Saud saluta tutti: ceduto al Lens. Calafiori, in arrivo altri 6 milioni

Piccole plusvalenze crescono, in attesa della probabile cessione di un big (o, chissà, forse anche due…). Dopo il riscatto esercitato dagli spagnoli dell’Elche per Buba Sangarà (a 4,5 milioni, con una plusvalenza di circa 3 milioni), ieri è stato il turno del Lens per Saud Abdulhamid. II terzino saudita è infatti passato definitivamente al club francese, dopo la buona annata appena trascorsa in Ligue 1. Nelle casse giallorosse entrano così 3,5 milioni, che si vanno a sommare ai 500mila euro già incassati la scorsa estate per il prestito oneroso. (…) Ed entro il 30 giugno, a meno di sorprese, arriveranno altri 6 milioni dalla questione Calaflori. Il Tribunale dello Sport di Losanna, infatti, dovrebbe dare ragione ai giallorossi che devono incassare II 40% della quota spettante allo stesso Basilea per la rivendita del difensore dal Bologna all’Arsenal nel 2024.

(gasport)

Falcao: “Il gol di Turone fu uno scandalo, ci penso ancora. Ancelotti ha tanto di Liedholm”

GASPORT – Paulo Roberto Falcao, ha rilasciato un’inervista al quotidiano, in cui si è parlato molto di Carlo Ancelotti e del suo Brasile, senza dimentichare gli aneddotti dei loro anni alla Roma. Di seguito, le sue parole.

Ancelotti arriva a Roma nel 1979, lei l’anno dopo.
«Carlo era un ottimo giocatore, aveva tanta forza, marcava bene e tirava in porta con grande criterio. Quando sono arrivato giocava quasi come ala sinistra, perché il nostro attacco era con Bruno Conti a destra e Pruzzo in mezzo. Liedholm mi chiese cosa pensassi della squadra e io gli dissi che ci mancava una ripartenza veloce, giocavamo la palla ma non avevamo contropiede. “E poi Carletto a sinistra è sprecato”, gli dissi. Liedholm mise li Roberto Scarnecchia, che era molto veloce, e accentrò Ancelotti. Siamo partiti e non abbiamo vinto lo scudetto solo per il famoso gol di Turone. Uno scandalo».

Ci pensa ancora?
«Eccome. Ci sono delle notti di insonnia che mi torna in mente quel gol, e quando succede posso dimenticarmi di dormire».

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Pensava che Ancelotti potesse diventare allenatore?
«No. Quando giocavamo insieme non l’avrei mai detto. All’epoca si diceva che io fossi un allenatore in campo: non so se Carlo ha imparato qualcosa da me! (Falcao ride di gusto, ndr). Quando ha iniziato ad allenare ha preso ispirazione soprattutto da due persone: Arrigo Sacchi e Nils Liedholm. Carlo ha tanto di Liedholm, la calma, l’ironia, la battuta pronta, il carisma, la leggerezza. Anche per questo sono fiducioso per questo Mondiale».

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Attesa anche per la firma di Pellegrini

Venticinque giorni e poi tre giocatori della Roma saranno senza contratto. Il primo è Paulo Dybala, il secondo è Zeki Celik, il terzo è Lorenzo Pellegrini. (…) Lorenzo considera Roma a la Roma come la sua casa e vorrebbe restare per cercare di chiudere la carriera in giallorosso. A trent’anni pensa di poter ancora dare tanto al club e la sua crescita In questa stagione, rispetto alla deludente di quella precedente, lascia ben sperare per una nuova firma. (…)

(corsport)

Dybala, vacanze in sospeso

Prima il sole di Roma, poi le temperature più basse di Buenos Aires. Paulo Dybala tra le due città del suo cuore adesso aspetta novità dal suo agente per quel rinnovo di contratto con la Roma che appare sempre più vicino. Perché Gasp ha bisogno di lui e dopo le ultime prestazioni anche Friedkin lo ha capito chiaramente. C’è ancora una Roma in campo con Dybala e una invece senza di lui.. Così se oggi dovesse arrivate il tanto atteso comunicato su D’Amico come nuovo direttore sportivo, a quel punto le prossime ore saranno cruciali anche perla firma della Joya sul nuovo contratto. (…) Il Boca può aspettare, la testa di Paulo è ancora sulla Roma e sulla Capitale. E su questo aspetto Oriana ha spiegato quali siano le difficoltà più grandi nel condividre la vita con un professionista del calcio. «Mi sembra di avere due vite ed è molto difficile conciliarle perché Paulo non c’è mai, non partecipa ai matrimoni dei miei amici, ai loro compleanni o ai miei impegni di lavoro. Non è perché non voglia, ma perché non può, perché deve lavorare lì». (…)

