Calciomercato Roma, Mainoo non gioca allo United: i giallorossi restano alla finestra

La Roma continua a monitorare con attenzione il mercato dei centrocampisti in vista della finestra di trasferimenti di gennaio. Un nome accostato ai giallorossi è quello di Kobbie Mainoo, mediano classe 2005 di proprietà del Manchester United. Secondo le indiscrezioni riportate dal noto portale Transfermarkt, la Roma, insieme alla Juventus, starebbe tenendo sotto stretta osservazione la situazione del giocatore. Mainoo, il cui trasferimento in estate era stato bloccato dal Manchester United, non ha ancora trovato spazio da titolare in questa stagione sotto la guida di Rúben Amorim. Questa mancanza di minutaggio potrebbe spingere il calciatore a considerare una partenza a gennaio per trovare maggiore spazio.

I giallorossi avevano già mostrato interesse per il giocatore durante l’estate, considerandolo un profilo adatto al progetto tecnico di Gian Piero Gasperini. La Roma resta quindi vigile sull’evolversi della situazione, pronta a proporre un’operazione in prestito.

(transfermarkt.com)

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Serie A, Bologna-Genoa 2-1: decide il rigore di Orsolini al 99′

Alle ore 15 è andata in scena la partita tra Bologna e Genoa, valida per la quarta giornata di Serie A, e si è conclusa con il risultato di 2-1 in favore dei felsinei. Dopo un primo tempo terminato a reti bianche, a sbloccare la gara è Ellertsson al minuto 63. La rete del Grifone sveglia però i padroni di casa, i quali pareggiano i conti con Castro al 73′. La sfida sta per giungere al termine, ma in seguito a una lunghissima revisione al VAR l’arbitro assegna un rigore in favore del Bologna per un fallo di mano di Carboni: dal dischetto si presenta Orsolini, che spiazza Leali e firma il gol del definitivo 2-1.

Con questo risultato il Bologna aggancia la Roma a 6 punti, mentre il Genoa resta a quota 2.

VIDEO – Soulé e la promessa al cantante Ince: “Se segno faccio la tua esultanza”

Domani alle ore 12:30 andrà in scena l’attesissimo Derby della Capitale tra Lazio e Roma, valido per la quarta giornata di Serie A, e tra i protagonisti della stracittadina ci sarà Matias Soulé. L’esterno argentino ha rilasciato un’intervista a DAZN e ha risposto anche al cantante Ince, il quale ha dedicato una canzone al numero 18: “Ciao Mati, ti ho preso al fanta! Sei il mio pupillo, per quest’anno abbiamo aspettative altissime su di te – le parole del rapper -. L’unica richiesta che ti vorrei fare è se dopo il prossimo gol puoi esultare andando verso la telecamera facendo “destro-sinistro (con i pugni, ndr)“. Secondo me sarebbe bellissima! Ti mando un bacione, forza Roma e forza Ciampino. Ovviamente la maglietta è con il tuo nome”.

“Se faccio gol faccio quest’esultanza – risponde Soulé –. Spero di ricordarmela”.

 

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VIDEO – Gasperini: “I miei principi non sono modificabili. Devo tenere conto delle caratteristiche dei giocatori, ma non ho intenzione di snaturarmi”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del derby contro la Lazio, valido per la quarta giornata della Serie A 2025/26 e in programma domani alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sui propri principi di gioco e sull’adattamento in base alle caratteristiche dei giocatori: “I principi non sono modificabili, delle caratteristiche devo tener conto altrimenti mi snaturerei e non ho intenzione di snaturarmi adesso. Forse lo dovevo fare prima, ma finora è andata bene così”.

Strootman: “A Roma gli anni migliori della mia carriera, ho dato tutto per questa maglia. Il gol al derby? Mi fa venire i brividi”

Kevin Strootman, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un’intervista ai canali ufficiali del club giallorosso alla vigilia del Derby della Capitale, valido per la quarta giornata di Serie A e in programma domani alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico. Ecco le sue dichiarazioni: “A Roma ho vissuto i momenti migliori della mia carriera, mi dà i brividi parlarne. Come ricordare le sfide giocate nei derby. A proposito, come ve la sentite? (ci chiede testuale, ndr)”.

