Le ore di Dybala: contatti mai interrotti. Palla ai Friedkin

Ora o mai più. Non ci sarà molto tempo da aspettare per capire se Paulo Dybala la prossima stagione sarà ancora un giocatore della Roma. O se, invece, come il giocatore ha paventato domenica, il contratto in scadenza lo porteta a chiudere la sua avventura in giallorosso. Questa è la settimana della verità, difficilmente si andrà oltre. Perché l’argentino non è un giocatore qualsiasi: un’eventuale ultima partita in casa davanti ai suoi tifosi andrebbe annunciata, dal club, dal giocatore o magari da entrambi in maniera congiunta. E quindi c’è da aspettarsi una mossa a breve da parte dei Friedkin, in un senso o nell’altro. Se la mossa non arriverà, è possibile che sia lo stesso Dybala ad anticipare tutti salutando. Contro la sua volontà, per la verità. L’argentino vorrebbe restare a Roma, anche per motivi familiari. E lo stesso Gasperini, che pure lungo la stagione ha più volte cambiato idea sul giocatore ora
spinge per tenerlo in organico. Considerato quanto sia decisivo l’allenatore a Trigoria, oggi la bilancia pende più verso un rinnovo che verso un addio. La partita é più filosofica che economica: se Dybala resta, la sua centralità non è in discussione. Ed evidentemente ci sarebbe uno spazio in meno da coprire in termini di rinforzi offensivi sul mercato. Poi, certo, i numeri vanno fatti quadrare. Dybala oggi ha un contratto pesantissimo, che arriva a toccare la doppia cifra, 10 milioni netti tra la parte fissa e quella variabile. Il rinnovo, se si chiuderà, sarà su cifre completamente differenti e una parte dello stipendio sarà legato alle presenze, con la base fissa intorno ai 2 milioni netti. I contatti tra la Roma e Dybala, al di là di quel che il giocatore ha fatto capire, in questi mesi sono andati avanti. Insomma: i presupposti ci sono, l’accelerata spetta ai Friedkin.

(corsera)

Il supermercato dei ds: Tare rischia, c’è D’Amico. L’Atalanta prenota Giuntoli

Il futuro di Igli Tare è tutto da scrivere. Nel processo ai responsabili del flop del Milan, in corsa per lo scudetto fino a metà marzo quando perse all’Olimpico con la Lazio, anche il direttore sportivo è finito sotto esame. Atteso come la figura necessaria per mettere ordine in un organigramma privo di competenze ad hoc, Tare sta già come d’autunno sugli alberi le foglie. Caduco. Senza Champions ma forse anche con il quarto posto in tasca, il manager albanese rischia di preparare anzitempo il trolley. Del resto, anche per lui non è stata una stagione semplice e non solo perché la società gli imputa di aver acquistato Jashari e Nkunku pagandoli a peso d’oro senza ottenere super prestazioni dai due. A sua difesa bisogna ammettere che l’ad Furlani ha condotto un mercato parallelo trattando giocatori, come Mateta, senza che Tare stesso ne fosse a conoscenza. Un suo addio darebbe il via a una sorta di gioco della sedia dei direttori sportivi. Tony D’Amico, è il primo della lista: è gradito all’ad e non avrebbe problemi a incastrarsi anche con Geoffrey Moncada, attuale direttore tecnico del club. Del resto il dirigente dell’Atalanta lascerà, dopo anni di onorato servizio, Bergamo dove sta per arrivare dopo un anno di pausa l’ex bianconero Cristiano Giuntoli. Praticamente scenario confermato già da Luca Percassi. L’altra pista a disposizione per D’Amico conduce alla Roma dei Friedkin che, dopo l’allontanamento di Ranieri, si sta per separare anche da Ricky Massara. Non è l’unico profilo sondato dai giallorossi che pensano anche a Giovanni Manna, manager che ha già ottenuto la benedizione di Gian Piero Gasperini. Domanda delle domande: Aurelio De Laurentiis, che già nei prossimi giorni dovrà incontrare Antonio Conte per prendere una decisione definitiva sul futuro, accetterebbe di buon grado anche un cambiamento a livello dirigenziale? Per convincere
Manna a restare, l’argomento più persuasivo è il rinnovo del contratto. In questo quadro caotico, un grande nome potrebbe scuotere il mercato dei direttori sportivi nonostante la recente firma sul contratto. Fabio Paratici, già vicino al Diavolo nella scorsa primavera, è legato alla Fiorentina fino al 2030, ma se chiamasse una big?

