Serie A, niente reti al Bentegodi: 0-0 tra Verona e Cremonese. Infortuni per Gagliardini e Frese

Prosegue la terza giornata di campionato con due posticipi in programma tra il pomeriggio e la serata. Al Bentegodi il Verona ospita la Cremonese di Nicola ma la gara finisce senza reti: termina 0-0 tra le due formazioni. Da sottolineare l’esordio di Vardy nella Cremonese e gli infortuni di Gagliardini, che ha accusato un problema alla spalla, e Frese nel Verona.

UFFICIALE, rinnovo per Di Nunzio: contratto fino al 2027 con opzione di un altro anno a favore del Club (COMUNICATO e FOTO)

La Roma blinda uno dei suoi giovani della Primavera. Il club giallorosso ha infatti annunciato di aver raggiunto l’accordo per il rinnovo del contratto di Alessandro Di Nunzio, centrocampista classe 2007 e punto fermo della squadra giovanile. Il calciatore ha prolungato il suo legame con la Roma fino al 2027, con un’opzione per un’ulteriore stagione. Di seguito, il comunicato ufficiale pubblicato dalla società:

“L’AS Roma è lieta di annunciare il rinnovo del contratto di Alessandro Di Nunzio fino al 2027 con opzione di prolungamento di un anno a favore del Club.
Classe 2007, nato a Roma, il talentuoso centrocampista della Primavera è cresciuto nel settore giovanile giallorosso, nel quale è entrato nel 2016. Nella stagione 2022/2023 si è laureato campione d’Italia con la maglia della Roma nella categoria Under 16, riuscendo a ripetersi anche l’anno successivo nella categoria Under 17. Inoltre, è stato tra gli artefici in campo dell’Europeo vinto dall’Italia Under 17 nel 2024.
Ora è pronto a continuare il suo percorso in giallorosso e a disputare una nuova stagione da protagonista nella squadra Primavera.
Congratulazioni, Alessandro!”

(asroma.com)

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PRUZZO: “Le scelte iniziali lasciano grossi dubbi” – PIACENTINI: “Anche la squadra ha commesso errori madornali”

All’indomani della sconfitta contro il Torino, le analisi sulle radio romane sono severe e le critiche non risparmiano tecnico né giocatori. Roberto Pruzzo ne è un esempio: “Le scelte iniziali lasciano grossi dubbi, chi è subentrato ha fatto quasi peggio di chi era in campo prima”. Della stessa lunghezza d’onda anche Gianluca Piacentini: “Le scelte iniziali di Gasp hanno inciso, ma anche la squadra sul campo ha commesso errori madornali come quello sul gol subito, che è quasi ridicolo”.

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Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.

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Avrai il problema del sotto punta fino a gennaio. Su Koné dobbiamo calmarci sulle valutazioni: per me è il più forte della Roma, ma in occasione del gol e non solo ti lascia interdetto (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport, 90.9)

Cambi troppo cervellotici di Gasperini nella formazione iniziale. Altri calciatori sono stati al di sotto: Koné è stato inguardabile. È sbagliato avere un occhio di riguardo nei confronti di Dybala: se ha paura e non si sente, non gioca (MARCO JURIC Manà Manà Sport, 90.9)

L’atteggiamento mi ha sorpreso, è stato più negativo del risultato e ci sono stati almeno due o tre passi indietro. Le scelte iniziali lasciano grossi dubbi, chi è subentrato ha fatto quasi peggio di chi era in campo prima (ROBERTO PRUZZORadio Radio Mattino, 104.5)

Ieri sembrava la Roma di Juric, sembrava una formazione concepita da Juric lo scorso anno, e sembravano i cambi di Juric: tra Baldanzi, Pisilli, El Shaarawy, Celik, ditemi voi se c’è stato uno che ha dato un contributo per migliorare la situazione… (DAVID ROSSIRete Sport, 104.2)

Le scelte iniziali di Gasp hanno inciso, ma la squadra pure sul campo ha commesso errori madornali come quello sul gol subito, che è quasi ridicolo. Il tecnico deve avere il tempo di lavorare e mi auguro faccia delle scelte nette, a cominciare dalla gestione di Dybala” (GIANLUCA PIACENTINIRete Sport, 104.2)

