Gasp tra i rimpianti e le soluzioni estreme. Non c’è solo El Sha per la fascia sinistra

Capitan El Shaarawy è pronto. C’è il derby, toccherà a lui, sì. Per mancanza di avversari, non ce ne voglia il Faraone. Gasp s’è infilato […] dentro un cul-de-sac: proprio lì, a sinistra, non c’è più (quasi) nessuno, o quantomeno la sua Roma ad oggi è ai minimi termini. Leon Bailey è fermo dal principio, quando ancora doveva cominciare la stagione; Paulo Dybala […] ci ha salutato e dato appuntamento tra un paio di settimane, come minimo. Tommaso Baldanzi ed El Sha sono quelli rimasti a disposizione: il primo era stato praticamente ceduto al Verona, il secondo viene considerato un’ottima alternativa. Non che Gasp, in estate, potesse prevedere certi infortuni, ma qualcosa aveva immaginato, specie sulle condizioni fisiche di Dybala e certe sue fragilità. Non a caso, aveva insistito su un altro attaccante, proprio per non restare scoperto e non forzare la mano con i fuori ruolo. Oggi sarebbe stato utile anche George, ma Gasp voleva un titolare (Sancho, Fabio Silva), non una riserva o un giovane di belle speranze. […] La situazione in vista del derby è problematica e di difficile soluzione. Vediamo come ne può uscire Gasp, tanto ormai l’attaccante in più che desiderava non c’è.

1) Come detto, El Sha è l’idea più scontata. Lui sì, esterno d’attacco di piede destro che ama giocare a sinistra. Il Faraone è partito titolare nelle prime due partite, non con il Toro. Ha sempre risposto dignitosamente e i derby li conosce.
2) El Aynaoui. È la soluzione più conservativa, che abbiamo visto […] proprio domenica scorsa. Il marocchino ha doti offensive, ma non è un attaccante come lo intende Gasp e in questo momento non ha ancora mostrato il meglio di sé. Pellegrini? Sarebbe l’alter ego di El Aynaoui, ma domenica Gasp non lo ha preso in considerazione nemmeno quando ha fatto uscire lo stesso Neil. Ad oggi è più facile pensare a un impiego di Baldanzi che non di Pellegrini, ma non si sa mai. Lorenzo poi, è uomo derby e magari questo conta per Gasp, che potrà lavorarci per una settimana intera[…].
3) Angeliño. Qui siamo alle ipotesi più estreme. Lo spagnolo può essere spostato qualche metro avanti, con alle spalle Kostas Tsimikas, che però è appena arrivato e ha zero minuti di serie A nelle gambe. Soluzione estrema, appunto. Ma ha un suo perché:
lo spagnolo è bravo anche a giocare dentro il campo, sa palleggiare con i compagni ed è in grado di proporsi per assist e tiri in porta.
4) Ferguson. E anche qui siamo alla soluzione estrema. L’irlandese, rispetto a Dovbyk, è in grado di giocare su tutto il fronte offensivo. Sa fare […] la seconda punta, più di movimento. Sa usare entrambi i piedi e partendo dalla mattonella di sinistra può creare problemi alla difesa della Lazio, cercando anche il dialogo con il centravanti. Il “problema” per Gasp e che questa soluzione prevede l’impiego di Dovbyk dal primo minuto e lui è ancora indietro nella conoscenza dei meccanismi offensivi e dei movimenti che una punta centrale deve fare in una squadra di Gasperini. Artem sta lavorando sugli smarcamenti, sulla velocità e sulla postura. Deve velocizzarsi, guardare la porta più che dargli le spalle. Ci riuscirà in pochi giorni ad assimilare il tutto?

(Il Messaggero)

Dybala ne salta tre. Il gol è sconosciuto: Gasp studia le mosse

Gasperini non fa gol. Ma ha sulle spalle una missione grande così: insegnare ai suoi a fare amicizia con la porta avversaria. Giusto per dare un riferimento: il tridente che ha chiuso la partita con il Torino ha nelle gambe […] un totale di 21 reti. Totale innalzato decisamente da Soulé con il Frosinone, 11 gol e una doppia cifra che Baldanzi e Ferguson hanno visto col binocolo in carriera. Ma da qualche parte bisogna pure iniziare. Da oggi la Roma comincia a preparare un derby che sa già di piccolo grande bivio. E non si parla di classifica. Ma di sensazioni, di vibrazioni, di ragionamenti: il colore di questo primo mese di campionato cambia eccome, a seconda del risultato di domenica.

