Aston Villa, Emery: “Bologna? Contro la Roma erano sfavoriti e li hanno eliminati. Massimo rispetto per loro”

Domani il Bologna di Vincenzo Italiano sarà chiamato alla grande impresa contro l’Aston Villa in Europa League. Il club emiliano dovrà affrontare il ritorno in casa dei Villains partendo dal risultato sfavorevole di 1-3. Alla vigilia del match, il tecnico della squadra di Birmingham, Unai Emery, ha parlato in conferenza stampa. Ecco le sue parole.

Sente di aver quasi archiviato la pratica Bologna?
“Siamo nel ritorno di un quarto di finale… Sicuramente partiamo da un buon risultato, ma considerando la mia esperienza e visto che affrontiamo un allenatore che ha disputato 3 finali negli ultimi 3 anni il rispetto è massimo. Quando hanno giocato contro la Roma, in molti pensavano che i giallorossi fossero favoriti. Quindi il Bologna ha battuto una delle favorite. Il modo in cui competono, il modo in cui sono squadra, il modo in cui spingono in ogni partita… Tutto questo ci impone il massimo rispetto”.

Cosa si aspetta dall’avversario?
“Giocheranno come hanno sempre fatto. Con aggressività, con intensità, con duelli uomo su uomo e attaccando. Rispetto molto il loro modo di giocare. Noi però abbiamo una buona squadra, quando l’arbitro fischierà e la partita inizierà saremo concentrati al 100% perché sappiamo che ci sarà da combattere più di quanto abbiamo fatto all’andata”.

Ranieri e Gasp parlatevi: almeno per sei partite e solo per il bene della Roma

La storia si ripete, in casa Roma. Due anni fa era successo con Mourinho: ricorderete la contrapposizione con Tiago Pinto. Non è andata meglio con De Rossi, licenziato nel giro di una notte. Arrivato il 17 gennaio del 2024, fu esonerato a sorpresa il 18 settembre per divergenze di vedute con Lina Soulokou. Sembrava che qualcosa potesse cambiare nell’estate scorsa, con l’ingaggio di Gasperini. Non doveva essere così se a distanza di tre stagioni, non calcistiche ma nel senso letterale: autunno, inverno e primavera, la situazione è precipitata. Con un botta e risposta sulla paternità degli acquisti, sul fatto di aver preso una squadra arrivata a un punto dalla Champions e soprattutto una sentenza dialettica difficile da ribaltare in appello. Cosa ci può essere di più pesante, e più sbagliato, nel colorare così un rapporto che si è fatto, ogni giorno, poi più complicato? Fatto sta che a settantadue ore dalla rottura pubblica, due non notizie hanno dato plasticamente il senso della pesante crisi di rapporti. La prima è il mancato incontro tra Ranieri e Gasperini che, anzi stando a quelli che Spalletti chiamava riportini si sono ignorati. Neppure un saluto tra due che conoscono i principi dell’educazione: come a dire che a parlarsi si rischiava di fare ancora peggio. Seconda non notizia il mancato, e auspicato, intervento pubblico dei Friedkin. Se non c’è stato, evidentemente la proprietà non ha ritenuto giusto sconfessare il suo Senior Advisor, facendo anzi trapelare l’intenzione di una telefonata per invitare Gasp ad abbassare i toni. Una posizione che è difficile non interpretare, a meno di improvvisi ripensamenti, a favore dei rappresentanti della società. Insomma, anche se può sembrare surreale, è fortissimo il rischio che la Roma possa bruciare, dopo Mourinho e De Rossi, un terzo allenatore importantissimo nel giro di due anni. Perché tale è Gasperini. arrivato a Roma per aprire un ciclo e finito così presto in discussione. Per i suoi modi bruschi, a volte aspri, che però hanno fatto parte del pacchetto anche all’Atalanta. In cui è rimasto 9 anni: come dire che avrà anche un carattere difficile, ma i Percassi devono aver fatto il totale di tante altre qualità per “sopportarlo”. E se è vero, come dice Ranieri, che Gasp è arrivato solo perché hanno rifiutato in tre e non è una bella cosa né per l’interessato e né per un club che incassa tanti no. Chissà come sarebbe andata se avesse saputo di essere la quarta scelta. Fatto sta che, non è buonismo ma un semplice esercizio di realismo, Ranieri e Gasperini dovrebbero trovare oggi la forza di parlarsi, collaborare, per almeno altre sei partite. Sarebbe stato meglio farlo nel silenzio, lavando in famiglia i classici panni, ma ormai la frittata è fatta e va salvaguardata almeno l’apparenza. Per il bene della Roma, e di quel pubblico che aveva sposato Mourinho, era innamorato di De Rossi e aveva cominciato a specchiarsi nella voglia di essere antipatico e ambizioso del suo nuovo allenatore. Ricordate quella cena e quella foto con Francesco Totti? Era una “promessa” per il Centenario. Un mese e mezzo fa. E sembra un secolo.

