ROMA-ATALANTA: dove vederla in tv, le probabili formazione e le quote

La Roma cerca di dare continuità al successo contro il Pisa in uno scontro diretto fondamentale a sei giornate dal termine del campionato. All’Olimpico, stasera alle ore 20:45 arriva l’Atalanta di Raffaele Palladino. Gasperini ritrova nuovamente il suo passato, dopo la sconfitta di Bergamo del girone d’andata. Le due squadre si affrontano a caccia di punti pesanti per la lotta all’Europa, con l’obiettivo Champions League che per i giallorossi passa soprattutto da questa sfida. Il tecnico di Grugliasco deve fare i conti con moltissime assenze: oltre ai lungodegenti Dovbyk e Ferguson, sono ancora out Dybala e Koné, mentre contro il Pisa è andato ko Pellegrini. Gasperini non recupera nemmeno Wesley, il brasiliano non è stato convocato. Recuperato in extremis, invece, Pisilli. Davanti a Svilar, ci sarà il terzetto di difesa titolare composto da Mancini, N’Dicka e Hermoso. Sulle corsie pronti Celik a destra, e Rensch a sinistra per sostituire Wesley. In mediana sicuro di un posto titolare, mentre El Aynaoui è in leggero vantaggio su Pisilli. In attacco oltre ai titolarissimi Soulè e Malen, a sinistra troverà spazio dal primo minuto El Shaarawy.

DOVE VEDERE ROMA-ATALANTA IN TV E IN STREAMING

Roma-Atalanta sarà trasmessa in diretta tv su DAZN e in co-esclusiva su Sky e NOW. Per gli abbonati a Sky che hanno sottoscritto l’abbonamento a DAZN 1, la gara sarà visibile anche in tv sul canale 214 di Sky. La sfida, dunque, sarà trasmessa in diretta tv anche su Sky sui canali Sky Sport Calcio (canale 202), Sky Sport Uno e Sky Sport 251.

LE PROBABILI FORMAZIONI

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, El Aynaoui, Rensch; Soulè, El Shaarawy; Malen ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Ederson, Bernasconi; De Ketelaere, Raspadori; Scamacca

LE QUOTE

ROMA- ATALANTA1X2
EUROBET2.303.253.10
SNAI2.503.252.90
PLANETWIN3652.503.302.90
SISAL 2.503.252.90

LR24

ORSI: “La Roma deve far capire subito che vuole vincere” – TORRI: “Gasperini è convinto che lo boicottano”

Nella giornata di Roma-Atalanta, l’etere romano si divide tra questioni di campo in vista del delicato scontro diretto dell’Olimpico e le tensioni interne che riguardano Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini. Il match contro l’Atalanta è uno spartiacque per la corsa alla Champions, e come sottolineato da Giancarlo Padovan la squadra non deve farsi condizionare da questioni extra campo: “Io penso che la Roma ci creda, la squadra è sigillata ed è al di fuori delle polemiche”.


Questo e tanto altro in “Massimo Ascolto”, rubrica de LAROMA24.IT curata dalla redazione. Una passeggiata tra i più importanti programmi radiofonici. Buona lettura.


Io credo che abbiano sbagliato tutti, lo staff medico sicuramente ha fatto un po’ di casino. Il cortocircuito è che questi errori iniziali dello staff medico ha portato Gasperini a non fidarsi più di nessuno (MARCO VALERIO ROSSOMANDO, Manà Manà Sport, 90.9)

Gasperini per me è convinto che lo boicottano. Io non voglio fare il difensore di Ranieri, ma ci sono un paio di episodi. Soulé perché va in campo a Napoli, Koné lo stesso (PIERO TORRI, Manà Manà Sport, 90.9)

