Alessandro Florenzi, in un’intervista rilasciata ai canali social della World Soccer Agency, è tornato sulla semifinale di Champions League contro il Liverpool del 2018. Le sue parole: “La partita che vorrei rigiocare? Roma-Liverpool ma con il VAR. Sarebbe potuto cambiare qualcosa perché c’era un fallo di mano con rosso e con quel rigore saremmo andati sul 3-2. Mancavano due gol e avevamo 30000 tifosi assatanati dietro. Quella Roma era forte ma non vinceva perché c’era la Juve che faceva 104 punti”.
Autore: FedericoL
As Roma, in arrivo lo sponsor di manica: atteso a breve l’annuncio
Novità in arrivo in casa Roma per quanto riguarda il lato commerciale. Come scrive Piero Torri nel suo editoriale per Manà Manà Sport, infatti, a breve ci sarà l’annuncio per quanto riguarda lo sponsor da piazzare sulla manica. Al momento sulla maglia giallorossa c’è solo il back sponsor, Auberge Resorts, ovvero il prestigioso marchio del lusso turistico della famiglia Friedkin. Nessuna novità invece per il Main Sponsor.
(romasport.eu)
Instagram, il messaggio di Zaniolo a De Rossi: “Sei una persona speciale, grazie per tutto quello che hai fatto per me”
Dopo il bel siparietto che ha visto protagonisti Zaniolo e De Rossi durante Udinese-Genoa, con le telecamere che durante un calcio di punizione hanno ripreso il tecnico del Grifone dire qualcosa al classe 1999, l’ex calciatore giallorosso ha voluto ringraziare DDR. Questo il messaggio: “Sono però felicissimo di aver potuto rincontrare una persona così tanto speciale come te! Ti ringrazio per le parole che hai detto sia prima che dopo la partita e per tutto quello che hai fatto per me! Ti auguro veramente il meglio”.
Calciomercato Roma: Pisilli verso la permanenza a gennaio
Nonostante gli interessi di Pisa, Sassuolo e soprattutto Genoa, l’immediato futuro di Niccolò Pisilli sarà ancora nella Capitale. Secondo quanto riportato dall’emittente radiofonica, la Roma non è intenzionata a lasciarlo partire in questo mercato di gennaio. Tra le motivazioni anche il fatto che Gasperini dovrà fare a meno di Neil El Aynaoui per la Coppa d’Africa.
(Manà Manà Sport)
“Dreaming Roma”, Mirra: “Orgoglioso di indossare la fascia. Ora voglio confrontarmi con il calcio dei grandi e farmi valere” (VIDEO)
Nuovo appuntamento con Dreaming Roma, dove a raccontarsi sono i talenti della Primavera. Oggi è la volta del capitano giallorosso Jacopo Mirra. Queste le sue parole:
Non sei il tipo solo calcio..
“Sono un po’ riservato, almeno così sembra. In realtà chi mi conosce lo sa, sono simpatico e loquace”
Che ragazzo sei fuori dal campo?
“Mi piace scherzare con i compagni, anche per sdrammatizzare le pressioni. Mi reputo un ragazzo simpatico. All’inzio sembra che stia sulle mie, ma non perchè me la tiro”
In che zona sei nato?
“Selva Candida, Ottavia. Verso Roma Nord. Da Trigoria sono 30 km”
A Trigoria vieni solo o con la famiglia?
“Da solo, da piccolo mi accompagnavano mamma e papà. Poi c’è stato il periodo in cui venivo con la macchinetta, quindi una bella traversata perché non potevo fare il Raccordo ma passare per il centro. Poi essendo abbastanza alto non entravo più nella macchinetta”
Sei nato il 10 luglio 2006, con la città in piena festa per la vittoria al Mondiale…
“Mamma e papà me lo raccontano sempre, papà si era messo a letto per vedere i festeggiamenti in tv ma sono dovuti correre in ospedale perché a mamma le se erano rotte le acque. Io sono nato poco dopo la mezzanotte.
Che rapporto hai con questa città?
“Roma è la città più bella del mondo. Ogni ragazzo romano e romanista vuole indossare questi colori”
Dove ha iniziato a giocare?
“Al Casalotti, poi sono passato un anno all’Urbetevere poi ho fatto il provino con la Roma. Questo è l’undicesimo anno. Feci 2 provini, poi ad agosto ci mandarono una lettera dove ci dissero che mi avrebbero preso”
Famiglia romanista?
