IL PUNTO DELLA DOMENICA – POLVEROSI: “Italiano ha sbagliato a cambiare il modulo…” – CARMELLINI: “La Roma resta in scia, ma occhio alla Lazio che potrebbe rubarle il posto”

La Roma esce dal Dall’Ara vittoriosa, con molti meriti, ma anche qualche demerito del Bologna e, soprattutto, di ItalianoIl Bologna ha sbagliato soprattutto perché il suo allenatore, per la prima volta da quando guida i rossoblu, ha deciso di cambiare sistema per mettersi sullo stesso piano del suo rivale. Ma la Roma è abituata a giocare con la difesa a tre, con un centravanti e due ali (o fac-simile) ai lati; il Bologna no, ha nella testa un altro tipo di movimento. Così è successo che con una semplice mossa (Malen arretrato con Soulé e Pisilli più avanti) Gasperini ha dato scacco matto a Italiano” scrive Albert Polverosi sulle colonne del Corriere dello Sport. Tiziano Carmellini de Il Tempo si è concentrato, invece sulle qualificazioni alle coppe europee, ricordando che, con la Lazio in finale di Coppa Italia, sarà importante arrivare più in alto possibile “Ma la Roma spera e intanto non molla, resta in scia ben sapendo che, con una finale di Coppa Italia ancora da giocare, sarà importante chiudere più in alto possibile. Chiaro che l’obiettivo era e resta la qualificazione alla prossima Champions League, alias il quarto posto, ma mai come quest’anno arrivare quinti potrebbe essere decisivo rispetto al sesto posto: normalmente entrambi qualificherebbero all’Europa League


Ecco i commenti di alcuni degli opinionisti più importanti della stampa, pubblicati sulle colonne dei quotidiani oggi in edicola.


A. VOCALELLI – GAZZETTA DELLO SPORT
La corsa per la champions è insomma ancora aperta. Almeno fino a questa sera, quando scopriremo cosa accadrà tra Milan e Juventus. Perché un successo rossonero e in fondo anche un pareggio, lascerebbero comunque la Roma in scia: con due o tre punti di vantaggio, i bianconeri non potrebbero sentirsi al sicuro.
Bisogna dare atto alla Roma di aver tenuto aperto più di uno spiraglio. (…) Magari perché la scelta di puntare su Gasperini, come si è sussurrato in queste ore, ha finito per accontentare anche la squadra. La Roma, più semplicemente, a Bologna ha recuperato Wesley, ha potuto contare sulla difesa titolare, ha capitalizzato la serata di grande ispirazione di El Ayanoui e soprattutto si è identificata per l’ennesima volta in FenomeMalen, per fare un gioco di parole. (…) Dalla corsa Champions, naturalmente, non bisogna escludere neppure il Como, che oggi proverà a restare a braccetto della Roma. Il suo impegno non è però per nulla facile, contro il Genoa di De Rossi. Che, sempre al di là della letteratura, giocherà per sé e solo indirettamente per fare magari un favore alla “sua” Roma. Potrà magari ripensare alla sua avventura giallorossa finita in tempi così brevi – per qualche divergenza sul mercato – rispetto alla centralità che Gasp ha conquistato. Cambiano i tempi e a volte, anche nel calcio, bisogna avere la fortuna di capitare al posto giusto – e quello per DDR era l’ideale – ma anche al momento giusto. Questo, però, è un altro discorso.


