Dubbio Perrone, Convocato Diao. Sinigaglia pieno

Sinigaglia tutto esaurito per la sfida di Champions contro la Roma. Biglietti polverizzati già a inizio settimana. Fabregas conta molto sul calore della sua gente, l’effetto “Bombonera” lo chiama, in riferimento al famosissimo stadio del Boca di Buenos Aires.
L’anno scorso in casa Fabregas vinse 2-0 con gol di Gabrielloni e Paz., entrambi nel recupero: sulla panchina giallorossa sedeva Claudio Ranieri. (…) Contro Gasperini, Fabregas viene da due sconfitte, cocente quella nell’andata all’Olimpico in cui lo spagnolo perse per infortunio anche Diao e
Addai. Il senegalese potrebbe essere il protagonista della sfida. Le motivazioni non gli mancano: in questa stagione ha giocato con il contagocce a causa dei muscoli di cristallo. Vuole ritornare a essere decisivo. (…) All’ala destra il favorito è Vojvoda, dall’altro lato sorprenderebbe la rinuncia a Baturina, l’uomo più in forma: in gol a Cagliari e nel 2026 altre tre volte, compresi tre assist. In dubbio l’impiego dall’inizio di Perrone dopo la brutta botta presa a Cagliari. L’argentino si è allenato con più intensità nel corso della seconda metà della settimana e il fatto che sia stato convocato alza la percentuale di vederlo titolare. Il suo sostituto naturale in mezzo al campo è Sergi Roberto. Ma occhio anche all’arretramento di Baturina con Jesus Rodriguez alto a sinistra.

(gasport)

Scintille, idee e bel gioco: tra Fabregas e Gasperini è un duello di carattere

Non sono mai sfide banali, e questo già si sapeva. Oggi però va aggiunto che entrambi stanno lottando per l’entrata in Champions, che porta prestigio e tanti milioni. Superati ieri dalla Juve al quarto posto, Cesc Fabregas e Gian Piero Gasperini, 51 punti a testa, reciteranno sul palcoscenico logoro del Sinigaglia un copione caratterizzato da complimenti, stoccate e differenze. (…) Gasp è avanti 2-1. Tante carezze alla vigilia, poi irritazioni che colorano il seguito. All’andata prevalse la Roma: il Como venne soffocato dalla pressione giallorossa, costretto troppo spesso al lancio del portiere per togliersi le catene che Gasp aveva messo su ogni comasco. Gli fu concessa la miseria di un solo tiro in porta e Fabregas non digerì il metodo:
Troppi duelli uomo contro uomo, falli, simulazioni. In Italia si perde tanto tempo e non c’è spazio per giocare, noi lavoriamo tanto sulla creazione di gioco, ma oggi abbiamo fatto poco, pochissimo. Roma molto fisica, più fisica di noi“. Finì anche con lo spagnolo e Mancini stretti in una presa al collo non troppo amichevole. (…)
Calclo o calcetto? Gasperini aspettò qualche giorno, ma non si tirò indietro: “Del calcio di oggi non mi piace questo ricorrere sempre al portiere. L’altra cosa che mi piace meno è il tempo con cui gioca, il Como contro l’Inter ha avuto per 51 volte il pallone tra i piedi di Butez. Questa roba non piace alla gente, il calcio vuole dire giocare in avanti e non indietro. Ma che possesso palla è così? La gente vuole vedere contrasti, dribbling. Così diventa calcetto, che è brutto da vedere. Quando vedo il portiere che tiene il pallone per 15-20 secondi mi dispiace. Il Como ha giocatori fantastici, mi piace più vederla tra i piedi di quelli“.Come detto, lui all’Olimpico aveva evitato con il pressing il possesso palla prolungato di Butez. Cesc venne sondato dalla Roma, che, non ricambiata, poi virò su Gasp. (…) Un modo di vedere il calcio in maniera diversa, perché Gasperini è stato considerato un innovatore per come ha modernizzato concetti antichi, come ammesso dallo stesso ammiratore/rivale: “Gasperini si basa sull’uomo a uomo a tutto campo difensivamente, noi non lavoriamo così. Ma mi piace tanto come lo fa, perché i giocatori lo fanno al meglio. Offensivamente fanno l’opposto, portano tanta gente fuori, con il centrocampo spesso vuoto mentre a noi piace la densità“. Parole alla vigilia del primo incrocio, un anno e mezzo fa, quando il Como passò a Bergamo 3-2. Fu la prima vittoria in A del nuovo Como, dopo 21 anni e 4 mesi dall’ultima. Ma nel ritorno risultato opposto: 2-1 per Gasp. E Fabregas a lamentarsi: “C’è stata un po’ di tensione. A me dicono che non devo parlare con gli arbitri, ma lui lo fa sempre. Va bene che siamo il Como, ma ci vuole imparzialità e rispetto. C’è una panchina che ha sempre ur-lato, una squadra che nel finale perdeva tempo e l’arbitro lo ha sempre lasciato fare“. (…) Nelle ultime quattro partite disputate, quindi recupero con il Milan compreso, il Como ha mangiato cinque punti alla Roma. (…) Tra un impegno europeo con il Bologna e l’altro, Gasperini oggi è alle prese con la solita emergenza in attacco, mentre dietro recupera Mancini ma perde Ndicka. Anche il Como, come i giallorossi, può esibire la seconda miglior difesa del torneo (21 gol, uno in più del Milan), ma ha segnato 8 reti in più. E a Cagliari, nella terza vittoria consecutiva, ha dimostrato di saper cogliere i tre punti anche senza dominare o incantare. No, non sarà una sfida banale.