“Papà romanista, da parte di mamma sono più simpatizzanti che tifosi”
Eri più contento tu o papà?
“Papà era contentissimo e ancora lo è. Io l’ho vissuta come un bambino che non da peso alle cose. Non pensavo a tutto il resto, ero contento e basta”
Quando lo hai capito veramente di indossare la maglia della Roma?
“Due-tre anni dopo, verso gli 11-12 anni, quando cominci ad essere più grande. Dai 15-16 si comincia a fare più seria”
C’è un momento a cui sei particolarmente legato?
“Tutti i tornei da piccoli, i viaggi in Europa e in America, le amicizie con Mattia e Almaviva, che sono ancora qui”
La partita che vorresti rigiocare?
“La finale Under 18 Roma-Genoa che abbiamo perso. Brucia ancora»”.
Durante il Covid, da Under 15, come hai vissuto la pandemia?
“Non benissimo, come tutti, ma avendo il giardino giocavo spesso col pallone, mettevo mio fratello in porta”.
Sempre difensore centrale?
“Sì, da quando si gioca a 11”.
È cambiato tanto il ruolo?
“Molto. Oggi il difensore deve saper costruire, far partire l’azione pulita. Non è più solo difendere”.
Le tue caratteristiche principali?
“Mi reputo veloce e con buona tecnica. Da migliorare l’uno contro uno e la marcatura sull’uomo”.
In prima squadra com’è il salto?
“Ritmi altissimi, grande fisicità e tecnica. Marcare Baldanzi, Ferguson e Dovbyk non è semplice”.
Lo scorso anno non sei stato fortunato fisicamente.
“Ho avuto uno sviluppo tardivo: prima non avevo fasce muscolari sviluppate, entravo in campo senza riscaldamento. Poi sono arrivati problemi al flessore: infortunio a gennaio e ricaduta. È stato un periodo buio, ma mi ha insegnato tanto: prevenzione, fisioterapia, palestra. Ora vengo prima agli allenamenti e lavoro su macchinari specifici”.
Essere capitano influisce?
“Sì, la fascia porta responsabilità. Sono orgogliosissimo di indossarla. Cerco di aiutare i più piccoli e tenere il gruppo unito. Si può essere leader anche senza fascia, ma dare l’esempio è fondamentale”.
Ora sei all’ultimo anno di Primavera: lo vivi come “quello decisivo”?
“Sì, sono consapevole che l’anno prossimo ci sarà il calcio dei grandi. Sono curioso, più che spaventato”.
Ti piacerebbe provare un’esperienza fuori?
“Sarei curioso di vedere come mi comporto fuori dalla comfort zone. Ma il sogno è fare tutta la carriera qui”.
Ti senti pronto per il professionismo?
“Sì. Penso di essere sempre stato maturo anche da piccolo. Fuori dal campo curo sonno, recupero, alimentazione”.
Avresti mai immaginato tutto questo?
“No. Se l’avessero detto allo Jacopo di 8 anni, non ci avrebbe creduto. Dopo 11 anni, essere capitano all’ultimo anno è bellissimo»”.
Il sogno?
“Vincere il Mondiale e lo scudetto con la Roma, come ogni bambino»”.
Il prossimo step?
“Confrontarmi con il calcio dei grandi e farmi valere”.
La maglia della Roma è bella o pesante?
“Bella, non pesante. È un orgoglio”.
Cosa significa per te la Roma?
“Tutto. Ho vissuto più della metà della mia vita qui dentro. Prima della Roma ricordo poco. È tutto”.
In bocca al lupo.
“Grazie”.
Calciomercato Roma, Gasperini vuole Zirkzee: c’è l’ok dei Friedkin. Si tratta per un prestito con obbligo condizionato alla qualificazione in Champions League
È Joshua Zirkzee il grande obiettivo di mercato della Roma per rinforzare l’attacco. Come riporta l’emittente satellitare, il club giallorosso ha avviato ufficialmente le trattative con lo United per riportare in Serie A l’ex Bologna. Proposto un prestito con diritto di riscatto legato a determinati obiettivi. La proposta è stata però respinta dal club inglese, che vorrebbe monetizzare dalla sua cessione. Gasperini, dal canto suo, vorrebbe il giocatore già nei primi giorni di gennaio.