A. POLVEROSI – CORRIERE DELLO SPORT
Atterraggio morbido, con tanto di applausi dei passeggeri, dopo le terribili turbolenze in alta quota. Alla Roma serviva una partita così, con una vittoria così. (…) La squadra ha seguito alla lettera l’invito della sua gente e a Bologna ha giocato una partita seria dall’inizio alla fine. All’inizio l’ha vinta, alla fine l’ha gestita. Quello che è successo a Roma in queste due tafazziane settimane lascerà una lunga scia di veleni, ma una risposta del genere aiuta. (…) La Champions non è scappata, il Como è sotto di tre punti e questo pomeriggio gioca a Marassi contro il Genoa di De Rossi, la Juve è sopra di due e stasera gioca a San Siro contro il Milan. Può ancora succedere. Il Bologna ha sbagliato tutto il primo tempo, ovvero i 45 minuti in cui si è deciso la partita. (…) Il Bologna ha sbagliato soprattutto perché il suo allenatore, per la prima volta da quando guida i rossoblu, ha deciso di cambiare sistema per mettersi sullo stesso piano del suo rivale. Ma la Roma è abituata a giocare con la difesa a tre, con un centravanti e due ali (o fac-simile) ai lati; il Bologna no, ha nella testa un altro tipo di movimento. Così è successo che con una semplice mossa (Malen arretrato con Soulé e Pisilli più avanti) Gasperini ha dato scacco matto a Italiano. (…) I demeriti del Bologna sono stati evidenti, però mai pari ai meriti della Roma e soprattutto di quel fenomeno di centravanti. Malen è un libro da portare a Coverciano: leggete le sue pagine e capirete come deve giocare un centravanti. Certo, il gol e l’assist di esterno lo eleggono come migliore in campo, ma sono i suoi movimenti che ogni giovane centravanti dovrebbe imparare a memoria. Sotto questo aspetto a noi ricorda Alberto Giardino ai tempi del Parma, della Fiorentina e della Nazionale: nei movimenti era un maestro. E poi, guarda un po, anche uno del mercato di Massara è stato protagonista al Dall’Ara, il marocchino El Aynaoui, pure per lui gol e assist e grande prestazione. Questione di feeling… (…) In ogni caso c’è da scommettere che da qui alla fine Italiano non si ripresenterà più con la difesa a tre. Non è roba sua.


T. CARMELLINI – IL TEMPO
Serviva un segnale e dopo lo show societario al quale
abbiamo assistito nei giorni scorsi, la squadra ha risposto sul campo dimostrando di essere riuscita a restar fuori dalla «rissa». Non c’è stato nemmeno bisogno di schierarsi perché la diatriba è volata molto più alta delle teste dei calciatori rimasti fuori del round a porte aperte tra l’ormai ex senior advisor e il tecnico giallorosso. La parola fine in realtà era stata scritta dagli stessi interpreti, ma c’era il timore che lo scossone potesse disturbare questo finale di stagione che lascia ancora tutto aperto. Certo, la Juve rimane due punti avanti e stasera se la dovrà vedere contro il Milan: non certo una passeggiata… anzi. Ma la Roma spera e intanto non molla, resta in scia ben sapendo che, con una finale di Coppa Italia ancora da giocare, sarà importante chiudere più in alto possibile. Chiaro che l’obiettivo era e resta la qualificazione alla prossima Champions League, alias il quarto posto, ma mai come quest’anno arrivare quinti potrebbe essere decisivo rispetto al sesto posto: normalmente entrambi qualificherebbero all’Europa League. Quest’anno invece, qualora la Lazio vincesse la Coppa nazionale, i posti rimanenti per I’Europa League non sarebbero più due ma uno solo e, automaticamente, il sesto classificato in campionato andrebbe a giocare «solo» la Conference League. Per i giallorossi sarebbe un doppio smacco: fuori dalla seconda competizione europea, e per giunta per mano della Lazio. Un incubo che i tifosi della Roma non vogliono nemmeno prendere in considerazione. Alla Roma restano quindi quattro partite per provare il colpaccio e comunque (ipotesi al ribasso) lasciare dietro il Como che oggi se la vedrà con De Rossi: i giallorossi si aspettano una mano anche da lui.

I VOTI DEGLI ALTRI – Malen “semplicemente imprendibile”, El Aynaoui “esplosività fisica e buona prestazione”. Wesley “bentornato”, Gasperini “torna a sorridere”

