Multa in arrivo per il petardo in campo a Bergamo

Il bilancio del petardo da parte di un tifoso della Roma presente nel settore ospiti della New Balance Arena rischia di costare caro sia a lui che al club giallorosso. L’esplosione ha scatenato attimi di tensione poiché è avvenuta a pochi passi dall’assistente Cecconi che si è immediatamente abbassato toccandosi l’orecchio destro e Fabbri era anche a disposto a sospendere il match con conseguente sconfitta per 3-0 a tavolino: «Nel caso andiamo negli spogliatoi, non me ne frega niente», ha detto all’auricolare. Poi è arrivato l’ok per poter continuare da parte del guardalinee dopo l’intervento dello staff medico di Roma e Atalanta, ma la storia non finirà qui. La Questura di Bergamo è al lavoro per individuare il responsabile. (…) Che cosa rischia la Roma? Sicuramente una multa, ma la punizione potrebbe anche essere più dura. La trasferta di domani a Lecce è stata già vietata a causa dei disordini all’esterno del Via del Mare dell’anno scorso, sotto la lente anche dell’Osservatorio c’è quella di Torino del 18 gennaio. Più difficile la chiusura della Curva Sud per la gara col Sassuolo.

(il messaggero)

Da Dybala a Koné: gli “assenti” inattesi nelle sfide con le big

Gian Piero Gasperini le sta provando un po’ tutte, anche usando la dialettica. A volte è (troppo) duro con certi calciatori, vedi Ferguson; con altri, è (troppo) morbido, vedi Dybala. Il risultato: pochissimi sussulti, da una parte e dall’altra. Anche dopo la sconfitta di Bergamo l’allenatore ha parlato di una buona prestazione, ma allo stesso tempo ha sottolineato come la squadra, nello specifico gli attaccanti, hanno fallito «occasioni clamorose». Ma il problema, lo sa benissimo anche il tecnico, non può essere legato solo al reparto offensivo. La squadra, a volte, manca di personalità. Di struttura. Di leader. E quando la squadra è in svantaggio, non recupera mai: è accaduto solo una volta, a Firenze. (…) Soluzioni alternative per cambiare il trend e sfidare ad armi pari le big, e qui ha ragione Gasp, sono poche e ci si arrangia come si può. L’attacco, ad esempio, è sorretto dalle giocate di Soulé, che non è certo un bomber, anche se del reparto è quello che ha fatto centro più volte. (…) La qualità di Dybala si è vista poco anche con le piccole, mentre con le grandi, le concorrenti per la Champions, è sempre stata assente, colpita spesso da infortuni e quasi mai supportata da una condizione fisica accettabile. Paulo è fermo alla rete con il Sassuolo e a un assist con il Parma (più la rete su rigore con il Plzen). Poco incisivo, non solo lui, nelle sfide con Milan (contro cui ha fallito un rigore), Inter, Juve, Napoli e Atalanta. Con la Lazio era assente, con il Bologna era appena tornato dopo l’intervento e il lungo stop estivo. La Roma con queste squadre, con cui si gioca il posto in Champions, ha sempre perso e non ha mai segnato – fatta eccezione per Baldanzi. (…) E gli altri? Un calciatore da cui Gasp pretende di più e non fa certo parte del reparto offensivo è Koné. Un centrocampista di quel livello, titolare della Nazionale francese, deve prendere per mano la squadra, confrontarsi a testa alta con i suoi pari livello e soprattutto segnare qualche gol in più. (…)

(Il Messaggero)

