La difesa va all’attacco

Gasperini all’attacco. Come sempre. Ancora di più al Bentegodi. Domenica sera vuole spingere forte dal fischio d’inizio per provare a chiudere subito la pratica Champions. L’obiettivo è dare un senso alla rincorsa della Roma, partita dopo Pasqua e il ko umiliante a San Siro contro l’Inter che ha appena festeggiato il suo ventunesimo scudetto. Resurrezione giallorossa, dunque, con 16 punti su 18, cioè con cinque successi e un pareggio. Merito di Malen che, con 13 reti e 2 assist in 17 partite, ha cambiato il potenziale offensivo della Roma. […] Ma non solo lui. La Grande Rimonta ha altri protagonisti. Gian Piero ha migliorato il raccolto giallorosso anche sfruttando la capacità realizzativa dei difensori della Roma. La doppietta di Mancini, unica nel derby della Capitale, contro la Lazio è l’ultimo esempio. Il centravanti mascherato che lascia il segno sul più bello. Nessun effetto sorpresa, però. Perché la spinta da dietro è stata sempre decisiva. Mancini è già a quota 5, come Ndicka che salterà per squalifica la trasferta in Veneto, dove mancherà pure lo squalificato Wesley, finora miglior marcatore del reparto in campionato con 5. Sono i tre i finalizzatori scelti della difesa. E a loro va aggiunto Hermoso che ne ha festeggiati 4. Anche gli altri, però, hanno dato il loro contributo: Celik e Rensch mettendo la loro firma in campionato, Ziolkowski in Europa League. La difesa ha garantito la continuità a Gasperini. È stata la migliore per gran parte del torneo ed è ancora la seconda dietro a quella del Como. E con Svilar che ha chiuso senza prendere gol 17 delle 37 partite del torneo. Ma la svolta del girone di ritorno sono le reti su palla inattiva: 9 delle 26 segnate nelle ultime 12 partite, ovviamente con i saltatori della difesa a prendersi la scena. Adesso, presentandosi al Bentegodi per l’ultima tappa prima del traguardo, Gasperini si aspetta il risveglio in fase realizzata dei suoi due interpreti di qualità. Confermata la tentazione di Gian Piero di schierare il tridente più offensivo, con Soulé accanto a Dybala per giocare alle spalle di Malen.
Fin qui sono partiti insieme dall’inizio solo il 25 gennaio all’Olimpico contro il Milan e il 10 maggio al Tardini contro il Parma. Matias e Paulo, del resto, sono rimasa spesso a guardare, in convalescenza. Dybala, appena 3 gol stagionali non fa centro dal 22 gennaio contro lo Stoccarda e in Serie A dal 18 gennaio contro il Torino nel giorno del debutto di Malen. L’ultima delle 7 reti di Soulé addirittura il 10 gennaio all’Olimpico contro il Sassuolo. Sarà, intanto Sozza a dirigere la partita contro il Verona. L’arbitro della sezione di Seregno fu contestato da Ranieri nel match decisivo a Bergamo, anche quello per la Champions, proprio contro l’Atalanta di Gasperini: rigore negato alla Roma, sull’1-1, per fallo di Pasalic su Koné. Precedente, insomma, scomodo.

(corsera)

Rensch al posto di Wesley, Koné titolare. Primavera ko

Meno due all’ultimo ostacolo stagionale. Domenica a Verona la Roma non può permettersi passi falsi per tornare finalmente a riascoltare la musichetta della Champions League dopo sette lunghi anni. Gasperini fa la conta degli indisponibili, neanche per il gran finale avrà tutto il gruppo a disposizione. Wesley squalificato e gli infortunati Ndicka, Zaragoza e Ferguson non ci saranno, va verso il forfait anche Pellegrini. La buona notizia arriva da Koné che è recuperato e ha dato segnali positivi in questi giorni. Viaggia verso la titolarità, ma la scelta definitiva ancora deve essere presa, se non dovesse essere al 100% pronti Pisilli o El Aynaoui. Sicuro di iniziare dal primo Cristante che taglierà il traguardo delle 364 presenze raggiungendo Masetti al decimo posto nella classifica dei giocatori con più partite giocate con la maglia giallorossa. A sinistra, invece, scalpita Rensch per sostituire
Wesley. Ghilardi rimpiazzerà Evan, Hermoso e Mancini comporranno il terzetto
difensivo. L’eroe del derby non è al meglio, in questi giorni è stato gestito in allenamento ma nulla di grave e guiderà la difesa. In attacco lo stesso tridente di Parma composto da Soulé, Dybala e Malen. La trasferta è chiusa per i residenti nella provincia di Roma, ma i biglietti per il settore ospiti sono stati presi d’assalto
dai tanti tifosi che abitano in giro per l’Italia, altri saranno in tribuna. Con la squadra anche Ryan Friedkin, l’appuntamento è da non perdere. Chi invece ha già terminato il proprio cammino è la Primavera, ko 2-1 con il Bologna nei quarti dei playoff scudetto. Decisivo nel finale il gol di Lo Monaco.