Quel che non cambia è l’umore di Paulo Dybala, nero, dopo che gli esami hanno evidenziato una lesione muscolare alla coscia sinistra, non troppo grave (circa 15 giorni di stop) ma abbastanza per tenerlo fuori dalla partita con la Lazio. E continua a essere out anche Bailey, che non è ancora tornato in gruppo e che probabilmente entrerà tra in convocati con il Verona. E allora, che cosa si inventa
Gasp per il derby? I punti fermi sono due: Soulé e Ferguson, che tornerà titolare. La terza è una maglia ballerina, tra El Shaarawy e El Aynaoui.
Improbabile che venga preso in considerazione Baldanzi. La sorpresa potrebbe essere un Angelino portato più avanti, se Tsimikas desse segnali giusti in settimana.

Ma siamo nel campo delle ipotesi. […] C’è poi la possibilità che la Roma giochi solo con due punte, dunque recuperando una terza maglia per un centrocampista. In quel caso, in corsa ci sarebbero Pisilli e anche Pellegrini, ammesso che la condizione fisica gli consenta di avere un minutaggio sufficiente. Attenzione anche agli altri ruoli, la settimana è lunga, Gasp ha tempo per valutare bene. Ad esempio in difesa prima o dopo una maglia da titolare la riavrà Celik, chissà che non sia già domenica l’occasione giusta.

Ma Gasperini ha necessità di guardare anche oltre. La qualità che l’allenatore riconosce a Pellegrini non sarà ignorata a lungo, anche solo per dirigere il centrocampo in coppia con uno tra Cristante e Koné: non ha cambio di passo, ma certamente una visione di gioco superiore ai due. E Gasp ha bisogno anche di recuperare Dovbyk, con il quale è stato molto duro in conferenza. La speranza è quella di stimolare una reazione dell’ucraino: alla Roma gli attaccanti servono tutti. Col Torino Gasp ha chiuso con 1,03 di expected gol. La sua Atalanta terminò lo scorso campionato al primo posto nella speciale classifica con 79,87 xG a partita, una media di 2,1 ogni 90′. C’è da fare.

(corsera)

Senza gol e senza Joya

Non è tanto il ko inatteso contro il Torino a lasciare perplessi. In un processo di crescita, con un allenatore nuovo, dopo due vittorie consecutive e soprattutto in avvio di stagione, si può anche scivolare. Il problema è che sono bastati 90′ e un avversario che ha difeso a cinque […] per mettere a nudo quello che Gasperini ha provato a evidenziare in estate. Ognuno scelga il termine che preferisce ma forse qualità è quello che riassume meglio quello che aveva in testa il tecnico di Grugliasco. Che premesso e a scanso di equivoci: domenica è rimasto ancora una volta sorpreso da Baroni e non ha convinto né nelle scelte iniziali tantomeno in quelle a partita in corso.

Detto ciò, se un allenatore trascorre tre mesi rimarcando che è disposto a rinunciare ad un centrocampista per avere un attaccante in più; che «quello che vogliamo fare dipenderà da quanto riusciremo a essere re forti davanti. Tutte le squadre spendono grandi cifre per gli attaccanti. Quando hai giocatori forti in attacco, sei anche più competitivo»; che lascia intendere che quello che in teoria è il centravanti titolare (Dovbyk) c’entra poco con la sua idea di gioco, qualche giustificazione ce l’ha. Perché quando si parla di Gasp si commette sempre l’errore di pensare che sia un tecnico che pensa soltanto a gente di quantità, a corridori, corazzieri e recuperatori di palloni. Ossia che sia uno che privilegia la fisicità alla qualità. Non è così: queste, se possibile, devono andare a braccetto, ma la qualità nelle sue squadre è indispensabile.