Di questo passo anche stavolta in Champions andranno gli altri

Anno nuovo e risultati vecchi; la Roma si è fermata, la Lazio non è mai partita. A oc-chio, e se non accadono impensabili rivoluzioni sul mercato, anche quest’anno in Champions League andranno gli altri, non l’Urbe. (…) Intanto siamo nel pieno della classica crisi invernale di Gasperini e per la Roma è notte. Le sconfitte di misura contro tutte le grandi confermano che il livello tecnico della squadra è basso, o non da prime 4. Sette cadute in 18 gare sono un bruttissimo dato. A Gasperini, su cui piovono critiche, servono giocatori diversi perché lo impone il suo calcio, e se il tecnico è stato ingaggiato bisognerà pure accontentarlo: gli manca fisicità e qualità in attacco, e tecnica a centrocampo (Cristante è il simbolo di una Roma da sesto posto periodico, Koné non migliora). Sbaglia anche Gasp, per cari-tà. Quell’insistere su Dybala, ormai passato da venerata reliquia a giocatore pleonastico, somiglia a un accanimento: l’esitazione della Joya sotto porta a Bergamo nel primo tempo è stata da Sunset Boulevard, o da stretta al cuore. Poi ci sono le topiche da Var come nel gol che condanna la Roma a Bergamo, ma si sa che siamo nell’anno dei peggiori arbitri d’ogni epoca. Dell’episodio ci hanno davvero colpito due cose. La prima è che Gasperini si accorge dell’errore del Var solo mezz’ora dopo la fine, il che vuol dire che alla Roma, dove spendono milioni di stipendi per il management, non c’è un dirigente che segnali all’allenatore certe cose in tempo reale: pazzesco. (…)

(il messaggero)

Calciomercato Roma: anche la Juventus pensa a Dovbyk

Anche la Juventus è alla ricerca di un centravanti. Sono tanti i nomi al vaglio del club bianconero, da Pellegrini a Lucca fino a Dzeko e Dovbyk. Come scrive il quotidiano, la pista più percorribile è quella che porta all’attaccante ucraino, in uscita perché non più nei piani di Gasperini: tuttavia il club giallorosso punta a una cessione a titolo definitivo. Un’opzione low cost è il 40enne Edin Dzeko per sei mesi, considerando anche il rapporto con Spalletti, ma si tratterebbe di una soluzione estrema.

(tuttosport)

Roma-Raspadori: giorno della verità. Tra campo e mercato sale la tensione

Meglio pensare al mercato, perché la notte di Bergamo ha portato solo cattive notizie. L’ultima, il rientro ritardato a Roma della squadra causa spostamento del volo da Orio al Serio a Linate per via della nebbia. Ma quello è il dettaglio. La sostanza dice che la settima sconfitta è quella che pesa di più. La Roma ha perso in questo campionato — dopo 18 giornate — solo una partita in meno rispetto alle 8 dello scorso terribile girone d’andata, quello dei tre allenatori diversi. E il trend che preoccupa: in 34 giorni 4 ko (su sei gare). Così, altro che Champions. Però fa più comodo pensare al mercato, piuttosto alla gara di Lecce che è domani. Perché del resto oggi è il giorno della verità: la Roma aspetta questo lunedì il sì di Giacomo Raspadori. Lo fa con fiducia, alla scadenza delle 48 ore di riflessione — con tanto di
impegno ufficiale dell’Atletico Madrid ieri sera contro la Real Sociedad — chieste dall’attaccante. (…) E in ogni caso Massara era in contatto con l’Atletico da diverse settimane, segno inequivocabile di come il club spagnolo non ritenesse da tempo Raspadori incedibile. Secondo motivo possibile per spiegare la riflessione: l’inse-
rimento di altri club interessati. Su tutti il Napoli, con Conte che sarebbe favorevole al ritorno. Però qui un paio di elementi giocano a favore della Roma: l’Atletico non sarebbe così propenso a chiudere un accordo di cessione in prestito con lo stesso club da cui ha acquistato il giocatore in estate per 26 milioni. E l’altro motivo è nella continuità di impiego che la Roma può offrire, certamente più alta rispetto a quella del Napoli. La Roma crede nel sì, dunque. (…)

(corsera)

