Roma sogna con Malen

IL TEMPO (F. BIAFORA) – La Roma ringrazia il Milan e si aggrappa a Malen per continuare ad inseguire il sogno
Champions League. A quattro turni dal termine del campionato – il calendario dei giallorossi prevede le sfide con Fiorentina, Parma, Lazio e Verona – la squadra di Gasperini è quinta a pari merito con il Como ed ha rosicchiato due punti alla Juventus. Sono quindi tre le lunghezze che separano la Roma dai bianconeri, che possono però contare sul vantaggio negli scontri diretti. L’impresa, nonostante la distanza sia ridotta, è quasi disperata e Gasp punta tutto su Malen per provare a compiere il miracolo. L’olandese, arrivato a gennaio in prestito con obbligo di riscatto condizionato, ha già toccato quota 11 gol e non ha alcuna intenzione di fermarsi nel finale di stagione. Il suo impatto è stato straordinario, sia dal punto di vista dei numeri che della qualità di gioco. Un attaccante con così tanta voglia di segnare, di puntare la porta e di mangiarsi i difensori avversari con quel suo primo tocco fulminante non si vedeva da tempo nella Capitale. Se Malen, e in generale tutta la squadra, riusciranno a girare e a produrre gol e giocate nello sprint decisivo il sogno si potrà ancora accarezzare. “Dobbiamo credere di poter vincere ogni partita. Non siamo mica morti“, il messaggio lanciato dal tecnico dopo il match col Bologna. Parole non di circostanza: crede fermamente nel gruppo e fino alla fine chiederà ai giocatori di provarci. Parallelamente ai discorsi sul campo, vanno avanti quelli per la programmazione futura. Con Gasperini messo al centro della pianificazione del progetto romanista. La prima urgenza a Trigoria riguarda la scelta del direttore sportivo, dopo la sfiducia pubblica del tecnico nei confronti di Massara. La volontà è quella di effettuare il passaggio di testimone in tempi brevi, visti tanti dossier aperti sul tavolo della dirigenza, specialmente quello relativo alle esigenze del Fair Play Finanziario entro il 30 giugno (N’Dicka ha divorziato con lo storico procuratore).
D’Amico e Giuntoli sono al momento in prima fila, mentre le piste che portano a Manna e Paratici sono molto più complicate visti i rapporti dei due con Napoli e Fiorentina. Da sciogliere poi i nodi dei rinnovi di contratto dei calciatori in scadenza e quello relativo allo staff medico, con l’attuale coordinatore sanitario Petrucci destinato ad essere sostituito: i rapporti con l’allenatore sono inesistenti. Del Vescovo è in pole position per l’incarico (sarebbe un ritorno). Situazione correlata e in divenire pure sul settore giovanile (non è detta l’ultima parola su Bruno Conti), con Tarantino che era pronto alla firma. La chiamata per mettere il tutto nero su bianco non è ancora arrivata e diversi rumors parlano di una pausa di riflessione e di una chiamata della Roma a Sbravati, promesso sposo con l’Inter, dove avrebbe preso proprio il posto di Tarantino da responsabile del settore giovanile. Bisogna fare tutto in fretta.

Scaricato da Gasp: Massara lavora alle plusvalenze

Londra, Trigoria, telefonate, dossier aperti. Mentre la Roma cambia pelle, Frederic Massara continua a muoversi come farebbe un direttore sportivo nel pieno delle sue funzioni. Nei giorni in cui Claudio Ranieri veniva licenziato, era in viaggio verso Londra. Nelle ore successive è tornato a Trigoria, ha ripreso a lavorare sui rinnovi, sulle cessioni, sulle operazioni da imbastire entro il 30 giugno per il settlement agreement. (…) Da quando Ranieri è stato messo alla porta, Massara non ha ricevuto nessuna comunicazione da parte dei Friedkin. È rimasto al suo posto senza una conferma, ma nemmeno senza un cenno che lasciasse pensare a un’interruzione del rapporto con la Roma. (…) Il comunicato della proprietà ha affidato di fatto la guida del club a Gian Piero Gasperini, chiudendo la partita interna con Ranieri. E poco dopo è stato lo stesso allenatore a rendere pubblica la distanza con il ds: “Ricky è una bravissima persona, ma sotto l’aspetto tecnico non siamo riusciti ad avere feeling“. Praticamente un benservito davanti ai microfoni. Eppure Massara è ancora Il. Il dirigente non ha intenzione di dimettersi e continua a lavorare. Anche perché la Roma, da qui a fine giugno, ha un passaggio troppo delicato da gestire per permettersi vuoti gestionali: bisogna studiare le uscite, provare a tenere in piedi i conti, preparare il mercato e insieme centrare i paletti del piano di rientro su cui ha trovato l’intesa con la Uefa. In altre parole, la parte più scomoda del lavoro passa dalle sue mani. Intanto, però, si muove già radio-mercato. (…) Tra i nomi che circolano c’è soprattutto quello di Giuntoli, fermo dopo la Juventus e molto stimato da Gasperini. Sullo sfondo D’Amico, che con l’allenatore ha già lavorato a Bergamo, Manna del Napoli e Sogliano, in uscita dal Verona. Massara, intanto, resta in piedi in questa terra di mezzo. Con decine di dossier aperti sul tavolo, il telefono bollente e un club che, almeno formalmente, continua ancora a bussare alla porta del suo ufficio.