Non è mai una partita come le altre, Kevin. L’ultimo Lazio-Roma vinto fu quello del 2016 con il tuo gol e poi quello di Nainggolan, lo sapevi?
“Ho letto quella cosa su Instagram ieri, non lo sapevo… Beh, sono passati quasi dieci anni”.

Tanto tempo, in effetti. Quella rete così voluta, che segnasti con ferocia quasi allontanando Dzeko dal pallone prima di intervenire, cosa rappresentò per te?
“Quando rivedo le immagini di quel gol, mi dà subito una sensazione speciale. Mi dà i brividi, quei momenti sono tutto quello di cui ha bisogno un calciatore. Stai lavorando per quei momenti, di raggiungere un obiettivo insieme. Tipo vincere un derby. Ogni tanto, nei momenti di una carriera, hai bisogno di sentirti importante. Se fai un gol in un derby e lo vinci, sì, ti senti importante. Non mi sentivo più molto importante come prima dell’infortunio, quel giorno mi ripresi un pezzetto della mia Roma, sapendo quanto fosse importante per i nostri tifosi”.

Il primo derby che giocasti, invece, fu il successivo alla finale di Coppa Italia del 2013. Quello della “Chiesa al centro del villaggio”. Quella vittoria cosa significò?
“Fu una partita strana, con meno tifosi rispetto al solito ed era alla quarta giornata come sarà quello di domani. Dopo quella partita di Coppa Italia di cui mi raccontarono, vincemmo noi. E fu una conferma che stavamo facendo bene. Non giocammo benissimo, ma noi in campo sapevamo che non l’avremmo mai persa. Se hai Totti, De Rossi, Maicon, Benatia dalla tua parte, giocatori esperti che ti davano quella sensazione positiva, è tutto più semplice. E poi, dopo il gol di Balzaretti fu una liberazione per tutti noi e i romanisti. Segnò anche Ljajic su rigore il 2-0. Lo ricordo bene, si prese la palla, lo dovevo tirare io inizialmente, ma glielo lasciai, non volevo sbagliarlo”. […]

Per la gara di domani che sensazioni hai? Anche tu ne giocasti uno alle 12.30 nel 2017, che però non andò bene.
“Stavolta la vedrò sul telefono. Devo portare mia figlia ad un parco con altri bambini. Avevo preso questo impegno con lei e non posso rinunciare. Ma la seguirò, senza dubbio. E, secondo me, la Roma è più forte. Non se la prendano a male i tifosi avversari, è quello che penso, vedremo in campo”.

Come si vince un derby?
“In queste partite non conta solo la qualità, ma soprattutto la mentalità. Mi auguro che i giocatori più esperti nello spogliatoio possano dare quella sensazione anche agli altri. Conta la voglia di vincere e di incidere”.

Perché Roma è stata così speciale per te?
“Perché è successo tutto. È stata una sintesi di vita. Sono stati cinque anni di alti e bassi, ma ero sempre sostenuto da tutte le parti. Quando giocavo bene, quando giocavo male, quando ero infortunato, quando facevo gol. Sentivo la passione dei tifosi, dei dirigenti, degli allenatori, mi dà i brividi parlare della Roma. Dico davvero. Sono stati i cinque anni più belli della mia carriera, io davo tutto per la maglia, per la Roma. Mi dispiace solo non aver vinto qualcosa, questo mi dispiace davvero”.

Prima di venirci, cosa conoscevi di questa squadra?
“I simboli di Roma, De Rossi e Totti. Loro c’erano sempre dentro, anche se la squadra cambiava. Tutti li conoscevano, anche fuori da Roma. Ed è stato meraviglioso giocare con loro, condividerci lo spogliatoio. Ai tempi del PSV, prima di cambiare squadra, avevo sempre pensato di andare in Premier League, ma quando arrivò la proposta della Roma, che mi voleva a tutti i costi e che aveva Totti e De Rossi, non ebbi più dubbi”.