(gasport)

Malen è isolato. Il tecnico pronto a lanciare Vaz

Qualche dubbio Gasperini ce l’ha, esattamente come una tentazione. Perché se dietro l’assenza per squalifica di Ndicka sarà una mancanza pesante, davanti c’è da capire come dare la maggior assistenza possibile a Malen, sembrato sempre troppo solo nelle ultime uscite. Ed allora una soluzione prevede la possibilità di far giocare un po’ più alto Pellegrini, con Cristante schierato come trequartista centrale e dando cosi spazio soprattutto ai giocatori di consolidata esperienza per una partita che può essere decisiva in chiave-Champions. L’altra, invece, riguarda la tentazione, appunto: le due punte pure, con il giovane Vaz al fianco dell’attaccante olandese. (…) Nel caso in cui l’allenatore della Roma dovesse quindi propendere per questa seconda opzione, a lasciare il posto alla punta francese sarebbe Niccolò Pisilli, con Cristante che invece scivolerebbe in mediana e Pellegrini a fare il trequartista, esattamente come al Dall’Ara. Il tutto, ovviamente, sempre che Koné non riaccusi alcun problema muscolare. (…) Ma a meno di clamorosi colpi di scena Koné sarà in campo, troppo importante la sua presenza in una partita che può decidere molto del futuro vicino e lontano della Roma. Dietro, infine, Mancini dovrebbe scivolare al centro al posto di Ndicka, con Ghilardi a destra ed Hermoso (che domani si occuperà da vicino di Paz, com all’andata) a sinistra a fare i due braccetti. L’alternativa, in caso, è l’inserimento di Ziolkowski al centro, con Mancini tenuto nella sua zona abituale, a destra, al posto dello stesso Ghilardi.