Decine di voli cancellati: anche la Roma bloccata a Bergamo

Passeggeri chiusi per ore in aerei fermi, altri sdraiati a ter-ra per una notte intera, oltre a quelli rimasti in Lapponia a -28 gradi e i giocatori della Roma che hanno dovuto cercare un autobus. La fine delle vacanze, già traumatica per conto suo, è stata ulteriormente complicata da disastri a catena che hanno trasformato in incubi i viaggi di ritorno di tanti passeggeri. (…) Sono stati invece 102 i voli coinvolti nel disastro tecnico che si è abbattuto sull’aeroporto di Bergamo, il terzo in Italia per traffico grazie ai low cost. Sabato alle 18, mentre in zona c’era anche nebbia, si è guastato il sistema di avvicinamento strumentale di Enav. Degli arrivi previsti, 34 sono stati così dirottati su altri scali, 21 cancellati e 8 spostati a ieri. Tra i voli in partenza, ci sono state 26 cancellazioni, 6 spostamenti su altri aeroporti
e sono stati rimandati a ieri. È rimasta a piedi anche la squadra della Roma, che aveva appena perso con l’Atalanta: la serata nera per i giallo-rossi è continuata con l’attesa a Orio e poi il trasferimento in autobus a Linate. (…)

(corsera)

Juve e Roma dicono 33: Lucio cresce, Gasp meno

AIla fine l’inattesa frenata interna con il Lecce non è stata poi così dolorosa per la classifica della Juventus. La successiva sconfitta della Roma a Bergamo ha permesso alla Signora di agganciare il quarto posto, in condominio a 33 punti con i giallorossi. Il trio di testa – Milan, Napoli, per ultima l’Inter – ha scavato un piccolo solco definendo un primo indizio di lotta scudetto e al contempo anche il duello per l’ultimo posto in Champions (sempre che dal ranking Uefa non arrivi lo slot supplementare a fine stagione). Se lo contendono Juve e Roma per il momento, fingendo di ignorare la silenziosa ascesa del Como che potenzialmente potrebbe essere a pari punti dovendo recuperare il match con il Milan. (…)Il trend è sicuramente più promettente per la Signora, squadra in evidente crescita dal punto di vista del gioco rispetto a una Roma che sembra invece essersi incartata di gol, o meglio chi li segna, è un problema condiviso e difficilmente risolvibile: se acquisti un attaccante, sempre che ci siano obiettivi all’altezza, non compri i gol che ha segnato ma quelli che dovrà segnare, e quelli non sono mai garantiti. I problemi di Spalletti, tuttavia, sembrano meno profondi, perché tutto il resto ha cominciato a funzionare. E la rosa non ha mancanze considerevoli come invece può lamentare Gasperini, che oltre a un 9 di livello lamenta la mancanza di gente che salti l’uomo sulla trequarti (un Lookman, per intenderci). (…) Per attaccare il terzetto di testa probabilmente è tardi, per difendere il posto Champions proprio no. Anzi. Anche perché di partite ha invece cominciato a sbagliarne troppe la Roma: quattro sconfitte nelle ultime sei di campionato, già 7 complessive in Serie A. Gasperini si è tenuto in alto e anche in vetta con tanti 1-0, anomali per un tecnico come lui che all’Atalanta ha costruito e ricostruito macchine da gol. Nella Capitale ha trovato la materia prima per impiantare il suo calcio di riconquista palla ma non per costruire occasioni a ogni possesso. E ora che pure la difesa ha smesso di essere blindata, le lacune offensive si sono amplificate. Non di sistema, di individualità. Sulle difficoltà di Dovbyk e Ferguson si è detto già abbastanza, aggiungiamoci la mancanza di un trequartista di sinistra rapido a saltare l’uomo e pure di due esterni che abbiano attitudine ad attaccare la porta, caratteristica che ha contribuito a rendere grande la Dea. Insomma, difficilmente Gasp potrebbe ripetere le parole di Spalletti, che ha detto di non aver nulla da invidiare al Napoli scudettato. E alla Roma lo sanno già bene.

(gasport)

Emergenza difesa: piace Oosterwolde, spunta Vavro

A Lecce senza un intero reparto. Gasperini domani in Salento dovrà fare a meno di tutto il terzetto titolare di difesa: Mancini ed Hermoso sono squalificati e Ndicka è ancora impegnato in Coppa d’Africa. (…) L’emergenza rende ancora più chiara la necessità di tornare sul mercato anche per il pacchetto arretrato: in pole c’è Dragusin, ma spuntano anche le candidature di Vavro (ex Lazio) del Wolfsburg e Oosterwolde del Fenerbahce.

