A due giorni dal Derby della Capitale, Pedro, attaccante della Lazio ed ex anche della Roma, ha raccontato le sue sensazioni in vista della partita ai microfoni di DAZN. Lo spagnolo ha analizzato il momento della sua squadra e l’atmosfera che si vive in città.
Sulla partenza negativa in campionato, l’attaccante ha dichiarato: “Abbiamo iniziato male il campionato, soprattutto dopo la brutta sconfitta contro il Sassuolo, ma ora abbiamo l’opportunità di fare una bella partita. È un derby e sarà molto difficile, tosto, ma ci stiamo preparando bene in settimana e speriamo di fare una bella prestazione per ottenere una vittoria che sarà molto difficile”.
Gli è stato poi chiesto cosa significhi per un giocatore segnare in un derby: “È una partita diversa, non è importante solo per il calciatore ma per tutta la gente, per la città, per la società, per tanti tifosi che guardano la partita. Sono partite speciali, spero di fare di nuovo una bellissima prestazione e di aiutare la squadra, se posso farlo”.
Infine, l’attaccante ha cercato di spiegare cosa renda il derby di Roma diverso dagli altri: “Si vive di più, con maggior intensità e passione. Se ne sta parlando già da settimane, già da inizio stagione la gente ti ferma al ristorante, in città o al supermercato. I laziali lo vivono con tanta passione ed emozione, la gente sta vivendo un momento difficile ma fa lo sforzo di venire a vederci e noi dobbiamo dare una risposta, dando tutto in campo”.
È stato definito in questura il piano sicurezza per il derby Lazio-Roma, in programma per domenica alle 12:30. Nel piano, la sorveglianza aerea sarà uno dei pilastri del dispositivo di sicurezza pianificato, con i droni ad alta quota, in sorvolo coordinato con gli elicotteri del reparto volo, garantiranno una visuale completa ed in tempo reale delle direttrici principali percorse dalle tifoserie. L’obiettivo è quello di individuare tempestivamente eventuali movimenti organizzati e, al contempo, di garantire, attraverso la remotizzazione delle immagini in diretta presso il centro per la gestione della sicurezza dell’evento, la necessaria canalizzazione delle informazioni per la eventuale rimodulazione dei servizi.
I preparativi in vista della stracittadina sono partiti stamane, con l’inizio delle operazioni di allestimento delle coreografie da parte delle tifoserie e con il tavolo tecnico tenutosi nel pomeriggio e presieduto dal questore di Roma Roberto Massucci in via San Vitale.
Fari puntati non solo sull’Olimpico ma anche sulle zone del centro, a maggiore vocazione ricettiva rispetto alle dinamiche delle frange ultras. Per questo, un piano specifico scatterà da stasera nelle aree del centro, nei luoghi di abituale ritrovo delle tifoserie e in quelli ritenuti meritevoli di attenzione, in vista del prevedibile approdo nella Capitale di ultras provenienti dall’estero, che spesso partecipano al derby anche per i rispettivi gemellaggi con le tifoserie di Lazio e Roma. Prima dell’evento scatteranno quindi le bonifiche di tutte le aree pertinenziali dell’impianto sportivo, al fine di recuperare strumenti e oggetti che gli ultras potrebbero nascondere.
Il piano predisposto dalla questura prevede percorsi di afflusso dedicati per i sostenitori della Ss Lazio e dell’As Roma: a ciascuna tifoseria, infatti, sarà riservata una diversa zona utile a raggiungere lo stadio e le vie di afflusso. La gestione della sicurezza vedrà al lavoro le forze dell’ordine e l’Ares 118 con il supporto delle società di calcio, con lo schieramento degli steward.
Al canale Youtube della Serie A anche Niccolò Pisilli ha raccontato le emozioni in vista del derby in programma domenica alle 12.30 allo Stadio Olimpico. “Il derby è sempre una partita molto speciale, perché soprattutto qui a Roma i tifosi lo sentono tanto – ha detto il centrocampista – . Per un ragazzo che è cresciuto qui ancora di più, è come se fosse un tifoso. Si sente parecchio la competizione. Ma bisogna essere sempre equilibrati perché magari troppe emozioni portano a non ragionare e a non rendere in campo. Quindi, è una partita che si inizia a sentire prima, è molto importante perché può rendere felice un popolo intero. Ma bisogna controllare le emozioni”.
