La madre di El Aynaoui: “Notte da incubo, con la pistola puntata al collo ho temuto per i miei figli”

LA REPUBBLICA (R. MARCECA) – Il viso è tirato dopo una notte da archiviare nei ricordi più brutti ma riesce a sorridere. Anne Sofie Rocher scende dalla sua auto davanti al cancello della villa all’Infernetto, sottobraccio il pane e un po’ di pizza. Uno dei suoi due golden retriever le corre incontro per farle festa. Lei dice subito, in un mix di italiano e spagnolo: “Tutto bueno. Sono ancora spaventata per quella pistola puntata al collo. Ma ciò che più conta è che i miei figli, mi vida entera, sono qui sani e salvi“. Anne Sofie, 53 anni, è la mamma del centrocampista della Roma. E stata la prima ad essere stata sequestrata dai rapinatori nella residenza hollywoodiana che è stata abitata anche da Paulo Dybala. E, in fondo a una giornata trascorsa in questura, adesso annuncia: “Cambieremo subito casa, qui non ci sentiamo più sicuri“.

Dove si trovava quando c’è stata l’irruzione?
Nel mio letto, erano le 3. Soffro d’insonnia e quindi ero ancora sveglia. Ho sentito nel buio che si apriva la porta della mia camera. Ero convinta che fosse mio figlio maggiore, l’ho chiamato per nome“.

Qualcuno le ha risposto?
No. Subito dopo ho intravisto due ombre, la mia camera è stata illuminata dalla torcia di un cellulare. Ho capito che nessuno dei due era mio figlio. Perché quelli erano persone basse e lui invece è alto un metro e 93“.

Cosa ha fatto?
Ho urlato a squarciagola per svegliare i miei figli e le loro fidanzate. Uno dei due uomini mi ripeteva ‘Shhhh’ ma io ho continuato a urlare ‘Aiuto’. Allora lui mi ha puntato una pistola al collo. A quel punto ero terrorizzata“.

Poi cosa è accaduto?
Hanno portato i miei figli e le loro fidanzate nella mia camera. I banditi erano sei, forse otto“.

Ha visto i loro volti?
Erano vestiti di nero ed erano tutti coperti. Si vedevano solo gli occhi“.

Ma vi hanno parlato?
Ho sentito poche parole e l’accento mi sembrava dell’Est“.

Come ha reagito Neil?
Tutti e due i miei figli erano sotto shock, io pensavo solamente a loro. Speravo che non succedesse nulla. Per fortuna non ci hanno fatto del male, non ci hanno strattonati o picchiati“.

Vi hanno chiusi dentro la stanza?
No, ci hanno tolto i cellulari e li hanno gettati fuori dalla finestra, lanciandoli sui fiori del giardino. C’era uno di loro che faceva il piantone e ci guardava in faccia puntandoci la pistola contro. Parlava a un walkie talkie per comunicare con gli altri. Sono stati momenti terribili“.

Ha avuto paura di morire?
Eravamo in quella stanza al buio. Mi sentivo impotente. Ma sono rimasta calma perché ho compreso che non ci avrebbero ucciso“.

E da cosa l’ha capito?
Ho pensato che se un uomo vuole ammazzarti non ti punta la pistola al collo, ti spara subito“.

Quanto tempo, secondo lei, è durato il raid?
Tra i sei e i dieci minuti al massimo ma a me è sembrato un tempo infinito. Prima di andarsene ci hanno detto di aspettare almeno venti minuti prima di muoverci da li. Non abbiamo sentito alcun rumore di moto o macchina allontanarsi ma ci siamo alzati subito. Abbiamo trovato il telefono di Neil e con quello abbiamo chiamato la polizia“.

Ha qualche sospetto su qualcuno? E successo qualcosa di strano nell’ultimo periodo?
No, non è accaduto nulla di anomalo e mi fido molto di chi lavora in villa per noi“.

Ha detto che vuole cambiare casa. Andrete a vivere in un’altra villa?
Assolutamente no, da ora in poi solo appartamenti in condominio“.