Il saluto dello stadio Olimpico dopo il Roma-Genoa del 2024 che momento è stato per te? De Rossi ti ha accompagnato sotto la Sud.
“Daniele è un grande, mi ha dato l’opportunità di salutare i tifosi. È stato il finale migliore possibile per la mia carriera”. […]

(asroma.com)

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VIDEO – Gasperini su Pellegrini: “Devo recuperarlo, ma se è inviso a piazza o società diventa un problema e vado su un altro giocatore”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del derby contro la Lazio, valido per la quarta giornata della Serie A 2025/26 e in programma domani alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sulla situazione di Lorenzo Pellegrini: “Devo verificare una cosa: Pellegrini lo recupero io da solo e va bene per la società e per il pubblico? Perché sennò… Lui è un giocatore di livello, ma se non va bene al pubblico o alla società non lo posso fare. Se lo recuperiamo perché ci serve, perché probabilmente a me serve il miglior Pellegrini, e se lo recuperiamo tutti insieme abbiamo un giocatore di livello. Altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. Io devo recuperare tutti e guardo le prestazioni, dove ho bisogno giocano”.

Conferenza stampa, Sarri: “Il derby si gioca per vincere. Castellanos recuperabile, Rovella da valutare”

Domani alle ore 12:30 andrà in scena l’attesissimo Derby della Capitale tra Lazio e Roma, valido per la quarta giornata di Serie A. Alla vigilia della stracittadina Maurizio Sarri, tecnico della formazione biancoceleste, è intervenuto in conferenza stampa per rispondere alle domande dei cronisti. Ecco le sue dichiarazioni.

Quali sono le sue emozioni? Come sta la squadra?
“Le emozioni devono rimanere le stesse: è una partita particolare, estremamente sentita. Penso che queste siano tra le partite più sentite in Europa, uno dei derby più intensi e seguiti al mondo. Quindi, per forza di cose, le emozioni, così come il livello di adrenalina, sono molto alte. Gli acciaccati non lo so: Castellanos è più avanti e sembra recuperabile, Rovella lo valutiamo oggi. Per il resto gli altri infortunati sono sempre fuori. Per quanto riguarda Patric, ieri ha fatto una parte dell’allenamento con la squadra, quindi potrebbe essere in panchina ma in un ruolo più simbolico che effettivo”.

Dele-Bashiru come sta?
“Ha avuto un problemino e ha fatto un controllo che è risultato negativo. Oggi si dovrebbe allenare e dovrebbe essere dentro”.

Sacchi dice che fisicamente la Roma è più avanti…
“Le squadre di Gasperini sono sempre fisiche e aggressive e creano notevoli difficoltà, quindi è una valutazione abbastanza corretta. E’ chiaro che bisognerebbe essere su altissimi livelli tecnici per mandare a vuoto questo livello d’aggressività”.

La Roma secondo lei è favorito?
“Non mi importa niente, il derby è una partita fra due popoli che dal punto di vista sportivo si odiano. Quindi io voglio solo che la mia squadra, favorita o non favorita, vada dentro e lotti per il proprio popolo. Poi chi è favorito non mi interessa, noi dobbiamo lottare per il nostro popolo per 95/100 minuti a 35 gradi”.

Cosa chiede in particolare alla sua squadra?
“Domenica abbiamo giocato contro un blocco difensivo basso, ma siamo entrati poco dentro. È chiaro che così fai fatica a diventare estremamente pericoloso. La partita ha dato la sensazione di essere sempre sotto controllo, ma allo stesso tempo sembra che la squadra faccia il compitino invece di cercare di vincere ogni duello. Bisogna avere più coraggio nelle scelte e rendersi conto delle nostre caratteristiche. Noi siamo una squadra che deve attaccare gli spazi e non stare a palleggiare in una zona di campo troppo ampia. Stiamo lavorando su questo”.

Che differenza c’è tra preparare il derby rispetto alle altre gare?
“La differenza è emozionale e motivazionale e questo si riflette chiaramente in un livello di attenzione superiore da parte di tutti i giocatori. Queste partite hanno una componente motivazionale e emotiva che, secondo me, è superiore a quella di tante altre”.

Come sta approcciando il derby? Si ricorda quello perso? Invidia Gasperini che è solamente al primo?
“L’inconsapevolezza, appena entri in campo prima del fischio d’inizio, diventa consapevolezza e quella è un’altra storia.  Mi ricordo questo disagio emotivo nei giorni successivi al derby perso, questa tristezza infinita che mi entra addosso e che ti fa capire cosa significa il derby. E’ quasi una vergogna tornare al centro sportivo ed è questo il mio stato d’animo. Ieri ne parlavo anche con i giocatori, perché questo è il derby. È una partita in cui se non fai tutto quello che devi fare, rischi di deludere un po’. E se succede te lo senti addosso in maniera pesante. Questo deve essere stampato nei nostri cervelli e nei nostri cuori. E da questo punto di vista non dobbiamo sbagliare niente. Qual è l’importanza di un derby se non per vincere? Io penso che il derby si giochi per vincere”.

