Roma Primavera, Cama: “Sono felice per il rinnovo, indossare questa maglia è un orgoglio per me. Rimarrei a vita” (VIDEO)

Cristian Cama, giovane protagonista della Roma Primavera, si è raccontato ai microfoni dei canali ufficiali del club in un’intervista pubblicata su Youtube per la rubrica “Dreaming Roma“. Ecco le sue parole:

Ciao Cristian, come stai?
«Ciao Marco, tutto bene».

Come ti senti?
«Bene, un po’ nervoso ma felice di essere qui».

Entriamo subito nel vivo. Hai detto di essere un po’ emozionato, ma non sembri affatto teso. Penso che a volte tu voglia fare il personaggio.
«No, sono un tipo tranquillo. Penso di essere reale, non un personaggio. Non sono sempre rilassato».

Sei sempre pacato. Sei realmente così?
«Qualche punto debole ce l’ho anche io. Sono umano anch’io».

Ad esempio?
«Devo sicuramente lavorare sui miei punti deboli per diventare un uomo migliore. Ma grazie per i complimenti».

Raccontaci qualche tua debolezza.
«Penso molto in là. A volte mi lascio trasportare dai pensieri che mi annebbiano e perdo la bussola. Dovrei concentrarmi di più sul presente invece di fare sempre progetti per il futuro».

Ma rimani pacato, tranquillo.
«Le emozioni difficilmente mi fanno comportare male. Riesco a controllarle. Rimango calmo nel bene e nel male. Si possono commettere errori quando tutto va bene e bisogna restare umili sia nei momenti positivi sia in quelli negativi senza perdere la bussola».

Sei nato a Roma, ma non sei di Roma. Raccontaci un po’ della tua storia.
«Sono nato a Roma, ma sono cresciuto a Capranica, in provincia di Viterbo. Per tanti anni è stato un viaggio lungo. Poi ho avuto la fortuna di vivere per due anni al convitto. Adesso ho una casa, quindi sono riuscito a togliere il viaggio ai miei genitori»

Hai scelto tu di vivere in accademia o è stata una decisione di famiglia? Così non avrebbero dovuto guidare?
«È stata più una mia scelta, perché non volevo far fare questo sacrificio ai miei genitori, soprattutto a mio nonno. Era diventato un sacrificio importante. Mio padre doveva lasciare il lavoro presto, aspettarmi di finire l’allenamento e tornare insieme a casa. Arrivati a un certo punto ho detto io a dire che volevo fare questo cambiamento».

Ti sei sentito in colpa?
«No, mai. Ho sentito veramente che era il momento di diventare indipendente. Non volevo che i miei genitori dovessero farlo. Hanno fatto molti sacrifici e io volevo prendere tutto in mano e diventare un ometto».

Quanto era lungo il tragitto?
«88-89 chilometri circa. Poi il raccordo lo abbiamo fatto tutto, è una tragedia».

La tua famiglia tifa la Roma?
«In parte sì. La passione me l’ha data mio zio e mio cugino. Sono stato allo stadio con loro e con mio padre fin da piccolo. Quindi sono molto felice».

Ti ricordi il tuo primo giorno alla Roma?
«Non lo scorderò mai. Ricordo tutto».

Dove hai iniziato a giocare?
«Nella squadra del mio paese».

Come ti hanno visto?
«La mia squadra era spesso invitata a dei tornei qui a Roma. La Scuola Calcio mi ha notato. Ho giocato un anno per la Scuola Calcio e poi sono passato a Trigoria».

E questo primo giorno?
«Non lo scorderò mai. Ricordo quando ho varcato per la prima volta il cancello di Trigoria, nello spogliatoio, in un angolo perché sono abbastanza riservato e timido. Ricordo tutta la seduta di allenamento».

Eri molto piccolo. Quanti anni avevi?
«7 o 8».

E ricordi tutto?
«Sì, tutto, soprattutto la sera prima. Ero a tavola con la mia famiglia, ero emozionatissimo. Ho parlato con mio padre e mio nonno, che mi hanno detto di restare calmo, perché avrei giocato con altri bambini della mia età, con due gambe, due braccia e dovevo continuare a fare quello che facevo e divertirmi».

Facile a dirsi…
«Certo. Loro erano felici, io molto ansioso. Non vedevo l’ora che arrivasse il giorno dopo».

E com’è andata?
«È andata bene. Ho tenuto conto delle loro parole e mi sono divertito. Io penso a divertirmi».

