Batosta Champions

IL TEMPO (L. PES) – Due indizi fanno una prova. Due sconfitte consecutive per la Roma fanno scivolare i giallorossi fuori dalla zona Champions. Partite segnate però da altrettanti episodi arbitrati contrari alla squadra di Gasp. Una settimana dopo il rigore negato a Genova per mani di Malinovskyi sul tiro di Koné, ecco il doppio giallo inventato per Wesley, anche stavolta sul punteggio di 1-1. Poi, però, c’è la partita. O per meglio dire le partite. Sì perché contro il bel Como di Fabregas, come al Ferraris contro l’ex De Rossi, La Roma di fatto non tira mai in porta e anche in parità numerica subisce costantemente gli attacchi dei lariani che nel primo tempo vengono sventati da Svilar e dalla dabbenaggine dei giocatori di casa. Ma nel secondo tempo, dopo l’ingresso di Diao e Douvikas, e complice un Svilar non impeccabile (parate ne ha fatte anche ieri, tante, ma sui gol di certo può e deve fare meglio), il Como fa ancora più male e la Roma crolla nuovamente nel finale di gara. Una gara oggettivamente dominata in lungo e largo dai ragazzi di Fabregas che sembravano andare al triplo, neanche al doppio, rispetto agli avversari. Un errore di impostazione dopo sei minuti permette alla Roma di sbloccare la gara su rigore con Malen (fallo di Diego Carlos su uno scaltro El Shaarawy che approfitta dell’errore di Sergi Roberto). Poi inizia il monologo lombardo. Nico Paz, Valle, Da Cunha e chi più ne ha più ne metta. Il portiere giallorosso mette le pezze dove può e la poca precisione avversaria salva la Roma. Il doppio cambio di Fabregas mette ancora più in difficoltà la Roma, Gasperini inserisce Rensch per El Shaarawy cercando copertura ma ecco che arriva il pari di Douvikas. L’unico sussulto romanista è nel contropiede che arriva dal riflesso di Svilar su Paz e che Malen spreca clamorosamente non servendo Pellegrini completamente solo a centro area. È l’ultimo barlume di vita. Al 64Massa espelle Wesley per doppio giallo fischiando un fallo su Diao che non c’è.
La Roma affonda, entrano Vaz, Pisilli, Tsimikas e Ziolkowski ma il Como continua a macinare calcio. La firma della vittoria è quella di Diego Carlos che si riscatta dopo il fallo da rigore e regala tre punti decisivi per la Champions. Dal virtuale +5 sul Como e +8 (considerando lo scontro diretto a favore) sulla Juve a quindici minuti dal termine della sfida dell’Olimpico d due settimane fa al desolante sesto posto a tre lunghezze dal quarto, occupato da Fabregas, e due dai bianconeri, con l’Atalanta che a suon di pareggi è tornata a soli 4 punti. Domenica all’Olimpico arriva il Lecce ma prima c’è il ritorno europeo col Bologna tutto da giocare, visto il trend negativo in campionato. L’ultima speranza rimane la primavera gasperiniana, dove di solito le sue squadre volano. Ma di certo ora la Champions si fa davvero complicata.

Como-Roma, Diego Carlos: “È un gruppo che ha grande ambizione, l’ho scelto per questo. Oggi tre punti importantissimi”

Parla l’autore del gol Diego Carlos, il difensore del Como, si è fatto perdonare, dopo aver causato il rigore su El Shaarawy (realizzato poi da Malen) segnando il gol vittoria. Il brasiliano ha fatto un bel regalo a Fabregas, i tifosi del Como e, soprattutto, anche a sé stesso, siglando la rete decisiva proprio nel giorno del suo compleanno. Ecco le sue parole:

DIEGO CARLOS A DAZN
Quali sono le tue sensazioni dopo una partita come questa?

È stata una serata incredibile. Era importante riuscire a rimanere dentro la partita perché in un match succedono cose positive e negative. Siamo stati bravi a farlo. Abbiamo preso tre punti importanti”.

Quando hai firmato per il Como pensavi alla Champions League?
Sono arrivato in un gruppo molto positivo fatto da giocatori giovani ed esperti. È un gruppo che ha grande ambizione e sono arrivato anche per questo, perché sapevo che la squadra avrebbe potuto ambire anche a traguardi importanti”.

