Capello: “La Roma? Ha avuto i suoi problemi, ma adesso li vedo determinati. Il Como ha il calendario più semplice”

Nei rispettivi quartier generali la tensione è alta, perché balla una rigenerante cascata di milioni. Chi riesce a metterci le mani sopra, ha l’estate che svolta dal punto di vista finanziario. Chi resta fuori, mangia pane raffermo. Dal punto di vista dell’osservatore esterno, però, questa corsa all’ultimo respiro per un posto in Champions è appassionante tra sorprese, rimonte, inciampi e svenimenti. Cinque squadre per tre posti racchiuse in cinque punti: qualcuno è messo decisamente meglio, altri invece non sono padroni del proprio destino. Dal Napoli – a quota 70 e con un piede e mezzo in Champions-al Como – che a 65 sogna l’Europa dei grandi – una cosa è certa: gli ultimi 180 minuti saranno tutti da gustare, come farà anche – aggiungendoci il suo occhio critico – Fabio Capello.

Anche la Roma si è rifatta sotto.
Già. Avete visto come sta andando? Sono tonici, a Parma non hanno mollato fino alla fine. Hanno avuto problemi anche loro lungo il cammino, ma adesso li vedo determinati ad andare fino in fondo. E poi hanno quel diavoletto di Malen che sa bene come buttarla dentro“.

C’è chi mette in relazione la crescita della Roma con la fine degli screzi tra Gasperini e Ranieri.
Non sono d’accordo. Sono cose che non c’entrano nulla, non vedo una correlazione. E poi i giocatori non badano a queste cose. La verità è che Gasp ha recuperato alcuni uomini importanti e lui è stato bravo a stimolare il gruppo“.

Un giudizio sui calendari delle quattro squadre?
Quello della Juve non è semplice, c’è anche il derby all’ultima. Il Milan ha l’ostacolo Genoa, che gioca senza preoccupazioni. Anche la Roma ha il derby, i laziali faranno di tutto pur di non far andare i cugini in Champions. Il Como ha il calendario più facile“.

Pellegrini sente aria di derby e si scalda. Dybala in pressing su Dan per il rinnovo

Almeno per le ultime due gare di campionato Gasperini
avrà il gruppo al completo con l’unica eccezione di Ferguson ormai finito nel dimenticatoio e salutato con netto anticipo. Oggi potrà riabbracciare Pellegrini e Dovbyk. I due torneranno ad allenarsi con il resto del gruppo e puntano alla convocazione nel derby. Lorenzo ha più chance di scendere in campo (difficile dal primo minuto) poiché l’infortunio è stato decisamente meno grave di quello di Artem che e finito sotto i ferri ed è fuori da gennaio. L’ultimo controllo col professor Lempainen ha portato al definitivo semaforo verde, ma potrà giocare al massimo due spezzoni di gara con Lazio e Verona. Pellegrini, (…) si è fermato nel momento migliore della stagione ed è ormai un amuleto delle sfide contro la La-
zio. Due gol negli ultimi tre, quattro in totale. (…) Il rinnovo di contratto è ancora da discutere, Gasp lo vorrebbe tenere ma fino a quando non tornerà Ryan nella Capitale è ancora tutto bloccato. Il 30 giugno si avvicina ed è in attesa di conoscere il suo futuro. Le possibilità di rimanere ci sono ma c’è bisogno di un incontro vero e proprio tra le parti che al momento ancora non è andato in scena. Il nodo principale riguarda l’ingaggio da 4 milioni più 2 di bonus che andrà necessariamente tagliato. Parlare di futuro a Trigoria, però, appare estremamente complicato. Massara è a un passo dall’addio e la caccia al direttore sportivo prosegue. Manna sembra allontanarsi ogni giorno di più, De Laurentiis ha alzato un muro invalicabile e in pole adesso c’è D’Amico. I contatti proseguono da diversi giorni per cercare di battere la concorrenza del Milan che è la prima scelta del ds. Non appena l’Atalanta ufficializzerà Giuntoli (pronto un contratto fino al 2029)
sarà libero di accordarsi con altre squadre. Cresce l’attesa anche per l’arrivo di Ryan e ad aspettarlo c’è Carlos Novel, agente di Dybala, che da ieri è nella Capitale. (…) Gasperini lo terrebbe e lui per ora ha messo in stand by il Boca e l’Inter Miami ed è disposto ad accettare uno stipendio più basso. Friedkin dovrebbe atterrare a Roma prima del derby (in città c’è ancora Corbin), dopo il suo arrivo partiranno i primi colloqui. Novel lo aspetta e ripartirà per la Spagna dopo la sfida con la Lazio. Giorni decisivi sia in campo che fuori. Da una parte c’è la Champions da provare a conquistare dopo otto anni dall’altra i piani per la prossima stagione ancora da disegnare.