(gasport)

Non c’è pace per la Roma: botta in allenamento per Pisilli. Da valutare per l’Atalanta

Altro piccolo problema in casa Roma. All’anno tormentato dagli infortuni, che nel mese cruciale della stagione ha dimezzato la rosa a disposizione di Gasperini, si aggiunge anche Niccolò Pisilli. Come riportato da Filippo Biafora in trasmissione su Manà Manà, il centrocampista classe 2004 ha preso una botta ieri in allenamento e le sue condizioni sono da valutare in vista della cruciale sfida contro l’Atalanta. La Roma, che già dovrà rinunciare a Lorenzo Pellegrini, ora rischia di perdere anche il 21enne.

Il grande freddo

IL TEMPO (L. PES) – Gelo totale. Ranieri e Gasperini tirano dritti per la loro strada e nel giorno del ritorno a Trigoria si evitano. Le parole pronunciate dal senior advisor prima di Roma-Pisa hanno aperto una frattura insanabile tra i due, con la palla che passa ai Friedkin. La proprietà in questi mesi ha sperato invano che tra le parti potesse tornare il sereno e adesso si trova di fronte all’ennesimo bivio della propria gestione dove prendere una posizione non è certo semplice. Da una parte l’uomo al quale il presidente ha affidato la ricostruzione del club dopo i cocci lasciati dell’esonero di De Rossi e l’addio della Souloukou, dall’altra l’allenatore del progetto triennale e del miracolo Atalanta che seppur con le sue tante spigolosità non è mai stato in discussione. Dan e Ryan, ora, vogliono vederci ancora più chiaro dopo aver parlato con entrambi i protagonisti sperando di salvare il salvabile e non arrivare a scelte drastiche che ad oggi non sembrano evitabili. Impossibile, conoscendo il modus operandi degl americani escludere ribaltoni o colpi di scena già nelle prossime ore, anche se il diktat delle ultime settimane è sempre stato all’insegna dei toni moderati. La giornata di ieri si è consumata tra attese e allenamenti. Chi sperava in un chiarimento tra Ranieri e Gasp è rimasto deluso. Il tecnico non ha nessuna intenzione di confrontarsi con chi nemmeno un anno fa lo ha scelto per il nuovo ciclo giallorosso, deluso dalle parole ascoltate prima di un match importante. Dall’altra parte Sir Claudio non ritiene di dover dare spiegazioni e attende sviluppi da parte della società. I due sono, casualmente, arrivati praticamente insieme al centro sportivo intorno alle 12, ma poi ognuno per la sua strada. Fino però a tarda sera i due sono rimasti a Trigoria dove sono andati in scena colloqui con la proprietà che prima di eventuali scossoni vuole vederci chiaro su una situazione che scotta.
Una frattura che viene da lontano e che i Friedkin non sono riusciti a ricomporre nonostante i molteplici tentativi. Gasperini negli ultimi giorni ha avuto una centralità più marcata anche nei colloqui con la proprietà per il futuro, così come Ranieri dal canto suo pur avendo ecceduto nei toni e nelle modalità sapeva di esporre un pensiero affatto lontano da quelli della presidenza. Uno strappo figlio di mesi di mal sopportazione che a sua volta deriva da un’incompatibilità di vedute che all’inizio probabilmente non era stata presa in considerazione. Tanti gli episodi di scontro in questi mesi che hanno coinvolto anche il ds Massara, mai apprezzato dal tecnico di Grugliasco e dal destino quantomai incerto in questi giorni turbolenti. A riportarlo a Trigoria è stato proprio Ranieri mentre dall’altro lato c’è chi caldeggia la candidatura di Giuntoli. L’ex Napoli e Juve sarebbe entusiasta di sposare la causa romanista, anche se il tanto clamore degli ultimi giorni potrebbe non essere particolarmente apprezzato a Houston. Infine, c’è il discorso Nazionale. Con la candidatura di Malagò le voci cominciano a rincorrersi sulla possibile figura di Ranieri da inserire come sorta di direttore tecnico. Un rifiuto che un anno fa quasi costò non poco a Sir Claudio e che oggi chissà. Intanto Friedkin riflette.