A due giorni dal derby, in programma alle 12,30 allo Stadio Olimpico, Matias Soulé parla alla piattaforma sportiva raccontando le sue emozioni. Le dichiarazioni dell’argentino:
Come è nato El Pelo come soprannome? “È di qualche amico, soprattutto quando sono arrivato in Italia. Ho conosciuto amici argentini che vivevano a Torino e avevo i capelli lunghi. Da lì mi chiamano El Pelo, me lo dicono solo loro”.
Settimana particolare, come la stai passando? “È una settimana speciale e diversa dalle altre, dobbiamo avere tranquillità e giocarla come tutte le partite. È una gara speciale, se nelle altre partite diamo il 100% in questa dobbiamo dare il doppio. Secondo me, all’inizio ci sarà un po’ di nervosismo finché inizia la partita, poi mi passano tutte le ansie”.
Ranieri? “Grazie a lui ho iniziato a giocare con continuità, mi ha dato la fiducia che volevo. I primi mesi non sono stati facili, c’è stato cambiamento in tutto e Ranieri ci ha dato tranquillità e fiducia a me e a tutti i miei compagni: prima giocando semplice e piano piano dicendo di fare le cose che sapevamo”.
Un consiglio che ti ha dato Ranieri? “Sapeva che non stavo bene e non stavo giocando, la prima cosa che mi ha detto quando non mi uscivano le cose è di giocare il più semplice possibile”.
Qual è l’aspetto di Gasperini che più ti colpisce? “Di giocare subito in avanti, di non farsi mai trovare di schiena ma di puntare l’uomo. Ti lascia tanta libertà di esprimerti al meglio, soprattutto a me che sono un giocatore che vuole il pallone e vuole fare l’azione. Mi sta piacendo molto questo stile di gioco”.
Sei anche più centrale rispetto all’anno scorso. “Sì, sapevo che aveva un’altra formazione e mi ha detto subito che avrei giocato più dentro il campo e non da quinto”.
Il consiglio tattico che ti ha dato Dybala per stare lì? “Noi siamo sempre insieme, provo a fare quello che fa lui. Lo vedo sempre in allenamento e in partita. Cerco di esprimere quello che fa lui, io e i miei compagni prendiamo sempre qualcosa da lui”.
C’è qualcosa in cui Dybala è inarrivabile? “La visione di gioco, i controlli… queste cose di tecnica e qualità di un grandissimo giocatore”.
Quanto ti aiuta anche fuori dal campo? “Tanto. Ogni giorno siamo sempre più amici e siamo insieme, giochiamo alla playstation insieme tutto il giorno. Vedo più lui che la mia ragazza e la mia famiglia. Penso che a volte mi tratta da fratello maggiore quando c’è bisogno, ridiamo sempre. Mi tratta da amico e fratello maggiore”.
Quando c’è bisogno del fratello maggiore Dybala? “Quando serve serietà e leadership, dipende dai momenti delle partite e della stagione”.
L’addio di Messi alla Nazionale? “È stato emozionante. Ho visto l’ultima partita in casa in Argentina. Nel riscaldamento si è messo a piangere. Lì pensi che possa giocare il Mondiale del 2026, ma capisci che è grande e pensi alla carriera, pensi che non sai se vedrai un altro extraterrestre come lui. Questo mi ha fatto capire che sta finendo un’era, anche di altri giocatori, ed è stata straordinaria. Ringrazio di aver vissuto questo periodo per averlo visto”.
Con quale mano l’hai salutato? “La destra. Nella prima convocazione, avevo 17-18 anni, lui era lì e si è messo a salutare tutti. Avevo scherzato dicendo che non mi sarei più lavato la mano. Mi ricordo di aver giocato a ping pong con lui, lui era con i più grandi e io con quelli più piccoli”.
Lo senti Di Maria? “L’altro giorno mi ha risposto a una foto dicendo che mi devo svegliare perché c’è il Mondiale nel 2026”.