Como-Roma, Fabregas: “Gasperini? Serve rispetto anche quando si perde si dà la mano”

Nel post partita del match tra Como e Roma, valido per la 29a giornata di Serie A e, soprattutto, per ottenere un posto in Champions nella prossima stagione (ancora nulla di deciso, ma la partita di oggi rappresentava una sfida cruciale per ottenere l’accesso nell’Europa che conta) l’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha risposto alle domande relative all’analisi della gara e alle conseguenze di questa importante vittoria dei lariani. Le risposte dell’allenatore spagnolo:

FABREGAS A SKY
Tanti temi da analizzare, colpisce quanto siate una squadra di altissimo livello anche con la rosa
Si, abbiamo qualità e varietà ed é importante. Ci sono tante partite all’interno di una partita. Puó cambiare in 5 minuti come oggi dopo il rigore. Contento della voglia e della prestazione della squadra. Era molto difficile oggi dopo il rigore continuare a giocare come ha fatto la squadra. Non possiamo perdere la nostra identità e dobbiamo alzare il livello”.

Tensione con la panchina
Non lo so, magari è una cosa abituale. Io ogni volta che perdo non sono mai non andato a dare la mano, quando si perde si va a dare la mano all’avversario anche se ti hanno massacrato o se credono che l’arbitro abbia sbagliato. È una questione di rispetto, mi sono arrabbiato ma va bene così”.

Bella partita, ormai ci siete per il quarto posto
Sono d’accordo che è stata una partita bella, io me la sono goduta, non solo per la vittoria. Partita molto intensa tra due squadre forti. Quando facciamo le scelte di portare alcuni giocatori con alcune caratteristiche è per questo. Quando conosci bene il giocatore sai cosa ti può portare e ti può far arrivare a risultati con personalità e coraggio. Poi bisogna anche allenarlo, alla fine diventa tutto più fluido e si giocano partite del genere in cui il piano gara cambia ogni 5 minuti e senza che io possa fare nulla perché sono fuori e ho anche l’emozione della partita. I ragazzi capiscono e gestiscono i momenti in cui cambia il piano gara. Li invito a continuare a giocare così perché siamo molto giovani ma dobbiamo mantenere umiltà anche dopo questa vittoria. Andiamo piano piano

FABREGAS A DAZN
È stata una partita molto bella per ritmo e idee, “da Champions” è stato detto in telecronaca. È d’accordo? È riuscito a salutare Gasperini alla fine?
Inizio dal calcio che è la cosa più importante. Da Champions assolutamente no, perché non stiamo in Champions. Il ritmo è stato alto, quando giochi contro le squadra di Gasperini sono sempre battaglie. Puoi andare 4-5 volte contro il portiere se hai un buon gioco o loro ti possono mettere in difficoltà se non sei sveglio. Sono contento della reazione della squadra perché non era facile continuare con il nostro piano dopo lo 0-1 del primo tempo. Penso che abbiamo continuato a giocare bene in un altro modo. Sul saluto a Gasperini? Sono abituato che dopo la guerra dei 90 minuti c’è il rispetto e si deve dare la mano. Anche io ho fatto cose recentemente di cui non sono orgoglioso, ma noi allenatori dobbiamo crescere su questo. Anche se non sei contento del risultato, dobbiamo migliorare, darci rispetto e la mano. Noi che siamo personaggi pubblici dobbiamo dare l’esempio”.

Oggi il centravanti era un difensore. Come l’avevi preparata?
Non mi piace parlare di calcio italiano o di un’altra parte. Da quando sono qua ho visto tante squadre che giocano uomo contro uomo e mi ha fatto crescere tanto come allenatore. Andavo a letto negli ultimi tre anni pensando a come trovare soluzioni contro squadra che vanno contro l’uomo. Se sei una squadra che vuole giocare devi trovare soluzioni. Abbiamo trovato questa soluzione oggi ed è andata benissimo. Sapevamo che contro Ramon doveva andarci El Shaarawy. Abbiamo potuto giocare a calcio in una zona più alta del campo. Gli abbiamo dato solo un’opportunità in quel modo che ha causato il rigore quando abbiamo sbagliato. Nel secondo tempo abbiamo attaccato molto più la profondità. Oggi è andata bene, un altro giorno se non andrà bene potremo dire che l’allenatore non ha preparato un buon piano, ma i protagonisti sono i giocatori”.