Pedro sarà titolare oppure un’arma a gara in corso?
“La partita la giocherà, non so se in parte o se dall’inizio, ancora non abbiamo deciso. C’è da valutare cosa ci rimane a disposizione per poter eventualmente cambiare la partita, ci sono tante cose da considerare. Però sicuramente su Pedro ci facciamo grande affidamento. Un giocatore così è importante, ha sempre fatto prestazioni significative. Ci facciamo affidamento, poi vediamo quando”.

Che ne pensa dell’orario delle 12:30? Lei e Gasperini siete valori aggiunti delle due squadre?
“Se dipendesse solo da noi, gli ultimi 20 campionati li avremmo vinti io e Gasperini ma non è così. Ci conosciamo da più di 20 anni e in tutto questo arco di tempo è cresciuto. Rispetto profondamente la valutazione che ho di lui come uomo e come persona. Giocare contro, invece che dividerci, ci ha accomunato. E’ un grande allenatore, una persona che rispetto profondamente e che sicuramente in questa stagione alla Roma darà tanto. Ma domani è il derby, domani siamo parecchio contro”.

Il derby può accendere la Lazio?
“Finora abbiamo fatto una bruttissima partita a Como e una buona partita contro il Verona. Contro il Sassuolo la squadra è stata corta, compatta e ordinata, abbiamo fatto una buona partita dal punto di vista tattico. Se mi chiedi l’interpretazione della gara, ti dico che ci è mancato qualcosa a livello di continuità di pressione e in fase difensiva e offensiva. Qualcosa abbiamo sbagliato”.

Le sue emozioni sono le stesse della prima esperienza alla Lazio?
“Forse di più, perché il tempo ti fa affezionare e amare sempre di più l’ambiente e la squadra. Quest’anno lo sento maggiormente sulle spalle, quindi l’intensità dell’emotività è la stessa e forse anche di più”.

Lei sembra non aver le idee chiare…
“Io ho le idee chiarissime. Non si dà uguaglianza a certi momenti delle partite, ma la squadra è molto ordinata, corta e compatta. L’obiettivo primario per la società era cercare di dare maggiore solidità a questa squadra. Poi c’è bisogno di tirare fuori la qualità. Non la stiamo tirando fuori per motivi tattici o perché non abbiamo le carte in regola, ma tra qualche mese avremo le idee più chiare”.

Modric è un leader, mentre Pedro…
“Sono due ruoli diversi… Per Pedro l’intensità conta molto di più e stiamo cercando di preservarlo senza rischiare. Inoltre Pedro ha avuto una tendinite bilaterale e gli abbiamo fatto fare una settimana di riposo nel momento della sosta delle nazionali. Quindi è una gestione che prende in considerazione diverse cose”.

Su cosa è più forte la Lazio rispetto alla Roma? Cosa vuol vedere dalla sua squadra domani?
“Voglio vedere da parte della squadra il lavoro sul campo che, in questo momento, non riusciamo a trasportare pienamente in partita. È tanto ed è fatto anche abbastanza bene. Questa è l’unica squadra che ho allenato che mi lascia la sensazione di avere più ritmo e più intensità in allenamento che in partita. Quindi vuol dire che ancora qualcosa ci sta frenando. Domani dobbiamo essere più forti caratterialmente”.

Come cambia la preparazione giocando alle 12:30?
“Io penso che l’orario sia pesante per noi e per loro, ma l’orario di domani non è una sconfitta della Lazio o della Roma bensì del calcio e delle istituzioni. Se chi deve mantenere l’ordine pubblico prende queste decisioni… Comunque non ce ne deve importare niente. Se c’è una partita per cui vale la pena soffrire il caldo, è questa”.

Come vede Zaccagni?
“Sta crescendo piano piano, è chiaro che anche lui ha fatto l’estate con l’intervento, quindi le difficoltà iniziali erano inevitabili, però sta crescendo. A livello di maturità, come uomo, mi sembra cresciuto e potrebbe diventare un capitano importante”.