Sconfitta triste, non mi è piaciuto nulla. Non ho capito né le strategie iniziali né i cambi in corsa di Gasperini. Sul campo però non si è salvato quasi nessuno, il che da ex calciatore mi fa ben sperare perchè è stata una domenica no per tutti. Ora testa al derby (FABIO PETRUZZIRete Sport, 104.2)

Sconfitta desolante, non ha funzionato niente. Gasp alla luce del risultato sbaglia, ma il tridente leggero fa parte del suo bagaglio e non è una novità. Gara persa in primis per l’atteggiamento complessivo, come sul gol preso. Il tecnico deve tracciare una linea e cambiare con nettezza alcune dinamiche, su singoli e strategie complessive (CHECCO ODDO CASANO, Rete Sport, 104.2)

Gasperini con le sue scelte iniziali, ha inciso pesantemente sul risultato finale. Non è possibile tenere in panchina due centravanti se, di base, fai fatica a fare gol (TIZIANO MORONI, Rete Sport, 104.2)

Gasperini ha sbagliato, ha provato a giocare senza un centravanti, cosa che la Roma non si può permettere. Evidentemente non se la sentiva di mettere Ferguson titolare per avere un cambio in panchina da inserire successivamente visto che al momento Dovbyk non lo prende proprio in considerazione (UGO TRANITele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Questa società non mette mai l’allenatore nelle condizioni di lavorare bene, si chiede sempre e solo il miracolo, cioè arrivare in Champions. La prossima è il derby della paura: perderlo sarebbe molto pesante e rischierebbe di condizionare le partite successive (FRANCESCO BALZANITele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Infortunio Dybala: lesione di basso grado alla coscia sinistra. Tempi di recupero stimati in due settimane

Arrivano novità sull’infortunio che ha costretto alla sostituzione all’intervallo Paulo Dybala nella sfida di ieri contro il Torino. Gli esami a cui è stato sottoposto in giornata l’argentino hanno infatti evidenziato una lesione di basso grado alla coscia sinistra.

Questo infortunio costringerà l’attaccante argentino a saltare il derby contro la Lazio e le successive partite. I tempi di recupero sono stimati in circa 2 settimane, con le sue condizioni che verranno monitorate giorno per giorno dallo staff medico giallorosso.

Lazio, Sarri: “Il derby è la partita più difficile e pesante che abbia mai fatto, ci penserò tra qualche giorno”

Dopo aver scelto di non parlare nel post partita di Sassuolo-Lazio, match vinto 1-0 da neroverdi, il tecnico biancoceleste Maurizio Sarri ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Lazio Style, in cui ha parlato anche del derby della prossima settimana contro la Roma e degli infortunati. Di seguito le sue parole.

Lazzari ha una piccola lesione al soleo. Negativo Vecino, dobbiamo capire le sue sensazioni. Rovella e Castellanos dovremmo recuperarli perché non sembrano problemi gravi ma dobbiamo valutare. Patric potrebbe tornare in gruppo tra la fine di questa e l’inizio della prossima settimana. Anche nelle trasferte è venuto nonostante l’indisponibilità, è un segnale positivo così come il seguito della gente“.

Poi sul prossimo impegno: “Non siamo preoccupati. Va portata pazienza. Il derby è la partita più difficile e pesante che io abbia mai fatto. Vorrei pensarci fra qualche giorno perché se inizio già oggi, non ci arrivo. È una partita a sé, classifica e punti non contano. È particolare e spero che la squadra sappia bene cosa significa giocare il derby e lottare per il popolo“.