Lei non piace agli allenatori più esperti della Serie A?
Sembra di no, non lo so. Anzi non voglio dire di no perché non mi sembra rispettoso. Quando abbiamo perso contro l’Inter o la Lazio sono andato da Chivu e da Baroni anche se ero arrabbiato e ho dato la mano. Ma non voglio fare casino oggi. La cosa più importante è che il Como oggi ha vinto e spero che si parli al 99% di questo e all’1% di altro”.

CONFERENZA FABREGAS
Ho visto una squadra che in un modo o nell’altro abbiamo sempre trovato le giocate, ho visto una squadra consapevole e preparata. Anche dopo il rigore è facile perdere la testa, invece aveva tantissima fame. Questo è il grande merito di oggi. Continuità, mentalità, il percorso che cerchiamo qui a Como. Però umiltà e tranquillità, c’è la partita di domenica

Identità e coraggio oggi.
Alla fine è la cosa più importante. I ragazzi hanno tanta responsabilità a livello di gioco, soprattutto oggi dopo lo 0-1 possiamo dire che abbiamo sbagliato in un piccolo passaggio, bravi loro invece in pressione, ma sono stati bravi i ragazzi. Gliel’ho detto a metà primo tempo, dovevamo continuare con 2-3 cambi e dovevamo continuare a spingere

Gasperini non ha insistito sull’episodio dell’espulsione.
Se non ha voluto fare polemica lui, non la farò io.
Per me le caratteristiche dei giocatori hanno fatto la differenza nel secondo tempo, la partita


Quello che ha impressionato oggi è come i cambi abbiano cambiato la partita. Quello che ha fatto la differenza oggi sono stati i duelli vinti e le intuizioni sul gioco in profondita? E Da Cunha ha fatto una partita totale…
Non è una novità che Da Cunha faccia una grande partita oggi. Giocatore fondamentale per noi, da un anno solo gioca lì a 24 anni, ha una crescita importantissima. Non mi sorprende per niente. Ma lui sa che deve continuare a migliorare, c’è un margine di crescita importante per lui. È un capitano, ha una grandissima voglia, fame e rispetto per quello che fa. Poi la gente che non ha fame non può essere qui con noi. Lui dice a tutti quello che siamo noi. Poi sì, ci sono episodi che ti possono influenzare, ci sono certi casi che si studiano però ed è da gestire. Siamo giovani ma stiamo crescendo e stiamo maturando“.

L’anno prossimo si vede da un’altra parte?
Anche con la Champions League?

Ti risponderò. Non parliamo di Champions
League qui, siamo molto umili e stiamo crescendo, abbiamo una determinata filosofia, siamo molto giovani e non è qualcosa per oggi. Non oggi.
Quando arriverà, se arriverà, sarà una cosa alla quale dare il benvenuto. Per me da allenatore mi da orgoglio, non so cosa tara in futuro, tra uno o 20 anni, ma sono orgoglioso di questo gruppo oggi perché è molto importante per me
“.

Como-Roma, scintille Fabregas e Gasperini. Lo spagnolo: “Anche quando si perde bisogna dare la mano”. Il romanista: “Non stimo i loro comportamenti”

Momenti di tensione al termine della sfida tra Como e Roma. Al fischio finale si è infatti acceso un piccolo parapiglia nella zona delle panchine che ha coinvolto i due allenatori. Secondo quanto riportato daPaolo Assogna a Sky Sport, Cesc Fabregas avrebbe puntato il dito controGian Piero Gasperini, reo, a suo dire, di non aver salutato l’avversario al termine della partita. Il tecnico dei giallorossi, infatti, avrebbe lasciato immediatamente il campo dirigendosi negli spogliatoi senza passare dalla panchina del Como. Già all’andata i due si erano scontrati verbalmente sulle diversità legate alla proposta di gioco dell’uno e dell’altro, ma alla fine non ci sono state ulteriori conseguenze.


Nel post partita Cesc Fabregas ha fatto chiarezza su quanto accaduto: “Io ogni volta che perdo sono sempre andato a dare la mano, anche se ti hanno massacrato o se credono che l’arbitro abbia sbagliato. È una questione di rispetto, mi sono arrabbiato ma va bene così“.