(Sky Sport)
Conferme anche da Il Romanista: secondo il quotidiano a tinte giallorosse, sarebbe arrivato il via libera dei Friedkin. Zirkzee si starebbe avvicinando a piccoli ma spediti passii verso la Roma. Sarebbe arrivato l’ok dei proprietari del club e per questo la trattativa potrebbe entrare nel vivo nelle prossime settimane. Massara si è mosso con Kia Joorabchian: si tratterebbe sulla base di un prestito con obbligo di riscatto condizionato alla qualificazione in Champions League.
(ilromanista.eu)
A confermare l’insistenza per l’attaccante olandese è anche l’esperto di mercato Alfredo Pedullà, che svela un retroscena: per Gian Piero Gasperini, Zirkzee è l’acquisto perfetto per gennaio, per distacco rispetto a ogni altro nome. L’allenatore giallorosso lo considera ideale per il suo calcio e per la capacità di coprire più ruoli, tanto da aver respinto altre eventuali proposte. Gasperini vuole giocatori pronti e funzionali, non giovani da lanciare. Ora la palla passa ai Friedkin, che dovranno sbloccare l’operazione trovando una formula convincente per lo United, che preferirebbe una cessione a titolo definitivo.
(alfredopedulla.com)
Calciomercato Roma, Pisa e Verona su Baldanzi: ma il giocatore vuole restare
Si prospetta qualche cambiamento in casa Roma in vista del prossimo gennaio. Gasperini ha chiesto due pedine, un centravanti e un esterno offensivo. Se dovessero arrivare potrebbe salutare Tommaso Baldanzi. Sull’ex Empoli c’è sempre il Verona, si era profilato anche uno scambio con Giovane. Degli ultimi giorni, inoltre, anche l’interesse del Pisa, alla ricerca di pedine offensive. Baldanzi però non ha intenzione di andare via e vorrebbe giocarsi le sue carte in giallorosso.
(tmw.com)
Le difficoltà di Dazn e i timori della Serie A: e se poi non ci paga?
Dazn ha pagato e sta pagando. Ma pagherà sempre, tutto e fino all’ultimo centesimo? La domanda che assilla i presidenti del calcio – perché quei 700 milioni l’anno mandano avanti il carrozzone – sta diventando una forma di psicosi. Scatenata dall’ultima idea un po’ bislacca venuta in mente alla piattaforma streaming e rivelata da Calcio e Finanza: far entrare la Serie A nel capitale di Dazn. Soltanto una suggestione al momento, per certi versi una proposta quasi indecente e, comunque, di improbabile realizzazione. Quanto basta, però, per agitare come formichine i padroni del pallone. “Dobbiamo decidere cosa fare, perché se Dazn ci dovesse abbandonare come ha abbandonato la Francia, siamo tutti nei guai”: l’intemerata di De Laurentiis dal palco del “Galà del calcio”, al netto della teatralità del patron del Napoli, è indicativa dello stato d’animo dei presidenti. Tutti si chiedono come stia Dazn, perché anche se il rischio d’impresa se l’è caricato l’azienda, l’assegno alle squadre arriva finché il broadcaster sta in piedi. Dazn è convalescente: dopo il naufragio della partnership con Tim, l’aumento delle tariffe e il conseguente crollo degli abbonati, quest’anno le cose vanno meglio. In stagione, fin qui, Dazn ha segnato +12,5 milioni di telespettatori complessivi, circa un milione in più a giornata rispetto al 2024/2025. (…) Dazn non da la sensazione di un’azienda in fallimento. è ancora in fase espansiva, come dimostra l’investimento per il Mondiale per club. È vicina al pareggio a livello globale ma ha ancora problemi su alcuni mercati (…) Alla Lega non risulta alcuna trattativa, i colloqui esplorativi Dazn li avrebbe avuti direttamente con alcune proprietà (specie quelle internazionali, come Redbird). Ma le squadre che sono in Serie A oggi non sono le stesse di domani. Quindi cosa succederebbe nel 2027, al momento della quotazione? Conoscendoli, i presidenti vorrebbero solo che monetizzassero e recuperassero i loro soldi vendendo le quote, ma questo farebbe crollare il titolo. (…)
(Il Fatto Quotidiano)
Cagliari-Roma: la moviola dei quotidiani. Zufferli insufficiente: salvato dal Var sul contatto Celik-Folorunsho. Risparmia qualche giallo
La Roma incassa a Cagliari la seconda sconfitta di fila dopo quella contro il Napoli. Anche questa domenica non mancano le polemiche arbitrali: rimandato il direttore di gara Zufferli: viene salvato dal Var sul contatto Celik-Folorunsho, che l’arbitro aveva giudicato dentro l’area.