(gasport)

I VOTI DEGLI ALTRI – Svilar “Svelto come una lepre”, Zaragoza “Non si vede”. Pellegrini “C’è e lotta”, Gasperini “Azzecca i cambi”

La Roma pareggia a Bologna in una partita caratterizzata da una grande intensità e da molti duelli. Dopo esser passata in svantaggio, grazie alla rete di Bernardeschi al 50′, ed un primo tempo giocato senza creare particolari problemi alla squadra di Italiano (l’unica occasione è quella di Zaragoza) la Roma ha iniziato a spingere producendo diverse palle gol, soprattutto con Malen, che, però, è stato fondamentale, dopo la palla recuperata da Cristante nel servire Pellegrini, autore del pareggio giallorsso. Giusto l’1-1 tutto sommato, con il doppio confronto che sarà deciso all’Olimpico. Il più positivo tra i capitolini è Mile Svilar (6.85), decisivo, come al solito, pronto a chiudere la saracinesca in più occasioni, ma che rischio nell’ultima uscita su Vitik: “Svelto come una lepre nelle letture, stratosferico in quel volo plastico sul tiro a giro di Bernardeschi e nell’immolarsi con il corpo per fermare Pobega.” (Il Corriere dello Sport). Bocciatura pesante per Bryan Zaragoza (4.92), entrato nella cronaca della partita per il solo tiro sbagliato nel primo tempo, quasi invisibile: “La palla che riceve da Malen dopo 20 minuti di nulla meritava un altro finale: da quella posizione almeno la porta va inquadrata. Per il resto non si vede: mai un dribbling o un’accelerazione. La sua partita dura un tempo.” (Il Messaggero). Si Riscatta Lorenzo Pellegrini(6.78), dopo la brutta prestazione con il Genoa si fa trovare al momento giusto nel posto giusto: “Dentro nella mezz’ora conclusiva, trova il modo di farsi perdonare dell’erroraccio genovese firmando il preziosissimo pareggio e servendo a Malen l’assist del possibile 2-1. Ogni volta che sembra cadere irrimediabilmente, Lollo c’è. E lotta insieme a noi.” (Il Romanista). Bene anche Gian Piero Gasperini (6.21), l’undici iniziale desta qualche dubbio, ma non sbaglia i cambi e rimette in carreggiata la Roma: “Strappa un pari in un momento delicato, tra assenze pesanti e giocatori scossi dagli ultimi risultati. La sua Roma ha il pregio di non mollare mai, anche se da punto di vista del gioco c’è da fare qualche riflessione, in entrambe le fasi, con la difesa che in particolare sembra avere dei pesanti blackout. Azzecca i cambi, aggiustando le pecche iniziali.” (Il Tempo).

LA MEDIA VOTI DELLE PAGELLE DEI QUOTIDIANI (La Gazzetta dello Sport, Il Messaggero, Il Corriere dello Sport, Il Corriere della Sera, La Repubblica, Il Tempo, Il Romanista)

Svilar 6.85
Celik 5.00
Ndicka 6.50
Ghilardi 5.78
Wesley 6.00
El Aynaoui 5.28
Pisilli 6.14
Rensch 5.35
Cristante 6.50
Zaragoza 4.92
Malen 6.92

Vaz 6.07
Tsimikas 5.92
Pellegrini 6.78
Hermoso 6.07

Gasperini 6.21


LA GAZZETTA DELLO SPORT

Svilar 7
Celik 5.5
Ndicka 6.5
Ghilardi 6
Wesley 5.5
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 6
Zaragoza 4.5
Malen 7

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6

Gasperini 6


IL MESSAGGERO

Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6
Ghilardi 6
Wesley 6
El Aynaoui 4.5
Pisilli 6
Rensch 5
Cristante 6.5
Zaragoza 4.5
Malen 6.5

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6

Gasperini 6


CORRIERE DELLO SPORT

Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6.5
El Aynaoui 6
Pisilli 6.5
Rensch 5
Cristante 6
Zaragoza 5
Malen 7.5

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6.5

Gasperini 6.5


CORRIERE DELLA SERA

Svilar 7
Celik 4.5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6
El Aynaoui 5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 7
Zaragoza 5
Malen 7.5

