Instagram, El Aynaoui esulta per il derby: “Roma è Roma”. Ndicka: “Grazie per il vostro sostegno” (FOTO)

Il giorno dopo è ancora più bello e i giocatori della Roma continuano a celebrare sui social la vittoria per 2-0 ottenuta nel Derby della Capitale grazie alla doppietta di Gianluca Mancini. Neil El Aynaoui, autore di una grande partita, mette in chiaro le cose: “Roma è Roma“.

“Roma è rossa. Grazie per il vostro sostegno, come sempre”, il messaggio di Evan Ndicka.

Stadio Roma, Abodi: “Il progetto va avanti così come è stato sognato. Ogni giorno ci sono novità”

RADIO ROMA SOUND – Andrea Abodi, ministro per lo sport e i giovani, è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sul nuovo stadio della Roma a Pietralata. Ecco le sue parole.

Come procede il discorso stadi proprietà?
“Sugli stadi c’è un’accelerazione che non si è mai vista negli ultimi trent’anni e soprattutto c’è un metodo di lavoro che credo porterà dei risultati ben oltre gli Europei del 2032. In Italia si giocherà in cinque stadi, vedremo in quante città perché Roma è candidata ad avere più stadi per gli Europei, ma noi puntiamo comunque a una crescita complessiva che riguardi un po’ tutte le città. Alcuni cantieri sono già aperti, pensiamo a Venezia e a Firenze, quindi vuol dire che qualcosa si sta muovendo. Io credo che da adesso in poi, nei prossimi tre mesi, racconterete delle cose con una concretezza che non si è mai vista. Tutto questo non soltanto grazie al prezioso lavoro del commissario che affronterà il primo nemico di questi trent’anni: la burocrazia. Ma non è l’unico, l’altro nemico è l’incapacità di avere un metodo di lavoro che poi porti al risultato finale. Lo stadio è molto più di un luogo di sport, è un luogo che qualifica la città. Il fatto di poter immaginare nei prossimi 3-4 anni almeno 10 stati italiani che si rinnoveranno o che si ricostruiranno è il segnale di quanto questo governo sta facendo insieme ai promotori, i club e le amministrazioni del territorio, in un gioco di squadra che non c’è mai stato”.

Ci sarà una proroga del termine fissato al 31 luglio per la presentazione dei progetti finanziati e cantierabili?
“Entro la fine di luglio devono essere presentati quelli che vengono chiamati tecnicamente PFTE e comunque i progetti di fattibilità tecnico-economica. Quello che dobbiamo riacquistare agli occhi dell’UEFA è la credibilità di una nazione che si prende delle responsabilità, che assume un impegno e lo rispetta. In passato purtroppo non è stato così. In questa occasione sono convinto che la credibilità si sta determinando e non sarà qualche giorno a far venire meno la fiducia perché c’è una squadra tecnica che si sta adoperando. Inoltre stiamo costituendo anche un portafoglio di opportunità finanziarie che consentono di agevolare i promotori delle iniziative quindi questa è davvero la volta buona”.

Ci sono delle novità specifiche anche sullo stadio della Roma?
“Ci sono novità ogni giorno perché i tavoli tecnici lavorano. Io credo che sia molto importante anche la riservatezza, verrà il momento della comunicazione, che non sarà certamente la mia, perché il nostro lavoro è quello di agevolare affinché le cose succedano. In questo caso è giusto che parli il promotore o il commissario. Ci saranno comunque delle novità, ma la cosa che deve essere ascoltata dalla città, grazie anche a quello che voi mandate in onda, è che il progetto va avanti così come è stato pensato, immaginato e forse anche sognato per lungo tempo”.

Lazio, Lotito: “I tifosi non sanno aspettare. Sarri? Tutti utili e nessuno indispensabile”

SPORT MEDIASET – Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni e tra i vari temi trattati si è soffermato anche sull’assenza dei tifosi allo Stadio Olimpico in occasione del Derby della Capitale. Ecco le sue parole: “Sicuramente per un presidente non avere la presenza dei propri tifosi non è una cosa positiva, ma nel momento in cui ci sono delle posizioni strumentali, uno fa di necessità virtù. In qualche maniera bisogna cogliere gli aspetti positivi rispetto a quelli negativi. Qualcuno lo dimentica o lo dà per scontato, ma quando presi la società c’era una situazione drammatica, era fallita. Oggi invece l’abbiamo riportata in una condizione di massima tranquillità e soprattutto stiamo lavorando sulla prospettiva di renderla immortale attraverso la realizzazione dello stadio. Questo significa rendere la Lazio autonoma da qualunque persona, anche da me, per renderla competitiva”.