Gasp e Ranieri separati in casa: il vertice non allenta la tensione

La primavera romana è dolcissima, accarezza le anime. Ma ieri Trigoria pareva il Polo Nord. Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini si sono letteralmente ignorati, almeno fino a quando hanno potuto, chiamati a sedersi intorno a un tavolo. Hanno calpestato più o meno le stesse mattonelle, ma senza neppure salutarsi, loro che pure in città abitano ad appena un chilometro di distanza l’uno dall’altro. Arrivati entrambi in tarda mattinata nel centro sportivo, addirittura hanno messo in scena un dribbling reciproco persino nella sala ristorante, pranzando in due momenti diversi. Separati in casa, per due persone che dovrebbero lavorare insieme con e per lo stesso obiettivo. Ma le parole del senior advisor di venerdì prima della gara contro il Pisa, in reazione a quanto detto dal tecnico il giorno precedente hanno segnato un confine. Indietro non si torna. Ed è per questo che nel tardo pomeriggio é dovuta intervenire la proprietà, collegata a distanza, nella persona del presidente Dan Friedkin e del vicepresidente Ryan. Il vertice è durato oltre un’ora. I toni usati sono stati meno concilianti rispetto a quelli usati lo scorso 20 marzo, quando all’indomani dell’eliminazione dall’Europa League la proprietà aveva chiesto di abbassare i toni concentrandosi solo sul campo. Invito disatteso: i protagonisti hanno fatto il contrario. Ecco perche ieri Friedkin ha trasferito ai protagonisti tutta la propria delusione, peggio, l’irritazione per il clima che si è creato intorno alla squadra, per di più dentro una stagione che ha ancora un obiettivo vivo, il più importante di tutti, ovvero la qualificazione Champions. I Friedkin hanno preso nuovamente atto dell’enorme distanza tra le parti, ma hanno ribadito la ferma volontà di arrivare a fine campionato, ovvero a risultati chiari in un senso o nell’altro, per prendere le decisioni. A meno che qualcuno non si stufi prima. Inutile aggiungere che ai litiganti è stato ribadito l’invito di evitare polemiche ulteriori, da qui alle prossime settimane. Chissà se stavolta verrà seguito. Di certo, non ci sarà un’altra Roma con la stessa triade attuale: Ranieri, Massara e Gasperini. O vanno via i primi due, o saluta l’allenatore. E un’altra certezza è che i Friedkin già in passato hanno preso decisioni improvvise, anche impopolari, pure a campionato in corso. Sicuramente quanto accaduto nelle ultime tre settimane ha fatto cambiare idea anche alla proprietà. Fino a prima della partita con l’Inter c’era la convinzione, da parte dei Friedkin, che in qualche modo le frizioni sarebbero state gestibili, che la triade avrebbe trovato un modo di continuare insieme anche la prossima stagione. Adesso non è più così. E arrivata l’ora delle scelte, anche per gli americani. Ma, comunque vada, siamo di fronte all’ennesimo fallimento di gestione dei Eriedkin, che sotto la loro presidenza hanno bruciato dirigenti e allenatori senza mai raggiungere il vero grande obiettivo, il rientro della Roma nella competizione europea più importante. La loro popolarità in città è stata più bassa solo nei giorni degli esoneri di Mourinho e De Rossi. Ma qui siamo in corsia di sorpasso: attenzione alle mosse future. E già nelle prossime ore lo scenario potrebbe essere più chiaro.

