è già proiettato al derby contro la Roma. Intervenuto ai microfoni di DAZN al termine del match, il terzino biancoceleste ha lanciato un messaggio ai tifosi e alla squadra: “Voglio ringraziare tutti i tifosi che sono venuti qui. Al derby non deve mancare nulla, dobbiamo vincere per tutti noi e la nostra gente”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo parlato molto, non dobbiamo cercare alibi sul mercato e giocare ogni partita come se fosse l’ultima. Conosciamo Sarri e non è cambiato nulla”.

Sassuolo-Lazio, Ianni (vice di Sarri): “Brutto inizio, il derby è l’occasione per farci perdonare”

In casa Lazio, dopo la sconfitta per 1-0 contro il Sassuolo, si guarda già al derby come un’occasione di riscatto. Il vice allenatore Marco Ianni, nel post-partita ha analizzato il momento difficile della squadra al posto di Sarri, e ha indicato la sfida con la Roma come un’occasione ideale per una reazione: “Due sconfitte in tre partite non vanno bene. Il derby? Si prepara da solo a livello di motivazioni, abbiamo la possibilità di farci perdonare questo brutto inizio e quindi dobbiamo vederla come un’opportunità. Il popolo la aspetta tutto l’anno, dobbiamo ripagare la fiducia che ci ha dato”.

Besiktas-Basaksehir, l’incredibile gol sbagliato da Abraham: errore da pochi metri (VIDEO)

Un errore che ha dell’incredibile e che sta facendo il giro del web. Protagonista in negativo è l’ex attaccante della Roma, Tammy Abraham, che ha sbagliato un gol a porta vuota nel corso della partita del suo Beşiktaş contro il Başakşehir, al momento sul risultato di 1-1.
L’occasione, descritta con stupore anche dai telecronisti turchi, si è sviluppata dopo un tiro da fuori di un compagno di squadra, respinto dal portiere avversario. Il pallone è carambolato proprio sui piedi di Abraham, posizionato a pochi metri dalla linea di porta e senza nessuno a contrastarlo. L’attaccante inglese, però, ha calciato clamorosamente fuori. Un errore che ha lasciato increduli compagni e tifosi. Nella stessa partita è invece andato in gol Eldor Shomurodov, altro ex attaccante gialloross0, ora con la maglia del Basaksehir.

 

MANCINI: “Io per sempre a Roma? Se l’ho detto è perché lo penso veramente. Mi sento amato e per me è speciale” (VIDEO)

Al Roma Store di Via del Corso, si è tenuto l’evento in collaborazione con Adidas e dedicato alle nuove maglie giallorosse. Presenti all’incontro, Matias Soulè e Gianluca Mancini. Il difensore della formazione di Gian Piero Gasperini ha risposto anche ad una domanda riguardo alla possibilità di rimanere per sempre a Roma. Ecco le sue parole.

“Quando si dice una cosa ci si prende la responsabilità e se l’ho detto è perché lo penso veramente. Ormai sono qua da tanti anni e dal primo giorno ad oggi mi sento sempre abbracciato, coccolato e amato e quindi è una cosa veramente speciale per me. La stagione è iniziata bene anche se abbiamo giocato solo due partite, quindi, continuiamo così”.

 

 

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GASPERINI: “I risultati li costruisci strada facendo. La Serie A? Campionato equilibrato, si sono rinforzate tutte”

SKY SPORT – Gian Piero Gasperini è intervenuto all’emittente televisiva per parlare degli obiettivi stagionali della Roma e sulla Serie A del prossimo anno. Ecco le sue parole.

Sugli obiettivi stagionali

“È stato veramente importante stabilire un contatto efficace subito. Il risultato di questa stagione è difficile da prevedere dopo solamente due partite, ma credo sia sempre stato così per me: i risultati li costruisci strada facendo. Inizialmente è complicato fissare degli obiettivi chiari, ma man mano che giochi le gare, che capisci quanto miglioriamo noi e quanto siano forti gli avversari, puoi avere le idee più chiare”

Sulla Serie A

“Questo è un campionato molto più equilibrato, probabilmente ancora più dell’anno scorso, perché tante squadre si sono rinforzate: non solo le prime della classifica, ma anche le immediate inseguitrici e persino quelle della parte bassa. Tutto ciò renderà la vita difficile per tutti”. 