(La Repubblica)

Allegri è da Champions a Spalletti resta un bonus

Juve 64 punti, Como e Roma 61. Tre squadre, tre punti. In un campionato già virtualmente deciso da settimane, c’è ancora un traguardo che infiamma i desideri, perché arrivare quarti è ormai lo scudetto degli scontenti. Vale per la Juve alla continua ricerca di sé stessa e per l’incostante Roma di Gasperini. Non per il Como, e Fabregas lo ha ricordato in maniera quasi sfacciata, prima ancora di sapere che il pari dei bianconeri avrebbe avvicinato ancora un po’ l’ultimo posto che vale la Champions. (…) Per Juve, Como e Roma, con 12 punti ancora a disposizione, non c’è scenario che non possa ancora verificarsi. Anche l’imprevedibile arrivo al fotofinish: se finissero a pari punti in tre, a spuntarla sarebbero i ragazzi del lago dall’accento spagnolo.
Quello di Cesc, che ha puntualizzato: “Venti mesi fa ce la stavamo giocando con il Cittadella, ora siamo testa a testa con Juventus e Roma“. Ma davanti a tutti resta Spalletti.
In primavera ha messo insieme otto risultati utili di fila e si è presa un vantaggio che ora sa di dover difendere con i denti: “La Roma è andata vincere di prepotenza una gara non facile in trasferta“, ha ricordato Spalletti, “noi dobbiamo fare l’ultimo sforzo. È in questi momenti in cui si fa un po’ di fatica, che si vede chi è da Juventus e chi no. Chi deve andare e chi resta“. In pratica, trasformando questi ultimi 360′ in una sorta di casting per il futuro. La Juve poteva permettersi di pareggiare due partite delle ultime cinque: ieri ha speso un bonus. (…) Di punti ne basterebbero 9 per stare davanti ai giallorossi in virtù dei confronti diretti favorevoli, se il Como non facesse bottino pieno. Fabregas ha un calendario possibile: sabato ospita il Napoli, poi avrà Verona, Parma e Cremonese. E la Roma? Gasperini è in ritardo con tutte le rivali. Deve fare 4 punti più della Juve e uno più del Como, ma quanto inciderà il contesto esplosivo di Trigoria? La risposta al licenziamento di Ranieri non poteva essere migliore, con il successo a Bologna. Quasi un segnale pro Gasp. (…) Resta quello con il ds Massara, che l’allenatore vorrebbe fosse risolto in fretta. Nelle ultime 4 avrà Fiorentina, Parma, il derby e il Verona. Tra una settimana riparte il duello a tre. Tutto è ancora possibile.