Poi continua: “Purtroppo i tifosi seguono interessi passionali, legati al momento, non hanno la capacità di aspettare e talvolta vogliono percorrere i tempi quando non ci sono le condizioni. Dal 30 novembre 2027 la Lazio acquisterà una forza economica importante perché avrà cessato di pagare tutti i debiti, ovvero 550 milioni, e avrà una cassa maggiore che potrà utilizzare per poter fare nuovi investimenti per renderla competitiva. Il calcio non è solo un problema di investimento, ma anche di idee e squadra. E tutti devono lavorare dalla stessa parte: lo staff tecnico, la società, i giocatori e anche i tifosi. Quando si crea uno scollamento diventa più complicato raggiungere gli obiettivi“.

Sarri?
L’abbiamo ingaggiato con un contratto triennale, e quindi ha ancora due anni, con l’idea che saremmo ripartiti da una squadra con una logica di ringiovanimento. Poi ho imparato che nella vita sono tutti utili e nessuno indispensabile, soprattutto i giocatori perché ce ne sono tanti nel mondo, se si vuole avere una società solida. Io sono ventidue anni che ancora resisto. Io sono convinto che alla lunga il lavoro e la voglia di rendere la società forte, autonoma e indipendente pagherà. Ed è fondamentale perché oggi molte squadre dipendono dagli investitori. Alla Lazio questo problema non c’è”.

Il futuro?
Ora siamo ottavi o quello che sia (noni, ndr.), credo ci siano le condizioni per ripartire con la logica di patrimonializzazione, anche perché sotto la presidenza abbiamo vinto sei trofei. Nel momento in cui si farà lo stadio, e abbiamo presentato tutta la documentazione per farlo, cambierà il DNA di questa società dal punto di vista dell’organizzazione, delle risorse e delle prospettive future. Poi abbiamo dimostrato di essere sempre abbastanza competitivi, visto che siamo sempre andati in Europa. Ora non ci siamo qualificati per il secondo anno di fila, ma quest’anno siamo arrivati in finale di Coppa Italia. L’avessimo vinta saremmo tornati in Europa. Il calcio sapete com’è, una traversa, un palo… E poi questa per la Lazio è stata una stagione assurda, in ventidue anni non ho mai visto niente di simile, con una miriade di infortuni di varia natura e mille episodi che hanno condizionato in modo significativo i risultati. Spero di aver messo alle spalle quest’annata e di ripartire con entusiasmo e con la volontà di poter fare molto meglio”.

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Serie A, anticipi e posticipi 38a giornata: Hellas Verona-Roma domenica 24 maggio alle 20:45

La Lega Serie A ha reso noto il programma della 38esima e ultima giornata di campionato, che andrà in scena tra il 22 e il 24 maggio. La Roma sarà impegnata in casa dell’Hellas Verona e, in caso di vittoria, sarebbe certa di partecipare alla prossima edizione della Champions League: la partita si giocherà domenica 24 maggio alle ore 20:45 allo Stadio Bentegodi di Verona e sarà visibile in esclusiva su DAZN. Anche le altre squadre impegnate nella corsa per la massima competizione europea scenderanno in campo in questo orario.

38ª giornata

Venerdì 22 maggio – 20:45

  • Fiorentina – Atalanta

Sabato 23 maggio – 18:00

  • Bologna – Inter

Sabato 23 maggio – 20:45

  • Lazio – Pisa

Domenica 24 maggio – 15:00

  • Parma – Sassuolo

Domenica 24 maggio – 18:00

  • Napoli – Udinese

Domenica 24 maggio – 20:45

  • Cremonese – Como
  • ⁠Lecce – Genoa
  • ⁠Milan – Cagliari
  • ⁠Torino – Juventus
  • Verona – Roma

(legaseriea.it)

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La Roma prepara la maglia per il Centenario: maniche lunghe e stemma “ASR”. Uscita prevista nella tarda primavera del 2027 (FOTO)

La Roma è al lavoro per realizzare la maglia speciale in vista del Centenario e il kit sarà un richiamo al passato, tanto che sarà a maniche lunghe. Come rivelato dal portale specializzato, il colore principale sarà il rosso scuro e sul petto avrà il trifoglio dell’Adidas e l’iconico stemma “ASR“. L’uscita della maglia è attesa nella tarda primavera del 2027.

