Mondiali, inizio shock per la Turchia di Celik e Montella: passa l’Australia. Frenata Brasile, ok Scozia

La prima partita al Mondiale della Turchia di Vincenzo Montella e Zeki Celik si è trasformata in un incubo ad occhi aperti. I turchi sono arrivati alla Coppa del Mondo tra mille aspettative e con alle spalle un percorso ottimo. La rosa, il giusto mix tra giovani talenti e giocatori d’esperienza, sembra essere all’altezza di fare un Mondiale più che dignitoso, ma il campo ha detto altro.

Australia show, inferno Turchia

Una partita tremenda per la Turchia, che è passata in svantaggio nel primo tempo subendo il gol di Irankunda e non è stata poi capace di reagire. Nella ripresa è arrivato anche il raddoppio australiano firmato da Metcalfe, che ha mandato in paradiso l’Australia e all’inferno la Turchia.

81 minuti in campo per Zeki Celik, schierato da titolare da Montella e sostituito a 10 minuti dal termine per tentare l’assalto finale con forze fresche. Non è sceso in campo invece l’altro “italiano” e scuola Roma Cristian Volpato: l’attaccante, naturalizzato australiano, ha visto la partita dalla panchina.

Brasile con il freno a mano

È iniziato con il freno a mano tirato il Mondiale del Brasile di Carlo Ancelotti. La Seleçao, ingabbiata da un ottimo Marocco, non è andata oltre l’1-1 contro gli africani. Tutto è successo nel primo tempo: prima il gran gol di Saibari, che con un pallonetto ha battuto Alisson, poi la magia di Vinicius Jr a pareggiare i conti. Nella ripresa occasioni da entrambe le parti, ma il Mondiale di Brasile e Marocco inizia con un pari.

Festa Scozia

Chi invece può festeggiare è la Scozia di McTominay: all’esordio in questo Mondiale, gli scozzesi hanno trovato di misura la vittoria contro Haiti, grazie alla rete di McGinn. Per la Scozia si tratta della prima vittoria in una Coppa del Mondo 36 anni dopo l’ultima volta, arrivata ai Mondiali di Italia 90.

Roma, il primo obiettivo di Gasp è Greenwood.Dybala verso la conferma

Il gioco delle parti. «Non ho ancora deciso», confessa Paulo Dybala in Argentina, mentre i cronisti gli chiedono del suo futuro. «Nel calcio tutto è possibile», aggiunge. Il rinnovo con la Roma, in realtà, è a buon punto, già confezionato da qualche giorno. Manca il via libera della società, che si è presa del tempo per l’ok definitivo, complice il vuoto di potere lasciato nella direzione sportiva, che tornerà pienamente operativa dal primo luglio con Tony D’Amico. […]

Dopo i rinnovi, l’allenatore si aspetta uno sprint decisivo per Greenwood, il prescelto. Certo, piace anche Pulisic, ma è proprio l’inglese che Gasperini non riesce a togliersi dalla testa. Come un’ossessione, sull’onda del caso Sancho della scorsa estate. Il tecnico vuole che finisca in modo diverso, però. Anche perché il solo Greenwood non gli basta. La Roma deve rinforzare la spina dorsale, spiega Gasp: un intervento tuttocampo, quindi, dal reparto difensivo fino al vice-Malen, con Dovbyk in uscita e Robinio Vaz sempre più in bilico. L’ex Marsiglia non ha mai convinto del tutto Gasperini, che dal club francese pretende altro: proprio Greenwood. La volontà del giocatore, contattato personalmente dall’allenatore romanista, è chiara: via libera. Resta da convincere il Marsiglia, che non vuole cedere a prezzo di sconto il suo giocatore più costoso. Per convincere i francesi servono 50 milioni, troppi. Ma i Friedkin, stavolta, non vogliono deludere Gasp.

(Repubblica)

Pellegrini, via ai colloqui con D’Amico

Non solo Dybala. I colloqui sono in corso pure per i rinnovi di Pellegrini e Celik.

Per il turco l’accordo è sostanzialmente raggiunto. […]

Un po’ più indietro, rispetto a Celik e Dybala, il discorso Pellegrini. Questa è materia che ha cominciato ad affrontare direttamente il direttore sportivo D’Amico: i primi contatti ci sono già stati e l’ottimismo è diffuso anche qui. […]

(Corsera)

Per Celik ormai si attende solo l’ufficialità

Non solo Dybala. I colloqui sono in corso pure per i rinnovi di Pellegrini e Celk.