(corsport)

Greenwood, priorità alla Roma: pronta la prima offerta da 35 milioni più bonus

La Roma accelera, Greenwood aspetta. E soprattutto sceglie. Perché in questo momento la priorità dell’attaccante inglese porta dritta alla Capitale, nonostante sul tavolo sia arrivata una proposta economicamente devastante del Fenerbahçe. Soldi contro ambizioni, ingaggio contro progetto: una sfida che, almeno per ora, vede i giallorossi davanti. Il club turco ha messo sul piatto uno stipendio faraonico, ma Greenwood guarda oltre. (…) Non appena Tony D’Amico verrà ufficializzato come nuovo direttore sportivo, atteso nelle prossime ore il comunicato, scatterà la prima offensiva concreta verso il Marsiglia: circa 35 milioni di euro più bonus, insomma 40 all inclusive. Una base di partenza importante ma non sufficiente per chiudere l’operazione, anche perché il Manchester United conserva il 40% della futura rivendita e questo obbliga il club francese a tenere alta la valutazione del cartellino. I contatti, però, non si sono mai fermati. Gli intermediari lavorano costantemente sia con il padre-agente del giocatore sia con il Marsiglia (…) Sul fronte economico la concorrenza turca (e non solo, ci sono altri club nell’ombra) resta aggressiva. Tre giorni fa il padre di Greenwood ha incontrato Safi trovando un’intesa di massima su un contratto da 5 milioni di euro netti più bonus, circa due milioni in più rispetto all’attuale stipendio percepito al Marsiglia. Una cifra che la Roma difficilmente potrà pareggiare anche per una questione di equilibri interni nello spogliatoio. Eppure la sensazione è che il denaro non sia l’unico parametro della scelta. Se il club giallorosso dovesse spingersi – e sarà così – sui 4 milioni d’ingaggio, Greenwood sarebbe pronto a dare priorità assoluta alla destinazione romanista. (…)

(corsport)

Gasp: «Dybala e Pellegrini rinnovi fondamentali. Vorrei tenere tutti, ma…»

Se una conferma serviva, Gian Piero Gasperini l’ha regalata ieri sera alla prima uscita pubblica dopo la qualificazione in Champions. L’occasione era un evento di beneficenza a Bergamo, alla quale l’allenatore ha partecipato. E da lì ha lanciato la volata dell’ultimo chilometro per i rinnovi dei tre giocatori in scadenza — Dybala, Pellegrini e Celik — la prima missione del nuovo direttore sportivo Tony D’Amico, il cui incarico sarà ufficializzato oggi dalla società giallorossa. «E fondamentale ripartire da giocatori come Dybala e Pelle-grini — ha detto l’allenatore —. Sui rinnovi la volontà è chiara da parte di tutti. Quello della Roma è un gruppo che ha lottato con una voglia straordinaria e ha raggiunto l’obiettivo con merito. I giocatori hanno delle qualità anche morali incredibili. Ed è su questo zoccolo duro che vogliamo inserire dei giocatori». (…) Gasperini ha fatto capire che le cessioni sono necessarie: «Io vorrei tenerli tutti, ma ci sono esigenze di bilancio. Proviamo a tenere i giocatori migliori». Non è neppure in discussione il futuro di Mancini, considerato un pilastro dal tecnico: «Non se ne va, gliel’ho già detto. L’Inter può fare quello che vuole l’Inter, ma il giocatore resterà». E rinnoverà, anche lui. (…) Meno, invece, bisognerà aspettare per gli abbonamenti della stagione 2026-27: la prossima settim-na la società comunicherà le modalità della campagna per il campionato che verrà, a fine luglio sarà invece la volta degli abbonamenti per la Champions League. L’attesa in città, manco a dirlo, è altissima. Come quella di Gasp, in verità.

(corsera)

Maini: “Cobolli è nato campione”

CORSERA – Stagione 2013-14. Rudi Garcia sulla panchina della prima squadra della Roma, Jimmy Maini su quella degli Esor-dienti classe 2002; in rosa, 4 giocatori arrivati in serie A (Riccardo Calafiori, Edoardo Bove, Nicola Zalewski e Matteo Cancellieri) e uno che stasera giocherà la semifinale al Roland Garros. «Con Flavio Cobolli ci scriviamo spesso —racconta Maini —. E sempre molto carino, mi chiama an-cora mister».