Soulé out, in bilico Mancini e Koné

A Roma si avvicina alla gara col Bologna in emergenza.
Soulé ha ripreso a correre, (…) ma va considerato out come lo sono da tempo anche Dybala e soprattutto Dovbyk e Ferguson che hanno chiuso in anticipo la stagione. Come se non bastasse, non si sono allenati altri tre titolari: Celik, Mancini e Koné. I due difensori hanno risentimenti muscolari al polpaccio. (…) Gasperini vuole recuperare entrambi e schierare la difesa titolare. Il centrocampista, invece, è da valutare: pronto Pisilli. El Shaarawy punta alla conferma nel 3-4-1-2. Nessun ritiro stasera a Trigoria.

(corsera)

Si decide il futuro

La Roma di oggi e anche quella di domani. Gasp è concentrato sul presente, ma sa benissimo che c’è da guardare anche oltre, al futuro che è ovviamene legato ai risultati. E non solo. Anche ai rapporti interni sui quali ci sarà molto da lavorare. (…) Il tecnico vuole confrontarsi nuovamente de visu e — come giusto che sia — alla presenza del management attuale, cioè Ranieri e Massara. In campo Gasperini pensa al ritorno degli ottavi di Europa League, domani sera all’Olimpico contro il Bologna. La coppa — dopo le due sconfitte di fila in campionato — è diventata la strada più breve per partecipare alla prossima
Champions. Sei partite, contro le nove di campionato, dove però la corsa è ormai rincorsa dopo l’ultimo weekend, con il Como a più 3 e la Juve a più 2, quindi con due rivali da inseguire. La priorità ora va, dunque, all’Europa League. (…) Perché in caso di eliminazione si aprirebbe il dibattito anche sul bilancio raccolto dall’allenatore: fuori dalle due coppe (a gennaio l’addio alla Coppa Italia) e attualmente sesto in classifica, fuori dalla zona Champions. In caso di passaggio ai quarti, invece, la situazione tornerebbe a essere più stabile. L’ideale per provare a programmare la stagione che verrà. Con la qualificazione, si dovrà pensare finalmente al rafforzamento della rosa. Perché per rendere la Roma più competitiva sarà necessario
— con la conferma di questo allenatore — prendere almeno otto-nove rinforzi. Che non sono un’esagerazione. (…) Usciranno da Trigoria Tsimikas e Ferguson, essendo in prestito, più Celik, Dybala, El
Shaarawy
e quasi certamente Pellegrini: tutti in scadenza. Improbabile resti Zaragoza, difficile pure Venturino, altri due prestiti. A loro si aggiungerà Dovbyk, da cedere (pure temporaneamente), e un big da sacrificare nel rispetto dei paletti del Financial Fair Play: indiziati Koné o Ndicka. Dieci, insomma, le possibili partenze. Alcuni acquisti saranno obbligati: almeno un centrale difensivo o un centrocampista, dipende chi sarà ceduto tra Ndicka e Koné, il vice Wesley sulla corsia destra, titolare e alternativa a sinistra, un attaccante sulla fascia destra da affiancare a Soulé e due per quella sinistra, più il cambio per Malen. Gasp appena vedrà i Friedkin, sarà più chiaro che in passato su come impostare il mercato per non ritrovarsi con giocatori poco graditi o ruoli rimasti scoperti. (…) La gara con il Bologna segnerà il presente, ma anche il futuro.

(corsera)