Vaz 6.5
Tsimikas 6
Pellegrini 6.5
Hermoso 6

Gasperini 6.5


LA REPUBBLICA

Svilar 7
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 6
Wesley 5.5
El Aynaoui 5
Pisilli 6
Rensch 5
Cristante 6.5
Zaragoza 5
Malen 6.5

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 7
Hermoso 6

Gasperini 6


IL TEMPO

Svilar 6.5
Celik 5
Ndicka 6.5
Ghilardi 5.5
Wesley 6
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6
Rensch 5.5
Cristante 6.5
Zaragoza 5
Malen 6.5

Vaz 6
Tsimikas 5.5
Pellegrini 6.5
Hermoso 6

Gasperini 6


IL ROMANISTA

Svilar 6.5
Celik 5
Ndicka 7
Ghilardi 6
Wesley 6.5
El Aynaoui 5.5
Pisilli 6.5
Rensch 6
Cristante 7
Zaragoza 5.5
Malen 7

Vaz 6
Tsimikas 6
Pellegrini 6.5
Hermoso 6

Gasperini 6.5

Gasp si aggrappa ancora a Malen l’assist per Pellegrini salva la Roma

Con due sterzate stava vincendo la partita. Da solo. Due semplici cambi di direzione che hanno mandato in tilt la difesa del Bologna. Ma la stella polare romanista Donyell Malen, questa volta, ha fatto il miracolo a metà: ispirando il pareggio di Pellegrini ma stampando sul palo il possibile gol della vittoria. Alla fine al Dall’Ara finisce 1-1, con Roma e Bologna che si danno appuntamento alla prossima settimana. (…) Per gli uomini di Gasperini è anche un grande sospiro di sollievo. Un pareggio, in rimonta, che rimette in piedi la qualificazione dopo l’iniziale svantaggio firmato Bernardeschi. O meglio, finalizzato dall’attaccante italiano ma pensato e costruito da Jonathan Rowe, ala sinistra di piede destro che per settanta minuti ha fatto impazzire la difesa giallorossa. Rowe, sinistro di piede destro. Sì, esattamente quel tipo di giocatore che la Roma rincorre da sei mesi e che ha portato ad acquistare nelle ultime ore del mercato di gennaio Zaragoza. (…) Talmente evanescente da far ripensare a Gasp il modulo scelto ad inizio partita. Fuori lo spagnolo, dentro Vaz. Rowe, dicevamo. Pensare che poteva essere un giocatore della Roma. Bloccato in estate dal club giallorosso in attesa che Sancho prendesse una decisione. Prestito con riscatto dal Marsiglia: era tutto deciso. Ma da Trigoria il semaforo verde non è mai arrivato. (…) Sliding doors. Che Pellegrini spera di aver riaperto con il gol del pareggio. Una risposta alle ultime opache prestazioni e forse una promessa per il futuro, tutto ancora da decifrare. Facendo quello che gli chiede Gasp. Assist e gol, da aggiungere a quelli di Malen. Perché senza Dybala, Soulé, Dovbyk e Ferguson, con Vaz ancora acerbo, Zaragoza e Venturino non giudicabili, l’attacco della Roma è tutto sulle spalle dell’olandese. E del numero 7. La miglior seconda punta a disposizione.

(La Repubblica)