(corsera)

Un marziano sulla Champions

Un marziano, Sinner, incontra un altro marziano, Malen, a Roma, che è il centro del mondo. C’è il tennis al Foro Italico, Jannik domina sulla terra rossa, Malen, accompagnato da Rensch, guarda e pure lui è un po’ eroe. Si parla di campioni, ognuno sulla propria via, Donyell ha la sua terra da conquistare, la Champions, che a Jannik interessa in quanto tifoso del Milan, che della Roma è rivale principale. C’è bisogno di un po’ di relax per staccare la spina dopo l’impresa di Parma e le mille attenzioni addosso; c’è un derby da vincere, all’Olimpico che è a due passi dal Centrale, tra cinque giorni. Donyell è attore protagonista della squadra di Gasperini, lui il punto di forza, un portatore sano di entusiasmo. Il tecnico, quando parla di lui, quasi si commuove, gli brillano gli occhi. Malen, insomma, in questo momento è il Sinner della Roma, senza troppe discussioni. […] Un killer del gol, senza mostrare troppi sentimenti: lavorare, segnare, vincere. Malen sta dando alla squadra quella forza d’urto che mancava nei mesi precedenti, nonostante i risultati fossero comunque buoni, ma la media gol rispetto alla Roma della prima parte della stagione, con lui, è praticamente raddoppiata. E, come Batistuta, a Parma, ha incontrato l’amore della sua gente, che dopo il 2-3 del Tardini lo ha accolto sotto il settore e lo ha idealmente abbracciato. Lui, che di solito regala pochi sorrisi e caramelle, proprio come Bati, si è goduto quell’attestato di stima e li è andati a ringraziare, mentre i suoi compagni festeggiavano in campo, a pochi metrida lui.
Malen con la doppietta di Parma ha agganciato Thuram nella classifica dei marcatori in Serie A, entrambi a meno quattro reti da Lautaro, ormai re incontrastato dei bomber. È chiaro come le reti dell’olandese assumano un peso diverso, visto che le ha realizzate in appena sedici giornate di campionato, con una media di 0,8l a partita, contro lo 0,44 del francese e lo 0,60 dell’argentino. L’olandese è strabiliante, sarebbe un peccato se questi numeri non dovessero bastare a regalare la Champions alla Roma. Lui con i suoi tredici gol ha già eguagliato i migliori marcatori della Roma degli ultimi anni. Dalla stagione 20-21, solo Abraham ha fatto meglio con 17 reti finali, sugli altri ha già messo la freccia, Dovbyk 12, Lukaku e Dybala 13, come Mkhitaryan. Ma chi si aspettava questo rendimento? Nessuno, forse solo Gasperini, che lo ha voluto fortemente e da centravanti, togliendolo dalla fascia: uno come Malen, che in Premier faticava, qui primeggia in lungo e in largo: tecnico, veloce, baricentro basso, visione della porta. Poi si, anche a lui capita l’errore, e a Parma hanno spaventato molto i tifosi della Roma. Poi, la rete di Rensch e il rigore di Donyell hanno cambiato risultato e umori.

(Il Messaggero)

