IL TEMPO (G. TURCHETTI) – “È il momento di tornare a far capire agli avversari cosa significa il fattore campo e cosa vuol dire venire a giocare all’Olimpico“. L’appello lanciato nei giorni scorsi dalla Curva Sud è stato raccolto da tutto lo stadio. Bandiere giallorosse hanno colorato ogni settore dell’Olimpico già a partire da due ore prima del fischio d’inizio. E’con il passare del tempo, l’atmosfera è diventata sempre più incandescente. A prendersi la scena, poi, è stata la Curva Sud con una scenografia da urlo mostrata pochi istanti prima che l’arbitro Kovacs fischiasse l’inizio del match. Migliaia di cartoncini gialli, rossi e bianchi sono comparsi nel settore più caldo dell’Olimpico per fare da sfondo alla Lupa – formata con i cartoncini di colore nero – rappresentata al centro della curva. Un’atmosfera difficile da rintracciare in giro per l’Europa. Lo spettacolo offerto dal popolo romanista non è passato inosservato neanche nel settore ospiti, dove tra gli oltre tremila tifosi del Bologna sono spuntati diversi cellulari per immortalare il momento. A gustarselo, sugli spalti dell’Olimpico, anche il vicepresidente giallorosso Ryan Friedkin. Fin da subito, i 63.991 tifosi presenti allo stadio hanno spinto, tra cori e applausi, la squadra di Gasperini. Alzando i decibel soprattutto nei momenti di difficoltà. Per-
ché l’uscita dal campo di Koné per infortunio e la rete realizzata da Rowe nell’arco di due minuti rischiavano di rappresentare un doppio colpo del ko. L’intensità non è diminuita al rientro in campo dopo l’intervallo, accompagnando la rimonta degli uomini di Gasp. E prima dell’inizio dei supplementari, tutto lo stadio ha intonato l’inno. Oggi, intanto, sarà una giornata importante per capire le condizioni di Koné, uscito malconcio dal campo dopo venti minuti per un problema muscolare. Il centrocampista francese difficilmente sarà a disposizione domenica per la sfida con il Lecce e rischia di saltare anche gli appuntamenti con la nazionale francese. Soulé, invece, inizia a vedere la luce in fondo al tunnel. L’argentino potrebbe tornare ad allenarsi in gruppo a metà della prossima settimana.
Autore: AlessandroLM
Nuovo stop per Koné: salta la sfida di Lecce. Oggi gli esami per valutare la gravità
Il caso Manu Koné. All’andata con il Bologna (…) era finito in tribuna. Tornato a Roma il giorno dopo, sulla sua gestione c’era stato un dissidio tra Gasperini e lo staff medico. Il tecnico voleva utilizzarlo nel match con il Como ma i dottori frenavano. L’allenatore l’ha avuta vinta e lo ha mandato in campo: non una buona prestazione quella del francese. Per il ritorno con il Bologna era in bilico, rischiato la sua partita è durata meno di venti minuti per un problema muscolare. (…) Con ogni probabilità salterà la gara di domenica contro il Lecce e sfrutterà la sosta per le nazionali per recuperare. Da vedere se riuscirà a rientrare a Pasqua nella sfida con l’Inter.
(corsera)
Gasperini stavolta accusa il colpo “Visto il meglio e il peggio di noi”
La notte è buia per Gasperini. La competizione che due anni fa lo aveva portato sul tetto d’Europa ieri sera gli regala una cocente eliminazione. Sono cinque le gare di fila senza vittorie e la difesa continua a scricchiolare. Per la prima volta in stagione sono quattro i gol subiti e alcuni svarioni hanno pesato: “È stata una gara avvincente e ne usciamo con rammarico. Abbiamo visto il meglio e il peggio. I meglio quasi in tutto il match, il peggio nei gol che abbiamo preso.