Bologna s’illude, Roma sorride l’euroderby lascia aperto il finale

deciderà all’Olimpico giovedì prossimo l’euroderby tutto italiano (anche nei marcatori a referto) dopo un primo round equilibrato e divertente. (…) La Roma senza la sua qualità argentina si è aggrappata ai soliti pragmatici senatori italiani Cristante e Pellegrini, autore del pareggio, mentre il Bologna più fantasioso in attacco, quanto fragile in difesa, ha spolverato per il ct Gattuso un Bernardeschi mvp scintillante come ai bei tempi e non solo perla rete dell’1-O. Si può rinunciare a uno così in uno spareggio mondiale? Meglio come gioco i rossoblù nella ripresa e nel finale, ma gli errori individuali nelle due aree sono stati pagati cari assai e la Roma non ha rubato niente approfittandone. La squadra di Italiano in Europa dà il suo meglio: 6 vinte, 4 pareggiate e solo una sconfitta a settembre. Non giocava una partita così intensa da tre mesi, ma non è bastato. “Fossimo stati questi da gennaio avremmo vinto più partite – è il commento di Italiano -, ottima prestazione, grande partita di Bernardeschi, potevamo raddoppiare e come sempre paghiamo ogni mezzo errore. La sfida è aperta, ce la giocheremo“. “Pareggio giusto – ha detto invece Gasperini – . Al ritorno l’arbitro non concederà tutto quello che è stato concesso al Bologna e avremo lo stadio dalla nostra“. Ma dell’arbitro s’è lamentato pure Italiano: “Ha consentito a Ndicka di giocare troppo sporco“. (…) Gasperini ha dovuto rinunciare a sei uomini mentre Italiano li aveva tutti. Nel primo tempo il Bologna ha avuto due grosse occasioni con Bernardeschi mentre Zaragoza ha sciupato quella romanista e non è riemerso dall’intervallo. Il numero 10 invece al 1‘ non ha trovato la palla sull’assist di Rowe davanti a Svilar che al 44‘ è volato sul suo sinistro rotante dal limite. La squadra di Italiano per 45 minuti ha faticato molto a costruire dal basso, ricorrendo a tante pallonate lunghe sulle quali Castro-Ndicka e Rowe-Celik hanno animato i loro match di wrestling senza esclusione di colpi. (…) I due migliori rossoblù hanno confezionato l’1-0 al 4‘ della ripresa: slalom speciale tra tre paletti giallorossi di Rowe e scarico per il mancino griffato di Bernardeschi. Il Bologna non ha affossato una Roma confusa e puntuale è arrivato l’harakiri a spianare l’1-1 di Lorenzo Pellegrini, appena entrato: patetico stop mancato di Joao Mario, scippato da Cristante, mischione con Malen, Freuler e Skorupski e rete a porta vuota di Pellegrini vivisezionata dal Var. E c’è mancato pochissimo che la Roma non raddoppiasse con Malen murato da Casale e autopalo di Lucumi.
Assalto rossoblù inutile alla fine con traversa di Vitik di testa e due botte fuori di Pobega e Freuler.

(La Repubblica)

Decisivo l’Olimpico

La Roma ha visto il buio. L’ha toccato con mano, poi ha trovato la forza di rialzarsi. Ed è questa la miglior dote che Gian Piero Gasperini si è riportato a Roma ieri sera, oltre l’1-1 che lascia tutto aperto il discorso qualificazione. Ritorno che il tecnico giallo-rosso ha cominciato a giocare già da ieri, al termine della partita. L’ha fatto con queste parole: “Il fattore campo è stato un elemento, lo stadio ha condizionato molto. Giovedi prossimo all Olimpico sarà diverso, non sara possibile questo comportamento“. Senza mai nominarlo, il riferimento dell’allenatore era a una direzione arbitrale troppo permissiva. Direzione però che il tedesco Jablonski non ha fallito, perché ha usato lo stesso metro lungo tutti i 90 minuti. (…) “Non so quale poteva essere il motivo per togliere il gol e non ho capito neanche l’arbitro che voleva fare un annuncio, visto che quando fai l’annuncio il gol poi lo togli — ancora l’allenatore giallorosso —. Non so in base a cosa, abbiamo visto subito il monitor ed era veramente difficile togliere un gol del genere“. La Roma si è aggrappata a Svilar e a Malen: il primo ha evitato il disastro, il secondo ha costruito il pareggio e tanto altro. “Non ci è mancato il coraggio, non giudico negativamente la nostra prestazione — ha detto Gasperini —. Abbiamo avuto difficoltà, ma il risultato è giusto e abbiamo creato tanto. I gol subito? Le seconde palle sono determinanti: o hai un livello tecnico importante op-pure si finisce per giocare a rugby. Ma quando il clima cambierà, questa cosa finirà“. Ma in ogni caso si è visto calcio, soprattutto nel secondo tempo, quando uno Zaragoza inesistente è stato sostituito da un Robinio Vaz che ha cominciato a far vedere cose buone: “Noi abbiamo una squadra giovane, quindi qualche deficit di forza lo concediamo. Nei go minuti siamo venuti fuori bene. Questa squadra non ha mai avuto un deficit caratteriale“. Sui singoli: “Per Zaragoza questo tipo di partite non sono il massimo, può diventare un’arma in più per noi con altre temperature o nei minuti finali“. Viene da chiedersi perché abbia giocato, allora: “Robinio Vaz è entrato molto bene e con fisicità, in questa partita è stato propositivo“. Propositiva come la Roma tutta, che ha avuto un merito enorme: non è uscita dalla partita nel momento più complicato. (…) Però persino ieri sera Gasp ha trovato il modo di attaccare il mercato fatto dalla società: “El Aynaoui? La Coppa d’Africa fa questo effetto, bisogna stare attenti a prendere questi giocatori che giocano quella competizione“. Pure Ndicka,
però, l’ha giocata.