Un buon primo tempo nel segno di Malen (che va vicino al gol almeno altre due volte) ed El Aynaoui basta alla Roma per passare al Dall’Ara, il Bologna, sconfitto 2-0 prova a rispondere nel secondo tempo, senza però creare troppi problemi ai giallorossi (pericolosa solo con la traversa di Orsolini), che non creano più nulla, ma gestiscono la partita. Nonostante la grande prova di Wesley ed El Aynaoui il migliore è sempre lui, il trascinatore dei giallorossi in questa seconda parte di stagione, Donyell Malen (7.71)Difficile aggiungere altro: è da quattro mesi in Italia ma nessuno ha capito ancora come arginarlo. E lui continua a segnare: con quello di ieri sono 11 in campionato. Potevano essere 12 con un’azione fotocopia ma davanti a Ravaglia spreca due volte: prima tirando a lato e poi, con il sinistro, facendosi contrastare il tiro da Heggem. Una notizia anche questa. Per rifarsi regala l’assist del 2-0 a El Aynaoui (con l’azione che era partita a metà campo sempre grazie ad un suo tocco). Semplicemente imprendibile” (Il Messaggero). Grande prestazione anche quella di Neil El Aynaoui (7.28), il marocchino torna quello della prima parte della stagione e, dopo l’assist per Malen, segna anche il gol del 2-0 sempre su assist dell’olandese “Ottima la giocata con cui propizia il gol di Malen e puntuale il taglio sul quale l’olandese restituisce il favore che gli permette di appoggiare in rete da pochi passi. Quando mette in mostra l’esplosività fisica fornisce sempre delle buone prestazioni” (Il Tempo). Un altro uomo chiave per la Roma di Gasp è proprio lui, Wesley (7.21), l’esterno brasiliano che, pur non entrando nel tabellino, ha inciso in entrambi i gol “Rientra dopo un mese, gli avversari provano subito a intimidirlo e viene preso di mira due volte in 6 minuti: nella seconda però ha già avviato l’azione del vantaggio. Così come a fine tempo entra in quella del raddoppio.
Dopo l’intervallo resta più sulle sue ma può aiutare dietro. Bentornato
” (Il Romanista). Nonostante la settimana difficile, mister Gian Piero Gasperini (7.00) riesce a tenere concentrati ed applicati i suoi, grande primo tempo e speranza Champions ancora viva “Ecco la sua Roma, quella bella, energica, veloce, pimpante. Una Roma che in trasferta mancava da gennaio e che vuole giocarsela fino alla fine per la Champions. E Gasp, dopo settimane
difficili per le vicende societarie, adesso può tornare a sorridere pensando al campo
” (Corriere dello Sport).


MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, Il Romanista)

Svilar 6.35
Mancini 6.57
Ndicka 6.50
Hermoso 6.14
Celik 6.00
Cristante 6.42
El Aynaoui 7.28
Wesley 7.21
Pisilli 6.50
Soulé 6.07
Malen 7.71

Rensch 6.14
Ghilardi 6.07
Vaz 6.00
Dybala 6.00
Ziolkowski s.v.

Gasperini 7.00


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 6.5
Mancini 6.5
Ndicka 6
Hermoso 6
Celik 5.5
Cristante 6.5
El Aynaoui 7.5
Wesley 7
Pisilli 7
Soulé 6
Malen 7.5

Rensch 6
Ghilardi 6
Vaz 6
Dybala s.v.
Ziolkowski s.v.

Gasperini 7


IL MESSAGGERO

Svilar 6.5
Mancini 6.5
Ndicka 6.5
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 6.5
El Aynaoui 7
Wesley 7
Pisilli 6
Soulé 6
Malen 7.5

Rensch 6
Ghilardi 6.5
Vaz 6
Dybala s.v.
Ziolkowski s.v.

Gasperini 7


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 6.5
Mancini 7
Ndicka 7
Hermoso 6.5
Celik 6.5
Cristante 6.5
El Aynaoui 7.5
Wesley 7.5
Pisilli 7
Soulé 6
Malen 8

Rensch 6.5
Ghilardi 6
Vaz 6
Dybala s.v.
Ziolkowski s.v.

Gasperini 7.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 6
Mancini 6.5
Ndicka 6.5
Hermoso 6.5
Celik 6
Cristante 7
El Aynaoui 7.5
Wesley 7
Pisilli 6.5
Soulé 6
Malen 8

Rensch 6
Ghilardi 6
Vaz 6
Dybala s.v.
Ziolkowski s.v.

Gasperini 7


LA REPUBBLICA

Svilar 6
Mancini 6.5
Ndicka 6.5
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 6
El Aynaoui 7
Wesley 7
Pisilli 6
Soulé 6.5
Malen 7

Rensch 6
Ghilardi 6
Vaz 6
Dybala s.v.
Ziolkowski s.v.

Gasperini 6.5


IL TEMPO

Svilar 6.5
Mancini 6.5
Ndicka 6.5
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 6.5
El Aynaoui 7.5
Wesley 7
Pisilli 6.5
Soulé 6
Malen 8

Rensch 6
Ghilardi 6
Vaz 6
Dybala 6
Ziolkowski s.v.

Gasperini 7


IL ROMANISTA

Svilar 6.5
Mancini 6.5
Ndicka 6.5
Hermoso 6
Celik 6
Cristante 6
El Aynaoui 7
Wesley 6.5
Pisilli 6.5
Soulé 6
Malen 8

Rensch 6.5
Ghilardi 6
Vaz 6
Dybala s.v.
Ziolkowski s.v.

