Isaac Kearney impazzisce di gioia. Il giovane tifoso del Liverpool, già protagonista sui social e di vari incontri con i giocatori dei Reds, riceve in regalo per Natale la maglia della Roma da parte di Kostas Tsimikas, terzino in prestito in giallorosso proprio dal Liverpool. Stupore e gioia sul volto del piccolo Isaac mentre scarta il regalo e indossa felice il kit giallorosso con la scritta “Tsimi“. Su Instagram il greco ha commentato: “Mi manchi”.
Mese: Dicembre 2025
Genoa: De Rossi ritrova Thorsby per la Roma
Allenamento di Santo Stefano con sorpresa per Daniele De Rossi che in vista della trasferta di lunedì a Roma contro i giallorossi ritrova Morten Thorsby. Il centrocampista norvegese si era infortunato contro l’Atalanta quando durante una caduta aveva riportato la distrazione della muscolatura della spalla sinistra tanto da essere considerato tra gli indisponibili per la trasferta. Oggi però a sorpresa ha sostenuto l’intera seduta con il gruppo e dunque, considerando che la gara si giocherà lunedì, la possibilità che possa non solo essere tra i convocati ma anche pronto a scendere in campo aumentano moltissimo. Così come è ormai regolarmente rientrato Cuenca. Sicuri assenti invece oltre allo squalificato Leali e ad Onana impegnato in Coppa d’Africa anche Gronbaek, Siegrist, Cornet e Messias.
Manchester United-Newcastle 1-0: Zirkzee in campo al 60′
Al centro delle voci di calciomercato, Joshua Zirkzee nuovamente in panchina. In serata all’Old Trafford è andata in scena la sfida di Premier League tra Manchester United e Newcastle, finita 1-0 con il gol di Dorgu al 24′, e il tecnico dei Red Devils Amorim non ha schierato dall’inizio l’attaccante olandese, cercato dalla Roma come possibile rinforzo nel reparto offensivo nel mercato invernale. Zirkzee è subentrato al 60′, al posto di Sesko, sul risultato di 1-0.
Coppa d’Africa, Marocco-Mali 1-1: 90′ per El Aynaoui
Dopo l’esordio vincente contro le Comore per 2-0, il Marocco torna in campo per la seconda gara del gruppo A: in serata la Nazionale del ct Regragui ha pareggiato 1-1 (gol di Diaz e Sinayoko, entrambi su rigore) con il Mali a Rabat. Come nella precedente gara, il romanista Neil El Aynaoui è sceso in campo dall’inizio nel 4-3-3 del Marocco ed è rimasto sul terreno di gioco per tutta la durata del match, offrendo una prestazione convincente.
Trigoria: in gruppo Dovbyk ed Hermoso. Personalizzato per Bailey
Gornata di Santo Stefano di lavoro per la Roma, che anche oggi è scesa in campo al Fulvio Bernardini di Trigoria. Buone notizie per Gian Piero Gasperini: Dovbyk ed Hermoso, infatti, hanno lavorato in gruppo per tutta la seduta. Personalizzato per Bailey, che ha svolto corsa sul campo. Out l’infortunato Pellegrini.
Florenzi: “La semifinale di Champions la più grande soddisfazione con la Roma ma anche un rimpianto”
Torna a parlare Alessandro Florenzi. L’ex giallorosso si è raccontato attraverso una lunga intervista a Radio TV Serie A. Le sue parole:
Sugli inizi e sulla scelta tra Roma e Lazio.