Maini, ci racconta il Cobolli calciatore?

«Esattamente il lottatore che vediamo ora sui campi da tennis, Roland Garros compreso: quando la partita si allungava, dimostrava la sua resistenza e
il suo passo. Lo facevo giocare esterno a destra, aveva anche un bel piede. Ho avuto Flavio per un anno e mezzo, nel momento della transizione tra il campo a 9 e quello a 11».

Perché un anno e mezzo?

«Perché un giorno, durante la 2a stagione, Stefano (il padre e anche il coach di Flavio, ndr) con cui ho tuttora un buon rapporto venne da me dicendomi che avrebbero dovuto fare una scelta. Praticava due sport a livello agonistico, l’impegno era enorme anche perché ci allenavamo a Trigoria. Non sappiamo se sarebbe arrivato anche nel calcio perché era in un’età evolutiva. Ma era bravo».

(…)

Per come è legato Cobolli alla Roma, lasciarla non fu una scelta facile.

«Flavio era attaccatissimo alla maglia e penso lo sia ancora (ride, ndr). Soprattutto lui, Zalewski e Calafiori erano romanisti dentro. Quando giocavano i primi derby era una partita sentitissima: dovevo tenerli a bada».

(…)

La Roma concede lo sconto per Baldanzi

L’era D’Amico è pronta ad iniziare e l’obiettivo è registrare circa 50 milioni di plusvalenze. Saud e Sangaré hanno salutato, ora tocca a Baldanzi: la Roma concederà uno sconto (dai 10 previsti a 8,5) ma Genoa al momento non può mettere sul piatto quella cifra in un’unica soluzione e ha proposto un pagamento dilazionato. (…) Il sogno è Greenwood.La Roma non ha ancora presentato offerte al Marsiglia che chiede 50 milioni e non vuole concedere sconti. Per rinforzare l’altra fascia piace Summerville, ma a preoccupare sono le non ottimali condizioni fisiche dell’olandese. (…)

(Il Messaggero)

Gasp: “Non possiamo tenere tutti”

É diventato lo slogan preferito del tifoso giallorosso: «Ammucchia Gasperì». Magari in pochi sanno che ammucchia non è il sinonimo di accumulare ma deriva dal siciliano ammucciari e sta per nascondere mentre Gasperì sta per Gaspare, ma poco importa. Perché Gasperini, quello vero, Gian Piero da Grugliasco per intenderci, non ha voglia di nascondere nulla. E come al soli-o, quando parla, è sempre chiaro. Lo è stato anche ieri, a Bergamo, all’Accademia dello Sport per la Solidarietà, dove il tecnico è stato ospite d’onore e ha giocato a Padel. (…) «Cessioni illustri per il FPF? Io vorrei tenerli tutti, ci sono però delle esigenze di bilancio dovremmo essere bravi a superarle e capire come tenere i giocatori migliori». Tradotto: saranno inevitabili dei sacrifici. I nomi, sono sempre gli stessi (Ndicka, Koné, Soulé, Pisilli e in extrema ratio Svilar). Come sono sempre gli stessi i calciatori che si attende possano essere rinnovati a breve: «Pellegrini e Dybala? Vogliamo creare una squadra migliore e per farlo bisogna partire dallo zoccolo duro. É fondamentale ripartire da loro, per poi inseri-re giocatori di livello. Mancini-Inter? Gianluca non se ne va, gliel’ho già detto. Può fare quello che vuole l’Inter, se vuo-le rimanere, rimane» (…) Per questo motivo in giornata si attende l’ufficialità del nuovo ds D’Amico e con questa la deroga richiesta all’Assemblea di Lega che si terrà a Parma prima del varo dei calendari, per far ope-rare il ds immediatamente e non attendere, come regolamento imporrebbe, il 1 luglio. Il 30 giugno infatti si avvicina e la scadenza del Settlement Agreement la fa da padrona non solo nei tam tam radiofonici in città ma anche nei pensieri dell’allenatore. Il traguardo, quello dei 60 milioni iniziali, si è già abbassato di una decina di milioni in virtù di qualche operazione che la Roma ha portato a termine in questi ultimi giorni. Il riferimento è ai riscatti di Sangaré dell’Elche (che sono valsi 3,8 di pluvalenza) più Saud del Lens (2,1), aspettando che ci siano degli sviluppi concreti per Baldanzi e Ziolkowki. (…)

(Il Messaggero)