“Ha diffamato Pellegrini”: Corona finisce a processo

Ancora un processo per Fabrizio Corona. Questa volta a Roma, dove ieri il gup ha disposto il rinvio a giudizio per diffamazione per l’ex paparazzo e la 26enne (accusata anche di minacce e calunnia) che aveva raccontato, in un’intervista a Corona, di essere stata vittima di atti persecutori da parte del centrocampista della Roma. Il 30 ottobre 2023 sulla pagina Instagram “Dillingernews” era stato pubblicato un video (al quale ne sono seguiti altri tre fino a gennaio 2024) intitolato “Breaking News, cinque denunce per stalking. I guai con le escort di Lorenzo Pellegrini“, contenente l’intervista alla donna. (…) Qui si accusava falsamente Pellegrini di atti persecutori nei suoi confronti -“di aver avuto una relazione con il calciatore da gennaio a luglio 2023 e di aver ricevuto dallo stesso denaro per le prestazioni sessuali offerte, di essere stata da lui controllata ed essere stata vittima per mezzo di persone non identificate ma riconducibili a Pellegrini della sottrazione del denaro da lui ricevuto e della distruzione del cellulare” in cui c’erano i messaggi con il giallorosso. Vista la “totale infondatezza della ricostruzione” della donna, la posizione di Pellegrini era stata archiviata dalla procura di Roma e Corona e la 26enne sono finiti prima sul registro degli indagati e il prossimo primo dicembre saranno sul banco degli imputati. La ragazza avrebbe anche inviato tramite Instagram messaggi dal tono minaccioso alla moglie di Pellegrini e al cugino dell’ex capitano giallorosso. “Potresti dire a quell’ossessionato di tuo marito di lasciarmi in pace? Digli di smettere con tutti quelli da cui mi fa seguire“. (…) Cento mila euro la cifra indicativa del risarcimento che compare nell’atto di costituzione di parte civile presentata dal suo avvocato, il penalista Federico Olivo. Una cifra che, qualora arrivasse, ha già fatto sapere il centrocampista giallorosso, “sarà devoluta in beneficenza in favore di chi ha davvero bisogno“. L’avvocato di Pellegrini ha espresso soddisfazione per “questo passaggio processuale che ritengo doveroso.
La sede giusta dove approfondire la vicenda è quella del dibattimento
“.

(Il Messaggero)

E l’Olimpico vuole tornare fortino. Nelle coppe 24 vittorie in 31 partite

La Curva Sud ha lanciato l’appello: “Spingiamo la squadra verso la vittoria“. Pronta una scenografia nel settore più caldo del tifo mentre gli altri faranno da cornice con migliaia di bandiere giallorosse. (…) Serve una bolgia, quella delle emozionanti notti europee con Athletic, Bodo, Barcellona o – per fare un tuffo nel passato – col Dundee. Cè bisogno della spinta di tutti anche perché il periodo è delicato: la Roma non vince da quattro partite e in stagione non era mai successo. I biglietti staccati sono già oltre 62.300 e l’Olimpico viaggia verso il 79esimo sold out dell’era Friedkin. Dal 2021 tra Conference ed Europa League lo stadio si è trasformato in un vero e proprio fortino. Dal Trabznspor allo Stoccarda i successi in casa sono stati ben 24 in 31 gare. Solamente 4 le sconfitte con Betis, Bayer Leverkusen e le due di quest’anno con Lille e Viktoria Plzen. Tre i pareggi con Vitesse, Bodo e Feyenoord. (…) I numeri sono tutti dalla parte dei giallorossi ma come diceva Mourinhola storia non gioca” e il pari dell’andata non fa dormire sereni. L’andamento casalingo della Roma è sicuramente positivo. In Serie A, per esempio, solamente
Inter (35) e Napoli (34) hanno fatto più punti di Malen e compagni (29). Ma nei grandi appuntamenti neanche la spinta del pubblico amico è servita. Che ci sia un problema con i big match ormai non è neanche più una notizia. (…) I ko sono arrivati con Inter e Napoli, poi i pareggi con Milan e Juventus. In mezzo anche il doppio tonfo con il Torino tra campionato e Coppa Italia oltre alle due sconfitte con Lille e Viktoria Plzen che hanno macchiato un percorso europeo fino ad oggi quasi perfetto. Il Bologna, invece, è stato battuto grazie al gol di Wesley alla prima giornata. (…) Passare il turno aiuterebbe anche le casse del club. La Roma fino ad oggi ha incassato 21,66 milioni di euro, l’accesso ai quarti ne garantirebbe altri 2,5 più l’eventuale guadagno di un altro scontato sold out contro una tra Aston Villa e Lille. Il percorso per Istanbul è pieno di ostacoli e la ferita di Budapest è ancora aperta. Gasperini, invece, sogna un altro trionfo. Da domani non si può più sbagliare per realizzare i sogni di tutti.