(corsera)

La magia di Bernardeschi non basta al Bologna. Gasp, pari e polemiche

Funziona che quando metti di fronte due allenatori che ordinano alle loro squadre l’intensità; (…) che quando metti in campo giocatori che amano l’uno contro uno; e che quando ad arbitrare c’è un direttore di gara che non tollera le simulazioni e consente i contatti… (…) ecco, quando ci sono tutti questi ingredienti viene fuori un match davvero europeo, anche se ad affrontarsi sono Bologna e Roma. (…) L’1-1 lascia aperto il discorso qualificazione in vista del ritorno all’Olimpico di giovedì prossimo. Ed è un risultato giusto a contare il numero di occasioni, anche se la partita l’ha fatta di più il Bologna, la migliore edizione di questo 2026. (…) Italiano ha cambiato la rotta della sua squadra — sette sconfitte nelle ultime 9 in casa in serie A — appoggiandosi a due esterni offensivi, Rowe e Bernardeschi, che hanno mandato in crisi le letture difensive della Roma, soprattutto di un disastroso Celik. Non è un caso che siano stati a loro a disegnare il vantaggio rossoblu in apertura di ripresa:
taglio da sinistra verso il centro dell’inglese e sinistro perfetto di Bernardeschi. (…) Inizio di secondo tempo che era stata la naturale prosecuzione del primo, che si era chiuso con un intervento doc di Svilar ancora su Berna e una chance sprecata da Pobega. La Roma dei primi 45′ era stata tutta in un gol fallito da Zaragoza, costantemente in difficoltà. Gasperini è stato bravo a tornare sui suoi passi: fuori lo spagnolo e dentro Robinio Vaz, che ha dimostrato di avere qualità utili già da subito nonostante le bocciature già ricevute dentro e fuori Trigoria. Intorno a un Malen straripante, la Roma ha grattato la partita e ha sfruttato un errore madornale di Joao Mario per costruire sull’asse Cristante-Malen-Pellegrini il gol del pareggio. Prima e dopo, ecco i due pali di Malen e un’altra chance fallita da Pobega: sarebbe stato il 2-0 e punizione severa per la Roma. Gasp dunque si è rialzato, dopo il ko di Genova. E poi ha trovato il modo di fare polemica ancora una volta con la direzione arbitrale: “Lo stadio ha condizionato in positivo il Bologna, ma sarà difficile che all’Olimpico venga concesso quanto è stato concesso qui“. Italiano, invece: “Abbiamo fatto meglio noi, siamo stati puniti solo da un episodio“. Al ritorno ci sarà (ancora) da divertirsi.