E invece nella costruzione della Roma, il dubbio è che proprio nel reparto che il tecnico considera fondamentale, ce ne sia veramente poca. A destra ci si aggrappa a Soulé e ad un Dybala che è l’unico campione in rosa ma già si è fermato […] e non regala certezze sul suo impiego futuro; a sinistra si aspetta Bailey come la pioggia nel deserto e chi dovrebbe sostituirlo (El Shaarawy e Baldanzi) o ha dovuto adattarsi (Dybala), non regala garanzie tecniche o fisiche. Senza contare il discorso centravanti: di Dovbyk […] ha detto soprattutto Gasperini, stroncandolo nel post-gara di domenica. Resta Ferguson: un talento, uno bravo a calciare di destro, di sinistro, forte di testa, sportivamente cattivo, ma che rimane – ad oggi –
un ragazzo di 20 anni che in carriera nei club ha segnato 17 gol, quanti il vituperato Artem ha collezionato lo scorso anno da queste parti, cambiando la bellezza di tre allenatori.

[…] Che la Roma dopo tre giornate abbia segnato solo due reti (minimo storico di Gasperini) sorprende fino ad un certo punto. Mancano i gol, ma ridurre tutto alle difficoltà che i calciatori possono avere nel capire i nuovi metodi sarebbe limitativo. […] Il problema è più profondo. E questo è confermato dal fatto che anche la Roma di Ranieri […] segnava con il contagocce. Sommando ai primi 270′ stagionali, le ultime 12 partite di Claudio, solo in tre casi i giallorossi hanno segnato più di due gol […]. Le difficoltà vanno dunque ricercate a livello strutturale, nel numero esiguo di calciatori che saltano l’uomo e creano superiorità numerica, nella qualità degli interpreti […]. Non è un caso che Ranieri […] disse che in estate sarebbero serviti calciatori con gol nelle gambe. In tal senso, tolto Bailey e aspettando che Ferguson sbocci e conosca meglio il nostro campionato […] non è arrivato nessuno.
Questo non vuol dire che la Roma si fermerà a domenica. Ripartirà, vincerà le sue partite, sgomiterà per entrare in zona Champions. Ma pensare che Gasp, solo perché è Gasp, possa fare i miracoli è sbagliato. Va assecondato. A partire da gennaio. Paletti o non paletti del FPF.

(Il Messaggero)

Dybala fuori due settimane: nel derby un nuovo tridente

Attacco sinistro. Nel reparto preferito da Gasperini si parla una sola lingua. Dei sette riferimenti offensivi della Roma, cinque sono mancini: da Baldanzi a Dybala, da Bailey a Dovbyk e ancora Soulé. Il piede simbolo del genio calcistico a Trigoria diventa fattor comune, qualità ordinaria e prevedibile. Non solo per gli avversari, ma per lo stesso Gasperini, costretto a ingegnarsi per mascherare le falle del mercato. L’attacco rammendato contro il Torino ha fatto luce sulla polvere nascosta sotto le prime due giornate, dove la Roma ha comunque faticato a concretizzare […].

Ecco allora che le richieste del tecnico […] erano fondate. L’esterno alto di piede destro avrebbe dato una grande mano. Gasperini l’aveva capito subito e su questo ha spinto nel corso delle trattative, incassando dalla società una risposta dolceamara: per comprare i giocatori forti bisogna vendere i pezzi migliori. E quindi Koné, per qualche istante, si era visto fuori da Trigoria, direzione Milano nerazzurra. Una soluzione certo sgradita, che Gasperini ha immediatamente bloccato sul nascere. Ma il ragionamento non cambia.
Per i prossimi mercati, visto il bilancio da ripianare, la filosofia che ispira le trattative resta quella degli ultimi anni: sostenibile.

Quindi le soluzioni vanno cercate altrove. Sul campo e in panchina. Gasperini dovrà inventarsi qualcosa di nuovo, imprevedibile per davvero. Non il tridente leggero visto contro il Torino, anche perché – almeno per due settimane – Paulo Dybala sarà fermo per via della lesione muscolare di basso grado alla coscia sinistra rimediata nel primo tempo. L’argentino salterà il derby, la prima sfida di Europa League e quella col Verona. In attesa del rientro di Bailey, previsto a fine mese, l’ipotesi più suggestiva è quella del bis di centravanti: Dovbyk e Ferguson insieme. «Ci può stare, vediamo», ha detto. Difficile vederli così nel derby. […] Così, nel reparto dove Gasp chiedeva le certezze, regna il massimo della precarietà.