Gasperini 7

Il tecnico non molla: “Non ci date per spacciati, non siamo mica morti”

Non dateci per spacciati, non siamo mica morti“. Per Gasp, questo successo di Bologna, non va vissuto come un post gita di fine stagione, ma un piccolo trampolino verso la speranza. Non è il momento dei rimpianti, (…) ma se la Roma è scesa – al momento – dal quartetto delle pretendenti alla Champions, ha solo una spiegazioni. “tanti infortuni. E non solo per la quantità, ma per la loro durata. Ci sono calciatori che sono mancati per trenta quaranta giorni, altri che in pratica non ho quasi mai visto. Non è stato facile. Le partite chiave sono state le sconfitte di Genova e Como“. Quattro gare da vincere, poi si vedrà: c’è tempo per i conti. “Dobbiamo crederci. Stiamo recuperando giocatori importanti e nelle con dizione di fare dei primi tempi come abbiamo fatto qui a Bologna. Nel secondo, invece, abbiamo fatto un po’ di fatica e su quello dobbiamo migliorare“. Gasp sembra aver trovato la serenità. (…) “I ragazzi si allenano bene dall’inizio dell’anno, mi hanno sempre seguito. Sono mesi che lo ripeto e li ringrazio di questo. Se abbiamo la possibilità di recuperare qualche calciatore in più saremo maggiormente competitivi. La settimana è stata movimentata fuori da Trigoria, ma dentro è stata come sempre. Malen? Ha alzato molto il livello del gioco, così come Wesley“. Ora sta a Gasp alzarlo il livello della squadra per il prossimo anno. (…) “lo ho delle idee, ho responsabilità tecniche. Solo quelle e magari è giusto che venga accontentato. Al centro della Roma ci sono la società e i tifosi. E una cosa indissolubile. Ringrazio molto la società che ha sempre dimostrato grande fiducia e voglia di farmi lavorare qui. Io mi devo preoccupare di questo e non di altre cose. E un club potente che può fare grandissime cose. Mi auguro di dare un grande contributo sotto l’aspetto tecnico insieme a chi lavora nella società“. Elogi per Malen, per Wesley e anche per El Aynaoui. “E’ un ottimo ragazzo, sano, ha pagato il mese in Africa per la Coppa. Qui ha disputato un’ottima gara, peccato sia squalificato per la prossima con la Fiorentinа“. Parola ai due goleador Neil e Donyell: “È stato un anno di scoperta. E la prima volta che sono andato a giocare fuori dalla Francia. Imparo tutti i giorni in una squadra e un club incredibile. Lavoro per migliorare. L’assist? Cerchiamo di mettere Malen nelle migliori condizioni perché così abbiamo grandi possibilità di fare gol. Lui è incredibile“, le parole del marocchino. “Io a un passo dal record di Balotelli? Non lo sapevo, ne sono felice. Sto facendo bene, sono felice. Il Mondiale? Sono concentrato sulla Roma“, quelle dell’olandese.

(Il Messaggero)

Gasperini: “Pensiamo a vincerle tutte”

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – La comunicazione di Gasperini non cambia. Tutto ciò che non riguarda il campo, non gli interessa. “La settimana è stata movimentata fuori da Trigoria, ma dentro è stata come sempre – ha affermato il tecnico ai microfoni di Dazn -. Al centro della Roma ci sono la società e i tifosi. E una cosa indissolubile. lo sono un professionista e mi occupo della parte tecnica. La proprietà mi ha sempre dimostrato grande fiducia e voglia di farmi lavorare con la Roma dal primo giorno. Non mi devo preoccupare di altre cose. E una società potente che può fare grandissime cose e mi auguro di dare un grande contributo sul olano tecnico“. E Gasperini ha già una visione chiara per il futuro: “Le dinamiche di mercato non sono facili, ma ho delle idee su come alzare il livello. Se ho delle responsabilità tecniche, è giusto che io venga accontentato“. Le tensioni interne non hanno minato l’equilibrio del gruppo: “Non è stato difficile preparare la partita perché i ragazzi si allenano bene da inizio anno, mi hanno sempre seguito dal primo giorno. Stiamo recuperando giocatori importanti e dobbiamo credere di poter vincere ogni partita“. A Bologna, El Aynaoui è tornato sui livelli della prima metà di stagione, mentre Malen, ormai, non è più una sorpresa. “Malen ha alzato decisamente il livello del gioco – ha dichiarato il piemontese – El Aynaoui ha fatto molto bene fino a dicembre, poi ha sicuramente pagato la Coppa d’Africa. È un ragazzo sano, molto positivo e ha fatto un’ottima gara».
Undicesimo gol per Malen, ad una marcatura di distanza dal diventare, insieme a Balotelli, il giocatore approdato in Serie A a gennaio ad aver segnato più gol. “Spero di continuare così – ha ammesso l’olandese – Il Mondiale è un grande torneo, ma ora sono concentrato sulla Roma“. Prima gioia in Serie A per El Aynaoui, che salterà la Fiorentina per squalifica: “È stato un anno di scoperta, ma a Roma sto bene. Lavoro tutti i giorni per migliorare“.
Il sogno Champions è difficilissimo, ma ancora vivo” secondo Cristante, che ha voluto salutare Ranieri: “È una grande figura e un grande allenatore. Non possiamo che dargli un grande abbraccio e ringraziarlo“. Da valutare le condizioni di Celik, uscito all’intervallo per un problema al flessore destro. I giallorossi si alleneranno questa mattina, prima di avere due giorni di riposo. Non ci sarà Gasperini, recatosi a Torino dalla famiglia, che rientrerà per la seduta di mercoledì pomeriggio.