VIDEO – L’accoglienza dei tifosi a Mancini e Soulè all’uscita del Roma Store

Al Roma Store di Via del Corso, si è tenuto l’evento in collaborazione con Adidas e dedicato alle nuove maglie giallorosse. Presenti all’incontro, Matias Soulè e Gianluca Mancini, oltre al cantante roma Carl Brave. I due giocatori della Roma si sono poi presi il saluto dei tifosi presenti all’esterno del negozio, che li hanno dedicato una bella ovazione.

Pastorella: “Nella Roma ero l’unico dirigente romanista, gli altri non capivano le nostre esigenze”

ROMA TG – Francesco Pastorella, ex direttore del dipartimento Sustainability & Community Relations della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni sulla sua esperienza in giallorosso. Ecco le parole di Pastorella:

Lavorare in un ambiente in cui sei l’unico direttore generale romanista è dura. C’erano un olandese, un americano, uno di Monza e uno di Faenza, non capivano le nostre esigenze. Io sono tifoso, so cosa vogliono i romanisti. È stato facile andare a difendere la proposta di Tonino Cagnucci in una riunione: diamo gratis il biglietto a quelli che sono andati a Bodo, e ho detto che si danno e basta. Dopo la vittoria della Conference League ho voluto che la coppa venisse portata in quattro quartieri popolari della città. Era giusto così, perché quella coppa è dei tifosi e va condivisa. Loro ci hanno aiutato, ci sono sempre stati. Ho fatto toccare la coppa ai non vedenti, e una di loro l’ha sollevata dicendo: ‘Questa coppa è di tutti’. Un’emozione unica“.

D’Aversa: “Roma da Champions con il lavoro di Gasperini” (VIDEO)

SPORTITALIA – Roberto D’Aversa, allenatore dell’Empoli nella passata stagione e attualmente senza squadra, ha rilasciato un’intervista all’emittente televisiva e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla Roma di Gian Piero Gasperini. Ecco le sue dichiarazioni: “Non trascurerei la Roma, che ha un allenatore molto bravo e che fa rendere la squadra al massimo. I giallorossi sono partiti bene con 2 vittorie e 6 punti, si tratta di una piazza importante con passione e spinta della tifoseria. Non dico vincere lo Scudetto, ma la Roma darà fastidio alle altre quattro squadre”.

Non è da Scudetto ma da Champions?
“Con il lavoro dell’allenatore secondo me sì”. 

 

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La surreale partita all’Olimpico tra Roma e Real Madrid dell’11 settembre 2001: il ricordo del club giallorosso a 24 anni di distanza

A 24 anni di distanza la Roma ha voluto ricordare sul proprio sito la partita che andò in scena allo Stadio Olimpico contro il Real Madrid, valida per la prima giornata della fase a gironi di Champions League. La UEFA decise di far disputare la gara nonostante gli attentati terroristici alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono di Washington, ma l’atmosfera allo stadio è surreale e silenziosa.

Tutti gli abitanti di questa terra che l’hanno vissuto, probabilmente, ancora oggi ricordano l’11 settembre 2001, anche se sono trascorsi 24 anni.

Cosa facevamo in quel momento e dove ci trovavamo mentre i notiziari iniziavano a diffondere le immagini degli attentati alle Torri Gemelle di New York e al Pentagono di Washington. 

Un passaggio cruciale della storia moderna. “Ora il mondo non sarà più lo stesso”, ripetevano in tanti allora. Effettivamente, è andata davvero così. Lo si nota negli aeroporti – ad esempio – quando si parte per un viaggio, con diverse misure di sicurezza attuate prima e dopo la partenza. Ma non solo, in seguito a quegli attentati la geopolitica degli equilibri in medio-oriente e non solo è mutata radicalmente. Con diversi conflitti annessi.

Chi è amante del calcio, di Roma in particolare, quella giornata la ricorda anche per un altro motivo. Quel giorno, per i giallorossi, doveva significare l’esordio in Champions League o del ritorno in Coppa dei Campioni. E questo poi fu, l’esordio della Roma in Champions. Ma in un contesto generale surreale, dove in pochi riuscivano a pensare al calcio e alla palla che rotolava.

È storia. Cronaca. La partita è programmata da qualche settimana, dal 23 agosto, quando vengono resi noti i raggruppamenti della prima fase della massima competizione continentale. La Roma di Capello capita nel girone A con Anderlecht, Lokomotiv Mosca e Real Madrid. Il sorteggio degli incontri prevede che il Matchday1 debba essere Roma-Real Madrid, all’Olimpico, martedì 11 settembre. Un appuntamento che fa emozionare, dato lo spessore dell’avversario.

