Stadio Roma, Veloccia: “Vogliamo piazzare la prima pietra il prima possibile, è un investimento da un miliardo di euro per la città”

Maurizio Veloccia, assessore all’Urbanistica di Roma Capitale, ha fatto il punto sull’iter burocratico legato alla costruzione del nuovo stadio della Roma a Pietralata. Il componente della giunta capitolina si è espresso in merito all’ordinanza firmata dal Commissario Straordinario Massimo Sessa per l’avvio della fase decisiva del progetto. “L’ordinanza avvia la Conferenza dei Servizi Decisoria. Abbiamo dimezzato i tempi per la Valutazione di Impatto Ambientale e ci avviamo alla chiusura”, ha spiegato Veloccia. L’assessore ha poi distinto questo passaggio dalle altre procedure in corso: “Non stiamo parlando di una Conferenza dei Servizi Preliminare, come ad esempio quella per il Flaminio legata alla Lazio. Qui ogni ente, nel dover dare il parere, si auto-vincola ad accettare l’opera. Avere un Commissario significa dare tempi certi e ridotti a tutti. Il Comune coadiuverà la gestione commissariale e contiamo di arrivare al via definitivo dopo l’estate”.

In merito alle tempistiche e agli Europei 2032, l’assessore ha ribadito l’importanza economica del progetto per l’intera città: “Se sarà uno degli stadi coinvolti saremo felicissimi, ma mi interessa il giusto. Vogliamo piazzare il prima possibile la prima pietra perché si tratta di un investimento di un miliardo di euro non solo per i tifosi della Roma, bensì per la città. È un’occasione imperdibile per l’economia e per ridare un volto a Pietralata, dando senso a zone poco utilizzate come la metropolitana di Quintiliani. Il tutto avverrà senza nessuna cubatura aggiuntiva per pagare le opere pubbliche, sarà un vero e proprio investimento della proprietà”.

(ilromanista.eu)

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Calciomercato Roma, le cifre per Greenwood: il Marsiglia riscatta un altro 10% dallo United e chiede 50 milioni, dal 1° luglio clausola a 60 milioni

La Roma continua a lavorare con insistenza per assicurarsi Mason Greenwood, considerato il primo obiettivo per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. Secondo quanto riferito da Filippo Biafora, sono state ridefinite le condizioni economiche tra l’Olympique Marsiglia e il Manchester United per l’eventuale trasferimento dell’esterno d’attacco inglese.

L’accordo tra i francesi e il Manchester United ha subito una variazione: l’OM ha esercitato un’opzione per rilevare un ulteriore 10% dei diritti sul giocatore, riducendo al 30% la quota destinata ai Red Devils in caso di futura rivendita. Sul piano economico, la trattativa per Greenwood ha scadenze precise: per acquistarlo servono 50 milioni di euro entro il 30 giugno, dopodiché, a partire dal 1° luglio, entrerà in vigore la clausola rescissoria da 60 milioni. La Roma resta vigile, mantenendo vivi i dialoghi con l’entourage del calciatore e con la dirigenza dell’OM prima di procedere con passi formali.

Sul fronte della concorrenza, le altre società interessate al calciatore sono JuventusInter e Atletico Madrid, secondo quanto segnalato da Gabriele Turchetti. Tra queste, il club spagnolo viene considerato il rivale più pericoloso per i giallorossi: complice l’addio di Antoine Griezmann e la situazione instabile di Julian Alvarez e Sorloth (con la Juventus in trattativa per il centravanti), i Colchoneros dispongono di ulteriore forza economica e della necessità di intervenire sul mercato per acquistare un attaccante di livello.

(Manà Manà Sport)

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Calciomercato Roma, El Shaarawy verso il no al Venezia: priorità al Genoa

Stephan El Shaarawy va verso il no al Venezia. L’esterno d’attacco della Roma, che si svincolerà il 30 giugno, aveva ricevuto un’offerta ufficiale dai veneti, intenzionati ad alzare il tasso tecnico della squadra con un’occasione a paramentro zero. Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, le possibilità di un accordo sono però in netto calo.