(la Repubblica Roma)

Gasperini e il problema del gol

Il gol. Questo è il problema. E lo è ancora di più per una squadra che in panchina ha Gian Piero Gasperini, tecnico che ha costruito la sua carriera di successo giocando con la filosofia di segnare un gol più dell’avversario piuttosto che prenderne uno in meno. È questa la sintesi della doccia gelata arrivata in casa giallorossa con la sconfitta subita contro il Torino all’Olimpico. Appena due le reti, seppur decisive per altrettante vittorie, segnate nei primi 270′ di campionato, la sensazione forte e chiara di una evidente difficoltà della Roma a creare situazioni da gol nonostante i 22 tiri contro il Torino, il sospetto assai preoccupante che tutto il reparto degli attaccanti faccia una dannata fatica a essere quello che vorrebbe Gasperini.

Lui ci ha messo del suo contro i granata, mandando in campo una formazione senza un centravanti di ruolo, Ferguson e Dovbyk in panchina, con l’intenzione di non dare punti di riferimento agli avversari quando poi in realtà i punti di riferimento ha fatto fatica la stessa Roma a trovarli giocando una partita sbagliata sotto tutti i punti di vista. Forse c’è da dire che dopo le due vittorie iniziali in campionato, ci si è un po’ tutti lasciati andare a un ottimismo perlomeno prematuro, dimenticandoci dei limiti strutturali che comunque ci sono in una Roma che sul mercato non ha potuto fare tutto quello che auspicava il tecnico […].

Il risultato è che il reparto offensivo è un gruppo di giocatori che sono un quiz.
Ferguson è un ragazzone irlandese che è reduce da stagioni complicate tra un grave infortunio e una difficile risalita. Dovbyk sta confermando di essere un centravanti poco adatto al calcio italiano. Bailey non ha fatto in tempo ad arrivare che si è infortunato. Dybala continua confrontarsi più con i medici che con lo staff tecnico. Soulé è un giovane di grande prospettiva ma ha bisogno di crescere. El Shaarawy sembra agli ultimi fuochi della sua carriera. Baldanzi è un’ipotesi di calciatore di alto livello che continua a scontrarsi con una realtà che non pare essere la sua. La somma non fa altro che confermare ilimiti offensivi di una Roma incapace o quasi di garantire quella produzione offensiva che è vitale per una squadra che al timone ha un allenatore come il Gasp.

(la Repubblica Roma)

Spettacolo annunciato e il derby sorride a Maurizio

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – È iniziata quella settimana dell’anno in cui nella Capitale si respira un’aria diversa. Sono i giorni che separano la Roma e la Lazio dal derby, in programma domenica all’Olimpico (ore 12:30). «Il derby è una partita a sé» ha dichiarato Gasperini, mentre Sarri l’ha definitivo come «emotivamente massacrante, la sfida più difficile e pesante mai affrontata». Entrambe le squadre arrivano all’appuntamento con il morale sotto i piedi dopo le sconfitte con Torino e Sassuolo. Il tecnico giallorosso dovrà fare a meno di Dybala, mentre l’allenatore biancoceleste spera di recuperare Rovella e Castellanos.

Gli ultimi tre incroci raccontano di una Lazio senza vittorie. C’è il derby deciso da Mancini, che regalò il primo successo in una stracittadina al De Rossi allenatore. E, poi, quelli della passata stagione.  All’andata il club giallorosso si trovava a quindici punti dai «cugini», ma si portò a casa la vittoria – guidata dall’esperienza di Ranieri – grazie alle reti di Pellegrini e Saelemaekers. Al ritorno, invece, la perla di Soulé rispose al colpo di testa di Romagnoli. L’ultima vittoria biancoceleste risale al quarto di finale di Coppa Italia del gennaio
2024. L’errore di Huijsen mandò sul dischetto Zaccagni e il suo rigore spedì la Lazio in semifinale. In panchina c’era proprio Sarri, che ha sempre avuto un ottimo feeling con il derby. Il suo bilancio, infatti, recita quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta (3-0 nel 2022). Sarà la prima volta, invece, per Gasperini. Regna l’equilibrio nelle sfide con la Lazio (12 vittorie per parte e 9 pareggi), mentre il piemontese è leggermente indietro nel confronto con il collega (6 vittorie, 8 pareggi e 7 sconfitte). Dal 2005, primo incrocio tra Gasp e Sarri, non è quasi mai mancato lo spettacolo nei loro incontri e, ora, sono pronti a darlo nel derby.