Sul campo dell’Olimpico scende una delle possibili pretendenti al titolo finale, quella che poi lo avrebbe vinto nella finale di Glasgow contro il Bayer Leverkusen. Un “dream team” imbottito di campioni come Casillas, Hierro, Roberto Carlos, Figo, Raul e compagnia. Non a caso li chiamano i “Galacticos”. All’appello manca solo il nuovo acquisto Zinedine Zidane – preso dalla Juventus in estate per la cifra record di 150 miliardi di lire – ma il fantasista francese marca visita per la lunga squalifica (cinque turni) ricevuta nella stagione precedente in seguito a una testata al calciatore tedesco dell’Amburgo, Jochen Kientz.

È un grande evento, che tutti attendono con ansia e trepidazione. La prevendita dei biglietti procede spedita, si prevede uno stadio delle grandi occasioni. E questa ha tutti i crismi del caso per diventarlo, una grande occasione.

L’euforia e l’entusiasmo vengono meno a poche ore di distanza dalla gara. Nel pomeriggio italiano, intorno alle 15, le trasmissioni nazionali vengono interrotte per dare spazio alle notizie in tempo reale provenienti dagli Stati Uniti. Lì è mattino, l’orologio non segna nemmeno le 9. 

Al-Qaeda dirotta quattro voli civili. I terroristi fanno intenzionalmente schiantare due velivoli sulle torri nord e sud del World Trade Center di New York, causando poco dopo il collasso di entrambi i grattacieli e conseguenti gravi danni agli edifici vicini. Il terzo aereo di linea viene indirizzato contro il Pentagono. Il quarto aereo, diretto contro il Campidoglio o la Casa Bianca di Washington, si schianta in un terreno della Pennsylvania.

Un atto di guerra vero e proprio alla più grande potenza mondiale, in luoghi simbolo dell’economia e del governo. In televisione passa tutto e nulla viene censurato. Si vedono persone che, in preda al panico, si gettano nel vuoto dai grattacieli in fiamme. Morte e disperazione sono ovunque.

Si parla di circa 3000 vittime. Non si può restare indifferenti. Nel pianeta non si parla di altro. I cellulari – che ancora non sono smarthpone, senza chat e aggiornamenti social (che ancora non esistono) – sono bollenti, le chiamate e gli sms impazzano da una persona all’altra: “Accendi la tv, guarda che è successo, mai vista una roba simile”, è il tenore di tante telefonate tra amici e parenti.

Il resto passa inevitabilmente in secondo piano. Figuriamoci il calcio. Eppure, la UEFA decide di non prendere provvedimenti per le partite in programma per la prima giornata di Champions. Si gioca ovunque, rispettando un minuto di silenzio e portando il lutto al braccio. Si gioca pure all’Olimpico, vicino alla Farnesina.

La psicosi è generale. Alcuni tifosi decidono di non andare alla partita per paura di altri attentati, altri non vogliono farsi intimorire dalla situazione. Ma quella che doveva essere una festa di sport, non lo è più. L’atmosfera sugli spalti è surreale e silenziosa.

Nessuno pensa a lanciare cori di sostegno, gli occhi dei presenti sono gonfi di timore e preoccupazione. Soprattutto quando sopra lo stadio passa un aereo. Nessuno lo avrebbe notato in condizioni normali, ma non in questa serata.

Inizia la partita, che interessa il giusto. Tramite radio arriva la notizia che in Turchia, sul campo del Galatasaray dove è impegnata la Lazio, è stato fischiato il minuto di raccoglimento. L’indignazione sale, intanto il match scorre e arriva al novantesimo. Vince il Real Madrid 2-1, segnano Figo, Guti e Totti su rigore. Sul finale Balbo coglie la traversa, andando a un passo dal pareggio.

Qualcuno si rammarica, salvo poi ripensarci. Non è il caso, in quella situazione, di incavolarsi per questioni sportive. “Sarebbe stato giusto non giocare”, dichiara Capello nel post. Vero, anche perché l’UEFA successivamente emette un’altra nota in cui comunica il rinvio delle gare di Champions del 12 settembre al mese successivo”.

(asroma.com)

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