Io penso che la Roma ci creda, la squadra è sigillata ed è al di fuori delle polemiche. Sono professionisti, sanno che il quarto posto è importante, lo stesso Gasperini ha detto che non ci saranno alibi e giocheranno con il massimo della concentrazione. Resta che Ranieri ha parlato in un momento sbagliato, ed è un dato di fatto, il punto è capire perché l’ha fatto. Gasperini è concentrato sull’obiettivo, e ancora di più vorrà dimostrare che la scelta, terza quarta o quinta che fosse, è stata quella giusta (GIANCARLO PADOVAN, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Strano vedere la Roma un po’ in calo fisicamente, le squadre di Gasperini di solito arrivano alla fine del campionato sempre fisicamente meglio. Mi sembra una partita abbastanza decisiva, l’Atalanta ha pochi stimoli, la Roma ne ha cento milioni, perchè quello che guadagni se vai in Champions è tanto. Le motivazioni possono fare la differenza, è vero che l’Atalanta gioca bene ma tra 4 giorni ha la semifinale di Coppa Italia che potrebbe essere il suggello per l’Atalanta. Non dico che il risultato è scontato, ma per le motivazioni della Roma deve subito far capire stasera chi è che vuole vincere (FERNANDO ORSI, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Devi dare il meglio possibile, l’Atalanta con la Juve ha dominato almeno un tempo e ha perso una partita che doveva vincere, avranno anche il pensiero alla semifinale di Coppa Italia. Se parti con una motivazione forte nei primi 15-20 minuti allora forse riesci ad incanalare la partita, se ti metti a fare tik e tak invece tecnicamente l’Atalanta è superiore (ROBERTO PRUZZO, Radio Radio 104.5, Mattino – Sport e News)

Primavera, Guidi: “Il derby d’andata? È una cicatrice che ci portiamo dietro. Ho tantissimi dubbi di formazione” (VIDEO)

Alla vigilia del derby contro la Lazio, il tecnico della Roma Primavera Federico Guidi ha parlato ai canali ufficiali del club. I giallorossi non trovano il successo da cinque gare consecutive e sono scivolati al quarto posto in classifica. Il derby, in programma domani alle 13:00, può essere l’occasione perfetta per riscattarsi. Guidi ha analizzato il momento negativo dei suoi ragazzi: “Quando sei giovane degli errori nel percorso li puoi commettere, ma devi essere intelligente a capirli e soprattutto a superarli per diventare un professionista e un giocatore migliore. In settimana la squadra si è allenata bene. Questo è un gruppo che difficilmente manca d’impegno e concentrazione durante la settimana, è un gruppo di ragazzi estremamente piacevole da allenare”.

Il derby è una partita che anche a livello Primavera si presenta da sola. Nella testa dei ragazzi c’è anche la partita d’andata a creare un po’ di fastidio. Può essere la partita perfetta per ripartire? Intanto è una partita bellissima da giocare. All’andata avevamo fatto un’ottima prestazione, poi per due episodi siamo usciti sconfitti, ma sul campo meritavamo molto di più. Quella è una cicatrice che ci portiamo dietro da qualche mese. Deve essere una partita dove, rispetto all’andata, dobbiamo essere bravi a rimanere concentrati sulla nostra prestazione, la nostra qualità e intensità per poi vedere al novantesimo se siamo riusciti ad essere superiori ai nostri avversari. Dobbiamo essere bravi a fare ciò che ci riesce meglio, ovvero giocare a calcio con intensità e qualità.

Il gruppo è quasi tutto a disposizione. Alcuni stanno tornando in condizione ottimale per giocare. Ha più dubbi di formazione? Come ho detto al termine della partita contro il Napoli, quando succedono quegli errori come nei primi venti minuti si azzera tutto. In settimana tantissimi ragazzi si sono messi in evidenza e mai come questa settimana ho tantissimi dubbi di formazione e ci possono essere dei cambiamenti rispetto a quelli che giocano sempre, perché è giusto che sia così.