La priorità assoluta del “Faraone” resta infatti il ritorno al Genoa. Il calciatore preferisce attendere l’evoluzione dei contatti con il club rossoblù prima di valutare altre opzioni. Qualora la trattativa con la dirigenza del Grifone non dovesse concretizzarsi nelle prossime settimane, resta da capire se El Shaarawy deciderà di riaprire i dialoghi con il Venezia o prendere in considerazione ulteriori destinazioni.

(tuttomercatoweb.com)

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Ranieri al Circolo Aniene per la presentazione del libro di Zazzaroni: “C’è differenza tra allenare i professionisti e formare i giovani. Qui siamo malati di tattica” (FOTO e VIDEO)

Alle 18:30 di oggi, presso il Salone del Circolo Aniene, verrà presentato il libro di Ivan Zazzaroni, «Per vincere domani». Tema del volume – e del dibattuto che ha avuto luogo con professionisti del settore, tra cui Fabio Paratici – il calcio che è chiamato a una svolta. Il sottotitolo di questo libro chiarisce il momento: come il calcio italiano può uscire dalla sua crisi più nera. Presente anche l’ex senior advisor della Roma Claudio Ranieri, che non ha rilasciato però dichiarazioni ai cronisti.

Claudio Ranieri ha preso la parola durante la presentazione del volume, rilasciando un’ampia analisi sullo stato del calcio italiano e dei vivai: “Innanzitutto si tratta di due lavori completamente differenti: uno è la formazione di un giovane e uno allenare tra i professionisti. È logico che bisogna porre molta attenzione sugli educatori. Vorrei chiamarli educatori perché non devono soltanto pensare a chi arriverà un domani tra i professionisti, devono pensare che stanno formando dei cittadini. Per cui è molto importante educare questi ragazzi”.

L’ex senior advisor giallorosso ha poi espresso riserve sulla deriva tattica dei settori giovanili nazionali: “In Europa solo noi siamo malati di tattica. In Inghilterra neanche i grossi allenatori fanno tattica. Negli altri paesi si divertono. Non credo che il nostro settore giovanile sia tutto da cambiare, perché negli ultimi tre anni abbiamo vinto due campionati europei Under 17 e l’Under 19 è arrivata vicecampione del mondo. Questo significa che si è lavorato bene. Il grosso problema è arrivare da lì alla prima squadra. Oggi il selezionatore deve fare la conta su chi può selezionare, mentre una volta c’era un’ampia scelta e si discuteva se far giocare Mazzola o Rivera. Fino al settore giovanile siamo competitivi, ma dobbiamo migliorare quel salto di qualità per non rischiare di non arrivarci. Nei professionisti un allenatore deve vincere, a meno che non si parli di pochissime società nate per valorizzare il brand. Cerchiamo di investire sui giovani allenatori in modo che possano migliorare la qualità di ogni singolo ragazzo: magari vinceremo di meno, ma forniremo più giocatori alla nazionale”.

Malen e la passione per le auto. Poi l’aneddoto sull’incidente: “Fu anche colpa mia”

DOnyel Malen, attaccante della Roma, è stato ospite al canale youtube DAY1, dove ha mostrato il suo parco auto e raccontanto della sua passione per le 4 ruote. Malen ha mostrato la sua collezione tra Porsche, Ferrari e altri modelli di lusso. A proposito di una vecchia BMW, l’attaccante ha raccontato: “Questa ce l’ho già da quattro o cinque anni, ma l’ho guidata solo una volta”. L’olandese ha poi confessato di aver avuto un incidente non molto tempo fa: “Lì dovrebbe esserci un’auto, ma non ce l’ha fatta ad arrivare qui. L’ho avuta per tre settimane”. Dopo una lunga risata, l’intervistatore gli ha chiesto: “E non è colpa tua, vero?”. La risposta dell’attaccante lo ha spiazzato: “Beh, un po’ è colpa mia”.