Abbiamo fatto delle belle cose contro una squadra forte, un peccato aver fatto questi errori. I fischi? Sono dettati dalla delusione di essere usciti non per la prestazione dei giocatori. La partita è stata condizionata da queste disattenzioni anomale e grossolane. Per il resto la squadra ha fatto bene. Siamo stati straordinari per certi aspetti ma il risultato determina tutto. In questa partita siamo stati superiori all’avversario in tanti aspetti ma l’abbiamo buttata via e sono stati bravi ad approfittarne“. Gli errori sono stati determinanti, ma il tecnico non vuole parlare di stagione finita: “I risultati dicono che abbiamo frenato, ma ci sono state le gare con Napoli e Juve oltre a quella di questa sera dove abbiamo giocato bene. C’è stato qualche episodio non felice. La Roma può puntare ancora alla Champions? Deve assolutamente riportare l’attenzione sul campionato, ci sono ancora 9 partite“. Domenica c’è il Lecce e l’obiettivo è rialzarsi subito. Ancora una volta le poche pedine a disposizione di Gasperini hanno inciso. L’emergenza continua e si è fermato anche Koné per un problema al flessore. Oggi gli esami strumentali. (…) L’unica buona notizia è che ci sarà la pausa nella quale avrebbe dovuto partecipare alla mini-tournée con la Francia per sfida il Brasile di Wesley e la Colombia. “Nei supplementari c’era tanta fatica, soprattutto in difesa. Loro hanno messo tre attaccanti freschi. Non era facile“, ha detto il tecnico che ha poi aggiunto: “Se ti mancano 4/5 giocatori nello stesso reparto è evidente che soffri. Nonostante questo, abbiamo trovato un Malen straordinario rispetto al girone d’andata, ma lì avevamo più soluzioni. In questo momento, anche pensando al Como, non ho molto da recriminare ai miei calciatori. Hanno fatto una prestazione di livello. Il problema dell’attacco ce lo trasciniamo da inizio anno. C’è sempre la speranza di tare qualcosa in fase offensiva ma poi per un motivo o per un altro non si è mai riusciti“. A proposito di attacco: tra le note positive c’è sicuramente il baby Robinio Vaz (…): “E un ragazzo giovanissimo e che ha bisogno di crescere. Poi ci sono mancati giocatori dal peso notevole“. Domenica, però, ci saranno sempre gli stessi. Anche per Soulé il recupero è rimandato a dopo la sosta.
(Il Messaggero)
Illusione Roma, troppi errori e addio Europa
A nove minuti dalla fine del secondo supplementare: il Bologna affonda la Roma sul più bello, quando le forze erano ormai finite. E’ stata una lotta lunga, fino all’ultimo respiro. La Roma è andata sotto, ha rimontato due gol, ha rischiato anche di vincerla e l’ha persa, per due distrazioni. Ciao ai sogni d’Europa, va avanti il Bologna, che troverà ai quarti l’Aston Villa. Non sono bastati un grande Pellegrini, il solito Malen, il volenteroso Vaz e un Olimpico pieno di amore e di bandiere. (…) Il tecnico aveva poco da inventarsi per questa partita, gli assenti sono tanti e la squadra in una condizione mentale precaria: prova a giocarsela sulle certezze e sul calcio che conosce meglio e ha mostrato fino alla sfida con la Juve. A modo suo, insomma, oltre ogni limite. Aggressioni continue, a partire dall’area avversaria, tutto ad alta velocità, almeno nelle intenzioni. (…) E il primo tempo, nonostante l’impegno, le corse continue e gli inseguimenti, la Roma finisce sotto. Rowe è una gazzella e Mancini lo soffre, sia se lo aspetta, sia se lo va a prendere alto; Bernadeschi è un marpione dal piede vellutato e gli basta poco per guardare in faccia la porta e spaventare Svilar. Pisilli parte trequartista per andare a marcare i difensori avversari e, appena Koné – dopo solo 19 minuti – si fa male (ci voleva pure que-sta, ma era proprio necessario rischiarlo?), si abbassa in linea con Cristante, con Pellegrini che va a prendere il posto nominalmente del francese. (…) Il gol subito è figlio di un contrasto perso di Mancini con Rowe (accese, le proteste romaniste), con quest’ultimo che fa secco Svilar dal limite dell’area. Alla Roma basta poco per riprendere vita: una punizione di Pellegrini si stampa sul palo e dal seguente angolo nasce la rete del pareggio, grazie a un colpo di testa del solito Ndicka, bravo pure su Castro, avversario complicato da tenere a bada. Nel finale di primo tempo il pasticcio lo commette El Shaarawy, che si inventa un fallo tanto inutile quanto grossolano in area su Zortea.