(sslazio.it)

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Il capobranco

LAROMA24.IT (AUGUSTO CIARDI) – Il prepartita di Roma-Torino è stato in tinta con la prestazione. Perché, ultimo in ordine di tempo dopo Gasperini e Ranieri, il direttore sportivo Massara a domande poco originali ha dato l’ennesima risposta su Sancho e ha ribadito il monotono concetto dei paletti UEFA e delle regole stringenti che rendono complicato il mercato della Roma. Come se non fossero bastati gli assist della scorsa settimana che hanno permesso ai media di trattare la Roma come un supermercato. A metà settembre la Roma è l’unico club si cui si parla in funzione del mercato del prossimo giugno. Un reiterato mettere le mani avanti.

La Roma ha commesso errori sul mercato, accumulati nella seconda metà di agosto, a prescindere dall’accordo di Nyon. Per le mancate entrate e per le mancate uscite. Gasperini voleva un esterno d’attacco di livello, un centravanti che sostituisse Dovbyk e possibilmente un altro centrocampista. E avrebbe salutato senza rimpianti, oltre all’ucraino, Pellegrini, Baldanzi, e non si sarebbe strappato i capelli in caso di cessione di Pisilli. Non è accaduto nulla di tutto ciò. Amen. Bastavano le dichiarazioni di Gasperini, che chiaramente ha detto di guardare avanti e che di mercato, esigenze e problematiche annesse, se ne sarebbe riparlato a tempo debito. Prima della partita ha parlato anche Ndicka, ma in questo caso trattasi delle classiche battute volanti dei calciatori. “La Roma ha sette-otto leader“. Battuta volante. Sette leader non li hanno neanche il Real Madrid e il Paris Saint-Germain. Intendendo per leader i capibranco carismatici, magnetici.

Lasciamo stare la deriva dei leader tecnici. Dybala non è un leader, Soulé non è un leader. Perché il leader non è quello forte tecnicamente a cui tutti affidano il pallone. Gli affidano il pallone semplicemente perché è quello forte tecnicamente. Non era un leader neanche Messi. Maradona sì. La Roma negli ultimi quindici anni ha avuto pochissimi leader, e questo ha spesso rappresentato un problema. Per questo si affida agli allenatori carismatici. E ora deva affidarsi a Gasperini. E fidarsi di Gasperini. Anche se vive una giornata storta come ieri. Poteva fare scelte diverse ok, ma torniamo alle lacune di agosto. Ci fosse stato il famoso esterno sinistro di livello, Dybala avrebbe continuato a fare il dodicesimo uomo. Ha giocato titolare perché il titolare delle prime due partite, El Shaarawy, non ha convinto. E perché l’altra alternativa era Baldanzi, ma Baldanzi senza errori di mercato oggi giocherebbe (forse) il posticipo del lunedì con il Verona. Mentre ieri, da subentrato, ha mancato l’ennesima occasione per mettersi in mostra.

L’errore di Gasperini semmai è stato quello di rinunciare al centravanti. Ma la Roma non ha perso perché Gasperini ha sbagliato tutto. Gasperini ha fatto delle prove e la Roma se le poteva permettere, dopo le prime due vittorie. Nell’Atalanta capitava di vedere in panchina Zapata o Scamacca o Retegui per fare giocare De Ketelaere punta atipica, cosa che ieri avrebbe dovuto fare El Aynaoui. Serve tempo per gli automatismi ma Gasperini non soffre di fenomenite. Quindi la speranza è che non diventi bersaglio di critiche eccessive, perché ancora una volta la Roma deve aggrapparsi al suo allenatore. Che va seguito. Anche dalla dirigenza. E va seguito pure quando invita a non alimentare chiacchiere sul mercato appena finito e sul mercato che aprirà fra dieci mesi. E l’altra speranza è che i dirigenti, ascoltando le solite banali e ripetitive domande, la smettano di ricordare che Sancho, richiesto dall’allenatore, si è comportato male, e che ci sono i paletti dell’Uefa e le regole stringenti da seguire che rendono complicato il mercato della Roma. Lo abbiamo capito. Lo sapevamo già. Lo giuriamo.