La conversazione si è poi spostata sulla musica, in particolare sulle canzoni ascoltate nello spogliatoio della nazionale. “Abbiamo una lista in cui ognuno può inserire qualcosa: se vuoi una canzone per la partita, la aggiungi. Ma io non lo faccio

Ufficiale: Amorim è il nuovo tecnico del Milan

Ora è anche ufficiale. Ruben Amorim è il nuovo tecnico del Milan. Ad annunciarlo la stessa società rossoneri sui propri canali social. Il tecnico portoghese ex Manchester United prende il posto di Massimiliano Allegri, prossimo ad accasarsi sulla panchina del Napoli.

ORSI: “Dybala dovrebbe ringraziare la Roma” – JURIC: “L’Arsenal ha offerto 40 milioni per Koné, ma il club ha messo tutto in stand-by”

Tra rinnovi, plusvalenze e possibili obiettivi in entrata, il mercato giallorosso sta per entrare nel vivo. Nell’etere romano ci si concentra soprattutto sulla questione rinnovi: “Dybala dovrebbe firmare di corsa e ringraziare la Roma” afferma Fernando Orsi. Mentre per quanto riguarda le uscite, l’Arsenal fa sul serio per Koné: “I Gunners hanno offerto 40 milioni per Koné, ma la Roma sta aspettando perché vuole capire se può fare a meno della sua cessione” dice Marco Juric.


Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.


Io dico che Dybala dovrebbe di corsa andare in sede e firmare in bianco dopo gli ultimi due anni. La Roma gli dà un’altra possibilità. Sono più sicuri i soldi che la Roma dà a Dybala che le prestazioni di Dybala per la Roma. Dovrebbe ringraziare la Roma che ancora gli fa i contratti, se no vai in Argentina (FERNANDO ORSIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

L’importante è che ci sia la volontà da parte di Dybala e della società di continuare un rapporto che è stato ottimale all’inizio. Non ricordo un giocatore accolto come Dybala a Roma negli ultimi 30 anni. Il rapporto si è consolidato nonostante le presenze limitate, credo che ci sia la necessità di mantenere i giocatori più forti perchè puoi vincere. Non lo puoi dire ma nella società deve esserci la convinzione che il prossimo biennio deve essere decisivo, a costo anche di qualche sacrificio (ROBERTO PRUZZORadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Nelle ultime partite della Roma casualmente i maggiori responsabili della Roma in Champions League sono stati Cristante, Pellegrini, Dybala, tutti giocatori che non erano sicuri di rimanere. Quindi forse c’è stato un mezzo patto per Gasperini in cui si è detto andiamo in Champions League e poi vediamo di rimanere. Un conto è non andare in Champions, un conto è che poi ti rinnovano i contratti (FERNANDO ORSIRadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Secondo me nel biennio prossimo Gasperini deve vincere. Fai un tentativo con lo zoccolo duro e aggiungi tre titolari che ti alzano il livello della squadra e ci provi (ROBERTO PRUZZORadio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Ndicka fa il Mondiale e non ha l’agente, una sua cessione prevederebbe dei tempi molto lunghi. La proprietà vuole spendere, vuole mettere qualsiasi risorsa possibile nella squadra (MATTEO DE SANTIS, Manà Manà Sport 90.9)

Per Koné l’Arsenal ha fatto un’offerta da 40 milioni di euro e ha trovato l’accordo con gli agenti. La Roma ha messo tutto in stand-by perché ha ancora 12 giorni per capire se si può fare altro e non rinunciare al francese. Purtroppo non abbiamo in maniera precisa i conti sotto mano, e i criteri della Uefa sono talmente tanti che è difficile capire quanti milioni di plusvalenza servano (MARCO JURIC, Manà Manà Sport 90.9)

Rispetto allo scorso anno c’è un’unica direttiva, un asse composto dai Friedkin e Gasperini. L’allenatore si è costruito la totale fiducia della proprietà. Si può vendere, non ci sono incedibili, ma si deve rendere questa rosa più forte in attacco. Credo che possa bastare vendere uno tra Soulé e Koné più altre operazioni di contorno come quelle di Baldanzi e Ziolkowski (ANGELO MANGIANTE, Manà Manà Sport 90.9)