(Il Messaggero)

Roma manca poco

Alla fine un dettaglio ti farà sprofondare, oppure ti porterà in paradiso. E per la Roma, questo, è insolito, visto che quasi mai, negli ultimi anni, si è trovata a concorrere punto a punto per il quarto posto a due giornate dalla fine: il secondo posto a tre punti non si vedeva dal 2017, c’era Totti. Solo lo scorso anno è arrivata a un passo, ma quel dettaglio non era da poco: la Roma aveva solo sbagliato la gestione degli allenatori, dall’esonero prematuro di De Rossi fino alla scelta folle di Juric, e infine, Ranieri che quel miracolo l’ha solo sfiorato. (…) Questo vuol dire che la Roma è stata competitiva per tutto il campionato, nonostante le liti intestine (e chissà se anche quelle qualche punto lo hanno tolto, magari si) ma ora si trova a rincorrere l’ultimo treno, sapendo che il destino non è nelle sue mani. E che, sei punti contro Lazio e Verona, potrebbero anche non bastare, appunto, per colpa di quei dettagli. Di certi scontri diretti che non si vincono mai. La Roma è sotto con Milan, Juve e Napoli, è pari con il Como (ma ha subito meno e segnato più dei giallorossi). Bastava poco per stare, per dirla alla Allegri, col musetto avanti e gestire le ultime due giornate senza ansia. Bastava, ad esempio, che Dybala non fallisse, al minuto 82, un rigore a San Siro, che avrebbe potuto regalare alla Roma almeno un pareggio (meritato) col Milan, e che oggi farebbe la differenza proprio nel testa a testa coi rossoneri: le due formazioni sono quarte a 67 punti. Per non parlare poi della sfida di ritorno con la Juve, un vero harakiri. (…) E sempre a proposito di scontri diretti, che dire della rimonta subita a Napoli? Quella sì, una grande occasione per stare nel binario giusto prima ancora dello scontro diretto con la Juve. (…) L’ultima occasione per evitare di ritrovarsi a rincorrere a solo due giornate dalla fine, risale allo scorso 18 aprile, in casa contro una Atalanta che stava pensando alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Lazio. (…) Dal campo ai fischietti. Gasp rimpiange anche qualche episodio contro sparso qua e là, da Bergamo (rete dubbia di Scalvini) fino a Genoa (mani in area di Malinovskyi non punita con il rigore dall’arbitro Colombo) e Como (espulsione di Wesley comica). Si, siamo ai “se”, che effettivamente sono tanti e di solito valgono per tutti. Ma la Roma oggi ha raggiunto una certezza: per il quarto posto c’è e può lottare con le altre. Solo Inter e Napoli (senza gli infortuni) hanno una rosa migliore. Per il resto, siamo al dettaglio. Che si sposa bene con il rimpianto.