Oggi ripresa ma Bailey è ancora ai box

IL TEMPO (L. PES) – A caccia di soluzioni. Gasperini al lavoro per cercare di aumentare il peso offensivo della sua Roma dopo due soli gol segnati nelle prime tre gare di cui solo uno da un attaccante, Soulé. Oggi a Trigoria la squadra tornerà ad allenarsi, previsto il ritorno di Sangarè, dopo il giorno di riposo concesso dal tecnico in seguito al ko di domenica contro il Toro. Non ci sarà però Bailey, ancora alle prese con l’infortunio rimediato al primo giorno di allenamenti con la Roma a Trigoria. Il giamaicano continua la fase di recupero e proverà ad essere a disposizione per la sfida della settimana successiva contro il Verona, più difficile vederlo già col Nizza in Europa.

Una pedina che, soprattutto dopo l’infortunio di Dybala, sarà fondamentale per le sorti dell’attacco giallorosso che però per il derby dovrà arrangiarsi. La soluzione più probabile e «di ruolo» porta al nome di El Shaarawy che ha iniziato insieme a Soulé e Ferguson le prime due gare della stagione. Il Faraone è l’unico calciatore di piede destro a disposizione di Gasperini sulla trequarti anche se non ha brillato in questo avvio. C’è poi la soluzione El Aynaoui, considerato da Gasp uomo ovunque tra centrocampo e trequarti, ma il marocchino ha deluso nel primo tempo contro il Toro e potrebbe ripartire dalla panchina. Più difficile vedere Baldanzi e ancora più complesso pensare alla carta delle due punte, visto che Dovbyk al momento resta indietro nelle considerazioni del tecnico. La sorpresa «alla Ranieri» potrebbe essere il ritorno di Pellegrini, anche se l’ormai ex capitano non ha ancora disputato minuti e viene considerato più mediano che rifinitore dall’allenatore di Grugliasco.

Domenica il derby del riscatto

IL TEMPO (L. PES) – AAA gol cercasi. Gasperini era stato facile profeta in estate quando aveva individuato nel reparto offensivo il principale problema da risolvere con l’arrivo di rinforzi dal mercato. Ma tra rifiuti e opzioni poco convincenti il campionato della Roma è cominciato all’insegna della sterilità offensiva. Soltanto due gol segnati in 270′ di cui uno da un attaccante, un trend che i giallorossi si portano dietro dalla scorsa stagione. E come se non bastasse arriva anche lo stop di Dybala a rendere più complessa la settimana che porterà al derby: gara che l’argentino non giocherà. Ieri è arrivato l’esito degli esami strumentali che la Joya ha svolto in mattinata dopo il problema alla coscia accusato contro il Torino in seguito a un calcio di punizione. Lesione di basso grado per il ventuno e stop di almeno due settimane, anche se con molta probabilità Dybala tornerà in campo dopo la prossima sosta per le nazionali, a ottobre inoltrato.

L’ennesimo infortunio (il diciottesimo della sua avventura romanista) che priverà il tecnico di un’opzione di qualità sulla trequarti, anche se nella gara contro i granata non era sembrato in grande condizione. Con Bailey ancora ai box il tecnico dovrà scegliere chi affiancare a Soulé e Ferguson, che con tutta probabilità tornerà titolare, ma il focus resta sul problema del gol. Che manchino caratteristiche ben precise all’attacco della Roma è noto da tempo, ma ancora più grave sono i numeri largamente insufficienti di Dovbyk & Co. L’ultima rete segnata da una punta giallorossa risale proprio alla firma dell’ucraino nel match contro la Fiorentina del 4 maggio scorso all’Olimpico. Poi niente più. Le squadre di Gasp si sono sempre contraddistinte per una grande produzione offensiva e, soprattut-
to, la quasi totalità dei centravanti allenati dal piemontese ha vissuto con lui la miglior fase della carriera, o almeno quella più prolifica.