Entro domani, non so si vedranno o se si sentiranno, dovrebbero riuscire a far quadrare gli ultimi tasselli per il rinnovo di Dybala: uno è quello relativo ai diritti d’immagine, l’altro è relativo alla distanza economica, perché la Roma vorrebbe alzare i bonus e abbassare la parte fissa, mentre Dybala vorrebbe una parte fissa un po’ più alta e qualche bonus in meno. Però da quanto ho capito c’è l’intenzione massima da parte di entrambi di arrivare alla fumata bianca, anche perché su questo Gasperini si è speso molto. Quindi credo che ci si arriverà ma non alle cifre bassine che abbiamo letto in questi giorni ma a una cifra sui 3/3,5 milioni (FRANCESCO BALZANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Per me l’importante è che quelli che giocano dall’inizio siano forti: che sia Koné o uno più forte di Koné, come magari si augura Gasperini, va bene, ma non che il titolare poi diventa titolare o imprescindibile El Aynaoui, che nella rosa ti puoi tenere (UGO TRANI, Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo, 92.7)

Calciomercato Roma: vicini i rinnovi di Dybala e Celik. Il turco guadagnerà circa 3 milioni di euro. Avviati i contatti con Pellegrini

La Roma sta definendo i rinnovi di Paulo Dybala e Zeki Celik. Come riferito dal giornalista Filippo Biafora all’emittente radiofonica, il club giallorosso è in procinto di prolungare i contratti dell’argentino e del turco. Per Celik è previsto un adeguamento: guadagnerà circa 3 milioni di euro a stagione. Discorso diverso, invece, per quanto riguarda Lorenzo Pellegrini. Il nuovo direttore sportivo Tony D’Amico è in ottimi rapporto con l’agente del numero 7 Pocetta e negli ultimi giorni sono stati avviati i primi contatti per il prolungamento del contratto.

(Manà Manà Sport)

Calciomercato Roma: in definizione l’accordo per il rinnovo di Dybala. Ingaggio tra i 3 e 3,5 milioni di euro. In settimana la firma

La Roma e Paulo Dybala sono pronti ad ufficializzare l’accordo per il rinnovo di contratto. L’argentino è pronto a giocare la sua quinta stagione con la maglia giallorossa. In questi giorni è attesa la definizione dell’accordo. Come riportato da Francesco Balzani al programma dell’emittente telefonica, le parti stanno definendo gli ultimi dettagli. L’ingaggio dovrebbe aggirarsi su una cifra compresa tra i 3 e i 3,5 milioni di euro.

(Tele Radio Stereo, Te la do io Tokyo)

Come aggiunto dalla giornalista Eleonora Trotta sul proprio canale Youtube, questa sarà la settimana della firma per il numero 21. Il club e il calciatore vogliono arrivare alla chiusa e ufficializzare il rinnovo.

Younes El Aynaoui (papà di Neil): “Vive per il calcio. La qualità migliore di Neil è l’umiltà. Ogni volta che si allena è come se giocasse il Mondiale”

FIFA.COM – Younes El Aynauoi, papà del numero 8 giallorosso Neil ed ex tennista, ha rilasciato una lunga intervista in cui ripercorre la carriera e gli step di suo figlio, dagli inizi fino ad oggi, ovvero all’esordio al Mondiale con la maglia del Marocco. Con il papà tennista, inevitabilmente per El Ayanoui l’interesse in tenera età non era esclusivamente per il calcio: “All’inizio, Neil era più interessato ai campi da tennis, perché passavamo più tempo lì piuttosto che sui campi da calcio. Ma vivevamo a Barcellona e conoscevamo la passione per il Barça. Dalla nascita fino ai 10 o 11 anni, ne era immerso. È lì che è nata la passione per il calcio e da quel momento in poi è diventata l’unica cosa che gli interessava. È stato incoraggiato da sua madre, che è molto vicina all’AS Nancy. Ha fatto la sua scelta e noi lo abbiamo sostenuto”