(Il Messaggero)

Dybala aspetta Friedkin. Contratti e ds: Ryan sbarca nella Capitale

Paulo Dybala aspetta Ryan Friedkin. E Roma, intanto, trattiene il fiato. Perché il futuro della Joya non è più soltanto una questione contrattuale: è diventato un caso emotivo, tecnico, identitario. Un dentro o fuori che sta scatenando Trigoria e dividendo sogni, paure e speranze di un ambiente. Tra domani e venerdì il vicepresidente giallorosso sarà al Fulvio Bernardini e allora arriverà il momento della verità. Sul tavolo ci saranno i rinnovi, la scelta del nuovo direttore sportivo, gli equilibri societari. Ma soprattutto ci sarà lui, Paulo. (…) Da una parte la rincorsa Champions, con il derby ormai dietro l’angolo e una città già in fibrillazione. Dall’altra le decisioni dei Friedkin, che negli ultimi tempi hanno scelto di consegnare piena fiducia e pieni poteri a Gasperini, facendo un passo indietro rispetto alla figura di Claudio Ranieri come senior advisor e, a breve, scegliendo il nuovo diesse al posto di Massara. Una rivoluzione silenziosa ma pesantissima negli equilibri interni del club. E in mezzo a tutto questo c’è Dybala. (…) Gasperini, in questo senso, è stato chiarissimo: spinge per il rinnovo.
Vuole tenersi stretto il talento, la fantasia, il carisma di un giocatore che, anche quando il fisico lo costringe a rallentare, resta capace di cambiare il volto di una partita con una sola giocata. Ryan Friedkin vuole parlarne faccia a faccia: con il tecnico, con l’agente Carlos Novel e con lo stesso Paulo. I dialoghi entreranno presto nel vivo. Ieri Novel era a Trigoria per Dybala, non ha incontrato Gasperini, assente per il giorno di riposo concesso alla squadra. (…) Taglio netto dell’ingaggio, parte fissa più bassa, bonus legati a presenze e rendimento: una formula moderna, intelligente, quasi simbolica. Un gesto che racconta quanto il legame con la Roma sia diventato qualcosa di più profondo di un semplice contratto.
La verità è che Dybala non vuole andare via. Non adesso. Non così. Ha chiesto a Oriana di aspettare ancora uno o due anni prima del ritorno in Argentina. Il Boca Juniors può attendere. Così come possono aspettare le sirene americane. (…) Perché il ragionamento è semplice: davvero la Roma può permettersi di rinunciare a uno cosi? A un giocatore che, pure limitato dagli infortuni, riesce a essere decisivo anche giocando meno? La risposta l’ha data domenica scorsa contro il Parma. Dybala per Gasperini non è soltanto un calciatore. È una scintilla. È la stella che accende lo stadio, che trascina emotivamente la squadra, che sposta l’inerzia delle partite e spesso anche delle stagioni. I prossimi giorni saranno cruciali. A Trigoria si aspetta Ryan Friedkin, ma soprattutto si aspetta una scelta. La fumata bianca non è ancora arrivata, ma adesso più che mai non è affatto un’utopia.

(corsport)