In the box – @augustociardi75

La magia di Simeone lancia i granata. Gasp, primo ko e ora c’è il derby

Per prendersi la prima vittoria in campionato, il Torino valorizza la sua ottima organizzazione, tiene meglio il campo ed è testardo nel cercare e trovare le fragilità nella Roma. Anche la temuta sofferenza è lieve, non assume contorni da batticuore, anzi, il migliore dei padroni di casa è il portiere Svilar. La Roma cercava il primo posto a punteggio pieno, invece deve riflettere sulle sue scarse idee e sulla pochezza offensiva per guardare oltre, già domenica c’è il derby e al fischio finale, oltre ai mugugni, lo stadio ha pensato già alla Lazio. Non può essere tempo per i drammi, ma una presa di coscienza è necessaria per non farsi travolgere dalle preoccupazioni. Il Toro invece si gode il momento; Marco Baroni stringe i pugni ma li tiene bassi, con le braccia piegate senza esultanze smodate, quando la partita finisce. (…) Baroni comunque sbarra le fasce, rischia poco o nulla anche nella prima parte. E passa all’incasso nella seconda. Il Cholito mostra i muscoli anche dopo i primi duelli finiti male. La sua caparbietà è simile a quella dei compagni; infila il suo primo gol in granata con un destro a giro dal limite, in uno spazio di tiro ridottissimo, ma bisogna risalire a monte dell’azione per comprendere lo spirito del Toro. Perché prima della cavalcata di cinquanta metri dell’argentino e dello scambio larghissimo con Ngonge, la palla sta uscendo in corner dall’altra area: Asllani va a toglierla dall’out e il suo rilancio forma la frustata che si trasforma nell’urlo del successo. Gasp, alla prima sconfitta da romanista, è quasi costretto dalle miserie dei primi 45′ a mettere un centravanti vero e Ferguson inizia subito nel
secondo tempo per El Aynaoui, ma il tecnico giallorosso deve togliere anche Dybala (risentimen-to muscolare) per Baldanzi (3-4- 2-1) . La mancanza d’urto, già notata nei primi due turni, rende inutile il 73 per cento di possesso e Gasperini non riesce a raddrizzare la sua giornata. Anzi, i cambi non migliorano la prestazione, anche se la Roma chiude quasi con El Shaaravvy punta aggiunta a sinistra. (…) La Roma perde senza segnare dopo nove mesi e non andava ko in casa in campionato dal due dicembre; fu Gasp, allora su un’altra sponda, a dare i dispiaceri ai giallorossi. Adesso il suo pensiero è tutto al derby (ma Sarri non sta meglio)

(gasport)

Dybala, stop e ansia: controlli per il derby

La prima diagnosi a caldo l’ha fatta Gasperini alla fine della partita quando ha parlato di un piccolo risentimento muscolare. Adesso però la Roma vuole averne la certezza, sperando che la prognosi abbia esito favorevole. Paulo Dybala mette però inevitabilmente in ansia il tecnico, la squadra e i tifosi che adesso sono totalmente focalizzati sul derby. Per i romanisti non bastava la sconfitta interna contro il Torino, hanno dovuto anche metabolizzare la beffa dello stop dell’argentino che non è rientrato in campo dopo l’intervallo della caldissima gara contro i granata. Un risentimento muscolare alla coscia sinistra avvertito al momento di battere un calcio di punizione, una doppia beffa su un piazzato che tanto somiglia (chiaramente solo per la dinamica) a quell’infortunio che la Joya si era procurata nell’ottobre 2022 battendo un rigore contro il Lecce, sempre all’Olimpico. In quell’occasione l’attaccante rimediò una lesio-ne al muscolo retto femorale della coscia sinistra, che addirittura gli impedì di esultare costringendolo a uscire subito dal campo. Ecco, in questa circostanza il trentunenne sarà monitorato nelle prossime ore. Anche perché la coscia è la stessa della lesione che lo ha costretto all’intervento nel finale della passata stagione. (…)

(corsport)

Roma-Torino: la moviola dei quotidiani. Manca il secondo giallo ad Asllani

Una direzione di gara tutto sommato sufficiente quella di Giovanni Ayroldi in Roma-Torino. Qualche piccola sbavatura per il fischietto: da rivedere la gestione dei cartellini durante il match e probabilmente manca la seconda ammonizione ad Asslani. Per il resto non si segnalano errori particolari.