(Il Messaggero)

La Roma cerca la svolta buona

A pensarci bene, è come se si chiudesse un cerchio. Il 19 settembre 2020, a metà mattinata, Dan e Ryan Friedkin s’imbarcavano all’aeroporto di Ciampino per poi assistere in serata alla prima partita da nuovi proprietari della Roma. Indovinate che gara era? Sì, proprio Verona-Roma. Fini 0-0 con tre traverse, il controverso caso Diawara che poi la Roma pagò con lo 0-3 a tavolino e la telenovela Dzeko da risolvere. La prima partita di una nuova epoca, ricca di speranze, aspettative che oggi, a riguardarla, sembra appartenere ad un’altra epoca. In sei anni è accaduto di tutto. Tra allenatori (Fonseca, Mourinho, De Rossi, Juric, Ranieri e Gasperini), direttori sportivi (Petrachi, Pinto, Ghisolfi e Massara) e dirigenti defenestrati (Fienga, Calvo, Berardi e Souloukou, il direttore degli affari esterni Scalera, il responsabile del vivaio Vergine, l’ex figura di raccordo Morgan De Sanctis, i direttori commerciali Norris e Wandell, il direttore marketing van de Doel, i team manager Zubiria e Gombar, il segretario Longo, l’avvocato Vitali e per ultimo il Senior Advisor Ranieri). Campionati conclusi oscillando dal 7° al 5° posto e percorsi europei di assoluto riguardo (due semifinali in Europa League, la già citata finale di Budapest, il trionfo di Tirana). Bene o male sempre lo stesso copione. La grande assente era sempre lei, la qualificazione alla Champions. Quella che cambia le prospettive, i conti, che permette di guardare al futuro con un occhio volto all’ottimismo, che fa entrare in un circolo virtuoso con un costante +60 milioni all’attivo. Domenica la Roma può tornare nell’Europa che conta. Quella della musichetta che fa venire la pelle d’oca in ogni prematch, quella delle sfide europee contro giganti del calibro di PSG, Bayern Monaco, Arsenal, Real Madrid e Barcellona, quella che ormai sancisce la separazione tra il calcio d’elité e quello di Serie B. Quello che una volta da queste parti era “quasi” una prassi (12 volte su 18 tra il 2001 2019) e che da 7 anni è diventato un miraggio: una volta sfuggita per un punto, un altra per un fischio galeotto, un’altra ancora per scelte scellerate. Tocca a Gasperini chiudere questo benedetto cerchio. A Verona, il campo dove prima di lui proprio in questi sei anni stregati, Fonseca perse a tavolino, Mourinho rimediò la prima sconfitta in assoluto sulla panchina giallorossa e Juric collezionò uno dei suoi tanti ko nella breve esperienza giallorossa che lo portò poi, la settimana seguente e dopo l’ennesimo 2-3 subito dal Bologna, a salutare tutti in anticipo. Gian Piero non è tipo dall’emozione facile. È stato l’unico a credere nella rimonta in campionato quando la Roma, sconfitta 5-2 a Milano, era scivolata a – 5 dalla Juve. Ora è padrone del suo destino. Vincendo domenica, non interessa cosa accadrà a Milano, a Torino nel derby o a Cremona, dove sarà di scena il Como. Poi, da lunedì, inizierà un’altra storia. Dal nuovo ds al nuovo responsabile del settore giovanile, passando per un restyling dello scouting (Fratini in pole) e dello staff medico (possibile il ritorno di Del Vescovo): Prima, però, c’è Verona-Roma. Che sia, la svolta buona.