Derby Roma-Lazio rinviato a lunedì. Lega Calcio ricorre al Tar

IL TEMPO (G.TURCHETTI) – Come l’alunno che effettua un’abbuffata di studio il giorno prima di un compito in classe, dopo settimane senza aver toccato libro, così la Lega Serie A si è ricordata all’ultimo della concomitanza tra il derby della Capitale e la finale degli Internazionali d’Italia. Il rimedio trovato in extremis, pero, si e scontrato contro la Prefettura di Roma che, a seguito “delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali Bnl d’Italia“, ha stabilito che Roma-Lazio si disputerà lunedì 18 maggio alle 20:45. E dovendo garantire la contemporaneità, lo slittamento interesserà anche Pisa-Napoli, Juventus-Fiorentina, Genoa-Milan e Como-Parma. Un provvedimento che, di fatto, scavalca la precedente ed affrettata decisione della Lega Serie A di programmare le cinque gare alle 12:30 di domenica. Luigi De Siervo, amministratore delegato della Serie A, non intende accettare la sconfitta: “Non credo proprio che si giocherà lunedì. Arriverà una nota formale ragionata“. Parole seguite dai fatti. “La Lega Serie A, quale soggetto delegato dalla Figc all’organizzazione del campionato di competenza, ha il compito primario e indefettibile di tutelare la regolarità del campionato stesso, che ha il suo caposaldo nella contemporaneità della disputa delle gare delle ultime due giornate agonistiche, si legge sul comunicato. Il provvedimento del Signor Prefetto di Roma, oltre a porsi in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte, non tiene in alcun conto che il differimento della gara Roma-Lazio determina inevitabilmente il differimento di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche di questa decisione“. Comunicato che termina con un avvertimento della Lega Serie A, che in caso di mancata revoca del provvedimento della Prefettura di Romasarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio». Nel frattempo, la Lega Serie A ha deciso di presentare ricorso al Tar, la cui risposta arriverà domani. A rimetterci, ancora una volta, sono i tifosi che hanno già acquistato il biglietto, prenotato il viaggio, pagato un hotel o chiesto un permesso lavorativo. Una situazione che poteva essere prevista in anticipo, conoscendo la data della finale degli Internazionali da un anno, attraverso l’inserimento di una limitazione nel software che ha stilato il calendario lo scorso 6 giugno. “Ci si dimentica che il calendario sportivo nazionale non si esaurisce con il calcio e che in quei giorni, al Foro Italico, andrà in scena una finale seguita in tutto il mondo, con oltre 400mila presenze previste nell’area” aveva affermato un anno fa Diego Nepi, amministratore delegato di Sport e Salute. Una posizione, oggi, condivisa da Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i giovani: “Si doveva immaginare prima di non fare il derby in questa giornata, ogni tentativo di risolvere il problema a valle crea degli imbarazzi e soprattutto ta capire come non ci sia armonia. Il calendario del campionato è pieno di condizionalità, ma si vede che è sfuggita quella della finale degli Inter-nazionali“. Sorride, invece, il tecnico della Lazio Maurizio Sarri: “E meglio per il calcio, per noi che abbiamo un giorno di riposo in più, ma anche perché trovo che quattro squadre che si stanno giocando 80 milioni di Champions non lo debbano fare alle 12.30“.

Era davvero così difficile gestire calcio e tennis?

GAZZETTA DELLO SPORT (A. VOCALELLI) – Lo scontro si è fatto durissimo, dopo la decisione del Prefetto di Roma di spostare a lunedì sera il derby della Capitale. Con il conseguente e inevitabile slittamento di altre quattro partite nel resto d’Italia (per assicurare la regolarità del campionato) e il coinvolgimento di migliaia di tifosi che si erano legittimamente già organizzati per seguire la propria squadra in un giorno festivo: biglietti aerei, ferroviari, magari pernottamenti per abbinare il gusto di una gita a una partita di calcio. (…) Resta però sullo sfondo (…) una domanda nell’aria: ma perché è stato ritenuto così difficoltoso, se non addirittura impossibile, gestire due avvenimenti a distanza tra l’altro di cinque ore in una zona così circoscritta? Le presenze del derby si sarebbero forse accavallate nel deflusso con i diecimila, non di più, appassionati (speriamo) di Sinner: ma prove ben più impegnative la città ha dimostrato di saper sostenere e superare a pieni voti anche in tempi recenti. Roma, per capirci con esempi concreti, ha gestito brillantemente il Giubileo, che nel corso di un anno ha portato oltre trenta milioni di persone nella Capitale. (…) O basterebbe ricordare come si è mossa, e con quale abilità, la macchina organizzativa in occasione dei funerali di Papa Francesco: 400.000 pellegrini e 249 delegazioni straniere sono state accolte, ospitate, controllate quel triste 26 aprile di un anno fa in Piazza San Pietro. Con uno spiegamento di forze eccezionale per consentire, da Fiumicino e Ciampino, a presidenti e sovrani di arrivare da ogni parte del mondo, spesso per ripartire nella stessa giornata. Una prova di efficienza straordinaria. Possibile che la stessa città, le stesse istituzioni, non abbiano ritenuto – preferendo concedere una deroga all’evento serale, piazzato però il lunedì – di poter fare altrettanto per un derby e una finale di tennis a cinque ore di distanza?

