Women’s Champions League, il calendario della Roma: esordio contro il Real Madrid, col Barça la prima in casa

Dopo la vittoria contro lo Sporting, la Roma Femminile sarà tra le protagoniste della Champions League. Ufficializzato oggi il calendario che attenderà le giallorosse. L’esordio sarà in casa del Real Madrid il prossimo 8 ottobre alle 18:45. La prima in casa sarà invece contro il Barcellona, il 15 ottobre alle 21.

Il calendario della Roma

Real Madrid-Roma, 8 ottobre ore 18:45.

Roma-Barcellona, 15 ottobre ore 21:00.

Roma-Valerenga, 11 novembre ore 18:45.

OH Leuven-Roma, 20 novembre ore 21:00.

Roma-Chelsea, 10 dicembre ore 21:00.

T. Polten-Roma, 17 dicembre ore 21:00.

 

Primavera, Guidi: “Abbiamo enormi margini di miglioramento, è un gruppo che può giocare in mille maniere” (VIDEO)

Il tecnico della Primavera, Federico Guidi, ha parlato ai canali ufficiali del club alla vigilia della sfida contro il Genoa. Queste le sue parole: “Abbiamo un gruppo che ha enormi margini di miglioramento, sia dal punto di vista tecnico-tattico che fisico. Siamo contenti di quello che i ragazzi stanno esprimendo perchè è un percorso che sta facendo vedere dei miglioramenti. Siamo ancora in embrione”

Sceglierete il sistema di gioco in base all’avversario o c’è una strada principale?

“Chiaro che all’inizio, complci gli infortuni di Mira, Seck e Terlizzi, non avevamo la possibilità di fare quello che abbiamo fatto nelle prime due partite. Chiaro che un gruppo che può giocare in mille maniere, ogni settimana cerchiamo di mettere il vestito più idoneo, abbiamo l’obbligo di fare esprimere i ragazzi al massimo delle loro potenzialità”.

Il Genoa?

“Il calendario ci ha messo davanti tutte squadre che stano facendo bene e possono ambire ai vertici della classifica. Stiamo affrontando la squadra prima in classifica, giocano bene, sono esperti e si sono rinforzati nell’ultima sessione di mercato. L’U18 ha vinto lo scudetto, sappiamo che la difficoltà sarà elevata ma vogliamo fare quello che abbiamo fatto nelle ultime due partite. Stiamo mettendo in mostra notevoli miglioramenti”

Il derby del vorrei e non posso

[…] Del resto, non c’è nulla di nuovo, in questa stracittadina che alla quarta giornata già rappresenta uno snodo fondamentale nella stagione di Lazio e Roma, non ancora un punto di non ritorno, ma certamente una sfida da non perdere, come tante, tantissime altre volte, per non precipitare nello psicodramma. Nemmeno l’orario di inizio (alle 12.30), che tante polemiche ha suscitato (e non si capisce perché), è una novità. È già accaduto, nel 2017, anche in quell’occasione per ragioni di sicurezza (fatevene una ragione, cari laziali e romanisti: il derby in notturna non ve lo potete permettere, nell’oscurità vi scappa sempre di menare le mani o, peggio, le armi), vinse la Lazio 3-1 […] Una novità ci sarebbe, l’esordio di Gasperini, ma l’approccio è stato molto deludente, in linea con tanti suoi predecessori: allenamenti blindati, fuori fotografi, giornalisti, perfino i social del club. Non un’immagine degli allenamenti deve essere veicolata all’esterno. Dovessero scorgere, Sarri e i suoi, in una smorfia di Soulé o in un ghigno di Koné, elementi utili a capire con chi e come giocherà. Il tecnico toscano, d’altronde, parte avvantaggiato: sa cos’è il derby a Roma, soprattutto sa come maneggiarlo, ne ha vinti tanti, ogni volta lasciando sul campo qualche mese di vita. […] Tra romanisti e laziali, quest’estate sono stati in settantamila, quasi equamente distribuiti. E d’accordo, i romanisti li conosciamo – “la Roma è come una mamma, una sorella, ecc…” -, gli basta poco per esaltarsi e Gasperini ha saputo subito solleticarli nell’orgoglio (più che nella pancia e nei bassi istinti, come faceva Mourinho), perciò per loro andare allo stadio continua ad essere un must, tradizione inaugurata con Josè, confermata con De Rossi, rinvigorita da Ranieri, tenuta accesa da Gasp. Chi sorprende, è il tifoso della Lazio. Non perché gli manchi senso di appartenenza o attaccamento alla squadra, ma perché, rispetto al romanista, tradizionalmente affronta le vicende calcistiche
con maggior spirito critico, poco incline a condividere quella massima romanista per cui la squadra “non si discute, si ama”. […]  “Un pubblico da Champions“, lo ha definito Gian Piero Gasperini – e la definizione vale indifferentemente per gli uni e gli altri – che la Champions, però, non può vedere, se non quella degli altri in tv, e chissà quando gli restituiranno questo privilegio. Intanto, si godranno un derby depotenziato già in partenza, perché per salvare le penne Sarri e Gasperini violenteranno la propria natura, l’uno aprendo al lancio lungo l’al-
tro concedendosi al possesso palla. È o non è il derby del vorrei ma non posso? Come quasi tutta la nostra storia, del resto. Il futuro è già passato, diceva quello. Speriamo di non annoiarci.