Con il passare del tempo il divertimento si è trasformato in responsabilità e lavoro duro?
«Per me è puro divertimento. Non mi pesa alzarmi al mattino e andare ad allenarmi. Sono cresciuto giocando a calcio. Spero di fare questo nella vita, perché vado a letto felice e mi sveglio felice. Che sia alle 6, 7 o 8 del mattino, mi sveglio sempre con il sorriso».

Negli anni hai conosciuto tante persone: allenatori, dirigenti e altri. Un evento o una persona che non dimenticherai mai?
«Un evento sicuramente la finale dello Scudetto U16. La prima vittoria. Ricordo il senso di vuoto dell’anno prima quando non avevamo vinto. Vincere l’anno successivo è stata forse la prima volta in cui ho provato vere emozioni al fischio finale».

Una persona?
«Ricordo un allenatore della Roma quando ero giovane, mister Scisciola. Purtroppo è venuto a mancare. Il giorno in cui è successo ho pianto tanto perché mi è rimasto a cuore».

Non eri inizialmente un esterno d’attacco?
«Sì, giocavo più avanti, anche la punta, anche se non ho mai calciato in porta, ho sempre passato il pallone».

Preferivi giocare esterno o pensi che la tua posizione attuale sia la migliore?
«Adesso è il mio ruolo. Mi rivedo molto, mi piace molto, attaccare e difendere. Non ho preferenze, mi piace così».

Chi ti ha suggerito di arretrare un po’?
«La Roma, in realtà. Anche nelle mia vecchia squadra giocavo avanti. Alla Scuola Calcio hanno provato ad abbassarmi ed è andata bene».

I bambini solitamente amano segnare. Quando ti hanno detto di giocare più dietro? 
«No perché tanto io arrivavo sempre sulla linea di fondo e passavo la palla. Non mi viene naturale tirare, preferisco l’assist».

Preferisci difendere tutta la fascia o giocare terzino in una difesa a quattro?
«Quest’anno sto coprendo l’intera fascia, mentre prima ero abituato a una difesa a quattro. Mi piace molto perché, come ho detto, mi diverto sia a difendere sia ad attaccare».

Meglio un assist o un intervento difensivo decisivo?
«Devo scegliere? Direi un assist, perché viene naturale. Ma anche una chiusura perfetta dà soddisfazione».

Quali pensi siano le tue migliori qualità?
«Mi piace attaccare, ho buon fiato e un sinistro educato. Punto debole? Devo migliorare nel destro, usare i due piedi allo stesso modo ti rende imprevedibile».

Mi hanno detto che sei caparbio.
«Sì! Quando decido qualcosa è difficile farmi cambiare idea, soprattutto per cose dette da terze persone. A volte non seguo i consigli di chi ci tiene a me. Ma ascolto sempre l’allenatore».

Dove ti porterà questa caparbietà?
«Diventare un professionista, espormi al massimo potenziale delle mie caratteristiche».

Hai un idolo calcistico?
«Non uno in particolare. Ho giocatori che osservo spesso e a cui vorrei rubare qualcosa. Spesso guardo Dimarco, Angelino, Marcelo e cerco di imparare da loro, tutti e tre fortissimi».

Hai vinto due titoli di campionato con la Roma. Quale ricordi con più piacere?
«Il primo, per l’emozione di rifarmi dopo il vuoto dell’anno precedente».

C’è una partita che rifaresti?
«No, esco sempre con la testa alta, senza rimpianti. Se è andata così vuol dire che il destino mi ha riservato quella parte».

Cosa significa vincere con la maglia della Roma?
«È una cosa unica. Già indossarla è un onore, è il club che ho sempre tifato, avere l’opportunità di aver vinto e poter continuare a vincere è molto bello».

Hai una storia importante anche con la nazionale. Anche il tuo rapporto con la maglia azzurra è importante.
«Mi sento fortunato. Giocare con la maglia della nazionale comporta responsabilità, ma soprattutto orgoglio. Esperienze come l’Europeo U17 e il Mondiale U20 sono uniche e mi ritengo molto fortunato, sono esperienze che ti porti dentro. Ne ho fatto un bagaglio, fare più esperienze vuol dire tornare più forti».

Hai giocato meglio con la nazionale o con la Roma?
«Alla Roma. Un giocatore si vede dalla quotidianità. Le esperienze fatte in nazionale sono state bellissime, ho fatto bene e forse potevo fare meglio, ma qui giorno dopo giorno posso diventare molto forte».

Siete tanti sugli esterni in Primavera, la competizione tra giovani ti aiuta a crescere?
«Sì, è sana, questa concorrenza fa bene a tutti, ci vogliamo bene, non pensiamo a noi stessi ma al bene della squadra. Questa concorrenza fa bene a tutti».