LA GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 5
Nel primo tempo Zufferli “buca” il giallo a Obert: intervento su Koné, con i tacchetti sul polpaccio del francese. Corretto non punire Adopo, il cui tocco con il braccio (attaccato al corpo) è involontario. Nella ripresa rigore per fallo di Celik su Folorunsho. Decisione corretta al Var, il fallo inizia fuori area. Per il turco c’è il rosso (giusto): interrompe una chiara occasione da gol. Al 32’ Palestra sfugge a Ghilardi, “spintarella” in area troppo lieve per essere punita. Poi la rissa Hermoso-Folorunsho, giallo per entrambi. E gli insulti sessisti del cagliaritano…
CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6
Partita per nulla semplice per Zufferli, nervosa, con tanta confusione. Nel primo tempo gestisce, non manca qualche sbavatura. Viene salvato dal Var sul contatto Celik-Folorunsho. La partita s’infiamma già al 6′ per un tackle di N’Dicka su Borrelli in area. Ma giusto non assegnare rigore, il difensore romanista tocca il pallone. Al 5′ della ripresa assegna un calcio di rigore al Cagliari per un contatto tra Celik e Folorunsho, con quest’ultimo lanciato a rete. II Var lo richiama: il tocco basso sulla coscia c’è, ma è fuori area: giusto cambiare decisione [punizione dal limite] e rosso al turco per dog so. Nel finale i padroni di casa chiedono a gran voce un penalty per un contatto tra Ghilardi e Palestra: il difensore della Roma appoggia la mano sulla spalla dell’avversario, ma è davvero troppo poco per mandare i rossoblu dal dischetto. Decisione giusta presa da campo, il Var non può intervenire. Sull’episodio si accende un parapiglia, rifila gialli a Hermoso e a Foloronusho: parliamo a parte del faccia a faccia tra i due e delle parole del cagliaritano verso lo spagnolo. Regolare il gol del Cagliari di Gaetano. In un primo momento sembra esserci un tocco di mano, ma il controllo di petto è regolare.
TUTTOSPORT – VOTO 4.5
Ha bisogno del Var per capire che il fallo di Celik fosse fuori area. Dopo la revisione video, espelle il turco: rosso al limite. Mai sicuro su ogni decisione, compresa quella sul fallo di Ghilardi su Palestra.
IL ROMANISTA – VOTO 5,5
Partita frizzante che diventa nervosa. Zufferli di Udine la gestisce abbastanza bene dal punto di vista delle tensioni, qualche dubbio resta su alcune decisioni sulle quali ha avuto bisogno di un supporto (o di qualche silent check) dal Var Guida di Torre Annunziata. Conduce, come si ama dire, all’inglese (poi si italianizza e fischia un lieve forse-contatto tra «porzioni di piede» dal limite di Mancini su Folorunsho) ma si perde qualcosa. L’episodio che cambia la gara è un suo errore, pochi minuti dopo l’inizio della ripresa: assegna un rigore per un fallo di Celik su Folorunsho commesso fuori area, ma – quello sì – in chiara occasione da rete. Il Var lo richiama per revisione. Decisione finale: calcio di punizione dal limite e rosso per il turco. Tra gli errori mediaticamente meno evidenti un mancato cartellino “arancione” per un contrasto davanti ai suoi occhi a centrocampo su Koné di Obert. L’entrata è come minimo imprudente. Guida decide di non richiamare Zufferli per un possibile rosso. Torna “inglese” anche quando non commina il giallo per Rodriguez per una trattenuta su Soulé nel primo tempo e un pestone di Adopo su Tsimikas nel secondo, neanche sanzionato con il fallo. Non è assistito bene dal guardalinee sotto la “Tevere” per un calcio d’angolo invertito a 3’ dal 90’. Insomma, tanti e medi piccoli errori. Allo scadere del primo tempo tocco di mano in area su contrasto aereo di Adopo: è attaccato al corpo, ma resta il dubbio (non a Guida) sul movimento verso la palla dell’avambraccio. Al 38’ segna Gaetano: si aggiusta il pallone con il petto, resta il dubbio, anche se manca il replay rallentato che abbiamo visto in altre occasioni, se gli scivola anche sulla mano. Gol convalidato. Nella rissa tra Hermoso e Folorounsho (sessista il labiale sulla mamma dello spagnolo, alla quale sembra anche augurare la morte… incredibile) decide di consuetudine: giallo per tutti e due.