“Fino a 9 anni ho giocato nel campo di calcio di un centro sportivo dove mia mamma aveva il bar, i giorni in cui avevo allenamento mi allenavo e i giorni in cui non lo avevo Comments per primo facevo lo stesso. C’erano due container, gli spogliatoi, e dietro uno spazio di terra, l’unico spazio vuoto dove si poteva giocare oltre ai campi. Li 6 dove affinavo la tecnica sette ore al giorno. I mister della mia infanzia, Maurizio Ceccarelli e Roberto SpanO, non li potrò mai dimenticare. Dopo sono stato due anni alla Lodigiani, la terza squadra di Roma, e poi a 11 anni ho dovuto scegliere. Avevo Roma e Lazio che volevano che entrassi nella loro Accademia: sono andato a Formello, poi ho parlato con Bruno Conti. Io ero tifoso della Roma, ma ha influito fino a un certo punto: quando ho parlato con Bruno Conti c’è stato un effetto calamita, ho visto Trigoria… Mamma e papà mi avevano lasciato libero di scegliere, ma per me era già presa: volevo iniziare un percorso alla Roma, che da 11 anni era durato fino a 29-30 salvo il passaggio per il Crotone. Era il 2012 faccio l’esordio in Serie A a 21 anni e poi decidiamo di farmi fare un anno a Crotone in Serie B. Poi 8 anni con la Roma, Valencia, Psg e Milan”.
La pia grande soddisfazione con la Roma?
“Sicuramente la semifinale di Champions League. Ed è stata una partita molto discussa, il Var non c’era… perdiamo 5-2 ad Anfield l’andata, al ritorno siamo 2-2 quando manca mezz’ora e Alexander Arnold fa una parata di mano con palla già entrata. Era rigore ed espulsione, con mezz’ora da giocare. Venivamo dalla rimonta contro il Barcelona e con l’apporto di quel pubblico poteva veramente succedere di tutto. Quello è il più grande raggiungimento ma anche uno dei rimpianti che ho, una delle più grandi gioie… chissà come ne sarebbe potuta andare”.
Come nasce il soprannome Spizzi?
“Da mio fratello più grande di 11 anni. Si divertiva a dare dei nomi a caso, s’inventa il nome ‘Spizzingrillo: E non per me… A me piaceva e piace tuttora giocare con la PlayStation, lì devi mettere un nome in cui ti devi identificare e ho deciso di usarlo. Al Milan aniva il boom e lo accorciano, chiamandomi Spizzi. Nell’anno dello scudetto io giocavo terzino destra ma davanti a me c’era Saelemaelcers: Ale e Alex. Pioli quando diceva ‘Ale’ ci giravamo entrambi, quindi doveva trovare una soluzione e mi chiamavano Spizzi.”
Sulla sua duttilità.
“Nella mia caniera ho sempre detto the dall’1 all’11 vanno tutti bene, basta che gioco. Questa cosa nasce addirittura a Crotone: arrivò lì da centrocampista, ma in una partita di Coppa Italia ad agosto ci troviamo senza terzini destri e Menichini mi ci mette. Io ero appena arrivato, mi chiese se me la sentissi: io non avevo nulla da perdere. Vinciamo a Lecce 2-0 e io faccio assist sul primo gol, da terzino destra tornano i due terzini, io comincio a giocare da centrocampista o anche seconda punta: alla fine faccio 11 gol e non so quanti assist, qualcosa di magico. Torno a Roma, faccio l’anno con Zeman da centrocampista e poi arriva Garcia. Mi spiega quello che per lui era il terzino destra che doveva stare molto alto: io dico proviamoci. Lo scotto da pagare era ovviamente sentire gli altri dire che fisicamente non ero cosi prestante, ma il nostro gioco richiedeva che avessimo tanto possesso palla quindi in teoria dovevamo subire poco. Quell’anno andò bene e intrapresi la stagione da terzino e da alto a destra: tante volte infatti giocava Maicon basso e io altre volte giocavo io terzino. Essere un jolly è diventato anche una mia dote, e a volte può essere anche un cruccio.’
Che emozione e che responsabilità è stata quella di indossare la fascia di capitano della Roma?
“Una grande responsabilità, essere capitano della squadra che tifi ha ancora più, valore. Soprattutto farlo a Roma, dove davanti a me c’erano stati De Rossi e Totti. Avere la responsabilità di essere alla loro altezza, nessuno potrà mai essere come loro, Totti e De Rossi non c’erano più. Io ero quello più longevo in squadra: inizio a fare il capitano con Garcia, poi con Di Francesco”.
Come è stato giocare con Totti e De Rossi?