Ti aspetta per il Mondiale? “Sì, poi gli ho detto ‘cosa sei’ per il gol che ha fatto su punizione”.
Più bello il suo o il tuo col Parma? “Il suo”.
Il consiglio di Di Maria? “Dopo Messi e Maradona per noi argentini c’è lui”.
Ti eri preoccupato che il tuo passaggio alla Roma non si potesse concretizzare? “È stato un passaggio lungo, la Juventus non voleva mandarmi in una squadra italiana e io avevo deciso di voler venire alla Roma. Loro volevano mandarmi all’esterno. Avevo parlato con De Rossi, mi avevano convinto e avevo deciso. Ci sono state discussione, la Juventus voleva mandarmi via e voleva decidere dove ma io ho detto che volevo decidere. Dall’inizio che ho ricevuto l’interesse della Roma ho deciso subito fin quando sono arrivato”.
Nel tuo destino c’è anche il rapporto con tua nonna? “Lei è venuta a mancare la settimana prima che facessi l’esordio con il Frosinone. È stata molto speciale per me (si commuove, ndr). Mi ha sempre accompagnato quando ero in convitto, veniva da sola in pullman a vedermi perché mio padre non poteva venire. È venuta in Italia un paio di volte. Mi sarebbe piaciuto se mi avesse visto giocare con il Frosinone in Serie A. La tengo sempre con me in ogni partita, le chiedo aiuto e la ringrazio sempre. Non smetterò mai di farlo”.
Qual è il prossimo obiettivo? “Vincere qualcosa con la Roma e poi fare tanti gol e assist per aiutare la squadra”.
I tuoi cani? “Sono pazzo per i cani, ne ho due e sono come figli per me”.
Ti stai allenando per diventare papà? “Sì”.
Un messaggio ai tifosi? “Come in ogni partita il loro supporto ci aiuta tanto, quando danno il 200% e dobbiamo farlo anche noi. Al di là del risultato, che speriamo sia favorevole, il loro supporto ci aiuta e ci dà tranquillità”.
(Dazn)
Matias Soulé interviene ai microfoni anche del canale Youtube della Serie A: “Giocare tutta quella partita e segnare è stato speciale, una cosa che non avevo mai provato prima. L’atmosfera allo stadio è indescrivibile. A essere onesto ero molto nervoso prima della partita, ma una volta che sei in campo si spegne tutto e ti concentri solo sul pallone. Sono partite incredibili”.
A margine dell’EA7 World Legends Padel Tour a Istanbul Francesco Totti ha parlato del derby tra Lazio e Roma, in programma domenica alle 12.30 all’Olimpico. “Il derby di Roma è diverso da tutti, è una partita totalmente bella e difficile da giocare. Chi è romano lo vive diversamente da tutto il resto”, le sue parole.
Come spiega il derby di Roma a chi non è romano? “Non può capirlo, è difficile da spiegare. Solo chi è romano capisce l’importanza e il valore di questa partita”.
Come vede questo derby? “Siamo alle prime partite di campionato, può succedere di tutto. L’ultima partita non è stata bella da parte di entrambe le squadre, per questo penso che domenica cercheranno di riscattarsi”.
Cosa non è andato nella Roma nell’ultima partita? “Penso la mentalità, la cattiveria e la voglia di vincere. Forse è stata presa un po’ sottogamba, pensavano che dopo le prime due vittorie consecutive fosse più facile. Invece, poi il campo verde è quello che decreta tutto, è tutta un’altra musica”.
Gasperini? “Spero possa fare bene, è un grande allenatore e spero possa dare continuità a questa squadra”.
Quale giocatore la intriga di più? “Penso al gruppo. Il singolo non può fare tanto, l’unico modo di cambiare pagina è rimanere uniti e cercare di fare una grande partita con grande determinazione. Con questi fattori riesci a fare risultato. Un giocatore che mi piace della Lazio? Zaccagni è quello più determinante, ma con il modulo che adotterà Gasperini farà una bella gabbia”.
Le è capitato di rivedersi in Dybala? “Siamo due giocatori completamente diversi, entrambi tecnici. Io sono un po’ diverso da lui, ma spero possa riprendersi il prima possibile perché serve a questa squadra e soprattutto serve a lui”.