Un poker per il dopo Massara

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Alla ricerca di un direttore sportivo «complementare», con il quale possa nascere il feeling sotto il piano tecnico. Quello che non è mai sbocciato, come rivelato dall’allenatore, tra Massara e Gasperini. Un binomio che non può più andare avanti. Il dirigente giallorosso era presente ieri al Dall’Ara, ma ha evitato di esporsi mediaticamente per non ricevere domande sul futuro. Anche se l’addio, ormai, è alle porte. A Houston, dunque, è partita la caccia alla nuova guida dell’area tecnica, perché l’appuntamento con il Settlement Agreement – il prossimo 30 giugno – è dietro l’angolo. Ma anche un’intera programmazione, tra rinnovi e nuovi acquisti, da effettuare per la stagione del centenario. Giuntoli, attualmente fermo dopo l’esperienza alla Juventus, è un candidato forte e gode della stima dell’allenatore. Un elemento certamente non secondario. Anche Fabio Paratici, tornato però in Italia a febbraio per un lungo contratto con la Fiorentina, ha un buon rapporto con Gasperini. A Trigoria troverebbe suo figlio Lorenzo, classe 2008 prelevato in estate in prestito dalla Sampdoria. Sullo sfondo D’Amico, che ha lavorato con Gasp all’Atalanta dal 2022, e Manna, attualmente in carica al Napoli, che difficilmente lo può liberare. In seconda fila Sogliano, in uscita dal Verona. La palla è in mano ai Friedkin che, alla soglia del centenario, non possono sbagliare.

La Roma ci crede

IL TEMPO (L. PES) – La Roma risponde. Lo fa sul campo dopo l’ennesima settimana di polemiche e ribaltoni societari battendo il Bologna al Dall’Ara e riavvicinando, almeno per una notte, la zona Champions. Decidono 1 gol di Malen ed El Aynaoui nel primo tempo, con i due protagonisti che si scambiano gli assist e trascinano la squadra di Gasp protagonista di un primo tempo di ottimo livello. Complice certamente un Bologna vacanziero che nella ripresa crea qualche grattacapo in più a Svilar, ma l’approccio dei giallorossi e decisivo per portare a casa tre punti che in trasferta mancavano da tre mesi. Anche a Bologna la Roma non vinceva da tempo, esattamente dal 2020 e ieri nel pomeriggio emiliano il gruppo ha dimostrato compattezza e serietà cercando di restare in corsa fino all’ultimo per il quarto posto con la Juve, che stasera se la vedrà col Milan a San Siro, ora distante due punti e col Como ora sesto a -3 e oggi di scena al Ferraris contro il Genoa di De Rossi. A rompere l’equilibrio ci pensa il solito Malen dopo appena sette minuti con l’undicesimo gol del suo campionato (a una sola rete c’è il record di Balotelli del 2013 come miglior marcatore del campionato arrivato a gennaio) propiziato dall’ottimo recupero di El Aynaoui che poi beneficerà del cross dell’olandese per firmare il suo primo gol del campionato. Tutto in quarantacinque minuti per la Roma che poi, nella ripresa, gestisce rischiando poco o nulla a parte un legno di Orsolini e una chance importante per De Silvestri al 90′. Gasperini è riuscito nell’intento di isolare la squadra preparando al meglio la partita. Il piemontese ritrova Wesley e lo schiera dall’inizio in un 3-4-1-2 con Pisilli a supporto della coppia Soulé-Malen e Cristante in mediana insieme ad El Aynaoui. Nella ripresa spazio anche per Rensch (al posto di Celik), Ghilardi, Vaz e il ritorno in campo di Dybala a tre mesi esatti dall’ultima gara ufficiale giocata. La Joya potrà sicuramente dare un contributo in queste ultime quattro gare vista anche la forma non brillante di Soulé che non ha ancora definitivamente superato i fastidi legati alla pubalgia. L’ancora alla quali giallorossi continuano ad aggrapparsi, ovviamente, si chiama Malen. Undici gol in quattordici presenze e un killer instinct da bomber di razza. Sarà lui l’arma in più fino alla fine della stagione e, soprattutto, per l’anno prossimo. Intanto l’obiettivo resta di essere fino all’ultimo minuto del campionato con il prossimo impegno che sarà lunedì 4 maggio all’Olimpico contro la Fiorentina, gara da non sbagliare prima del terzetto finale Parma, Lazio e Verona. Da Bologna la Roma di Gasp torna a casa con tre punti e 61 in classifica (miglior risultato alla 34ª dal 2018), ma non è ancora finita.