Come sei fuori dal campo?
«Penso di essere un ragazzo super tranquillo. Sono cresciuto con i miei amici di infanzia e abbiamo ancora un bel rapporto, ogni volta che stiamo insieme sembra non ci sia stata distanza. Non facciamo nulla di particolare, nella vita di paese le cose da fare sono poche: parliamo di pallone dalla mattina alla sera, tutte le categorie, stiamo insieme, stiamo bene. Qui a Roma sono marcato a uomo? Li ho tutti lì, non posso fare stupidaggini, non faccio ritardi, mi piace stare a casa, sono molto casalingo, guardo la tv spesso. A casa non guardo tanto le partite, magari mi raccontano i miei amici, ogni tanto devo staccare la spina».

Hai firmato un nuovo contratto con la Roma. Come ti senti?
«Per me è una cosa bellissima. Poter continuare a indossare questa maglia significa è unico. Sento la fiducia dai piani alti e ne sono fiero ed orgoglioso. Poter giocare con questa maglia è un’emozione speciale, non vorrei mai andare via da qua. Se riuscirei a rimanere qui? Sì, è un grande club, se potessi rimanere qui a vita lo farei volentieri. Magari uscire dalla zona comfort fa bene, ma se mi chiedi di rimanere qua io ti dico sempre».

Dedicheresti il contratto a qualcuno?
«Alla mia famiglia, per tutti i sacrifici fatti: nonno, padre, madre, nonna, fratello».

Come farai il passo finale verso il professionismo?
«Lavorando sodo ogni giorno e rimanendo concentrato fuori dal campo».

Qual è il tuo sogno a lungo termine?
«Diventare un grande giocatore, raggiungere il massimo potenziale, restare in forma e divertirsi sempre».

Cosa significa la maglia della Roma per te?
«È speciale. Indossarla ogni giorno è qualcosa che non si può spiegare»

Calciomercato Roma: i giallorossi non mollano Zirkzee. Le alternative sono Gudmundsson e Giovane (VIDEO)

Non solo Jack Raspadori: la Roma non molla Joshua Zirkzee. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano e Matteo Moretto, infatti, il club giallorosso insiste per l’olandese, ma sarà necessario aspettare i tempi del Manchester United. Il club inglese dovrà prima chiudere l’accordo per il nuovo tecnico e il tutto dovrebbe avvenire dopo il weekend: solo a quel punto arriverà la decisione definitiva sull’ex Bologna. Fra i nomi validi come alternative ci sono quelli di Gudmundsson e Giovane.

Trigoria: influenza per Wesley, programmato per Soulé. Lavoro a parte per Pellegrini, Baldanzi, Bailey e Rensch (FOTO)

Prosegue il lavoro dei giallorossi in vista del match contro il Sassuolo. Il gruppo si è allenato oggi pomeriggio: allenamento a parte per Lorenzo Pellegrini, Baldanzi, Bailey e Rensch, il quale ha lavorato in palestra e ha smaltito l’influenza. Terapie per Dovbyk e Gollini, mentre Soulé ha svolto un lavoro personalizzato programmato. Influenza per Wesley.

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Calciomercato Roma, si tratta per Dragusin: proposto prestito con obbligo condizionato. Il difensore pronto a chiedere la cessione

La Roma insiste per Radu Dragusin. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio su X, infatti, ci sarebbero stati nuovi contatti fra i giallorossi e il Tottenham per trovare la quadra sulle cifre per il trasferimento del difensore nella Capitale.


Come approfondisce lo stesso esperto di mercato, la Roma starebbe studiando la formula giusta da presentare agli Spurs. L’idea è quella di un prestito con diritto di riscatto che si trasformerebbe in obbligo al verificarsi di determinate condizioni. Una soluzione che andrebbe incontro alle esigenze di entrambi i club e, soprattutto, a quelle del giocatore, desideroso di trovare continuità dopo il lungo infortunio.

Un fattore chiave potrebbe essere proprio la volontà del difensore rumeno. Secondo Di Marzio, lo stesso Dragusin si esporrà in prima persona con il club inglese per favorire il buon esito della trattativa e il suo ritorno in Serie A.

(gianlucadimarzio.com)

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Serie A, Napoli-Verona 2-2: pareggiano gli uomini di Conte. Bologna-Atalanta 0-2: vincono gli orobici

Sono andate in scena le gare di Serie A delle 18:30. Il Napoli ospitava l’Hellas Verona e la partita è terminata 2-2 quasi all’ultimo respiro. Frese e Orban, quest’ultimo su calcio di rigore, hanno aperto le marcature, McTominay prima e Di Lorenzo poi hanno pareggiato i conti. Cade in casa il Bologna: hanno vinto Palladino e i suoi grazie alla doppietta realizzata da Krstovic.