Per il turco l’accordo è sostanzialmente raggiunto: la differenza di 600 mila euro lordi delle scorse settimane tra domanda e offerta è stata colmata, per la definizione a questo punto mancano davvero solo dettagli. Per la gioia di Gasperini, che di Celik ha sempre apprezzato duttilità e professionalità. […]

(corsera)

Dybala bussa, la Roma apre

Non siamo ai livelli di Gigi e la famosa cremeria della pubblicità, ma più o meno il concetto è questo. «Sono Paulo, c’è la Roma? E il rinnovo?». Ecco, La Roma ci sarebbe pure anche se non in maniera completa, visto che Ryan Friedkin dopo il raggiungimento della Champions ha lasciato la città e non s’è più visto. Però sul rinnovo di Dybala, dopo i fiumi di parole, la firma ancora non c’è. E non è solo un passaggio formale, manca ancora un pezzettino di strada in termini di contenuti da completare, per arrivare al brindisi e all’annuncio. Lo stato dell’arte è quello di una fiducia estrema, sul buon esito della trattativa, in cui un ruolo non marginale nelle scorse settimane l’avrebbe avuto anche Pietro Scala, agente e uomo di fiducia di Ryan Friedkin.

Ma la fiducia da sola non basta. È il presupposto fondamentale, però c’è da andare oltre. A Dybala circa 10 giorni fa era stato garantito che qualcosa sarebbe successo, a stretto giro di posta. E invece silenzio. Quel silenzio che allora l’argentino, in patria, ha deciso di rompere. […]

Però Dybala vorrebbe chiudere presto la faccenda e la Roma farebbe bene a definire la pratica. Sostanzialmente per due motivi: primo, per rassicurare quel Gasperini che tanto si è speso per mettere in contatto le parti e ora attende la fumata bianca. Secondo motivo: finché non c’è nero su bianco – questo vale per Dybala come per tutte le trattative – non si può escludere il sopraggiungere di nuove problematiche, magari anche solo l’inserimento concreto di altri club, cosa che ad oggi non risulta. […]

Oggettivamente, si parla di dettagli: vanno limati, ma non sono tali da mandare all’aria un matrimonio che s’ha da fare. Perché lo racconta la logica: sarebbe mai pensabile che Gasperini, oggi più che mai al centro della Roma, dopo essersi speso in prima persona e oggi pure con la sponda del ds D’Amico, non venga accontentato su Dybala? Sarebbe come iniziare nella maniera peggiore il mercato. E questa Roma non ha intenzione di sbagliare passi. Penne in mano, allora, che è tardi.

(Corsera)

Dybala chiama la Roma

Se non fosse stato per il maglioncino a collo alto (in Argentina è inverno) e l’immagine un po’ sgranata, l’appello di Dybala a Espn – «Futuro? Può accadere di tutto» – sarebbe stato molto simile a quello lanciato dallo stesso Paulo al termine di Parma-Roma. Riavvolgiamo il nastro. Il campione argentino il 10 maggio, alla fine della clamorosa rimonta che lancia i giallorossi in Champions, si presenta davanti alle telecamere e sgancia la bomba: «Il futuro? Vorrei saperlo anche io, ma la società non mi ha mai contattato». Apriti cielo. Gasperini si muove in prima persona, contatta i Friedkin che a loro volta incaricano l’agente Pietro Scala di intercedere per loro. Finisce il campionato e il solito Gasp esce allo scoperto: «Credo che resti, io più che metterli in contatto…». […]

Premessa d’obbligo: Dybala non parla mai a caso. Quando però lo fa è chirurgico. significa che c’è qualcosa che non gli va a genio. E anche stavolta è cosi. L’argentino ha inviato ormai otto giorni una controproposta alla Roma che non diverge tanto sulla base economica che glie stata proposta (tra i 2,5 e i 3 milioni) quanto sui bonus (su tutti quello sulle presenze: il club li vorrebbe legati ad almeno 45 minuti mentre il calciatore sciolti da qualsiasi vincolo sul minutaggio), sulla durata contrattuale (1+1), sul coinvolgimento della sua immagine nel centenario contemplando anche la possibilità di chiudere la carriera a Roma. Serve una risposta. Che il club, dopo aver veicolato il tutto a Ryan Friedkin, è ancora in attesa di ricevere dalla proprietà per poi girarla all’entourage dell’argentino. Sensazioni? L’intesa – soprattutto ora che D’Amico sta iniziando a muovere i primi passi in giallo-rosso, aspettando di poter poi operare liberamente dal 1 luglio, arriverà entro la fine del mese e sarà positiva: Dybala resterà alla Roma. Ma il fatto di essere considerato uno dei tanti, come se il rinnovo fosse una concessione del club e non richiesto a gran voce dall’allenatore, non è piaciuto alla Joya. […]