(Il Messaggero)

Roma-Bologna, appello della Curva Sud: “Dobbiamo stordirli e disorientarli”

Clima già incandescente in vista di Roma-Bologna del 19 marzo. Attraverso un messaggio diffuso sui social, la Curva Sud ha chiamato a raccolta tutto il popolo giallorosso per quella che viene definita una vera e propria “battaglia”. Un invito chiaro e diretto: servono voce, bandiere, passione e fede per tutti i novanta minuti e oltre. L’obiettivo è trascinare la squadra e creare un’atmosfera capace di fare la differenza, spingendo i giallorossi in una sfida fondamentale.

È un’adunata, nessuno può tirarsi indietro”, il cuore del messaggio, che sottolinea l’importanza del sostegno collettivo. La Curva chiede unità totale e partecipazione continua, con cori e colori pronti a “stordire” l’avversario. L’Olimpico si prepara dunque a diventare ancora una volta un fattore, con la tifoseria pronta a rispondere presente: avanti romanisti.

Il messaggio della Curva Sud:
19 MARZO 2026
ROMA-BOLOGNA
CI SIAMO!
SIAMO ALLE PORTE DI UN’ALTRA BATTAGLIA IN CUI SERVE OGNI SINGOLO ROMANISTA.
SERVE LA VOCE PER 90 MINUTI E OLTRE…
SERVE SVENTOLARE LE BANDIERINE PER 90 MINUTI E OLTRE…
SERVONO LA PASSIONE E LA FEDE PER 90 MINUTI E OLTRE…
È UNADUNATA!
NESSUNO PUÒ TIRARSI INDIETRO, NESSUNO PUÒ FARE MENO DI CHI HA ACCANTO
DOBBIAMO STORDIRLI CON I NOSTRI CORI
DOBBIAMO DISORIENTARLI CON IL CONTINUO SVENTOLARE DEI NOSTRI COLORI!
AVANTI ROMANISTI!

Attacco all’Europa

Chi, con Malen domani sera con il Bologna? Ecco, diciamo pure che Gasperini non ha proprio l’imbarazzo della scelta. Quelli pesanti non ci sono, difficile farsene una ragione: da Soulé a Dybala e Ferguson, fino a Venturino, quest’ultimo non presente nella lista Uefa. A Como si è rivisto a sorpresa El Shaarawy (in tutta la stagione ha sette partite da titolare – su 39 disponibili – tra campionato e coppe), bravo a procurarsi il rigore del vantaggio per poi spari-re, (…) se non è ElSha, sarebbe il giovane Vaz, o Zaragoza, che però, quando è stato impiegato (quasi sempre a destra, posizione a lui poco congeniale), è sempre andato in difficoltà. Lo spagnolo è uno che ha facilità nel saltare l’uomo e di mettere il pallone in mezzo, partendo preferibilmente da sinistra. Per quello è stato preso, perché li Gasp ha sempre avuto un buco. Il tecnico ha via via tamponato con adattati come Dybala, Soulé, poi Bailey e spessissimo Pellegrini, ultimamente spostato a destra, una volta per schierare Venturino a sinistra (a Genova) e una per riproporre su quel lato El Shaarawy (a Como). (…) Così Gasp fatica a riproporre il suo calcio, fatto di aggressioni e di continui uno contro uno nella metà campo avversaria. La migliore Roma vista nell’ultimo periodo è quella che ha sfiorato il successo contro la Juve: davanti c’era Malen, dietro di lui due centrocampisti, Pellegrini e Cristante. Una coppia possibile anche per domani, con uno più basso e uno più alto (con la presenza dell’ex capitano, Bryan finisce in mediana e Pisilli sarebbe l’escluso). Una Roma, quella con la Juve, poco gasperiniana, ma efficace negli uomini scelti, almeno fino al maledetto gol di Gatti, che sembra aver spostato gli equilibri psicologici. (…) Ma ora non c’è tempo per guardarsi indietro, contro il Bologna serve la migliore Roma, forse diversa. E Gasp sta pensando di modulare un po’ il gruppo, magari giocando con un solo uomo alle spalle di Malen e uno al suo fianco, ElSha in vantaggio, su Vaz. (…) L’allenatore ha bisogno di una seconda punta, con caratteristiche da esterno, che può essere di nuovo il Faraone, un passo indietro Vaz e Zaragoza. Il borsino si limita a questi tre, altri non ce ne sono. Ne sapremo di più dopo l’allenamento di oggi. A Bologna, lo spostamento di Cristante in avanti (alle spalle di ZaragozaMalen) non ha funzionato granché, la squadra è andata meglio nella ripresa, quando Bryan si è abbassato dopo l’ingresso di Vaz e l’uscita di Zaragoza e con quello di Pellegrini che ha sostituito El Aynaoui. C’è poi in ballo la questione Koné che ieri ha svolto un lavoro specifico e che, a detta di Gasp, fatica a recuperare in poco tempo le fatiche di una partita. Se il francese sarà nell’undici, come sembra, sulla trequarti si esibirà Cristante, con Pisilli mediano, oppure Pellegrini, con Bryan e Koné in mezzo (fuori Pisilli).
E il partner di Malen? L’ordine di preferenza, ad oggi, è questo: El Shaarawy come a Como, Vaz e poi Zaragoza. (…) Servono i gol e, di questi tempi, è dura. Sono scelte complicate. E sarà importante anche non subire, cosa che avviene spesso in questo periodo. A proposito; Mancini non sta bene, ha un fastidio al polpaccio. Mancava pure questa a Gasp che questa sera lascerà la squadra tornare a casa dalle famiglie. Niente ritiro.