Gian Piero Gasperini ha risposto alle parole di Fabregas ai microfoni dell’ANSA: “Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina“.

(ansa.it)

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Como-Roma, Da Cunha: “Quando vinci partite così significa che il lavoro fatto è buono. Sempre creduto in questo progetto”

Lucas Da Cunha, uno dei grandi protagonisti del Como di quest’anno, nonché unico giocatore rimasto dai tempi del Fabregas calciatore, ha risposto, dopo un’altra grande prestazione, alle domande sull’importanza della partita di oggi, valida per la 29a giornata di Serie A (anche e soprattutto per il discorso Champions) e su quello che potrà significare in ottica campionato. Le sue dichiarazioni:

DA CUNHA A DAZN
Che significa questo risultato?
Significa che il lavoro che facciamo è buono e si vede sul campo, perché vinciamo e facciamo punti. Quando vinci partite così significa che il lavoro è buono”.

Sei l’unico rimasto dalla Serie B. Se te l’avessero detto cosa avresti pensato?
Non pensavo a questo. Avevo creduto a questo progetto, sapevo che era buono per me anche in Serie B, ma non pensavo così”.

DA CUNHA A SKY
Siete una squadra che fa sempre bene, qual’è il segreto?
Non c’é un segreto, questo è il lavoro che facciamo ogni giorno. Proviamo sempre a fare male alle squadre, non sempre ci riusciamo”.

Como-Roma, Diao: “So di poter fare la differenza in queste partite. Vogliamo vincere e giocare bene”

Dopo la vittoria per 2-1 è stato intervistato uno dei protagonisti della partita odierna: Assane Diao (subentrato al 46′ al posto di Sergi Roberto), il calciatore senegalese, rientrato da poco da un brutto infortunio, ha deciso la partita con le sue accelerazioni e la sua fisicità, determinando l’espulsione dubbia di Wesley al 64′, episodio chiave della partita. Ecco le sue parole:

DIAO A DAZN
Sei rientrato oggi, come stai fisicamente?
Bene. È una stagione difficile, ma sapevo che adesso posso fare la differenza in queste partite. Cerco di aiutare la squadra”.


Sembra che abbiate leggerezza mentale.
Penso che abbiamo una mentalità vincente, vogliamo vincere e giocare bene. Uno parte all’inizio e uno dopo ma tutti sappiamo cosa dobbiamo fare”.

DIAO A SKY
Siete una squadra che fa sempre bene, qual’è il segreto?
Lavoriamo tanto con lo staff, loro sono fortissimi. Tutti noi sappiamo cosa fare per mettere in difficoltà le squadre che affrontiamo”.

COMO-ROMA: le probabili formazioni dei quotidiani. Koné dal 1′, ballottaggio El Shaarawy-Vaz per il posto al fianco di Malen

Tanti dubbi per Gasperini in vista della sfida di questa sera (ore 18) contro il Como. Tra i pali c’è Svilar. In difesa potrebbe tornare Hermoso dal 1′ minuto, al fianco di Mancini (unico sicuro di un posto da titolare), al posto dello squalificato Ndicka e Ghilardi (Ma occhio a Celik). Sulle fasce Wesley e Celik in vantaggio, ma potrebbero trovare spazio Rensch (in questo caso Wesley andrebbe sulla sinistra) e Tsimikas (se il turco dovesse rientrare nel terzetto difensivo). A centrocampo recuperato Koné, ballottaggio CristantePisilli, Nicolò rientrerebbe negli undici nel caso di un avanzamento sulla trequarti di Bryan. Il rientro di El Shaarawy dà qualche possibilità in più a Gasp, l’unico sicuro rimane l’insostituibile Malen, sembrano leggermente favoriti Pellegrini ed El Shaarawy

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso; Celik, Pisilli, Koné, Wesley; Cristante; Pellegrini, Malen.

IL CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Pellegrini; Vaz, Malen.

IL MESSAGGERO – Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Pellegrini; Vaz, Malen.

IL CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Celik, Mancini, Ghilardi; Wesley, Cristante, Koné, Tsimikas; Pellegrini; El Shaarawy, Malen.

IL TEMPO – Svilar; Ghilardi, Mancini, Hermoso; Celik, Pisilli, Koné, Wesley; Cristante; Pellegrini, Malen.