Il ministro Abodi: “Andare davanti a un giudice sarebbe brutto”

GAZZETTA DELLO SPORT – A margine della conferenza stampa di Sport e Salute al Foro Italico, anche il ministro per lo Sport e i giovani Andrea Abodi ha commentato lo scontro tra Lega Calcio e prefettura di Roma sulla data del derby della Capitale: “Capisco il presupposto della contemporaneità e l’esigenza della Lega di mettere tutti insieme, ma si doveva immaginare prima di non fare il derby in questa giornata. Però ormai le cose sono fatte, ed e brutto per l’opinione pubblica che ci si trovi davanti ad un giudice“. Poi, ha aggiunto: “Sono scelte che vanno fatte a monte, ogni tentativo di risolverle a valle crea degli imbarazzi e soprattutto fa capire come non ci sia armonia. Il calendario di Serie A è pieno di condizionalità, purtroppo si vede che è sfuggita quella della finale degli
Internazionali di tennis
“.

Caos calendario, il prefetto decide: “derby lunedì sera”. La Serie A non ci sta

Un “pasticciaccio brutto”, direbbe Gadda. Comunque vada il caos che si è creato intorno al derby di Roma scontenterà qualcuno – e questo era chiaro da un po’ – ma il caso anche istituzionale che si sta creando di sicuro non lascerà una bella immagine non solo del nostro calcio, ma anche del nostro Paese. Nonostante la frettolosa ufficializzazione di anticipi e posticipi della penultima giornata fatta dalla Lega Serie A lunedì sera, con il derby e le altre quattro gare dei club impegnati in Champions fissati alle 12.30 di domenica, ieri intorno alle 13.30 la Prefettura della Capitale ha fatto uscire questa nota: “Alla luce delle valutazioni effettuate in sede di Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, con particolare riferimento ai profili connessi alla gestione dell’ordine pubblico e della mobilità urbana in concomitanza con un evento di rilevanza mondiale quale gli Internazionali Bnl d’Italia, in corso presso il Foro Italico, è stato disposto che l’incontro di calcio Roma-Lazio si disputerà nella giornata di lunedì 18 maggio 2026, con inizio alle ore 20.45“. Un provvedimento necessario secondo il Prefetto, che evidentemente ha ritenuto troppo rischioso gestire il deflusso della stracittadina alle 12.30 assieme all’arrivo degli appassionati di tennis per la finale in programma alle 17. Forse anche perché tra gli appassionati in questione, oltre a un’abbondante quota di stranieri, con un italiano in finale potrebbe arrivare anche il Presidente della Repubblica Mattarella. (…) La sicurezza viene prima di tutto, ma la tempistica del provvedimento è quantomeno rivedibile, soprattutto se pensiamo che il presidente Ezio Simonelli aveva parlato di derby domenica alle 12.30 già il 30 aprile. Anche per questo la Lega non ha mandato giù questa presa di posizione. In una lunga nota attacca duramente il Prefetto di Romache ha rinviato d’autorità il derby” ponendosi “in aperta e non comprensibile contraddizione con la sua stessa affermazione di non disputare la stracittadina di notte” e non tenendo “in alcun conto che il differimento di Roma-Lazio, in una giornata di gare sottoposta al regime della contemporaneità obbligatoria, determina inevitabilmente quello di altre quattro gare, che movimentano realisticamente 300.000 tifosi, i quali patiranno le intuibili conseguenze logistiche ed economiche della decisione presa“. Si parla poi di un provvedimento che “lascia intravedere il timore dell’Autorità di ordine pubblico di non essere in condizioni di poter gestire nel medesimo tempo le due manifestazioni” e di “tendenza interventista delle Prefetture e delle Questure, che modificano i calendari delle partite a proprio piacimento disinteressandosi dei problemi generati ai tifosi di casa e a quelli che viaggiano in trasferta, ai club, ai calciatori, alle televisioni nazionali e internazionali che hanno già programmato la messa in onda delle gare“, definendo poi la soluzione “un precedente estremamente pericoloso per la credibilità del sistema italiano nel gestire l’organizzazione di eventi nel nostro Paese“. Finita qui? Non proprio. La Serie A nella stessa nota “invita con forza le Autorità di ordine pubblico a revocare il provvedimento di rinvio. Diversamente, la Lega sarà costretta a reagire in ogni opportuna sede a tutela della competizione, degli interessi dei tifosi romani e del nostro campionato, nonché del nostro prodotto che, attraverso la mutualità, genera le risorse per il sostegno a tutti i livelli del calcio“. Insomma, l’idea è quella di tenere il punto. In che modo? Facendo subito ricorso al Tar del Lazio. (…) È probabile che già oggi si presenti richiesta di decreto monocratico al presidente della sezione competente (che non sarà la Prima Ter che solitamente si occupa di sport), che può pronunciarsi da solo senza nemmeno fissare un’udienza, dunque in tempi strettissimi. Una vittoria della Lega è difficile se non impossibile, visto che c’è di mezzo l’ordine pubblico. Ma in via Rosellini sono arrabbiati e vogliono comunque andare avanti.