(Il Messaggero)

Summerville gela Friedkin. Vuole 6 milioni a stagione

A gelare la calda estate della Roma ci ha pensato Summerville. A gennaio – quando Massara aveva chiesto informazioni – la trattativa si era interrotta sul nascere per la valutazione eccessiva del West Ham (40 milioni) mentre in questo caso a spaventare sono le (prime) richieste del giocatore che vuole strappare un contratto da 6 milioni a stagione. Troppi peri giallorossi che sono pronti a virare su altri profili (Tel, Sauer e Tzolis in lista, anche se il greco è finito nel mirino dell’Arsenal che sta provando a chiudere con il Bruges) in caso di fumata nera. Dall’altra parte, invece, il preferito per rinforzare l’attacco rimane Greenwood. L’ok dell’inglese è stato già incassato e D’Amico sta studiando la miglior soluzione per inviare la prima offerta.

Un’idea è quella di proporre al Marsiglia un pagamento dilazionato in quattro rate per raggiungere i 55 milioni di euro. Sullo sfondo resiste Pulisic, ma l’eventuale trattativa col Milan partirà dopo il Mondiale. Entro il 30 giugno, invece, l’obiettivo è sempre quello di incassare circa 50 milioni di plusvalenze. […]

(Il Messaggero)

Malen guida l’altra Italia

E se ci fosse una semifinale Malen contro Lautaro? Da tabellone è possibile, basta che Olanda e Argentina si classifichino prime nei rispettivi gironi e proseguano senza intoppi le successive fasi a eliminazione. Sarebbe un piccolo premio di consolazione per l’Italia che a qualcosa dovrà pur aggrapparsi guardando la Coppa del Mondo dal divano. Ad esempio, sapere che ci sono 71 calciatori che militano in Serie A e B in Usa, Messico e Canada. E se uno di questi dovesse tornare da campione del mondo, il nostro campionato potrebbe beneficiarne. A Trigoria guardano soprattutto all’andamento di Malen, il centravanti prelevato dall’Aston Villa e che ha contribuito in modo significativo alla qualificazione in Champions.

In nazionale ha giocato da prima punta le due amichevoli premondiali contro Algeria e Uzbekistan, posizione a lui congeniale nella quale riesce a rendere al massimo. Gasperini lo ha capito subito e infatti ha ottenuto 14 gol in 18 partite di Serie A e uno in due di Europa League. Peccato che appena arrivato in nazionale abbia sbagliato clamorosamente un paio di occasioni. Una su tutte, quella sprecata contro l’Uzbekistan di Cannavaro solo davanti alla porta. Un erroraccio che ha attirato qualche critica sull’attaccante e al nostro campionato: «Fa bene in Serie A perché è un campionato modesto», si legge sui media olandesi. Gli Oranje si sono comunque imposti 2-1 grazie alla doppietta di Gakpo. Oggi (ore 22) Malen sarà di nuovo in campo titolare nella prima sfida del girone contro il Giappone al posto di Depay, destinato alla panchina. […]

La Roma, oltre a Malen, ha altri quattro calciatori al Mondiale (sarebbero stati cinque se Wesley non si fosse infortunato): Koné (Francia), Celik (Turchia), El Aynaoui (Marocco) e Ndicka (Co-sta d Avorio). Ai quali si aggiunge Salah-Eddine (Marocco) che rientrerà a Trigoria dopo il prestito al Psv. […]

(Il Messaggero)

L’affondo di Koné «Francia grande. L’Inter? Vedremo»

Il mercato può aspettare. Anche se il suo nome è da mesi nella lista dei desideri dell’Inter, Manu Koné allontana le sirene: nel futuro del francese resta la Roma, nel presente c’è il Mondiale. Ieri dopo una domanda in inglese sull’interessamento dei nerazzurri, Manu ha chiesto la traduzione in francese («Voglio capire bene» ha detto, anche se aveva compreso perfettamente di che cosa si parlasse), poi ha cercato di spegnere l’incendio rimandando l’appuntamento a dopo la fine della Coppa del Mondo, che spera di vincere fin da bambino.