(A. Catapano – Il Foglio)

Euro 2032 la chiave per il nuovo stadio

[…] Si era parlato tempo fa della possibilità che il nuovo impianto potesse rientrare tra quelli utilizzabili per gli Europei del 2032, e la riunione di giovedì ha chiarito alcuni aspetti legati a questa idea. Nonostante le voci discordanti, risulterebbe che a convocare la suddetta riunione sia stata la Figc, la quale avrebbe non poco interesse a vedere la Capitale ospitare con due stadi (l’olimpico e quello a Pietralata) la competizione europea, organizzata proprio dall’Italia insieme alla Turchia. Per questo la Figc dovrà comunicare entro la fine del 2026 la lista dei cinque stadi scelti per accogliere gli Europei, che dovranno essere cantierizzabili verso l’inizio del 2027. […] Qualora lo stadio a Pietralata venisse scelto, ci sarebbe la quasi automatica certezza che tutto l’iter venga completato entro la fine del 2026: da lì la prima pietra e magari a quel punto potremmo aspettarci di vedere il nuovo impianto nel 2029.

(Il Romanista)

Gli specchi sporchi di Sarri e Gasp. Va in scena il derby dei mugugnanti

I mugugnanti, Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini, si affrontano troppo presto nel derby di domenica, in casa Lazio, ma le gazzette hanno potuto già registrare i loro lamenti. Perché i due allenatori sono due maestri di calcio, ma anche del mugugno, sia quando perdono che quando vincono in scale, toni e parole differenti. […] Ma i mugugni di Sarri arrivano da lontano e non sono campati in aria: la Lazio ha il mercato bloccato, e si è ritrovato una squadra pensata per Marco Baroni – che sembrava poter centrare la qualificazione in Champions l’anno scorso – un allenatore lontano dalle sue idee, quindi Sarri deve lavorare il doppio, ma può anche mugugnarci su, non avendo le coppe. Si ritrova una squadra con poca
qualità rispetto a quelle a cui è abituato, può chiedere aggressività, sembra aver formato un  blocco che si muove compatto anche se ancora con schizofrenia, col Verona ha vinto giocando col 4-3-3 che è il suo vestito, ma sta lavorando al 4-3-1-2, modulo che utilizzava a Empoli e col quale ha chiuso la partita contro il Como. […] Niente Sarriball, ma lanci e speranza di profondità. […] «Se la squadra non è adatta a me, ha sbagliato chi mi ha chiamato», ha mugugnato Sarri, mentre cerca la soluzione per arginare Gasperini, l’altro mugugnante che ha dovuto accettare un mercato da L’estate sta finendo e questa è l’acqua. A metà settembre ha dovuto già dire adios a Dybala – l’argentino ha rimediato una lesione muscolare alla coscia sinistra, almeno due settimane fermo – il pezzo più pregiato che aveva e l’uomo che pensava con i piedi. Gli resta Soulé, di cui tocca capire se reggerà il peso di Roma sulle spalle e poi quello dell’Europa League. La speranza si chiama Ferguson, un treno d’Irlanda per aree di rigore, il calciatore col quale litigare, invece, è Dovbyk, non si sa se per il teorema Giachetti quello di Roberto Benigni in Non ci resta che piangere […]  Ha tre grandi problemi che forse sono anche maggiori di quelli sarriani: ha una difesa di marcatori che non è abituata ad aggredire, un centrocampo lento e attaccanti che che non è abituata ad aggredire, un centrocampo lento e attaccanti che non vanno in profondità e prediligono il pallone addosso. La Roma è un cantiere più di quando la città si dava una aggiustata per il Giubileo. […] Gasperini col Torino ha provato una guardiolata, del vecchio lontanissimo Guardiola che ora ha la trave Haaland piantata in avanti, giocando senza punte per non dare riferimenti. Lo aveva fatto anche con l’Atalanta, ma con risultati differenti. […] Gasperini ha un risultato dalla sua: è riuscito, per ora, a fare della Roma un pugno chiuso, una squadra compatta che ha preso un gol e basta, da Giovanni Simeone che se l’è inventato da solo, ma ne ha segnati solo due, in una stitichezza offensiva che non gli appartiene. […] Sarri e Gasperini, la Lazio e la Roma, stanno nei versi di Tonino Carotone: «È un mondo difficile/e vita intensa/felicità a momenti/e futuro incerto». Due squadre che promettono di crescere, di lasciarsi alle spalle gli errori, ma poi restano incompiute, che si fronteggeranno, mentre ai lati i mugugnanti duellano a parole, teorie e tattica con gli uomini contati.