“Incredibile. Io faccio l’esordio in Serie A subentrando a Totti. Quando mi chiedono che cosa ricordo dell’esordio mi viene sempre da ridere, l’unica cosa che ricordo è stato fare il cambio a Totti. Poi sono stato tre minuti a correre, senza prendere mai la palla. Sono due leggende del calcio italiano, due leggende per Roma a cui nessuno potrà mai dire niente, due amici”.
Il suo gol più bello?
“Sicuramente quello in Roma-Barcellona in Champions, recupero una palla nella nostra trequarti e superato il centrocampo vedo Ter Stegen fuori dai pali. Tirai volutamente, e alla fine pareggiamo “
Quale allenatore ha avuto un maggiore impatto su di lei?
“Ne potrei citare svariati. Non in ordine di importanza: Spalletti, Conte, Pioli, Tuchel, Garcia E sicuramente sto dimenticando qualcuna in mezzo a questi, però non dimentico da dove vengo: per arrivare a questi sono passato da Alberto De Rossi, colui che mi ha formato nei tre anni di Primavera e che mi ha insegnato come si calcia, come ci si comporta in determinate situazioni. Mi ha fatto diventare professionista, assolutamente, e quando lo incontro ho sempre bei ricordi per lui. L’ho incontrato poco tempo fa, avevo promesso a Daniele che sarei andato a vedere una partita dell’Ostiamare senza immaginare che avrei incontrato anche Alberto*.
Calciomercato Roma, avanza Zirkzee: si tratta sulle condizioni per far scattare l’obbligo di riscatto. Operazione da 38/40 milioni
Nonostante le dichiarazioni di Amorim, la Roma si avvicina a Josua Zirkzee. Come scrive Daniele Longo di calciomercato.com, il club giallorosso sta trattando con lo United sulle condizioni per far scattare l’obbligo di riscatto, per pacchetto da 38/40 milioni di euro totali.
🔴Roma, avanza Zirkzee: Joshua entusiasta del progetto giallorosso. Con il Manchester United si tratta sulle condizioni per far scattare l'obbligo di riscatto, pacchetto da 38/40 milioni di euro
— Daniele Longo (@86_longo) December 26, 2025
C’è lesione per Pellegrini: stop di 3/4 settimane
La Roma perderà Lorenzo Pellegrini per almeno un mese. Il centrocampista giallorosso ha riportato una lesione al bicipite femorale sinistro durante l’ultimo allenamento prima di Natale. Grave tegola per Gian Piero Gasperini che salterà gran parte del mese di gennaio.
Calciomercato Roma, più Dragusin di Disasi: il Tottenham non ha ancora aperto all’addio in prestito
La Roma continua ad operare in vista del calciomercato di gennaio. Oltre al discorso prioritario dell’attaccante, i pensieri di Massara sono rivolti anche un nuovo difensore. Uno tra i nomi papabili è quello di Axel Disasi del Chelsea, il quale peró dovrebbe essere acquistato a titolo definitivo dal momento che i Blues hanno gli slot destinati ai prestiti occupati. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano sul suo canale Youtube, ecco che la Roma sta virando su un altro nome, Radu Dragusin del Tottenham. Il difensore romeno ex Juventus sta rientrando da un infortunio e ultimamente non ha trovato molto spazio. Gli Spurs, peró, non hanno fretta di cederlo e per il momento non hanno ancora aperto per una sua eventuale cessione in prestito. Roma e Fiorentina restano alla finestra ed attendono aggiornamenti.
Manchester United, Amorim blocca Zirkzee: “Difficile che qualcuno possa lasciare il club finché non troviamo un sostituto”
Ruben Amorim, allenatore del Manchester United, ha parlato in conferenza stampa a poche ore dalla partita contro il Newcastle e tra i vari temi trattati si è soffermato sul futuro dei calciatori in uscita, tra cui Joshua Zirkzee. Ecco le sue parole sull’obiettivo di mercato della Roma: “Sarà difficile per qualcuno lasciare il club se non riusciremo a trovare un sostituto. Siamo a corto di giocatori. Anche con la rosa al completo, non siamo sufficienti per far fronte a tutto ciò che può accadere. Siamo un club con una grande responsabilità”.