Cosa ha ritrovato nella tifoseria laziale?
“Nella stragrande maggioranza i tifosi della Lazio sono persone molto pazienti. Poi ci può essere una frangia più piccola, ma nella stragrande maggioranza è così. Li accomuna un amore smisurato per questa maglia, un amore che io in tanti anni di carriera ho visto solo qui e a Napoli. E questo è il motivo per cui ti dico che da fuori è difficile capire, ma quando ci sei dentro lo impari. Vedi proprio un attaccamento, un amore viscerale verso questa maglia. Questo è importantissimo e sarebbe fondamentale riuscire a trasmettere ai giocatori questo senso di appartenenza. Nel calcio attuale non è qualcosa di estremamente semplice, però sarebbe molto importante e gradito”.

Rovella come sta? Isaksen e Vecino invece?
“Tra mezz’ora valuterà se Rovella ce la può fare o no. Ieri ha fatto solo una piccola parte dell’allenamento con la squadra perché aveva ancora un po’ di dolore, oggi lo valutiamo. Vecino è ancora in mano all’area medica, sta facendo degli allenamenti differenziati e io spero che la prossima settimana ritorni perlomeno a disposizione per cominciare ad allenarsi con noi. Isaksen è un ragazzo che si sta allenando da poco, aveva una caviglia gonfia ed era malato. Per farlo tornare in grande condizione non è un percorso istantaneo”.

Dele-Bashiru sarà titolare?
“Non lo so, vediamo. Non mi sono mai lamentato degli assenti, se non gioca uno gioca un altro”.

Dobbiamo aspettarci una gara giocata a viso aperto o più lenta?
“Forse un gioco più lento potrebbe dipendere dalle temperature e dall’evoluzione del match. Bisogna prepararsi a tutti e due gli eventi perché determineranno poi la via che la partita può prendere”.

VIDEO – Gasperini e il cambiamento dall’Atalanta alla Roma: “Dovrò uscire dalla comfort zone, ma manterrò sempre i miei principi”

Torna a parlare Gian Piero Gasperini. L’allenatore della Roma è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del derby contro la Lazio, valido per la quarta giornata della Serie A 2025/26 e in programma domani alle ore 12:30 allo Stadio Olimpico. Tra i vari temi trattati il tecnico giallorosso si è soffermato sulla scelta di allenare il club capitolino e sui cambiamenti che ne derivano rispetto alla sua avventura all’Atalanta: “Probabilmente dovrò uscire dalla mia comfort zone legata al mio tipo di calcio e a una rosa con determinate caratteristiche, ma questa è un’ulteriore sfida. Dovrò cercare di recuperare altre strade e situazioni, mantenendo sempre i miei principi: una squadra propositiva e che cerca di ottenere il risultato tramite il gioco e lo scontro sportivo”.

Conferenza stampa, GASPERINI: “I derby che restano sono quelli che vinci. Ricaduta per Wesley, indicazioni negative su Hermoso. Pellegrini? Pronto per giocare, ma se è inviso a piazza o società…” (VIDEO)

Domani alle 12:30 la Roma sarà impegnata nel derby contro la Lazio nella sfida valida per la 4a giornata di Serie A. Come di consueto, alla vigilia, il tecnico Gian Piero Gasperini parlerà in conferenza stampa: appuntamento alle 13:45. LAROMA24.IT seguirà in diretta testuale l’evento.

 

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Come sta vivendo il suo primo derby? Wesley e Hermoso possono recuperare?
“Non lo sappiamo ancora, stabiliamo oggi. Wesley ha avuto una ricaduta, una gastroenterite che gli ha creato un po’ di problemi. Ci sono altre 24 ore, speriamo stia meglio. Hermoso? Proviamo oggi, non ci sono indicazioni positive ma resta un po’ di fiducia. Il derby di Roma è famoso in tutto il mondo per le coreografie, i colori e il pubblico. Si tratta di una partita particolare e diversa, c’è una rivalità cittadina in campo e rende tutto più bello e teso”.