Dybala sotto esame: il rinnovo è un rebus

Il sorriso post vittoria col Parma di Dybala si è spento nel giro di pochi secondi. Appena ha sentito la parola ‘futuro’ il volto è tornato ad essere scuro. Il motivo è semplice, Paulo si ritrova nella stessa situazione di quattro anni fa quando vestiva la maglia della Juventus. Un contratto in scadenza e poche possibilità di rimanere. “Il derby di domenica potrebbe essere l’ultima partita davanti ai tifosi”, più chiaro di cosi non poteva essere. Ci ha pensato poi Gasperini a raddrizzare la situazione: “Da contratto sono le ultime partite, chissà”. Un velo di mistero, ma di certo c’è che un giocatore come Paulo se lo terrebbe volentieri con sé. Anche l’argentino ha voglia di rimanere, ma ad oggi contatti per l’eventuale rinnovo non ce ne sono stati. La sua testa è alla sfida con la Lazio: vuole riportare i giallorossi in Champions e soprattutto togliersi lo sfizio di segnare per la prima volta in una stracittadina. Poi si siederà a tavolino, ma con chi? Massara è al capolinea e i nodi sul futuro ds ancora non sono stati sciolti. C’è attesa per l’arrivo di Ryan Friedkin ma la sensazione è che ogni decisione verrà rimandata a dopo la trasferta di Verona. Sul tavolo ha due offerte. La prima è nota ed è quella del Boca Juniors che non può mettere sul piatto cifre milionarie, l’altra è dell’Inter Miami di Lionel Messi che invece di soldi da spendere ne ha. I club turchi, invece, non sono andati oltre qualche sondaggio esplorativo. Dybala guadagna 8 milioni di euro a stagione più 1 di bonus, troppi per la Roma che lo rinnoverebbe solamente a cifre più contenute magari offrendo un fisso più dei bonus che scatterebbero in base alle presenze. Lui e Gasperini non hanno dubbi, ma questo matrimonio va fatto in tre e la palla ora passa alla società.
Ma la condizione fisica fa storcere il naso a tanti. L’anno scorso l’operazione ad aprile, in questa stagione è finito sotto i ferri a marzo. In campionato ha giocato solamente il 36% delle partite da titolare e il bottino dei gol è misero per un calciatore con le sue qualità. La tenuta fisica è un tema che non può non essere tenuto in considerazione soprattutto per un club che ha come obiettivo principale quello di abbattere il monte ingaggi. Poi c’è l’altra faccia della medaglia. Dybala è un giocatore di livello mondiale ed è un uomo immagine per il club e per Adidas. E arrivare al centenario con lui fa tutta la differenza del mondo, discorso che ha fatto anche Gasperini alla società qualche mese fa. Inoltre, quando è in forma, è l’arma in più e la partita di Parma ne è la dimostrazione. Ognuno ha i suoi buoni motivi per spingere su una direzione o sull’altra, ma la clessidra sta per esaurirsi ed entro giugno Paulo attende una risposta definitiva. A tenere banco ci sono anche i rinnovi di Pellegrini, Celik e El Shaarawy. Lorenzo tra i tre è quello che più di tutti può ambire al prolungamento. Il rapporto con Gasp è ottimo, ma anche in questo caso le parti hanno bisogno di venirsi incontro. La Roma vorrebbe dimezzare lo stipendio e l’incontro è in programma dopo la fine del campionato. Discorso simile per Celik che pero dovrà abbassare le richieste, difficile quello per il ‘Faraone’ ma l’ultima parola ancora non è stata detta. Nessun problema, invece, per Hermoso. La Roma ha intenzione di attivare la clausola per il rinnovo automatico fino al 2027. Anche se a rilento, qualcosa si inizia a muovere.

(Il Messaggero)

Gasp al potere: il tecnico vola senza Ranieri ed è già nel futuro

Da quando Gian Piero Gasperini ha vinto la “sfida” interna con Claudio Ranieri, tra botta e risposta e tensione continua, la Roma è un treno in corsa. E tutti i passaggi a livello si alzano con disarmante puntualità al suo passaggio. Nel segno del tecnico di Grugliasco, la squadra non è mai stata sua come in questo momento: tutti stretti attorno a un’idea di gioco, tutti pronti ad accelerare lungo il rettilineo finale della Champions. E non è un caso che a risolvere il match a Parma sia stato un subentrato, Rensch, un gregario intelligente, che ha dimostrato come i potenziali titolari siano diventati più di 11 e che l’attaccamento al progetto “gasperiniano” sia ormai fortissimo. E così il campo e la mano del tecnico hanno avuto il sopravvento su tutti gli altri aspetti e in particolare su quella narrazione secondo cui ad ostacolare il peso decisionale chiesto da Gasp negli ultimi mesi era proprio la filosofia contraria dell’ex senior advisor Ranieri, convinto dal canto suo della necessità di un maggiore equilibrio interno tra le parti a protezione del gruppo dirigenziale. Ed invece, venuti giù il “muro” di Trigoria e il clima da guerra fredda, la squadra si è liberata dalle polemiche e ha preso il volo in appena tre settimane battendo in ordine Bologna, Fiorentina e Parma in un crescendo di entusiasmo: il miglior propellente possibile, peraltro, verso il derby con la Lazio. Come naturale conseguenza della svolta, Gasp incontrerà a stretto giro i Friedkin per mettere su in chiave futura una struttura modellata sulle sue esigenze, come accaduto nelle nove annate all’Atalanta. Un gruppo snello, senza compromessi e figure ridondanti, che sia funzionale ai suoi metodi. Non solo un nuovo ds con cui parlare con la massima empatia e fiducia reciproca, avendo lui stesso più voce in capitolo sulle scelte di mercato, ma anche uno staff medico con cui trovare piena intesa specie nel gestire gli infortuni. Come gli stessi Friedkin che hanno dato lo scossone del 24 aprile separandosi da un totem come Ranieri, anche i tifosi hanno scelto la linea dell’allenatore. E c’è grande curiosità ora da una parte attorno alla volata Champions, ma nel frattempo pure attorno a cosa accadrà il giorno dopo la fine del campionato, quando Gasp sarà già in sala comandi per rinforzare la rosa. Con il pieno controllo tecnico e decisionale che cercava, Gasp potrà indicare quali elementi del nucleo storico potranno proseguire con lui oltre ai fedelissimi Mancini e Cristante. E quali giovani potranno completare la crescita con lui: nella gara chiave della stagione, a Parma, il tecnico non ha avuto paura di rischiare Venturino. Non l’aveva avuta nemmeno quando in Coppa Italia col Toro aveva inserito a gennaio il 16enne Arena, ripagato poi con un gol del baby giallorosso al debutto. Nella nuova era, un mix vecchia guardia e talenti può avanzare senza paura. Con Gasp sempre più al potere.