(La Repubblica)

Lautaro, ora ti prendo: la pazza idea di Malen

La corsa della Roma, ancora sesta dopo il successo del Como contro il Genoa a Marassi, è ormai al quinto posto. Gasperini contro Fabregas — nelle ultime quattro tappe del torneo — per avere la certezza di giocare la prossima Europa League. A spingerla, come si è visto dal suo sbarco nella Capitale, sarà sempre e comunque Malen, il centravanti tanto atteso che sta viaggiando ad alta velocità da quando veste giallorosso. (…) Don è a quota 11, il rivale, Lautaro Martinez, è a 16, inseguito anche da Paz a 12. L’obiettivo più sorprendente di Malen potrebbe diventare — da qui alla fine del torneo — il titolo di capocannoniere della serie A, da sfilare al capitano nerazzurro. La media di Don é alta. Ha segnato in campionato nella metà delle partite giocate: 11 reti in 7 dei 14 match. (…) Contro i granata ha fatto subito centro. Poi le reti contro il Cagliari (doppietta, in casa), il Napoli (doppietta, in trasferta), la Juventus (all’Olimpico), il Como (fuori), contro il Pisa (tripletta in casa) e contro il Bologna (ancora in trasferta). Ha fatto cilecca nelle altre sette contro il Milan, l’Udinese, la Cremonese, il Genoa, il Lecce, l’Inter e l’Atalanta. Stessa media in Europa League, una rete nelle due gare contro il Bologna
agli ottavi. Solo Balotelli, da quando c’è il mercato di gennaio (2002), ha segnato più gol entrando in corsa: 12. Mancano quattro partite: contro la Fiorentina (all’Olimpico), il Parma (fuori), la Lazio (in casa) e il Verona (in trasferta) ha la possibilità di superare sia l’ex centravanti della Nazionale (record più semplice da battere) sia l’argentino dell’Inter (dovrebbe realizzare 6 reti, alzando notevolmente la sua media gol che è già da top player). (…) Nessuno nella Roma ha tirato di più: 56 conclusioni, Solo Batistuta, con i tre punti in palio (1994-95), è stato più efficace nelle prime 14 partite: 13 reti. Altre 7 (+2 assist) nella stagione straordinaria di Malen.

(corsera)

La gioia di Capitan futuro: “Considerati per il calcio non solo per cronaca e film”

L’Ostiamare è in Serie C. Il club di proprietà di De Rossi conquista la promozione aritmetica tra i professionisti con una giornata d’anticipo vincendo 1-0 contro il Termoli e approfittando del pareggio dell’Ancona sul campo de L’Aquila. (…) Trentacinque anni dopo, Ostia torna nel calcio che conta anche se nella precedente esperienza – il biennio 1989-91 – aveva sì toccato il calcio professionistico ma militando nell’allora Serie C2. Singolare che ciò accada mentre Daniele è in panchina con il Genoa a Marassi contro il Como. E curioso come l’ex capitano giallorosso venga a conoscenza della notizia: “Non volevo sapere il risultato – ha spiegato ai microfoni di Dazn – Poi dalla tribuna mia moglie me lo ha detto, ma sbagliato, e quindi secondo lei non avevamo vinto il campionato. Quando però sono tornato negli spogliatoi ho invece appreso la notizia. E bel-lo! E bello per Ostia che lo meri-ta. Non vedo l’ora di tornare dagli altri miei ragazzi“. Una promozione meritata, da protagonisti, conquistando 79 punti, frutto di 24 vittorie, 7 pareggi e appena 2 sconfitte. (…) Artefice di questo capolavoro certamente DDR – che ha prelevato il club a gennaio 2025 ed è riuscito nell’impresa di coniugare il progetto sportivo con la volontà di rappresentare il quartiere dentro e fuori dal campo – ma il merito va certamente condiviso con il tecnico D’Antoni. Classe’79, è alla terza promozione in carriera dopo quelle ottenute dall’Eccellenza alla Serie D con la Nuova Monterosi e in Serie C alla guida del Monterosi Tuscia.
(…) Ostia per DDR ha sempre rappresentato una coperta di Linus, da stringere e tenere stretta soprattutto nei momenti più difficili. Così, quando è stato esonerato dalla Roma nel settembre del 2024, ha vissuto un momento di smarrimento, seguito poi dalla difficoltà di ricollocarsi. Proprio in quelle settimane è nata, seguendo i consigli di papà Alberto, l’idea d’investire nell’Ostiamare. (…) Quando lasciò la Roma, da calciatore, Ostia figurava nella lettera di commiato: “Grazie a Ostia, alla sua gente e al suo mare, che mi hanno svezzato da bambino, accompagnato da adolescente e riaccolto da adulto“. È accaduto anche dopo la grande delusione dell’esonero. Daniele, però, stavolta si è sdebitato: “Ora vado ad abbracciare l’altra mia famiglia che sta giù a Ostia perché è il sogno della mia famiglia portarla in alto e farla brillare ogni tanto. Gioia per Ostiamare, una gioia umana, non solo calcistica. Saremo considerati anche per il calcio non solo per fatti di cronaca o film. Sono emozionato, mi rode solo aver perso contro il Como… Il dio del calcio mi ha dato due gioie“. Meritate.