(M. Ciriello – Domani)

Tsimikas sfreccia, Pellegrini debutta

[…] Da diversi giorni, Gian Piero sta infatti apprezzando i miglioramenti di Tsimikas, un figlio della Magna Grecia, l’ultimo arrivato sul gong del mercato che ha risposto all’esigenza di completare la Roma ma anche di rinforzarla, visto che la tecnica di Angeliño da sola non poteva bastare. Così la Roma è andata a prendere un altro terzino e lo ha pescato dal Liverpool: fisicità, corsa, velocità e assist, Kostas garantisce tutto questo e ha cominciato a far vedere la propria stoffa in dieci giorni di lavoro a Trigoria ad alta intensità, al punto che l’allenatore starebbe pensando di utilizzarlo dal primo minuto contro la Lazio. Pellegrini verrà sganciato a gara in corso (sarà il debutto con Gasp) e chissà che non diventi ancora lui l’uomo del derby, come accadde a gennaio quando Ranieri lo lanciò dall’inizio nella stracittadina d’andata della passata stagione e lui ripagò quella fiducia con uno splendido gol. Lorenzo è abituato a brillare nella gara più sentita, soprattutto quando si sente in discussione. Gli è già capitato contro i biancocelesti in tre vittorie che portano la sua firma: il 3-1 con Di Francesco, il 3-0 con Mourinho e il 2-0 della passata stagione. […]  Intanto, destano preoccupazione le condizioni di Wesley, che ieri ha saltato per il secondo giorno di fila l’allenamento. […] In tal caso, avrebbe solamente la seduta di oggi per convincere Gasperini, che in alternativa sta lavorando sull’utilizzo di Rensch. Celik, altra possibilità a destra, potrebbe servirgli in difesa visto che neppure Hermoso sta bene. […]  Ghilardi è alternativo a Celik: l’ex Verona non ha ancora debuttato in gare ufficiali e un battesimo nella partita più delicata dell’anno, capace di segnare nel bene o nel male la storia di un calciatore in questa città cinica e tentacolare, sembra al momento l’ipotesi più remota.