Dove vede la Roma a fine stagione? “Spero possa arrivare tra le prime quattro, quello è l’obiettivo principale un po’ di tutti e soprattutto dei tifosi. Roma merita un palcoscenico come la Champions”.
L’Italia di Gattuso? “Mi fa strano vederlo in panchina, eravamo compagni di squadra. Ma sono veramente contento per lui e spero possa portare l’Italia ai Mondiali. Una terza partecipazione mancata non sarebbe sopportabile, ci siamo abituati un po’ troppo male”.
Ora è ufficiale: Mirko Vucinic è il nuovo commissario tecnico del Montenegro. L’ex centravanti della Roma era un membro dello staff tecnico della nazionale e ora prende il posto di Robert Prosinecki, dando così il via alla sua prima esperienza in panchina. Ecco il comunicato: “Ci sono notizie che non vengono percepite come informazioni ma come sentimento.[…] Lui si affianca ai più grandi sul Monte Rushmor del calcio montenegrino. Ha conquistato l’Italia sia da ragazzo a Lecce sia accanto al re di Roma a Roma e sia come parte del dominio della Juventus. E con la nazionale? Primo gol in assoluto. […] Il nostro primo capitano. Il nostro tuttofare. Il nostro selezionatore. Il nostro Mirko Vucinic”.
Francesco Totti e Luciano Spalletti si sono incontrati nuovamente e lo hanno fatto per un’occasione speciale. Il Capitano e l’ex allenatore della Roma sono i nuovi protagonisti dello spot di Amaro Montenegro e le riprese sono state girate nella Capitale. Come testimoniato da una foto pubblicata dalla rivista ‘Chi’, i due sono stati pizzicati sul set mentre sono in posa sorridenti, con Spalletti che abbraccia l’ex numero 10.
Domenica allo Stadio Olimpico andrà in scena alle ore 12:30 l’attesissimo Derby della Capitale tra Lazio e Roma, valido per la quarta giornata di Serie A. Alla vigilia della stracittadina Gian Piero Gasperini risponderà in conferenza stampa alle domande dei giornalisti: l’appuntamento è fissato a domani alle ore 13:45 direttamente dalla sala stampa del ‘Fulvio Bernardini’ di Trigoria.
Xabi Alonso, allenatore del Real Madrid, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro l’Espanyol e tra i vari temi trattati si è soffermato su José Mourinho. Il tecnico spagnolo incontrerà lo Special One (neo allenatore del Benfica) in Champions League ed è tornato a parlare dell’ultimo precedente, ovvero la semifinale di Europa League tra Bayer Leverkusen e Roma. Ecco le sue parole: “Ho avuto l’occasione di affrontarlo quando ero al Leverkusen e lui alla Roma. A gennaio ci rivedremo e sarà un momento speciale per tutti noi, ma soprattutto per lui. Ha vissuto tre anni molto intensi qui. È stato importante nel processo che il Real Madrid stava attraversando in quel periodo. Ha ancora molto affetto per il club, si vede. Vedremo come arriveranno le due squadre all’ultima giornata di Champions League”.
Betty Bavagnoli, Head of Woman’s Football della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai canali ufficiali del club in seguito al sorteggio della fase campionato della Women’s Champions League. Le giallorosse affronteranno il Barcellona, il Chelsea, il Real Madrid, il ST. Polten, il Valerenga e l’OH Leuven. Ecco le parole della dirigente: “Giocare questa competizione per la quarta stagione di fila rappresenta un orgoglio per tutto il Club, che ha sempre creduto fortemente nella promozione del calcio femminile. Siamo consapevoli che le sfide che ci aspettano saranno difficili ma allo stesso tempo incredibilmente esaltanti: la crescita della squadra passa inevitabilmente per incontri di questo livello. Le calciatrici, l’allenatore, tutto lo staff e i nostri tifosi meritano questo tipo di palcoscenico e la mia speranza è che l’emozione di sfide come queste continuino a raggiungere sempre più bambine che amano questo sport e che sognano di giocare un giorno con la propria squadra del cuore”.