IL ROMANISTA – Svilar; Celik, Mancini, Ghilardi; Rensh, Cristante, Koné, Wesley; Pellegrini; El Shaarawy, Malen.

Giugliano: “La Champions all’Olimpico il mio sogno”

TUTTOSPORT (S. CAMPANELLA) – Tra poco più di ventiquattro ore dovrà cedere lo scettro di miglior giocatrice dell’anno. Quello meritato, un anno fa, dopo la splendida stagione 2023/2024 in cui, fascia di capitana al braccio, ha condotto la Roma alla vittoria dello scudetto e della Coppa Italia. Quello assegnato dell’Aic che domani sera premierà le migliori dell’ultima stagione. Quello che Manuela Giugliano si è tenuta stretta, senza mai viverlo come punto d’arrivo. Bensì come stimolo a migliorarsi e far migliorare la sua squadra. E a vedere dal campionato in corso le cose stanno andando piuttosto bene…

Manuela Giugliano, che valore ha questo premio assegnato dall’Aic?
È un premio che mi ha riempito d’orgoglio e che ha un valore ancora più speciale perché è assegnato dalle calciatrici che probabilmente hanno visto e apprezzato ciò che sono riuscita a esprimere sul campo“.

C’è un momento di quella stagione che secondo lei ha influito o che ricorda in particolare?
Potrei far riferimento a tanti gol o assist, ma in realtà credo che questo premio sia stato il frutto del percorso intero e della grande crescita che ho vissuto quell’anno. Penso alle mie colleghe sia arrivato questo“.

Tornando al presente, siete reduci dall’1-1 casalingo contro l’Inter nell’andata di semifinale di Coppa ltalia: è un risultato che vi sta stretto?
Abbiamo cercato di fare la nostra partita, come l’Inter preparandola in pochissimo tempo, e trovato un’ottima Runarsdottir sulla nostra strada. Al ritorno andremo a Milano con l’intenzione chiara di cercare un risultato positivo perché la Coppa Italia è uno dei nostri obiettivi“.


L’altro si può sussurrare, o solo immaginare, guardando la classifica di Serie A: Roma avanti 6 punti sull’inter e 8 sulla Juventus a sette giornate dalla fine. Di chi teme più il fiato sulcollo?
Un po’ di tutte, non soltanto di loro due. Di tutte le avversarie che dovremo affrontare da qui alla fine, per raggiungere l’altro obiettivo. Non dobbiamo scordare che quest’anno questa squadra ha iniziato un percorso nuovo e onestamente non mi sarei aspettata di trovarmi in questa posizione perché quando ricostruisci un gruppo giovane e contestualmente cambi tecnico non è semplice amalgamarsi subito e creare dinamiche positive. Noi ci siamo riuscite con il lavoro e quindi credo che ci troviamo meritatamente in testa, ma adesso dobbiamo pensare a una partita per volta“.


Nel percorso di Champions avete pagato proprio un po’ questa giovinezza?
Sicuramente ci è mancata un po’ di esperienza. Ma anche da questo percorso abbiamo imparato tanto e sono certa che il club sia pronto a investire anche per tornare a far bene in Europa. La Champions è un percorso bello da vivere e poi io ho ancora un sogno nel cassetto…“.

Quale?
Vorrei tornare a giocare all’Olimpico, in una grande notte di Champions“.

In che cosa il tecnico Rossettini l’ha aiutata più di tutto?
C’è una cosa molto importante: caratterialmente tendo spesso a farmi prendere dall’ansia perché penso troppo a lungo termine. Lui mi ha dato la serenità di chi deve e può pensare a una cosa, e quindi a una partita, per volta. Me lo ripete sempre. E questo mi ha fatto crescere tantissimo“.

Quest’anno l’abbiamo vista impegnata in diversi ruoli, anche in Nazionale. C’è una porzione di campo in cui crade di poter fare di più la differenza o dove semplicemente le piace di più giocare?
In questo momento della mia carriera direi trequartista dietro le punte, un po’ rifinitrice, un po’ tiro in porta, un po’ creo assist. Ma la realtà è che conta anche molto chi è l’avversario: mi piace comunque anche impostare il gioco“.