Cosa le preoccupa di più della Lazio? Ed essendo un derby alla quarta giornata, si vince o si può anche pareggiare?
“I derby che restano sono quelli che vinci, quelli che pareggi non te li ricordi e quelli che perdi li dimentichi velocemente. Giocarlo alla 4a giornata è inusuale, questa è una parte della stagione dove le squadre sono più rivolte a pensare di costruirsi e migliorarsi. Giocarlo in questo momento però alza subito l’attenzione sul campionato. La Lazio è un’ottima squadra con un grande allenatore, non ha fatto mercato ma non ha venduto nessuno. Tolti gli ultimi due mesi della passata stagione, la Lazio stava facendo molto bene. Riconosco il valore della squadra e dei giocatori, è una partita di livello”.

C’è ancora modo di sorprendere Sarri dopo tanti incontri? Roma è la sfida più difficile della sua carriera?
“In questo momento sono rivolto al presente. Questa è una bella sfida, io cerco di portare l’esperienza della mia carriera in una piazza come Roma, che mi ha spinto e motivato a scegliere questa strada. Sono convinto della bontà della scelta. Io devo ottenere il massimo da ciò che abbiamo ora e probabilmente dovrò uscire dalla mia comfort zone legata al mio tipo di calcio e a una rosa con determinate caratteristiche, ma questa è un’ulteriore sfida. Dovrò cercare di recuperare altre strade e situazioni, mantenendo sempre i miei principi: una squadra sempre propositiva e che cerca di ottenere il risultato tramite il gioco e lo scontro sportivo. Sarri? Ci siamo incontrati in C per la prima volta, siamo partiti tutti e due dalla gavetta. Lì si è formato e ha portato alcune sue squadre a essere un esempio di calcio. Tutto quello che abbiamo conquistato ce lo siamo costruiti nel tempo”.

Possiamo vedere Pellegrini dal 1′?
“In un calciatore la voglia non manca mai, è molto alta. Giocare in Serie A con la Roma è sempre speciale, quindi non credo sia cambiato molto. Tutti i giocatori sarebbero prontissimi per giocare”.

Dovbyk ha dato dei segnali in settimana? Cosa serve di più in un derby?
“Devi essere micidiale negli episodi. Tutti hanno cuore e attenzione, ma devi essere molto bravo a portare tutti gli episodi dalla tua parte ed essere preciso in queste situazioni. Questo vale in tutte le partite importanti ed equilibrate, gli episodi cambiano le gare e le portano da una parte o dall’altra. Dovbyk? Non è entrato perché c’era un’altra situazione. Col Torino non abbiamo fatto bene, ma non abbiamo fatto peggio dei granata e non meritavamo di perdere. Abbiamo perso per un tiro in porta, non l’abbiamo preparata benissimo a causa delle nazionali. Ora c’è un’altra partita, io devo guardare la crescita e lo sviluppo della squadra. Il mercato è chiuso, giocatori come Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi, che dovevano andare via, sono rimasti e io devo recuperarli tutti. Dopo la fine del mercato io guardo avanti e ora ho bisogno di tutti. Dovbyk, Pellegrini e Baldanzi devono fare benissimo. Ci sono 22/23 giocatori e devo tirare fuori il meglio da loro. Voglio vedere una squadra che sul piano del gioco e della corsa faccia qualcosa di superiore rispetto all’ultima partita”.

Pellegrini è arrivato alla condizione degli altri? Tsimikas può giocarsi il posto con Angelino?
“Tsimikas è arrivato dopo la pausa per la nazionale e ha cominciato a inserirsi. Non so quando, ma giocherà viste le tante partite. Magari può giocare anche domani a gara in corso o all’inizio… Non abbiate dubbi, giocherà. Pellegrini? Per me è un giocatore potenzialmente forte, poi ci sono le prestazioni. E’ fuori da mesi, ma questa è una partita che va oltre e lui si sta allenando da tanto. Non ha problemi di inserimento nella squadra, ma non so quando sarà il momento di giocare: domani? Non lo so. Lui fisicamente sta bene ed è pronto per giocare. Mi aspetto che oltre alle sue qualità diventi anche un atleta, un giocatore di alto livello. Ha potenzialità altissime e non so perché non è riuscito a mostrarle con costanza. Gattuso lo aspetta, ma c’è bisogno di prestazioni e condizione fisica. Ha 29 anni, può fare tutto e nel ruolo avanzato è forte. Domenica ha giocato El Aynaoui in quel ruolo, forse ha bisogno di più tempo. In quel ruolo ci possono giocare Pellegrini, Pisilli e Cristante, che fece 13 gol in un anno all’Atalanta. Devo verificare una cosa: Pellegrini lo recupero io da solo? Va bene per la società e per il pubblico? Perché sennò… Lui è un giocatore di livello, ma se non va bene al pubblico o alla società non lo posso fare. Se lo recuperiamo perché ci serve, perché probabilmente a me serve il miglior Pellegrini, tutti insieme abbiamo un giocatore di livello. Altrimenti diventa un problema e vado su un altro giocatore. Io devo recuperare tutti e guardo le prestazioni, dove ho bisogno giocano”.