(gasport)

Uragano Malen, la punta da record cambia la Roma: in Europa solo Kane come lui

Nessuno come lui. Né in Italia, ma neanche in Europa. Anzi, forse uno che gira al suo livello c’è e si chiama Harry Kane, non proprio il centravanti più scarso della terra. Anche se poi rispetto alla punta inglese Donyell Malen gioca più dentro l’area di rigore avversaria e tira di più in porta. Insomma, le 13 reti segnate dalla punta giallorossa da quando è sbarcato a Roma non sono solo il miglior impatto di sempre nel calcio italiano da quando esiste il mercato invernale, ma anche il miglior percorso in Europa di questa seconda parte della stagione attuale. Come Malen, appunto, solo Harry Kane è riuscito a segnare da metà gennaio ad oggi lo stesso numero di reti, 13. Alle loro spalle con 11 gol la coppia che gioca in Spagna formata dal croato Budimir dell’Osasuna e dal kosovaro Muriqi del Maiorca, due vecchie conoscenze del nostro calcio. […] Resta però l’impatto devastante dell’olandese, che ha cambiato il volto offensivo della Roma. E se da una parte raggiungere i 17 gol di Lautaro Martinez sarà assai complicato, per vincere nel caso la classifica dei cannonieri della Serie A, l’obiettivo di Malen adesso è allora quello di segnare almeno un altro paio di gol, per raggiungere almeno le 15 reti segnate da Ruud Gullit nel1993/94 con la Sampdoria. Di tutti i calciatori “orange” sbarcati nel calcio italiano, meglio di lui hanno fatto proprio Gullit e il cigno di Utrecht, Marco Van Basten, che con il Milan si è spinto fino a 25 centri stagionali in campionato. Ma Malen si è invece già messo alle spalle gli ultimi due olandesi che avevano lasciato il segno in Serie A: Koopmeiners che con l’Atalanta era arrivato a 12 centri e Zirkzee, che con il Bologna si era fermato invece a 11. Tra l’altro, Malen è anche quello che tra i nuovi arrivati a gennaio ha avuto il miglior impatto in assoluto. In Italia tra le big solo il Milan ha preso un’altra punta, Fullkrug, che ha segnato la miseria di una rete in 18 partite. Ma anche nelle altre leghe nessuno è andato bene come Malen tra i nuovi innesti. In Inghilterra, ad esempio, Semenyo è passato dal Bournemouth al City per oltre 70 milioni, ma ha messo a segno 5 gol in 10 partite di Premier. Non bene anche Brennan Johnson, acquistato dal Crystal Palace dal Tottenham per 41 milioni ma che nelle 7 presenze non ha mai segnato neanche una rete. Meglio, invece, Endrick che al Lione ha segnato 5 reti in 14 partite, Castellanos (4 centri in 12 partite al West Ham) e Lookman (7 gol in 18 partite complessive all’Atletico Madrid). Ma nessuno, appunto, come Malen.

(gasport)