(Il Messaggero)

Con la rete di El Aynaoui ben diciassette giocatori hanno segnato in Serie A

L’ultimo ad aggiungere il suo nome alla lista è stato El Aynaoui. Il marocchino, sulla scia dei connazionali Kharja e Benatia, ha finalmente sbloccato il suo conto a Bologna con un gol che ha avuto il sapore della liberazione. Dopo il ritorno dalla Coppa d’Africa non era più lo stesso. (…) Al Dall’Ara il centrocampista ha fatto scintille (anche con un assist) diventando il 17° giocatore della Roma ad aver segnato almeno una rete in campionato. (…) Diciassette è un numero importante che racconta di una squadra che si è aggrappata da metà gennaio in poi al tornado Malen, ma che è stata capace di mettere in mostra risorse nascoste e non, soprattutto nei primi mesi della stagione, quando Soulé teneva in piedi la baracca e si viveva il dualismo tra Dovbyk e Ferguson lì davanti. Si tratta di un dato che nella storia recente della Roma ha pochi precedenti. Solo in due stagioni i giallorossi hanno fatto meglio: 19 marcatori diversi nell’annata 2015/2016 e 18 nel 2019/2020. Malen è scappato e sta già in doppia cifra, lo segue Soulé con sei gol, poi ecco Wesley e Pellegrini con quattro a testa. N’Dicka, Ferguson e Dovbyk si sono fermati a tre ciascuno, mentre Cristante, Hermoso, Koné e Dybala ne hanno realizzati due. A completare il quadro ci sono i singoli centri di Mancini, Celik, El Ay-naoui, Pisilli, Vaz e l’ex Baldanzi. (…) Avere quasi due squadre finite sul tabellino dei marcatori è la dimostrazione concreta che questa Roma sa essere pericolosa grazie alla partecipazione di tutti. All’appello mancano ancora El Shaarawy, Venturino, Zaragoza, Ghilardi, Ziolkowski, Resch e Tsimikas. Nessuno può essere considerato una prima scelta. (…) Anche loro, se avranno pure un minuto a disposizione, potranno trasformare questa forza corale in qualcosa di più importante: punti pesanti nella corsa verso l’Europa.

(corsport)

Massara c’è ma il casting è aperto

A Trigoria l’aria è elettrica, densa, carica di attesa. Il futuro della Roma passa da una scrivania che oggi non ha ancora un padrone certo, ma è già al centro di manovre, riflessioni e tensioni. Chi costruirà la squadra della prossima stagione? (…) Sul filo resta Massara, in bilico ma ancora operativo, con la professionalità di chi sa che il calcio non si ferma davanti alle incertezze. Eppure, le parole di Gasperini (“con lui non c’è feeling“) pesano come macigni. (…) Eppure Massara continua a lavorare, testa bassa, tra entrate e uscite, tra trattative e strategie, cercando di modellare una rosa compatibile con il calcio intenso e verticale del tecnico. Ma il vero tema è il domani. La corsa al nuovo direttore sportivo è partita e, al momento, ha due protagonisti chiari: Giovanni Manna e Cristiano Giuntoli. Più lontano Sean Sogliano. Un casting intrigante, con scenari molto diversi. Giuntoli è libero, senza vincoli contrattuali, ma con più tavoli aperti,
anche oltre i confini italiani. (…) Dall’altra parte c’è Manna, giovane ma già dentro le dinamiche dei grandi club, legato però da un contratto lungo e pesante fino al 2029. E qui entra in scena Aurelio De Laurentis, che non ha alcuna intenzione di fare sconti: nessuna uscita gratuita. (…) Gasp vuole un uomo di fiducia, qualcuno con cui parlare la stessa lingua calcistica, condividere idee e visione. Un asse tecnico solido, senza fraintendimenti. (…) Tra le operazioni già avviate – come quella per Alajbegovic – si muovono intermediari e consiglieri che studiano, propongono, trattano. E poi c’è il capitolo più delicato: le cessioni. Il Financial Fair Play non lascia spazio a interpretazioni. Entro il 30 giugno bisogna fare plusvalenze, rispettare il settle-ment agreement. Tradotto: almeno un big dovrà partire entro il primo luglio. (…) E a proposito, NDicka dopo aver lasciato l’agente, ha deciso di gestire da solo la propria carriera. La Roma è a un bivio. Tra presente e futuro, tra continuità e rivoluzione. Le prossime ore diranno molto, forse tutto. E a Trigoria, mai come adesso, ogni decisione pesa doppio.