Malen vola, la Roma ora spera

La Roma batte il Bologna con un mese e mezzo di ritardo. C’è sempre Malen al centro del mondo giallorosso, un gol (potevano essere tre), un assist. (…) La squadra di Italiano è piuttosto spenta, non in grado di imporsi, insomma non è la stessa che ha segnato quattro gol all’Olimpico nel ritorno degli ottavi di Europa League e ha imposto il pari qui al Dall’Ara nell’andata; quella di Gasp sembra aver lasciato alle spalle le sue negatività tecniche e societarie. (…) Non si vedeva un successo in trasferta da Torino-Roma, 18 gennaio scorso, da quella sera quattro sconfitte e un pareggio, servono si per sperare ancora in un posto al sole nella prossima Champions (oggi la Juve, quarta a più due dai giallorossi è attesa dal Milan e il Como, a meno tre dalla Roma, con il Genoa a Marassi), ma soprattutto tornano utili per consolidare il piazzamento in Europa League, che per Gasp, visti gli obiettivi dichiarati da lui stesso, è un contentino, ma da queste parti siamo abituati. E’ una Roma pulita, seria, verticale, con la testa libera e le gambe un po’ pesanti. (…) Gasp sorride, è un nomo nuovo, pensa al calcio (cit) e recupera qualche pezzo importante per fare bella almeno una bella figura a Bologna: uno è Wesley, l’altro è Dybala, che inizialmente si siede in panchina, entrerà. Il brasiliano risulterà decisivo, e si sa, quando non c’è, ed è accaduto spesso ultimamente, la squadra è più prevedibile, ha meno inventiva, cambi di ritmo, poca corsa. Wesley entra nel primo e nel secondo gol, con due recuperi palla decisivi. (…) Un “sempre lui”, da quando la Fifa ha introdotto il calciomercato invernale, cioè dal 2001/02, solo un giocatore arrivato a gennaio ha segnato undici reti come Malen, Maxi López col Catania 2009/10, e solo uno ha fatto meglio, Balotelli, con dodici gol nel Milan 2012/13) e un “finalmente lui”, ovvero Neil, che abbiamo aspettato come Godot. I due segnano e si scambiano pure gli assist.
Gasp sceglie il marocchino e non una punta di ruolo (alzando Pisilli nella linea di Soulé), concedendogli in campionato la settima da titolare. E oggi cala solo il dubbio se, con il marocchino in campo con maggiore continuità (e fiducia), il tecnico avrebbe cresciuto un’alternativa credibile. (…) Il dubbio resterà appeso anche nella testa di Massara (oltre che del licenziato e infuriato Ranieri), il quale se ne andrà da sconfitto senza – almeno – aver commesso troppi guai. La Roma nella prima frazione segna due reti e se ne mangia almeno un altro paio: entrambe le volte con Malen, lanciato da Wesley, che prima, solo davanti a Ravaglia, scucchiaia fuori di poco, e poi – servito da Pisilli – si fa sporcare il tiro da Helland. La solita amnesia arriva in area di rigore della Roma e quella non manca mai: Hermoso e Ndicka lasciano il tiro a Orsolini, ma c’è Svilar in versione Superman. (…) Italiano prova a riaddrizzare il match con gli ingressi di Odgaard e Zortea, mentre Gasp risponde con Rensch per un affaticato (esce per precauzione) Celik. Il Bologna si sveglia un po’, Rowe sembra il calciatore che ha fatto la differenza negli ottavi di Europa League e da quella parte Rensch e Mancini vanno in apnea, infatti Gasp cambia marcature. Orsolini colpisce la traversa. Escono Hermoso e Soulè, per Ghilardi, che finisce sull’esterno inglese, e Vaz. (…) Il momento di Dybala arriva alla mezz’ora: Paulo tre mesi dopo, non con Malen ma al suo posto. (…) A Bologna si consuma qualche rimpianto, ma almeno la Roma va a casa con una vittoria. Che di questi tempi fa sempre bene.