(Il Messaggero)

Soulé-Dybala dietro Malen: l’assalto alla Champions con il tridente dei sogni

A caccia del sogno Champions con il tridente. Con il meglio che c’è. Trequarti tutta argentina con Matias Soulé e Paulo Dybala e, al centro dell’attacco, lui, Donyell Malen, L’olandese che tutti invidiano alla Roma. Il tecnico Gian Piero Gasperini è pronto a rilanciare l’attacco con il coefficiente di pericolosità maggiore per aggredire subito il Verona e cercare di chiudere la pratica Champions senza affanni. Soulé, da parte sua, potrebbe essere alla sua ultima partita in giallorosso considerato l’interesse dell’Aston Villa fresco di vittoria in Europa League. Ma l’argentino vorrebbe lasciare con un gol che manca ormai dalla seconda giornata di ritorno contro il Sassuolo. Dybala e Malen, invece, sono ormai diventati una coppia affiatata: 2 dei 4 assist della Joya del 2026 hanno propiziato 2 gol dell’olandese contro Torino e Parma, a riprova di come i due abbiano un grande feeling nei sedici metri. E quella di Verona sarà un’altra sfida da vivere insieme per cementare ina sintonia che promette bene anche per la prossima stagione. Del centravanti, poi, si è detto e scritto tanto in queste settimane. Gol, record, obiettivi. Ma c’è ancora molto da raccontare. Perché Malen, con 13 gol in campionato a partire da gennaio, vuole approfittare di questi ultimi 90′ della stagione per diventare almeno il secondo olandese con più gol in una stagione in Italia, accanto a Ruud Gullit e alle spalle di Marco Van Basten. Servirà una doppietta a Verona, impresa non impossibile. Poi Donyell partirà per gli Stati Uniti con l’Olanda da giocatore giallorosso, visto il riscatto automatico esercitato per 25 milioni con 4 anni di contratto. Che ora aprono orizzonti nuovi nel segno del centravanti potenziale bandiera futura del club. […] Con Milan e Parma i due argentini sono partiti titolari alle spalle di Malen. E ora la vetrina di Verona servirà eccome a tutti e tre: al preconvocato per il Mondiale dall’Argentina Soulé per mettersi in mostra, a Dybala per prendersi il rinnovo e all’olandese per i suoi numeri da capogiro. Il tridente è pronto a colpire.

(gasport)

Friedkin e Gasperini al lavoro insieme: da lunedì il mercato

Lungo il rettilineo finale della Champions la Roma non sarà sola: a spingerla verso il traguardo del grande sogno sarà ancora lui, Ryan Friedkin, con una fortissima carica psicologica e, con ogni probabilità, anche con la sua presenza fisica al Bentegodi, com’è stato nel giorno del derby con la Lazio. Il tecnico Gian Piero Gasperini lo vuole con sé a Verona nel giorno più importante, in fondo ad una settimana in cui l’allenatore e il vicepresidente hanno lavorato a stretto contatto, senza mediazioni e con la massima trasparenza, riflettendo insieme sui rinnovi da formalizzare e analizzando tutti gli scenari che dipendono dalla sfida decisiva
di Verona, dopo che in una settimana si è passati all’improvviso dal piano Europa
League
a quello ormai ad un passo dell’Europa dei Vip. Ed è emblematico come il tecnico della Roma abbia già deciso di non godersi una giornata di relax in famiglia post-partita, ma di tornare il giorno dopo la gara del Bentegodi direttamente a Trigoria. Dove Gasp incontrerà di nuovo Ryan per affrontare in termini operativi i dossier caldi sul tavolo, a partire dai prolungamenti di contratto di Paulo Dybala, Zeki Celik e Lorenzo Pellegrini. La Champions acquisita darebbe ovviamente tutta un’altra luce ai progetti che ha in mente l’allenatore. Ovvero quelli di rinforzare prima di tutto l’attacco con almeno un giocatore top (resta in pole Nusa del Lipsia), proprio in quel reparto che ha sempre fatto le fortune dell’allenatore. E poi, a cascata, decidere sugli altri reparti e sulle eventuali alternative di mercato ai giocatori già in rosa, valutando pro e contro. Decisioni che, com’è evidente, non potranno essere disgiunte dalla scelta del nuovo ds, per la quale la rosa dei nomi si è ristretta al momento a Tony D’Amico in uscita dall’Atalanta, a Sean Sogliano del Verona e Matteo Tognozzi del Rio Ave. […] E i prossimi “gol” dietro alla scrivania Ryan sono quindi destinati a lanciare la Roma in una dimensione migliore e diversa oltre i 60 milioni di euro che la partecipazione alla prossima Champions garantirebbe. Se la stagione della Roma è sbocciata in primavera, anche secondo la narrazione dello stesso Gasperini, molto si deve proprio al volto giovane della proprietà texana: è stato lui a chiudere in poche ore, per dire, l’affare Donyell Malen a gennaio, proprio nel momento di massima difficoltà per la squadra. Quando, cioè, l’attacco asfittico affidato a Artem Dovbyk e Evan Ferguson non riusciva a capirci molto nell’area di rigore altrui. Ed invece è bastato un blitz dell’imprenditore nella Capitale per prendere la decisione giusta, portare a Trigoria l’attaccante della
provvidenza e sbloccare la stagione da Champions dei giallorossi. Che ora hanno bisogno di intravedere ancora, tra la folla in tribuna, quei Ray Ban inconfondibili indossati dal vicepresidente: quando c’è lui qualcosa d’importante succede sempre.