(foto sito Footy Headlines)

(footyheadlines.com)

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X, la Roma ricorda Arcadio Venturi nel giorno del suo compleanno: “Eterno Capitano” (FOTO)

La Roma ricorda il leggendario Arcadio Venturi, storico centrocampista giallorosso e membro della Hall of Fame del club, nel giorno del suo compleanno. Nato il 18 maggio 1929, l’ex capitano giocò nove anni nella squadra capitolina e per quattro stagioni portò anche la fascia al braccio. “Il 18 maggio 1929 nasceva Arcadio Venturi. 290 presenze e 18 gol, Eterno Capitano. ‘𝐿𝑎 𝑅𝑜𝑚𝑎 𝑛𝑜𝑛 𝑙’ℎ𝑜 𝑚𝑎𝑖 𝑑𝑖𝑠𝑐𝑢𝑠𝑠𝑎, 𝑙’ℎ𝑜 𝑠𝑜𝑙𝑜 𝑎𝑚𝑎𝑡𝑎'”, il ricordo della Roma su X.

Juventus, Spalletti: “Partita pessima, dovevamo vincere. Champions? I posti sono quattro, ora siamo in Europa League e non era scontato…”

La Juventus cade clamorosamente in casa contro la Fiorentina e perde 0-2 nel match valido per la penultima giornata di Serie A. Un ko che fa sprofondare i bianconeri dal terzo al sesto posto in classifica a 90 minuti dal termine del campionato. Alla fine della partita contro la Viola Luciano Spalletti ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti.

SPALLETTI A SKY SPORT

“Era una partita da vincere, ma le cose della vita sono altre. Sento dire tutto perso, tutto buttato all’aria… Questo è già sbagliato. Questo è un risultato bruttissimo. Era una partita importante, poi per quella che riguarda la mia valutazione non la faccio solo di oggi. I ragazzi hanno fatto una crescita importante, oggi bisognava giocare a calcio mantenendo questo livello di importanza. Su questo se ne può discutere. Subire questi momenti, non saper reagire e non essere nelle condizioni di esprimere il livello dei calciatori, allora bisogna mettere in discussione anche me. È chiaro che se la mia squadra oggi gioca così, devo analizzare anche quello che ho fatto io. Abbiamo fatto una partita pessima sotto tanti punti di vista, in altri l’episodio non ci è girato a favore. Ci siamo ritrovati sotto 1-0 senza subire quasi nulla, ma non avevamo iniziato bene nei duelli senza sfruttare l’atmosfera creata dal nostro pubblico. Devo riuscire a dare tranquillità e lucidità ai ragazzi di modo che possano giocare al meglio. Sono gli episodi che ti fanno trascinare lo stadio, abbiamo fatto invece poco per quello che serviva. Sappiamo che se non andiamo in Champions la società perde soldi, ma parlare di partita della vita… Ormai si crea troppo dal punto di vista emotivo e i giocatori ne risentono. Io ho le idee chiarissime su di me e sui miei giocatori. Ho fatto tutto per portarli nelle condizioni mentali giuste e questa è soprattutto una questione di testa. Se fosse arrivata la punta che chiedevo a gennaio? Dovevo riuscire a fare bene questa partita e anche altre per fare benissimo. Abbiamo fatto bene, ce ne sono molte che hanno una lettura chiara. Di conseguenza non siamo lì dentro. E la Juve e il suo pubblico lo meritano”.

SPALLETTI A DAZN

“Quella di oggi è una partita pessima sotto tutti i punti di vista, inferiore alle nostre possibilità. Se la squadra non reagisce dal punto di vista mentale sono il primo responsabile. Champions? Però siamo dentro l’Europa League, poi voi usate i termini fallimento… La Juve merita di andare in Champions ma i posti sono quattro”.