(Corsport)

Francesco, pensaci tu

[…] Dunque, per il derby di domani all’Olimpico, in Curva Sud, al fianco dei fratelli della Roma. sono attesi gli ultrà greci del Gate 13 (Panathinaikos), i Bad Blue Boy croati (Dinamo Zagabria) e gli spagnoli del Frente Atletico (Atletico Madrid). Al fianco del laziali nella Nord, gli Sharks Hooligans polacchi (Wisla Cracovia), gli inglesi dell’Inter City Firm (West Ham) e i bulgari del West Sofia (Levski Sofia). […] Per questo domani si gioca alle 12.30, con il sole alto che è un faro di sorveglianza. È già una sconfitta: negata alla gente la magia di un derby notturno. Che tristezza è? La città più bella del mondo ridotta a uno squallido parcheggio di periferia dove le bande si danno appuntamento per randellarsi. […] È con gli stessi sentimenti che ci si dovrebbe avvicinare al derby: fede (nei propri colori) e bellezza, perché si sfidano Sarri e Gasperini, che hanno dipinto il calcio più bello degli ultimi 10 anni. […] Speriamo che Francesco, il Papa più calciofilo della storia, dia un occhio dall’alto. Almeno una notte di reclusione ai barbari violenti, ma non in cella, nella Cappella Sistina, ben sorvegliati, storditi dalla bellezza.

(L. Garlando – La Gazzetta dello Sport)

Gasp punta su Pelle

[…] Chissà quanti pensieri si sono affollati durante questa particolare settimana nella mente di Gian Piero Gasperini. Perché il primo derby romano non si dimentica e, nonostante i capelli bianchi e le tante panchina in carriera, non può non esserci un pizzico di emozione nel cuore del tecnico giallorosso nell’affrontare per la prima volta la tanto attesa sfida in programma all’Olimpico. […] Partiamo dalle notizie di campo e dalle ultime dall’infermeria: rimarranno ovviamente a guardare Dybala e Bailey, ancora ai box, così come Wesley. Il virus gastrointestinale lo ha messo ko, a Trigoria erano convinti di poterlo recuperare per il derby e invece difficilmente sarà della gara: al suo posto ci sarà Rensch. Per Hermoso invece c’è ancora speranza di recuperarlo, ma nel frattempo Gasperini ha provato lì Celik. […] In mediana si va verso la conferma della coppia composta da Cristante e Koné, in attacco certi di una maglia ci sono Soulé e Ferguson. Balla una sola maglia, con due profili a contendersela per completare il 3-4-1-2 sul quale Gasperini ha lavorato in queste ultime sedute. In pole c’è il clamoroso ritorno dal primo minuto di Lorenzo Pellegrini, l’alternativa porta invece a Niccolò Pisilli. In sostanza se Gasperini nelle prossime ore si convincerà della tenuta atletica di Pellegrini, in grado probabilmente di poter offrire un’ora di gioco e non di più, quindi un cambio quasi obbligato, allora ci sarà spazio dal primo minuto per il numero 7 giallorosso. Altrimenti sarà Pisilli a partire dal 1’, con Pellegrini ovviamente pronto a subentrare, così come El Aynaoui, El Shaarawy, Dovbyk e Baldanzi. […]

(Il Romanista)

A sorpresa Lotito è in vantaggio 5-4 su Friedkin

IL TEMPO (G. TURCHETTI) – Il derby è un confronto a trecentosessanta gradi. Un contrasto di stile, anche nel modo di gestire Lazio e Roma. Da una parte Lotito, sempre in prima linea per difendere le proprie posizioni. Dall’altra i Friedkin, che amano operare nell’ombra, lontano dai riflettori. Quello di domenica (ore 12:30) sarà il dodicesimo incontro tra le due presidenze capitoline. Qualche settimana fa, la proprietà texana ha festeggiato i cinque anni alla guida del club giallorosso, ma il confronto con il patron biancoceleste non è positivo. Sono quattro le vittorie dei Friedkin nelle stracittadine, due i pareggi e cinque le sconfitte. La storia dei proprietari della Roma nei derby non è iniziata nel migliore dei modi (3-0 per la Lazio nel gennaio 2021), mentre sono più felici i ricordi recenti. Due vittorie ed un pareggio, infatti, negli ultimi tre incontri. Il successo più vicino nel tempo è arrivato con Ranieri in panchina (2-0) e risale a gennaio, quando anche Ryan Friedkin era presente
all Olimpico. Sono passati più di vent’anni, ormai, dalla prima volta di Lotito in una stracittadina. L’esordio del presidente biancoceleste fu nel 2005 – nel giorno dell’Epifania – pochi mesi dopo aver acquistato una società ad un passo dal fallimento. La Lazio aveva appena cambiato allenatore – Papadopulo al posto di Caso – e non batteva la Roma dall’anno
dello Scudetto (2-1 del marzo 2000). Di Canio, Cesar e Rocchi segnarono nel 3-1 inflitto alla Roma di Totti e De Rossi. Uno di quei derby in cui la squadra nettamente sfavorita riesce a sovvertire il pronostico salvando la sua stagione. Il bilancio complessivo, però, non sorride
al patron laziale, che ha raccolto sedici vittorie, undici pareggi e venti sconfitte. Anche se Lotito può vantare il trionfo nella finale di Coppa Italia del 2013. Domenica l’ennesimo atto, tra due squadre in cerca di riscatto dopo i passi falsi dello scorso fine settimana. L’obiettivo? Evitare che il pranzo vada di traverso.