LIVE – Calciomercato Roma: Raspadori apre ai giallorossi. Massara spinge per trovare l’accordo totale

La Roma insiste per Giacomo Raspadori. Sono ore importanti per l’operazione che potrebbe portare l’ex attaccante del Napoli in giallorosso. Ecco gli aggiornamenti in diretta sulla trattativa.

LIVE

23.10 – Giacomo Raspadori ha dato apertura alla Roma, scrive Alfredo Pedullà. La Roma è l’unico club in corsa. I Friedkin contano di chiudere in breve tempo per il giocatore che ora è in Arabia con l’Atletico Madrid per disputare la Supercoppa.

20:50 – Come aggiunge Filippo Biafora de Il Tempo, i contatti di oggi con l’entourage di Raspadori hanno portato a un avvicinamento per un accordo tra le parti, dopo l’intesa già trovata con l’Atletico.

19:29 – Massara insiste per trovare l’accordo totale per Raspadori. Come riferito da Matteo Moretto su X, infatti, il direttore sportivo è in pressing con gli agenti dell’azzurro per trovare la quadra per chiudere l’operazione.

19:09 – Come riferito da Gianluca Di Marzio sul proprio sito ufficiale, oggi il direttore sportivo Massara era assente al summit fra proprietà e direzione tecnica del club perché impegnato nell’affare-Raspadori: l’incontro con gli agenti del calciatore non è stato decisivo ma si registra comunque un pizzico più di ottimismo.

(gianlucadimarzio.com)

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Totti: “Dove mi vedo tra 10 anni? Sul divano. Con il Real Madrid avrei vinto il Pallone d’Oro” (VIDEO)

CALCIATORI BRUTTI – Francesco Totti si racconta in una raffica di domande senza filtri ai microfoni della nota pagina. Tante domande, alcune scomode, come quella sul Pallone d’Oro, e altrettante risposte. Le sue parole:

Se non fossi diventato calciatore cosa avresti fatto? “Il benzinaio.”

Quando hai capito di essere forte? “A 16 anni ho capito che era un altro mondo.”

Tornando indietro ti ritireresti il 28 maggio 2017? “No, mi hanno fatto ritirare”.”

Dove ti vedi tra 10 anni? “Sul divano. Tra 20? Uguale”

La lezione più dura insegnata dal calcio? “Nessuna, per me il calcio è portare rispetto”

Nello spogliatoio ascoltano di più l’allenatore o il capitano? “L’allenatore”

L’Italia, nel 2006, avrebbe vinto il Mondiale senza di te? “Non lo so se avrebbe vinto il Mondiale.

Con il Real Madrid avresti vinto il Pallone d’Oro? “Si, lo avrei vinto”

Cosa diresti al te stesso di 10 anni fa? “Fare quello che ho fatto da grande.”

Un gol di cui nessuno parla? “Quello del 5-1 nel derby.”

C’era qualcuno che non credeva in te? “No, nessuno”

Cento milioni di euro e non sei famoso o un milione di euro e sei la persona più famosa di Roma? “Cento milioni e non sono famoso”

Quanto ti manca tuo padre? “Mio padre mi manca molto”

Il giorno che hai pianto di più?
“Il giorno dell’addio. Ma anche la settimana prima, piangevo tutti i giorni perciò uno vale l’altro”

Grigliata e partita a casa con gli amici o cena elegante a due con una donna? “Amici e grigliata”

Cosa ci sarà scritto nella tua lapide? “Nella mia lapide ci sarà scritto Francesco Totti, sennò non mi trovano”

C’è qualcosa che vuoi ancora fare e non hai ancora fatto? “No, nel calcio ho fatto tutto”

La più grande cazzata che hanno scritto sul tuo conto? “Troppe ne dicono e continuano a dire tante cavolate su di me. Sono quasi quotidiane”

La Roma vince lo Scudetto e la Lazio la Champions, accetti? “No, impossibile”

La Roma vince la Champions, ma la Lazio lo Scudetto, invece? “Si, ci sto”

Farai l’allenatore? “Al 99% non faro l’allenatore”.

Calciomercato Roma: riunione fra Ryan Friedkin, Gasperini e Ranieri. Conferme sul clima disteso e proficuo

Riunioni sull’imminente futuro a Trigoria. All’indomani della vittoria contro il Lecce e del silenzio di Gian Piero Gasperini, al Fulvio Bernardini è andato in scena un incontro tra il tecnico, Ranieri e Ryan Friedkin. Di seguito gli aggiornamenti:

LIVE

23.00 – Arrivano conferme sul clima disteso e proficuo: Gasperini è stato rassicurato ed è uscito dalla riunione rinfrancato sui prossimi acquisti in questa sessione di mercato.