(Il Messaggero)

L’Olimpico viaggia verso il sold out

Voglia di stringersi un po… tanto. Dopo tre trasferte consecutive, all’Olimpico si stanno per riaccendere le luci per la sfida decisiva di Europa League contro Il Bologna. Mancano pochi biglietti al sold out. Il traguardo però è molto vicino. Lo stadio, in ogni caso, sarà uno spettacolo in versione notturna: ieri pomeriggio il botteghino era arrivato a registrare 62.373 spettatori attesi sugli spalti. (…) Un discorso molto simile vale per Roma-Lecce di campionato, in agenda nel tardo pomeriggio di domenica. Finora sono stati occupati 60.637 seggiolini. Insomma, (…) la Roma, tra Bologna e Lecce, avrà il fattore Olimpico dalla sua parte, con oltre 120.000 tifosi pronti a soffiare forte alle spalle di Cristante e compagni.

(corsport)

Celik a riposo, Soulé corre e migliora

C’è un’aria elettrica che vibra sopra l’Olimpico, una di quelle notti che sanno di dentro a fuori, di sfida vera per i quarti di finale di Europa League contro il Bologna. SI riparte dall’1-1 dell’andata al Dall’Ara, un equilibrio sottile come un filo teso, pronto a spezzarsi alla prima distrazione. Gasperini la sa, lo sente. E Infatti ha scelto la via della gestione intelligente. (…) A Trigoria si lavora. E , a proposito, con una presenza in più negli uffici: Chiara Gentile è stata nominata Legal & Compllance Director del club glallorosso. (…) Qualcuno ha tirato Il fiato: Mancini, Celik e Koné sono stati dosati, lavora spectfico e prudenza, senza correre rischi inutili. Ma Il messaggio è chiaro: ci saranno. Il pubblico ha già risposto, promettendo un sold out che sa di spinta emotiva, di quel famoso “dodicesimo
uomo” capace di cambiare inerzia e destino. Servirà tutto: qualità, intensità, cuore. (…) Il talento argentino
continua il suo percorso di recupero: la pubalgia lo ha frenato, ma non domato. Ha ripreso a correre, spinge, vuole esserci. Punta il Lecce, già nel mirino di domenica. Lo staff frena, predica cautela, guarda oltre, verso il rientro dopo la sosta delle nazionali. Ma la sensazione è che il ragazzo abbia fretta, quella dei predestinati che non vogliono restare a guardare.
E allora tutto converge verso domani sera.
L’Europa chiama, l’Olimpico risponde.