L’Assuefazione

LR24 (AUGUSTO CIARDI) – Un tifoso sessantenne del Torino, ha in memoria uno scudetto vinto nel 1976, quando era molto piccolo ma di cui conserva sicuramente un dolce ricordo sfocato. E una Coppa Italia del 1993 vinta grazie a una doppia finale rocambolesca contro la Roma. Poi sparute gioie, molto datate, tipo il cammino in Coppa UEFA con Mondonico e un paio di promozioni in A. Quando parliamo superficialmente del Torino, pensiamo a una squadra piatta, a un ambiente in cui scalpitano e scalciano i vecchi tifosi che non accettano l’assuefazione allo stato di anonimato in cui l’ambiente granata si ritrova da almeno due decenni. Perché difficilmente i più giovani possono avere rigurgiti di rabbia, essendo nati e cresciuti in anni di penombra. Difficile inoltre trovare spunti dai media, non soltanto perché per bacino d’utenza lo spazio per il Toro è limitato, ma anche perché i media vicini al presidente spacciano per impresa titanica persino un pareggio in Coppa Italia in casa del Lumezzane. Paese che vai, propaganda che trovi.

L’ambiente Roma non versa in questo stato di apatia prolungato, ma rischia di essere preso per sfinimento. A meno che alle spalle dei giovani tifosi non ci sia un padre, o un fratello maggiore, o un nonno o uno zio che abbia indottrinato il ragazzino per bene, oggi esistono decine e decine di migliaia di giovani tifosi che sono cresciuti con la Roma che non vince mai e che sempre meno si piazza nei posti d’onore della classifica. Un po’ come per l’Italia che non si qualifica più a Mondiali. L’unico trofeo vinto in quasi venti anni è stato persino oggetto di tentativi di ridimensionamento da parte di chi esulta o critica a seconda di chi stanzia a Trigoria, secondo i criteri della comunicazione versione jukebox. Le nuove leve del tifo non sanno cosa significhi esultare per la vittoria di una Coppa Italia, perché i sedicenti soloni afflitti da incurabile ipertrofia dell’ego, da quindici anni sono convinti di essere docenti di vita e provano maldestramente a ripetere come un mantra che nel calcio contano solo piazzamenti, tra l’altro raramente raggiunti dalla Roma, che da quando sono sbarcati gli americani è campione soltanto di presunzione e puzza sotto al naso. Si sminuiscono i trofei, gli allenatori vincenti e i calciatori di spessore che vengono ingaggiati, in nome del nulla. Perché mollare l’ambizione per puntare a chissà quale programmazione, sempre e soltanto ostentata dal 2011 a oggi, non ha portato a nulla.

La Roma negli ultimi quindici anni non ha mai avuto i conti in ordine, ha sempre visto vincere gli altri, raramente è entrata in Champions League, non ha mai avuto continuità tecnica, sia perché in preda a compulsive ossessioni legate alla vendita dei calciatori, sia perché in modo patetico si è votata all’alternanza folle di allenatori. Gli unici a salvarsi in questi anni sono stati quasi sempre i dirigenti, che dalla Roma se ne vanno quando decidono di andarsene. Molto più bravi a diffondere il loro verbo attraverso chi si presta a fare da megafono che a rendere la Roma un club solido, ambizioso ed efficiente. In questo contesto, l’assuefazione all’anonimato inizia a essere un tema da affrontare. Da un lato ci sono i tifosi ultra trentenni che che sanno quanto sia bello competere e vincere, dall’altro lato gli under venti che crescono con la Roma perennemente alle spalle delle big, e hanno iniziato ad avere paura di realtà calcistiche un tempo periferiche che nelle ultime stagioni hanno messo la freccia, cosa impensabile fino a qualche anno fa (Atalanta, Bologna, ora anche Como). Possibile uscire da questo cono d’ombra che somiglia sempre di più a un tunnel? Apparentemente sembrerebbe di no. Ci si aggrappa a una stagione, la prossima, che coincide con il centenario del club. Perché in passato chi ha compiuto cento anni ha vinto. Ci si aggrappa, quindi, a una speranza. L’unica certezza è che ci saranno tante iniziative, tanti grandi ex, tante cene, tanti concerti, perché nel frattempo le canzoni live gli autori le cantano pure allo stadio, venti minuti prima delle partite. Belle cose, indiscutibilmente, ma il piatto forte quando viene servito? La Roma è diventata un succulento contorno. Lo spinoff di se stessa.