Tutti i dubbi di Sarri e Gasperini

IL TEMPO (L. PES) – Derby tra i dubbi. Gasperini si prepara ad affrontare la prima stracittadina romana della sua carriera con alcune assenze importanti e altri due calciatori in dubbio. Neanche ieri, infatti, Hermoso e Wesley hanno preso parte all’allenamento mattutino. Il brasiliano è ancora alle prese col virus intestinale che lo tiene fermo da due giorni ma oggi dovrebbe tornare in gruppo per la rifinitura e strappare una maglia da titolare. Discorso diverso per il difensore spagnolo alle prese con un sovraccarico al polpaccio che seppur senza lesione lo tiene ancora ai box. Oggi il test decisivo per capire se sarà della partita, altrimenti Gasp è pronto a rilanciare Celik dal primo minuto. Sarebbe Rensch, invece, l’alternativa di Wesley che in ogni caso dovrebbe, come detto, essere del match.

Il dubbio più grande per il tecnico piemontese, però, resta quello sulla trequarti. Le assenze, pesanti, di Dybala e Bailey costringono l’allenatore a trovare la giusta alternativa. Il ballottaggio resta aperto tra El Shaarawy ed EI Aynaoui. Il Faraone, che scenderebbe in campo con la fascia da capitano al braccio, ha giocato le prime due di campionato e sarebbe la soluzione tatticamente più idonea a livello di caratteristiche. Il marocchino, invece, piace a Gasp come trequartista di inserimento anche se col Toro ha faticato. Sullo sfondo c’è poi
la carta Pellegrini. L’ex capitano, però, è fermo da quattro mesi ed è tornato ad allenarsi con la squadra soltanto a fine agosto. Un’occasione per lui, più probabilmente a gara in corso, potrebbe esserci. Ma il numero sette non ha più di mezz’ora nelle gambe considerando che l’ultima partita ufficiale risale allo scorso 4 maggio.

Nessun dubbio, o quasi, invece sulle altre scelte con Mancini e N’Dicka a completare il terzetto difensivo davanti a Svilar e la coppia Koné-Cristante in mediana. Piccola possibilità per Tsimikas che insidia Angelino sulla corsia sinistra. Il greco arrivato in prestito dal Liverpool scalpita per scendere in campo e se non domani comunque esordirà a Nizza. In avanti torna Ferguson al centro dell’attacco con Soulé, unico uomo di qualità con la capacità di accendere la fantasia della Roma negli ultimi trenta metri, sul centrodestra. Tanto passerà dai piedi dell’argentino che ha segnato l’unico gol all’Olimpico, seppur formalmente in trasferta, nell’ultimo derby di aprile con un mancino da favola che beffò Mandas. Fascia trafficata quella occupata dall’ex Juve che insieme a Wesley, a meno di forfait del brasiliano, si troverà a fronteggiare la coppia Tavares-Zaccagni con Celik più indietro. Molto del match si giocherà proprio da quel lato dove velocità e fantasia la faranno da padrone. «È una partita importante, particolare, alcuni dicono giustamente che è una partita a sé, per quello che si porta dietro nelle settimane successive, in città c’è questa grande rivalità. Quello che mi auguro è che sia un derby sì combattuto, dove tutti cercheranno di fare il massimo». Così Gasperini ai microfoni di Dazn in attesa della conferenza di oggi dove potrebbe sciogliere alcuni dubbi.