IL TEMPO
Zufferli toma in campo dopo il derby di Torino. Il friulano, candidato per un badge da internazionale, ritrova la Roma dopo la prima giornata, in una gara dove permette troppo dal punto di vista disciplinare e nel finale perde il polso della partita. L’episodio clou del pomeriggio dell’Unipol Domus arriva a inizio secondo tempo, quando Celik atterra Folorunsho a pochi metri dall’area di rigore. Inizialmente Zufferli (sbagliando) assegna il penalty, ma viene chiamato al monitor per la possibile espulsione del terzino, trattandosi di un intervento fuori area. L’azione è verso la porta e il possesso del pallone non è in discussione: sostenibile l’espulsione. Qualche imprecisione tecnica per il friulano in un match nervoso, come dimostrano i tanti fischi: ben 34, quasi il triplo rispetto a quelli fischianti in Juventus-Torino (13). Giusto non concedere il rigore per il contatto tra Borrelli e Ndicka in apertura: il difensore tocca il pallone. Il primo errore di Zufferli arriva a metà primo tempo: non c’è il contatto tra Mancini e Folorunsho da cui nasce una punizione dal limite per i sardi. Nella seconda metà del primo tempo manca un giallo per Obert, che intervene duramente su Koné. Poco prima del gol di Gaetano (regolare, non c’è tocco di mano dell’ex Napoli), giusto non concedere il rigore per il contatto tra Ghilardi e Palestra. Durante le proteste, nasce un litigio tra Hermoso e Folorunsho: corretto estrarre un giallo per parte, anche se il centrocampista del Cagliari eccede con le parole. Il finale è teso, sia in campo che fuori, soprattutto dopo che Hermoso non permette l’uscita del pallone per soccorrere un calciatore del Cagliari. Da quel momento si gioca poco, con Zufferli che risparmia qualche giallo, non arginando le perdite di tempo dei padroni di casa.
IL PUNTO DEL LUNEDÌ – FERRETTI: “La realtà sta presentando il conto alla Roma” – CARMELLINI: “Se si vuole finire in alto la società deve intervenire nel mercato”
Dopo la sconfitta contro il Cagliari, sulle colonne dei quotidiani odierni si analizza la situazione giallorossa, in particolare quella offensiva. “Per una dozzina di partite Roma è riuscita a sopperire alla mancanza dei gol di un attaccante centrale, ha conquistato punti su punti attraverso le magie di Gasp e i numeri a colori di qualche protagonista inaspettato, forse è andata oltre le proprie possibilità, ma ora la realtà le sta presentando il conto”, scrive Mimmo Ferretti sul Corriere dello Sport. Così invece Andrea Sorrentino del Il Messaggero: “Per consunzione, nel finale, arriva la quinta sconfitta (su cinque)per 1-0, terza negli ultimi cinque turni. Allarme. Quel Baldanzì centravanti è un’assurdità se vogliamo leggerla al primo livello, ma salendo di un gradino la vediamo per quella che è: una muta ma assordante richiesta di aiuto di Gasperini al presidente Friedkin”
Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.