(gasport)

Ferguson ai saluti, Raspadori decide: la Roma aspetta il si

Ci sono alcuni dati che sono inequivocibili e che dimostrano un po’ tutte le difficoltà incontrate dalla Roma fino ad oggi a fare gol. Soprattutto in considerazione del fatto che con l’arrivo di Gian Piero Gasperini, da sempre considerato un maestro della manovra offensiva, in estate si pensava che in questa stagione la Roma si sarebbe divertita tanto dal punto di vista dei gol. Ed invece negli ultimi dieci anni le squadre di Gaspérini non hanno mai segnato così pochi gol (20) come l’attuale Roma, a questo punto della stagione. Di più, Gasp non ha mai chiuso così tante partite senza gol (6 su 18) e mai aveva avuto un capocannoniere in rosa con così poche reti (appena 5, Matias Soule). Numeri che evidenziano le difficoltà del reparto offensivo giallorosso, in che è evidenziato anche dai pochi tiri, in media 13,2 a gara, il che vuol dire nano posto in questa classifica della Serie A (che al top vede l’inter con 17,3). È evidente come il mirino si misca soprattutto sui due centravanti, Dovbyk e Ferguson che insieme in campionato formano hanno segnato la miseria di 4 gol (equamente divisi tra l’ucraino e l’irlandese) (…) Ma anche lo stesso Dybala finora non ha reso come dovrebbe e come sa, anche se poi Gasperini a lui non rinuncia quasi mai, complice la sua immensa quanta tecnica che può cambiare le partite anche solo con una giocata o con un colpo ad effetto. (…) Oggi, intanto, la Roma si aspetta una risposta definitiva da Giacomo Raspadori. L’Atletico ha confermato al giocatore come per lui lo spazio continuerà ad essere ridotto nel caso non accetti di andar via, cosa che probabilmente lo farà riflettere, portandolo ad accettare la corte della Roma. Raspadori, infatti, fino a ieri mattina era ancora pieno di dubbi e speranzoso di potersi giocare le sue carte a Madrid. Poi la doccia gelata, con la “conferma” degli spazi esigui per il suo futuro con i colchoneros. Il Napoli ha continuato a monitorare la situazione a distanza, ma la Roma resta ampiamente favorita per due motivi: ha l’accordo con l’Atletico (a meno di 21 milioni complessivi e con un diritto di riscatto libero), che ai giallorossi concede delle situazioni migliori rispetto a quelle che farebbe al Napoli. Nel caso in cui non arrivi la fumata bianca la Roma virera su Giovane. (…)

(gasport)

Celik può arretrare. Bailey out

IL TEMPO (GAB. TUR) – Problemi in attacco ed emergenza in difesa. All’indomani della sconfitta di Bergamo, la Roma è tornata ad allenarsi per preparare la gara con il Lecce. Lavoro a parte per Bailey, che non sarà disponibile domani proprio come Baldanzi. Il numero trenta-cinque giallorosso cercherà di strappare una convocazione tra il Sassuolo e l’appuntamento in Coppa Italia con il Torino. Gasperi-ni dovrà ridefinire la difesa contro il Lecce in virtù delle squalifiche di Mancini ed Hermoso, oltre alla prolungata assenza di N’Dicka per l’impegno in Coppa d’Africa. Ziolkowski sembra certo del posto al centro della difesa. Ghilardi spera in una maglia da titolare, a meno che Gasp non arretri Celik, mentre sul centrosinistra dovrebbe toccare a Rensch. Wesley tornerà in campo dal primo minuto. A Bergamo il brasiliano era stato escluso dall’undici titolare non essendo al massimo della condizione, per poi entrare ad inizio ripresa. In mezzo al campo Pisilli potrebbe far rifiatare uno tra Cristante – diffidato – e Kone. Possibili cambiamenti anche sulla trequarti dove El Shaarawy reclama spazio, mentre la scelta in attacco potrebbe ricadere su Dovbyk. II Marocco di El Aynaoui ha conquistato l’accesso ai quarti di finale della Coppa d’Africa grazie al successo sulla Tanzania. Domani (ore 20) sarà il turno della Costa d’Avorio di N’Dicka.