Scontro Capitale, la Lega ufficializza le 12:30: il prefetto riflette sul derby

Dobbiamo attendere ancora prima di sapere con certezza quando si giocherà il derby di Roma e di conseguenza le gare di Napoli, Milan, Juventus e Como, che come i giallorossi sono impegnati nella corsa Champions e da regolamento devono scendere in campo nello stesso momento. La Lega Serie A ieri ha dato una forte accelerata, decidendo di fare uscire in anticipo rispetto al solito martedì il programma della prossima giornata di campionato: Roma-Lazio e le altre gare per la Champions sono fissate alle 12.30 di domenica 17 maggio. Non hanno aspettato neanche la partita del Napoli, pubblicando il calendario di anticipi e posticipi con un asterisco. C’era fretta di fare chiarezza, anche perché erano tante le tifoserie in attesa di un’ufficializzazione. Tifosi che la Lega vuole ad ogni costo tutelare permettendo loro di muoversi in un giorno festivo. Oggi in prefettura si terrà sul tema un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica e l’idea sarebbe quella di fare slittare il derby a lunedì 18 maggio. Una decisione condivisa che sembra non escludere l’ipotesi che si possa giocare la sera. È chiaro che prefettura e questura preferirebbero fissare la gara alle 18, ma è possibile che si prenda in considerazione anche un orario serale, solitamente vietato sempre per problemi di ordine pubblico. Una soluzione che potrebbe sembrare un compromesso, ma che invece non piace affatto alla Lega Serie A, pronta a tenere il punto se si verificasse un qualsiasi slittamento e anche a rivalersi nelle famose “sedi competenti”, tanto da non escludere un ricorso al Tar. Sul tavolo poi l’a.d. Luigi De Siervo ha piazzato un’ipotesi alternativa, sperando che venga valutata anche da chi gestisce la sicurezza a Roma: “Posticipare la finale degli Internazionali”, ha detto. […] I vertici delle forze dell’ordine faranno ora le loro attente valutazioni, anche se c’è chi teme di poter essere accusato di non saper gestire due grandi eventi in contemporanea. Il fronte di chi vuole il rinvio è comunque piuttosto nutrito. Per il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca “La scelta di domenica alle 12.30 oltre a essere poco lungimirante, non tiene in minima considerazione le analisi fatte dagli organi di pubblica sicurezza. Sarebbe più saggio far giocare il derby lunedì”. E l’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, Alessandro Onorato: “Roma ha dimostrato di essere in grado di gestire in simultanea qualunque cosa, non ci spaventano nemmeno la finale del tennis e il derby. Certo, logica vorrebbe che un giorno fai una cosa e un giorno l’altra”. Insomma, un bel braccio di ferro che oggi comunque dovrebbe arrivare a conclusione. Occorre aspettare. Ma ancora per poco.

(gasport)

Roma: la carica di Malen per l’operazione sorpasso

LEGGO (F. BALZANI) – Due tappe, un derby e tre fattori per sperare. Il gol di Malen al 101′ contro il Parma e il ko del Milan con l’Atalanta hanno accesso ancora di più la corsa Champions della Roma. Che vivrà 15 giorni giorni bollenti, a partire dalla sfida alla Lazio che ieri De Siervo ha ufficializzato a domenica alle 12:30 nonostante serva l’ok di Questura e Prefettura che avrebbe voluto giocarlo lunedì alle 18 per evitare la contemporaneità con la finale degli Internazionali. Il derby si porta dietro anche Genoa-Milan, Juve-Fiorentina, Pisa-Napoli e Como-Parma: tute valide per la corsa Champions. La Roma, sulla carta, ha l’impegno più delicato ma anche un tris di condizioni favorevoli. Perché la vittoria di Parma ha dato ancora più energia a un gruppo mai così compatto col suo allenatore e con una forma fisica invidiabile. Altrettanto non si può dire di Juve e Milan che farà visita all’ex romanista De Rossi. Il secondo fattore riguarda la cabala: Gasp infatti ha ottenuto nelle ultime due stagioni un posto in Champions proprio a maggio. Infine i ritorni: con quello di Pellegrini, Gasperini avrebbe per la prima volta tutta la rosa a disposizione. A partire da Dybala, apparso finalmente al top contro il Parma. La Joya ha lanciato un messaggio chiaro alla società. Gasperini vorrebbe trattenerlo, magari con un contratto che preveda una base fissa più bonus legati alle presenze. Dybala ha messo in stand by le offerte di Boca e Fenerbahce, prima c’è da giocare un derby in cui non è mai riuscito a mettere la firma. E in cui sosterrà ancora Malen diventato l’acquisto invernale più prolifico di sempre in Italia. Ora è a due gol dalle 15 realizzazioni di Gullit, il secondo olandese con più marcature in una sola stagione alle spalle di Van Basten. Ma il giallorosso ha avuto sei mesi in meno di tempo.

AS Roma: guida completa per vedere una partita dal vivo

L’AS Roma è molto più di una squadra di calcio. Per milioni di tifosi in Italia e nel mondo, la Roma rappresenta un’identità, una passione viscerale che si tramanda di generazione in generazione. Fondata nel 1927 dalla fusione di tre club romani, la società giallorossa ha conquistato tre scudetti, nove Coppe Italia e una Coppa UEFA, costruendo nel tempo una delle tifoserie più calde e appassionate d’Europa. Se sei un tifoso o semplicemente vuoi vivere l’emozione di una partita allo Stadio Olimpico, questa guida ti dice tutto quello che devi sapere.