(gasport)

Roma-Lazio, Pellegrini torna a disposizione di Gasperini

Buone notizie in casa Roma in vista del derby contro la Lazio. Secondo quanto riportato da Sky Sport, Lorenzo Pellegrini sarà a disposizione di Gian Piero Gasperini per la stracittadina. Il capitano giallorosso, reduce dai problemi fisici che ne avevano messo in dubbio la presenza, ha recuperato e potrà quindi rientrare tra le opzioni dell’allenatore per una delle sfide più attese della stagione. Resta ora da capire quale sarà il suo impiego e se partirà dal primo minuto o rappresenterà una soluzione a gara in corso.

Dall’amore nato fuori dall’Olimpico alla battaglia per Enea: a due anni il più giovane abbonato della Roma

Una storia d’amore nata fuori dallo stadio Olimpico, poi la battaglia più difficile e infine il legame indissolubile con la Roma. Nel corso della trasmissione di Rai2, La Porta Magica, andata in onda lunedì 11 maggio 2026, Matteo e Valeria hanno raccontato la loro storia e quella del piccolo Enea, oggi due anni, il più giovane abbonato giallorosso.

La coppia ha raccontato anche alcuni retroscena del proprio rapporto. “Insieme da quattro anni, ce lo siamo ricordati prima di entrare in puntata. In realtà non abbiamo neanche una data ufficiale di fidanzamento“, dice lei. “Vabbè, il 16 giugno per De Rossi“, replica lui tra le risate. Matteo, infatti, per uscire con lei, le aveva mandato una mail formale fingendosi la Roma, invitandola allo stadio Olimpico per la finale di Conference League, serata in cui, almeno secondo lui, sarebbe arrivato il primo bacio: “Io ricordo così, ma lei dice di no“. Poi il momento più difficile. Un giorno Valeria non aveva sentito il piccolo muoversi nella pancia per tutta la giornata, così si recò al San Camillo, dove, dopo un’ecografia, i medici le comunicarono che il bambino aveva l’intestino completamente rigirato. A Matteo venne spiegato che il piccolo avrebbe dovuto affrontare un intervento d’urgenza per un volvolo intestinale. Per tutto quel tempo, i genitori furono preparati al peggio, perché sembrava che il bambino potesse non superare la notte. In quel momento, però, l’incontro con un’infermiera, Lucia (entrata a sorpresa anche in puntata) che lasciò loro un messaggio di speranza: “Mamma tranquilla, non è detto che non ci rivediamo, qui succedono i miracoli, i bambini sono magici“. E così fu, finalmente, una bella notizia: Enea respira da solo. Dopo tre giorni viene dichiarato fuori pericolo e affronta anche un secondo intervento, ancora una volta con esito positivo. Oggi il piccolo sta meglio, anche se la gestione quotidiana resta delicata. La storia di Enea, diventato il più giovane abbonato della Roma, è stata raccontata anche sul sito ufficiale del club. E attorno alla famiglia non è mai mancato l’affetto del popolo giallorosso: “Gli hanno già dedicato tre striscioni in Curva Sud“, racconta la mamma. Nel corso della trasmissione non sono mancate le sorprese, a partire dal videomessaggio di Vincent Candela: “Volevo fare i complimenti a Valeria e Matteo, un abbraccio forte al più giovane romanista Enea“. Fino ad arrivare all’ultima sorpresa, direttamente dalla Roma: un invito a Trigoria per assistere a un allenamento dei giallorossi, naturalmente insieme al piccolo Enea.