S. VERNAZZA – LA GAZZETTA DELLO SPORT
(…) Seconda sconfitta consecutiva per la Roma, un punto nelle ultime due giornate per il Bologna. Roma e Bologna si stanno sfilando dalle posizioni di testa. Al di là della nuda cronaca, dell’inferiorità numerica per l’espulsione di Celik e dei focolai di risse, colpisce che Gasperini a Cagliari abbia riproposto Baldanzi centravanti. Più che una mossa o una soluzione ci sembra un grido di dolore, un appello a procedere sul mercato di gennaio. Il Bologna, a casa Lazio, si è preso un punto logico e accettabile. (…)
P. CONDO – CORRIERE DELLA SERA
(…) Nove delle sue quattordici partite sono finite 1-0: quattro Gasparini le ha vinte, cinque le ha perse compresa quella di ieri a Cagliari, e così la sosta a quota 27 si è allungata a due turni dopo il k.o. col Napoli. Le gare dellA Roma sono ossi di seppia, essenziali ed essiccate, contese equilibrate. In attesa che uno sbaglio — la bravura sta nel provocarlo — ne decida la direzione. Ieri gli errori sono stati due, entrambi giallorossi: l’espulsione di Celik ha rotto quell’equilibrio e lo stazione dl Ghilardi ne ha timbrato la conseguenza. La Roma mantiene la miglior difesa della Serie A, e dunque il reparto non merita il banco degli Imputati: si sbaglia, amen. Ciò che colpisce è l’assenza di progressi nel gioco offensivo, frutto di un problema strutturale che non potrà non venire corretto a gennaio — la pazienza con Ferguson va esaurendosi —ma che obbligherà in prospettiva ad altre decisioni. Dybala in dosi così omeopatiche è un lusso che si può concedere al Real Madrid, nel senso di rosa composta davanti da sei/sette campioni, non un club costretto a tesaurizzare ogni mezza chance. La disponibilità di Baldanzi a pigliar botte è encomiabile, ma la sua fragilità consiglierebbe di arretrarlo in regia bassa piuttosto che avanzarlo in area di rigore. Soulé è un diversivo di valore, ma non può recitare da pericolo pubblico numero uno. La Roma resta comunque aggrappata al treno della Champions anche grazie ai languori di chi la insegue. (…)
T. CARMELLINI – IL TEMPO
Nella Capitale due indizi fanno una prova. Da una parte la Roma che sta sulle gambe e perde di nuovo. Dall’altra la Lazio che fatica in casa contro il Bologna: alla finestra ad un punto ma poteva anche finire peggio (pure meglio eh…). Entrambe chiudono la gara in dieci uomini ed entrambe avranno bisogno di tornare sul mercato a gennaio per rimettere dritta la rispettiva stagione. Per la Roma dalla complessa trasferta di Cagliari arriva la seconda sconfitta consecutiva in campionato. Un passo indietro nel gioco, nel fisico, ma soprattutto nella testa per i giallorossi che tornano a casa con qualche certezza in mezzo e la consapevolezza che per poter contare in campionato non si possono giocare partite di questo tipo: a tratti inguardabile. E il bilancio va fatto al netto dell’espulsione di Celik che ha lasciato i suoi in dieci praticamente per un tempo intero: stavolta non c’era nemmeno l’alibi dell’impegno di coppa. Però sui cambbi Gasp poteva fare meglio, questo va detto. Una sconfitta che fa male alla Roma ma forse anche bene, perché a tre partite dalla fine dell’anno solare (in calendario Como, Juve e Genoa) il segnale è chiaro: se si vuole finire in alto la società deve intervenire nel mercato di gennaio. Friedkin è avvertito. Un passaggio a parte lo merita lo scontro verbale tra Hermoso e Folorunsho: romano del Cagliari e noto laziale. Ora, a prescindere dalla fede calcistica che ogni giocatore può avere per nascita o a vecchie passioni, quando si tirano in ballo le mamme e antichi mestieri non è mai una cosa bella. In un mondo nel quale la televisione spacca il pelo, pensare di poter passare inosservati mentre si da della bagascia alla madre di un av-versario, appare piuttosto complicato: oltre che indelicato. Insomma, è una questione di intelligenza: bene le scuse anche se tardive. (…)
T. DAMASCELLI – IL GIORNALE
(…) Nel pomeriggio quinta sconfitta per la Roma di Gasperini. Quella di ieri è conseguenza delle scelte singolari dell’allenatore nella formazione iniziale, errori ribaditi anche nei cambi, l’ingresso di un fantasma che porta il nome e cognome di
Paulo Dybala, un lusso da otto milioni di salario per rare apparizioni da narciso. La partita di Cagliari entra in cronaca anche per il raffinato scambio di botte e di parole tra Folorunsho e Hermoso, il var televisivo ha mostrato il chiaro labiale dell’italiano che ha ricordato al provocatore spagnolo le qualità morali delle madre e le relative prestazioni ad personam, il raffinato linguaggio ha fatto tornare alla mente l’elegante confronto mondiale tra Materazzi e Zidane, ieri è mancata la capocciata di reazione ma tutto fa brodo, come i vaffa continui di molti allenatori. Trattasi di cafoni e sguaiati, però smascherati dal Grande Fratello televisivo. (…)