(gasport)

Il norvegese Nusa è il sogno del tecnico: ma piace anche Pepe, jolly del Porto

All’attacco, pure sul mercato. La Roma attende il verdetto Champions prima di dare il via alle danze di una campagna acquisti che Gasperini vorrebbe più rapida rispetto alle ultime due finestre. Il focus resta sull’attacco dove il tecnico chiede tre rinforzi per completare un reparto che quest’anno ha avuto troppe incognite fino all’arrivo di Malen. E tra i profili indicati da Gasp c’è anche quello di Pepe del Porto.
L’ala destra brasiliana ha passaporto italiano e ha grande duttilità tattica, così come Sven Mijnans dell’AZ che è da tempo pure nel mirino del Bologna. Nell’immaginario del tecnico, però, il titolare sarà un nome più altisonante. In caso di Champions sarebbe pronto l’assalto a uno tra Nusa del Lipsia, Greenwood del Marsiglia e Summerville del West Ham. Quest’ultimo è senz’altro più facile da raggiungere soprattutto in caso di retrocessione del club inglese. Il quarto colpo arriverà sulla fascia sinistra con particolare attenzione al campionato brasiliano in cui la Roma spera di scovare un altro Wesley. Gasp sa anche che sarà necessaria almeno un’uscita: Koné, Soulé e Ndicka restano i pezzi più appetibili, ma in Francia si inizia a parlare anche di un interessamento del PSG per Svilar.

(gasport)

Roma d’attacco, Champions a tre punti: a Verona c’è il tridente

LEGGO (F. BALZANI) – L’attacco alla Champions, anzi l’attacco per la Champions. Gasperini domenica a Verona è pronto ad aggredire subito l’Hellas per archiviare al più presto la pratica e prendersi i tre punti che qualificherebbero di diritto la Roma alla massima competizione europea dopo 7 anni di assenza. Il tecnico ha provato, infatti, il tridente Soulè-Dybala-Malen che fin qui si è visto solo in due occasioni dal primo minuto: con Milan e Parma. La volontà di Gasp è quella di non correre rischi e di cercare subito il vantaggio anche per mandare un segnale a Como e Juve che giocheranno in contemporanea ai giallorossi. Per Soulé potrebbe trattarsi dell’ultima partita con la maglia della Roma considerato l’interesse dell’Aston Villa fresco vincitore dell’Europa League. Prima, però, l’argentino vuole ritrovare quel lampo che manca ormai dalla seconda giornata del girone di ritorno contro il Sassuolo. Il che rappresenterebbe un segnale anche per Scaloni in vista delle scelte finali sui convocati per il Mondiale. Una competizione che giocherà sicuramente Malen. Il bomber ha nel mirino quota 15 gol in campionato, il che lo porterebbe ad eguagliare un certo Gullit tra i marcatori olandesi più prolifici di tutti i tempi in Italia. E’ tornato nei ranghi pure Koné che farà coppia con Cristante alla presenza numero 364, il che vuol dire aggancio a Masetti al 10° posto dei giocatori più presenti di sempre con la maglia della Roma. Mancheranno Wesley e Ndicka per il quale si contendono una maglia Ghilardi e Ziolkowski. In tribuna ci sarà anche Ryan Friedkin che dalla prossima settimana lavorerà insieme a Gasp su mercato e rinnovi. Tra i giocatori graditi al tecnico c’è anche Pepe, ala destra brasiliana (ma con passaporto italiano) del Porto.