(corsera)

“ll pareggio è giusto. A Roma ci sarà una partita diversa”

LA GAZZETTA DELLO SPORT (A. PUGLIESE) – Tutto rimandato a giovedì, quando l’Olimpico potrà avere un peso specifico importante. Ne è certo Gian Piero Gasperini, che ieri lo ha detto senza mezzi termini, aggiungendoci anche un pizzico di polemica. “Abbiamo giocato in un ambiente difficile, dove ogni situazione è stata amplificata dal pubblico – dice l’allenatore della Roma -. Questo comportamento non sarà possibile nel nostro stadio, dove certe cose saranno di certo più equilibrate. Al ritorno sarà difficile che passi tutto ciò che è passato qui a Bologna“. (…) “Come a Genova è stata una partita molto fisica – dice ancora Gasperini -. Si è giocato sempre sulle palle lunghe e non sempre siamo andati bene sulle seconde palle. Che oramai sono determinanti, con queste pressioni alte che fanno tante squadre si è costretti a giocare la palla lunga. E o hai un livello tecnico importante o sei costretto a giocare a calcio-rugby. E lì per costruire azioni da gol sono importanti proprio le seconde palle. Devi avere giocatori fisicamente strutturati, la costruzione del gioco è più difficile. Probabilmente con altri climi e altre temperature si comincerà a giocare un calcio più palleggiato. Di certo sia Roma sia Bologna al ritorno possono offrire una partita diversa“.
A conti fatti, però, Gasp è sicuro che alla fine il pareggio sia il risultato più giusto. Per come si è sviluppata la partita e per come si sono equilibrate certe situazioni. “E’ giusto così, anche perché noi siamo riusciti a creare parecchie situazioni pericolose – dice -. Nei 90 minuti siamo stati bravi, contro una squadra che ha dei giocatori forti come Bernardeschi ad esempio. L’atteggiamento e il coraggio non ci è mai mancato. La prestazione non la considero negativa, abbiamo avuto anche dei momenti difficoltà a cui però abbiamo reagito bene“. Quindi il giudizio sui singoli, ad iniziare Zaragoza. “Questo tipo di partite non è il massimo per lui, quando si gioca sulle palle lunghe. La stagione è lunga, con altre temperature o nei minuti finali potrà diventare utile, quando l’aggressività è meno forte. Vaz invece è entrato bene, con una buona fisicità, positivo in questo tipo di partite. Pellegrini? Lasciamolo stare, non si può parlare sempre di lui. A volte gioca bene e altre male, come tutti“. Quindi un pensiero sugli infortunati (“Su Soulé è difficile fare previsioni, ma penso di riaverlo dopo la sosta. Koné invece ha avuto un fastidio e abbiamo preferito così, visto la gara di Como e il ritorno con il Bologna“) e la chiusura su EI Aynaoui: “Non è lo stesso di prima: la Coppa d’Africa fa spesso di questi guai, ma giocando si riprenderà. Non è il primo, c’è una casistica altissima, per questo bisogna stare molto attenti a prendere giocatori che poi vanno in Coppa d’Africa“. Nel dopo partita ha parlato anche Mile Svilar: “Era importante fare risultato – ha detto il portiere-, importante in vista della gara di ritorno. Le squadre contro di noi giocano molto con palloni alti e ci tolgono un po’ il nostro gioco. Se loro giocano sporco, dobbiamo farlo anche noi“.