Quando vi siete resi conto che avrebbe potuto avere un futuro da professionista? “Credo che, in fondo, da ex atleta, era chiaro che le cose sarebbero andate bene se si fosse dedicato interamente e avesse seguito le chance di successo. Oltre alla passione, aveva già doti fisiche superiori alla media fin da piccolo. Vinceva facilmente le gare di corsa campestre interscolastiche. Era veloce, ha iniziato a dedicarsi a questo sport quando suo fratello maggiore gli stava sempre dietro (ride, ndr). Ci siamo resi conto che era la sua passione quando si è iscritto al CREPS (Centro Regionale per lo Sport e l’Educazione Fisica) di Nancy. Giocava a football americano tutti i giorni e non è mai venuto da noi dicendo: ‘Basta, non voglio più andarci’. Se fosse stato così, avremmo smesso subito. Ma lui voleva sempre di più”

Il tuo contributo al suo percorso “Vedo tanti genitori che sognano per i propri figli… Noi ci siamo assicurati che fosse un suo progetto personale. Io sono sempre stato molto attento a ciò che mangio e lui ha subito acquisito buone abitudini alimentari. È anche puntualissimo con il sonno, fa di tutto per evitare infortuni. Sa davvero cosa vuole. Sembra timido e docile, ma ha un carattere forte, e lo si nota quando lo si conosce bene. La sua conoscenza del calcio è incredibile. Vive per il calcio”

Come è cambiato il piccolo Neil di Barcellona fino ad oggi? “Per me rimarrà sempre il piccolo Neil. Non è cambiato molto. Fin da bambino, pensava di poter giocare a un livello superiore. È maturato tardi, era ancora piuttosto gracile, ma giocare contro gli adulti a 15 o 16 anni non lo spaventava. Oggi ha ancora la stessa mentalità. Per lui conta solo il pallone e sa come isolarsi da tutto il resto”

Quando gli è stato chiesto della prestazione di suo figlio dopo la vittoria in semifinale di Coppa d’Africa 2026 contro la Nigeria, l’ex allenatore del Marocco Walid Regragui ha detto: ‘Tale padre, tale figlio’. Cosa le dice questo? “Walid ha contribuito alla crescita di Neil. Lo ha notato quando era molto giovane e voleva che entrasse in nazionale prima. Abbiamo avuto lunghe discussioni. È motivo di orgoglio sentire cose del genere, leggere che Neil è un bravo professionista. Avere l’atteggiamento giusto è il minimo che si possa fare. Facciamo il possibile con la palla, ma dobbiamo dare il massimo anche senza. Neil cerca davvero di fare tutto nel modo giusto”

Quali sono i valori che ti piacciono di più di Neil “Credo sia l’umiltà, con la U maiuscola! Nello sport vieni giudicato in base alla tua ultima prestazione. Non devi montarti la testa quando giochi bene, né essere completamente devastato quando giochi male. Devi accettare la sconfitta, essere leale e congratularti con l’avversario. La competizione rappresenta solo il 10% della vita di un atleta. Il resto è recupero, allenamento e anche un po’ di vita sociale”

Cosa significa vederlo indossare la maglia del Marocco? “È motivo di grande orgoglio. Ripeto, è stata una sua scelta perché io sono marocchino e sua madre è francese. Ma credo che gli fosse chiaro fin da subito. Il fatto che Regragui si sia interessato a lui così presto è stato molto importante”

Come ci si prepara per giocare una competizione come il Mondiale? “Logicamente, non si dovrebbe cambiare nulla della propria routine quotidiana. Non bisogna illudersi di poter fare qualcosa di sensazionale, perché cercare di fare tutto alla perfezione può generare tensione. Per Neil, la Coppa del Mondo c’è ogni giorno, ogni volta che si allena. Non bisogna sovraccaricarlo di lavoro nella settimana precedente. Certo, è difficile isolarsi completamente, proprio come quando si è sul campo centrale del Roland-Garros…”

Dove può arrivare il Marocco? “La squadra è molto giovane, con molti nuovi giocatori. Anche l’allenatore è arrivato da poco. Sulla carta, abbiamo motivo di essere ottimisti, ma in fin dei conti è sport. Per fare meglio di quattro anni fa, dovrebbero raggiungere la finale. Questo è tutto ciò che auguro loro. Il girone è difficile, però… Qualificarsi per la fase a eliminazione diretta sarebbe fantastico. Dopo di che, tutto è possibile”

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