(corsport)

Ora Donyell non si ferma più, la Roma sogna la super rimonta

E adesso i suoi gol sono anche più importanti di prima. Perché con il pari di ieri della Juventus a Milano il sogno Champions è un po’ più vicino, a -3. E allora la Roma deve crederci, vuole crederci. E con essa anche Donyell Malen. (…) E lo dimostrano anche i numeri, visto che a Bologna ha segnato il suo undicesimo gol in 14 partite di campionato. Un percorso pazzesco, alla media di 0,78 gol a gara. Da quando esiste il mercato invernale solo un giocatore ha fatto meglio: Mario Balotelli, che nel 2013 con il Milan segnò 12 reti, dopo aver iniziato la stagione con il City. “È un dato che non conoscevo, ne sono felice – ha detto Malen nella pancia del Dall’Ara – Vorrà dire allora che dovrò continuare così“. (…) Se poi non sarà Champions pazienza, i suoi gol saranno comunque importanti per agguantare quel quinto posto che vuol dire confermare la partecipazione alla seconda coppa continentale, l’Europa League, fattispecie per la quale la vittoria di ieri del Como a Genova ha creato qualche piccolo problema in più. Di certo Malen vuole continuare così per battere il record di Balotelli, ma anche perché sa che una Roma nelle coppe può garantire una maggiore competitività al club, oltre che una visibilità diversa a lui. L’olandese sarà infatti riscattato a fine stagione a prescindere da tutto, con la Roma che verserà all’ Aston Villa i 25 milioni pattuiti anche in caso di non qualificazione all’Europa League (che è la condizione minima per far scattare l’obbligo di riscatto, oltre quel 50% di partite da almeno 45 minuti che è già stato centrato). In questo rush finale la Roma ha un calendario mediamente morbido, con Fiorentina e Lazio in casa (ma nel derby i biancocelesti saranno privi dei loro tifosi) e Parma e Verona fuori. Insomma, l’obiettivo di Gasperini è quello di fare filotto, di vincere tutte e quattro le gare. “E poi vedremo in che posizione ci troveremo a fine stagione“, le parole dell’allenatore a Bologna. Che non vede l’ora di tornare a schierare il tridente che sognava proprio a gennaio, con Soulé e Dybala a dare assistenza allo stesso Malen. “Donyell ci ha alzato sicuramente di molto il livello di gioco, con un terminale importante come lui migliora tutta la manovra. Malen è il giocatore ideale, non ho mai avuto alcun dubbio né su lui né sul ruolo“. Già, perché l’olandese voleva giocare centravanti e a gennaio aveva chiesto all’Aston Villa di andare via perché Emery in quel ruolo gli preferiva Watkins. Ed allora per Malen è arrivata la fortuna di incontrare proprio Gasperini. (…) E chissà che alla fine non ci pensi anche Ronald Koeman, il ct dell’Olanda, a farlo giocare come riferimento centrale dell’attacco degli Orange al prossimo Mondiale, quello che si giocherà in estate. “Quello è un grande torneo, vedremo cosa succederà – ha detto Don -. Per ora sono concentrato solo sulla Roma“. Giusto così. Anche perché per sognare l’Europa – che sia quella che conta o meno – la Roma ha un disperato bisogno di lui. E dei suoi gol.