M. FERRETTI – CORRIERE DELLO SPORT
Attenzione: seconda sconfitta di fila, per la Roma. Che dal primo posto in solitaria alla vigilia della partita contro il Napoli adesso, cioè dopo il ko in casa del Cagliari (zero gol in due appuntamenti consecutivi), si ritrova ai confini della zona Champions. Passo falso brutto assai e molto pesante per la classifica, con una prestazione assolutamente insufficiente confezionata già prima del rosso a Celik che ha costretto la squadra di Gasperini a giocare praticamente un tempo con l’uomo in meno. Una Roma fin dall’inizio senza idee chiare in ogni zona del campo e con le gomme sgonfie. Troppi elementi al di sotto del loro standard, troppa gente senza la testa giusta per affrontare un avversario disposto a tutto pur di vincere la partita. Le mosse di Gasperini, sia quelle iniziali sia le altre in corso d’opera, stavolta non hanno inciso sulla prova della Roma, apparsa tutto tranne che una squadra. (…) Per una dozzina di partite Roma è riuscita a sopperire alla mancanza dei gol di un attaccante centrale, ha conquistato punti su punti attraverso le magie di Gasp e i numeri a colori di qualche protagonista inaspettato, forse è andata oltre le proprie possibilità, ma ora la realtà le sta presentando il conto. Questo vuol dire soltanto una cosa: serve muoversi, e bene, sul mercato. Non esistono altre strade per arrivare a fine campionato tra le prime quattro della classifica.
G. D’UBALDO – CORRIERE DELLO SPORT
Non si può giocare senza centravanti. Gasperini lo sa e senza una prima punta di quelle che ce ne sono poche quest’anno in serie A finora aveva fatto miracoli, inventandosi di tutto, utilizzando in quel ruolo prima Dybala, poi preferendogli Baldanzi, dopo aver bordato sia Dovbyk che Ferguson. La più brutta Roma della stagione ha perso a Cagliari, che non vinceva in casa dal 13 settembre e si allontana dal primo posto, che aveva accarezzato e che aveva creato pericolose illusioni e lo ha fatto nella partita in cui per la prima volta si è rivelata inferiore all’avversario dal punto di vista atletico. È stato evidente il calo fisico rispetto al passato. Chi era in possesso della palla non riusciva a fare gioco, a trovare il compagno smarcato. Palestra e Folorunsho sono stati imprendibili, hanno costretto Gasperini a cambiare marcature e al Cagliari è riuscito tutto, con Svilar ancora una volta determinante, a evitare un passivo peggiore. (…) La Roma ha perso la seconda partita di fila, era accaduto solo una volta a inizio stagione e non capitava da un anno che restasse a secco per 180 minuti. Ma contro Napoli e Cagliari ha avuto una sola occasione da gol, quella di Baidanzi nel finale contro i campioni d’Italia. Pellegrini, rilanciato da Gasperini, non è mai entrato in partita, Soulé ha girato al largo, Dybala quando è entrato ha confermato di attraversare un periodo di involuzione, ma è stata una prestazione sotto tono di tutta la squadra. Pochi palloni recuperati e nel finale è subentrato il nervosismo che denota quando una squadra è alle corde. Senza dinamismo nessun giocatore è riuscito a smarcarsi e il gol incassato nel finale ha evidenziato ancora una volta le lacune della difesa. Gasperini deve correre ai ripari in attesa del mercato che verrà.
A. SORRENTINO – IL MESSAGGERO
Il calendario del campionato lunare dà la Roma calante, il Napoli crescente insieme allìnter, la Juve il solito pianto, e stasera c’è il Milan. Ma la XIV giornata è quella degli insulti a Cagliari, Folorunsho rovescia su Hermoso una tale pioggia di bassezze, da far sembrare un’educanda il provvido Materazzi con Zidane a Berlino. (…) Ma la vera notizia è la seconda caduta di fila della Roma e la sua improvvisa preoccupante fievolezza atletica. Sotto il maestrale dell’isola urla e biancheggia solo il Cagliari, mentre i gasperinianì hanno le gambe in croce, zero tiri in porta, addirittura peggio che contro il Napoli, Per consunzione, nel finale, arriva la quinta sconfìtta (su cinque) per 1-0, terza negli ultimi cinque turni. Allarme. Quel Baldanzì centravanti è un’assurdità se vogliamo leggerla al primo livello, ma salendo di un gradino la vediamo per quella che è: una muta ma assordante richiesta di aiuto di Gasperini al presidente Friedkin (…)