(corsera)

Il gelo sopra la Roma

Ci si può ignorare pur stando dentro una stessa stanza? Certamente. Figuriamoci in un centro sportivo enorme come Trigoria dove per muoversi Mourinho utilizzava la Vespa. Così ieri per Gasperini da un lato e Ranieri dall’altro è stato facile evitarsi. Almeno fino all’ora di pranzo quando Claudio ha deciso di andare alla mensa e si è seduto al tavolo dirigenziale, non prima di aver salutato la squadra e aver parlato con diversi calciatori. Il tecnico ha così preferito mangiare altrove, evitando d’incrociare il Senior Advisor. Una giornata iniziata per entrambi intorno a mezzogiorno quando a poca distanza uno dall’altro hanno varcato il cancello del Fulvio Bernardini per poi prendere vie diverse. […] La call tanto attesa, alla quale ha partecipato anche Massara, è andata in scena intorno alle ore 18.30 ed è durata più di un’ora. Per l’allenatore è stata la seconda volta nel giro degli ultimi 10 giorni, visto che aveva chiesto e ottenuto di parlare con la proprietà anche dopo la sconfitta di Milano. Diverso il discorso per Ranieri che con Dan e Ryan ha un rapporto se non quotidiano quantomeno settimanale. Le esternazioni di Ranieri di venerdì sera poco prima della partita col Pisa, sono state ormai vivisezionate e anche se, tra le intenzioni del dirigente c’era la volontà di difendere quei nuovi arrivati che non erano stati menzionati da Gasperini tra gli acquisti riusciti, vien da sé che il passaggio sulla scelta dell’allenatore abbia lasciato il segno. Che alcuni atteggiamenti di Gasp siano rimasti invisi a Trigoria e di riflesso negli Usa è ormai di dominio pubblico. Ma da qui a separarsi, oltre a problemi di immagine che certificherebbero una scelta sbagliata, ci sono 24 milioni di motivi che invitano i Friedkin a provare a rincollare i cocci e prendere tempo, almeno per ora, rimandando la decisione finale a fine campionato. Più facile sarebbe dirsi addio con Ranieri al quale però, soltanto una ventina di giorni fa, la proprietà aveva chiesto una presenza più assidua a Trigoria e di fare un passo in avanti assumendo realmente il ruolo di direttore generale che avrebbe comportato anche il prolungamento del contratto del Senior Advisor che scade tra un anno. Il tenore della call, dopo aver manifestato la profonda delusione per aver disatteso le aspettative, ha ricalcato così i toni di quella andata in scena lo scorso 20 marzo: mancano sei giornate alla fine, c è ancora la possibilità di andare in Champions che nella programmazione futura fa tutta la differenza del mondo, arriviamo al termine della stagione e poi tracceremo una linea. Inutile spingersi oltre. Anche perché la situazione, dal punto di vista della proprietà, molto seccata, e complicata. Confermare Gasperini e liberarsi di Ranieri vorrebbe dire trovare un’altra figura che in loco possa al loro posto gestire la situazione a Trigoria. Difficile, se non c’è riuscito nemmeno un diplomatico come Claudio. Confermare però Ranieri e salutare l’allenatore certificherebbe un’altra scelta sbagliata. Senza contare la reazione della piazza e soprattutto quei 24 milioni di euro di un accordo fino al 2028 che per un club, ancora alle prese con il Settlement Agreement, sarebbero difficili da metabolizzare.

(Il Messaggero)

No a rischi per Wesley, Mancini sta recuperando

Non pensare alle polemiche per concentrarsi solo sul campo. Perché a sei giornate dal termine della stagione la Roma ha ancora tanto da giocarsi con tre porte diverse per l’Europa in ballo e il sogno Champions che può ancora essere coltivato. La sfida all’Atalanta di sabato sera all’Olimpico rappresenta molto. Ma chi sarà a disposizione di Gasperini? Ieri, alla ripresa degli allenamenti, erano ancora assenti Wesley, Mancini e Konè. Ma il tecnico conta di recuperare i primi due almeno per la panchina col difensore azzurro che conserva qualche possibilità in più e dovrebbe tornare in gruppo entro domani. Il brasiliano sarà valutato in queste ore, ma senza rischi. O almeno questo è l’input dello staff medico della Roma e del Brasile considerato il Mondiale alle porte. Difficile possa risultare tra i convocati Koné. E l’assenza del francese impone l’utilizzo di Pisilli in mediana e quindi la probabile presenza di El Shaarawy sulla trequarti per sostituire l’infortunato Pellegrini che ne avrà per 25 giorni. Ancora out, infine, Dybala che dovrebbe ricominciare ad allenarsi in gruppo in vista della sfida al Bologna del 25 aprile.