LR24

22.20 – Da una parte Gian Piero Gasperini che aspetta rinforzi con l’impazienza tipica degli allenatori. Dall’altra Ricky Massara che prova ad accontentarlo districandosi tra i paletti del settlement agreement siglato con la Uefa. Nel mezzo Claudio Ranieri che in estate, in veste di advisor, ha suggerito ai Friedkin il nome di entrambi per guidare una Roma che alla fine del girone di andata si ritrova con 36 punti, tredici in più della scorsa stagione. L’ex tecnico testaccino e il vice-presidente Ryan Friedkin hanno incontrato oggi Gasperini a Trigoria all’indomani della vittoria di Lecce e della decisione dell’allenatore di non parlare ai microfoni della stampa, indizio interpretato come segnale di malumore per un mercato ancora non entrato nel vivo. Un incontro costruttivo e cordiale, filtra da Trigoria, nel corso del quale è emersala condivisione sulle scelte per il futuro, mentre il ds Massara è segnalato a Milano per dare un’accelerata alle trattative in corso. Gasperini aspetta almeno tre rinforzi, uno in difesa e due in attacco. Le prime scelte offensive sono da tempo Giacomo Raspadori e Joshua Zirkzee.

Due situazioni opposte: con l’Atletico Madrid c’è l’accordo, ma manca il sì dell’ex Napoli. L’attaccante olandese invece ha dato il suo ok al trasferimento, ma il Manchester United – che intanto ha esonerato Amorim – preferirebbe prima avere in pugno il sostituto. Normali schermaglie di mercato, che però fanno sì che a Trigoria non ci sia ancora traccia dei due colpi offensivi che la Roma – di comune accordo con Gasperini – decise di rimandare da agosto a gennaio. L’allenatore ha fretta e l’elenco degli assenti non lo aiuta.

La Roma a Lecce ha vinto 2-0 senza nove giocatori. Da Ndicka ed El Aynaoui, impegnati in Coppa d’Africa, agli squalificati Mancini ed Hermoso, passando per gli infortunati Pellegrini, Rensch, Baldanzi, Bailey e Gollini, ai quali ora si aggiunge anche Artem Dovbyk, autore del 2-0 al Via del Mare e costretto ad uscire dal campo per una lieve lesione muscolare alla coscia sinistra che lo terrà ai box sicuramente contro il Sassuolo tra tre giorni, in attesa delle valutazioni per il doppio impegno col Torino, prima in Coppa Italia (13 gennaio) e poi in Serie A (18 gennaio). Gasp attende un assist dal mercato in un calendario sempre più fitto.

(Italpress)

19.50 – I Friedkin, secondo quanto riferito da Eleonora Trotta, non hanno gradito il silenzio stampa di Gasperini, ma hanno ribadito al tecnico il loro impegno per rafforzare la Roma.

18.55 – Secondo quanto riferisce Gianluca Di Marzio sul proprio sito ufficiale, la proprietà ha ribadito la propria linea di voler rendere la squadra più forte sul mercato e di volerlo con la stessa ambizione di Gasperini, sempre rispettando i limiti del settlement agreement. L’obiettivo è accelerare sulle tempistiche, ma il clima è costruttivo. Era assente Massara, il quale continua a lavorare per Raspadori: l’incontro con gli agenti del calciatore non è stato decisivo ma si registra comunque un pizzico più di ottimismo.

(gianlucadimarzio.com)

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18.25 – È terminata la riunione di mercato a Trigoria. Protagonisti dell’incontro, come riferito da Angelo Mangiante di Sky Sport su X, Ryan Friedkin, Gian Piero Gasperini e Claudio Ranieri, il senior advisor.

Calciomercato Roma, dalla Turchia: per Oosterwolde il Fenerbahce chiede 20 milioni di euro

Per Jayden Oosterwolde il Fenerbahçe chiede 20 milioni di euro. Secondo quanto riferito dal giornalista Sercan Hamzaoglu su X, infatti, l’idea del club turco sarebbe quella di vendere il centrale a fine stagione. L’agente del difensore ha detto alla dirigenza di avere un’offerta, chiedendo se avessero intenzione di lasciarlo partire: la risposta è stata che la proposta, attorno ai 10-12 milioni di euro, non era quello che si aspettavano e che la cifra richiesta è pari 20 milioni.