(gasport)

Koné verso il recupero, con lui Gasperini ritrova il centrocampo titolare

L’infermeria si svuota, le facce sono più serene e lo sprint finale per l’Europa ora fa un po’ meno paura. Dopo Wesley e Dybala, infatti, Gasperini questa settimana ritroverà anche Manu Koné in vista delle ultime quattro partite di campionato ad alta tensione. Il centrocampista francese è fermo dallo scorso 19 marzo, quando uscì dal campo al 20′ della sfida poi persa con il Bologna in Europa League per una lesione alla coscia. (…) Proprio la gestione di Koné è stato uno degli argomenti di scontro tra il tecnico e Ranieri. La situazione si è riproposta con le stesse dinamiche la scorsa settimana. Stavolta, però, Gasperini ha evitato rischi e tenuto il francese ai box per qualche giorno in più. (…) Un ritorno importante anche perché contro i viola, lunedì sera all’Olimpico, sarà squalificato El Aynaoui. Quando di certo avrà più chance di partire titolare Dybala dopo il rodaggio negli ultimi minuti della sfida di Bologna. (…) Ottimismo anche sul fronte Celik, uscito sabato scorso a Bologna a scopo precauzionale per un risentimento al flessore destro. In infermeria restano così solo Pellegrini e Dovbyk (Ferguson è da tempo in cura in Inghilterra). Entrambi puntano a tornare per il derby alla penultima giornata.

(gasport)

Bologna-Roma: la moviola dei quotidiani. Partita semplice per Di Bello

Una buona direzione quella di Di Bello in Bologna-Roma. Partita abbastanza facile, senza nessun episodio dubbio, il direttore di gara è bravo a lasciare il vantaggio nel gol romanista


GAZZETTA DELLO SPORT – VOTO 6.5

Al 3′ contatto Mancini-Castro in area: il romanista usa il fisico, giusto lasciare correre. Regolare il primo gol della Roma, anzi bravo Di Bello a far proseguire l’azione sul fallo di Lucumi su Wesley. A inizio secondo tempo Hermoso su Orsolini: primo giallo della partita. Al 56′ presunto mani di Wesley in area, ma tutto fermo per un fuorigioco di Orsolini. Al 66′ Rensch su Zortea, giusto il giallo, il rosso sarebbe stato eccessivo. Al 69′ Wesley-Heggem: troppo poco per il rigore.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

Partita con pochi episodi per Di Bello, bravo nel concedere immediato vantaggio sulla rete dello 0-1. Il Bologna ha protestato per un paio di episodi in area della Roma.
Alla fine l’ha chiusa con 26 falli fischiati e 3 ammoniti, tutti in casa Roma: Hermoso paga non tanto il fallo su Orsolini (c’è soprattutto pallone), ma quello precedente su Castro. Protesta subito l’argentino: corpo a corpo con Mancini, più un’azione di disturbo che un fallo vero e proprio, Di Bello è dietro i due e lascia proseguire. Più complicato il secondo episodio: Wesley e Heggem si tengono, ma il rossoblù è in vantaggio e Wesley lo tiene per il braccio destro. L’arbitro fa proseguire, il VAR supporta la sua decisione, qualche dubbio resta. Tocco con il braccio sinistro di Wesley su un pallone che stava ricadendo dopo un contrasto con Orsolini: punibile? Il fuorigioco dell’esterno del Bologna sul tiro di Odgaard (è oltre Hermoso) risolve il dilemma. Tutto regolare sulla rete che ha spaccato la partita, quello di Malen: al momento del passaggio di El Aynaoui c’è Heggem che tiene tutti in gioco. In APP, buon vantaggio, era netto il fallo di Lucumi su Wesley, Di bello fa proseguire, arriva la retee.


MESSAGGERO – VOTO 6

Gara facile da arbitrare, Di Bello è bravo a non ergersi a protagonista. Poche le situazioni critiche, vede bene sulla presunta trattenuta di Wesleya Heggem (che non c’è). Forse il giallo a Hermoso è eccessivo


IL ROMANISTA – VOTO 6

Tutto facile per Marco Di Bello al Dall’Ara. Nel primo tempo la Roma schiaccia il Bologna e non succede praticamente nulla. Pochi gli episodi rilevanti, tutti nel secondo tempo: pronti via, Hermoso è ammonito per un intervento da palla e gamba su Orsolini. Il Bologna chiede poco dopo un rigore per un tocco di mano di Wesley su una palla alzata a campanile, ma Orsolini è in fuorigioco. Al 20′ Rensch duro su Zortea rimedia l’ammonizione (dopo il vantaggio inizialmente concesso). Tre minuti dopo El Ayanaoui sul vertice sinistro dell’area di rigore sgambetta Rowe in potenziale occasione pericolosa. Il giallo è pesante: salterà Roma-Fiorentina.