Roma-Juventus?
“L’ho sentita nominare troppe volte. Prima di andare sotto 3-1 abbiamo commesso due errori che ci hanno costretto ad andare 3-1, ma prima la partita l’avevamo fatta bene, costruendo situazioni importanti. Ma quando parlate di calcio vedete due episodi e riducete tutto un campionato a quei due episodi”.

La cosa per l’Europa?
“Siamo dentro l’Europa League e potevamo essere fuori anche a quella. Non è il nostro obiettivo? I posti sono quattro ed è anche l’obiettivo di Milan e Roma…”.

SPALLETTI IN CONFERENZA STAMPA

Il finale di Parma-Roma vi ha condizionato?
“Ma che vuoi che abbia condizionato? Noi dobbiamo vincere questa partita qui. Tutto il rumore, le pressioni che vengono create…La prima qualità è di pulire tutto questo e ridurre il pensiero al gioco. Dalle altre parti non ci puoi mettere mano. Ognuno può scrivere e dire quello che gli pare, ma sono io che scelgo cosa è importante e cosa non valutare per essere pronto e dare il massimo. Se il livello è così indietro rispetto a quanto ci siamo creati nell’anno, dovrò parlarne in maniera più approfondita. Questo racconta quello che siamo e io che porto a giocare la squadra così”.

Roma-Lazio, EL SHAARAWY: “Un orgoglio il tributo dei tifosi, questa società mi ha dato tutto. Meritiamo la Champions”

La Roma vince 2-0 il Derby della Capitale grazie alla doppietta di Gianluca Mancini e porta a casa la seconda stracittadina stagionale dopo lo 0-1 dell’andata. Una successo fondamentale per i giallorossi, che approfittano della clamorosa sconfitta della Juventus in casa contro la Fiorentina e si piazzano al quarto posto in classifica a 90 minuti dalla fine del campionato. Al termine della partita Stephan El Shaarawy, che ha giocato la sua ultima partita all’Olimpico con la maglia dei capitolini, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le sue parole.

EL SHAARAWY A DAZN

Dieci anni a Roma. Cosa c’è nel tuo cuore oggi?
“Escono fuori tutte le emozioni. Sono emozioni forti per una società che mi ha dato tantissimo, tutto. Sono cresciuto tanto qui come uomo e calciatore, sono grato. Oggi è stata una grandissima soddisfazione, un grandissimo orgoglio essere qui e ricevere questo saluto”.

Quando avete preparato questa partita avevate la consapevolezza che qualcuno potesse sbagliare?
“C’era la speranza. Noi abbiamo fatto il nostro e sfruttato il passo falso. Ora c’è l’ultima partita, non possiamo sbagliare. Continuiamo così perché ci meritiamo la Champions”.

Roma-Lazio, MANCINI: “Non mi aspettavo di fare doppietta. El Shaarawy? Ci mancherà, questa sarà sempre casa sua”

La Roma vince 2-0 il Derby della Capitale grazie alla doppietta di Gianluca Mancini e porta a casa la seconda stracittadina stagionale dopo lo 0-1 dell’andata. Una successo fondamentale per i giallorossi, che approfittano della clamorosa sconfitta della Juventus in casa contro la Fiorentina e si piazzano al quarto posto in classifica a 90 minuti dalla fine del campionato. Al termine della partita proprio Gianluca Mancini ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le sue parole.

MANCINI A DAZN

Mi dici qualcosa su El Shaarawy? Un pezzo importante dello spogliatoio…
“Stephan è un ragazzo d’oro, non lo devo dire io. Ho avuto la fortuna di giocarci 6 anni insieme. Sempre un professionista serio, si è allenato sempre a mille. Ieri è stato tutto il giorno chiuso dentro di sé, abbiamo rispettato le sue emozioni. Oggi in campo gli dicevo: ‘Vai che fai gol!’. Se lo sarebbe meritato, quando è entrato in campo ha fatto una grande partita. Ci mancherà. Il calcio è così, lo sa anche lui. Quello che ha fatto in questi 10 anni non li cancella nessuno. Sarà sempre casa sua e io gli vorrò sempre un mondo di bene”.