CORRIERE DELLO SPORT – VOTO 6

C’è qualche sbavatura per Giovanni Ayroldi, soprattutto nel rapporto rilevazione dei falli/ammonizioni. Valga solo come esempio: grazia ad inizio partita Coco (diretto e in ritardo su Soulé) e ammonisce Angelino per identico fallo su Aboukhlal. Una severità scolastica anche nei confronti di Wesley che ferma Vlasic ma lo fa in contrasto onesto (e neanche troppo duro), un contrasto di gioco, sia pure in un tentativo di ripartenza. A proposito di grazia, se volgiamo rimanere al regolamento stretto, allora Asllani doveva essere espulso per doppio giallo. Ha rischiato. Partiamo da qui: l’ex Inter già ammonito (trattenuta prolungata su Soulé) si piazza davanti ad Hermoso che vorrebbe battere velocemente una punizione. Una, due, tre volte poi calcia e colpisce Asllani che non si era spostato. Ayroldi, non sapendo cosa fare di meglio, fa arretrare il punto della punizione, mentre avrebbe dovuto ammonire l’albanese per la seconda volta. Capiamo, per una cosa così, un secondo giallo sembra troppo: ma allora deve valere per tutti. Cade a terra, Mancini, in area granata dopo un contatto con Ismajli: è il piede sinistro del giallorosso che va ad incocciare quello dell’avversario in attesa di un pallone in area, ok far proseguire.


LA GAZZETTA DELLO SPORT – 5,5

Al 9′ sorvola su una caduta di Simeone lanciato a rete e al 18′ su un fallo di Coco a Soulé: niente stop e giallo. Al 22′ rimessa arbitrale del gioco invertita. Manca un giallo a Koné su Casadei (29′), corretto quello a Ismajli (35′). Dal 24′ al 30′ st (cooling break incluso) si gioca poco più di un minuto, giusto il recupero di 8′ finali con l’aggiunta di un minuto per perdite di tempo. Corrette le ammonizioni ad Angelino e Aboukhlal, Lazaro rischia su EI Shaarawy. Koné giù in area al 43′ st: nulla.


IL ROMANISTA

Roma-Torino è una gara sonnolenta. I granata spezzano il ritmo che pur con le difficoltà dettate dal grande caldo la Roma cerca di imporre. Al 5’: Lazaro trattiene in maniera prolungata Dybala ma il signor Ayroldi di Molfetta lo grazia senza apparente motivo. L’intenzione del direttore di gara è quella di lasciar molto giocare, ma è costretto spesso a fischiare perché molte riconquiste di palla in realtà sono falli.  Curiosità: l’arbitro è colpito ben 4 volte dal pallone durante l’azione (nell’ultima circostanza ferma un filtrante interessante di Cristante per Dybala). E fa riprendere il gioco come da regolamento restituendo a chi aveva il possesso. Ancora al 18’ Coco entra duro su Soulé e non arriva alcuna sanzione disciplinare. Bisogna attendere il 32’, quando Asllani trattiene Koné. Giallo finalmente. E due minuti dopo, in scia, ne arriva un alto, per Ismajli che trattiene vistosamente al limite Soulé.  Nella ripresa tocca a Wesley al 6’ rimediare il giallo, su Vlasic in ripartenza a centrocampo. Cooling break al 25’ più lungo del previso per problemi alla radio di Ayroldi. Il Toro dopo il vantaggio fa di tutto per non (far) giocare e passano dieci minuti. Al 31’ Angeliño fa fallo su Aboukhlal e viene ammonito. Si perde altro tempo. Al 35’ però Aboukhlal “restituisce” il cartellino giallo: entra su Baldanzi in scivolata pericolosa. Ayroldi non ha dubbi. Arrivano 8’ minuti di recupero che l’arbitro tramuta in 9’ per le lungaggini del Torino. Amen.


IL TEMPO

All’Olimpico, in Roma-Trino, Ayroldi conferma la tendenza al cartellino «facile» (alla fine saranno 5).