La Roma oggi: rosa, allenatore e stagione in corso

La Roma milita in Serie A e compete regolarmente nelle competizioni europee. Il club ha attraversato anni di transizione tecnica e societaria, con la proprietà americana dei Friedkin che dal 2020 ha investito significativamente nella rosa e nell’infrastruttura del club. L’obiettivo dichiarato è quello di riportare la Roma stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo.

La rosa giallorossa combina esperienza internazionale e talenti emergenti, con un’identità di gioco che punta al possesso palla e all’intensità del pressing. Il settore giovanile della Roma, tra i più rinomati d’Italia, continua a sfornare talenti che si affacciano alla prima squadra con regolarità.

Per seguire gli aggiornamenti più recenti su formazioni, infortuni, mercato e risultati, la redazione di laroma24.it copre il club in tempo reale con news, approfondimenti e commenti tattici.

Vedere una partita della Roma allo Stadio Olimpico

Lo Stadio Olimpico di Roma, con una capienza di circa 70.000 posti, è uno degli impianti più iconici d’Europa. Ospita le gare casalinghe della Roma dal 1953, condividendo la struttura con la Lazio. L’atmosfera della Curva Sud, il settore più caldo del tifo giallorosso, è un’esperienza che ogni appassionato di calcio dovrebbe vivere almeno una volta nella vita.

Come acquistare i biglietti

I biglietti per le partite della Roma si acquistano principalmente attraverso il sito ufficiale del club su asroma.com o presso i punti vendita autorizzati in città. Per le partite di Serie A contro squadre di media classifica, i biglietti sono generalmente disponibili fino a pochi giorni prima della gara. Per i derby contro la Lazio e le sfide contro Juventus, Inter e Milan, i tagliandi vanno a esaurimento in poche ore dall’apertura delle vendite: in questi casi è fondamentale monitorare le date di apertura del botteghino con settimane di anticipo.

I prezzi variano dai 20 euro per i settori più distanti al campo fino a oltre 100 euro per le tribune centrali. I settori ospiti sono riservati ai tifosi avversari e richiedono procedure di acquisto separate.

Come arrivare allo Stadio Olimpico

Lo Stadio Olimpico si trova nel quartiere Flaminio, a nord del centro storico. Le opzioni di trasporto più pratiche per chi arriva da fuori Roma sono:

Tram linea 2 da Piazzale Flaminio (capolinea metro A, fermata Flaminio) direttamente fino allo stadio. È l’opzione più rapida e conveniente nelle due ore precedenti il fischio d’inizio. Metro linea A fino a Ottaviano, poi bus o a piedi attraverso il Ponte Duca d’Aosta. I bus speciali attivati dal comune nelle serate di partita partono da vari punti del centro. L’auto è sconsigliata per le difficoltà di parcheggio nelle ore di punta pre-partita.

Dove mangiare e bere prima della partita

Il quartiere Prati, vicino allo stadio, e Trastevere, nel cuore della Roma popolare, sono le zone migliori per immergersi nell’atmosfera pre-partita tra i tifosi locali.

A Trastevere, la Trattoria Da Enzo in Via dei Vascellari 29 è una delle trattorie romane più autentiche della città, con una valutazione di 4,3 su quasi 10.000 recensioni. Carbonara, cacio e pepe e polpette sono i piatti più apprezzati. Aperta a pranzo e cena dal lunedì al sabato, chiusa la domenica. Prenotazione fortemente consigliata.

Per un’atmosfera più informale con birre alla spina e schermi per seguire le partite, il Baccanale Trastevere in Via della Lungaretta 81 è un pub con cucina aperto dal pomeriggio fino a notte fonda, con valutazione di 4,4 su 1.230 recensioni.

Consigli pratici per i tifosi in trasferta

Portare con sé la sciarpa giallorossa non è solo una questione di tifo: in Curva Sud e nei settori più caldi è parte integrante dell’esperienza. Il dress code non ufficiale è la maglia della Roma, e indossarla in città nei giorni di gara crea immediatamente connessioni con i tifosi locali.

I tornelli aprono generalmente 90 minuti prima del fischio d’inizio. Arrivare in anticipo permette di evitare le code e di godersi il riscaldamento delle squadre e l’atmosfera che si costruisce gradualmente nel pre-partita.