(gasport)

Mercato della discordia: investiti 97 milioni, Wesley e Malen top ma quante delusioni

Hanno tutti ragione. Ma quale sarà la versione più credibile a fine stagione agli occhi di Dan Friedkin? Come dentro la sala comandi di una nave diretta al porto della Champions, dove ad attenderla c’è il presidente americano, Gian Piero Gasperini e il duo dirigenziale Claudio Ranieri-Ricky Massara sembrano contendersi un timone che scotta e preparano intanto il loro “personale” diario di bordo da sottoporre al proprietario. Le rotte del mercato della Roma, è il tema che tiene banco: insufficiente per il tecnico, condiviso da tutti secondo i dirigenti. Perché il Gasp pensiero si riassume così: 30 giocatori acquistati in due anni, 4/5 titolari oggi mentre ci sarebbero voluti più Wesley e Malen in rosa. Ma il senior advisor e il ds ribattono dal canto loro: no, caro Gian Piero, gli acquisti li hai avallati tutti anche tu e, poi, ricordati che nei mari in tempesta delle trattative di mercato il club ha dovuto navigare tra le onde alte del Fair play finanziario. E allora? E allora vale la pena riavvolgere il nastro e spiegare. La versione di Gasp, in effetti, ha riscontri precisi. Dei 12 acquisti dall’estate scorsa ad oggi gli unici titolari sono Wesley e Malen, voluti da lui. E stando a questi numeri parlare di mercato flop della Roma non sarebbe fuori luogo. Però, secondo quanto si sostiene sotto l’altra metà del cielo a Trigoria, è anche vero che su altri casi emblematici di mercato per i quali già mesi fa allenatore e dirigenti si misero l’uno contro gli altri, l’ultima parola sarebbe stata sempre del tecnico. Prendi Sancho, tormentone dell’estate. Bravo, esterno sinistro di pregio, ma secondo molti ingestibile per i comportamenti fuori dal campo sopra le righe. Alla fine di un braccio di ferro interno. sarebbe stato Dan Friedkin in persona a dire a Gasp: lo vuoi davvero? Lo prendo, ma te ne assumi la responsabilità. Al che l’allenatore avrebbe fatto un passo indietro, accettando la linea aziendale secondo la quale il giocatore, da prendere in prestito non sarebbe nemmeno creato valore per il club. Allo stesso modo, dopo l’affare Rios saltato, Gasp avrebbe avallato il profilo di El Aynaoui, come del resto quelli di Ferguson, Bailey, Tsimikas e Zaragoza, che si sono espressi al di sotto delle aspettative. E poi ci sono quei giovani come Ghilardi, Ziolkowski e Vaz, acquisti di cui ha la paternità Massara, che sarebbero stati in fondo valorizzati poco a confronto con quelli che il tecnico ha avuto all’Atalanta.
Le versioni dei tre “capitani coraggiosi” a bordo, quindi, rischiano di fare a pugni, in coincidenza con una volata Champions ancora tutta da giocare e di una programmazione che prevede nuovi cambiamenti sostanziali da luglio in poi, quando finiranno i rigori del Settlement Agreement con l’UEFA. Con 4 giocatori in scadenza e destinati a partire come Dybala, Pellegrini, Celik e El Shaarawy, con 4 prestiti in partenza come Ferguson, Tsimikas, Zaragoza e Venturino e le cessioni annunciate se non si centrerà l’obiettivo Champions di Ndicka, Svilar o Koné, il club si prepara ad una nuova campagna acquisti da almeno 10 elementi. Il nome di Julian Brandt in uscita del Borussia Dortmund potrebbe essere il primo nome di un restyling che Gasp, comunque, vede bene attorno ad un “gruppo solido” da confermare. Le ultime sei giornate s’incaricheranno di stabilire in che modo la navicella giallorossa raggiungerà in porto Friedkin, al quale toccherà decretare quale capitano guiderà la ripartenza. Il nuovo mercato non aspetta nessuno.