Ogni anno si disputa la Mille Maglie, quella corsa che porta all’acquisto di materiale tecnico sicuramente bello e di ottima fattura, col risultato che a fine stagione si contano più versioni di magliette da gioco e di tute che vittorie in campionato, più canzoni in playlist da stadio sparate a palla che punti in classifica, più cene di vecchie glorie coi club che trofei. Un magnifico contorno. I primi non vengono mai serviti. E quando sembra sia arrivato un cuoco valido, che ha già cucinato al meglio altrove, scattano le rappresaglie, spesso causate da maldestri interventi che si registrano dentro Trigoria. Franco Sensi disse “se avessi avuto una grande stampa romana…”. Oggi, al netto del valore della stampa attuale, si può mutuare quella frase per affermare “se avessimo grandi dirigenti non necessariamente romani…”. Perché agli atti si registrano più errori dentro Trigoria che fuori le mura. E chi continua ad affermare che l’ambiente cittadino è un problema, o è Fabio Capello che lo ripete come un disco rotto da venticinque anni, o sta cercando l’ennesimo alibi per proprietà e dirigenze che cercano sempre una scusa come i bambini.

In the box – @augustociardi

Roma-Atalanta: El Shaarawy in campo dal primo minuto

Spazio a Stephan El Shaarawy. Gian Piero Gasperini deve fare i conti con un’emergenza continua nel reparto offensivo, dopo aver perso anche Pellegrini nella sfida contro il Pisa. Stasera, nella delicata sfida dell’Olimpico contro l’Atalanta, il tecnico di Grugliasco punterà su Stephan El Shaarawy nel ruolo di attaccante di sinistra.

Come riferito a Sky Sport da Angelo Mangiante, il numero 92 scenderà in campo dal primo minuto e completerà il reparto offensivo insieme ai confermati Soulè e Malen.

Roma-Atalanta, i convocati di Gasperini: out Wesley. Presenti Mancini e Pisilli

Questa sera la Roma affronterà l’Atalanta allo stadio Olimpico per inseguire il quarto posto. Gian Piero Gasperini in mattinata ha diramato la lista dei convocati. Il tecnico dovrà rinunciare a Wesley, l’esterno brasiliano non ha ancora recuperato. Presenti, invece, Pisilli e Mancini.

L’elenco dei convocati

Portieri: De Marzi, Gollini, Svilar 

Difensori: Rensch, Angelino, Ndicka, Tsimikas, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Ghilardi 

Centrocampisti: Cristante, El Aynaoui, Pisilli 

Attaccanti: Malen, Soulé, Venturino, Vaz, El Shaarawy, Zaragoza

(asroma.com)

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Dagli USA: Friedkin pronti ad investire nei San Diego Padres

La famiglia Friedkin è pronta a sbarcare nel mondo del baseball. Come scrivono dagli Stati Uniti, infatti, Dan sarà tra gli investitori che stanno acquistando la franchigia dei San Diego Padres. L’affare verrà perfezionato nella prossima settimana e sfiorerà i 4 miliardi di dollari, raggiungendo una cifra record per la Major League di baseball. All’affare, oltre a Friedkin, parteciperanno anche José E. Feliciano, sua moglie Kwanza Jones e Joe Lacob, proprietario dei Golden State Warriors.