Connettività allo Stadio e in città

Seguire le formazioni ufficiali, controllare gli aggiornamenti in tempo reale su laroma24.it, condividere foto e video dalla Curva Sud o semplicemente navigare tra le strade di Roma richiede una connessione dati affidabile. Per i tifosi che arrivano dall’estero, i costi di roaming possono essere significativi. Chi cerca una soluzione pratica e conveniente può affidarsi all’eSIM di Holafly per i viaggiatori, attivabile direttamente dallo smartphone prima della partenza senza bisogno di cambiare la SIM fisica.

Domande frequenti su AS Roma e Stadio Olimpico

Dove si comprano i biglietti per le partite della Roma? Sul sito ufficiale asroma.com e nei punti vendita autorizzati in città. Per le partite di cartello è consigliabile acquistare non appena aprono le vendite.

Qual è il settore più caldo dello Stadio Olimpico? La Curva Sud è il cuore del tifo romanista. Per un’esperienza più tranquilla ma comunque coinvolgente, le Tribune Laterali offrono una buona visuale e un’atmosfera più familiare.

Come si arriva allo Stadio Olimpico con i mezzi pubblici? Il tram 2 da Piazzale Flaminio è l’opzione più diretta. In alternativa, metro A fino a Ottaviano e poi bus o a piedi.

Quante partite gioca la Roma in casa in una stagione? In Serie A la Roma disputa 19 partite casalinghe. Aggiungendo le coppe nazionali ed europee, il numero di gare all’Olimpico può arrivare a 25-30 per stagione.Qual è la storia più importante della Roma in Europa? La finale di Coppa dei Campioni 1984, persa ai rigori contro il Liverpool proprio all’Olimpico di fronte al proprio pubblico, rimane la ferita più profonda della storia giallorossa. La vittoria della Conference League nel 2022 sotto José Mourinho ha rappresentato il primo trofeo europeo della storia del club.

Il trapianto capelli di Totti e gli investimenti

Nell’ambito del trapianto capelli Totti, storico capitano della Roma, continua a far parlare della sua scelta di investire in Turchia, diventando un partner strategico di una famosa clinica. Andiamo a scoprire per quali motivi l’ex capitano della Roma avrebbe deciso di investire in un comparto considerato oggi uno dei settori in grande crescita. La scelta di investire in una struttura specializzata e con uno storico alle spalle come Cosmedica, clinica di fama a livello mondiale nei trapianti, presente sul mercato da oltre 16 anni con testimonianze di successo oltre 20.000 procedure alle spalle, ha dato il via a questa collaborazione. 

A fronte dell’interesse nel business trapianto capelli Totti afferma la sua volontà di investire in un settore diverso dal suo e ha trovato in Turchia la soluzione che ritiene essere più affidabile e concreta. 

I motivi del successo del turismo medico in Turchia sono le sue cliniche in grado di ospitare pazienti internazionali, con staff medici che parlano la lingua inglese. Se il paziente avesse difficoltà in inglese, viene affiancato da un interprete. Non solo, ci sono anche altri vantaggi, uno fra tutti il costo trapianto capelli Turchia. Questo ha un’incidenza del 70% in meno rispetto a preventivi di pari prestazioni in paesi come Italia e Stati Uniti. La Turchia, infatti, può proporre prezzi calmierati a qualità elevata. Il motivo per cui può avere prezzi vantaggiosi è dovuto al fatto che in Turchia il costo della vita è più basso rispetto ad altri paesi e si va a sommare il vantaggio per chi viene da paesi con euro/dollaro, che hanno un cambio favorevole rispetto alla lira turca. 

L’interesse dell’ex calciatore in questo settore in grande crescita non è del tutto casuale. Infatti, negli ultimi anni il mondo della medicina estetica ha registrato un incremento, soprattutto in tricologia, e rappresenta una grande eccellenza nelle cliniche turche: sempre più uomini, ma anche donne ritengono fondamentale sentirsi bene e migliorare la propria immagine personale. L’aspetto estetico ha un ruolo preponderante soprattutto per chi soffre di alopecia androgenetica o calvizie, una situazione che può portare a una distorta percezione del sé e a una diminuzione di autostima. 

In questo profuso interesse, soprattutto verso l’ambito tricologico, Istanbul ha avuto una crescita esponenziale per la presenza di cliniche, creando un vero e proprio bacino di turismo medico, che il governo turco appoggia, affinché rimanga una voce in attivo nel bilancio statale. Ogni clinica turca di trapianto deve oggi avere standard elevati ed è volontà degli staff medici che rappresentino il massimo possibile del comfort e dell’affidabilità per i pazienti. 