Roma Capoccia: stadio e voto

La prima pietra del termovalorizzatore di S. Palomba è stata posata venerdì 16 maggio, ma sulla strada che porta alle elezioni amministrative del 2027 non c’è solo la grande opera su cui il sindaco Roberto Gualtieri punta per risolvere l’annoso problema della “monnezza”: entro un anno, ha detto Gualtieri, prenderanno il via anche i lavori per il nuovo stadio della Roma . È partita ufficialmente l’ultima fase dell’iter amministrativo che porterà alla costruzione della struttura progettata per la squadra giallorossa a Pietralata, con l’obiettivo di essere pronti per gli Europei del 2032. La nascita della seconda grande opera romana, dunque, correrà parallela alla corsa di Gualtieri per la rielezione, ed è uno dei segnali che indicano un inizio precoce e ufficioso di campagna elettorale del centrosinistra. […] Lo sconforto regna presso i fan di Giovanni Malagò, quelli che pensavano di averlo come nome forte da contrapporre a Gualtieri, ché l’ex presidente del Coni, dopo il terremoto seguito all’ennesima non qualificazione dell’Italia per i mondiali, è candidato alla presidenza della Federcalcio. […]

(Il Foglio)

Koné e Celik: stavolta sembra la volta buona

La tratta Milano-Roma rischia di essere particolarmente trafficata nella prossima estate di calciomercato. In entrambe le direzioni: il protagonista è ovviamente Manu Koné. Il centrocampista francese, già obiettivo dell’Inter nella scorsa stagione, è il principale nome fatto da Cristian Chivu nel summit con la dirigenza dell’altro giorno. Marotta, Ausilio e Baccin torneranno alla carica, dopo l’affondo mancato del 2025: quello di Koné è un profilo stimato da tutto il club, un classe 2001 che rientra anagraficamente nell’identikit di Oaktree, ritenuto il calciatore perfetto per coniugare quantità e qualità nel centrocampo della squadra campione d’Italia. Rispetto allo scorso agosto, la resistenza della Roma potrebbe essere meno ferrea: ai capitolini serve una cessione per questioni di fair play finanziario. C’è da lavorare sulle cifre, i giallorossi chiedono dai 40 milioni di euro in su, ma è interesse di tutti chiudere presto, entro il 30 giugno. La vera differenza rispetto alla scorsa estate, oltre a un rinnovamento maggiore della rosa interista, è legata ai tempi della trattativa: muoversi in anticipo non è solo una necessità della Roma, ma anche un intenzione dei vertici dell’Inter. E questa volta ci sarebbe tutto il tempo per convincere Gian Piero Gasperini a rinunciare a una pedina fondamentale della sua squadra, uno dei fattori che ad agosto scorso allontanarono la negoziazione da un possibile lieto fine. Koné non è però l’unico giocatore tra quelli attualmente a disposizione di Gasperini che piace all’Inter. Sui radar nerazzurri c’è infatti da tempo anche Zeki Celik, difensore turco valorizzato proprio dall’ex allenatore dell’Atalanta e in scadenza di contratto con la Roma. La trattativa per il rinnovo, tra alti e bassi, non è mai decollata davvero: Celik beneficia ancora dei vantaggi fiscali del decreto crescita, e da qui deriva la sua richiesta, vicina ai 4 milioni di euro netti a stagione.
Se Koné e Celik traslocherebbero da Roma a Milano, il percorso inverso potrebbero compierlo due giocatori oggi nella squadra di Cristian Chivu. Gasperini stima da tempo Carlos Augusto, legato ai nerazzurri da un contratto fino al 2028: la trattativa per il rinnovo è in corso d’opera e l’intenzione del club è di prolungare, ma il brasiliano vorrebbe garanzie su un minutaggio maggiore. Soprattutto, alla Roma interessa capire cosa farà Davide Frattesi. Il suo addio all’Inter è pressoché scontato: nel passaggio da Inzaghi a Chivu si aspettava di giocare di più, invece ha avuto persino meno spazio. Fedele alla battuta per cui la cosa migliore di Milano è il treno per Roma, tornerebbe volentieri a casa per vestire il giallorosso: non è da escludere che il suo destino si incroci con quello di Koné, anche se formalmente le due operazioni sarebbero slegate.