(corsport)

Gravina denuncia: “Si respira un’aria insopportabile”

Gli arbitri continuano a far discutere e la Figc, come noto, sta correndo ai ripari portando avanti una riforma volta a creare una classe di direttori di gara per Serie A e B sul modello inglese con l’obiettivo di ridurre al minimo il margine d’errore. L’idea del presidente Gravina è quella di partire già la prossima stagione, ma nel frattempo bisogna chiudere questa, possibilmente in un ambiente sereno. Che al momento proprio non c’è. A dirlo è lo stesso presidente della Federcalcio, a margine della presentazione del Premio Bearzot in via Allegri: “Se pensiamo che in ogni partita l’errore arbitrale possa esser azzerato al 100%, ve lo dico oggi, non ci arriveremo mai. Ma stiamo lavorando assieme all’Aia per arrivare al miglior risultato possibile. Se poi ci sono due episodi su venti partite è fisiologico, anzi rispetto ai dieci di qualche anno fa c’è stato un miglioramento. Credo che qualcosa vada rivisto nell’ambito del nostro comportamento. Si respira un’aria diventata insopportabile proprio in una fase delicata del nostro campionato, dobbiamo ritrovare serenità, dando ognuno un piccolo contributo“. Accanto a lui c’è il vicepresidente dell’Aia Francesco Massini, diventato il massimo rappresentante dell’Associazione dopo l’inibizione di Antonio Zappi. “Con Francesco c’è un rapporto di massima collaborazione – continua Gravinavogliamo creare le condizioni ideali per permettere agli arbitri di svolgere il loro lavoro al meglio“. Ovvero, con la riforma che porterà alla creazione di una società indipendente pronta a gestire un selezionato gruppo di professionisti (domani il nuovo incontro sul tema). Una rivoluzione che piace poco all’Aia, Massini compreso, che al presidente federale risponde: “La classe arbitrale italiana è la migliore, lo dico con la forza e la determinazione di tutta l’Associazione, perché so l’amore, la passione, la dedizione e l’impegno che mettono i ragazzi. Sicuramente se ci fosse maggiore serenità tutti noi ne trarremmo il miglior beneficio“. A proposito di serenità, all’interno dell’Aia stessa alcuni arbitri si stanno lamentando per la propria sovraesposizione mediatica. In particolare ce l’hanno con la trasmissione di Dazn Open Var. (…) Gravina non si sbilancia, ma di certo non sottovaluta la questione: “Apriremo una riflessione con l’Aia sui pro e i contro in vista della prossima stagione. La disponibilità a una massima trasparenza è stata evidentemente strumentalizzata. L’obiettivo è confrontarsi sem-pre, ma soprattutto evitare qualunque forma di strumentalizzazione in termini negativi“. C’è spazio anche per parlare delle violenze che i direttori di gara subiscono. (…) Ci sarà un riconoscimento speciale anche alla 17enne Valentina Zamburru, aggredita durante la gara di U17 sarda tra Nuova La Salle-Gioventù Sarroch, il 28 febbraio scorso. Su questo Gravina è durissimo: “Sulla violenza siamo intransigenti, abbiamo adeguato le norme, abbiamo impugnato numerose decisioni del giudice sportivo e mi dispiace riconoscerlo. Nel caso della ragazza abbiamo applicato il massimo della pena prevista, una sorta di ‘ergastolo’. È importante comunicare queste sanzioni, non accettiamo più ragazzi, calciatori e dirigenti che si sono macchiati di atti di violenza simili. La gravità è enorme. Come si può pensare che una persona di una certa età fratturi la mascella di una 17enne? È vergognoso. Dopo 3 o 4 anni di squalifica c’è la possibilità di chiedere la grazia al presidente federale… Io solo per averla rifiutata sono stato aggredito dai genitori e familiari. Ma come detto sono e sarò intransigente. Questa gente deve stare fuori dal mondo del calcio per sempre“.

(gasport)