Bernardeschi segna dal dischetto 1-2, proprio sul calare della prima frazione. La Roma, nella ripresa, prova subito a reagire, ma si vede che là davanti non funziona. (…) Gasp prova inserendo Robinio Vaz al posto di El Shaarawy. Ma dopo un minuto, Castro segna il terzo gol del Bologna, approfittando di un disastro difensivo firmato Cristante-Ndicka, e i giochi sembrano fatti. Sembrano. (…) Il francesino, un po’ ingenuo, un po’ sgraziato, lotta su ogni palla (fa ammonire Lucumi) e fa in pieno la sua parte: dopo aver tentato un tiro goffo verso la porta di Ravaglia, si procura un rigore (spinta di Freuler), che proprio Malen trasforma e riaccende l’Olimpico. Pellegrini sfiora il tre a tre con un’altra punizione, stavolta è bravo Ravaglia a volare sul lato giusto. Ma non ci arriva, il portiere del Bologna, al minuto 80 sul sinistro velenoso che manda la palla all’angolino per il 3-3. Il tecnico del Bologna, Italiano, ha più carte da giocarsi e con Orsolini, Cambiaghi e Dallinga (più Casale) perde in qualità ma almeno rinfresca un po’ la squadra, mentre la Roma non ne ha più. (…) Entra El Aynaoui al posto di Pisilli, che aveva corso per tre. E infine Zaragoza, prende il posto di Celik. Ma lo sparo finale di Cambiaghi (su errore di Ndicka), colpisce il grande cuore della Roma, che ora rimane solo con la flebile speranza di raggiungere il quarto posto.
(Il Messaggero)
Cambiaghi come Vavra. Roma fuori dall’Europa
Era il 19 marzo 1996 quando il gol di Vavra spense i sogni europei della Roma. Una serata che ha fatto storia nel racconto romanista. (…) Ieri sera non c’era lo Slavia Praga e neanche il centrocampista ceco. Ma esattamente trent’anni dopo è stato il Bologna di Italiano ad eliminare i giallorossi dagli ottavi di finale di Europa League. Grazie al gol ai supplementari di Niccolò Cambiaghi. Che nel 1996 non era neanche nato, ma riporta i tifosi giallorossi indietro nel tempo. Un panchinaro che entra, segna e spegne i sogni di rimonta della Roma. (…) La Roma perde 4-3 dopo una rimonta emozionante dal 3-1, in una partita che è stata un’infinita altalena di emozioni. Dal baratro scavato da Bernardeschi, Castro e Rowe, all’esaltazione firmata Malen e Pellegrini. Poi la doccia freddissima dell’attaccante del Bologna. Gasp dopo la Coppa Italia è eliminato anche dall’Europa League. Ora per la sua Roma rimane solo il campionato e la rincorsa a quel quarto posto distante tre punti. (…) Un cammino difficile per una squadra che anche contro il Bologna, nonostante il cuore, ha dimostrato ancora una volta la sua fragilità difensiva – 12 gol subiti nelle ultime 5 partite. L’attacco è spuntato e in costante emergenza, dietro si balla troppo. (…) La nota positiva? Robinio Vaz, protagonista della rimonta giallorossa nei tempi regolamentari. Prima conquistando il rigore e poi servendo l’assist per il gol di Pellegrini. (…) Appuntamento a domenica pomeriggio contro il Lecce, per iniziare la rincorsa a Como e Juventus. (…)
(La Repubblica)
Game over Roma