(ws.com)

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Roma-Atalanta: Ranieri sarà regolarmente in tribuna accanto a Massara

(…) Nonostante gli scossoni degli ultimi giorni, e un rapporto con Gasperini ormai al limite, a meno di clamorosi colpi di scena, stasera Claudio Ranieri sarà regolarmente al suo posto allo stadio Olimpico, al fianco del direttore sportivo Ricky Massara, per assistere a Roma-Atalanta. In casa, del resto, il dirigente romanista non è mancato quasi mai, tranne nel periodo in cui si è operato al ginocchio e aveva delle difficoltà oggettive anche a camminare. Ma sarà ovviamente interessante anche capire come reagirà lo stadio a tutto quello che è successo in questa settimana. (…)

(gasport)

Umano e Romanista

IL ROMANISTA (T. CAGNUCCI) – Io spero solo che resti per altri dieci anni. La conferenza stampa di Gasperini è stata… Gasperini. Un lavoratore, un artigiano del calcio, che ha fatto capolavori e qualcuno ancora non se ne accorge, che ha dedicato il tempo a fare del suo meglio e che, soprattutto questo, mai, mai, mai si è dato alibi. Chi chiede una squadra più forte o giocatori è chi si prende le proprie responsabilità. A Roma pochi lo hanno fatto. (…) Esasperato dalle cattiverie (ah sapeste cosa si dice, dal figlio che guadagnerebbe del suo lavoro, al suo carattere, ai suoi amici, presunti e reali…). No Mister, io spero che lei possa restare, innanzitutto perché sono Romanista e credo che con lei la Roma possa vincere. E poi proprio perché è una bella umanità quella che ci ha fatto vedere a Trigoria. No, non dite poi che ha pianto per nostalgia di Bergamo!?!? L’ha appena lasciata malgrado un anno di contratto, malgrado una proposta di rinnovo, malgrado – ma letteralmente – Bergamo sia scesa in piazza per farlo restare. E ma mica è nato alla Garbatella!? La Romanità è una categoria dell’anima non solo carta d’identità, la romanità è un modo di onorare questa città e i suoi sentimenti e il modo più serio per farlo è il lavoro. La Romanità è far rosicare tutta Bergamo per scegliere Roma a 67 anni; è dire No alla Juventus. Ecco: trovatemi un allenatore che ha detto No alla Juve e poi un altro che ha detto No alla Juve per la Roma. (…)

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Roma, oltre le polemiche scoppia il caso Wesley. “Per il medico sta male”


«Wesley si sente di poter giocare, ha una voglia incredibile. Ma se il medico dice no, non posso farci nulla». Alla vigilia della sfida contro l’Atalanta, Gian Piero Gasperini ha spiegato la situazione attorno al brasiliano. Per l’allenatore della Roma il calciatore è pronto. Per lo staff medico ancora no. Per questo, dopo l’ultimo allenamento di ieri, vissuto ancora lontano dai compagni di squadra, Wesley potrebbe essere escluso dai convocati di questa sera. […]

Un tira e molla tra il tecnico e il comparto medico che va avanti da mesi. Da una parte Bernardino Petrucci, responsabile sanitario del club e uomo di Claudio Ranieri, dall’altra l’allenatore di Grugliasco e i suoi preparatori atletici. Divergenze di idee sul recupero dei calciatori e standard fisici molto distanti che, nel corso dei mesi, hanno inasprito i rapporti tra le due fazioni. […]

Ma a Trigoria l’escalation è stata costante: Dovbyk, Hermoso, Konè, Wesley, Celik, Ferguson. Su ogni calciatore infortunato un inevitabile scontro. Tanto che tra palestra e centro massaggi di Trigoria c’era il timore di mostrare i calciatori a Gasp: «Se li vede, li fa giocare». Poi il cortocircuito con l’infortunio al ginocchio di Paulo Dybala, prima trattato con una terapia conservativa, poi operato.

Adesso i casi aperti di Wesley – su cui c’è massima attenzione anche da parte della nazionale brasiliana – Koné e Pellegrini, che torneranno in campo a inizio maggio. […]

(La Repubblica)