Ferguson non sembra avere le stimmate del bomber di razza mentre Dovbyk convive da mesi con una crisi mentale e, in parte, anche fisica alla quale il tecnico non è riuscito a trovare una cura. Una situazione che alla lunga potrebbe davvero creare problemi alla squadra, anche se non riguarda soltanto i centravanti. Manca infatti anche il contributo delle seconde punte, che a parte Soulé in un’evidente ascesa anche col nuovo allenatore, sono incapaci di creare e finalizzare occasioni da gol. Alla sua prima stracittadina
Gasperini fa già i conti con le prime grane da risolvere dopo una prestazione negativa che non deve però offuscare quanto di buono dimostrato nelle prime due gare e soprattutto ostacolare un viaggio appena iniziato. Contro la Lazio, per evidenti motivi storici e ambientali, la sconfitta è vietata, ma i giallorossi dovranno certamente dimostrare un passo diverso rispetto alla deludente partita giocate col Torino. A partire proprio dagli attaccanti.

EA Sports FC 26 (FIFA 26): Release Date, Editions, Early Access, Cross-Play, Specs, and Roadmap

EA Sports FC 26 launches worldwide on September 26, 2025, with Ultimate Edition early access starting September 19, 2025 for players who pre-order by August 26.

The game arrives on PS5, PS4, Xbox Series X|S, Xbox One, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, and PC. Two editions are available: Standard ($69.99) and Ultimate ($99.99). Cross-play and cross-progression are included within console families, and PC players benefit from updated system requirements and optimizations.

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Release Date, Platforms, and Editions

  • Release date: September 26, 2025

  • Early access: September 19, 2025 for Ultimate Edition pre-orders (deadline: August 26, 2025)

  • Platforms: PS5, PS4, Xbox Series X|S, Xbox One, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, and PC

  • Editions: Standard ($69.99) and Ultimate ($99.99). Switch pricing trends slightly lower.

Cover Stars:

  • Standard Edition: Jude Bellingham & Jamal Musiala

  • Ultimate Edition: Zlatan Ibrahimović

Pre-Orders and Early Access

Players who pre-order the Ultimate Edition by August 26 receive:

  • 7-day early access (September 19, 2025)

  • Up to 6,000 FC Points (4,500 on Switch)

  • Season 1 Premium Pass

  • Extra Player Evolution slot

  • Archetype Unlock consumable

  • Double XP boosts

  • Career Mode ICON players and staff bonuses

  • Untradeable ICON item that upgrades post-launch

If you’re planning for Ultimate Team domination, you can buy FC 26 coins to give your squad a faster start and stay competitive from the very first week.

Cross-Play, Cross-Progression, and Version Differences

  • Cross-Play: Limited to the same console generation. PS5 players match with PS5, Xbox Series X|S with each other, and PS4 with Xbox One.

  • Cross-Progression: Progress carries within console families (PS4 → PS5, Xbox One → Xbox Series X|S) when tied to the same EA account.

Platform Notes:

  • Xbox Ultimate Edition includes dual entitlement (One + Series X|S).

  • Nintendo Switch editions have reduced FC Points and no crossover bonuses.

  • PC players can access early through EA Play Pro.

PC System Requirements

Minimum Specs:

  • OS: Windows 10 (64-bit)

  • CPU: Intel Core i5 6600 / AMD Ryzen 5 1600

  • GPU: GTX 1050 Ti 4GB / RX 570 4GB

  • RAM: 8 GB

  • Storage: 50 GB

Recommended Specs:

  • OS: Windows 10/11 (64-bit)

  • CPU: Intel Core i7 9700K / Ryzen 7 3700X

  • GPU: RTX 2070 Super 8GB / RX 6700 XT 10GB

  • RAM: 16 GB

  • Storage: 50 GB on SSD

Setup Checklist:

  • Install latest GPU drivers

  • Update Windows + DirectX 12

  • Free up 60 GB SSD space

  • Disable background apps for smoother frame pacing

Post-Launch Roadmap

After release, EA Sports FC 26 will introduce:

  • Seasonal live updates

  • Expanded Rivals and Champs modes

  • New Player Evolutions in Ultimate Team

  • Career Mode Manager Live Challenges

  • Ongoing updates for Clubs and VOLTA

Regular content drops will ensure that Ultimate Team, Career Mode, and Clubs stay engaging throughout the year.

Conclusion: Key Takeaways

  • August 26, 2025: Pre-order cutoff for Ultimate Edition bonuses and early access.

  • September 19, 2025: Ultimate Edition and EA Play Pro early access begins.

  • September 26, 2025: Global launch across all platforms.

If your priority is early access and building an elite Ultimate Team, the Ultimate Edition is the smarter choice. For casual players focused on Career Mode, the Standard Edition delivers the essentials at a lower price.

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