IL TEMPO (L. PES) – Notte amara all’Olimpico. La Roma va sotto, rimonta, spera ma poi cade al 111′ minuto dell’extra-time lasciando il passaggio del turno al Bologna di Italiano. Per il secondo anno consecutivo l’Europa League termina agli ottavi di finale, con una rimonta rovinata da un Bologna che nel complesso ha avuto più soluzioni dei giallorossi, da subito sembrati a corto di energie. Gasperini ritrova la difesa titolare e conferma El Shaarawy in trequarti con Pisilli, col ritorno della coppia mediana Cristante–Koné. Ma la partita del francese non dura nemmeno venti minuti a causa di un problema muscolare, al suo posto Pellegrini che si alza sulla trequarti. Passano due minuti e il Bologna va in vantaggio con un gran gol di Rowe che trafigge Svilar all’incrocio dei pali. Protesta la Roma per un blocco dell’inglese su Mancini che poi non può seguirlo in marcatura ma arbitro e Var confermano. I giallorossi reagiscono e sfiorano il vantaggio con una bella punizione di Pellegrini che si spegne sul palo. Poco dopo però, sempre dai piedi del numero sette, N’Dicka di testa trova il quinto gol della sua stagione e il momentaneo pari. La squadra di Gasp ora sembra aver portato la gara dalla sua parte. Occasioni per Pisilli e Malen che però non impegnano Ravaglia. Sul finire del primo tempo, però, arriva la beffa: El Shaarawy perde il duello con Zortea e poi ingenuamente lo sbilancia, seppur con un tocco lieve e fortuito. Kovacs non ha dubbi e assegna il rigore che Bernardeschi trasforma spiazzando Svilar. Si va a riposo con il Bologna in vantaggio. La prima carta di Gasperini nella ripresa è Robinio Vaz al posto di un El Shaarawy poco brillante. Ma dopo pochi secondi altro errore grossolano della difesa giallorossa: prima Cristante si fa rimontare da Rowe, poi N’Dicka gli lascia il pallone che finisce sul destro di Castro che batte Svilar per la terza volta e manda in estasi i rossoblù e all’inferno la Roma. Il giovane attaccante francese si conquista il rigore che riapre la partita a poco più di venti dalla fine. Palla verticale di Pellegrini e Vaz bravo a prendere posizione su Freuler che lo stende. Dal dischetto Malen gela Ravaglia e l’Olimpico si rianima. L’olandese con un’azione individuale si guadagna un’ottima punizione che Pellegrini calcia ancora una volta bene, ma c’è Ravaglia. È la serata del classe 2007 e lo dimostra anche l’azione che porta al pareggio firmato Pellegrini. In profondità Robinio
scappa sempre e l’assist un po’ maldestro per il centrocampista è vincente: palla all’angolino e 3-3. L’Olimpico è una bolgia. L’occasione per chiudere il discorso ce l’ha Freuler al 91′ mala sua conclusione è debole e facile per Svilar. Non bastano novanta minuti, si va ai supplementari. Sul finire del primo tempo supplementare esce uno stanco Pisilli per El Aynaoui, solo il terzo cambio di Gasp in 105 minuti. C’è anche spazio per Zaragoza, inserito nel finale a tutta fascia al posto di Celik. Poco dopo arriva la doccia gelata per la Roma a dieci minuti dal termine. Palla profonda e gioco a due Dallinga-Cambiaghi con quest’ultimo che batte Svilar sul primo palo. Bologna di nuovo in vantaggio.
Contatto finale tra Vaz e Lucumì che però non è falloso. Si chiude così la stagione europea della Roma, eliminata dal Bologna ai supplementari dopo una rimonta tutto cuore. Adesso ai giallorossi resta solo la rincorsa al quarto posto in campionato con Como e Juve che corrono e sono avanti. Si riparte sempre all’Olimpico domenica col Lecce, chissà con quali energie.
Una Coppa amarissima
La Roma non partecipa alla Champions da 7 stagioni.