Koné, in Italia si parla molto di un suo possibile trasferimento all’Inter. Queste voci la disturbano o la motivano?

«Sinceramente in questo momento penso soltanto alla Coppa del Mondo. È la mia prima grande competizione internazionale, un torneo che ho sempre sognato di disputare. Voglio restare concentrato esclusivamente su questo. Del futuro parleremo dopo il Mondiale e vedremo che cosa accadrà».

Durante le qualificazioni ha giocato quattro partite su sei e ha dimostrato di essere importante. Che ruolo pensa di avere in questa Francia?

«Il mio obiettivo è essere sempre pronto per il ct e per la squadra. Nelle qualificazioni ho giocato parecchio, è vero, ma oggi abbiamo un gruppo pieno di grandi calciatori. Ci saranno molte partite e spero naturalmente di giocare il più possibile, ma la priorità è essere utile».

Nel 2026 ha avuto due infortuni muscolari. Ha avuto paura di perdere il Mondiale?

«Sì, ho avuto due problemi agli ischiocrurali che hanno rallentato il finale della mia stagione con la Roma e quando si avvicina una competizione come il Mondiale, è normale preoccuparsi. Ho però mantenuto la fiducia in me stesso e nel lavoro che stavo facendo. Mi sono detto che, se avessi fatto tutto nel modo giusto, sarei tornato in tempo. Alla fine per fortuna è andata bene».

[…]

(gasport)

È tornato Pulisic, idolo degli USA. E il Milan lo blinda

Il religiosissimo Christian Pulisic sfiora l’estasi pura, come se l’avesse colto una luce celeste: in questo stato dimentica pure il dolorino alla gamba e si abbandona all’abbraccio finale, sconfinato, del SoFi Stadium. In fondo, è quello di un’intera nazione che ogni quattro anni inizia a palpitare per il soccer: stavolta, però, il sentimento potrebbe essere duraturo e sorprendente, anche perché il milanista col costume da Capitan America guida un gruppo mai così forte e spinto dal potente vento di casa. Qualche metro più su, su una tribunetta di questo stadio avveniristico, si staglia Zlatan Ibrahimovic con microfono della Fox in mano, tra Alexi Lalas e Thierry Henry, gli altri due inavvicinabili commentatori mondiali: lo svedesone in video non fa che tessere gli elogi del “suo” rossonero e, prima e dopo la vittoria degli Usa con il Paraguay, ha pure avuto modo di parlare brevemente con lui. […]

Per il club di RedBird sarebbe opportuno che Pulisic, di nuovo guida spirituale della sua nazionale, torni a provare le stesse emozioni anche in maglia milanista. Anzi, proprio da questo intendimento si costruisce il futuro: qualunque sarà la direzione sportiva che prenderà definitivamente il Milan, Christian rimarrà al centro del progetto. È così che vuole Cardinale, che nel 27enne americano vede un talento, certo, ma pure un perfetto ambasciatore per il suo mondo. […]

Indipendentemente dal recupero, Christian ha scacciato le nubi che lo avevano accompagnato per tutto il 2026 milanista, in cui non aveva segnato neanche lo straccio di un golletto, e ha mostrato un livello che non si vedeva da un po’: «In realtà penso di stare giocando bene già da un po’ – ha rintuzzato a fine partita -. Sono onorato di essere qui a rappresentare il mio Paese e a giocare in un Mondiale. Non ho bisogno di altra motivazione. E per me non è una grande sorpresa che gli Stati Uniti giochino così bene. Poi il resto lo fa il pubblico: tutte quelle maglie a strisce rosse e bianche sugli spalti, che emozione». Il Milan non può che essere felice di questo mood così ispirato, anche se a Christian guardano in tanti: per lui c’è stato un sondaggio dalla Roma gasperiniana e un altro dalla galassia del City Group, quello del Manchester City, che vorrebbe farlo bandiera del New York City FC. Cardinale e Ibra, però, hanno tutt’altra idea e vogliono stringersi ancora di più attorno alla propria star, finalmente tornata in una vetrina mondiale. Per il resto, Christian, che legge la Bibbia appena può, ha già ceduto da tempo alla corte del Diavolo.

(gasport)