Sei andato ad abbracciare Pellegrini dopo il gol…
“Dentro una stagione ci sono tante cose. Momenti belli, momenti brutti. E fare due gol non me lo sarei aspettato. Il secondo gol non sapevo più che fare. Poi sono andato ad abbracciare Lorenzo, perché ci teneva ad esserci ha avuto un piccolo fastidio e non ha potuto giocare. C’è una grandissima amicizia, un bene fortissimo. Volevo abbracciarlo per farlo sentire con noi, ma lui era con noi”.

Roma-Lazio, Sarri: “Stavamo facendo meglio noi prima dell’1-0. Futuro? Quest’anno non mi hanno mai ascoltato…”

La Roma vince 2-0 il Derby della Capitale grazie alla doppietta di Gianluca Mancini e porta a casa la seconda stracittadina stagionale dopo lo 0-1 dell’andata. Una successo fondamentale per i giallorossi, che approfittano della clamorosa sconfitta della Juventus in casa contro la Fiorentina e si piazzano al quarto posto in classifica a 90 minuti dalla fine del campionato. Al termine della partita Maurizio Sarri ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni dei cronisti. Ecco le sue parole.

SARRI A DAZN

Partita complicata. La Lazio ci ha provato con tutte le forze…
“Abbiamo fatto una buona partita per 60 minuti. Trovarsi sotto alla fine del primo tempo è stato pesante. Non era un risultato che corrispondeva all’andamento del campo. Abbiamo fatto meglio noi. Abbiamo fatto anche un buon inizio di secondo tempo con qualche palla gol. Sicuramente abbiamo la responsabilità di aver subito due gol su palla ferma. La sensazione è che non abbiamo attaccato la palla, con questi saltatori poi paghi. La Roma ha leggitimato il successo nel finale. Nel finale noi abbiamo fatto fatica in 10, loro un po’ meno. Ci siamo allungati. Nei primi 60 minuti escluse le due palle da fermo non abbiamo concesso quasi niente. Non è che la squadra ha avuto un brutto approccio alla partita”.

Una settimana complicata…
“Quando perdi una finale e dopo 3-4 giorni perdi un derby non è un momento semplice dal punto di vista mentale per i giocatori. Era il momento di lasciali liberi e dargli un paio di giorni di riposo e poi affrontare le tematiche di questa partita”.

Ha affrontato quello che potrebbe essere il suo ultimo derby…
“Purtroppo sono abituato a perdere le coppe nazionali, probabilmente ci metto del mio. Bisogna farsene una ragione, ma abbiamo perso contro i campioni d’Italia. Abbiamo fatto un percorso di grande livello, abbiamo messo fuori Milan, Bologna, Atalanta. A volte bisogna essere contenti di essere arrivati all’evento finale. Fa più male perdere il derby perché lascia sempre un po’ di rottura”.

Una base che ci deve essere tra la Lazio e Sarri per rivedervi ancora insieme…
“Programmi futuri non ne ha parlato nessuno. Come ogni allenatore vorrei avere più voce in capitolo. Quest’anno sono stato ascoltato zero”.

SARRI IN CONFERENZA STAMPA

Si è fatto un’idea se si sente di restare? “Se mi sono fatto un idea sul restare o meno? Avevo detto a giugno. Facciamo questa partita e vediamo cosa mi dice la società, per ora nessuno mi ha detto nulla. Quest’anno non mi è piaciuto, non sono mai stato ascoltato e non sono felice. Vediamo”.

La gestione di Lotito si avvicina a quanto vissuto con De Laurentiis? “Quella era una squadra di livello assoluto, almeno qualitativamente. Era una squadra che era arrivata a una media di 88 punti stagionali, c’erano basi più solide”.

Ha voglia di restare? “Vedo che non vi importa della partita… Uno deve parlare dell’ambiente e separatamente della società: a livello di ambiente, rimarrei. A livello societario… forse se i piani non collimano è meglio separarsi. Di piani io non ne ho sentiti”.

Zaccagni neanche in panchina? “Oggi era impossibile: Zaccagni faceva fatica a camminare, figuriamoci a calciare. Nei primi giorni non si può far giocare. Cosa mi da più fastidio della sconfitta? 60 minuti di buon livello, ci siamo trovati sotto per colpe nostre: l’angolo è arrivato da una situazione a nostro favore”.