(Tuttosport)

L’idea del maxischermo: in 25.000 già in attesa per il nuovo abbonamento

Tutto questo amore non si riesce a contenere ed è come un’onda che sbatte su uno scoglio in mare aperto. L’ostacolo, un divieto del Viminale, è avvolto dalla forza cinetica e prorompente del movimento, inarrestabile per natura. Sì, saranno solo 1.500 i tifosi della Roma presenti a Verona, nessuno tra questi residenti in città o in provincia secondo le disposizioni del Ministero dell’Interno, che da fine gennaio in avanti ha vietato le trasferte per il resto della stagione in seguito agli scontri sull’A1 tra alcuni ultras giallorossi e altri della Fiorentina. I pochi biglietti messi a disposizione, neanche a dirlo, sono stati acquistati in poche ore. All’ultimo ballo Mancini e compagni si presenteranno con mille e cinquecento cuori che durante l’anno battono solitamente lontano dal luogo che tanti altri chiamano casa, l’Olimpico. Un privilegio per pochi. Oppure, volendo prendere il meglio da questa vicenda comunque triste una sorta di premio per chi è abituato a soffrire a distanza e per una volta potrà essere al centro della scena, lì dove la Roma sogna di agguantare la Champions a distanza di otto anni. E tutti gli altri? A casa. Per colpa di pochi, pagano tutti. A Verona sarebbe andato in scena un esodo. Come nel 2010, quando la Roma andò a giocarsi lo scudetto al Bentegodi accompagnata da 20.000 anime sugli spalti. La partita con il Chievo fini con una vittoria giallorossa, ma furono tre punti densi di lacrime per il successo contemporaneo dell’Inter di Mourinho a Siena. Gasperini domenica non andrà a caccia di un tricolore, bensì di un piazzamento che vale comunque una fortuna e che può rappresentare il principio di una svolta, l’alba di un nuovo inizio. I tifosi ci credono e arginare quest’onda è un’impresa tanto quanto tentare di indirizzarla. Pensate, al 20 di maggio ci sono circa 25 mila tifosi della Roma nella lista d’attesa per l’abbonamento della prossima stagione: qui non si tratta più nemmeno di fare un atto di fede, ma di giocare al buio, prima che parta la fase di prelazione o la vendita libera, e nella speranza che garantirsi un posto sui seggiolini dell’Olimpico in campionato dia poi in automatico la priorità di prelazione per le quattro gare in casa della Champions 2026-27.
Nel frattempo, sta facendo il giro dei social l’hashtag #ApriteVerona, un ultimo e disperato appello alle autorità perla trasferta libera. Il tran tran non porterà ad alcun risultato concreto ma resta una dimostrazione d’affetto comunque gigantesca, che ne trascina con sé un’altra, quella legata alla richiesta di installare un maxischermo in città per permettere ai fan di vivere insieme la partita. Diversi tifosi si stanno mobilitando e nel momento in cui si compirà un passo in questa direzione l’amministrazione capitolina esaminerà la richiesta. C’è chi sogna un Circo Massimo tutto giallorosso come per i festeggiamenti dello scudetto del 2001, ma basterebbe anche un luogo meno simbolico, comunque tanto grande da abbracciar un numero consistente di persone. Nel 2018, la sera della semifinale di Champions a Liverpool, erano in 2.000 a San Lorenzo. Tra fumogeni e bandiere, la Curva Sud si trasferì all’ex Dogana. Oggi traslocherebbe volentieri ovunque ci sia spazio.

(corsport)