I protagonisti di questo derby potreste essere voi allenatori, lei e Sarri?
“Purtroppo noi allenatori non giochiamo. Tutti i calciatori devono esprimersi al meglio. Sono partite di grande attesa per la tifoseria. Dispiace che ci siano infortuni perché tolgono qualcosa alla partita, però poi si gioca 11 contro 11 e chi va in campo può fare bene”.

Sta pensando a qualche cambiamento?
“Dall’inizio della carriera mi hanno detto tante cose: ‘Se giochi in Serie C è una cosa, in B un’altra, in Serie A un’altra e in Champions League un’altra ancora’. Difficile che cambi principi, ma devo tenere conto delle caratteristiche dei giocatori: Pellegrini non è un attaccante, Baldanzi è un trequartista, come attaccanti abbiamo Dybala e Bailey che sono fuori. Quindi devo rispettare le caratteristiche dei giocatori. Non sono convinto che abbiamo fatto così male, per una partita andata male stiamo cancellando i primi due mesi… Abbiamo fatto ottime gare. I miei principi non sono modificabili, altrimenti dovrei snaturarmi e non ne ho intenzione. Forse lo dovevo fare prima, ma finora è andata bene così”.

Non era mai partito così male con 2 gol in 3 partite ai tempi dell’Atalanta: è solo sfortuna?
“Non parlerei di sfortuna. La fase offensiva, come quella difensiva, va fatta da tutti. Se hai una buona fase offensiva, metti in condizione gli attaccanti di fare più gol, così come è importante la fase difensiva. Se ti manca qualche gol devi trovare delle soluzioni e dei miglioramenti in tutta la squadra, devi disimpegnare meglio e offrire agli attaccanti situazioni migliori, altrimenti sarebbe troppo facile. Evidentemente, sotto quell’aspetto, abbiamo fatto cose buone ma dobbiamo fare ancora meglio. Altrimenti è troppo facile dare la colpa a uno o all’altro”.

Sarà più importante il pressing alto o chiudere gli spazi tra le linee?
“Dobbiamo fare bene in entrambe le fasi, dato che conosciamo le caratteristiche della Lazio. Dobbiamo usare le nostre qualità migliori per metterli in difficoltà”.

El Aynaoui può giocare in coppia con Koné o è un’alternativa al francese?
“Ha giocato avanzato con il Torino ed è un ruolo non facile. Per me può fare tutti i ruoli del centrocampo, è duttile e dinamico”.

Soulé può essere una soluzione dietro le punte? L’orario può essere un problema?
“Il problema di giocare alle 12:30 è dovuto alle temperature e riguarda tutte e due le squadre. Giocare con queste temperature è una grande difficoltà per i giocatori. Soulé è stato provato lì in allenamento qualche volta, ma ci vuole tempo. Sta facendo bene, l’anno scorso giocava spesso come quinto, quest’anno gioca più offensivo ed è anche abbastanza prolifico. Non vedo grandi problemi, poi dietro le due punte devo verificare”.

Come sta El Shaarawy?
“El Shaarawy è entrato con il Torino. A parte Wesley ed Hermoso stanno tutti bene fisicamente”.

Instagram, Candela in vista del derby: “Forza ragazzi”. Il commento di Totti: “Mettiti gli scarpini”

Vincent Candela è già in clima derby. L’ex terzino giallorosso ha scritto su Instagram un messsagio di carica per la sfida di domani: “Petti d’acciaio, astuzia e core… forza ragazzi caricaaaa! Sempre forza Roma!”. Sotto al post è arrivato anche il commento di Francesco Totti, che ha scherzato col francese: “Mettiti gli scarpini”. Non si è fatta attendere la risposta di Candela: “Mio capitano, purtroppo lo sai bene. Il campo è troppo grande per me ormai”

 

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