Adesso ha solo il campionato per tornare nella manifestazione. Il Bologna l’ha spinta fuori dall’Europa League (4-3) dopo i supplementari. I Friedkin, con il vicepresidente Ryan in tribuna all’Olimpico, hanno avuto la soddisfazione di vedere i giallorossi protagonisti solo nelle prime quattro stagioni delle sei della loro gestione, raggiungendo sempre almeno le semifinali. (…) Con le due finali consecutive, entrambe conquistate con Mou, la prima vinta a Tirana contro il Feyenoord (2022), conquistando la Conference, e la seconda persa a Budapest ai rigori contro il Siviglia che festeggiò in Europa League (2023). Ma nella stessa competizione, da due anni, esce in anticipo. Sempre agli ottavi, sia con Ranieri contro l’Athletic Bilbao (2025) che con Gasperini in questa stagione nel derby italiano contro il Bologna. (…) Pellegrini al ritorno entra prima del previsto. Si arrende presto Koné. Lorenzo si va a sistemare subito dietro Malen. Da regista offensivo. E lì, lascerà il segno. Pellegrini entra e, dopo appena due minuti, il Bologna passa per la prima volta in vantaggio. Gol di Rowe proprio sotto la Sud. Lorenzo, però, è in serata. La punizione è dalla distanza. Calcia lo stesso in porta. Ravaglia vola inutilmente. Ma la palla si stampa sotto l’incrocio dei pali. Pochi secondi e si ritrova a battere il calcio d’angolo sotto la Monte Mario, lato Curva Nord. La pennellata chic va a disegnare la traiettoria più precisa per la testa di Ndicka che firma il pari e va a esultare con l’ex capi-tano, indicandolo al pubblico e riconoscendogli il merito della rete. Bernardeschi, però, trasforma il rigore per il nuovo vantaggio rossoblù. La Roma, rientrata in campo per la ripresa, crolla all’improvviso. Segna anche Castro, dopo l’ennesima gaffe difensiva, Cristante e Ndicka si addormentano. Sembra finita. Ma Pellegrini si accende di nuovo su punizione. Ravaglia respinge. La Roma cresce. Vaz, la seconda sostituzione di Gasperini, conquista il rigore. Ci pensa Malen. C’è un’altra rete da recuperare. Vaz a rimorchio per Lorenzo che piazza il destro per il pari che fa impazzire l’Olimpico. Poi il recupero decisivo su Orsolini nel supplementare. Non basta. Cambiaghi per il nuovo sorpasso e la conseguente eliminazione. Ai quarti va il Bologna, alla Roma restano i fischi dell’Olimpico.
(corsera)
Ryan in tribuna si gode la Sud. Una Lupa e 60mila bandiere
Notte di sogni, di coppe e di campioni canta Venditti e la serata di ieri è una di quelle che vale la pena di vivere allo stadio. La Curva Sud aveva chiesto una bolgia e il pubblico romanista ha risposto presente. (…) La scenografia della Sud è da urlo: un insieme di bandierine rosse, bianche, gialle e nere che formano la lupa al centro del settore più caldo del tifo. (…) Manu Koné viene ripreso dalle telecamere a fissare per diversi secondi lo show sugli spalti. In tribuna anche Florenzi che con il telefonino riprende i suoi ex tifosi. Presente anche Ryan Friedkin che mancava allo stadio dal 25 gennaio, giorno della sfida contro il Milan. Intorno a fare da cornice alla coreografia migliaia di bandiere giallorosse per ricreare l’atmosfera magica vista appena un anno fa contro l’Athletic Club. Il pubblico è quello delle grandi occasioni: oltre 63.000 spettatori (di cui 3mila ospiti arrivati da Bologna) che porta al settantanovesimo sold out dall’era Friedkin. In Nord uno striscione per suonare la carica: “Orgoglio e vanto di un’eterna storia. Conquisteremo un’altra vittoria“. Prima del fischio d’inizio anche l’ovazione per Zago. (…) Un colpo d’occhio degno di una partita di Champions, competizione che Gasperini spera di tornare a giocare il prima possibile.
(Il Messaggero)
Bologna capitale, un’altra festa a Roma. Gasp, l’ultima beffa
Una si doveva fare male, non si può essere felici insieme, questo turno di coppa non lasciava spazio per tutte e due. E la strada della gioia l’ha trovata il Bologna dopo una partita lunghissima, intensa, ricca di emozioni gol ed episodi: (…) un bel manifesto per il calcio italiano. Se la Serie A fosse sempre questa ci divertiremmo di più. Allora, palla in mezzo e vinca il migliore. Ma solo dopo i titoli di coda. Ai supplementari, così fa più male. O fa godere di più, dipende, la felicità è nei dettagli. E il dettaglio è il gol di Cambiaghi al minuto 111. Il Bologna aveva dominato e controllato la partita per larga parte con il talento e la qualità del suo tridente magnifico, Bernardeschi, Rowe, Castro, non a caso tutti e tre in gol, che stava strapazzando una Roma a tratti imprecisa, confusionaria, ma che ha avuto il grande merito nelle difficoltà di non rinunciare e di crederci. La squadra di Italiano è sempre andata in vantaggio, aveva chiuso il primo tempo sul 2-1, ha creduto sul 3-1 che fosse fatta. Finita. (…) L’ingresso di Robinio Vaz ha sparigliato e la Roma era riuscita a trovare il pari e portare la partita all’extra time. (…) Vaz ha avuto personalità, corsa, ha messo la struttura fisica, ha trovato profondità e giocate per cambiare una partita che sembrava persa con troppo anticipo. Ha dato il suo enorme contributo sull’1-3 guadagnandosi il rigore che Malen ha realizzato e ha dato il via all’azione del 3-3 di Pellegrini che ha portato le squadre ai supplementari. Ma non è bastato, (…) il Bologna ha avuto il merito di trovare la rete della gioia.