(Il Messaggero)

Massara in silenzio, Dan riflette

La strada del silenzio, in questi tempi di decisioni drastiche che anticipano la prossima rivoluzione in casa Roma, dev’essere considerata la via più saggia.
Dopo le parole di Gasperini sul “feeling mai scattato”, Massara ieri ha preferito non replicare. A rilasciare l’intervista pochi minuti prima della sfida del Dall’Ara è stato ancora una volta il tecnico. La versione ufficiale del club è stata quella dell’alternanza: dovrebbe parlare una volta il ds e una volta il tecnico. (…) Così da poter evitare che il diesse si ritrovasse nelle condizioni di dover replicare al suo allenatore dopo giorni di polemiche e in seguito al licenziamento di Claudio Ranieri, e così è andata. Dando la propria opinione sulla sintonia che in teoria dovrebbe esserci tra guida tecnica e guida sportiva, e aggiungendo come questa non ci sia di fatto mai stata a Trigoria, Gasperini nella conferenza stampa di venerdì sembrava aver evidenziato il desiderio di costruire la squadra del futuro con un altro profilo al suo fianco. “Decide la società“, ha poi aggiunto, giusto per togliersi dall’imbarazzo di un discorso che avrebbe potuto comprometterlo. Ma è chiaro che i ripetuti dissidi con Massara (“solo questioni tecniche, niente di personale“) lo hanno portato a spiegare anche a Dan Friedkin la necessità di avviare un percorso differente. Gli americani (…) hanno già raccolto informazioni dettagliate su Giovanni Manna, il diesse del Napoli campione d’Italia con un passato alla Juve, dove ha lanciato e coltivato decine di talenti fuoriusciti dalla NextGen. È giovane (37 anni) e ha lavorato con i giovani, proprio quello che la Roma cerca nell’ottica di valorizzare gli under e tornare a un sano player trading. Anche se, va ricordato, pure Massara ha seguito sempre questa direzione. (…) Tra i ds sono molto apprezzati pure Sogliano del Verona e Giuntoli, al momento libero sul mercato. Se il tempo di Massara a Trigoria fosse davvero concluso lo scopriremo nei prossimi giorni, quando Friedkin, dopo lo strappo con Ranieri, dovrà inevitabilmente valutare pure l’altro rapporto compromesso, quello appunto tra l’allenatore e il direttore sportivo. Tra Ranieri e Gasp le prime crepe sono nate proprio sulla diversità di vedute in merito all’operato di Massara. Sir Claudio ha provato a difenderlo e sappiamo tutti come è finita.

(corsport)

Koné-Dovbyk ora puntano la Fiorentina

A Bologna si è fermato Celik, che ha accusato un problema muscolare al flessore destro: le sue condizioni verranno valutate già oggi. (…) Salvo clamorose comunicazioni dello staff medico, Manu Koné e Artem Dovbyk da questa settimana cominceranno infatti
a lavorare nuovamente con il gruppo con l’obiettivo di tornare tra i convocati per la partita di lunedì 4 maggio contro la Fiorentina. Un rientro fondamentale quello del francese, che darebbe nuove soluzioni in mezzo al campo a Gasperini. Quanto all’ucraino, la sua ultima apparizione in campo risale allo scorso 6 gennaio, la trasferta di Lecce decisa proprio da un suo gol. (…) Artem spera di tornare pienamente a disposizione nella gara successiva contro il Parma. Che è lo stesso obiettivo di Lorenzo Pellegrini, fermo dalla sfida contro il Pisa per una lesione: il ragazzo sta cercando di accorciare i tempi di recupero ed esserci per la trasferta emiliana.