(gasport)

Separati in casa Roma, Ranieri e Gasperini non si salutano: Friedkin, tregua fino a fine stagione

O io o te. O l’uno o l’altro. Deciderà a fine stagione Dan Friedkin chi resterà in sella e chi invece dovrà accomodarsi più in là. Dallo scontro verbale in piazza all’indifferenza intrisa di veleno, la lunga giornata di Trigoria ha raccontato ieri di un grande gelo tra il tecnico Gian Piero Gasperini e il senior advisor Claudio Ranieri e di una videocall con i proprietari americani in serata in cui secondo indiscrezioni sarebbero stati ribaditi da Houston ordini perentori per tutti. E poi la necessità di rinviare ogni discussione e confronto aspro a fine stagione, quando verranno opportunamente soppesate le ultime “istanze” delle parti in causa, mentre ora è fondamentale trovare una sintesi per spingere più in alto possibile la Roma per il bene del club e dei tifosi, disorientati davanti all’ennesimo dualismo interno che rischia di disperdere energie preziose. I due, Gasperini e Ranieri, hanno raggiunto il centro sportivo in auto a distanza di pochi minuti intorno a mezzogiorno, ma non si sono rivolti il saluto. Ancora evidentemente irritati, l’uno con l’altro, per il botta e risposta di venerdì scorso all’Olimpico, con al centro le scelte di mercato e l’altro tema caldo della gestione de gli infortunati, a partire da Wesley, del quale il tecnico avrebbe chiesto il recupero immediato per la sfida con l’Atalanta a fronte invece della prudenza e del parere contrario dello staff medico giallorosso. L’allenatore, apparso nervoso per la presenza dei cronisti a Trigoria, ha subito commentato: “Già qua state?” Quando poi è entrato in sala pranzo, Ranieri ha salutato la squadra e arringato la platea spiegando una volta di più l’importanza del momento e la necessità di dare tutti il meglio per la volata Champions. L’allenatore, invece, non era presente al tavolo e ha preferito concentrarsi sulla sessione d’allenamento cercando di trovare l’assetto migliore per la sfida fondamentale di sabato con la squadra di Palladino. Nuovo colloquio Dopo l’allenamento, tecnico e dirigenza si sono quindi ritrovati attorno a un tavolo per la videoconferenza, secondo qualcuno in ogni caso programmata all’inizio di una nuova settimana di lavoro. Ed è probabile proprio per questo che Gasp risentirà la proprietà entro le prossime 48 ore per un colloquio privato centrato sul suo futuro. Al termine della videocall allargata, in ogni caso, bocche cucite. E al tirar delle somme una quasi certezza. Se per qualche settimana i Friedkin avevano creduto di poter andare avanti con la “triade” Ranieri, il ds Ricky Massara e Gasp, ora i proprietari si sono resi conto con chiarezza che lo strappo interno non è ricucibile e che fino a fine stagione il senior advisor e il tecnico vivranno da separati in casa, ognuno con le proprie convinzioni. Poi, a fine del campionato, Dan prenderà la sua decisione chiave per il futuro, abituato com’è del resto a prenderne da quando è al comando del club. Il giorno del giudizio è solo rinviato.

(gasport)

Lo stallo in società ferma Totti: il rientro per adesso è congelato

Il gelo tra Ranieri e Gasperini ha ghiacciato anche il possibile ritorno di Francesco Totti. Dopo la cena avuta con il tecnico ormai 40 giorni fa, infatti, l’ex capitano non ha ricevuto ulteriori chiamate da Trigoria per discutere l’inserimento nei quadri dirigenziali. Totti, che in questi giorni si trovava in vacanza alle Bahamas, attendeva un segnale dai Friedkin e sarebbe stato disposto ad accettare anche il ruolo da ambasciatore in vista del Centenario del club. Ma per il momento tutto è fermo. Eppure a metà febbraio la fumata bianca sembrava imminente dopo l’apertura di Ranieri e le dichiarazioni dello stesso Totti. Da quel giorno sono passati quasi due mesi e nulla si è mosso in questa direzione. In mezzo c’è stata la cena con Gasperini e
Candela in un noto ristorante al centro della Capitale. Una mossa di cui non era stata informata la dirigenza giallorossa. I contatti potrebbero riprendere a fine stagione quando si capirà meglio anche come sara l’organigramma di una Trigoria in pieno subbuglio.

(gasport)