Perché sempre più persone scelgono la Turchia 

Il trapianto capelli Turchia è una scelta oggi gettonata per chi cerca una soluzione. Tutto questo grazie al fatto che oltre ad avere dei prezzi vantaggiosi, la città di Istanbul è ricca di cliniche moderne, che offrono tecniche avanzate e moderne, quali la DHI e la FUE. Infatti, gli interventi vengono svolti con queste metodologie che hanno il denominatore comune di estrarre uno a uno i follicoli piliferi: per questo è fondamentale affidarsi a professionisti. 

La differenza tra la FUE e la DHI è il fatto che la FUE avviene in due passaggi, mentre la DHI avviene in un unico passaggio. Questo è possibile utilizzando un implanter pen con guaina, che protegge il follicolo durante lo spostamento dall’area donatrice all’area da trattare. Questo preserverà la salute del bulbo pilifero stesso. 

La clinica Cosmedica rappresenta un grande traguardo in ambito tricologico turco ed è andata oltre, apportando un miglioramento e creando la DHI Sapphire. Partendo dal procedimento della DHI il dr Levent Acar, professionista di livello mondiale, ha aggiunto l’utilizzo di una lama in zaffiro: questa viene utilizzata quando vengono creati i micro canali nell’area da trattare, per inserire i bulbi piliferi. Questo strumento di precisione permette di creare delle micro incisioni molto meno invasive e, quindi, queste implicano una guarigione più veloce e meno dolorosa con un risultato potenzialmente migliore. Ogni trapianto eseguito con successo, oltre a rendere felice il paziente, aumenta la reputazione della clinica. 

Tutte queste nuove tecniche, rispetto alle vecchie, permettono al chirurgo di creare un effetto molto più dinamico e armonioso, dando la direzionalità a ogni singolo bulbo pilifero. Essendo un lavoro che richiede attenzione, è fondamentale affidarsi a professionisti che abbiano un’esperienza comprovata. 

Grazie alla diffusione di informazioni e testimonianze, sulle gallerie delle varie cliniche turche si possono vedere i risultati del trapianto di capelli prima e dopo, tenendo però in considerazione che ogni caso fa per sé. 

La scelta di Totti e la clinica Cosmedica 

Capiamo insieme il motivo per cui l’ex capitano della Roma Totti ha scelto la clinica Cosmedica del dottor Levent Acar per entrare in questo business. Grazie all’operato del dottore Levent Acar la fama di Cosmedica è nota. La scelta non è stata casuale da parte dell’ex capitano della Roma in quanto la clinica Cosmedica rappresenta una struttura internazionale nel settore della tricologia ed è in continua crescita. Dopo l’interessamento nel settore del trapianto capelli Totti ha deciso che Cosmedica fosse la clinica giusta con cui collaborare. 

Cosmedica, come abbiamo detto, è specializzata in trapianti, ma anche in percorsi strutturati alternativi o coadiuvanti. Tali percorsi prevedono l’utilizzo di PRP, di esosomi e cellule staminali. Un altro vantaggio della clinica è che organizza pacchetti all inclusive per chi si sposta dall’Italia. Se il cliente lo richiede, la clinica gestirà l’organizzazione completa del viaggio del soggiorno e dei trasferimenti, sgravando il cliente stesso da questa incombenza. 

Prima e dopo: cosa cercano i pazienti 

Il paziente che vuole risolvere efficacemente la sua calvizie deve essere conscio del fatto che il trapianto non è solo un intervento, ma un percorso in cui la parte postoperatoria è importante e ha una durata dai 12 ai 18 mesi. La clinica Cosmedica accompagna il paziente fino alla fine di questo percorso. L’importanza della presenza dello staff medico nella fase postoperatoria è rilevante: il ripristino della chioma è aiutato anche dalle routine, che vanno cambiate in corso d’essere in base a quello che è lo sviluppo della guarigione. 

Un settore in continua crescita 

Francesco Totti ha capito quanto sia in crescita il settore del trapianto di capelli, per questo motivo ha deciso di entrare nel business, dimostrando, comunque, come il benessere personale sia oramai parte integrante della vita quotidiana. Ottenere il risultato che rappresenti il massimo possibile in termini di naturalezza estetica, è oggi una delle richieste importanti per i pazienti stessi. La scelta di Totti di essere parte attiva del successo di Cosmedica è sicuramente vincente da entrambe le parti.