(corsport)

Arbitri nel fango: Calciopoli 20 anni fa sconvolse tutto

Di arbitri si è sempre chiacchierato molto, nel calcio italiano. Comprati, venduti, per non dire altro, ma fino al fatale 2006 di Calciopoli, non risultavano episodi conclamati di corruzione. (…) Nel 1974, l’arbitro fiorentino Gino Menicucci denunciò un tentativo di corruzione, disse che il Foggia aveva offerto orologi di valore, a lui e ai guardalinee, per favorire il Foggia contro il Milan. Alla fine il Foggia venne penalizzato di sei punti e retrocesse in Serie B. Sempre in tema di orologi, non si possono dimenticare i Rolex che Franco Sensi, allora presidente della Roma, inviava ai direttori di gara per Natale. Parliamo delle stagioni di inizio millennio, in particolare del 2002-2003: secondo certe ricostruzioni. Rolex d’oro per designatori, Rolex d’acciaio per gli arbitri e Patek Philippe ai guardalinee. Grande scandalo e sconcerto, ma Sensi e la Roma vennero prosciolti in ogni sede. In fondo, i regali natalizi ai designatori e agli arbitri erano una prassi praticata da molte squadre. (…) Se allarghiamo l’orizzonte all’Europa, come dimenticare le presunte escort, che avrebbero intrattenuto le terne arbitrali designate per le partite casalinghe del Torino in Coppa Uefa nei primi anni Novanta? Luciano Moggi, che di quel Toro era general manager, si difese sostenendo di non sapere nulla di eventuali prostitute e di aver fornito alle terne delle interpreti (prima versione resa agli inquirenti) e delle hostess (seconda versione). L’Uefa archiviò il caso.
Nella primavera del 2006, vent’anni fa esatti, deflagrò Calciopoli, lo scandalo degli scandali, con Luciano Moggi quale imputato numero uno, accusato di essere il grande burattinaio del calcio italiano. Luciano Moggi, direttore generale della Juve, venne processato sia dalla giustizia sportiva sia da quella ordinaria. (…) La Juve fu retrocessa in Serie B e ai bianconeri vennero revocati due scudetti. Fiorentina, Milan, Lazio, Reggina e Arezzo subirono penalizzazioni. Moggi aveva creato un sistema di potere vasto: interagiva con i designatori Bergamo e Pairetto per condizionarne le designazioni; aveva distribuito sim straniere per dribblare le intercettazioni; manovrava una discreta porzione dei media. È tutto scritto nelle motivazioni della sentenza della Cassazione: “È venuto alla luce un vero e proprio mondo sommerso la cui caratteristica di offensività degli interessi ultra individuali è stata ritenuta particolarmente intensa e tale da sconvolgere l’assetto del sistema calcio, fino a screditarlo in modo inimmaginabile e minarlo nelle sue fondamenta“. E poi, a proposito di Moggi: “Più che di potere si deve parlare, come sostanzialmente riconosce la Corte territoriale, di uno strapotere esteso anche agli ambienti giornalistici ed ai media televisivi che lo osannavano come una vera e propria autorità assoluta, tanto che da suoi giudizi potevano dipendere le sorti di questo o quel giocatore e, come la Corte territoriale ha accertato, di questo o quel direttore di gara con tutte le conseguenze che ne potevano derivare per le società calcistiche di volta in volta interessate. (..) L’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi sportive era ampiamente strutturata e capillarmente diffusa nel territorio con la piena consapevolezza per i singoli partecipi di agire in vista del condizionamento degli arbitri attraverso la formazione delle griglie considerate quale primo segmento di una condotta fraudolenta. (..) È infatti il Moggi, come riferito da Paparesta Gianluca, primo ricettore di una delle schede estere, ad ideare quel sistema di comunicazione impenetrabile e riservato (per vero ammesso dallo stesso Moggi anche se con giustificazione di-versa, ma del tutto implausibile) per comunicare con arbitri ed altri tesserati. Tanto basterebbe già a riconoscere la patente di ideatore del sistema“. Nel 2011, il procuratore federale Stefano Palazzi archiviò per prescrizione il procedimento sull’Inter, accusata di illecito sportivo, sulla base di intercettazioni considerate non rilevanti nel 2006 e fornite da Moggi e dal suo staff legale. In base ad alcune di queste telefonate, in particolare una, del 17 maggio 2005, con il designatore Bergamo, sembrava che l’allora presidente Giacinto Facchetti, scomparso nel settembre del 2006, cercasse di condizionare alcune designazioni ed arbitraggi.

(gasport)