Bologna-Roma: decide l’Olimpico

Proprio un derby: duro, a lungo bloccato e poi improvvisamente effervescente. Non una bella partita, ma una vera battaglia che rimanda il verdetto sulla qualificazione ai quarti di Europa League. Appuntamento all’Olimpico, dove Bologna e Roma ripartiranno dal pareggio di ieri. Il risultato è onesto: i rossoblù sono piaciuti un po’ di più, ma i giallorossi hanno creato quanto gli avversari. Pobega avrebbe potuto portare la sua squadra sul 2-0 dopo la perla di Bernardeschi, Malen ha avuto la chance per firmare 1-2 che avrebbe indirizzato il passaggio del turno. (…) La Roma è stata condizionata dalla povertà di soluzioni offensive: nessuno merita di essere bocciato subito, ma per il momento Zaragoza appare troppo leggero e spaesato. (…) Serve tempo, soprattutto per i nuovi acquisti che arrivano dall’estero, ma il ritorno è tra sei giorni e Gasp dovrà studiare bene cosa fare, visto che non rientreranno né DybalaSoulé. Vaz, subentrato a Zaragoza a inizio ripresa, non ha rubato gli occhi, ma è stato utile. E in panchina c’era El Shaarawy che avrebbe vestito meglio i panni indossati con estrema scomodità da Zaragoza. La brutta prova di Wesley ha ulteriormente spento le velleità offensive della Roma, brava comunque a sfruttare l’occasione del pareggio e a creare pure quella del raddoppio. (…) Italiano, prevedendo una Roma aggressiva uomo su uomo, ha deciso di svuotare la zona centrale e di aprire un’ampia fetta di campo nella quale lanciare i tre attaccanti. Gasperini, infatti, ha piazzato Cristante alle spalle di Zaragoza e Malen soprattutto per mandarlo a infastidire Freuler. Il Bologna ha invitato la pressione giallorossa abbassandosi e tornando spesso dalle parti di Skorupski, (…) che aveva il solo scopo di far salire gli avversari e trovare lo spazio per la fiondata lunga. Ndicka è stato bravissimo a stoppare ogni velleità di Castro (magari facilitato da un arbitro per il quale sono lecite tutte le trattenute che non comportino l’uso della camicia di forza), ma sulle seconde palle i rossoblù arrivavano prima. Rowe e soprattutto Bernardeschi hanno messo in difficoltà i giallorossi. Gasperini intorno alla mezz’ora è passato al 3-5-2 arretrando Cristante tra El Aynaoui e Pisilli. Il Bologna allora si è affidato al tiro da fuori e alle palle inattive. Al 44Bernardeschi ha saltato Wesley e Pisilli e ha tuonato verso l’incrocio: paratona di Svilar. Nel recupero su azione d’angolo Pobega non ha avuto la prontezza per mettere bene la testa dopo una spizzata di Casale. La Roma è sembrata a lungo irretita e solo una volta, rubando palla e ripartendo rapidamente sull’asse Cristante-Malen, ha creato un’occasione sprecata con un diagonale impreciso da Zaragoza. A stappare la gara al 5‘ della ripresa è stato Federico Bernardeschi, (…) per distacco il migliore in campo, ha sbloccato la sfida con un meraviglioso sinistro all’incrocio. Nell’occasione è stato bravissimo Rowe a controllare un pallone alto e a gestirlo in mezzo a Celik, Rensch ed El Aynaoui prima di evitare l’intervento di Pisilli e di servire Bernardeschi, libero anche per il totale disinteresse di Wesley. Qui ai giallorossi sono mancate l’applicazione e la ferocia che Malen mostra sempre: dopo tre minuti l’olandese prende un palo esterno dopo un bel lancio di Rensch. Gasperini capisce le difficoltà di Wesley con Bernardeschi e cambia fascia al brasiliano mettendo Tsimikas a sinistra. Ma l’ingresso che fa la differenza è quello di Pellegrini. Pobega sbaglia il raddoppio dopo un filtrante splendido di Bernardeschi (ancora bravissimo Svilar), Pellegrini non spreca l’assist di Malen, innescato da Cristante dopo una follia di Joao Mario che cerca di controllare un rinvio altissimo di Svilar regalando la palla agli avversari. Nel finale prima Pellegrini imbuca per Malen, che salta un paio di avversari e costringe Lucumi all’autopalo e poi Vitik colpisce la traversa su azione d’angolo. Ma il risultato non cambia più. Arrivederci all’Olimpico.

(gasport)