Per la squadra di Italiano, che all’Olimpico dieci mesi fa vinceva la Coppa Italia, l’Europa si conferma sempre un posto speciale. (…) La Roma doveva salvare la stagione, usare Europa League per dimenticare il marzo terribile, la rimonta clamorosa subita con la Juventus, le sconfitte con Genoa e Como, il quarto posto perso, ma il piano di scorta non ha funzionato e alla fine la Curva Sud ha respinto i giocatori giallorossi, contestandoli. Restano tanti, troppi però. La solidità difensiva non è più un punto di forza. Malen è un attaccante solitario. C’è poca qualità: tanti problemi e una stagione mezza finita. Ci sarà tempo per rifletterci senza coppe.
(La Repubblica)
Bologna maratoneta del gol. Sfratta la Roma dall’Europa
Se metti insieme le parole Bologna e Olimpico viene fuori per forza qualcosa di buono. Un anno fa la Coppa Italia alzata al cielo dopo 51 anni, stavolta una qualificazione meritata ai quarti di Europa League, potenza di un gol di Cambiaghi nel secondo tempo supplementare quando ormai i rigori parevano lo scenario più probabile. E invece no. E invece il derby è del Bologna, ai quarti ci va Vincenzo Italiano che il 9 e il 16 aprile affronterà l’Aston Villa. (…) 120′ pazzi, in cui il Bologna s’è visto rimontare dal 3-1. Ma i rossoblu non hanno mai perso il filo del gioco, hanno sempre seguito lo spartito suggerito e studiato a tavolino. Non si può dire lo stesso della Roma, che si è aggrappata ai cuore per arrivare oltre il 90′, ma è stata a lungo in difficoltà tecnica e tattica. E la sconfitta ora rischia di segnare in negativo il percorso di Gian Piero Gasperini. (…) La parola fallimento è forse prematura, ma certo le frizioni interne al club adesso sono destinate ad aumentare. Nel primo tempo il Bologna ha giocato la partita che voleva, “basso” il giusto per intrappolare Malen e per poi distendersi in contropiede che è una meraviglia. E la Roma non ha tamponato mai le ferite, è andata in difficoltà sui tagli verso il centro di Rowe da una parte e di Bernardeschi dall’altro, mentre Castro impegnava nel lavoro sporco Ndicka. È così che è nato il primo gol del Bologna, con Rowe che sfondava dalle parti di Mancini e poi andava a chiudere centralmente nelle praterie di una difesa, quella giallorossa, che non è più quella di un tempo. (…) Ma i disastri difensivi della Roma non erano mica finiti, il fallo da rigore commesso da EI Shaarawy è un regalo che Bernardeschi ha scartato assai volentieri. Come a Natale, aspetta che ne arriva un altro: siamo al secondo tempo, Cristante e Ndicka di fatto hanno «costruito» il 3-1 del Bologna. Poi sono entrati in gioco gli allenatori.
Gasperini s’è giocato la carta Vaz passando alle due punte: Malen meno solo, Lucumi e Vitik a quel punto più impegnati e la scintilla del giovane francese a procurarsi il rigore. Dall’altra parte Italiano ha invece scelto di rinunciare contemporaneamente a Castro e Rowe, i due migliori. Risultato? Bologna accartocciato e 3-3 di Pellegrini per i supplementari. Sforzo inutile, ci ha pensato Cambiaghi a staccare il biglietto per i quarti.
(corsera)