Da capitana della Roma, anche lai vede in Greggi il suo successore naturale?
Non ho dubbi in questo senso! Lei è romana e romanista, che è un ottimo punto di partenza, ma è anche molto intelligente e protagonista di un percorso di crescita importante: tutti i tecnici con cui ha lavorato le hanno dato qualcosa e lei si è sempre messa a disposizio-ne. Credo abbia ancora grandi margini di miglioramento e che meriti di diventare capitana di questa squadra“.


In questi masi segnati da tante partenze di sua colleghe, le è capitato di ripensare a quella maxi offerta da un milione di euro dall’Arabia che ha rifiutato? O magari ad altre che le sono arrivate?
Sono sincera, la proposta che ho avuto dall’Arabia l’avevo valutata subito, ma poi ho capito l’importanza della famiglia e quindi ho scelto una strada di-versa. Anche io ho avuto altre proposte negli ultimi mesi, da tre club americani e anche da due club europei che preferisco non citare, ma ho dato priorità alla mia vita personale“.

Pensando alla Nazionale: i risultati con Svezia e Danimarca hanno complicato in maniera decisiva la possibilità di vittoria del girone e quindi di accesso diretto al Mondiale?
Non sono preoccupata, sappiamo quanto siamo forti e quanto possiamo dare: certo che non abbiamo lavorato per due risultati così. Ma quello della Nazionale è un gruppo coeso che ha consapevolezza delle proprie qualità: sappiamo che possiamo ancora puntare al primo posto, ma adesso dobbiamo solo pensare a vincere le prossime due partite“.

Il suo sogno post carriera di dare vita a un’Academy che portili suo nome è ancoratale?
Si, è ancora nella mia testa. Mi piace l’idea di lavorare con i bambini e i ragazzi per vedere ogni passo della loro crescita. Vorrei riuscire a mettere a loro disposizione il mio percorso, a trasmettere ogni cosa per aiutarli a raggiungere il loro sogno“.

Pietralata fase 2: gli scavi archeologici

Dopo il via libera definitivo arrivato dall’Assemblea Capitolina al progetto di fattibilità tecnico-economica e alla pubblica utilità per il nuovo stadio della Roma a Pietralata, si apre la fase più operativa e delicata del percorso. Adesso gli scavi archeologici. (…) Successivamente si potrà convocare la Conferenza dei Servizi decisoria. (…) L’obiettivo è di posare la prima pietra entro il 2027, anno simbolo che coinciderà con Il centenario della fondazione della Roma. Il nuovo impianto sarà un’arena moderna da 60.605 posti totali, con una Curva Sud da circa 23.000 spettatori che si candida a diventare una delle più imponenti d’Europa. L’investimento complessivo supererà Il miliardo di euro.

(corsport)

Baturina è favorito su Jesus Rodriguez. Al Sinigaglia mille tifosi nel settore ospiti

Idee, mentalità e coraggio. Sono questi gli ingredienti che non dovranno mancare nel Como che sogna la Champions. (…) La sua squadra è in salute e la conferma giunge dai tre successi consecutivi nelle ultime giornate. Dal canto suo il tecnico spagnolo non intende aggiungere troppe pressioni: “in palio ci sono tre punti e nessuna motivazione in più“. Contro la Roma fiducia rinnovata nel 4-2-3-1: Kempf verrà schierato al centro della difesa in coppia con Ramon mentre sul vertice alto di sinistra Baturina è favorito su Jesus
Rodriguez
. In avanti spazio a Douvikas dal primo minuto, in panchina Morata.


Il quarto posto passa dal lago. E più precisamente dallo stadio Sinigaglia, teatro di una sfida che pesa, eccome, nella volata finale verso la Champions. (…) Nonostante il divieto di trasferta imposto ai tifosi giallorossi, lo stesso scenario vissuto appena giovedì al Dall’Ara di Bologna, il sostegno non mancherà. Anzi. Il settore ospiti dell’impianto affacciato sul lago sarà comunque esaurito. Soldout. (…) Saranno oltre un migliaio i romanisti presenti sugli spalti: tifosi che non risiedono a Roma e provincia, ma che non hanno perso l’occasione per stringersi attorno alla squadra di Gasperini. (…) Perché certe partite non si giocano solo in campo. Si respirano sugli spalti, nei cori, nella voglia di esserci a tutti i costi.

(corsport)